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Al NATO JFC Brunssum il gen Marchiò avvicenda il gen Farina: il CaSMD gen Graziano presente alla cerimonia

“Si è svolta questa mattina la cerimonia di cambio al comando del NATO Joint Force Command (JFC) di Brunssum tra il Generale Salvatore Farina, cedente, e il Generale Riccardo Marchio’, subentrante”, fa sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa di oggi, 21 febbraio.

Oltre al gen Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), erano presenti numerose autorità militari e civili dell’Alleanza Atlantica, tra cui il gen Curtis Scaparotti, Comandante Supremo delle forze NATO in Europa (SACEUR), e l’amm Rob Bauer, Capo di Stato Maggiore della Difesa olandese.

A margine della cerimonia, il gen Graziano ha voluto rimarcare che il gen Farina, alla guida del JFC da marzo del 2016 e destinato ad assumere, tra pochi giorni, l’incarico di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, è stato il primo comandante italiano di questo importante comando della NATO.

Il fatto che a succedergli sia un altro Generale italiano, ha sottolineato il CaSMD, è “testimonianza e riconoscimento della professionalità espressa e dell’impegno profuso in questi anni dalle nostre Forze Armate, in ogni teatro operativo in cui la NATO è stata chiamata a operare, nonché dell’indiscusso prestigio di cui il nostro Paese gode all’interno dell’Alleanza”.

Il Capo di Stato Maggiore ha poi affermato che “di fronte alle attuali minacce alla sicurezza internazionale, nessun Paese ha la capacità e i mezzi per poter agire efficacemente da solo e, quindi, il ruolo delle Organizzazioni Internazionali, come la NATO e l’Unione Europea, assume una rilevanza senza precedenti e ci è richiesto di parteciparvi con un ruolo da protagonisti”.

Il gen Graziano ha infine concluso ringraziando calorosamente, anche a nome delle Forze Armate, il gen Farina per gli importanti traguardi conseguiti nel suo periodo di comando. Infatti, ha ricordato che “il JFC di Brunssum è stato un interprete importante nel processo di irrobustimento delle misure di deterrenza e Difesa Collettiva dell’Alleanza, attraverso lo schieramento di quattro battlegroup multinazionali – l’enhanced Forward Presence (eFP) nei tre Stati baltici e in Polonia – il rafforzamento delle attività di protezione dello spazio aereo – l’Air Policing – nonché nelle attività di sostegno e supporto alle forze di sicurezza dell’Afghanistan, teatro operativo di cui Brunssum è direttamente responsabile”.

Ha poi voluto riservare un particolare augurio al gen Marchiò, di cui ha ricordato l’ampia esperienza internazionale – è stato infatti Vice Comandante del Corpo di Reazione Rapida britannico e Comandante di quello italiano, il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) – per un proficuo periodo al comando del JFC di Brunssum.

Il NATO JFC di Brunssum è un comando di livello operativo della componente militare dell’Alleanza Atlantica che ha, tra i suoi principali compiti, il comando e controllo della missione Resolute Support in Afghanistan, il comando operativo della NATO Response Force (NRF, a rotazione con il cosiddetto “comando gemello” di Napoli), nonché la gestione delle attività di presenza e deterrenza sul fianco est della NATO.

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Fonte e foto: PI SMD

 

NRDC-ITA: il nuovo concetto di Stability Policing della NATO, dopo la conferenza a breve il test presso l’ACT

È stata organizzata e condotta dal NATO Rapid Deployable Corps (NRDC-ITA) di Solbiate Olona in un periodo di intenso lavoro, proprio alla vigilia dell’assunzione del comando della componente terrestre (LCC) della Very High Readiness Joint  Task Force (VJTF) della NATO.

Si tratta della NATO Stability Policing and Strategic Direction South Conference, un’intera giornata di lavori, condotta il 30 novembre 2017 a Milano, a Palazzo Cusani, dedicata al nuovo concetto della NATO venuto a delinearsi dopo il Summit di Varsavia del 2016.

La conferenza – interamente dedicata al concetto di proiezione della stabilità, esigenza individuata a Varsavia per far fronte a complessità emergenti dettate da fattori concomitanti in presenza di governi deboli, quali le massicce migrazioni, il terrorismo transnazionale, le nuove tecnologie e i disastri naturali – ha visto susseguirsi gli interventi di qualificati relatori provenienti dal mondo militare e civile.

Il concetto della NATO sulla Stability Policing, infatti, intende mettere insieme proprio i due aspetti, creando un corpo specializzato di forze militari e forze di polizia civili, capaci di fronteggiare le sfide sia di un ambiente permissivo che di uno scenario estremo a tutela della sicurezza.

