Massimo Mingiardi

Scuola di Fanteria: cerimonia di cambio comando, il gen Mingiardi passa le consegne al gen Faraglia. Foto

“Con l’odierna cerimonia di passaggio di consegne, il Generale di Divisione Massimo Mingiardi, dopo più di 3 anni al Comando della Scuola di Fanteria, ha lasciato la guida dell’Istituto al Generale di Brigata Giuseppe Faraglia, già Comandante del Centro Addestramento Volontari”, fa sapere la stessa Scuola con un comunicato stampa di oggi, 29 marzo.

Alla cerimonia, presieduta dal Comandante per la Formazione Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (COMFORDOT), Generale di Corpo d’Armata Giovanni Fungo, sono intervenuti il Presidente della XV^ Circoscrizione, dott Marco Simonelli, accompagnato dal Gonfalone della Città di Roma Capitale; numerose autorità militari, civili e religiose e i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.

Durante il suo intervento, il Generale di Corpo d’Armata Fungo, ha espresso gratitudine e apprezzamento alla Scuola di Fanteria per l’esemplare lavoro svolto, sottolineando, in particolare, i molteplici traguardi raggiunti dall’istituto durante la guida del gen Mingiardi.

Il Comandante cedente, ringraziando tutto il personale presente, ha ricordato i principi ispiratori dell’attività formativa e addestrativa della Scuola: “Addestramento duro intenso con valutazioni oggettive. Una formazione fondata sull’etica, sull’esempio, che tutti voi avete dimostrato in questi tre anni. Innovazione e tecnologia: qui alla Scuola di Fanteria abbiamo tutti i mezzi che sono in dotazione alla Fanteria e addestriamo gli uomini con questi mezzi, e infine dottrina e simulazione grazie alla presenza all’interno della Scuola di uno dei tre centri di simulazione dell’Esercito”.

Il gen Mingiardi è destinato a ricoprire l’incarico di Capo di Stato Maggiore del Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito.

La Scuola di Fanteria dell’Esercito Italiano è l’Istituto responsabile della preparazione di base dei militari della Forza Armata, della specializzazione per gli incarichi dell’Arma di Fanteria e dello svolgimento di corsi per Istruttori ad alta valenza operativa.

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Fonte e foto: Scuola di Fanteria

Scuola di Fanteria, cambio comando: venerdì 29 il gen Mingiardi passa le consegne al gen Faraglia, sarà COS al COMFORDOT

“Venerdì 29 marzo 2019, con inizio alle ore 11:00, presso la Caserma ‘S.Ten. M.O.V.M. U. Bartolomei’ [a Cesano di Roma], avrà luogo la cerimonia di cambio del Comandante della Scuola di Fanteria, fa sapere oggi la stessa Scuola.

Alla cerimonia, presieduta dal Comandante del Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (COMFORDOT), Generale di Corpo d’Armata Giovanni Fungo, è annunciata la partecipazione delle più alte autorità civili e religiose della XV Circoscrizione del Comune di Roma Capitale, dei Gonfaloni del Comune e della Provincia, delle rappresentanze delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, a testimonianza del solido legame tra la Scuola e il territorio.

Al cospetto della Bandiera di Guerra dell’Arma di Fanteria, decorata di due Ordini Militari d’Italia, di una medaglia d’oro al Valor Civile e di una medaglia d’oro al Valore dell’Esercito, dopo oltre tre anni alla guida dell’Istituto, il Generale di Divisione Massimo Mingiardi lascerà il comando della Scuola per un nuovo prestigioso incarico: sarà il nuovo capo di stato maggiore al COMFORDOT. Al suo posto si insedierà il Generale di Brigata Giuseppe Faraglia.

Nato a Firenze, Ufficiale Paracadutista, il Generale di Divisione Mingiardi ha frequentato il 164° Corso dell’Accademia Militare, la Scuola d’Applicazione, il 121° Corso di Stato Maggiore e successivamente il 1° Corso ISSMI e il Royal College Defence Studies in Londra. Ha prestato servizio presso il 186° Reggimento Paracadutisti Folgore, il II Reparto SIOS dello Stato Maggiore Esercito e al Comando Operativo di vertice Interforze. Ha comandato il 183° Reggimento Paracadutisti Nembo e la Brigata paracadutisti Folgore, ricorda la Scuola nel suo comunicato.

