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NRDC-ITA ha ricevuto la visita del Comandante del CSA, gen Giancotti

Il Generale di Squadra Aerea Fernando Giancotti, Comandante del Comando Squadra Aerea (CSA) dell’Aeronautica Militare, è giunto in visita presso il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA), ha fatto sapere lo stesso Comando di reazione rapida della NATO con un comunicato stampa del 12 luglio.

La visita si colloca nell’ambito delle attività di cooperazione tra le Forze Armate nazionali e alleate, volte a facilitare l’integrazione dei sistemi operativi specifici dei diversi assetti militari, consentendo quindi al Comando NRDC-ITA di operare efficacemente in un ambiente interforze.

L’Alto Ufficiale ha assistito a un briefing di aggiornamento sul contributo e sulle capacità che NRDC-ITA esprime attraverso il monitoraggio e l’analisi delle minacce provenienti dalle aree di crisi e d’instabilità che lambiscono i confini della NATO.

Particolare riferimento, si apprende, è stato fatto alla situazione sul cosiddetto “fronte Sud”, nel cui ambito NRDC-ITA sta garantendo il supporto all’“Hub” per il Sud, costituito presso il Joint Force Command di Napoli.

Durante la visita, al gen Giancotti sono stati illustrati anche i compiti, la struttura e le capacità a tutto campo che NRDC-ITA è in grado di esprimere. In tale contesto, è stata mostrata la flessibilità del Comando nel ricoprire diversi ruoli – quello di Corpo d’Armata, di Comando Componente Terrestre ovvero di Joint Task Force – configurazioni che consentono a NRDC-ITA di guidare qualsiasi operazione militare a elevata intensità sotto egida NATO, Unione Europea, oppure nell’ambito di coalizioni.

L’attività è proseguita con un aggiornamento sullo stato delle forze del Corpo d’Armata e sulle numerose attività addestrative che NRDC-ITA conduce a favore delle Unità dipendenti, nazionali e internazionali.

Proprio in concomitanza di data, sottolinea il comunicato stampa, NRDC-ITA ha concluso la “Eagle Overland 2018” (link articolo in calce), un’esercitazione unica nel suo genere, condotta per la prima volta in ambito nazionale e alleato.

L’attività è stata la prima che ha visto una delle forze NATO ad alta prontezza operativa verificare le capacità di rapido intervento e schieramento in una ipotetica area di crisi, nel rispetto dei canoni imposti dall’Alleanza.

NRDC-ITA, infatti, per tutto il 2018 ricopre il ruolo di Comando della Componente Terrestre della NATO Response Force (NRF). Tra le Grandi Unità affiliate a NRDC-ITA, la brigata Corazzata Ariete, che sta ricoprendo il ruolo di Very High Readiness Joint Task Force per la componente terrestre (VJTF-L) della NATO Response Force 2018 (NRF18).

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NRDC-ITA: con la Eagle Overland 18 il primo test NATO sulle capacità di intervento rapido delle forze NRF (13 luglio 2018)

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Fonte e foto: NRDC-ITA

NRDC-ITA: con la Eagle Overland 18 il primo test NATO sulle capacità di intervento rapido delle forze NRF

Il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) è stato protagonista di una “esercitazione unica nel suo genere, condotta per la prima volta in ambito nazionale e alleato, la Eagle Overland 2018”, si apprende da un comunicato stampa di oggi, 13 luglio, dello stesso Comando di reazione rapida della NATO.

L’attività è stata la prima che ha visto una delle forze NATO ad alta prontezza operativa verificare le capacità di rapido intervento e schieramento in una ipotetica area di crisi, nel rispetto dei canoni imposti dall’Alleanza. NRDC-ITA, si apprende.

L’NRDC-ITA, per tutto il 2018, ricopre il ruolo di Comando della Componente Terrestre della NATO Response Force (NRF).

L’esercitazione è stata pianificata e condotta da NRDC-ITA, insieme ad altri assetti operativi delle Unità dipendenti e affiliate al Comando, tra cui la Brigata Corazzata Ariete, che per il 2018 ricopre il ruolo di Very High Readiness Joint Task Force Land (VJTF-L) della NRF.

Scopo dell’esercitazione è stato verificare la capacità di NRDC-ITA nello schierare rapidamente diversi assetti operativi dell’Esercito dal territorio nazionale fino a Bucarest (Romania), percorrendo circa 1.800 km su un itinerario stradale che ha attraversato Slovenia e Ungheria.