Forze di polizia con uno status militare, dunque, e con un mindset di polizia civile, in grado di giocare un ruolo chiave nell’attività di Projecting Stability disinnescando le cause di un conflitto e prevenendo il riaccendersi di nuovi contrasti. Sia nella fase delle operazioni, sia nelle attività post-conflitto.

A fronte di questo nuovo progetto della NATO, finalizzato alla presentazione di un NATO Stability Policing Concept, atteso per il mese di dicembre 2017, la conferenza di NRDC-ITA ha acceso i riflettori su un concetto che corrisponde a un elevato livello di ambizione dell’Alleanza, impegnata ad adattarsi a tutte le trasformazioni per far fronte a ogni nuova sfida.

L’intervento del col Vittorio Stingo, NATO Supreme Allied Command Transformation  Stability Policing Expert, ha chiarito da subito, quale primo intervento, l’aspetto dottrinale del nuovo concetto, sottolineando l’importanza di sviluppare una capacità di addestramento delle forze locali nelle zone di crisi, in modo da rendere autonome le autorità locali nella gestione e nel mantenimento della sicurezza senza il ricorso all’assistenza internazionale.

L’aspetto della tutela della sicurezza, essendo prioritario, porta a prevedere nell’eventualità l’inserimento di personale specificamente preparato in sostituzione temporanea della polizia locale, facendo anche ricorso a organizzazioni e personale addestrati ed esperti nell’attività di policing secondo gli standard della NATO.

Ecco dunque la necessità di far ricorso a elementi che non appartengono solo ed esclusivamente al settore militare: si rende chiara dunque l’esigenza di un approccio comprehensive a vantaggio della Cooperative Security e della gestione delle crisi.

Il concetto, presentato nel dicembre 2017, sta per essere messo alla prova all’Alllied Command Transformation della NATO: il periodo di test previsto va dal 26 febbraio fino al 5 marzo. La sperimentazione è programmata nel mese di aprile 2018 con la Viking 18.

Il ricorso a personale specializzato in tema di gestione dell’ordine ai fini della sicurezza per sostituzioni temporanee, laddove necessario, trova nel bacino dei centri di eccellenza in ambito NATO un punto d’appoggio per ogni esigenza.

In Italia, a Vicenza, il NATO Stability Policing Centre of Excellence (NSPCOE), guidato dai Carabinieri, fornisce all’Alleanza personale specificamente addestrato: ne ha parlato nel dettaglio il col Andrea Paris, che dirige il NSPCOE nella città veneta, facendo riferimento alle capacità e all’esperienza di attività di policing compresente a un mindset civile. Molteplici sono le iniziative che il centro conduce con l’obiettivo di fornire personale sempre più pronto per le esigenze della NATO.

Il gen Ernő Péter Siposs, che all’NRDC-ITA dirige la Influence Division, ha poi esposto il ruolo del Corpo d’armata tra i concetti di Security Force Assistance (SFA) e Stability Policing (SP), dalle attività di training, al supporto alle nazioni e al contributo alle missioni, con riferimento alla prontezza di NRDC-ITA a dispiegarsi in ambito NATO e oltre, a tutela della Difesa collettiva.

Il col Roberto Viglietta, dell’Italian Army Operational Land Forces Command and Army Operational Command, ha presentato un intervento sulle attività militari per la stabilità e sulle prospettive e gli sviluppi futuri dell’Esercito Italiano.

L’ambasciatrice finlandese Pia Stjernvall, della Civilian Crisis Management Unit del Ministero degli Esteri della Finlandia, e la ex ufficiale statunitense, ora allo U.S. Army War College- U.S. Peacekeeping and Stability operations Insitute, Karen J. Finkenbinder, hanno portato a conoscenza dell’audience le loro esperienze in ambito operativo. È emersa la difficoltà di riuscire a coniugare sempre i due ambiti civile e militare senza perdere di vista gli obiettivi di sicurezza preposti, criticità spesso presenti dalla fase di training.

Nel dettaglio, l’ambasciatrice Stjernvall ha presentato il suo lavoro in Afghanistan nell’intervento “Civilian Crisis Management and experiences from EUPOL Afghanistan”, mentre Finkenbinder ha parlato di “The Operational Design approach to urban environment and the Police role as support of military operations”.

Peter Vergauwen, EUROPOL European Counter Terrorism Centre Senior Specialist, ha rappresentato il punto di visto europeo con l’intervento “Europol, a EU centric organisation and its role as EU foreign policy asset”, evidenziando principi e approccio, dalla pirateria marittima ai Counter Terrorism Dialogues, attraverso il coordinamento con altri organismi.

Un punto di vista sulla collaborazione tra Europa e centri di eccellenza della NATO è stato presentato da Cherry Roberts, E.U. Commission – Global and Transregional Threats Advisor, con l’intervento “E.U. cooperation with NATO CoEs Including SP with Lybia as a case study of fragility”.

