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Trident Juncture 2018, Norvegia: si conclude la livex con la liberazione dei territori occupati

La fase Live Exercise (LIVEX) dell’esercitazione Trident Juncture 2018, in atto in Norvegia, si è appena conclusa, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 9 novembre la Italian Multinational Brigade schierata nel paese scandinavo.

Più in dettaglio, si legge, “con la battaglia simulata di Oppdal, a cui hanno preso parte anche gli assetti terrestri e le componenti aeree dello strumento militare nazionale, si è conclusa la fase LIVEX , con unità schierate sul terreno, dell’esercitazione Trident Juncture, la più importante attività addestrativa organizzata dall’Alleanza Atlantica dalla fine della Guerra Fredda, che ha visto impiegati circa 50.000 militari di 31 diverse Nazioni, 150 aerei, 70 navi e oltre 10.000 veicoli terrestri”.

Al termine dell’esercitazione, l’Ammiraglio James Gordon Foggo, Comandante dell’Allied Joint Force Command di Napoli (NATO JFC Naples) e direttore dell’esercitazione, ha voluto ringraziare calorosamente i militari di tutte le Nazioni partecipanti e, in particolare, la Norvegia, che ha ospitato sul suo territorio la complessa attività addestrativa, si apprende.

L’Ammiraglio ha voluto rimarcare che la Trident Juncture ha rappresentato, da un lato, lo spirito di solidarietà e di coesione tra i Paesi membri a favore di quelli che maggiormente percepiscono la rinnovata assertività militare a est, e, dall’altro, la determinazione dell’Alleanza Atlantica nella sua missione primaria di difesa collettiva dell’integrità territoriale euro-atlantica contro ogni possibile aggressione e minaccia esterna, mantenendo un alto livello di preparazione e di reazione.

L’esercitazione ha previsto la contrapposizione sul campo di due unità avversarie, a livello corpo d’armata, le quali si sono alternate nel condurre operazioni in attacco e in difesa.

In particolare, la fase conclusiva, certamente tra quelle più complesse di tutta l’attività, consisteva nella completa liberazione di territori precedentemente occupati dalle forze avversarie.

L’obiettivo finale della Trident Juncture era quello di verificare la capacità della NATO di pianificare e condurre un’importante operazione di difesa collettiva, oltre che di valutare l’effettivo grado di integrazione e di cooperazione tra le Forze Armate dei Paesi membri e la loro capacità di interagire con Paesi amici, quali la Finlandia e la Svezia.

Allo stesso tempo, l’esercitazione è stata sfruttata anche per analizzare il sistema di prontezza operativa e di risposta militare immediata alle minacce dell’Alleanza, attraverso l’impiego della NATO Response Force (NRF), diretta dal NRDC-ITA (NATO Rapid Deployble Corps) di Solbiate Olona per tutto l’anno 2018.

La partecipazione nazionale, oltre a NRDC-ITA, ha visto schierato anche un complesso di forze terrestri, su base 132^ brigata corazzata Ariete, costituente la VJTF Land Brigade (Very High Readiness Joint Task Force), cioè l’assetto di massima prontezza operativa dell’Alleanza, la cui responsabilità è stata assegnata, nel 2018, alle Forze Armate Italiane.

Per tale esigenza, la brigata Ariete (Comando Brigata e assetti dell’11° reggimento Bersaglieri, del 10° reggimento Genio Guastatori, del reggimento logistico Ariete, del Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete) è stata rinforzata con assetti tratti dal 187° reggimento Paracadutisti, dal 7° reggimento Trasmissioni, dal 1° reggimento Artiglieria da montagna, dalla Scuola di Commissariato di Maddaloni e da una compagnia di Polizia Militare del 13° reggimento Carabinieri Friuli-Venezia Giulia.

Durante la LIVEX, inoltre, la VJTF ha potuto anche contare sul supporto dell’Aeronautica Militare, che ha schierato nella base di Bodø gli Eurofighter (provenienti dal 4° Stormo di Grosseto, dal 36° Stormo di Gioia del Colle e dal 37° Stormo di Trapani) per le attività di difesa aerea e di scorta e protezione dei velivoli strategici dell’Alleanza, i Tornado (dal 6° Stormo di Ghedi) per la soppressione delle difese aeree avversarie,  il KC-767 (del 14° Stormo di Pratica di Mare) per il rifornimento in volo degli aerei NATO e il G-550 CAEW (del 14° Stormo) per la sorveglianza, l’avvistamento, il comando e controllo.