Nel corso della carriera, il gen Mingiardi ha partecipato alle operazioni Restore Hope e UNSOM 2 in Somalia, Joint Guardian in Albania – Kosovo ed è stato Comandante della Missione di Addestramento delle Forze Armate somale (European Training Mission Somalia EUTM Somalia).

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Fonte e foto: Scuola di Fanteria

Scuola di Applicazione, Una Acies 2018: 197° Tenacia e 19° Saldezza insieme in esercitazione di plotone a fuoco

Esercitazione in “un’unica schiera” per ufficiali della Scuola di Applicazione e allievi marescialli della Scuola Sottufficiali: nell’ambito della campagna addestrativa Una Acies 2018, nel poligono di Monteromano, Viterbo, nei giorni 18, 19 e 20 luglio 2018, “gli Ufficiali del 197° corso Tenacia della Scuola di Applicazione dell’Esercito e gli Allievi Marescialli del XIX corso Saldezza della Scuola Sottufficiali dell’Esercito hanno svolto l’esercitazione di plotone in attacco”, ha fatto sapere la Scuola di Applicazione con un comunicato stampa del 20 luglio.

Presenti, nella giornata del 19, il Generale di Corpo d’Armata Giovanni Fungo, Comandante per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, il Generale di Divisione Massimo Mingiardi, Comandante della Scuola di Fanteria, e il Generale di Brigata Gabriele Toscani De Col, Comandante della Scuola Sottufficiali dell’Esercito.

Dopo il briefing iniziale sui contenuti dell’attività tenuto dalla linea di Comando del battaglione che inquadra gli Allievi Marescialli del XIX e l’emanazione degli ordini del Comandante di plotone – “ruolo svolto in esercitazione da un Allievo Maresciallo e da un Ufficiale del 197° corso”, spiega la Scuola di Applicazione nel comunicato – attraverso l’ausilio della cosiddetta “Sand Box” (plastico speditivo realizzato con materiali di circostanza che riproduce in scala il terreno scenario dell’azione), si è sviluppata la fase dinamica dell’esercitazione.

Intenso l’impegno nelle varie fasi: elitrasporto tattico, schieramento sulla linea di partenza, avvicinamento all’obiettivo, attacco e consolidamento, il tutto seguito dai Comandanti e Istruttori che, alla fine dell’attività, hanno commentato a caldo le modalità esecutive anche sulla base dei risultati conseguiti nel tiro.

Peculiare il concorso del 1° reggimento “Antares” dell’Aviazione dell’Esercito (AVES), ha sottolineato il comunicato, che dispone delle macchine ad ala rotante più “pesanti” della Forza Armata: l’elicottero CH47 nelle versioni “C”, più datata, ed “F”, di recente introduzione in linea.

Impiegato a più riprese in Patria e nei teatri operativi oltremare, vanta anche una lunga esperienza nelle campagne estive anti incendi boschivi.

Gli Allievi Marescialli hanno conseguito l’obiettivo addestrativo tecnico professionale del secondo anno di corso, periodo caratterizzato dall’alternanza tra attività teoriche, universitarie e tecnico professionali, ed esercizi pratici (studio della lingua inglese, cultura militare, addestramento individuale al combattimento, topografia, armi e tiro, lavori sul campo di battaglia, procedure tecnico tattiche, corso per pattugliatore scelto, corso di abilitazione al lancio con il paracadute): un continuum formativo che ha conferito agli Allievi l’adeguata preparazione per pianificare, organizzare e condurre attività operative di livello plotone.

Prossimo obiettivo, a settembre, l’esame di immissione in ruolo, il cui superamento consentirà loro di conseguire l’ambito grado di “Maresciallo”.

Si tratta di un mese di luglio intenso per gli Ufficiali del 197° corso “Tenacia” e gli Allievi Marescialli del XIX corso “Saldezza” e del XX corso “Certezza”, impegnati con l’Esercitazione Una Acies 2018.

In “un’unica schiera” partecipano a una serie di attività volte a standardizzare le capacità operative di uomini e donne della Forza Armata appartenenti a diverse categorie.

Ufficiali e Allievi Marescialli si addestrano insieme per acquisire un comune bagaglio di conoscenze, indispensabile premessa per un futuro professionale all’insegna dell’efficacia e dell’efficienza.

