Milano

Voloire: l’on Salvini in conferenza alla Santa Barbara a Milano contro il trasferimento del reggimento

20151204_Matteo Salvini_conf st no trasferimento Voloire_MilanoL’Associazione Nazionale Voloire fa sapere che alle 12 di oggi, 4 dicembre, l’onorevole Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, terrà una conferenza stampa a Milano, in piazzale Perrucchetti, caserma Santa Barbara, contro il trasferimento del reggimento Artiglieria a cavallo Voloire da Milano a Vercelli.

Il messaggio dell’Associazione Nazionale delle Voloire, che da tempo si batte affinché i militari del reggimento non vengano tolti alla città di Milano, insiste sul fattore sicurezza, tema di indiscutibile attualità.

Di recente, a fine novembre, l’Associazione aveva diffuso un messaggio, intitolato “L’allarme: smantellato il modello Voloire a Milano”, in cui – dati alla mano – evidenziava l’unicità e l’utilità del reggimento nella città meneghina, forte anche dei risultati eccellenti registrati a margine dell’Expo 2015 in ambito sicurezza (link articolo allegato).

Questo il comunicato dell’Associazione Nazionale Voloire in versione integrale:

Associazione Nazionale VoloireRenzi investe un miliardo di euro sulla sicurezza per contrastare la minaccia del terrorismo ma la Città dopo Expo rischia di perdere i suoi militari

Milano, 25 novembre 2015. Fbi lancia l’allarme: possibili attentati in Italia. Il Governo Renzi ha così deciso di investire un miliardo di euro nella sicurezza.

L’investimento sarà impiegato seguendo quattro linee guida:

1. 150 milioni di euro sulla cyber security per controllare eventuali sospetti;
2. 80 euro di bonus a tutti gli uomini e le donne delle Forze dell’Ordine;
3. 50 milioni per rinnovare la strumentazione delle Forze dell’Ordine;
4. 500 milioni di euro per la Difesa Italiana

E inoltre il Premier ha annunciato di voler riorganizzare le Forze dell’Ordine facendo entrare la Forestale nei Carabinieri e ha chiesto di “far aumentare la presenza in strada diminuendo quella in ufficio perché abbiamo troppa gente impiegata nei palazzi romani.”

E i generali dei palazzi romani? Ora non possono più umiliare Milano decidendo di sbarazzarsi delle Voloire cacciandole via dalla metropoli milanese con la scusa dei costi. Non si risparmia sulla sicurezza dei cittadini e il Governo ha investito molti soldi pubblici.

L’incubo dell’Isis, il terrore dopo gli attentati di Parigi e insieme ai protocolli di sicurezza ormai innalzati a «livello 2», il massimo prima di un attacco, cresce anche l’attenzione e i timori per la presenza di jihadisti in Lombardia.

L’Esposizione Universale ha messo Milano al centro dell’attenzione internazionale e in questo momento storico è necessario rafforzare le misure di sicurezza e i controlli. Dopo soli cinque giorni dagli attacchi di Parigi è infatti scattato l’allarme rosso anche in Italia: l’intelligence e l’antiterrorismo americano hanno inviato alle autorità di sicurezza una segnalazione in cui vengono indicati come “possibili obiettivi di attentati terroristici” la basilica di San Pietro a Roma, il Duomo e la Scala di Milano.

La logica è contro l’assurdo smantellamento delle Voloire e basterebbe valutare:

1. la minaccia del terrorismo internazionale e dell’ISIS soprattutto dopo gli attentati di Parigi;
2. la richiesta degli assessori alla sicurezza del Comune e della Regione di lasciare i militari impegnati per Expo a Milano e la necessità di salvaguardare i cittadini;
3. 5 interrogazioni parlamentari “Salva Voloire”;
4. l’esigenza di avere reparti prontamente impiegabili in caso di calamità o catastrofi;
5. l’efficienza mostrata per la sicurezza di Expo;
6. l’emergenza profughi sempre in ascesa.

Le interrogazioni parlamentari di tutto l’arco costituzionale, una mozione del Comune di Milano, della Città Metropolitana e della Regione Lombardia e soprattutto la volontà della stragrande maggioranza dei milanesi deve valere di più rispetto a un progetto fatto dai generali in un momento storico completamente diverso. Qual è il reale scopo di tutto questo provvedimento?

“Il Reggimento Artiglieria a Cavallo, è un reparto dell’Esercito che ha grandi tradizioni e in questi ultimi anni ha dato un contributo determinante per la sicurezza di Milano e dei milanesi e per il successo di Expo. Le Voloire fanno parte del Modello Milano”, così si era espresso l’ex Prefetto di Milano e ora Commissario Unico di Roma Francesco Paolo Tronca al termine dell’Esposizione Universale. Le congratulazioni per il lavoro svolto, erano giunte anche dal Ministro dell’ Interno Angelino Alfano e dallo stesso Ministro della Difesa Roberta Pinotti, in visita alla Santa Barbara alla fine di ottobre. Il modello di sicurezza utilizzato per Expo è stato poi trasferito a Roma per il Giubileo. Perché ora distruggere il Modello Voloire a Milano?

