Marina Miltiare

Migranti: la Marina trasferisce a Malta donna all’ottavo mese di gravidanza

20150824_Marina Militare_migranti_Dignity-Grecale (2)Nella notte, fa sapere la Marina Militare con un comunicato stampa, una migrante all’ottavo mese di gravidanza, che faceva parte di un gruppo di migranti soccorsi dalla nave Dignity 1 di Medici senza Frontiere (MSF), è stata trasferita con l’elicottero di nave Mimbelli della Marina Militare presso una struttura sanitaria di Malta.

Il trasbordo è avvenuto con i mezzi della Marina Militare dalla nave mercantile Dignity 1 di MSF alla fregata Grecale in pattugliamento nel Mediterraneo. Successivamente l’elicottero di nave Mimbelli ha trasferito la donna presso un ospedale di Malta.

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Fonte e foto: Marina Militare

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La “risorsa Mediterraneo”: l’unico obiettivo di interesse nazionale che ci è rimasto

By Giovanni Pallotta

Il capoluogo isontino sicuramente non è la prima meta balneare cui si pensi, eppure per un giorno è stata la città marittima più importante d’Italia; non per uno spostamento delle acque bensì per l’incontro “Il ruolo strategico del mare per la sicurezza e l’economia dell’Italia”, organizzato dall’Università di Trieste [lo scorso 2 dicembre, ndr] e che tra i vari relatori di altissimo livello ha visto un oratore d’eccezione, il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, l’Ammiraglio Giuseppe De Giorgi.

Le sue parole sono state molto dirette, lasciando poco spazio a interpretazioni: il Mar Mediterraneo è una risorsa imprescindibile per il sistema Paese, sia economicamente che militarmente, nessuna politica estera seria può prescindere da questo assioma e per sostenere una tale politica è necessario dotarsi dei mezzi adeguati.

Nel corso del suo intervento, durato circa un’ora, l’Ammiraglio ha analizzato con lucidità la situazione di estrema crisi in cui versa la Marina Militare; per dare qualche numero basti pensare che il numero totale delle navi italiane ammonta a 60, ponendo il nostro Paese a grande distanza dalle più numerose e “pesanti” marine storiche del Mediterraneo, come quella inglese, francese e spagnola. La situazione è ancora più complessa considerando che di queste 60 navi, solo 20 sono effettivamente operative, diminuendo ancor di più le possibilità di intervento e di efficacia della Forza Armata.

Considerando la situazione, il piano di investimenti che si pone la Marina è estremamente ambizioso: investire 10 miliardi di euro in 10 anni.

Le navi da costruire sarebbero tutti progetti rigorosamente “Made in Italy” permettendo, in caso di vendita dei progetti, ulteriori introiti che consentirebbero di alleviare ulteriormente lo sforzo per l’investimento sostenuto.

Le nuove navi saranno dotate di propulsori eco-friendly e saranno tutte idonee a condurre sia operazioni militari che in soccorso in caso di calamità o per interventi umanitari.

La conclusione dell’Ammiraglio è stata tuttavia amara, arrivando a paragonare il marinaio italiano al panda simbolo del WWF; in sintesi perdere quest’ultima possibilità di rilancio e di investimento strategico rappresenterebbe la fine stessa della Marina, destinata di fatto a non aver futuro.

Nelle difficilissime sfide che attendono a livello geopolitico l’Italia, il sorgere del Califfato in Libia, il deteriorarsi dei rapporti con la Russia, l’aumento esponenziale dei traffici illegali di persone, siamo sicuri che il nostro Paese possa permettersi di rinunciare definitivamente all’unica Forza Armata capace di presidiare l’unico obiettivo di interesse nazionale che ci è rimasto, ovvero il mare?

Al Parlamento italiano l’ardua sentenza.

Giovanni Pallotta

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Foto: Marina Militare

Marina Militare: quasi conclusa per la flagship italiana Aviere la Ariadne 2014, esercitazione contromisure mine successiva alla validazione NATO NRF da poco ottenuta con la Noble Justification

Il Secondo gruppo permanente della NATO di contromisure mine (SNMCMG2) al comando del capitano di vascello Giovanni Piegaja, ha concluso l’esercitazione Noble Justification, ottenendo la certificazione Nato Response Force (link articolo in calce), e ha iniziato l’esercitazione Ariadne 2014 nel Golfo di Patrasso lo scorso 7 novembre.