Un ciclo di attività, essenzialmente pratiche, finalizzate a dotarli degli strumenti professionali idonei al ruolo di junior leader che andranno a ricoprire nell’ambito delle unità dell’Esercito Italiano.

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Fonte e foto: Scuola di Applicazione Esercito

Scuola di Fanteria: 1° corso di orientamento alla Security Force Assistance nel nuovissimo Centro SFA, CoE multinazionale riconosciuto dal NATO SACT

Si è appena concluso a Cesano di Roma, presso la Scuola di Fanteria dell’Esercito, il 2° Corso di orientamento alla Security Force Assistance (SFA), “finalizzato a fornire le conoscenze e le competenze necessarie all’assolvimento del compito nello specifico ambito dell’assistenza alle forze di sicurezza di paesi stranieri”.

Ne dà notizia con un comunicato stampa del 19 dicembre la stessa Scuola di Fanteria.

Il corso si è svolto nel neo costituito Centro per la Security Force Assistance (Centro SFA) e ha visto la partecipazione di personale militare proveniente da tutti i reparti della Forza Armata, scrive la Scuola, e personale neo laureato della Facoltà di Scienze Strategiche dell’Università di Torino e dell’Università LUISS di Roma.

I frequentatori hanno acquisito le capacità di base per potersi orientare nelle discipline e nell’ambiente operativo in cui si concretizza la Security Force Assistance, avvalendosi della presenza di relatori altamente specializzati nel settore e con il supporto di un programma didattico comprendente specifiche materie, quali metodologie d’insegnamento, cultural awareness, prospettiva di genere, diritto umanitario dei conflitti armati.

A conclusione del corso, il Comandante della Scuola, gen Massimo Mingiardi, ha consegnato gli attestati ai frequentatori.

“Il Centro SFA, costituitosi all’interno della Scuola di Fanteria nel 2016, raggruppa l’insieme di attività volte a generare, sviluppare e incrementare le capacità operative delle Forze di Sicurezza delle aree di crisi nei quali operano i militari italiani e di altri paesi dell’Alleanza Atlantica – specifica la Scuola nel suo comunicato – con il compito di condurre attività formative e addestrative a favore di istruttori, mentor e personale estero appartenente alle Security Forces”.

Il Centro SFA dell’Esercito, si apprende, è stato riconosciuto Centro di Eccellenza multinazionale con la recentissima firma degli accordi presso il Supreme Allied Commander Transformation (SACT) della NATO a Norfolk (Virginia, USA) e riceverà presto l’accreditamento alla NATO, conclude il comunicato stampa della Scuola di Fanteria.

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Fonte e foto: Scuola di Fanteria

Esercito, Scuola di Fanteria: 9° seminario e Festa dell’Arma di Fanteria

È nell’ottica dell’evoluzione dei moderni scenari operativi che la Scuola di Fanteria dell’Esercito ha organizzato un seminario sull’evoluzione della dottrina dell’Arma di Fanteria, in corso nella sede della Scuola a Cesano di Roma in questi giorni, 23, 24 e 25 maggio.

Proprio la natura complessa degli interventi cui è chiamata a rispondere la Forza Armata richiede uno sviluppo sempre costante e aderente della dottrina, vale a dire un continuo aggiornamento dei principi che regolano le azioni condotte dai Comandanti per l’assolvimento della propria missione.

L’evento, sviluppato con il Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, ha come relatori ufficiali provenienti dallo stato maggiore Esercito e dalle Scuole e Istituti di formazione della Forza Armata.

Il gen Massimo Mingiardi, Comandante della Scuola di Fanteria, ha dato formalmente inizio ai lavori della conferenza nel pomeriggio di martedì 23 maggio.

I temi in programma vanno dall’analisi dell’operazione di supporto all’ordine pubblico Strade Sicure sotto un profilo tattico in relazione alla minaccia posta dal terrorismo internazionale, al fine di individuare opportune predisposizioni finalizzate a migliorare l’addestramento per la specifica attività, all’aderenza della dottrina e delle procedure operative che regolano le azioni dei Comandanti per l’assolvimento della propria missione.

Oggi, giovedì 25 maggio, avrà luogo la cerimonia in occasione della Festa dell’Arma di Fanteria.