In questo modo si è quindi simulato il rapido schieramento del primo nucleo di Comando, Controllo e Comunicazioni che NRDC-ITA potrebbe distaccare con il compito di facilitare l’immissione delle forze in una ipotetica area di crisi.

Quale culmine di una intensa attività di pianificazione condotta da NRDC-ITA, in coordinazione non solo con altri Comandi Alleati, ma anche con le autorità e le Forze di Polizia dei Paesi attraversati, sono inoltre state verificate le procedure necessarie al transito degli assetti operativi dell’Esercito attraverso le frontiere e i territori dei tre Stati interessati. Ciò ha permesso un movimento logistico sempre rapido, continuo e fluido, in aderenza con i requisiti previsti dalla NATO.

Il team di specialisti schierati, composto da 50 elementi dello staff di NRDC-ITA e delle unità dipendenti e affiliate, si è mosso in condizioni di assoluta autonomia e con veicoli in dotazione all’Esercito. Raggiunta la destinazione, il team ha immediatamente costituito la prima struttura di Posto Comando che, grazie a collegamenti satellitari protetti, ha rappresentato la testa di ponte per facilitare l’eventuale schieramento di altre Unità.

Le attività sono state coordinate con il Comando delle Forze Operative Terrestri e Comando Operativo dell’Esercito (COMFOTER COE), e costantemente controllate dalla sala operativa dell’NRDC-ITA, sfruttando i più avanzati sistemi classificati di comunicazione satellitare audio-video.

Lo staff di NRDC-ITA, infatti, in stretto e costante contatto con la NATO Multinational Division South East (MND-SE) di Bucarest e la NATO Forces Integration Unit (NFIUs) Romania, è stato in grado di esercitare un efficace Comando e Controllo da remoto di tutti i movimenti, visualizzandoli in tempo reale tramite gli applicativi del sistema di Comando e Controllo logistico LOGFAS (Logistics Functional Area Services).

L’esercitazione, si apprende, ha anche fornito interessanti lezioni apprese che saranno rese disponibili a favore del comparto Difesa nazionale e multinazionale, specie per quanto riguarda le procedure poste in essere per la gestione transiti e la tracciatura del movimento avvenuta con le autorità NATO dei Paesi attraversati.

La “Eagle Overland 2018” è stata condotta nell’ambito delle attività volte a mantenere il livello di prontezza operativa del NRDC-ITA, che dallo scorso gennaio e per tutto il 2018 ricopre il ruolo di Comando della Componente Terrestre (Land Component Command) della NATO Response Force (NRF).

Si tratta di uno strumento militare multinazionale e interforze che rappresenta la “punta di diamante” dell’Alleanza per la difesa collettiva dei Paesi membri, sottolinea il comunicato.

Approvata dai Ministri della Difesa della NATO nel 2003, dopo il NATO Summit di Varsavia del 2014, la NRF è stata riconfigurata al fine di renderla pià efficace per fronteggiare le crescenti minacce alla sicurezza collettiva.

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NRDC-ITA: concluso l’International Influence Seminar 2018 organizzato dalla Influence Division del Comando

Si è conclusa il 21 giugno scorso la International Influence Conference 2018, una due giorni di intensi lavori organizzata dalla Divisione Influence del Comando del Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO in Solbiate Olona (NATO Rapid Deployable Corps – Italy, NRDC-ITA), ha fatto sapere lo stesso Comando con un comunicato stampa.

Numerosi esperti di comunicazione provenienti non solo da diversi comandi e unità alleate, ma anche dal mondo accademico, si sono riuniti a Milano, a Palazzo Cusani, per condividere esperienze e considerare nuove idee e proposte circa l’uso a fini operativi dei Social Media.

Il seminario, si apprende, è stato moderato dal prof Michelangelo Conoscenti, docente ordinario presso l’Università degli Studi di Torino ed esperto comunicatore, che ha fornito un punto di vista accademico sugli aspetti inerenti i temi trattati.

In particolare, il prof Conoscenti, insieme con gli altri relatori, “ha animato una proficua riflessione e messo opportunamente in luce l’importanza che la NATO attribuisce a una trasmissione tempestiva e accurata della sua comunicazione attraverso i Social Media, divenuti uno strumento fondamentale nel moderno Information Environment”.