La Ariadne 2014 si conclude il prossimo lunedì 17 novembre.

Il gruppo navale, composto dai cacciamine Homburg (Germania), Grimsby (Inghilterra), Erdek (Turchia), dal dragamine Priboy (Bulgaria) e dalla flagship Aviere  (Italia), si è così trasferito dalle acque spagnole dell’Oceano Atlantico, teatro delle precedenti attività, al porto greco di Patrasso.

L’annuale esercitazione organizzata dalla Marina ellenica simula uno scenario di crisi bilaterale tra due nazioni confinanti, una delle quali, in virtù dello status di membro della NATO, richiede l’intervento dell’Alleanza per evitare un’ulteriore escalation della crisi in atto e garantire la sicurezza della navigazione a seguito di un’attività di minamento della controparte.

Il compito degli assetti partecipanti è quello bonificare le aree di mare minacciate dalla presenza di mine navali al fine di minimizzare il rischio per il traffico mercantile in zona. Una fase dell’esercitazione riguarderà anche la difesa anti-aerea e la difesa da minaccia asimmetrica dei mezzi coinvolti.

Dal giorno dell’adesione al Patto Atlantico della Bulgaria, il 29 marzo 2004, per la prima volta una nave della Marina bulgara prende parte alle esercitazioni del gruppo navale SNMCMG2: parteciperà anche alla successiva chiamata Nusret, che si svolgerà nelle acque turche del Golfo di Smirne.

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SNMCMG2 in Paola Casoli il Blog

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Fonte e foto: Marina Militare

Marina Militare e Marevivo: gli appuntamenti a Ventotene e Lipari con i Delfini guardiani

Da ieri, 22 maggio, al prossimo al 26 maggio nave Corsaro II, a Ventotene, e dal 23 al 26 maggio nave Capricia, a Lipari  – navi a vela della Marina Militare – , insieme con l’associazione ambientalista Marevivo giungeranno alla sesta tappa del progetto Delfini Guardiani.

Gli equipaggi delle navi scuola Corsaro II e Capricia, destinata alle campagne addestrative degli allievi ufficiali dell’Accademia Navale, accoglieranno gli alunni delle scuole primarie del luogo per trasmettere loro temi importanti quali il lavoro di squadra, la fiducia in se stessi e il rispetto reciproco.

La Marina Militare e Marevivo, uniti per condividere la scelta di “insegnare il territorio”, dall’archeologia del mare alla tutela dell’ambiente generale, hanno come obiettivo il rendere consapevoli le generazioni più giovani dell’importanza di proteggere l’ambiente marino, elemento prezioso del nostro paese.

Per i “delfini guardiani” è un’opportunità per apprendere la vita a bordo di una barca a vela e di cimentarsi nelle manovre interamente a mano, oltreché un’occasione per conoscere la Marina Militare e il suo carattere sportivo e velico.

Il progetto Delfini Guardiani continua con le unità a vela della Marina Militare nelle isole minori del Mar Tirreno; in particolare nave Corsaro II sosterà la prossima settimana all’Isola del Giglio per proseguire l’attività con gli istituti scolastici locali.

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Fonte e foto (d’archivio): Marina Militare

Salone Internazionale del Libro di Torino: bilancio positivo per la Difesa, “una XXVII edizione da non dimenticare”

È ormai una partecipazione consueta quella del ministero della Difesa al Salone Internazionale del Libro di Torino. Quest’ultima edizione, in particolare, la XXVII, che si conclude proprio oggi 12 maggio, è stata definita come una “edizione da non dimenticare” dalla stessa Difesa nel suo comunicato stampa conclusivo dell’evento.

Il ministero della Difesa ha richiamato nel suo stand, al padiglione 3 del Lingotto Fiere, visitatori di ogni età e, soprattutto, dagli interessi più vari. A partire dagli studenti, coinvolti anche dalla vicinanza con il ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca; attraverso gli insegnanti stessi, molti dei quali hanno partecipato agli incontri culturali nello stand della Difesa intervenendo con domande e richieste di approfondimenti; fino ai visitatori più curiosi di avvicinarsi a un mondo ancora poco conosciuto ai più.

Lo spazio espositivo del ministero della Difesa ha funzionato concretamente da finestra aperta sul mondo militare.

Di più: oltre alla presentazione di molti prodotti editoriali e importanti progetti interministeriali, lo stand della Difesa ha costituito anche un appropriato luogo di incontro e scambio culturale sulle varie tematiche riguardanti il mondo militare.