La celebrazione, legata all’anniversario dell’entrata dell’Italia nella guerra del 1915-18, vedrà inoltre la partecipazione di bambini delle scuole di Cesano e dintorni.

Al termine della cerimonia, i militari della Scuola di Fanteria faranno cimentare gli alunni delle scuole sul ponte di corde tibetano e sulla parete di roccia artificiale.

Inoltre, sul piazzale della caserma, sarà allestita un’esposizione dei più moderni equipaggiamenti e veicoli in dotazione alla Fanteria, tra cui il cingolato Dardo e i blindati Lince e Freccia 8×8, impiegati dai contingenti italiani all’estero.

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Fonte e foto d’archivio: Scuola di Fanteria Esercito

Scuola di Fanteria, Esercito: addestramento impiego mortai da 60mm, 81mm e 120mm per i Marescialli del 17° corso Coraggio

I Marescialli frequentatori del 17° corso Coraggio hanno terminato un ciclo addestrativo della durata di cinque settimane, presso la Scuola di Fanteria di Cesano di Roma, fa sapere un comunicato stampa della stessa Scuola di Fanteria datato 24 aprile.

L’addestramento era finalizzato all’utilizzo dei mortai in dotazione all’Esercito.

Sotto la guida degli istruttori del Dipartimento di Armi e Tiro dell’istituto, i giovani sottufficiali, allievi della Scuola Sottufficiali di Viterbo, si sono concentrati sull’utilizzo del mortaio leggero da 60mm, del mortaio medio Expal da 81mm e del mortaio pesante Thompson da 120mm.

I Marescialli hanno inoltre studiato la metodologia per il calcolo dei dati di tiro e si sono cimentati sull’osservazione del tiro e sulla valutazione degli effetti del fuoco sugli obiettivi designati.

L’addestramento si è concluso con un’esercitazione finale a fuoco, svoltasi nel poligono di Monte Romano alla presenza del Comandante della Scuola di Fanteria, gen Massimo Mingiardi, che ha assistito all’attivazione di un plotone mortai impegnato ad eseguire le richieste di fuoco formulate da un nucleo osservatori.

L’addestramento ai mortai rientra nell’attività formativa che vede i Marescialli Allievi, frequentatori dell’ultimo anno di corso, impegnati presso la Scuola di Fanteria in un ciclo addestrativo di sette mesi prima di poter raggiungere i reparti operativi.

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Scuola di Fanteria: agli ufficiali che si sono distinti in Afghanistan le onorificenze del COMFORDOT gen Berto

“Hanno tenuto alto il prestigio dell’Esercito Italiano nel contesto multinazionale e internazionale in Afghanistan”, spiega il comunicato stampa della Scuola di Fanteria nel riferire della consegna di onorificenze a due ufficiali, distintisi in Afghanistan, conferite dal gen Claudio Berto, comandante per la Formazione, specializzazione e dottrina dell’Esercito (COMFORDOT), nel corso della sua visita di ieri, 14 dicembre, a Cesano di Roma.

Nel dettaglio, si apprende, il gen Berto ha conferito la “Croce d’argento al merito dell’Esercito al capitano Vinicio Restelli, distintosi durante l’attacco subito dal contingente italiano dell’Unità di ricostruzione provinciale (PRT, Provincial Reconstruction Team, ndr) il 30 maggio 2011 a Herat, e la Croce di bronzo al merito dell’Esercito al colonnello Franco Merlino, che, in qualità di Comandante dell’Unità di supporto alla transizione centro, ha contribuito a incrementare la sicurezza delle zone di confine con l’Iran e il Turkmenistan”.

Le onorificenze sono state conferite nel corso della visita nella caserma S.Ten. M.O.V.M. Ugo Bartolomei, sede della Scuola di Fanteria a Cesano di Roma, dove il gen Berto è stato accolto dal comandante della scuola, il gen Massimo Mingiardi.

Il gen Berto ha assistito all’alzabandiera e, dopo aver rivolto al personale militare e civile dell’istituto un indirizzo di augurio per le prossime festività natalizie, ha proseguito la visita delle principali strutture della scuola predisposte per l’addestramento e la formazione dei militari, soffermandosi in particolare presso il neo costituito centro per la Security Force Assistance (link articolo in calce), destinato a sviluppare nuove capacità militari in grado di istruire e formare il personale italiano o di paesi partner sulle attività legate alla sicurezza e assistenza in aree di crisi e a contribuire alla riforma del settore della difesa, nel quadro dei programmi di Security Sector Reform a favore dei paesi in aree di crisi.