Roberts ha evidenziato le criticità nella costruzione della fiducia e nello stabilire la gestione della giustizia secondo gli standard locali.

Dall’Europa all’Onu: il capo della Unit U.N. Standing police Capacity di Brindisi, Jaako Christensen, ha presentato la “U.N. Standing Police Capacity in the NSDS”, mentre dal continente africano l’interessante prospettiva “The role of FPU in bringing stability to Somalia”, dell’Assistant Commissioner of Police Aderemi Adeoye, African Union, ha alzato i riflettori sulle attività di contrasto alla minaccia portata da Al-Shabaab.

Molto è già stato fatto, ha assicurato Aderemi Adeoye, e la Risoluzione 2372 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 30 agosto 2017 supporta l’ulteriore incremento delle unità di Stability Police. “Guardiamo agli sviluppi in presenza di trend emergenti di migrazioni e traffico di esseri umani dall’area sub-sahariana dell’Africa verso l’Europa”.

“Police perspective on stability policing and its coordination mechanism with the military component”, del gen dei Carabinieri Pietro Barbano, direttore del Center of Excellence for Stability Police Units (COESPU) di Vicenza, e “Gendarmerie – Police Activities in Africa”, del ten col Emiliano Mingorance Sanchez, Assistant Chief of Staff European Gendarmerie Force, Vicenza, sono gli interventi che hanno condotto al termine della giornata di lavori, sottolineando la flessibilità dello strumento di EUROGENDFOR a disposizione dell’Alleanza Atlantica.

La conferenza è stata condotta dal giornalista Lorenzo Cremonesi, del Corriere della Sera. Mentre gli onori di casa sono stati fatti dal Comandante di NRDC-ITA, gen Roberto Perretti, che ha aperto e chiuso i lavori con l’introduzione e le conclusioni dell’intensa giornata della NATO Stability Policing and Strategic Direction South Conference.

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Foto: NRDC-ITA

COMLOG: all’NRDC-ITA il 6° seminario sulle novità introdotte dalle circolari 4003, 4004, 4005 e 4007 in tema di scorte, intermodalità e alienazioni

Si è svolto lo scorso 25 gennaio, nel quartier generale del NATO Rapid Deployable Corps Italy (NRDC-ITA) in Solbiate Olona (Varese), il 6° seminario divulgativo di quattro circolari emanate dal Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG) nel corso del 2017, relative alle scorte a veicoli e trasporti eccezionali, all’intermodalità e alle alienazioni, ha fatto sapere lo stesso COMLOG con una nota stampa del 26 gennaio.

L’evento, voluto dal Comandante Logistico dell’Esercito, gen Leonardo di Marco, e organizzato dal Comando Trasporti e Materiali in sinergia con lo Stato Maggiore del COMLOG, ha avuto l’obiettivo di illustrare, anche con dimostrazioni pratiche, le novità introdotte dalle pubblicazioni logistiche.

All’attività in argomento, che segue quelle realizzate presso il Comando dei Supporti Logistici di Roma, la SERIMANT di Palermo, la Divisione Friuli, il reggimento logistico Ariete e il Polo di Mantenimento Pesante Nord, ha partecipato il personale di NRDC – ITA e di altri enti di stanza nell’area nord-ovest.

Il seminario, articolato in sei periodi, ha registrato gli interventi di esperti di settore nell’ambito della logistica, spiega la nota stampa.

Il col Franco Fratini e il ten col Carlo La Torre, dell’Ufficio Alienazioni del COMLOG EI, hanno illustrato i contenuti generali della circolare 4003 “Scorta tecnica ai veicoli e ai trasporti eccezionali dell’Esercito”, della circolare 4004 “Approvvigionamento, gestione e mantenimento di container, shelter e pallet” e della circolare 4007 “Alienazione, cessione e prestito di veicoli, materiali e quadrupedi dell’Esercito”.

Il ten col Francesco Miele, dell’Ufficio MOTRA del Comando TRAMAT, ha esposto i contenuti generali della circolare 4005 “I movimenti e i trasporti eccezionali dell’Esercito”.

Al termine della conferenza, si apprende dal COMLOG, ha avuto luogo una dimostrazione pratica organizzata da personale del COMFOTER COE, dell’8° reggimento Trasporti Casilina e del 6° reggimento Logistico di Supporto Generale di Budrio (Bologna), con l’obiettivo di simulare alcune attività logistiche tra cui la scorta tecnica a un carico eccezionale, la sosta d’emergenza di un veicolo eccezionale, un’attività di trasporto intermodale con pallet NATO, pallet aereo e container aviotrasportabile, l’attraversamento di una galleria, un controllo e un’ispezione a un container (secondo l’Approved Continuous Examination Programme – ACEP) e un controllo periodico a un container “Tank” e a un’autocisterna.

