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TF Praesidium, Diga di Mosul: assistenza veterinaria agli assetti K9 anti-IED del CTS iracheno

I militari dell’Esercito Italiano della Task Force (TF) Praesidium, impegnati in missione in Iraq, supportano le unità dell’antiterrorismo irachene mediante l’assistenza veterinaria agli assetti K9 schierati dell’area della Diga di Mosul e impiegati nell’individuazione di materiale esplosivo e ordigni improvvisati.

Lo ha comunicato lo stato maggiore della Difesa ieri, 11 giugno.

Per la prima volta, si apprende in dettaglio, i militari dell’Esercito Italiano della TF Praesidium, su richiesta della controparte irachena, hanno assicurato assistenza veterinaria agli assetti cinofili anti IED (K9) delle unità antiterrorismo irachene (Counter Terrorism Service – CTS) mediante un programma ad hoc mirato a favorire la piena efficienza delle unità cinofile delle CTS schierate nei punti sensibili dell’organizzazione difensiva dell’area della Diga di Mosul.

Il CTS impiega gli assetti K9 quale strumento di contrasto al terrorismo nei principali posti di blocco stradali che adducono all’area della diga, presidiata dai Dimonios del 151° reggimento Fanteria Sassari.

“L’assetto pregiato e importante nel contrasto alla minaccia costituita da eventuali autobombe – Vehicle Borne Improvised Explosive Device – necessita di esser mantenuto costantemente in piena efficienza fisica e operativa”, spiega la Difesa.

Per tale ragione, la TF Praesidium, su richiesta del CTS, con cui coopera nel sistema difensivo integrato della diga, hanno supportato le unità K9 irachene mediante un accurato protocollo di controllo veterinario, stabilito dagli assetti specialistici veterinari italiani.

Il protocollo veterinario ha la finalità di supportare al meglio il delicato lavoro delle forze di sicurezza irachene impegnate, in coordinamento con la coalizione, nel contrasto alla minaccia terroristica.

“Nello specifico – continua lo stato maggiore della Difesa dal suo sito web istituzionale – il supporto italiano alle unità K9 irachene si è espresso e continuerà a esprimersi attraverso visite e somministrazioni di cure – corroborate da istruzioni sulla gestione degli animali – volte a ridurre la diffusione di patologie incapacitanti tali da rendere inefficaci gli assetti K9 impiegati per la lotta al terrorismo”.

La TF Praesidium, su base 151° reggimento Fanteria Sassari, nell’ambito dell’Operazione “Inherent Resolve”(OIR) è la Task Force preposta alla protezione della Diga di Mosul in coordinamento con le forze di sicurezza locali, quali Counter Terrorism Service, National Security Service e Iraqi Police.

Oltre ad assicurare la difesa della diga, sito di interesse strategico per l’Iraq, la TF Praesidium garantisce la sicurezza del personale militare e civile dell’U.S. Army Corps of Engineers (USACE) e delle maestranze italiane impegnate nei lavori di risanamento dell’infrastruttura.

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Fonte e foto: PI SMD

TAAC-W, Resolute Support: sono 12 i poliziotti e i militari afgani certificati con il corso Explosive Hazard Reduction a Herat

Si è da poco concluso, nella base di Camp Arena a Herat, sede del Train Advise Assist Command West (TAAC-W) nell’ovest dell’Afghanistan, il corso di specializzazione in “Explosive Hazard Reduction, condotto dai militari del contingente italiano a favore di 12 poliziotti e militari delle forze di sicurezza afgane per il conseguimento dell’abilitazione alla bonifica speditiva degli ordigni esplosivi.

L’attività rientra nella serie di corsi di specializzazione condotti dai militari italiani per garantire l’autoprotezione delle forze e salvaguardia dei civili, spiega il comunicato stampa del TAAC-W, attualmente su base brigata Sassari al comando del gen Gianluca Carai.

Il corso, durato quattro settimane, è stato sviluppato nell’ambito del programma formativo organizzato dagli istruttori delle Forze Armate italiane del Military AdviseTeam (MAT), con lo scopo di ridurre il numero degli incidenti che coinvolgono le Forze di Sicurezza locali e soprattutto la popolazione civile, in occasione di rinvenimento di mine, munizionamento inesploso e Improvised Explosive Device (IED), ovvero bombe realizzate con materiali non convenzionali.