ALLARME SICUREZZA – L’errore storico penalizzerà le prossime generazioni e i cittadini di Milano saranno privati di un Reparto inserito nel tessuto sociale e che rappresenta un loro simbolo sacro. E’ necessario trasferire l’ultimo reparto da una città così strategica quando invece a Roma ci sono oltre 20 reggimenti? Con il rischio dell’avanzata del terrorismo che ha già colpito altre città europee? E la sicurezza? La grande strategia di smantellare i reparti militari a Milano è in atto da anni e i soldati costretti a dormire in tenda, come avvenuto per Expo, ne è la prova. Ormai si è arrivati all’epilogo finale di questa lungimirante miopia contro il capoluogo lombardo e, in caso di bisogno, i soldati dovranno affluire da fuori regione e con costi triplicati a carico del contribuente. Ma Milano e la Lombardia contano davvero così poco?

Alla luce di questi aggiornamenti, Palazzo Marino ha approvato bipartisan, una mozione per far abbandonare definitivamente il trasferimento delle Voloire a Vercelli. Il Sindaco Giuliano Pisapia chiederà al Governo Renzi di accogliere la richiesta di Milano: la partita per la riconquista di Milano si giocherà anche sul campo della sicurezza.

“Il futuro ha sempre bisogno di radici solidi”, ha dichiarato in un’intervista a Il Mattino il Ministro della Difesa Roberta Pinotti alla domanda se non fosse più conveniente la delocalizzazione della Nunziatella di Napoli in un’altra zona per garantire una migliore funzionalità. Per lo stesso motivo l’Associazione Nazionale delle Voloire chiede al Ministro della Difesa di lasciare il Reggimento Artiglieria a Cavallo presso la Caserma “Santa Barbara”. Milano è importante come Roma e Napoli.

Le Voloire sono a Milano dal 1887, dal 2008 sono impegnate nell’operazione “Strade Sicure”, sono state alla guida della sicurezza di Expo e ora la loro presenza continua ad essere necessaria non solo per la storia e le tradizioni, ma principalmente per la sicurezza della Città e del capoluogo lombardo.

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L’Associazione Nazionale Voloire in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Associazione Nazionale Voloire

NRDC-ITA ospita l’Alto Comitato NATO per le risorse finanziarie: a Milano si discutono i bilanci dei comandi NATO a elevata prontezza operativa

20151203_NRDC-ITA_Palazzo Cusani Milano_Alto_Comitato_NATO_Risorse_Finanziarie (3)Il Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO in Italia (NRDC-ITA) ha ospitato l’annuale riunione del NATO Senior Resource Committee (SRC), l’organo amministrativo in seno all’Alleanza con i più ampi poteri decisionali nel settore finanziario, fa sapere lo stesso Comando in un comunicato stampa odierno.

Il via ai lavori – proprio nel cuore di Milano, presso la sede di rappresentanza del comando, a Palazzo Cusani – è stato dato ufficialmente dal comandante di NRDC-ITA, generale Riccardo Marchiò, che ha ricevuto i convenuti provenienti da 18 nazioni NATO, riunitisi a Milano per discutere tematiche connesse con la gestione delle disponibilità finanziarie dei Comandi NATO a elevata prontezza operativa.

20151203_NRDC-ITA_Palazzo Cusani Milano_Alto_Comitato_NATO_Risorse_Finanziarie (4)Il comando NRDC-ITA di Solbiate Olona, NATO Rapid Deployable Corps, é uno dei nove comandi alleati ad alto profilo operativo attualmente operanti. L’Italia è la nazione guida, e fornisce circa il 70% del personale, mentre il restante 30% é composto da militari provenienti da altre 11 nazioni che hanno preso parte a questo progetto: Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Olanda, Regno Unito, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Turchia e Ungheria.

La recente acquisizione della capacità di integrazione interforze ha rappresentato un elemento che rende il Comando della caserma solbiatese Ugo Mara un ente di eccellenza internazionale nell’ambito della pianificazione operativa orientata alla gestione di 20151203_NRDC-ITA_Palazzo Cusani Milano_Alto_Comitato_NATO_Risorse_Finanziarie (5)operazioni in aree di crisi a guida NATO o UE.

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NRDC-ITA in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: NRDC-ITA

EXPO 2015: in 6 mesi l’Esercito ha controllato oltre 45mila mezzi carichi di merci. Foto

20151030_EXPO_Milano_Esercito Italiano (15)Expo 2015 è stata dichiarato ufficialmente chiuso dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ieri sera, 31 ottobre, poco dopo le 19, dal palco del teatro all’aperto San Carlo, uno dei punti cardine del sito espositivo agli estremi del Cardo e del Decumano.

Il giorno precedente, 30 ottobre, il ministro della Difesa Roberta Pinotti aveva salutato, nel piazzale della Caserma Santa Barbara, a Milano, i circa 2.300 militari dell’Esercito Italiano che hanno prestato servizio a Milano per le operazioni Strade Sicure ed Expo per la sicurezza dell’esposizione universale, dando le cifre dei risultati raggiunti nei sei mesi di intenso impegno.

20151030_EXPO_Milano_Esercito Italiano (14)Tra i numeri anche il totale dei mezzi destinati ai rifornimenti logistici dei vari padiglioni di Expo e controllati ogni notte dal personale dell’Esercito: oltre 45mila in tutto.

Ai controlli dell’ultima sera, quella tra il 30 e il 31 ottobre, era presente anche Paola Casoli il Blog, ospite del reggimento Artiglieria a cavallo Voloire.

Proprio negli spazi di Cargo 1, l’area della Fiera di Milano riservata a conferenze e manifestazioni espositive, negli ultimi sei mesi più di 300 militari per notte hanno garantito il controllo delle merci in entrata all’Expo, oltre alla sicurezza nei 7 varchi commerciali, nei 4 pedonali e nei controlli perimetrali.