Il prossimo seminario si svolgerà presso il reggimento logistico Julia in Merano, fa sapere la nota stampa del COMLOG, in favore del personale della brigata Julia.

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Fonte e foto: COMLOG EI

Con la scomparsa del gen Castagnetti se ne va una “straordinaria figura di uomo e di soldato”: il cordoglio del CaSMD gen Graziano

A seguito della scomparsa del gen Fabrizio Castagnetti, avvenuta sabato 13 gennaio, il gen Claudio Graziano, Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD) ha espresso il proprio cordoglio personale e di tutte le Forze Armate.

Questo il messaggio diffuso dallo stato maggiore della Difesa:

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, appresa la triste notizia del decesso del Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Fabrizio Castagnetti esprime alla famiglia dell’alto Ufficiale profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza a nome delle Forze Armate e suo personale.

Il Generale Castagnetti, che è stato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito dal settembre 2007 al settembre 2009, nel corso della sua brillante carriera ha ricoperto incarichi di primo piano in Italia e all’Estero tra cui quello di addetto militare a Washington, quello di comandante del COI e di Comandante del Corpo di Reazione Rapida NATO NRDC-ITA di Solbiate Olona.

“Il Generale Castagnetti – ha sottolineato il Capo di Stato Maggiore della Difesa- è stato promotore di numerosi provvedimenti volti a ottimizzare l’impiego delle risorse e a dare maggiore efficienza alla componente Operativa dell’Esercito”.

“È stata una personalità – ha proseguito il Generale Graziano – che ha fatto della fedeltà ed attaccamento alle istituzioni la sua ragione di vita. Una straordinaria figura di uomo e di soldato che ha sempre operato al servizio del Paese”, ha concluso il Generale Graziano.

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Fonte: stato maggiore della Difesa; Il Piacenza

Foto: MilitariForum.it

La Brigata Ariete è VJTF Land Brigade: il gen Ristuccia ha avvicendato il collega britannico, gen Elviss

La brigata Ariete è in prontezza operativa come Land Brigade della Very High Readiness Joint Task Force (VJTF) 2018, fa sapere la stessa Brigata con un comunicato stampa odierno.

Più in dettaglio, si apprende, la cerimonia di avvicendamento quale VJTF Land Brigade Commander tra il generale di brigata Mike Elviss, comandante della 20^ Armoured Infantry Brigade inglese, cedente, e il generale di brigata Angelo Michele Ristuccia, comandante della 132^ Brigata corazzata Ariete, subentrante, si è svolta mercoledì 10 gennaio nella caserma Ugo Mara di Solbiate Olona (VA), sede del NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA), contestualmente al passaggio di consegne come Land Component Command della NATO Response Force (NRF) tra il corpo d’armata a guida britannica (ARRC-UK) e quello a guida italiana (NRDC-ITA) – (link articoli in calce).

Alla cerimonia erano presenti le massime autorità militari, tra cui il capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano (CaSME), gen Danilo Errico, il Comandante del NATO Joint Force Command di Brunsumm (JFC BS), gen Salvatore Farina, e del NATO Allied Land Commander, gen Darryl A. Williams.

“La NRF – ricorda il comunicato della brigata Ariete – è un complesso di forze multinazionali, ad elevata prontezza operativa, a disposizione dell’Alleanza Atlantica, in grado di intervenire nelle diverse situazioni di crisi. Nell’ambito della NRF, è stata recentemente creata un’ulteriore capacità d’intervento costituita da un più ridotto pacchetto di forze ad elevatissima specializzazione e di rapido impiego, denominata VJTF (Very High Readiness Joint Task Force) la cui leadership è affidata, a rotazione, a unità dei paesi aderenti. Per l’anno in corso, a guida italiana, l’unità designata come VJTF Land Brigade è la 132^ Brigata corazzata Ariete, che si avvale per l’esigenza di alcuni suoi reparti dipendenti e di altri qualificati assetti specialistici delle Forze Armate italiane e delle altre nazioni”.

Per il raggiungimento della prontezza operativa, conseguita con l’esercitazione Brilliant Ledger 2017 dello scorso mese di ottobre, l’Ariete ha condotto un intenso ciclo addestrativo di preparazione iniziato nel dicembre del 2016 con l’esercitazione Summer Tempest in Sardegna e proseguito con altre attività complesse, come le esercitazioni Iron Armoured a Civitavecchia e Bright Armoured sul Cellina-Meduna, che hanno permesso di testare le diverse procedure d’intervento, verificare l’interoperabilità dei differenti sistemi e perfezionare l’addestramento individuale del personale militare.

