molotov

Un bicchiere di Spread per Nichi

By Cybergeppetto

Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, ce la mette sempre tutta per porsi al centro dell’attenzione: la sentenza della Corte Costituzionale che dichiara illegali le privatizzazioni delle società municipalizzate dell’acqua è un bel colpo.

Ogni studente di diritto sa che la giurisprudenza della Corte Costituzionale è incerta e ballerina, contraddittoria e instabile nel tempo, lo lessi su un noto testo di diritto più di trent’anni fa; ahimè, la situazione non è migliorata.

I mezzi d’informazione omettono di dire che la materia non è algebrica, ma che il vizio politico ideologico della classe dirigente attuale, cresciuta a pane, eskimo e bottiglie molotov, tra due o più diritti contrapposti, può far propendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra, basta evitare di preoccuparsi di chi paga.

Nel giorno in cui la situazione del debito continua a peggiorare, arriva una sentenza che dà gioia a Nichi, che dice che l’acqua è un bene pubblico.

Evidentemente si tralascia di dire che i costi di quest’operazione, che tende a mantenere in vita migliaia di carrozzoni pubblici, pieni di voti e di nullafacenti, saranno a carico della “fiscalità generale”, il che vuol dire che paga sempre Pantalone.

Il nostro eroe del tacco d’Italia potrebbe, e dovrebbe, promuovere un bel ricorso che dichiari incostituzionale lo spread, così la faremmo finita con questa sindrome per cui i dipendenti pubblici non sanno se riceveranno la tredicesima quest’anno, visto che nessuno può prevedere come andrà il debito.

Il fatto è che lo spread è un bene, si fa per dire, pubblico quanto l’acqua, e che come tale paghiamo con le nostre tasse, anzi, ormai da tempo, con il nostro debito.

Come sarebbe bello se, un bel giorno, Monti tornasse a Wall Street, per dire agli speculatori: “La mia Corte Costituzionale ha detto che lo spread è anticostituzionale, da oggi ci prestate i soldi a fondo perduto, perchè la politica e la giurisprudenza italiana hanno stabilito che l’Italia si fonda, costituzionalmente, sul debito. In parole povere, PAGATE E FOTTETEVI!”.

L’ideologia è una bella cosa, basta che tu t’inventi un principio secondo il quale  qualcosa ti spetta senza che tu ce l’abbia e sei a posto. Non devi nemmeno lavorare, devi solo avere una tessera di partito…

Cybergeppetto

p.s. “Papà, la mamma vuole un bicchiere di spread, dov’è?”. “Guarda al lato del televisore, c’è un rubinetto, vai a tutta manetta, tanto è un bene pubblico…”

Afghanistan, monta la protesta per il Corano bruciato a Bagram. Le scuse del COMISAF generale Allen per scongiurare sentimento antioccidentale

Ve lo assicuro e ve lo prometto.

Per il generale John R.Allen, comandante della International Security Assistance Force (ISAF), COMISAF, in Afghanistan, le scuse verso il “nobile popolo” afgano per l’uso improprio di testi sacri, Corano incluso, che sarebbe stato perpetrato nella base aerea statunitense di Bagram nel corso della notte, sono arrivate stamattina presto con una dichiarazione dal sito di ISAF e dal canale youtube di ISAF Media.

Dopo aver appreso la notizia degli atti irriverenti all’interno della base di Bagram, a una sessantina di chilometri a nord della capitale afgana Kabul, dice il comandante Allen, è stata subito disposta un’inchiesta.

Fermate le azioni ingiuriose, pare che si tratti anche di incendi di copie del Corano secondo quanto riportato da agenzie, tutto il materiale sacro è stato rispettosamente messo nelle mani di autorità religiose appropriate, assicura il COMISAF.

“Stiamo investigando minuziosamente e stiamo prendendo precauzioni affinché ciò non abbia più a verificarsi. Ve lo assicuro … ve lo prometto … non si tratta assolutamente di un’azione deliberata”, ha sottolineato il generale Allen.

Il gesto irriverente pare sia stato riferito da lavoratori locali afgani interni alla base aerea americana di Bagram.