Autorità civili, religiose e militari che hanno fatto visita allo stand del padiglione 3 hanno applaudito al lavoro svolto quotidianamente a sostegno della vita umana nel mondo, elogiando i militari per la loro professionalità e il loro impegno al servizio del paese.

L’ultimo giorno di salone, il quinto, è iniziato con la partecipazione del generale Paolo Bosotti, Comandante della Regione Militare Nord, del professor Alessandro Barbero e del generale in ausiliaria Franco Apicella, per la presentazione del volume “Alle radici della cavalleria medievale”, in cui l’autore Franco Cardini ripercorre la nascita del Corpo di Cavalleria dell’Esercito e la creazione del mito del Cavaliere quale guerriero a cavallo.

I Carabinieri, invece, hanno concluso con una pratica dimostrazione di come operano gli artificieri dell’Arma con un Robot antisabotaggio, mentre l’Esercito ha affrontato il tema della bonifica dei residuati bellici presentando le sue capacità dual use e il progetto Robot sminatore, sviluppato con la direzione scolastica regionale del Piemonte.

Nel tardo pomeriggio la Marina Militare ha presentato il progetto denominato PON PACS – Programma Operativo Nazionale, Port and Coastal Survey: un progetto finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e cofinanziato dal ministero dell’Interno con lo scopo di garantire il libero e sicuro utilizzo delle vie di comunicazione, in particolare la sicurezza delle aree portuali e costiere che riveste un’importanza prioritaria, essendo l’economia italiana fortemente dipendente dal traffico marittimo.

La stessa Marina Militare ha chiuso i lavori del Salone di Torino con l’illustrazione del progetto denominato Flotta Verde e i risultati della sperimentazione effettuata in collaborazione con Eni per l’utilizzo del biocarburante Green Diesel F76 .

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Fonte e logo: stato maggiore della Difesa

Marina Militare, Flotta Verde: siglata la cooperazione con la US Navy per produzione di biocarburanti. Produzione di green diesel al via nella biorefinery di Porto Marghera

È stato firmato ieri, 2 aprile, nella Biorefinery Eni di Venezia, l’accordo di cooperazione tra la Marina Militare Italiana e la Marina Militare Americana, alla presenza del Capo di stato maggiore della Marina Militare (CaSMM), ammiraglio Giuseppe De Giorgi, e del Segretario della Marina degli Stati Uniti d’America (SECNAV), Ray Mabus.

Obiettivo dell’accordo, fa sapere il comunicato stampa della Marina Militare, l’interoperabilitá dei carburanti di nuova generazione per le navi e per gli aereomobili: le due marine hanno sperimentato con successo nei mesi scorsi miscele al 50% bioderivate e i risultati sono di grande auspicio anche per le altre marine dell’Alleanza Atlantica, riducendone la dipendenza dal petrolio.

Il Segretario della Marina degli Stati Uniti d’America, Ray Mabus, ha dichiarato: “La Marina e il corpo dei Marines si sono dati l’ambizioso obiettivo di utilizzare carburanti per il 50% derivanti da fonti alternative entro il 2020. Nel 2012 la Marina degli Stati Uniti ha presentato la Great Green Fleet, un gruppo navale dotato di mezzi aerei e navali che operano utilizzando fonti energetiche alternative. Questo accordo, significativo e importante, consentirà lo scambio di informazioni e dati tra la Marina Militare Italiana e quella degli Stati Uniti, in modo che possano operare al meglio in futuro, puntando a una minore dipendenza dal petrolio e a una maggiore sicurezza energetica”.

La frazione di qualità premium si produrrà in scala industriale presso la biorefinery Eni di Venezia a partire da maggio 2014. La biorefinery di Venezia è il primo esempio al mondo di raffineria petrolifera convertita per produrre biocarburanti da oli vegetali, anche di seconda e terza generazione: un risultato industriale con importanti ricadute sul territorio, che trasforma il tradizionale sistema della raffineria in un nuovo ciclo “verde”.

“Esprimo la mia soddisfazione per essere testimone, insieme al Segretario della Marina degli Stati Uniti, di una iniziativa così importante nei settori strategici dell’energia e della tutela ambientale. L’accordo di oggi – ha dichiarato il Capo di stato maggiore della Marina Militare Italiana, ammiraglio Giuseppe De Giorgi – mira a perseguire la piena interoperabilità dei carburanti alternativi per le unità navali delle due Marine, attraverso la condivisione dei risultati delle sperimentazioni. Questo accordo è un passo significativo verso l’incremento della sicurezza energetica, grazie alla minore dipendenza dal petrolio, a una maggiore attenzione all’ecosostenibilità e a una maggiore diversificazione delle fonti di approvvigionamento”.