La brigata Ariete, si legge dal comunicato stampa, è l’unica grande unità corazzata dell’Esercito Italiano. Composta da sette reggimenti più un reparto comando e supporti tattici, ha partecipato con i propri assetti a tutte le operazioni condotte all’estero dalle Forze Armate, dal Kosovo all’Iraq, dal Libano all’Afghanistan, dalla Bosnia alla Somalia.

Sul territorio nazionale la brigata ha preso parte alle più significative operazioni di soccorso in occasione di gravi calamità naturali, dal terremoto del Friuli del 1976 agli eventi sismici che hanno colpito l’Italia centrale lo scorso anno, dal disastro del Vajont del 1963 ai recenti fatti alluvionali del Piemonte.

Attualmente l’Ariete è anche impiegata sul fronte della sicurezza, nell’Operazione Strade Sicure, a Milano e nelle zone terremotate di Umbria e Marche.

L’inglese 20^ Armoured Infantry Brigade, che ha preceduto l’Ariete come VJTF Land Brigade, fa parte della 3^ UK Division.

Costituita nel 1939, ha preso parte alle più importanti operazioni condotte dal British Army, dalla Bosnia all’Iraq. Il Comando della grande unità ha sede a Paderborn, nel nord della Germania.

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NRF, eNRF e VJTF: lo strumento militare della NATO dal Summit di Praga a quello del Galles attraverso il Readiness Action Plan (11 gennaio 2018)

Fonte e foto: brigata Ariete

NRF, eNRF e VJTF: lo strumento militare della NATO dal Summit di Praga a quello del Galles attraverso il Readiness Action Plan

A seguito dell’assunzione del comando – ieri, 10 gennaio – della componente terrestre della NATO Response Force (NRF) 2018 da parte del NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona, lo stesso Comando di Reazione rapida ha fornito un dettagliato approfondimento sulle peculiarità e gli impieghi dello strumento militare della NATO nei suoi più recenti sviluppi, riproponendone il percorso di formazione dal Summit di Praga del 2002.

Qui in versione integrale aggiornata all’11 gennaio 2018 14.15 CET (fonte NRDC-ITA):

La NATO Response Force (NRF)

La NATO Response Force (NRF) fu lanciata nel 2002 in occasione del Summit NATO di Praga, per essere quindi approvata dai ministri della Difesa alleati nel 2003. Si tratta di uno strumento militare multinazionale e interforze che, per velocità di intervento e capacità operative schierabili, consente all’Alleanza di fronteggiare con immediatezza qualsiasi minaccia della Difesa collettiva o in risposta alle crisi, con tempi di schieramento brevissimi.

In particolare la NRF, costituita da una componente terrestre, una navale, una aerea, una di Forze Speciali e una di Sostegno Logistico Interforze, fornisce all’Alleanza la capacità di schierare in tempi brevissimi una Forza militare altamente specializzata ovunque sia richiesto, per:

–              Intervenire immediatamente in nome della Difesa collettiva (c.d operazioni art. 5 del Trattato di Washinghton);

–              gestire crisi e operazioni a supporto della pace;

–              intervenire in caso di calamità naturali o a protezione di infrastrutture critiche.

In aggiunta, la NRF rappresenta anche un dispositivo per condurre specifiche attività addestrative e per sperimentare nuove tecnologie, ciò con lo scopo di migliorare l’integrazione e la cooperazione fra le Forze.

La decisione di impiegare la NRF può essere presa dal Consiglio del Nord Atlantico (North Atlantic Council – NAC), il più alto organismo di livello politico in seno alla NATO, mentre il Comando della NRF risale al Comandante Supremo Alleato in Europa (Supreme Allied Commander Europe – SACEUR).

La “enhanced” NRF e la Very High Readiness Joint Task Force (VJTF)

Nel 2014, nell’ambito delle misure adottate dalla NATO con il piano d’azione di prontezza (Readiness Action Plan – RAP), creato per porre l’Alleanza in condizione di poter rispondere ai continui mutamenti della sicurezza internazionale, la NRF è stata potenziata.

La NATO, infatti, ha incrementato il dispositivo NRF portandolo a circa 40.000 uomini, e ha aggiunto un “pacchetto” di assetti multinazionali e interforze altamente specialistici, flessibili e in grado di schierarsi in tempi estremamente brevi ovunque sia richiesto.

Si tratta della cosiddetta “Spearhead Force”, meglio conosciuta come Very High Readiness Joint Task Force (VJTF), il cui compito è assicurare la prima e immediata risposta della NATO a possibili crisi o minacce, con la capacità di schierare l’intero dispositivo militare in pochissimi giorni dal preavviso d’ordine.