Nel corso del seminario sono emerse, e si sono potute condividere, in uno stimolante consesso multinazionale, esperienze operative maturate in missioni in diversi teatri operativi.

I risultati dell’esame di tali esperienze, spiega NRDC-ITA, hanno confermato come l’impatto dell’azione prodotta in un ambiente adimensionale, qual è quello informativo/cognitivo, sul mondo fisico sia “una componente prioritaria per la corretta pianificazione e condotta di un’operazione militare”.

Durante la seconda giornata del seminario, dedicata ai lavori di gruppo, le attività si sono concentrate sui possibili ruoli e sull’impatto dei Social Media in una varietà di ipotetici scenari operativi.

Molto apprezzati dai partecipanti i contributi dei relatori provenienti dal NATO Strategic Communication Centre of Excellence di Riga (Lettonia), dal 28° reggimento Pavia in Pesaro, dal Centro per le Comunicazioni Operative dell’Esercito Tedesco (Zentrum fuer Operative Kommunikation der Bundeswehr) di Mayen, nonché da altre unità britanniche, svedesi, canadesi, francesi e statunitensi con specifiche competenze nell’ambito delle Comunicazioni Operative.

La Influence Division dell’NRDC-ITA, costituita nel 2015 in risposta alle esigenze emerse con la trasformazione del Comando in Joint Task Force HQ in seguito all’integrazione della caratteristica interforze, ha come missione quella di rendere operative le linee guida della Comunicazione Strategica (StratCom), rendendole coerenti con le attività di comunicazione.

Questo processo permette, in operazione, di orientare a proprio vantaggio la percezione dei messaggi e i processi di decision making avversari.

La Influence Division coordina le funzioni del Public Affairs, delle Information Operations (InfoOps), delle Psycologic Operations (PSYOPS), del Key Leader Engagement, CIMIC, Joint Fires e del Security Force Assistance (SFA).

“Ancora una volta – conclude il comunicato – NRDC-ITA è protagonista nel realizzare sinergie tra il mondo accademico e quello militare, evidenziando quanto gli effetti delle azioni militari possano essere potenziati da un adeguato sfruttamento di una opportuna, coordinata e tempestiva capacità di azione nell’Information Environment”.

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NRDC-ITA: primo seminario internazionale TARINT sulla Targeting Intelligence

Si è concluso la scorsa settimana, presso il NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona (VA), il primo seminario internazionale TARINT incentrato sul supporto intelligence al processo di selezione e acquisizione degli obiettivi in operazioni militari (Targeting Intelligence).

È lo stesso NRDC-ITA a renderlo noto con un comunicato stampa del 15 giugno scorso.

L’evento rientra tra le attività di alta formazione pianificate per mantenere l’elevato livello di prontezza operativa richiesto a NRDC-ITA, che, per tutto il 2018, ricopre il ruolo di Comando Componente Terrestre (Land Component Command – LCC) nell’ambito della NATO Response Force (NRF).

Oltre al personale militare proveniente da altri Comandi a elevata prontezza operativa della NATO Force Structure, e insieme al personale proveniente da diverse unità dell’Esercito, per la prima volta erano presenti anche rappresentanti di Centri di Eccellenza, fa sapere NRDC-ITA, quali il NATO Intelligence Fusion Center (NIFC) di Molesworth (Gran Bretagna), il Joint Force Air Component Command (JFAC) di Ramstein (Germania) e la NATO School di Oberammergau (Germania).

Il seminario TARINT ha fornito ai rappresentanti della comunità intelligence l’opportunità di consolidare e ampliare i contatti e i flussi informativi attraverso uno specifico network.

La condivisione delle informazioni e la conoscenza reciproca degli operatori del settore delle attività informative permette una attenta analisi e valutazione dei rischi, favorendo così una pianificazione operativa nel rispetto delle migliori condizioni di sicurezza per il personale militare.

L’evento ha offerto anche l’opportunità di condividere l’esperienza e travasare alle rappresentanze nazionali e multinazionali intervenute le best practice, cioè quelle procedure ritenute più idonee per lo svolgimento al meglio di specifiche attività informative militari, spiega NRDC-ITA.

Il seminario ha inoltre rappresentato una utile occasione per rafforzare i legami tra il personale delle unità sulle quali NRDC-ITA detiene la coordinating authority, cioè l’autorità di coordinarne le attività di pianificazione operativa e condotta relative a un’operazione militare a guida NATO in caso di impiego in aree di crisi.