20151030_EXPO_Milano_Esercito Italiano (2)Il sistema di controlli messo in atto sulle merci a Milano Fiera, in particolare, costituisce un modello senza precedenti in Italia e ha le sue radici nei teatri operativi esteri, dove la presenza dei militari italiani è ormai come minimo decennale: Afghanistan, Iraq, Libano, Kosovo.

Tutte le sere, dalle 20 alle 8 del mattino seguente, nella zona di Milano Fiera i militari sono entrati in azione dando avvio alle verifiche e ai controlli sulle persone, ai mezzi e materiali in ingresso a Expo impiegando unità cinofile, team IEDD (Improvised Explosive Device Disposal) per la bonifica di eventuali ordigni esplosivi e assetti per i controlli NBCR (nucleare, biologico, chimico e radiologico), finendo con una scansione ad alta energia di tutti i circa 350 mezzi che ogni notte per sei mesi si sono presentati agli ingressi carichi di merci e di cibo destinati ai padiglioni, così come deciso dal prefetto Francesco Paolo Tronca.

20151030_EXPO_Milano_Esercito Italiano (2)A capo di tutto il dispositivo della sicurezza il generale Claudio Rondano, comandante del Raggruppamento Lombardia, con una forza di 2.300 militari tra alpini, bersaglieri, lagunari, paracadutisti, cavalieri, artiglieri, genieri e trasmettitori, e 450 mezzi suddivisi in tre task force.

I mezzi carichi di merce in entrata al sito sono stati accolti ogni notte dal controllo dei documenti e dai binomi delle unità cinofile – 3 binomi per notte con turni di 12 ore – che hanno garantito la sicurezza dagli ordigni esplosivi, per poi passare al controllo NBCR, al vehicle search e agli scanner a radiazioni ionizzanti.

20151030_EXPO_Milano_Esercito Italiano (13)“Ogni mezzo ha ricevuto questo trattamento – ha spiegato il col Luca Franchini, comandante del reggimento Artiglieria a cavallo – inclusi i veicoli dell’Amsa [Azienda Milanese Servizi Ambientali, ndr]”.

“Un sistema logistico che si è continuamente affinato fino a diventare perfetto in brevissimo tempo e che non ha mai subito intoppi”, fa sapere il col Franchini spiegando come al controllo attivo facesse seguito il controllo passivo, ovvero un sistema di telecamere che seguiva i mezzi già controllati nei metri che li separavano dal varco di ingresso.

20151030_EXPO_Milano_Esercito Italiano (12)Impressionanti il ritmo di lavoro e la sintonia con cui si sono svolte le procedure: a ogni sigillo messo, equivalente a un controllo effettuato, ne seguiva subito un altro.

L’ultimo, il sigillo bianco, costituiva il traguardo subito dopo un enorme scanner, che ha richiesto otto mesi per essere realizzato, come ha spiegato il suo “mentor” Fabio Nicastro della Austech di Roma, e che permette di radiografare l’interno di ogni camion con una precisione assoluta, parti del motore incluse.

L’utilizzo del macchinario ha richiesto una formazione specifica per il personale Tramat che lo ha gestito e utilizzato nei sei mesi di esposizione e che ora vanta un plus formativo senza precedenti, essendo questo trailer ad alta energia anche la prima macchina di questo tipo prodotta in Europa.

20151030_EXPO_Milano_Esercito Italiano (10)Tra i controlli effettuati non si sono mai registrati particolari interventi di emergenza, fatta eccezione per uno zainetto dimenticato all’interno di Expo e isolato dagli artificieri, che hanno provveduto a controllarlo con i robot e poi a renderlo inoffensivo con un getto di acqua ad alta pressione, equivalente a un colpo d’arma da fuoco, finalizzato a disarticolare eventuali ordigni esplosivi all’interno.

Per il personale NBCR, tuttavia, la tuta con respiratore e completa di casco, del peso di una quarantina di chili, e tutta l’attrezzatura per il disinnesco e la bonifica IEDD era sempre pronta per ogni evenienza.

20151030_EXPO_Milano_Esercito Italiano (11)In tutto sono stati controllati 45.234 mezzi (tutti i rifornimenti logistici dei vari padiglioni di Expo); sono stati effettuati 25 arresti; 100 denunce; 34 fermi; 364 persone controllate; 17 armi sequestrate; 204 articoli contraffatti sequestrati; 142 interventi effettuati a favore della popolazione; oltre 2 milioni di chilometri percorsi tra le strade della metropoli.

Dall’inizio del mese di maggio, oltre alla sicurezza del sito di Expo, l’Esercito ha contribuito, in collaborazione con le Forze dell’Ordine, ai controlli degli aeroporti di Malpensa, Linate e Orio al Serio e delle stazioni ferroviarie (Centrale, Garibaldi, Rogoredo, Cadorna e Rho-Fiera). L’Esercito, oltre all’attività di pattugliamento nei quartieri e alla sorveglianza di obiettivi sensibili in città (consolati, scuole, ecc.), ha espressamente ricevuto dalla Prefettura di Milano il compito principale dei controlli sulla sicurezza degli automezzi che, durante la notte, hanno rifornito il sito di Expo.

20151030_EXPO_Milano_Esercito Italiano (9)Le donne e gli uomini dell’Esercito, in questi sei mesi hanno assicurato una presenza “forte” ma allo stesso tempo sempre discreta e cordiale, conseguendo un altro risultato concreto: la percezione di maggiore sicurezza da parte dei cittadini e degli oltre 21 milioni di visitatori, ha sottolineato il reggimento Artiglieria a cavallo.