“La nuova famiglia di navi che intendiamo costruire – ha aggiunto l’ammiraglio De Giorgi – sarà caratterizzata da bassissime emissioni e dalla possibilità di utilizzare carburanti alternativi. Queste navi sono concepite per esprimere le loro capacità di intervento anti inquinamento e di supporto alla popolazione in caso di calamità. Sono il segno tangibile del processo di trasformazione della Marina in senso duale”.

Eni, che a breve avvierà a Venezia la produzione nazionale di biocarburanti da fonti sostenibili certificate, è stata rappresentata dal direttore della raffineria, ingegner Michele Viglianisi, e dal vicepresidente esecutivo del settore Ricerca, Sviluppo tecnologico e Progetti di Eni Refining & Marketing, ingegner Giacomo Rispoli.

“La Raffineria Eni di Venezia – ha spiegato l’ingegner Rispoli –  è la prima raffineria al mondo oggetto di riconversione da raffineria convenzionale a green refinery. Dopo un anno e mezzo di attività per la progettazione, processi  autorizzativi, messa in opera modifiche impiantistiche, nel maggio 2014 avvierà i nuovi impianti green con carica vegetale, in attesa della disponibilità nel mercato di feedstock diversi, quali oli di frittura, grassi animali e altri waste del ciclo agricolo”.

La Marina Militare Italiana è la prima in Europa a sperimentare operativamente il green diesel, in anticipo anche rispetto alla scadenza europea che prevede l’uso del 10% di frazione bio entro il 2020.

Hashtag per la condivisione sui social: #FlottaVerde  #Biocarburanti

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La Flotta Verde della Marina Militare in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Marina Militare

Marina Militare: il CaSMM, amm De Giorgi, in Africa per lo sviluppo della cooperazione con la Marina militare dell’Angola. Il 30° Gruppo navale domani in Congo

Il 30° Gruppo Navale, impegnato nella campagna Il Sistema Paese in movimento, dal 15 al 19 febbraio ha sostato nel porto di Luanda, in Angola, dove, a sostegno della politica estera dell’Italia, ha fatto parte di un intensa attività di incontri con autorità governative e ha dato grande stimolo alla cooperazione tra la nostra Marina Militare e quella angolana. Gli argomenti trattati hanno riguardato la sicurezza marittima, con particolare riguardo all’antipirateria, le procedure di abbordo in mare e nozioni di base sulla difesa da ordigni esplosivi improvvisati.

“Questo è un momento straordinario per l’Italia e per la Marina Militare – ha dichiarato il Capo di stato maggiore della Marina (CaSMM), ammiraglio Giuseppe De Giorgi, giunto in Angola per sottolineare l’iniziativa italiana – L’Angola è un paese strategico dal punto di vista della sicurezza marittima dell’Oceano Atlantico. L’obiettivo è sviluppare con l’Angola una collaborazione di lungo periodo nei settori della difesa, della sicurezza e dello sviluppo tecnologico”.

Nel corso della sosta, l’ammiraglio De Giorgi, ha incontrato oltre al suo omologo angolano, anche il Capo di stato maggiore della Difesa e il ministro della Difesa dell’Angola.

A bordo alla portaerei Cavour si è inoltre tenuto il seminario promosso dal Segretariato Generale della Difesa e mirato ad ampliare le opportunità di cooperazione nel settore della Difesa tra l’Italia e l’Angola, a favore di partner industriali e militari di entrambi i paesi.

Lo spirito di “amicizia e collaborazione” esistente tra Italia e Angola è alla “base dei buoni rapporti che legano i due Paesi”, ha sottolineato l’ambasciatore Giuseppe Mistretta in apertura del seminario, ribadendo l’importanza e la necessità di “fare sistema”.

Il 30° Gruppo Navale, partito da Civitavecchia il 13 novembre scorso (link articolo in calce), proseguirà la navigazione giungendo a Pointe Noire, in Congo, il prossimo 20 febbraio.

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Il Gruppo Navale Cavour della Marina Militare salpa da Civitavecchia alla volta del Continente africano (12 novembre 2013)

Fonte e foto: Marina Militare