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NRDC-ITA: iniziata la Eagle Ghost 2018, focus sulla pianificazione per consolidare le capacità acquisite

Oltre 150 pianificatori del Comando NRDC-ITA e delle Unità dipendenti e affiliate, tra cui le Divisioni Aqui, Friuli e la 2^ Divisione Elasson dell’Esercito Greco, stanno conducendo nella caserma Ugo Mara a Solbiate Olona (VA), sede del Comando di reazione rapida della NATO in Italia (NATO Rapid Deployable Corps – Italy, NRDC-ITA), le attività connesse con la prima fase di una nuova attività di pianificazione operativa, l’esercitazione Eagle Ghost 2018.

L’attività ha avuto avvio nei giorni scorsi, fa sapere NRDC-ITA con un comunicato stampa del 1° giugno.

In particolare, il Gruppo di Pianificazione (Operations Planning Group), costituito in seno a NRDC-ITA, sta conducendo, in parallelo con le citate Unità, la fase di Crisis Response Planning (CRP), volta a esercitare il mantenimento delle capacità del personale di staff nel pianificare un’operazione militare in un ipotetico scenario a elevata intensità, e rifinire le interazioni orizzontali tra i pari livello e verticali con le Unità dipendenti.

Il CRP si sviluppa attraverso una fase iniziale di studio delle capacità militari e degli aspetti politici, economici, sociali, delle infrastrutture e dell’informazione dell’area di crisi in cui si simula l’intervento.

Prosegue, quindi, con una dettagliata analisi della missione e delle sfide poste alla sicurezza internazionale, cui fa seguito, infine, l’individuazione delle migliori strategie per il raggiungimento di una stabilizzazione dell’area e la conseguente stesura e diramazione dell’ordine di operazioni ai vari livelli.

L’esercitazione, spiega NRDC-ITA, rientra nell’ambito delle attività addestrative e operative volte al mantenimento delle capacità operative delle Unità della NATO Force Structure a elevata prontezza, come NRDC-ITA, in ottemperanza ai requisiti disposti dalla NATO.

NRDC-ITA, che dallo scorso 1° gennaio e per tutto il 2018 ricopre il ruolo di Comando Componente Terrestre (Land Component Command, LCC) della NATO Response Force (NRF), ha maturato una robusta esperienza nel ricoprire ruoli diversi – quali quello di Corpo d’Armata, di Joint Task Force, ovvero di Land Component Command – a seconda delle esigenze operative.

Le capacità che NRDC-ITA è in grado di esprimere rappresentano una risorsa di notevole interesse per l’Esercito e la Difesa, che il Comando a tre stelle della Ugo Mara sta mettendo a disposizione per ampliare il bagaglio professionale del personale nazionale e multinazionale che vi presta servizio, o che vi transita cooperando nelle esercitazioni.

Per tutto il 2018 NRDC-ITA detiene la coordinating authority sulle Unità affiliate alla componente terrestre della NRF.

Si tratta di una forza multinazionale composta da circa 40.000 uomini, a elevata prontezza, tecnologicamente avanzata, integrata con la componente terrestre, aerea, navale, da Forze Speciali e da una componente di supporto logistico, che l’Alleanza può utilizzare con estrema rapidità, ovunque sia necessario.

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NRDC-ITA: il DSACEUR gen Everard visita il Comando NATO e ne apprezza l’approccio innovativo

Il Vice Comandante Supremo Alleato in Europa (DSACEUR), Generale James Everard, ha visitato nella giornata del 24 maggio scorso il Comando di Reazione Rapida della NATO in Italia (NRDC-ITA), fa sapere lo stesso Comando con un comunicato stampa del 25 maggio.

Accolto dal Comandante di NRDC-ITA, Generale di Corpo d’Armata Roberto Perretti, il DSACEUR ha assistito a un briefing sullo stato delle forze del Corpo d’Armata che dal 1° gennaio, e per tutto l’anno in corso, ha assunto l’importante ruolo di Land Component Command (LCC), contribuendo in maniera significativa al pacchetto di forze ad elevata prontezza nell’ambito della NATO Response Force (NRF).

In tale contesto sono state altresì illustrate le numerose attività addestrative che NRDC-ITA conduce a favore delle unità dipendenti, nazionali e internazionali.