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Fonti proprie e reggimento Artiglieria a cavallo

Foto proprie

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EXPO: il ministro della Difesa saluta gli oltre 2.300 militari impegnati in Strade Sicure ed Expo

Voloire_ExpoDomani, 30 ottobre, il ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, alla presenza del Capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, e del Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Danilo Errico, saluterà gli oltre 2.300 militari impegnati nell’Operazione Strade Sicure per la sicurezza del sito dell’Expo.

L’evento avrà luogo a partire dalle 15.30 nella Caserma Santa Barbara, in Piazzale Giuseppe Perrucchetti a Milano, sede della sala operativa di Expo.

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Fonte: Esercito Italiano

Foto d’archivio (Voloire)

NRDC-ITA fa il punto di situazione sul fianco sud della NATO con un workshop a Palazzo Cusani a Milano

20151001_NRDC-ITA_Palazzo Cusani_Milano (1)Si è aperto con l’auspicio di delineare una valutazione delle criticità del fronte sud della NATO l’international workshop intitolato “Assessing the Crisis on Nato’s Southern Flank”, tenutosi il 1° ottobre a Palazzo Cusani, a Milano, presso la sede del corpo di reazione rapida della Nato in Italia (NRDC-ITA, NATO Rapid Deployable Corps-Italy).

Il seminario, organizzato proprio da NRDC-ITA con il patrocinio del ministero della Difesa italiano, si proponeva di stimolare il dibattito per percorrere tutte le possibili opzioni verso una strategia collettiva appropriata alle sfide alla sicurezza e alla stabilità provenienti da Nord Africa e Medio Oriente, con un’apertura a esaminare anche Africa subsahariana, Iran, Israele e Arabia Saudita.

Questo è infatti il “fianco sud” come si è inteso considerare l’arco territoriale da prendere in esame sulla base delle contingenze storiche e di cronaca che interessano la nostra attualità.

20151001_NRDC-ITA_Palazzo Cusani_Milano (2)Una vasta zona geografica che ha trovato nei relatori presenti i più appropriati esperti del settore, a partire dal colonnello dell’Aeronautica Luca Semeraro, dell’Italian Joint Intelligence Centre, che ha presentato una approfondita analisi d’area; attraverso le testimonianze del giornalista Domenico Quirico, colto e appassionato interprete delle sue esperienze anche come prigioniero in Siria di gruppi islamici radicali; le analisi sul contesto storico e politico del fronte sud portate dal professor Vittorio Emanuele Parsi, docente dell’Università Cattolica e tenente colonnello della riserva selezionata della Marina; per finire con la puntuale presentazione della situazione politica sullo scacchiere internazionale dell’Iran fornita dal dottor Nicola Pedde, direttore dell’Institute for Global Studies. Gli interventi sono stati moderati dalla giornalista di Sky TG24 Tonia Cartolano.

Su tutto ha dominato la presentazione inziale del generale Riccardo Marchiò, comandante di NRDC-ITA, che in fase di apertura lavori ha affermato che “il fianco sud è ora oggetto di valutazione sotto i nostri occhi”, invitando a una proficua giornata di lavori che si colloca nella necessità della Nato di far fronte a nuovi stimoli provenienti da nuove direzioni.

“Il fianco sud è stato finora trascurato – ha spiegato subito il col Semeraro – e si è trattato di un errore strategico”, come è poi emerso dall’arco di crisi preso in esame dall’ufficiale dell’Aeronautica nel corso del suo intervento, che ha toccato non solo i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, come anticipato, ma anche il Mali, Israele, l’Eritrea, l’Iran e l’Arabia Saudita.

La lucida testimonianza del giornalista Quirico, che ha riportato fedelmente la dimensione quotidiana dell’estremista islamico “a contatto con la morte inflitta o subita in ogni istante della sua vita”, ha corroborato idealmente le definizioni dei tre grandi fallimenti dell’Occidente fatte dal col Semeraro: mancanza di prevenzione, di intervento efficace e di strategia condivisa.

Elementi a cui ha fatto eco il professor Parsi con la denuncia di una grave mancanza di impegno nell’intervento e di visione strategica. Un difetto di progettazione che lascerebbe un pericoloso vuoto anche ammesso di riuscire a eliminare il problema dell’estremismo, oggi individuato come ISIS, o come ISIL, o Daesh, o nuovo Califfato.

L’Iran entra di prepotenza nella valutazione dell’arco di crisi, per la sua importanza storica e soprattutto per i suoi risvolti strategici nello scacchiere internazionale, ha fatto emergere infine Nicola Pedde.

Tutto ciò di cui si è discusso oggi, tuttavia, non prescinde dall’attività della Russia e dalle sue velleità territoriali, decisamente connesse con il fianco sud. Agli sviluppi delle azioni di Vladimir Putin in territorio siriano, molto recentemente, e in area Mar Nero, appena qualche mese fa, è stato fatto riferimento di continuo nella prospettiva di una visione strategica collettiva.

Proprio l’attenzione alla Russia in contemporanea al focus sul fianco sud ha stimolato la richiesta da parte di Paola Casoli il Blog di un chiarimento di quale possa essere la migliore direzione da prendere da parte della Nato nella sua attività addestrativa.

Questo in particolare alla vigilia della Trident Juncture 2015, vasto evento esercitativo con uno scenario decisamente aperto a sud dopo le precedenti ambientazioni baltiche, e alla luce della dichiarazione del generale Hans-Lothar Domröse, comandante dell’Allied Joint Force Command (JFC) di Brunssum, che alla Reuters ha sottolineato l’impossibilità della Nato di scegliersi la minaccia est o sud e la necessità, invece, di addestrarsi per entrambe.