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Fonte e foto: Italian Multinational Brigade PAO

Difesa: migliorano le condizioni dei militari coinvolti in un incidente in Norvegia, tutti Paracadutisti del 187° Folgore

Stavano svolgendo una attività di ricognizione, propedeutica all’imminente condotta dell’esercitazione Trident Juncture 2018 (TRJE18) in Norvegia, i sette militari, tutti Paracadutisti del 187°, coinvolti in un incidente stradale nel paese scandinavo.

Ieri mattina, 5 ottobre, “nei pressi di Valldal, nel nord della Norvegia – scrive lo stato maggiore della Difesa (SMD) in un comunicato stampa – un veicolo militare, durante un’attività di ricognizione, è uscito di strada ribaltandosi a causa del ghiaccio presente sul manto stradale. A bordo vi erano sette militari, che sono rimasti lievemente feriti: quattro sono stati medicati sul posto, mentre per gli altri tre è stato necessario il ricovero presso l’ospedale civile di Trondheim per ulteriori accertamenti. Al momento [5 ottobre], solo uno di loro è stato trattenuto in osservazione, ma, comunque, hanno tutti avuto la possibilità di contattare i familiari in Italia per rincuorarli personalmente circa le loro condizioni di salute”.

L’ultimo aggiornamento odierno da fonte istituzionale riferisce che dei sette militari coinvolti nell’incidente, uno solo al momento risulta ancora sotto osservazione, addirittura in fase di dimissioni dall’ospedale di Trondheim, dove è stato ricoverato ieri dopo l’incidente. Da fonti proprie, a completamento dell’informazione, sembra aver riportato “fratture un po’ più serie”.

”Da alcuni giorni, in Norvegia – scrive SMD – è in atto la più importante esercitazione della NATO, la Trident Juncture 2018, che, oltre a essere un momento di addestramento fondamentale per mantenere e incrementare l’interoperabilità tra i 28 Paesi membri dell’Alleanza Atlantica, costituisce un’occasione unica per rafforzare la coesione e la solidarietà, nonché per dimostrare l’alto livello di preparazione e la prontezza di reazione ad eventuali minacce di tipo convenzionale”.

La TRJE18, diretta dal Comandante NATO del Joint Force Command di Napoli, coinvolge oltre 40.000 militari provenienti da tutti i Paesi NATO e da alcuni Paesi partner e si protrarrà fino alla fine di novembre.

Le Forze Armate Italiane hanno un ruolo di primaria importanza, essendo responsabili per tutto il 2018, attraverso il Comando del Corpo d’Armata di Reazione Rapida di Solbiate Olona (NRDC-ITA), della NATO Response Force (NRF), complesso di forze in prontezza operativa costituito da diverse componenti (terrestre, marittima, aerea e di forze speciali).

Inoltre, conclude il comunciato della Difesa, partecipano anche 1.200 militari su base 132^ brigata Ariete, rinforzata con il 187° reggimento Paracadutisti Folgore, che costituisce la Very High Readness Joint Task Force (VJTF), unità a elevatissima prontezza operativa della NATO, la cui responsabilità è a rotazione annuale tra i Paesi membri.

Fonte: PI SMD; fonti proprie

Foto: NATO ACT, Esercito Italiano

NRDC-ITA ha ricevuto la visita del Comandante del CSA, gen Giancotti

Il Generale di Squadra Aerea Fernando Giancotti, Comandante del Comando Squadra Aerea (CSA) dell’Aeronautica Militare, è giunto in visita presso il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA), ha fatto sapere lo stesso Comando di reazione rapida della NATO con un comunicato stampa del 12 luglio.

La visita si colloca nell’ambito delle attività di cooperazione tra le Forze Armate nazionali e alleate, volte a facilitare l’integrazione dei sistemi operativi specifici dei diversi assetti militari, consentendo quindi al Comando NRDC-ITA di operare efficacemente in un ambiente interforze.