Sir James Everard, fa sapere NRDC-ITA, ha ringraziato il Comandante e riconosciuto a NRDC-ITA il considerevole sforzo e il continuo elevato contributo che l’Italia, e in particolare il Corpo d’Armata, fornisce all’Alleanza in un momento in cui sussiste la necessità di affrontare le sfide di sicurezza, che provengono da due archi di crisi e di instabilità, che lambiscono i confini della NATO: quello meridionale e quello orientale.

Il DSACEUR ha espresso il suo particolare interesse per come NRDC-ITA stia contribuendo attivamente al Long Term Rotation Plan dell’Alleanza e al processo di adaptation della NATO.

In particolare, l’Alto Ufficiale ha espresso il suo apprezzamento per l’impegno e la professionalità dello staff di NRDC–ITA e delle sue unità subordinate nel rendere tangibile ed efficace uno strumento determinante per l’Alleanza quale l’NRF e il ruolo del Comando nell’iterazione tra NATO Force Structure e NATO Command Structure.

“L’Alto Ufficiale – prosegue il comunicato del Comando NATO – ha inoltre sottolineato l’approccio innovativo di NRDC-ITA, il cosiddetto ‘understand, empower, operationalize process’, che costituisce il fondamento concettuale e pratico di tutte le iniziative del Comando per affinare le proprie capacità Joint, per la creazione di un mindset informato ed efficace in preparazione ai compiti presenti e futuri dell’Alleanza”.

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Al NATO JFC Brunssum il gen Marchiò avvicenda il gen Farina: il CaSMD gen Graziano presente alla cerimonia

“Si è svolta questa mattina la cerimonia di cambio al comando del NATO Joint Force Command (JFC) di Brunssum tra il Generale Salvatore Farina, cedente, e il Generale Riccardo Marchio’, subentrante”, fa sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa di oggi, 21 febbraio.

Oltre al gen Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), erano presenti numerose autorità militari e civili dell’Alleanza Atlantica, tra cui il gen Curtis Scaparotti, Comandante Supremo delle forze NATO in Europa (SACEUR), e l’amm Rob Bauer, Capo di Stato Maggiore della Difesa olandese.

A margine della cerimonia, il gen Graziano ha voluto rimarcare che il gen Farina, alla guida del JFC da marzo del 2016 e destinato ad assumere, tra pochi giorni, l’incarico di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, è stato il primo comandante italiano di questo importante comando della NATO.

Il fatto che a succedergli sia un altro Generale italiano, ha sottolineato il CaSMD, è “testimonianza e riconoscimento della professionalità espressa e dell’impegno profuso in questi anni dalle nostre Forze Armate, in ogni teatro operativo in cui la NATO è stata chiamata a operare, nonché dell’indiscusso prestigio di cui il nostro Paese gode all’interno dell’Alleanza”.

Il Capo di Stato Maggiore ha poi affermato che “di fronte alle attuali minacce alla sicurezza internazionale, nessun Paese ha la capacità e i mezzi per poter agire efficacemente da solo e, quindi, il ruolo delle Organizzazioni Internazionali, come la NATO e l’Unione Europea, assume una rilevanza senza precedenti e ci è richiesto di parteciparvi con un ruolo da protagonisti”.

Il gen Graziano ha infine concluso ringraziando calorosamente, anche a nome delle Forze Armate, il gen Farina per gli importanti traguardi conseguiti nel suo periodo di comando. Infatti, ha ricordato che “il JFC di Brunssum è stato un interprete importante nel processo di irrobustimento delle misure di deterrenza e Difesa Collettiva dell’Alleanza, attraverso lo schieramento di quattro battlegroup multinazionali – l’enhanced Forward Presence (eFP) nei tre Stati baltici e in Polonia – il rafforzamento delle attività di protezione dello spazio aereo – l’Air Policing – nonché nelle attività di sostegno e supporto alle forze di sicurezza dell’Afghanistan, teatro operativo di cui Brunssum è direttamente responsabile”.

Ha poi voluto riservare un particolare augurio al gen Marchiò, di cui ha ricordato l’ampia esperienza internazionale – è stato infatti Vice Comandante del Corpo di Reazione Rapida britannico e Comandante di quello italiano, il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) – per un proficuo periodo al comando del JFC di Brunssum.