Attraverso l’apprendimento di accurate tecniche per l’avvicinamento agli esplodenti, messa in sicurezza dell’area, posizionamento di cariche esplosive e successiva bonifica con brillamento speditivo, i neo abilitati, militari e poliziotti, potranno operare senza mettere a repentaglio le proprie vite e tutelando, conseguentemente, la popolazione civile che risulta essere tra le principali vittime da esplosioni, sottolinea il TAAC-W.

Il corso è terminato con una esercitazione pratica, in cui le Forze di Sicurezza locali si sono cimentate nell’impiego di cariche esplosive individuali per la demolizione rapida di alcuni simulacri di ordigni inesplosi, consentendo agli stessi allievi di condurre, autonomamente, una bonifica speditiva.

La bonifica degli ordigni rientra nei piani di addestramento (Train) e di consulenza (Advise e Assist), che attualmente sono svolti dagli istruttori italiani a favore della Polizia e dell’Esercito afgano.

Come previsto dal mandato della missione a guida NATO Resolute Support (RS), queste attività concorrono al conseguimento dell’obiettivo finale, che è quello di rendere le Forze di Sicurezza locali capaci di operare in totale autonomia.

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Fonte e foto: TAAC-W (RS)

Sector West, UNIFIL: primo corso C-IED a favore delle LAF da parte degli istruttori italiani del Combat Support Battalion

Nei giorni scorsi è stato svolto, a Shama presso il Comando del Settore Ovest (Sector West, SW) di UNIFIL a guida Italiana su base brigata Paracadutisti Folgore, al comando del gen Rodolfo Sganga, il primo corso di C-IED Awareness, focalizzato sulla lotta agli ordigni improvvisati, a favore delle Forze Armate Libanesi (LAF).

È lo stesso Sector West a darne notizia con un comunicato stampa di oggi, 12 marzo.

Gli istruttori del Combat Support Battalion (CS Bn), su base 8° reggimento Guastatori Paracadutisti, con il supporto degli assetti cinofili del Centro Veterinario Militare, hanno condotto l’attività sviluppandola con fasi teorico-pratiche, con lo scopo di formare i militari libanesi nel delicato settore degli ordigni esplosivi improvvisati e di quelli inesplosi.

Più in dettaglio, si apprende, gli istruttori del Combat Support Battalion hanno fornito ai frequentatori le nozioni di base per riuscire a riconoscere il munizionamento regolamentare e le procedure da adottare in presenza di ordigni inesplosi (UXOs) o ordigni improvvisati esplosivi (IEDs) al fine di ridurre il rischio per le forze che operano sul terreno e per saper gestire eventuali incidenti.

L’attività operativa, che rientra nel bacino delle operazioni condotte quotidianamente insieme alle Forze Armate Libanesi, è stata particolarmente apprezzata poiché mirata a incrementare ulteriormente il livello tecnico professionale dell’apparato preposto a garantire la sicurezza nel sud del Libano nel rispetto delle Risoluzioni 1701 e 2373 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sottolinea il comunicato.

Nell’ambito della missione ONU in Libano, il Combat Support Battalion è l’unità che garantisce il supporto alle forze di manovra assicurando unità per la bonifica degli ordigni, il contrasto alla minaccia chimica, biologica, radioattiva e nucleare (CBRN) e le comunicazioni per il contingente italiano e per tutte le nazioni operanti nel Sector West di UNIFIL.

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Fonte e foto: SW UNIFIL; PI SMD

Sector West, UNIFIL: ordigni inesplosi della guerra del 2006, un pericolo attuale

I militari del contingente italiano del Sector West (SW) di UNIFIL, attualmente su base brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli al comando del gen Ugo Cillo, hanno rinvenuto nella propria area di responsabilità un proiettile d’artiglieria da 155 millimetri senza spoletta, residuato bellico risalente alla guerra del 2006.

A intervenire sul posto per la messa in sicurezza dell’area è stato il Team di artificieri (EOD/IEDD – Explosive Ordnance Disposal/Improvised Explosive Device Disposal) del 3° reggimento Genio Guastatori, inquadrato nel Combat Service Battalion del SW, fa sapere lo stesso contingente italiano.