Come è organizzata la NRF

La NRF si basa su un sistema di rotazione annuale delle forze e dei comandi. Le unità individuate quali componenti del dispositivo vengono sottoposte a un intenso periodo di addestramento volto non solo a migliorare le capacità necessarie per ricoprire il ruolo assegnato, ma anche per superare i severi standard richiesti dalla NATO e verificati da un pool di esperti in occasione di specifiche esercitazioni.

La NRF 2018 si compone di:

  • un elemento di Comando e Controllo fornito dal Comando Alleato Interforze (Joint Force Command) Brunssum (Paesi Bassi);
  • un Comando Componente Terrestre (Land Component Command – LCC), fornito dal NATO Rapid Deployable Corps Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona (VA);
  • un Comando Componente Navale (Maritime Component Command – MCC), fornito dal French Aero-Naval Rapid Reaction Force (FRMARFOR) di Tolone (Francia);
  • un Comando Componente Aerea (Air Component Command – ACC), fornito dal German Joint Force Command (JFAC) di Kalkar (Germania);
  • un Comando Componente Forze Speciali, fornito dallo Spanish Special Operations Component Command di Minorca (Spagna);
  • la VJTF, composta anch’essa da una componente terrestre, una navale e una aerea; in particolare, la componente terrestre (VJTF-L) è guidata da una Brigata multinazionale di circa 5.000 uomini, completa di assetti navali, aerei e delle Forze Speciali, con capacità di schieramento dai due ai tre giorni ovunque richiesto. Nel 2018, il Comando della Brigata in prontezza (“Stand-By”) sarà tenuto dalla Brigata Corazzata “Ariete”;
  • un Initial Follow-On Forces Group (IFFG), composto da ulteriori Forze ad elevata prontezza, il cui eventuale schieramento è successivo a quello della VJTF. Costituito dalla Brigata che ha terminato l’anno di “Stand-By” ed è nel cosiddetto “Stand-Down”, e da quella che è in approntamento per assumere la funzione nell’anno successivo, la c.d. Brigata “Stand-Up”. Per l’anno in corso queste Brigate sono, rispettivamente, la 12th Armoured Infantry  Brigade (Gran Bretagna) e la 9th Panzerleher Brigade (Germania);
  • diversi assetti specialistici forniti dai Paesi Alleati, tra cui un Battaglione tedesco per la Difesa Chimica, Batteriologica, Radiologica e Nucleare (CBRN) e gli assetti per le Comunicazioni Operative (PSYOPS) e per la Cooperazione Civile-Militare (CIMIC), questi ultimi rispettivamente del 28° Reggimento “Pavia” in Pesaro e del CIMIC Group di Motta di Livenza.

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Fonte: NRDC-ITA

Foto: Eurocorps

NRDC-ITA è combat ready al comando dell’LCC della NRF-VJTF. Cerimonia di handover con ARRC

Da ieri, 10 gennaio, il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona assume il comando della componente terrestre della NRF 2018.

Più in dettaglio, fa sapere l’NRDC-ITA con un comunicato stampa del 10 gennaio, nella Caserma Ugo Mara di Solbiate Olona (Varese), sede del Comando del Corpo di reazione rapida della NATO in Italia, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), gen Danilo Errico, del Comandante del Comando Operativo Alleato Interforze (NATO JFC BS) di Brunnssum in Olanda, gen Salvatore Farina, e del Comandante del Comando Terrestre Alleato (LANDCOM) di Izmir (Turchia), gen Darryl A.Williams, ha avuto luogo, ieri, la cerimonia che ha sancito il passaggio del testimone nel comando della componente terrestre della NATO Response Force (NRF) tra l’Allied Rapid Reaction Corps (ARRC), comandato dal gen Tim Radford, e il Nato Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA), comandato dal gen Roberto Perretti.

“NRDC-ITA – scrive il Comando NRDC-ITA – assume per la quarta volta la responsabilità di guidare la componente terrestre (Land Component Command – LCC) della NATO Response Force dopo un lungo e articolato periodo di preparazione, durato oltre un anno, che ha visto il Comando impegnato in numerose e complesse attività addestrative finalizzate a completare l’addestramento individuale del personale e a testare e affinare le procedure di lavoro, prima di essere dichiarato ‘combat ready’ con l’esercitazione Brilliant Ledger 2017 che, sotto l’attenta supervisione di un team di 40 esperti valutatori militari, ha visto impegnati a Solbiate Olona (VA) e Bellinzago Novarese (NO) oltre 1000 militari provenienti da 15 nazioni dell’Alleanza e 85 reparti diversi delle Forze Armate Italiane”.

La NRF, creata nel 2002, ricorda il comunicato di NRDC-ITA, è un complesso di forze ad elevata prontezza, tecnologicamente avanzata e altamente addestrata, costituita da componenti terrestre, marittima, aerea, di forze speciali e di supporto logistico con personale e mezzi forniti a rotazione dai paesi membri, per consentire all’Alleanza di far fronte prontamente a tutte le sfide alla sicurezza, dalla difesa collettiva alla gestione delle crisi.