Per il col Semeraro “il fronte est rappresenta un nemico identificato, mentre il sud quello variegato con interessi non ancora chiari”. Importante dunque “stabilire quale sia il nemico e quale la priorità”. Altrettanto importante per il dottor Pedde un investimento di attenzione alla sicurezza e alle disuguaglianze, motore di instabilità. Mentre il professor Parsi conclude mettendo l’accento sulla necessità che la Nato protegga la propria popolazione e sottolinea la minaccia portata dal fronte sud ai fondamentali culturali non solo della vicina Italia, ma anche di tutto l’Occidente.

“La mia domanda iniziale di un assessment su una delle minacce verso la Nato, quale quella rappresentata dalle sfide lanciate dal fianco sud – ha dichiarato il comandante gen Marchiò – ha generato un vivace scambio di opinioni nel rispetto delle posizioni di ognuno e nell’ottica del ruolo di difesa che la Nato ha nei confronti dei suoi 28 paesi”.

“Considero conseguito l’obiettivo del workshop”, ha poi definitivamente concluso il comandante di NRDC-ITA.

PC

Qui l’articolo Reuters con la dichiarazione del gen Domröse

Foto proprie

L’Esercito a EXPO 2015 con le fanfare dei Bersaglieri sul Decumano

20150927_EXPO Milano_fanfare dei Bersaglieri_Esercito Italiano (1)Ieri, domenica 27 settembre, quattro fanfare dei bersaglieri in congedo si sono esibite a EXPO Milano 2015, fa sapere il reggimento Artiglieria a cavallo Voloire.

In tutto sono stati più di 100 i fanti piumati che si sono radunati a EXPO 2015, provenienti dalle fanfare Manara di Milano, Colombo di Lecco, Garavaglia di Magenta e Tramonti-Crosta di Lonate Pozzolo.

Le fanfare, dopo aver omaggiato la statua della Madonnina, hanno percorso il Decumano di corsa, tra marce e inni; appena raggiunto Piazza Italia hanno intonato e cantato insieme l’Inno di Mameli.

Alla manifestazione hanno partecipato oltre 200mila visitatori e diverse autorità, tra cui il dottor Giuseppe Priolo, viceprefetto vicario di Milano, la dottoressa Sabrina Marino, vicesindaco di Lonate Pozzolo, e il generale Antonio Pennino, comandante del Comando Militare Esercito (CME) Lombardia.

20150927_EXPO Milano_fanfare dei Bersaglieri_Esercito Italiano (2)L’esibizione, organizzata dall’Associazione Bersaglieri in collaborazione con l’Esercito Italiano, ha concluso le commemorazioni del 145° anniversario della Breccia di Porta Pia. Il 20 settembre 1870, infatti, i Bersaglieri posero fine al potere temporale del papato conquistando Roma, che fu annessa al Regno divenendo da allora la Capitale d’Italia.

L’Esercito Italiano, nell’ambito dell’operazione Strade Sicure, dal 1° maggio sta contribuendo in collaborazione con le Forze dell’Ordine alla sicurezza del sito dell’EXPO con oltre 1.600 militari (cinofili, alpini, bersaglieri, lagunari, paracadutisti, artiglieri, genieri e cavalieri).

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Fonte e foto: reggimento Artiglieria a cavallo

20150927_EXPO Milano_fanfare dei Bersaglieri_Esercito Italiano (4)

L’Esercito marciava…” sotto l’Arco della Pace: la staffetta è oggi a Milano. Foto

Taglio nastro Milano Arco della PaceIn occasione della commemorazione del Centenario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, oggi, 20 maggio, è transitata da Milano, sotto la splendida cornice offerta dall’Arco della Pace, la staffetta militare che sta attraversando l’Italia nell’ambito del progetto “L’Esercito marciava..”.

L’evento ha avuto inizio con il consueto taglio del nastro da parte del Comandante Militare Esercito Lombardia, generale Antonio Pennino, alla presenza delle massime autorità militari e civili, tra le quali il Prefetto di Milano, dottor Francesco Paolo Tronca, il Questore di Milano, dottor Luigi Savina, l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, dottoressa Valentina Aprea, e l’assessore alla Sicurezza, al Comune di Milano, dottor Marco Granelli.

Tedofora Federica Dal Ri sotto l'Arco della PaceIl generale Pennino nel corso del suo intervento ha ricordato che l’iniziativa “L’Esercito marciava…” vuole commemorare il centenario dall’entrata dell’Italia nella Grande Guerra che, a distanza di un secolo, offre uno dei principali spunti di riflessione per evocare l’importanza della pace tra i popoli.

Inoltre, ha continuato, “l’iniziativa rappresenta l’occasione per condividere con la popolazione italiana i valori, i sentimenti, gli ideali dei nostri avi, che sono ancora quelli dell’Esercito di oggi”.

Esercito marciava Arco della PaceInfine, il generale ha concluso evidenziando il ruolo svolto oggi dall’Esercito che grazie alla capacità “dual-use” dei Reparti dell’Arma del Genio, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, è in grado di intervenire in ogni momento, in sinergia con gli organi della Protezione Civile e le Prefetture, su tutto il territorio nazionale a supporto della comunità, in attività di pubblica utilità, come testimoniato dal recente intervento in occasione delle alluvioni che hanno colpito il paese.