Nonostante siano trascorsi oltre dieci anni dalla così detta “guerra d’estate” tra Israele e le milizie di Hezbollah, ricorda il comunicato stampa del SW datato 25 gennaio, la problematica legata al ritrovamento di ordigni inesplosi è ancora attuale, soprattutto nella stagione delle piogge.

I militari italiani hanno da sempre sensibilizzato la popolazione locale e soprattutto i minori su questo pericolo, invitando a segnalare la presenza di ordigni.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

Sector West, UNIFIL: come riconoscere gli ordigni inesplosi, addestramento a favore di LAF e contingenti stranieri

20160926_sw-unifil_uxo-mine-awareness-12Si sono conclusi con la cerimonia di consegna degli attestati di frequenza una serie di corsi intitolati UXO & Mine Awareness, importanti attività addestrative incentrate sul riconoscimento di ordigni inesplosi e mine terrestri che i militari del contingente italiano di UNIFIL hanno organizzato a favore di personale delle Forze Armate Libanesi (LAF) e di militari dei contingenti stranieri che operano nell’ambito del Sector West (SW) di UNIFIL.

È lo stesso SW a renderlo noto con un comunicato stampa del 26 settembre scorso, in cui spiega l’andamento delle attività.

Durante le fasi teoriche dei corsi sono state trattate le tematiche relative alla sensibilizzazione sulle minacce esplosive caratteristiche del teatro libanese e sulla potenziale presenza di aggressivi chimici e dei pericoli da essa derivanti.

20160926_sw-unifil_uxo-mine-awareness-11La fase pratica è stata invece caratterizzata da una serie di esercitazioni durante le quali i frequentatori si sono addestrati al riconoscimento degli ordigni esplosivi convenzionali e alle procedure sanitarie d’urgenza da adottare in caso di incidenti.

Grazie al personale specializzato EOD/IEDD e dal personale qualificato CBRN del contingente nazionale, le LAF e il personale militare proveniente dai contingenti non nazionali operanti in ambito UNIFIL hanno incrementato in maniera significativa la preparazione sugli ordigni esplosivi convenzionali a tutto vantaggio dell’interoperabilità e del coordinamento tra le unità di differenti forze armate presenti nell’area di responsabilità del Sector West, che attualmente è su base brigata Sassari al comando del generale Arturo Nitti.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

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UNIFIL, Sector West: gli artificieri del 32° reggimento Genio guastatori di Torino all’EOD workshop

20151023_SW UNIFIL_EOD workshop  (11)Oggi, 23 ottobre, nella base UNIFIL situata nella municipalità libanese di Dibil, il battaglione finno-irlandese, alle dipendenze di Sector West attualmente su base brigata Taurinense, ha organizzato un EOD workshop volto a incrementare l’interoperabilità dei team di artificieri presenti in Libano con il casco blu dell’ONU.

Ben 8 i team partecipanti, di nazioni diverse. Italiani, irlandesi, finlandesi, cinesi, malesi, spagnoli, cambogiani ed estoni hanno potuto confrontare attrezzature e materiali, in uno scambio di informazioni fondamentale per una professione in continuo aggiornamento come quella dell’artificiere, sottolinea il Sector West che ne dà notizia in un comunicato stampa odierno.

20151023_SW UNIFIL_EOD workshop  (10)I team EOD (Explosive Ordnance Disposal – bonifica ordigni esplosivi) hanno il compito di intervenire in pochi minuti in caso di ritrovamento di ordigni inesplosi o di IED, ovvero ordigni improvvisati costruiti artigianalmente e dalla disattivazione estremamente complessa. Gli artificieri di UNIFIL assistono, con competenze e materiali all’avanguardia, i team dell’Esercito Libanese.

Gli artificieri della Taurinense provengono dal 32° reggimento Genio guastatori di Torino, gli stessi che in Italia assicurano l’intervento sugli ordigni bellici, circa 150 l’anno, ritrovati nelle regioni Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

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Fonte e foto: Sector West UNIFIL

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Prima Parthica, Erbil: due battaglioni Peshmerga nel nuovo ciclo addestrativo tenuto dai trainer italiani del KTCC

20150730_KTCC_Prima Parthica_addestramento Peshmerga_TF Erbil (3)Gli addestratori militari italiani della Task Force Erbil, che operano nell’ambito del Comando multinazionale KTCC (Kurdish Training Coordination Center) a guida italiana, hanno avviato un nuovo ciclo di attività addestrative per due battaglioni Peshmerga.

