Marina: otto navi riconsegnano la Bandiera di Combattimento al Sacrario delle Bandiere ed escono dal servizio

Le Bandiere di Combattimento delle navi Maestrale, Granatiere, Minerva, Sibilla, Urania, Danaide, Sapri e Lerici sono ora custodite presso il Sacrario delle Bandiere delle Forze Armate, dopo che “una cerimonia solenne e intensa, all’insegna dei valori e delle tradizioni che da sempre caratterizzano la Marina Militare” ha celebrato il 13 aprile scorso, nella splendida cornice della Sala Ancora del Complesso Monumentale del Vittoriano, la riconsegna delle Bandiere di Combattimento delle otto navi, ha fatto sapere la stessa Marina Militare con un comunicato stampa.

Alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio Valter Girardelli, del Comandante in Capo della Squadra Navale, ammiraglio Donato Marzano, e degli ex Comandanti, è avvenuta la riconsegna delle Bandiere di Combattimento di otto Navi della Marina Militare che hanno concluso la propria impegnativa, pluriennale attività operativa al servizio della collettività e a difesa degli interessi marittimi nazionali.

Si tratta, appunto, delle Bandiere della fregata Maestrale, del pattugliatore di squadra Granatiere, delle corvette Minerva, Sibilla, Urania, Danaide, e dei cacciamine Sapri e Lerici.

I vessilli, fieramente contenuti nei rispettivi cofani e donati dalle Associazioni combattentistiche all’atto dell’ingresso in servizio, sono stati collocati all’interno del Sacrario delle Bandiere, luogo simbolo di memoria nazionale e custode dei più alti valori e ideali che stanno alla base della Marina Militare e più in generale delle Forze Armate Italiane.

Significativo il messaggio dell’amm Girardelli: “Il merito a comune denominatore di tutte queste unità è rappresentato in questa sala. Il minimo comune denominatore di queste unità siete voi, i Comandanti, gli Ufficiali, i Sottufficiali, Graduati e Marinai che con la vostra opera, la vostra dedizione, il vostro affetto nei confronti del “Ferro” di cui sono fatte queste navi, le avete rese vive e forgiate in loro ricordo imperituro nel tempo. Il tempo che gli equipaggi, che voi avete trascorso su di loro vi lega e vi legherà per sempre. Senza di voi, senza gli equipaggi, senza gli uomini e le donne della Marina queste navi non sarebbero mai esistite. A testimoniare l’impegno, la dedizione, la passione e l’abnegazione degli equipaggi, la vostra passione, dedizione, abnegazione e impegno. Vi siete avvicendati a bordo di queste unità, delle quali restano le Bandiere di Combattimento affinché chiunque si rechi in visita a questo Sacrario possa prenderne diretta conoscenza, renderne omaggio, e chinando il capo, ne vada sempre riconoscente”.

“Per le Unità Navali della Marina Militare – spiega il comunicato stampa della Marina – la Bandiera di Combattimento, istituita nel lontano 1904, è un simbolo fondante e inequivocabile, di assoluto valore evocativo: essa è l’emblema sommo d’identità nazionale, veicolato sul mare ad ogni latitudine del globo“.

“Custodita a bordo nella cabina del Comandante – si apprende nel dettaglio – la Bandiera di Combattimento viene “issata a riva” solo quando la Nave è chiamata a difendere “in armi sul mare” la Nazione e il suo popolo; ad essa è rivolto lo sguardo dei marinai impegnati a compiere atti di estremo coraggio e sacrificio nei momenti più cruciali della battaglia. Dunque non un semplice stendardo, ma l’anima e l’essenza stessa della Marina Militare, della Nave e del suo equipaggio, in una parola: l’anima stessa dell’Italia sul mare”.

La riconsegna delle Bandiere di Combattimento per tutti gli uomini e le donne, ufficiali, sottufficiali e marinai è sempre un momento particolare in cui si fa ricordo di attimi, momenti di vita vissuti insieme, in condizioni difficili, spesso proibitive.

Le Bandiere consegnate venerdì scorso all’Altare della Patria custodiranno per sempre la memoria di tutti quei Marinai che, una volta saliti a bordo, insieme ai loro comandanti hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo con passione e dedizione, fondendo i loro animi con l’acciaio della nave che li accoglie, nella ferma piena consapevolezza che il quotidiano perseguimento del proprio profilo di missione, oggi come ieri, costituisca un prezioso e insostituibile fondamento al cammino, alla crescita e al benessere della nostra Nazione.

“Questa cerimonia testimonia il riposizionamento della flotta della Marina Militare a causa dello stato generale dei mezzi della Squadra Navale”, spiega il comunicato della Marina.

“Tale situazione è peraltro contestualmente innovata dal programma di ammodernamento delle linee operative delle Unità Navali, voluto dal Ministro Pinotti, dal Governo e dal Parlamento, che permetterà, avuto riguardo di conferire ulteriore prospettiva progettuale allo stesso, di supplire alla crescente obsolescenza della Flotta con mezzi all’avanguardia, di elevato contenuto tecnologico, con spiccate capacità duali e rispettosi dell’ambiente”.

“L’ambiente marittimo è la chiave di volta del domani dell’Italia, dell’Europa e di tutto il pianeta in quello che è considerato da diversi esperti il “secolo blu”, in cui il futuro è il mare. Nel mare quindi occorre investire per essere competitivi negli scenari economici, commerciali e di sicurezza degli anni a venire”.

Il Sacrario delle Bandiere delle Forze Armate (fonte Marina Militare):

Il Sacrario delle Bandiere delle Forze Armate è sito in Roma presso il Vittoriano e custodisce dal 1935, le Bandiere di Guerra dei reparti disciolti di Esercito e, sono rappresentate con le loro bandiere l’Aeronautica, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Pubblica Sicurezza e le Bandiere di Combattimento delle Unità in disarmo della Marina Militare. In questa struttura, sono altresì custoditi stendardi, labari cimeli e pezzi artistici di fine manifattura tra cui i cofani portabandiera finemente cesellati.

Il Sacrario delle Bandiere nacque con lo scopo di custodire tutte le Bandiere di Guerra, a partire da quelle che erano state utilizzate durante le Battaglie risorgimentali per l’Unità e l’indipendenza dell’Italia. Il sito prescelto per custodirle, accanto alla tomba del Milite Ignoto, voleva esaltare la funzione sacrale e simbolica della “Bandiera” che diventava il mezzo più semplice e diretto per commemorare il sacrificio e il coraggio dei tanti soldati italiani che avevano lottato sotto l’insegna del Tricolore per un comune senso della Patria alla ricerca della libertà. Il Sacrario è suddiviso in due parti, al piano terra si può visitare il Museo Sacrario della Marina Militare Italiana dove sono custoditi alcuni dei cimeli più significativi dei due conflitti mondiali, tra cui parte del sommergibile Scirè, affondato nelle acque di Haifa, il MAS 15 della Medaglia d’Oro Luigi Rizzo, un siluro Lenta Corsa oltre alle Bandiere di Combattimento delle navi da guerra della Marina poste in disarmo.

Al piano superiore, invece, sono custodite le Bandiere di Guerra delle Unità dell’Esercito, oltre a essere rappresentate l’Aeronautica, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Pubblica Sicurezza.

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Fonte e foto: Marina Militare