La staffetta è arrivata da Torino con la tedofora caporal maggiore scelto Federica Dal Rì, mezzofondista di punta del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito, la quale, scortata dagli allievi della Scuola Militare Teulié che portavano un grande drappo tricolore, è transitata sotto l’Arco della Pace, cedendo poi il testimone all’altro staffettista, il Comandante della Scuola Militare Teuliè, colonnello Gioacchino Violante.

TEDOFORO COL. VIOLANTEIl passaggio sotto l’Arco è stato ritmato dal suono della “Batteria Tamburi” degli Allievi della Scuola Militare Teuliè. Il tedoforo subentrante è partito, invece, al suono del bersaglieresco pezzo musicale di “Flick e flock” che ha dato la “carica emotiva” per il successivo tratto del percorso che porterà la staffetta in serata a Brescia, fa sapere l’Esercito.

Nel corso dell’evento, le autorità civili e militari hanno consegnato, agli eredi dei militari che hanno preso parte alla Grande Guerra, copia di quel documento che costituisce la sintesi della storia militare dell’individuo: lo stato di servizio. Nella stessa occasione è stata anche premiata la classe III C della scuola media statale G.B. Rubini di Romano di Lombardia, risultata tra le vincitrici del concorso fotografico “La via della Grande Guerra”, promosso dall’Esercito e rivolto agli studenti con l’obiettivo di coinvolgerli nel ricordo attualizzato della Grande Guerra.

Tedofora Dal Ri sotto drappo tricolorePresenti scolaresche e numeroso pubblico, composto, in buona parte, da componenti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma che hanno potuto ammirare, negli stand espositivi organizzati dal Comando Militare Esercito Lombardia, i mezzi moderni dell’Esercito, tra cui il Lince, mezzo blindato usato soprattutto nelle missioni internazionali, insieme alle armi e alle uniformi della Grande Guerra dell’Ufficio Storico dello stato maggiore dell’Esercito.

Dall’11 maggio 2015 lungo tutta la Penisola una staffetta di soldati, partendo da cinque diverse località (Trapani, Lecce, Cagliari, Aosta e Bolzano), e correndo ininterrottamente, ha attraversato vie, borghi, paesi, sacrari e città fino a giungere, la sera del 24 maggio, a Trieste dove l’evento musicale, condotto dal professor Umberto Broccoli, in piazza Unità d’Italia, chiuderà ufficialmente l’intera manifestazione (link articoli in calce).

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Fonte e foto: Esercito Italiano

Scorcio dispositivo promozionale Arco della Pacxe

passaggio tricolore sotto Arco della Pace

Ben 15mila i visitatori allo stand interforze della Difesa nel Salone dello Studente 2015 a Milano

20150321_Salone dello Studente 2015_stand interforze Difesa (1)Si è conclusa oggi la due giorni del Salone dello Studente 2015. Sono stati ben 15mila, fa sapere la stessa Difesa, i ragazzi che nei giorni del 20 e 21 marzo hanno visitato lo stand interforze dello stato maggiore della Difesa nella Fabbrica del Vapore, che ha ospitato l’evento.

Alla manifestazione – uno dei più significativi eventi dedicati ai giovani e finalizzata all’orientamento formativo e professionale post diploma, momento di incontro tra gli studenti e il mondo militare – la Difesa ha allestito uno stand composto da Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri, intrattenendo numerosissimi ragazzi e ragazze interessati a conoscere in modo diretto l’esperienza di vita in uniforme, i compiti e le attività operative che vengono svolti sul territorio nazionale e all’estero.

20150321_Salone dello Studente 2015_stand interforze Difesa (2)Particolare successo ha riscosso l’appuntamento di venerdì mattina “I giovani incontrano le Forze Armate”, finalizzato a illustrare ai partecipanti le componenti della Difesa, i diversi impegni e le opportunità professionali che il mondo militare può offrire.

La Difesa, intesa come insieme di specialità, offre un vasto ventaglio di opportunità e il personale presente nello stand, formato da professionisti appartenenti a tutte le Forze Armate, si è reso disponibile a dare informazioni, oltre che soddisfare le eventuali curiosità dei visitatori, anche mediante la proiezione di filmati e dando la possibilità di interagire sul sito della Difesa.

20150321_Salone dello Studente 2015_stand interforze Difesa (3)La manifestazione ha ricevuto il patrocinio del Comune di Milano, della Città Metropolitana di Milano, dell’Ufficio scolastico per la Lombardia e della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, con la collaborazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Erasmus Student Network Italia e L’ordine degli psicologi della Lombardia.

Dal 1990, anno di fondazione, con un calendario di manifestazioni che ha coperto tutto il territorio nazionale, il Salone dello Studente si pone come evento di riferimento indiscusso per incontrare giovani studenti che si affacciano al mondo del lavoro post-laurea o dello studio post-diploma e hanno la necessità di conoscere la realtà di un panorama estremamente complesso e variegato.

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Tra boots on the ground e social media: appunti dalla conferenza La Guerra delle Donne, del CME Lombardia

20150306_Palazzo Cusani Milano_Com Mil Esercito Lombardia_conferenza La Guerra delle Donne_IntlHubPiù comunichi e più il tuo messaggio è efficace. Questa affermazione è qualcosa di più, oggi, del dire che se non comunichi non esisti, lo slogan tanto caro alle scuole di comunicazione di oltre dieci anni fa quando la carta stampata era ancora il padrone quasi indiscusso della comunicazione, mentre il principio della condivisione e dell’interazione online era, forse, ancora allo stadio embrionale in Italia.