Il vicecomandante del CJFLCC-I (Combined Joint Force Land Component Command-Iraq), in visita alla training area di Atrush, ha potuto apprezzare personalmente sia l’intensità e la qualità del delicato lavoro svolto dagli istruttori italiani, sia il gradimento delle istituzioni curde e il riconoscimento dei partner della Coalizione.

20150730_KTCC_Prima Parthica_addestramento Peshmerga_TF Erbil (1)Il KTCC, alle dipendenze del CJFLCC-I a guida USA, è composto al momento da circa 530 uomini e donne appartenenti a sei nazioni (Italia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Olanda e Finlandia).

Dallo scorso gennaio il KTCC ha addestrato circa 2.500 elementi delle Forze di Sicurezza Curde. Ben 1.200 di questi militari curdi sono stati addestrati da circa 100 militari italiani nell’impiego del sistema d’arma controcarro Folgore, nelle procedure contro ordigni esplosivi improvvisati (counter IED), nella formazione del personale sanitario, nell’addestramento al tiro diretto di precisione con le armi portatili e al tiro indiretto con le artiglierie e i mortai.

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Fonte: KTCC via difesa.it

Foto: difesa.it

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Il CaSMD, amm Binelli Mantelli, a Erbil nel Kurdistan iracheno: il presidente Barzani chiede più sostegno contro l’ISIS. Addestramento in Italia per i peshmerga

Nel pomeriggio del 10 novembre scorso, fa sapere lo stato maggiore della Difesa, si è svolta la visita lampo a Erbil, in Kurdistan, del Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, per un confronto con il suo omologo iracheno, generale Babaki Zebari.

Nel corso della visita l’ammiraglio Binelli Mantelli ha incontrato il Presidente della Regione del Kurdistan – Iraq, Masoud Barzani, e le più alte cariche del governo locale.

Il CaSMD, accompagnato dall’Alto rappresentante  del governo regionale del Kurdistan dell’Iraq in Italia, dottoressa Rezan Kader, è stato accolto al suo arrivo dal ministro degli Affari Peshmerga, Mustafa Sayid Qadir, e dall’ambasciatore italiano in Iraq, Massimo Marotti.

Il Presidente Barzani ha ringraziato il CaSMD per il supporto che l’Italia ha fornito e sta fornendo alle autorità curde nella sua guerra contro l’ISIS, ribadendo la necessità di un ulteriore sostegno da parte della comunità internazionale in termini di materiali d’armamento e di addestramento.

L’ammiraglio Binelli ha confermato l’impegno dell’Italia in favore dell’Esercito iracheno e del Kurdistan nel contrasto all’ISIS, sia nell’ambito di una collaborazione bilaterale e della coalizione internazionale.

In particolare, per quanto attiene all’attività bilaterale, è stata valutata la possibilità di svolgere ulteriori attività addestrative in Italia a favore dei peshmerga nel settore del contrasto alla  minaccia IED (ordigni esplosivi improvvisati), che sta causando gravi perdite tra i militari e i civili curdi. Al momento sono in corso colloqui in ambito coalizione per individuare le basi dove opereranno gli addestratori.

Successivamente l’ammiraglio Binelli Mantelli ha ultimato i colloqui con le autorità di vertice locali incontrando il primo ministro Nechirvan Barzani, il ministro dell’Interno Abdulkarim Sultan Sinjari e il capo dipartimento degli Esteri Falah Mustafa Bakir.

La breve visita si è svolta in un clima di grande cordialità e condivisione di vedute a riprova della volontà di contrastare insieme la minaccia terroristica posta da ISIS e della riconoscenza delle autorità e del popolo curdo per il supporto italiano.

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Fonte e foto: stato maggiore Difesa

Afghanistan, RC-W ISAF: visita dei Capi di stato maggiore della Difesa italiano e ucraino. Le foto

Si è conclusa mercoledì 15 gennaio scorso la ricognizione del teatro operativo afgano del Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e del suo omologo ucraino, colonnello generale Volodymir Zamana.

Le due delegazioni erano partite da Roma il 14 gennaio al termine di una due giorni della delegazione ucraina in Italia (link articolo in calce).