Il NATO JFC di Brunssum è un comando di livello operativo della componente militare dell’Alleanza Atlantica che ha, tra i suoi principali compiti, il comando e controllo della missione Resolute Support in Afghanistan, il comando operativo della NATO Response Force (NRF, a rotazione con il cosiddetto “comando gemello” di Napoli), nonché la gestione delle attività di presenza e deterrenza sul fianco est della NATO.

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NRDC-ITA: il nuovo concetto di Stability Policing della NATO, dopo la conferenza a breve il test presso l’ACT

È stata organizzata e condotta dal NATO Rapid Deployable Corps (NRDC-ITA) di Solbiate Olona in un periodo di intenso lavoro, proprio alla vigilia dell’assunzione del comando della componente terrestre (LCC) della Very High Readiness Joint  Task Force (VJTF) della NATO.

Si tratta della NATO Stability Policing and Strategic Direction South Conference, un’intera giornata di lavori, condotta il 30 novembre 2017 a Milano, a Palazzo Cusani, dedicata al nuovo concetto della NATO venuto a delinearsi dopo il Summit di Varsavia del 2016.

La conferenza – interamente dedicata al concetto di proiezione della stabilità, esigenza individuata a Varsavia per far fronte a complessità emergenti dettate da fattori concomitanti in presenza di governi deboli, quali le massicce migrazioni, il terrorismo transnazionale, le nuove tecnologie e i disastri naturali – ha visto susseguirsi gli interventi di qualificati relatori provenienti dal mondo militare e civile.

Il concetto della NATO sulla Stability Policing, infatti, intende mettere insieme proprio i due aspetti, creando un corpo specializzato di forze militari e forze di polizia civili, capaci di fronteggiare le sfide sia di un ambiente permissivo che di uno scenario estremo a tutela della sicurezza.

Forze di polizia con uno status militare, dunque, e con un mindset di polizia civile, in grado di giocare un ruolo chiave nell’attività di Projecting Stability disinnescando le cause di un conflitto e prevenendo il riaccendersi di nuovi contrasti. Sia nella fase delle operazioni, sia nelle attività post-conflitto.

A fronte di questo nuovo progetto della NATO, finalizzato alla presentazione di un NATO Stability Policing Concept, atteso per il mese di dicembre 2017, la conferenza di NRDC-ITA ha acceso i riflettori su un concetto che corrisponde a un elevato livello di ambizione dell’Alleanza, impegnata ad adattarsi a tutte le trasformazioni per far fronte a ogni nuova sfida.

L’intervento del col Vittorio Stingo, NATO Supreme Allied Command Transformation  Stability Policing Expert, ha chiarito da subito, quale primo intervento, l’aspetto dottrinale del nuovo concetto, sottolineando l’importanza di sviluppare una capacità di addestramento delle forze locali nelle zone di crisi, in modo da rendere autonome le autorità locali nella gestione e nel mantenimento della sicurezza senza il ricorso all’assistenza internazionale.

L’aspetto della tutela della sicurezza, essendo prioritario, porta a prevedere nell’eventualità l’inserimento di personale specificamente preparato in sostituzione temporanea della polizia locale, facendo anche ricorso a organizzazioni e personale addestrati ed esperti nell’attività di policing secondo gli standard della NATO.

Ecco dunque la necessità di far ricorso a elementi che non appartengono solo ed esclusivamente al settore militare: si rende chiara dunque l’esigenza di un approccio comprehensive a vantaggio della Cooperative Security e della gestione delle crisi.

Il concetto, presentato nel dicembre 2017, sta per essere messo alla prova all’Alllied Command Transformation della NATO: il periodo di test previsto va dal 26 febbraio fino al 5 marzo. La sperimentazione è programmata nel mese di aprile 2018 con la Viking 18.

Il ricorso a personale specializzato in tema di gestione dell’ordine ai fini della sicurezza per sostituzioni temporanee, laddove necessario, trova nel bacino dei centri di eccellenza in ambito NATO un punto d’appoggio per ogni esigenza.

In Italia, a Vicenza, il NATO Stability Policing Centre of Excellence (NSPCOE), guidato dai Carabinieri, fornisce all’Alleanza personale specificamente addestrato: ne ha parlato nel dettaglio il col Andrea Paris, che dirige il NSPCOE nella città veneta, facendo riferimento alle capacità e all’esperienza di attività di policing compresente a un mindset civile. Molteplici sono le iniziative che il centro conduce con l’obiettivo di fornire personale sempre più pronto per le esigenze della NATO.