“Prima di lasciare l’istituto, il generale Berto ha salutato la Bandiera di Guerra dell’Arma di Fanteria e ha provveduto alla firma dell’albo d’onore”, conclude il comunicato.

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Esercito, Scuola di Fanteria: ecco come si addestrano i tiratori scelti. Intervista al COM gen Mingiardi (13 settembre 2016)

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L’intervista al gen Mingiardi in GQItalia:

Scuola di Fanteria Esercito: l’intervista al COM, gen Mingiardi, è nella top ten di GQ Italia (19 settembre 2016)

Fonte e foto: Scuola di Fanteria

Scuola di Fanteria Esercito: l’intervista al COM, gen Mingiardi, è nella top ten di GQ Italia

20160919_gq-italia_top-ten_sniper-italianoL’intervista al gen Massimo Mingiardi, comandante della Scuola di Fanteria dell’Esercito Italiano, è tra le top ten di GQ Italia.

Di seguito la versione integrale per il magazine online del gruppo Condé Nast (qui il link all’articolo originale su GQ Italia):

Lo sniper italiano nasce in cento ore. Dopo una dura selezione, parola di comandante

A Cesano di Roma, nell’Agro Romano, la scuola di Fanteria dell’Esercito Italiano crea tiratori scelti. Italiani e stranieri. Ne parla il comandante gen Mingiardi

Conosci perfettamente la differenza tra un M24 e un Sako, hai imparato a camuffarti a perfezione per il softair domenicale, la giungla per te non ha segreti e sei una pietra che respira lentamente e mira all’occhio, come Jude Law/ Vasily Zaytsev nel gelido Il nemico alle porte di Jean-Jacques Annaud.

Ma lo sai che in Italia c’è una scuola per tiratori scelti (sì, chiamali pure sniper che fa tendenza!) che provvede alla formazione di tutti i cecchini dell’Esercito Italiano e anche di quelli delle forze armate straniere?

È a Cesano di Roma, un borgo dell’Agro Romano che con il Texas dell’american sniper Chris Kyle non c’azzecca per niente.

La Scuola di fanteria, di questo stiamo parlando, è un “istituto per la formazione e la specializzazione degli ufficiali, sottufficiali e volontari dell’Arma di Fanteria dell’Esercito Italiano”, come spiega lo stesso sito online istituzionale del nostro esercito.

«L’unico ente della Forza Armata devoluto alla formazione e all’aggiornamento dei tiratori scelti», specifica il generale Massimo Mingiardi, un lungo periodo come mission commander della missione di training europea EUTM (European Training Mission – Somalia) a Mogadiscio prima di approdare a inizio anno a Cesano come comandante della Scuola di fanteria.

Qui, nella bucolica campagna a nord di Roma, arrivano e studiano per otto settimane di fila i militari in servizio permanente, perché è a loro che è rivolto il corso: «In particolare, gli aspiranti tiratori scelti vengono selezionati tra i militari che all’interno del proprio reparto di appartenenza abbiano dimostrato una spiccata attitudine al tiro», spiega il comandante. Si diventa tiratori scelti dopo un centinaio di ore di corso «articolato su otto settimane, di cui circa il 30% di teoria e il 70% di attività pratiche».

Se sei adatto al mestiere lo si capisce subito, appena arrivi: «Le prime due settimane sono dedicate alla selezione del personale che aspira a frequentare il corso di tiratore scelto».

E poi si aprono le danze: «Il programma comprende l’addestramento al combattimento, lezioni sulle armi in dotazione, topografia, addestramento al tiro, balistica, sfruttamento del terreno, stima della distanza senza l’ausilio di materiale elettronico, osservazione del campo di battaglia, movimento occulto sul terreno (stalking), mascheramento e resistenza fisica.»

Questo tipo di figura professionale, che nella Guerra di Crimea trova il suo impulso più significativo per il conflitto così come te lo hanno insegnato a scuola, è il frutto di un percorso di formazione specifico di valore fondamentale per l’esercito.