A seguito delle decisioni assunte nel vertice del Galles del 2014, l’NRF è stata potenziata con un’aliquota di forze in altissima prontezza denominata Very High Readiness Joint Task Force (VJTF), estremamente flessibile e modulare, capace di schierarsi con immediatezza. Nel suo insieme l’NRF è composta da circa 40.000 uomini e donne, ricorda NRDC-ITA.

Il NATO Rapid Deployable Corps – Italy è un Comando multinazionale con sede a Solbiate Olona (VA), alle dipendenze del Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa (SACEUR).

L’Italia ne è la nazione guida e fornisce circa il 75% del personale. Il rimanente 25% è costituito da militari provenienti da altre dodici nazioni: Albania, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Slovenia, Spagna, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti e Ungheria per un totale di circa 400 uomini e donne.

In programma l’adesione di altre 4 nazioni – Canada, Lettonia, Lituania, e Romania, si apprende – che entreranno a far parte del Comando portando così a diciassette il numero dei paesi contributori.

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Fonte e foto: NRDC-ITA; Difesa

CESIVA: NRDC-ITA conclude la livex Aquila 7/2017 al CAT di Brunico

Si è da poco conclusa, nel Centro Addestramento Tattico (CAT) di Brunico, in provincia di Bolzano, l’esercitazione livex “Aquila 7/2017”, che si è svolta dal 4 al 15 dicembre scorsi, fa sapere il Centro di Simulazione e Validazione dell’Esercito Italiano (CESIVA) di Civitavecchia con un comunicato stampa del 15 dicembre.

L’attività, rientrante nell’ambito di un calendario di esercitazioni che nel corso del 2017 ha visto interessati a più riprese anche i dipendenti CAT di Cesano, Capo Teulada, Lecce e Monte Romano, si è tenuta a favore del Nato Rapid Deployable Corps Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona, in provincia di Varese, e ha visto contrapposte un’unità Blufor, composta da un plotone del reggimento Supporti Tattici di NRDC-ITA, a una unità Opfor del 6° reggimento Alpini, fa sapere il CESIVA.

Sono state molteplici, si apprende, le attività di mantenimento svolte nell’arco delle due settimane di addestramento: dalla pianificazione e condotta di una ricognizione a quella di un attacco, di un rastrellamento e di una difesa di un centro abitato; dalla pianificazione e difesa di un posto Comando, alla gestione delle comunicazioni.

Le attività livex permettono alle unità della Forza Armata di operare in ambienti reali, utilizzando le armi individuali, i veicoli e i sistemi d’arma in dotazione.

Nell’ambito della simulazione addestrativa Live, Constructive e Virtual, il CESIVA costituisce il principale riferimento dell’Esercito per l’approntamento dei posti comando, degli staff e delle unità destinate all’impiego fuori del territorio nazionale, utilizzando sistemi informatici tecnologicamente avanzati di simulazione e di comando e controllo, avvalendosi della collaborazione di esperti di settore e di personale già impiegato nel teatro operativo di riferimento.

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Fonte e foto: CESIVA

NRDC-ITA sigla la cooperazione con l’Università Cattolica per progetti formativi e di ricerca su sicurezza e difesa

Un Memorandum of Cooperation tra l’Università Cattolica del Sacro Cuore e il NATO Rapid Deployable Corps in Italia (NRDC-ITA) è stato siglato il 5 dicembre dal rettore dell’Università Cattolica, professor Franco Anelli, e dal Capo di Stato Maggiore di NRDC-ITA, gen Maurizio Riccò.

L’accordo, fa sapere NRDC-ITA con un comunicato stampa congiunto con la Cattolica di Milano, prevede lo sviluppo di progetti di formazione e di ricerca sui temi della sicurezza e della difesa, e consente a studenti selezionati dell’Università Cattolica di partecipare, sotto supervisione accademica, alle attività di studio e di approfondimento che il Corpo d’Armata di Reazione Rapida dell’Alleanza Atlantica conduce su scenari di crisi reali o fittizi di esercitazione tramite il team “Knowledge Development” (KD).

Il KD è una branca funzionale di NRDC-ITA deputata alla comprensione di sistemi complessi che pone particolare attenzione allo sviluppo e alla presentazione di analisi politiche, economiche, sociali, infrastrutturali e di informazione.