Il gen Ernő Péter Siposs, che all’NRDC-ITA dirige la Influence Division, ha poi esposto il ruolo del Corpo d’armata tra i concetti di Security Force Assistance (SFA) e Stability Policing (SP), dalle attività di training, al supporto alle nazioni e al contributo alle missioni, con riferimento alla prontezza di NRDC-ITA a dispiegarsi in ambito NATO e oltre, a tutela della Difesa collettiva.

Il col Roberto Viglietta, dell’Italian Army Operational Land Forces Command and Army Operational Command, ha presentato un intervento sulle attività militari per la stabilità e sulle prospettive e gli sviluppi futuri dell’Esercito Italiano.

L’ambasciatrice finlandese Pia Stjernvall, della Civilian Crisis Management Unit del Ministero degli Esteri della Finlandia, e la ex ufficiale statunitense, ora allo U.S. Army War College- U.S. Peacekeeping and Stability operations Insitute, Karen J. Finkenbinder, hanno portato a conoscenza dell’audience le loro esperienze in ambito operativo. È emersa la difficoltà di riuscire a coniugare sempre i due ambiti civile e militare senza perdere di vista gli obiettivi di sicurezza preposti, criticità spesso presenti dalla fase di training.

Nel dettaglio, l’ambasciatrice Stjernvall ha presentato il suo lavoro in Afghanistan nell’intervento “Civilian Crisis Management and experiences from EUPOL Afghanistan”, mentre Finkenbinder ha parlato di “The Operational Design approach to urban environment and the Police role as support of military operations”.

Peter Vergauwen, EUROPOL European Counter Terrorism Centre Senior Specialist, ha rappresentato il punto di visto europeo con l’intervento “Europol, a EU centric organisation and its role as EU foreign policy asset”, evidenziando principi e approccio, dalla pirateria marittima ai Counter Terrorism Dialogues, attraverso il coordinamento con altri organismi.

Un punto di vista sulla collaborazione tra Europa e centri di eccellenza della NATO è stato presentato da Cherry Roberts, E.U. Commission – Global and Transregional Threats Advisor, con l’intervento “E.U. cooperation with NATO CoEs Including SP with Lybia as a case study of fragility”.

Roberts ha evidenziato le criticità nella costruzione della fiducia e nello stabilire la gestione della giustizia secondo gli standard locali.

Dall’Europa all’Onu: il capo della Unit U.N. Standing police Capacity di Brindisi, Jaako Christensen, ha presentato la “U.N. Standing Police Capacity in the NSDS”, mentre dal continente africano l’interessante prospettiva “The role of FPU in bringing stability to Somalia”, dell’Assistant Commissioner of Police Aderemi Adeoye, African Union, ha alzato i riflettori sulle attività di contrasto alla minaccia portata da Al-Shabaab.

Molto è già stato fatto, ha assicurato Aderemi Adeoye, e la Risoluzione 2372 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 30 agosto 2017 supporta l’ulteriore incremento delle unità di Stability Police. “Guardiamo agli sviluppi in presenza di trend emergenti di migrazioni e traffico di esseri umani dall’area sub-sahariana dell’Africa verso l’Europa”.

“Police perspective on stability policing and its coordination mechanism with the military component”, del gen dei Carabinieri Pietro Barbano, direttore del Center of Excellence for Stability Police Units (COESPU) di Vicenza, e “Gendarmerie – Police Activities in Africa”, del ten col Emiliano Mingorance Sanchez, Assistant Chief of Staff European Gendarmerie Force, Vicenza, sono gli interventi che hanno condotto al termine della giornata di lavori, sottolineando la flessibilità dello strumento di EUROGENDFOR a disposizione dell’Alleanza Atlantica.

La conferenza è stata condotta dal giornalista Lorenzo Cremonesi, del Corriere della Sera. Mentre gli onori di casa sono stati fatti dal Comandante di NRDC-ITA, gen Roberto Perretti, che ha aperto e chiuso i lavori con l’introduzione e le conclusioni dell’intensa giornata della NATO Stability Policing and Strategic Direction South Conference.

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COMLOG: all’NRDC-ITA il 6° seminario sulle novità introdotte dalle circolari 4003, 4004, 4005 e 4007 in tema di scorte, intermodalità e alienazioni

Si è svolto lo scorso 25 gennaio, nel quartier generale del NATO Rapid Deployable Corps Italy (NRDC-ITA) in Solbiate Olona (Varese), il 6° seminario divulgativo di quattro circolari emanate dal Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG) nel corso del 2017, relative alle scorte a veicoli e trasporti eccezionali, all’intermodalità e alle alienazioni, ha fatto sapere lo stesso COMLOG con una nota stampa del 26 gennaio.