Sottolinea infatti il generale Mingiardi che «per la Forza Armata il ruolo e la formazione dei nuclei tiratori scelti riveste una particolare importanza: questo perché, durante tutti gli impegni operativi che hanno visto l’Esercito operare nelle missioni all’estero, tali nuclei sono stati impegnati sempre con maggiore frequenza, poiché permettono di utilizzare personale altamente specializzato e addestrato, in grado di intervenire riducendo al minino i rischi di coinvolgimento per la popolazione civile, i cosiddetti collateral damage».

Se pensi a tutti gli impegni operativi sostenuti dal 1987 a oggi al di fuori del territorio nazionale, dall’Albania all’Afghanistan, ti viene da chiederti quanti siano, in totale, questi sniper.

«Il numero dei tiratori scelti dell’Esercito Italiano varia in base alle esigenze della Forza Armata, quindi è difficile stabilire un numero esatto – chiarisce il comandante Mingiardi – Mentre alla Scuola di fanteria, e più precisamente all’interno del Dipartimento di armi e tiro, vi è una sezione di istruttori completamente dedicata allo svolgimento di tali corsi.»

Sì, hai colto. Qui si addestrano anche gli istruttori degli sniper. Ecco perché diventa difficile definire il numero esatto di cecchini che si sono formati nell’istituto di Cesano:«La Scuola di fanteria svolge circa due corsi all’anno e il numero di tiratori scelti varia in base al numero di frequentatori che riescono a superare il corso.»

La selezione, lo capisci, è ferrea. E dopo la scrematura delle prime due settimane, tutto il corso rappresenta una continua valutazione. Come è giusto che sia. Se ricordi Kyle the Legend parlava così dei trainer dei seal: “In sostanza gli istruttori ti strapazzano, poi ti strapazzano ancora un po’. Quando hanno finito, ti prendono a calci in culo e strapazzano quello che avanza”.

Senza troppe metafore, insomma. Ma il generale Mingiardi adotta tutt’altro lessico: «Di certo possiamo ritenerci soddisfatti dal livello di addestramento che ricevono i futuri sniper della Forza Armata presso la Scuola. E questo riscontro ci viene confermato anche dai Comandanti che impiegano realmente i nuclei tiratori scelti nei vari teatri operativi.»

Qual è la giornata tipo del corsista?

«Il programma è sviluppato per fasi, e varia giornalmente, ma possiamo dire – prosegue il generale – che la giornata tipo del tiratore scelto inizia con delle attività teoriche in aula che comprendono lezioni su armi in dotazione, topografia, addestramento al tiro, balistica, sfruttamento del terreno, stima della distanza senza l’ausilio di materiale elettronico, osservazione del campo di battaglia. La pratica viene svolta sia presso le aree addestrative interne alla Scuola di Fanteria, sia in quelle esterne. Ovviamente la parte del leone è rappresentata dall’impiego pratico delle armi in dotazione, per acquisire le tecniche di tiro nei confronti di obiettivi posti a grande distanza dal tiratore.»

Ti ricorderai ora dalle prime righe che in questa scuola si formano anche sniper stranieri.

Sì, è proprio così. L’Italia ha le sue eccellenze, una è proprio tra le colline laziali del Lago di Bracciano: «presso la Scuola sono già stati effettuati corsi a favore di personale militare appartenente a Forze Armate straniere e i requisiti di accesso sono gli stessi che debbono possedere i nostri frequentatori», fa sapere il generale Mingiardi.

Che anticipa una novità: «Nella Scuola di Fanteria è stato avviato da poco un progetto denominato Security Force Assistance, che sarà destinato proprio alla formazione di base e specialistica di unità di Paesi stranieri.»

Infine, la domanda del contribuente dal noto mantra e-io-pago si impone: quanto costa formare un tiratore scelto? E un istruttore?

«Formare un tiratore scelto non è semplice, perché come abbiamo visto prima, è un corso molto lungo che prevede numerose attività pratiche presso i poligoni disponibili. Inoltre, la sua formazione non termina con la frequenza del corso, ma, una volta avuta la qualifica, lo sniper deve continuare a mantenere alto il proprio livello di efficienza proseguendo giornalmente il suo addestramento presso il Reparto di appartenenza. Mentre per l’istruttore tiratore scelto è ancora più costoso, poiché il personale che vuole ottenere tale qualifica deve frequentare un successivo corso di due settimane ancora più impegnativo e selettivo.»