L’Alto Ufficiale ha assistito a un briefing di aggiornamento sul contributo e sulle capacità che NRDC-ITA esprime attraverso il monitoraggio e l’analisi delle minacce provenienti dalle aree di crisi e d’instabilità che lambiscono i confini della NATO.

Particolare riferimento, si apprende, è stato fatto alla situazione sul cosiddetto “fronte Sud”, nel cui ambito NRDC-ITA sta garantendo il supporto all’“Hub” per il Sud, costituito presso il Joint Force Command di Napoli.

Durante la visita, al gen Giancotti sono stati illustrati anche i compiti, la struttura e le capacità a tutto campo che NRDC-ITA è in grado di esprimere. In tale contesto, è stata mostrata la flessibilità del Comando nel ricoprire diversi ruoli – quello di Corpo d’Armata, di Comando Componente Terrestre ovvero di Joint Task Force – configurazioni che consentono a NRDC-ITA di guidare qualsiasi operazione militare a elevata intensità sotto egida NATO, Unione Europea, oppure nell’ambito di coalizioni.

L’attività è proseguita con un aggiornamento sullo stato delle forze del Corpo d’Armata e sulle numerose attività addestrative che NRDC-ITA conduce a favore delle Unità dipendenti, nazionali e internazionali.

Proprio in concomitanza di data, sottolinea il comunicato stampa, NRDC-ITA ha concluso la “Eagle Overland 2018” (link articolo in calce), un’esercitazione unica nel suo genere, condotta per la prima volta in ambito nazionale e alleato.

L’attività è stata la prima che ha visto una delle forze NATO ad alta prontezza operativa verificare le capacità di rapido intervento e schieramento in una ipotetica area di crisi, nel rispetto dei canoni imposti dall’Alleanza.

NRDC-ITA, infatti, per tutto il 2018 ricopre il ruolo di Comando della Componente Terrestre della NATO Response Force (NRF). Tra le Grandi Unità affiliate a NRDC-ITA, la brigata Corazzata Ariete, che sta ricoprendo il ruolo di Very High Readiness Joint Task Force per la componente terrestre (VJTF-L) della NATO Response Force 2018 (NRF18).

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NRDC-ITA: con la Eagle Overland 18 il primo test NATO sulle capacità di intervento rapido delle forze NRF (13 luglio 2018)

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Fonte e foto: NRDC-ITA

NRDC-ITA: primo seminario internazionale TARINT sulla Targeting Intelligence

Si è concluso la scorsa settimana, presso il NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona (VA), il primo seminario internazionale TARINT incentrato sul supporto intelligence al processo di selezione e acquisizione degli obiettivi in operazioni militari (Targeting Intelligence).

È lo stesso NRDC-ITA a renderlo noto con un comunicato stampa del 15 giugno scorso.

L’evento rientra tra le attività di alta formazione pianificate per mantenere l’elevato livello di prontezza operativa richiesto a NRDC-ITA, che, per tutto il 2018, ricopre il ruolo di Comando Componente Terrestre (Land Component Command – LCC) nell’ambito della NATO Response Force (NRF).

Oltre al personale militare proveniente da altri Comandi a elevata prontezza operativa della NATO Force Structure, e insieme al personale proveniente da diverse unità dell’Esercito, per la prima volta erano presenti anche rappresentanti di Centri di Eccellenza, fa sapere NRDC-ITA, quali il NATO Intelligence Fusion Center (NIFC) di Molesworth (Gran Bretagna), il Joint Force Air Component Command (JFAC) di Ramstein (Germania) e la NATO School di Oberammergau (Germania).

Il seminario TARINT ha fornito ai rappresentanti della comunità intelligence l’opportunità di consolidare e ampliare i contatti e i flussi informativi attraverso uno specifico network.

La condivisione delle informazioni e la conoscenza reciproca degli operatori del settore delle attività informative permette una attenta analisi e valutazione dei rischi, favorendo così una pianificazione operativa nel rispetto delle migliori condizioni di sicurezza per il personale militare.

L’evento ha offerto anche l’opportunità di condividere l’esperienza e travasare alle rappresentanze nazionali e multinazionali intervenute le best practice, cioè quelle procedure ritenute più idonee per lo svolgimento al meglio di specifiche attività informative militari, spiega NRDC-ITA.