Le scuse del COMISAF arrivano a poca distanza dal fatto nel tentativo di bloccare sul nascere ogni e qualsiasi scoppio di protesta antioccidentale in un periodo delicato per l’Afghanistan e per le forze della coalizione, trattandosi della fase della transizione della responsabilità della sicurezza dai militari occidentali alle forze di sicurezza locali.

Intanto vi sono notizie di proteste all’esterno della base americana. Reuters riferisce di circa duecento afgani che manifestano per lo più in forma pacifica.

Per Agence France Presse (AFP), che riporta un poliziotto locale, si tratterebbe invece di un paio di migliaia di persone furiose per l’oltraggio compiuto contro il testo sacro, che lanciano molotov contro la base americana. Sarebbero anche stati sparati proiettili di gomma da una delle torrette di guardia della base di Bagram, secondo un fotografo di AFP presente in loco.

Sempre secondo AFP si sarebbero verificate proteste anche nella capitale Kabul , con centinaia di manifestanti coinvolti.

Fonti: AFP, BBC, NATO, Reuters

Foto: AFP/BBC

Il 22, per favore, arrestateci tutti

By Cybergeppetto

Vediamo un po’ di capire cosa succede: il 22 prossimo ci sarà un’altra tornata di proteste, l’Ansa riporta la definizione di “assedio ai palazzi del potere”.

Quel buontempone di Gasparri che propone? “Qui serve – ha spiegato – una vasta e decisa azione preventiva. Si sa chi c’é dietro la violenza scoppiata a Roma. La sinistra, per coprire i violenti, ha mentito parlando di infiltrati. Bugie. Per non far vivere all’Italia nuove stagioni di terrore occorre agire con immediatezza”.

Deo gratia, sembrerebbe una posizione tutto sommato neanche peregrina…

Eh no! Schizzano in piedi i difensori dei cavalieri in casco e spranga.

“Quello che propone Gasparri è contro la nostra Costituzione. Le sue sono parole pericolose. Se Gasparri conosce nomi e cognomi li faccia. Sennò lasci lavorare e rispetti le autorità competenti senza avvelenare il clima con dichiarazioni provocatorie e parafasciste”, commenta Anna Finocchiaro.

Antonio Di Pietro rincara la dose: “le parole di Gasparri confermano soltanto la volontà del governo e di questa maggioranza di imporre il modello fascista”.

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Leggere, scrivere e far di conto

By Cybergeppetto

In questi giorni si assiste a feroci discussioni sul progetto Allenati per la vita stipulato tra il Comando Militare Esercito Lombardia e l’Ufficio Scolastico per la Lombardia del ministero della Pubblica Istruzione.

Certo sarà interessante capire se tale progetto avvicina i giovani alle istituzioni militari o li trasforma in quei balilla con il fez in testa che abbiamo visto sulla copertina del Manifesto.

Visto che ci siamo si potrebbe anche immaginare un corso da “volante rossa” e spiegare agli studenti quante persone trovarono la morte nel cosiddetto triangolo dell’Emilia Romagna in quella guerra civile che durò dal 1943 al 1948 e, in maniera strisciante, anche oltre.

Non mi pare giusto limitarsi a far sparare i giovani con le pistole ad aria compresa o con l’arco: non bisogna dimenticare che anche la molotov ha tutta una sua tecnologia e un impiego tattico che ha avuto i suoi fasti, anche se, forse, non è più popolare come negli anni di piombo. (altro…)

Apologia del fumogeno

By Cybergeppetto

Un fumogeno lanciato contro l’establishment borghese è un sussulto di rivoluzione e in nessun caso può essere visto come un mezzo di coercizione.

Sui campi di battaglia non si sente ormai da lunga pezza l’odore della polvere da sparo, nelle piazze non più percorse da masse operaie che protestano non si sente più l’odore acre dei perfidi lacrimogeni delle forze dell’ordine e le molotov dei rivoluzionari non s’infrangono coraggiosamente contro gli scudi dei poliziotti.

Lasciategli almeno il fumogeno, l’ultimo incenso dei riti post-sessantottini, ai cavalieri residuati dalle crociate antiborghesi. (altro…)