Con questo concetto dell’efficacia del messaggio, basato sulla condivisione, ho aperto un recente articolo sul mio blog relativo al nuovo sito online del Corpo d’armata di reazione rapida della Nato (Nrdc-Ita), che ha da poco ridisegnato il proprio website implementandolo con i nuovi profili social sull’onda dell’apertura comunicativa manifestata negli ultimi anni dalla Nato nei confronti dei new media.

Conferenza 6 marzo 2015_Invito_smallPartendo da questa considerazione, proprio sulla base dei cambiamenti che hanno investito il mondo della comunicazione facendo affiorare nuovi bisogni e nuove urgenze comunicative in termini di mezzi e contenuti, ho poi impostato un mio recente intervento nell’ambito di una conferenza che si è tenuta a Palazzo Cusani, Milano, venerdì 6 marzo, mettendo a disposizione dell’interessante evento, organizzato dal Comando Militare Esercito Lombardia nel Centenario della Grande Guerra, la mia esperienza di giornalista così come l’ho vissuta nell’ultimo decennio.

L’intento della mia presentazione era esattamente quello di fornire un punto di vista ulteriore, diretto e attivo, quale strumento per accostarsi alla lettura dei cambiamenti avvenuti nel mondo della comunicazione dal 2004 in poi. L’evento di cui ero ospite, infatti, avendo come obiettivo quello di ripercorrere gli ultimi 100 anni della nostra storia con particolare attenzione al lavoro e all’attività delle donne, ha rappresentato la giusta occasione per parlare dell’evoluzione del mondo del giornalismo.

Ho aperto la mia presentazione, “Giornalismo tra boots on the ground e social media. Un’esperienza personale!”, con un riferimento al “giornalismo fatto con la suola delle scarpe”, come indicava il giornalista e militare Egisto Corradi, inviato del Corriere della Sera nel secondo dopoguerra, ponendolo in contrapposizione al mondo dei social media.

Lo stimolo proposto alla platea era quello di individuare un punto di incontro tra i due elementi, riflettendo sulle caratteristiche dell’uno e dell’altro.

Al di là della soluzione trovata, necessariamente soggettiva e sempre certamente dotata di forti e convincenti motivazioni, individuare un punto di incontro in cui il giornalismo tradizionale vada a braccetto con il mondo dei new media rappresenta, di certo, un momento di estrema riflessione

Se da una parte il giornalista garantisce l’accuratezza delle notizie in modo auspicabilmente certo e oggettivo, dall’altra il citizen journalist, questo spettatore occasionale del fatto stesso nel momento in cui avviene, è in grado di fornire un resoconto immediato, essendo nella maggioranza dei casi la fonte diretta.

E non è detto che questo soggetto non possa essere un giornalista, anche se ciò non è né necessario, né sufficiente.

Tralasciando in questa occasione le polemiche sulla professionalità, concentriamoci proprio sulla pluralità di fonti che il citizen journalism è in grado di offrire. Esempio tra tutti in termini di efficacia, grazie anche alla sua costanza nel narrare, è il blog del ragazzo iracheno indicato con il nome di Salam Pax, che nel 2003 ha offerto al mondo la cronaca dei bombardamenti che avvenivano nella sua città durante la terza guerra del Golfo. Esempio più recente è il filmato, anzi, i filmati, perlopiù girati da privati cittadini con i propri smartphone, dell’attacco ai danni del magazine satirico francese Charlie Hebdo. O, ancora, anche se meno recenti ma di sicuro un punto di riferimento mondiale nella rivoluzione dell’utilizzo dei mezzi quali veicolo di comunicazione, i tweet e i post dei ragazzi protagonisti della Primavera araba, che dal Nord Africa hanno affidato alla rete i loro messaggi per l’umanità.

Tutto questo ha rappresentato indubbiamente un cambio nella scelta del vettore dell’informazione, ovvero il mezzo su cui far viaggiare il proprio messaggio. Cambiamento questo così urgente e frenetico da mettere in discussione la figura del giornalista che consuma la suola delle proprie scarpe, incastonandolo in un fulgido passato e togliendogli il privilegio di essere l’unico testimone o relatore di fatti lontani.

I grandi Mo e Terzani, ma prima ancora l’inimitabile Fallaci, hanno pavimentato la strada per gli inviati moderni. Che a loro volta si sono visti sorpassare in termini di tempismo nella pubblicazione dal nuovo esercito di stringer indipendenti.

Quello che conta ora, sospendendo il giudizio che servirebbe solo a una sterile difesa di posizioni ormai anacronistiche, è la velocità e la capillarità dell’informazione che i nuovi mezzi rendono possibile.

Più comunichi e più si diffonde il tuo messaggio, quindi maggiore è la visibilità. E più è ampia la visibilità, maggiore l’interazione. Con tutti i suoi pro e contro!

Il concetto che caratterizza l’attuale mondo dei social media è apparso chiaro non solo al mondo della comunicazione tradizionale, tutte le maggiori testate tradizionali della carta stampata, hanno rapidamente creato redazioni web per far fronte alla terribile caduta di visibilità e di vendite – nonostante il generoso e copioso abbinamento di inserti e regali a ogni edizione – ma anche agli organismi di comunicazione propri dei vari settori istituzionali. La Difesa, visto che qui siamo in argomento, ha provveduto a delineare i propri profili social ampliando la propria audience in misura importante, mentre la Nato ha cominciato a organizzare specifici corsi sui social media, preparandosi a ciò che l’alta visibilità in un settore comunicativo dalle caratteristiche di interattività e immediatezza rende molto probabile: come affrontare e reagire con successo al presentarsi di una crisi comunicativa.