Il seminario ha inoltre rappresentato una utile occasione per rafforzare i legami tra il personale delle unità sulle quali NRDC-ITA detiene la coordinating authority, cioè l’autorità di coordinarne le attività di pianificazione operativa e condotta relative a un’operazione militare a guida NATO in caso di impiego in aree di crisi.

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Fonte e foto: NRDC-ITA

NRDC-ITA: iniziata la Eagle Ghost 2018, focus sulla pianificazione per consolidare le capacità acquisite

Oltre 150 pianificatori del Comando NRDC-ITA e delle Unità dipendenti e affiliate, tra cui le Divisioni Aqui, Friuli e la 2^ Divisione Elasson dell’Esercito Greco, stanno conducendo nella caserma Ugo Mara a Solbiate Olona (VA), sede del Comando di reazione rapida della NATO in Italia (NATO Rapid Deployable Corps – Italy, NRDC-ITA), le attività connesse con la prima fase di una nuova attività di pianificazione operativa, l’esercitazione Eagle Ghost 2018.

L’attività ha avuto avvio nei giorni scorsi, fa sapere NRDC-ITA con un comunicato stampa del 1° giugno.

In particolare, il Gruppo di Pianificazione (Operations Planning Group), costituito in seno a NRDC-ITA, sta conducendo, in parallelo con le citate Unità, la fase di Crisis Response Planning (CRP), volta a esercitare il mantenimento delle capacità del personale di staff nel pianificare un’operazione militare in un ipotetico scenario a elevata intensità, e rifinire le interazioni orizzontali tra i pari livello e verticali con le Unità dipendenti.

Il CRP si sviluppa attraverso una fase iniziale di studio delle capacità militari e degli aspetti politici, economici, sociali, delle infrastrutture e dell’informazione dell’area di crisi in cui si simula l’intervento.

Prosegue, quindi, con una dettagliata analisi della missione e delle sfide poste alla sicurezza internazionale, cui fa seguito, infine, l’individuazione delle migliori strategie per il raggiungimento di una stabilizzazione dell’area e la conseguente stesura e diramazione dell’ordine di operazioni ai vari livelli.

L’esercitazione, spiega NRDC-ITA, rientra nell’ambito delle attività addestrative e operative volte al mantenimento delle capacità operative delle Unità della NATO Force Structure a elevata prontezza, come NRDC-ITA, in ottemperanza ai requisiti disposti dalla NATO.

NRDC-ITA, che dallo scorso 1° gennaio e per tutto il 2018 ricopre il ruolo di Comando Componente Terrestre (Land Component Command, LCC) della NATO Response Force (NRF), ha maturato una robusta esperienza nel ricoprire ruoli diversi – quali quello di Corpo d’Armata, di Joint Task Force, ovvero di Land Component Command – a seconda delle esigenze operative.

Le capacità che NRDC-ITA è in grado di esprimere rappresentano una risorsa di notevole interesse per l’Esercito e la Difesa, che il Comando a tre stelle della Ugo Mara sta mettendo a disposizione per ampliare il bagaglio professionale del personale nazionale e multinazionale che vi presta servizio, o che vi transita cooperando nelle esercitazioni.

Per tutto il 2018 NRDC-ITA detiene la coordinating authority sulle Unità affiliate alla componente terrestre della NRF.

Si tratta di una forza multinazionale composta da circa 40.000 uomini, a elevata prontezza, tecnologicamente avanzata, integrata con la componente terrestre, aerea, navale, da Forze Speciali e da una componente di supporto logistico, che l’Alleanza può utilizzare con estrema rapidità, ovunque sia necessario.

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Fonte e foto: NRDC-ITA

NRDC-ITA: il DSACEUR gen Everard visita il Comando NATO e ne apprezza l’approccio innovativo

Il Vice Comandante Supremo Alleato in Europa (DSACEUR), Generale James Everard, ha visitato nella giornata del 24 maggio scorso il Comando di Reazione Rapida della NATO in Italia (NRDC-ITA), fa sapere lo stesso Comando con un comunicato stampa del 25 maggio.