Ma non è il vil denaro la questione: «In sintesi il vero costo della formazione di un tiratore scelto non è dettato dagli oneri finanziari, bensì dalla delicatezza del processo selettivo e formativo su cui noi della Scuola di fanteria investiamo decisamente tutto.»

Parola di comandante, parola del generale Mingiardi.

(Paola Casoli)

L’intervista è anche in Paola Casoli il Blog al link “Esercito, Scuola di Fanteria: ecco come si addestrano i tiratori scelti. Intervista al COM gen Mingiardi” (con foto)

Fonte articolo GQ Italia “Lo sniper italiano nasce in cento ore. Dopo una dura selezione, parola di comandante” (P.Casoli)

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Esercito, Scuola di Fanteria: ecco come si addestrano i tiratori scelti. Intervista al COM gen Mingiardi

20160913_scuola-di-fanteria-esercito-italiano-7È l’istituto di riferimento per la formazione di base e avanzata di militari appartenenti non solamente all’Esercito Italiano ma anche ad altre Forze Armate.

La Scuola di Fanteria, con sede a Cesano di Roma, è responsabile in particolare della formazione dei tiratori scelti sia italiani che stranieri in quanto “l’unico ente della Forza Armata devoluto alla formazione e all’aggiornamento dei Tiratori Scelti”.

Paola Casoli il Blog ha intervistato in proposito il comandante di questa fondamentale scuola dell’Esercito, il generale Massimo Mingiardi.

[PCilB]Un corso per tiratore scelto comprende circa un centinaio di ore di insegnamento totali: come viene organizzato in concreto? Qual è il programma?

[gen Mingiardi] Il corso è articolato su otto settimane, di cui circa il 30% di teoria e il 70% di attività pratiche. Le prime due settimane sono dedicate alla selezione del personale che aspira a frequentare il corso tiratore scelto. Il programma comprende le seguenti materie: addestramento al combattimento, lezioni sulle armi in dotazione, topografia, addestramento al tiro, balistica, sfruttamento del terreno, stima della distanza senza l’ausilio di materiale elettronico, osservazione del campo di battaglia, movimento occulto sul terreno (stalking), mascheramento e resistenza fisica.

20160913_scuola-di-fanteria-esercito-italiano-21Quale importanza formativa rappresenta il corso per tiratore scelto nell’ambito della Forza Armata?

Per la Forza Armata il ruolo e la formazione dei nuclei tiratori scelti riveste una particolare importanza. Questo perché durante tutti gli impegni operativi nelle missioni all’estero in cui ha operato l’Esercito sono stati impegnati sempre con maggiore frequenza poiché permettono di utilizzare personale altamente specializzato e addestrato in grado di intervenire riducendo al minino i rischi di coinvolgimento per la popolazione civile, i cosiddetti “Collateral damage”.

La Scuola di Fanteria è la sola responsabile della formazione di tiratori scelti per l’Esercito?

Confermo che la Scuola di Fanteria è l’unico ente della Forza Armata devoluto alla formazione e all’aggiornamento dei Tiratori Scelti.

20160913_scuola-di-fanteria-esercito-italiano-20A chi è destinato il corso per tiratore scelto?

Il corso è rivolto al personale in servizio permanente dell’Esercito. In particolare, gli aspiranti tiratori scelti vengono selezionati tra i militari che all’interno del proprio reparto di appartenenza abbiano dimostrato una spiccata attitudine al tiro.

Vista la possibilità di formare anche esterni (stranieri e altre Forze Armate), quali sono i requisiti di accesso al corso e a chi si rivolge in particolare?

Presso la Scuola sono già stati effettuati corsi a favore di personale militare appartenente a Forze Armate straniere e i requisiti di accesso sono gli stessi che debbono possedere i nostri frequentatori. Inoltre, voglio sottolineare che presso la Scuola di Fanteria è stato avviato da poco un progetto denominato Security Force Assistance, che sarà destinato proprio alla formazione di base/specialistica di unità di Paesi stranieri.

20160913_scuola-di-fanteria-esercito-italiano-19Quanto costa formare un tiratore scelto? E un istruttore?

Formare un tiratore scelto non è semplice, perché come abbiamo visto prima, è un corso molto lungo che prevede numerose attività pratiche presso i poligoni disponibili. Inoltre, la sua formazione non termina con la frequenza del corso ma una volta avuta la qualifica, lo sniper deve continuare a mantenere alto il proprio livello di efficienza proseguendo giornalmente il suo addestramento presso il Reparto di appartenenza.