L’evento, voluto dal Comandante Logistico dell’Esercito, gen Leonardo di Marco, e organizzato dal Comando Trasporti e Materiali in sinergia con lo Stato Maggiore del COMLOG, ha avuto l’obiettivo di illustrare, anche con dimostrazioni pratiche, le novità introdotte dalle pubblicazioni logistiche.

All’attività in argomento, che segue quelle realizzate presso il Comando dei Supporti Logistici di Roma, la SERIMANT di Palermo, la Divisione Friuli, il reggimento logistico Ariete e il Polo di Mantenimento Pesante Nord, ha partecipato il personale di NRDC – ITA e di altri enti di stanza nell’area nord-ovest.

Il seminario, articolato in sei periodi, ha registrato gli interventi di esperti di settore nell’ambito della logistica, spiega la nota stampa.

Il col Franco Fratini e il ten col Carlo La Torre, dell’Ufficio Alienazioni del COMLOG EI, hanno illustrato i contenuti generali della circolare 4003 “Scorta tecnica ai veicoli e ai trasporti eccezionali dell’Esercito”, della circolare 4004 “Approvvigionamento, gestione e mantenimento di container, shelter e pallet” e della circolare 4007 “Alienazione, cessione e prestito di veicoli, materiali e quadrupedi dell’Esercito”.

Il ten col Francesco Miele, dell’Ufficio MOTRA del Comando TRAMAT, ha esposto i contenuti generali della circolare 4005 “I movimenti e i trasporti eccezionali dell’Esercito”.

Al termine della conferenza, si apprende dal COMLOG, ha avuto luogo una dimostrazione pratica organizzata da personale del COMFOTER COE, dell’8° reggimento Trasporti Casilina e del 6° reggimento Logistico di Supporto Generale di Budrio (Bologna), con l’obiettivo di simulare alcune attività logistiche tra cui la scorta tecnica a un carico eccezionale, la sosta d’emergenza di un veicolo eccezionale, un’attività di trasporto intermodale con pallet NATO, pallet aereo e container aviotrasportabile, l’attraversamento di una galleria, un controllo e un’ispezione a un container (secondo l’Approved Continuous Examination Programme – ACEP) e un controllo periodico a un container “Tank” e a un’autocisterna.

Il prossimo seminario si svolgerà presso il reggimento logistico Julia in Merano, fa sapere la nota stampa del COMLOG, in favore del personale della brigata Julia.

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Fonte e foto: COMLOG EI

Con la scomparsa del gen Castagnetti se ne va una “straordinaria figura di uomo e di soldato”: il cordoglio del CaSMD gen Graziano

A seguito della scomparsa del gen Fabrizio Castagnetti, avvenuta sabato 13 gennaio, il gen Claudio Graziano, Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD) ha espresso il proprio cordoglio personale e di tutte le Forze Armate.

Questo il messaggio diffuso dallo stato maggiore della Difesa:

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, appresa la triste notizia del decesso del Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Fabrizio Castagnetti esprime alla famiglia dell’alto Ufficiale profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza a nome delle Forze Armate e suo personale.

Il Generale Castagnetti, che è stato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito dal settembre 2007 al settembre 2009, nel corso della sua brillante carriera ha ricoperto incarichi di primo piano in Italia e all’Estero tra cui quello di addetto militare a Washington, quello di comandante del COI e di Comandante del Corpo di Reazione Rapida NATO NRDC-ITA di Solbiate Olona.

“Il Generale Castagnetti – ha sottolineato il Capo di Stato Maggiore della Difesa- è stato promotore di numerosi provvedimenti volti a ottimizzare l’impiego delle risorse e a dare maggiore efficienza alla componente Operativa dell’Esercito”.

“È stata una personalità – ha proseguito il Generale Graziano – che ha fatto della fedeltà ed attaccamento alle istituzioni la sua ragione di vita. Una straordinaria figura di uomo e di soldato che ha sempre operato al servizio del Paese”, ha concluso il Generale Graziano.

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Fonte: stato maggiore della Difesa; Il Piacenza

Foto: MilitariForum.it