Accolto dal Comandante di NRDC-ITA, Generale di Corpo d’Armata Roberto Perretti, il DSACEUR ha assistito a un briefing sullo stato delle forze del Corpo d’Armata che dal 1° gennaio, e per tutto l’anno in corso, ha assunto l’importante ruolo di Land Component Command (LCC), contribuendo in maniera significativa al pacchetto di forze ad elevata prontezza nell’ambito della NATO Response Force (NRF).

In tale contesto sono state altresì illustrate le numerose attività addestrative che NRDC-ITA conduce a favore delle unità dipendenti, nazionali e internazionali.

Sir James Everard, fa sapere NRDC-ITA, ha ringraziato il Comandante e riconosciuto a NRDC-ITA il considerevole sforzo e il continuo elevato contributo che l’Italia, e in particolare il Corpo d’Armata, fornisce all’Alleanza in un momento in cui sussiste la necessità di affrontare le sfide di sicurezza, che provengono da due archi di crisi e di instabilità, che lambiscono i confini della NATO: quello meridionale e quello orientale.

Il DSACEUR ha espresso il suo particolare interesse per come NRDC-ITA stia contribuendo attivamente al Long Term Rotation Plan dell’Alleanza e al processo di adaptation della NATO.

In particolare, l’Alto Ufficiale ha espresso il suo apprezzamento per l’impegno e la professionalità dello staff di NRDC–ITA e delle sue unità subordinate nel rendere tangibile ed efficace uno strumento determinante per l’Alleanza quale l’NRF e il ruolo del Comando nell’iterazione tra NATO Force Structure e NATO Command Structure.

“L’Alto Ufficiale – prosegue il comunicato del Comando NATO – ha inoltre sottolineato l’approccio innovativo di NRDC-ITA, il cosiddetto ‘understand, empower, operationalize process’, che costituisce il fondamento concettuale e pratico di tutte le iniziative del Comando per affinare le proprie capacità Joint, per la creazione di un mindset informato ed efficace in preparazione ai compiti presenti e futuri dell’Alleanza”.

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Fonte e foto: NRDC-ITA

Joint Stars 2018: scenario con minacce cyber e CBRN per l’esercitazione interforze di SMD e COI al via oggi

Inizia oggi, 7 maggio, la fase attiva dell’esercitazione interforze Joint Stars 2018, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa (SMD) lo scorso 3 maggio con riferimento all’attività addestrativa di maggiore rilevanza nazionale pianificata, organizzata e gestita direttamente da SMD per il tramite del proprio braccio operativo, cioè il Comando Operativo di Vertice Interforze (COI).

Articolata in due parti, la Joint Stars permette, in questa prima fase, di federare le concomitanti esercitazioni Golden Wings dell’Esercito Italiano, Mare Aperto della Marina Militare e Vega 18 dell’Aeronautica Militare, nonché, sulla base dell’esigenza di ricercare una sempre più marcata interoperabilità a livello multinazionale, l’esercitazione Ramstein Guard 6-2018 condotta dalla NATO.

La Joint Stars 2018 interesserà vari territori nonché spazi aerei e marittimi italiani. In particolare, si apprende, la prima fase, dal 7 al 18 maggio, insisterà sulle aree addestrative della Sardegna, attraverso lo schieramento reale di unità e mezzi, con lo scopo principale di verificare e valutare la capacità expeditionary di un contingente interforze in un ipotetico scenario di crisi internazionale.

Diversamente dalle precedenti edizioni, l’esercitazione di quest’anno presenterà, per i Comandi e le unità in addestramento, ulteriori difficoltà, perché lo scenario d’impiego prevede la simulazione d’intervento in un ambiente caratterizzato da minacce cibernetiche e da quelle chimico-biologiche e radioattive (CBRN).

Inoltre, tenuto conto che la Difesa italiana è responsabile, per tutto il 2018, della gestione della NATO Response Force (NRF, link articoli qui e in calce), saranno testate anche le capacità delle unità militari italiane inserite nella NATO Very High Readiness Joint Task Force (VJTF, link articoli qui e in calce), cioè la forza di intervento rapido dell’Alleanza Atlantica, vera e propria punta di lancia della struttura NATO di risposta alle crisi internazionali.

“Da sempre le Forze Armate accompagnano, poi, le proprie attività addestrative a una particolare attenzione verso l’ambiente, sottolinea SMD.