L’Ucraina partecipa alla missione ISAF con un contingente che opera nella regione ovest a Herat sotto guida italiana, il Regional Command West (RC-W) di ISAF attualmente su base brigata Aosta al comando del generale Michele Pellegrino.

L’ammiraglio Binelli Mantelli e il generale Zamana sono stati ricevuti a Herat dal comandante di RC-W, generale Pellegrino, il quale ha fornito loro un esaustivo aggiornamento della situazione operativa, che tiene anche conto delle sostanziali evoluzioni della struttura delle unità della coalizione a seguito della cessione di numerose basi operative alle unità delle Forze di Sicurezza Afgane.

Successivamente i due capi di stato maggiore hanno partecipato a una attività dell’unità multinazionale del Genio, su base 4° reggimento genio guastatori di Palermo, in cui operano anche due squadre ucraine specializzate nella lotta agli ordigni esplosivi improvvisati (IED).

Le squadre del Genio, che garantiscono la libertà di movimento sulle principali arterie di comunicazione stradale, hanno fatto brillare degli ordigni precedentemente recuperati nella quotidiana opera di bonifica, mostrando l’alto grado di integrazione e coordinamento tra guastatori italiani e ucraini. Il Capo di stato maggiore ucraino ha potuto constatare personalmente la qualità dei mezzi e degli equipaggiamenti nazionali in dotazione alle forze armate italiane con particolare riferimento al VTLM Lince le cui caratteristiche hanno consentito di salvare la vita a molti militari italiani coinvolti da esplosioni di IED e ai sistemi di rilevamento degli ordigni esplosivi.

Dopo aver lasciato Herat, i due alti ufficiali si sono trasferiti nella capitale afgana Kabul, dove hanno incontrato il ministro della Difesa afgana, generale Sher Mohammad Karimi, e il comandante di ISAF, il generale statunitense Joseph F. Dunford.

La visita si è poi conclusa con l’incontro con il Capo di stato maggiore di ISAF, generale Giorgio Battisti, che terminerà il proprio mandato tra pochi giorni. Nel corso dei colloqui è stata fatta una approfondita analisi della situazione attuale in Afghanistan, affrontando gli importanti temi relativi alla transizione della responsabilità della sicurezza alle forze di sicurezza afgane e le possibili iniziative congiunte che potranno essere intraprese per garantire la sicurezza, l’addestramento e il supporto alle Forze Armate Afgane dopo il 2014, anno in cui la missione a guida NATO ISAF si trasformerà da combat a missione di supporto e training.

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Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: ministero della Difesa ucraino

UNIFIL, Libano: attività congiunte di familiarizzazione delle tecnologie e degli assetti in uso per testare sinergia e rapidità decisionale

Nei giorni scorsi, fa sapere il Sector West di UNIFIL (United Nations Interim Force In Lebanon), unità di ITALBATT e della SMR (Sector Mobile Reserve), inquadrate nella Joint Task Force Lebanon su base brigata Granatieri di Sardegna, hanno condotto attività addestrative congiunte con la Force Commander Reserve di UNIFIL.

In tale contesto, sono state sviluppate sia giornate teoriche volte alla familiarizzazione delle tecnologie e dei diversi assetti in uso, sia giornate sul terreno al fine di confrontare le procedure tecnico-tattiche applicate da entrambe le unità militari.

Nello specifico, si apprende, è stata simulata un’attività volta a fronteggiare una minaccia IED (Improvised Explosive Device), con la quale si è potuto confermare la validità delle attuali procedure, e sono state effettuate pattuglie congiunte con assetti leggeri e pesanti in stretto coordinamento con le LAF (Lebanese Armed Forces). Inoltre, sono state condotte delle esercitazioni di tiro presso il poligono di tiro di Naqoura dove gli assetti impegnati hanno potuto verificare e confrontare l’impiego delle armi individuali in dotazione ai rispettivi reparti.

Le attività condotte hanno evidenziato come la familiarizzazione delle procedure e la loro integrazione in ambito UNIFIL sia condizione necessaria affinché, in caso di necessità, le unità sul terreno possano operare in piena sinergia, garantendo integrazione e rapidità decisionale.

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Fonte e foto: Sector West UNIFIL