Mentre per l’istruttore tiratore scelto, è ancora più costoso poiché il personale che vuole ottenere tale qualifica deve frequentare un successivo corso di due settimane ancora più impegnativo e selettivo. In sintesi il vero costo della formazione di un tiratore scelto non è dettato dagli oneri finanziari, bensì dalla delicatezza del processo selettivo e formativo su cui noi della Scuola di Fanteria investiamo decisamente tutto.

20160913_scuola-di-fanteria-esercito-italiano-18Qual è la giornata tipo del corsista?

Il programma è sviluppato per fasi, e varia giornalmente ma possiamo dire che la giornata tipo del tiratore scelto inizia con delle attività teoriche in aula che comprendono lezioni su armi in dotazione, topografia, addestramento al tiro, balistica, sfruttamento del terreno, stima della distanza senza l’ausilio di materiale elettronico, osservazione del campo di battaglia.

La pratica viene svolta sia presso le aree addestrative interne alla Scuola di Fanteria sia in quelle esterne. Ovviamente la parte del leone è rappresentata dall’impiego pratico delle armi in dotazione, per acquisire le tecniche di tiro nei confronti di obiettivi posti a grande distanza dal tiratore.

20160913_scuola-di-fanteria-esercito-italiano-17Quanti tiratori scelti ha l’Esercito e quanti istruttori?

Il numero dei tiratori scelti dell’Esercito Italiano varia in base alle esigenze della Forza Armata quindi è difficile stabilire un numero esatto. Mentre alla Scuola di Fanteria e più precisamente all’interno del Dipartimento di Armi e Tiro vi è una sezione di Istruttori completamente dedicata allo svolgimento di tali corsi.

Quanti tiratori ha formato la Scuola? Si può tracciare un bilancio?

La scuola di Fanteria svolge circa due corsi l’anno e il numero di tiratori scelti varia in base al numero di  frequentatori che riescono a superare il corso. Di certo possiamo ritenerci soddisfatti dal livello di addestramento che ricevono i futuri sniper della Forza Armata presso la Scuola. E questo riscontro ci viene confermato anche dai Comandanti che impiegano realmente i nuclei tiratori scelti nei vari teatri operativi.

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Esercito: la Guardia di Finanza si addestra alla Scuola di Fanteria

reparti-schieratiBen 322 allievi della Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza hanno appena concluso un ciclo addestrativo presso la Scuola di Fanteria, fa sapere un comunicato stampa datato 12 settembre della stessa scuola che ha sede a Cesano di Roma.

Nel dettaglio, gli allievi marescialli dell’87° corso Cadore 2° della Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza hanno appena concluso un ciclo addestrativo della durata di due settimane presso la Scuola di Fanteria dell’Esercito.

Il modulo addestrativo ha visto i 322 allievi, di cui 111 donne, impegnati in varie attività, tra le quali, l’addestramento al combattimento nei centri abitati, le tecniche di movimento nel combattimento diurno e notturno, l’osservazione, il movimento all’interno dei centri abitati, tecniche di assalto, di entrata e di controllo degli edifici, reazione a contatti casuali e a imboscate, nuoto operativo ed esercitazioni di tiro con armi portatili in dotazione alla Forza Armata.

picchettoL’attività addestrativa si è conclusa con un’esercitazione finale nella quale gli allievi marescialli hanno messo in campo tutte le nozioni acquisite durante la permanenza presso la scuola, spiega il comunicato.

Tale esercitazione si è svolta alla presenza dell’ispettore per gli Istituti di istruzione della Guardia di Finanza, gen Luciano Carta, che, accompagnato dal comandante della Scuola di Fanteria, gen Massimo Mingiardi, e dal comandante della Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza, gen Fabrizio Toscano, ha visitato le infrastrutture e le aree addestrative dell’istituto.

L’esperienza formativa ha consentito agli allievi marescialli di integrare e completare il loro iter formativo e di consolidare l’impiego della Scuola di Fanteria dell’Esercito quale istituto di riferimento per la formazione di base e avanzata di militari appartenenti anche ad altre Forze Armate.

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Fonte e foto: Scuola di Fanteria

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