La Joint Stars sarà quindi un ulteriore banco di prova anche per questo specifico aspetto, ancor più importante alla luce del recepimento delle più recenti novità legislative proprio in materia di tutela ambientale.

Da sottolineare, infine, che lo sviluppo di attività addestrative di tale tipologia consente, grazie all’effettuazione contemporanea e coordinata di esercitazioni che coinvolgono assetti tratti da tutte le Forze Armate, di ottimizzare l’impiego delle aree addestrative, concentrando nel tempo e nello spazio le attività stesse e, pertanto, riducendo sensibilmente l’impatto sui territori e sulle popolazioni locali.

“In sintesi – conclude il comunicato stampa di SMD – la Joint Stars si pone come una preziosa opportunità per conseguire, attraverso l’addestramento congiunto di Esercito Italiano, Marina Militare e Aeronautica Militare, sinergie ed economie, nonché per condividere risorse e massimizzare l’interoperabilità in ambito Difesa, affinando le capacità d’intervento con un’impronta sempre più marcatamente interforze“.

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NRF, eNRF e VJTF: lo strumento militare della NATO dal Summit di Praga a quello del Galles attraversi il Readiness Action Plan (11 gennaio 2018)

Fonte e foto: PI SMD

Al NATO JFC Brunssum il gen Marchiò avvicenda il gen Farina: il CaSMD gen Graziano presente alla cerimonia

“Si è svolta questa mattina la cerimonia di cambio al comando del NATO Joint Force Command (JFC) di Brunssum tra il Generale Salvatore Farina, cedente, e il Generale Riccardo Marchio’, subentrante”, fa sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa di oggi, 21 febbraio.

Oltre al gen Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), erano presenti numerose autorità militari e civili dell’Alleanza Atlantica, tra cui il gen Curtis Scaparotti, Comandante Supremo delle forze NATO in Europa (SACEUR), e l’amm Rob Bauer, Capo di Stato Maggiore della Difesa olandese.

A margine della cerimonia, il gen Graziano ha voluto rimarcare che il gen Farina, alla guida del JFC da marzo del 2016 e destinato ad assumere, tra pochi giorni, l’incarico di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, è stato il primo comandante italiano di questo importante comando della NATO.

Il fatto che a succedergli sia un altro Generale italiano, ha sottolineato il CaSMD, è “testimonianza e riconoscimento della professionalità espressa e dell’impegno profuso in questi anni dalle nostre Forze Armate, in ogni teatro operativo in cui la NATO è stata chiamata a operare, nonché dell’indiscusso prestigio di cui il nostro Paese gode all’interno dell’Alleanza”.

Il Capo di Stato Maggiore ha poi affermato che “di fronte alle attuali minacce alla sicurezza internazionale, nessun Paese ha la capacità e i mezzi per poter agire efficacemente da solo e, quindi, il ruolo delle Organizzazioni Internazionali, come la NATO e l’Unione Europea, assume una rilevanza senza precedenti e ci è richiesto di parteciparvi con un ruolo da protagonisti”.

Il gen Graziano ha infine concluso ringraziando calorosamente, anche a nome delle Forze Armate, il gen Farina per gli importanti traguardi conseguiti nel suo periodo di comando. Infatti, ha ricordato che “il JFC di Brunssum è stato un interprete importante nel processo di irrobustimento delle misure di deterrenza e Difesa Collettiva dell’Alleanza, attraverso lo schieramento di quattro battlegroup multinazionali – l’enhanced Forward Presence (eFP) nei tre Stati baltici e in Polonia – il rafforzamento delle attività di protezione dello spazio aereo – l’Air Policing – nonché nelle attività di sostegno e supporto alle forze di sicurezza dell’Afghanistan, teatro operativo di cui Brunssum è direttamente responsabile”.

Ha poi voluto riservare un particolare augurio al gen Marchiò, di cui ha ricordato l’ampia esperienza internazionale – è stato infatti Vice Comandante del Corpo di Reazione Rapida britannico e Comandante di quello italiano, il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) – per un proficuo periodo al comando del JFC di Brunssum.

Il NATO JFC di Brunssum è un comando di livello operativo della componente militare dell’Alleanza Atlantica che ha, tra i suoi principali compiti, il comando e controllo della missione Resolute Support in Afghanistan, il comando operativo della NATO Response Force (NRF, a rotazione con il cosiddetto “comando gemello” di Napoli), nonché la gestione delle attività di presenza e deterrenza sul fianco est della NATO.