L’attenzione dell’Alleanza Atlantica si concentra profondamente sui social media, analizzando e gestendo comunicazioni e notizie in tempo reale, monitorando all’istante i messaggi e le news che arrivano dal campo. L’articolo di giornale scritto dal prestigioso inviato diventa il pezzo da collezione, ma non più il foraggio quotidiano: il flusso della comunicazione avviene nell’immediatezza dell’online.

Esiste il rovescio della medaglia, ovviamente. Come nei vecchi articoli di carta stampata ci si fidava ciecamente della firma di punta, solo titolare dell’informazione, ora nel nuovo mezzo anche le falsità sono in agguato. Questo pericolo si evidenzia soprattutto con le attività di trolling, vero e proprio caso di contro informazione o di vera e propria contro propaganda.

Pur non volendo entrare nel dettaglio dell’argomento – cosa che invece approfondisco nelle lezioni sulla gestione della crisi comunicativa che riservo agli addetti ai lavori – ritengo, comunque, doveroso fare un riferimento all’ineluttabilità del presentarsi della crisi di comunicazione come fattore caratterizzante del sistema complessivo.

Tale punto è talmente importante che non ho potuto fare a meno di sottolinearlo anche durante il mio intervento di Palazzo Cusani, dove ho colto l’occasione per dimostrare quanto e come la comunicazione sia cambiata.

Il punto chiave è che sono mutati i vettori dell’informazione: si delineano, quindi, nuove sfide che coinvolgono non solo il lettore, ma investono anche l’analista e lo stesso redattore di post e commenti online.

Ciò che maggiormente rappresenta un passo avanti è quanto il concetto cardine della capillarità e della tempestività, che i social media rendono possibile oggigiorno, abbia colpito l’attenzione e quindi sia stato recepito anche a livello delle strutture istituzionali.

In tale contesto di mutamento e di sviluppo della comunicazione nelle sue forme più moderne e attuali, è estremamente positivo che anche una struttura come la Nato si sia resa protagonista mediante l’attuazione di uno specifico progetto di comunicazione. Infatti l’Allied Command Transformation sta sviluppando, già da due anni, un sistema orientato a diffondere la conoscenza dei nuovi mezzi, basato sulla organizzazione e conduzione di attività di training online rivolte a preparare il proprio personale civile e militare all’uso dei nuovi veicoli di comunicazione e sullo svolgimento di simulazioni appositamente predisposte per gestire, durante le sue esercitazioni, l’intero spettro di utilizzo specifico dei social media.

Paola Casoli

Expo 2015: la Razione K, il pasto del soldato, al Triennale Design Museum fino al 22 febbraio

Mostra_razione K_Expo2015_Esercito_Italiano_5L’Esercito Italiano ha presenziato giovedì 22 gennaio all’inaugurazione della mostra Razione K al Triennale Design Museum di Milano, un’esposizione che apre la strada a Expo Milano 2015.

Nell’anno dell’esposizione universale, che avrà come tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, il Triennale Design Museum, in collaborazione con l’Esercito Italiano, propone una riflessione sull’alimentazione dei militari.

Mostra_razione K_Expo2015_Esercito_Italiano_4Con la mostra Razione K, a cura di Giulio Iacchetti, il museo porta l’attenzione su queste particolari confezioni alimentari, veri e propri oggetti di studio per il mondo del design che rispondono a precisi parametri progettuali e funzionali, quali minimo ingombro e attenzione per i dettagli, le forme, i codici colore, ma anche per il rendimento energetico e calorico.

La Razione K, “viveri speciali da combattimento”, in dotazione all’Esercito Italiano, si compone di tre box Mostra_razione K_Expo2015_Esercito_Italiano_6condizionati (colazione, pranzo e cena) contenuti in un unico involucro sottovuoto che garantiscono al soldato un’autonomia alimentare giornaliera.

La razione è disponibile in sette moduli-menù differenti, ognuno contraddistinto da un colore diverso. Ogni modulo ha in dotazione un set di accessori che va dal fornello scaldavivande allo spazzolino da denti. Tra le principali caratteristiche, fa sapere l’Esercito, un apporto calorico di 3.650 Kcal e un peso di 2.258 grammi.

“Cambiano le esigenze operative dei militari – ha dichiarato il colonnello Luca Franchini, comandante del reggimento Artiglieria a cavallo di Milano – sempre più spesso impegnati in missioni di pace all’estero o in operazioni in soccorso della popolazione in caso di calamità naturali e, di conseguenza, si adeguano le razioni alimentari che i soldati utilizzano per la sopravvivenza, anche in condizioni climatiche molto differenti da quelle continentMostra_razione K_Expo2015_Esercito_Italiano_3ali, e che oggi costituiscono un’avanguardia prestigiosa e innovativa nel mondo dell’alimentazione militare”.

La mostra presenta le varie tipologie di razioni, diversamente sviluppate da ciascun esercito, e contemporaneamente racconta come si sostengono i militari quando sono impegnati sul fronte e in situazioni estreme.

Alla mostra, oltre alla Razione K dell’Esercito Italiano, sono esposte le razioni di Danimarca, Mostra_razione K_Expo2015_Esercito_Italiano_2Estonia, Francia, Germania, Israele, Lituania, Nuova Zelanda, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Russia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia, Svizzera e Tanzania.

La mostra sarà ospitata presso il Triennale Design Museum di Milano fino al 22 febbraio 2015.

Fonte e foto: reggimento Artiglieria a cavallo; Esercito Italiano

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