“La sigla dell’accordo di cooperazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore corona l’ambizione del NRDC-ITA di poter vantare la collaborazione con una così prestigiosa Università – ha dichiarato il gen RiccòSono fermamente convinto che ciò possa fornire ai militari dell’Alleanza un prezioso contributo alla comprensione delle dinamiche culturali e delle complesse dimensioni politiche, economiche e sociali che caratterizzano i moderni scenari di crisi che la NATO monitorizza costantemente”.

“Si tratta di una grande opportunità per la nostra Università – ha affermato il rettore Franco Anelli. “Grazie a questo accordo i nostri studenti potranno fare pratica, verificando personalmente come funziona il meccanismo della difesa, che mira anzitutto a ‘prevenire il pericolo’”.

Infatti, ha specificato Vittorio Emanuele Parsi, direttore di Aseri-Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali e docente di Relazioni internazionali, presente alla firma del Memorandum of Cooperation, “lo scopo della difesa intelligente è evitare situazioni di crisi e che queste crisi degenerino. È poi chiaro che una sinergia tra i luoghi in cui si studiano i problemi nella loro genesi, anche in termini più teorici, e il posto in cui si applicano le soluzioni per evitare che le crisi possano costituire una minaccia per la sicurezza nazionale sia un beneficio per il Paese”.

L’obiettivo dell’intesa è infatti favorire un’interazione a beneficio di entrambe le istituzioni: da una parte, gli studenti avranno la possibilità di effettuare esperienze nuove, come tirocini e partecipazione ad attività formative; dall’altra, NRDC-ITA metterà a disposizione le sue competenze tecniche realizzando seminari, conferenze o lezioni su argomenti di sicurezza internazionale e NATO.

L’NRDC-ITA ricorrerà all’attività scientifica dell’Università per analizzare e comprendere situazioni complesse legate agli scenari di crisi, in linea con il nuovo concetto strategico della NATO, che ha introdotto il ‘Comprehensive Approach’, adottato con il Summit di Lisbona del 2010, e che prevede l’interazione tra mondo politico, militare e civile nell’ambito del crisis management.

Il NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA) è un Comando NATO alle dipendenze del Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa (SACEUR), spiega nel dettaglio il comunicato stampa.

“È un Comando multinazionale e interforze con sede a Solbiate Olona (Varese), di cui l’Italia è nazione guida, fornendo circa il 70% del personale: Ufficiali, Sottufficiali, Graduati e militari di truppa. Il rimanente 30% è costituito da militari provenienti da altre dodici nazioni. Sono circa 400 i militari che animano il Comando multinazionale e che affluiscono da Italia, Albania, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Paesi Bassi, Slovenia, Spagna, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti. NRDC-ITA è stato costituito nel 2001 a seguito di una profonda ristrutturazione dell’Alleanza Atlantica per fare fronte alla necessità di disporre, con immediatezza, di una forza multinazionale flessibile da schierare in aree di crisi al bisogno, e delle relative strutture di comando e controllo”.

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Fonte e foto: NRDC-ITA e Università Cattolica

Solidarietà: il NIWIC di NRDC-ITA dona giocattoli alla Pediatria di Legnano

“Prosegue l’attività solidale del Women’s International Club (NIWIC) – l’associazione delle mogli dei militari che lavorano presso NRDC-Italy (Corpo d’Armata italiano di Reazione Rapida della NATO) di Solbiate Olona – che ha organizzato una donazione di giocattoli presso il Reparto di Pediatria dell’Ospedale di Legnano, struttura della Rete territoriale dell’ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale)”, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 23 novembre lo stesso NRDC-ITA.

L’evento benefico, realizzato con il supporto dell’ufficio Family Support Center del Comando di NRDC-ITA, rappresenta uno dei tanti “appuntamenti ideati con lo stesso spirito di solidarietà e di vicinanza”, si apprende nel dettaglio.

All’iniziativa, che ha coinvolto anche le famiglie dei pazienti, hanno partecipato il direttore amministrativo dell’ASST Ovest Milanese, Daniela Bianchi; il direttore sanitario ASST Ovest Milanese, Giuseppe De Filippis; la dottoressa Luciana Parola, primario della Pediatria dell’Ospedale di Legnano, la caposala Monica Andorlini.

All’incontro sono intervenuti il col Michele Tirico, Chief Med e Medical Advisor di NRDC-Italy, e il Membro Onorario NIWIC, signora Mariella Perretti, consorte del gen Roberto Perretti, Comandante di NRDC-Italy.

“Rivolgere un’attenzione specifica ai piccoli pazienti ospitati nei Reparti di Pediatria significa non solo rafforzare il legame con le istituzioni operative nel territorio, ma anche esprimere vicinanza come “espressione di solidarietà globale”, dal ruolo fondamentale nell’alleviare le crisi umanitarie e le sofferenze umane, conclude il comunicato stampa del Comando NATO di Solbiate Olona.

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Fonte e foto: NIWIC NRDC-ITA