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Fonte e foto: PI SMD

 

La Brigata Ariete è VJTF Land Brigade: il gen Ristuccia ha avvicendato il collega britannico, gen Elviss

La brigata Ariete è in prontezza operativa come Land Brigade della Very High Readiness Joint Task Force (VJTF) 2018, fa sapere la stessa Brigata con un comunicato stampa odierno.

Più in dettaglio, si apprende, la cerimonia di avvicendamento quale VJTF Land Brigade Commander tra il generale di brigata Mike Elviss, comandante della 20^ Armoured Infantry Brigade inglese, cedente, e il generale di brigata Angelo Michele Ristuccia, comandante della 132^ Brigata corazzata Ariete, subentrante, si è svolta mercoledì 10 gennaio nella caserma Ugo Mara di Solbiate Olona (VA), sede del NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA), contestualmente al passaggio di consegne come Land Component Command della NATO Response Force (NRF) tra il corpo d’armata a guida britannica (ARRC-UK) e quello a guida italiana (NRDC-ITA) – (link articoli in calce).

Alla cerimonia erano presenti le massime autorità militari, tra cui il capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano (CaSME), gen Danilo Errico, il Comandante del NATO Joint Force Command di Brunsumm (JFC BS), gen Salvatore Farina, e del NATO Allied Land Commander, gen Darryl A. Williams.

“La NRF – ricorda il comunicato della brigata Ariete – è un complesso di forze multinazionali, ad elevata prontezza operativa, a disposizione dell’Alleanza Atlantica, in grado di intervenire nelle diverse situazioni di crisi. Nell’ambito della NRF, è stata recentemente creata un’ulteriore capacità d’intervento costituita da un più ridotto pacchetto di forze ad elevatissima specializzazione e di rapido impiego, denominata VJTF (Very High Readiness Joint Task Force) la cui leadership è affidata, a rotazione, a unità dei paesi aderenti. Per l’anno in corso, a guida italiana, l’unità designata come VJTF Land Brigade è la 132^ Brigata corazzata Ariete, che si avvale per l’esigenza di alcuni suoi reparti dipendenti e di altri qualificati assetti specialistici delle Forze Armate italiane e delle altre nazioni”.

Per il raggiungimento della prontezza operativa, conseguita con l’esercitazione Brilliant Ledger 2017 dello scorso mese di ottobre, l’Ariete ha condotto un intenso ciclo addestrativo di preparazione iniziato nel dicembre del 2016 con l’esercitazione Summer Tempest in Sardegna e proseguito con altre attività complesse, come le esercitazioni Iron Armoured a Civitavecchia e Bright Armoured sul Cellina-Meduna, che hanno permesso di testare le diverse procedure d’intervento, verificare l’interoperabilità dei differenti sistemi e perfezionare l’addestramento individuale del personale militare.

La brigata Ariete, si legge dal comunicato stampa, è l’unica grande unità corazzata dell’Esercito Italiano. Composta da sette reggimenti più un reparto comando e supporti tattici, ha partecipato con i propri assetti a tutte le operazioni condotte all’estero dalle Forze Armate, dal Kosovo all’Iraq, dal Libano all’Afghanistan, dalla Bosnia alla Somalia.

Sul territorio nazionale la brigata ha preso parte alle più significative operazioni di soccorso in occasione di gravi calamità naturali, dal terremoto del Friuli del 1976 agli eventi sismici che hanno colpito l’Italia centrale lo scorso anno, dal disastro del Vajont del 1963 ai recenti fatti alluvionali del Piemonte.

Attualmente l’Ariete è anche impiegata sul fronte della sicurezza, nell’Operazione Strade Sicure, a Milano e nelle zone terremotate di Umbria e Marche.

L’inglese 20^ Armoured Infantry Brigade, che ha preceduto l’Ariete come VJTF Land Brigade, fa parte della 3^ UK Division.

Costituita nel 1939, ha preso parte alle più importanti operazioni condotte dal British Army, dalla Bosnia all’Iraq. Il Comando della grande unità ha sede a Paderborn, nel nord della Germania.

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NRDC-ITA è combat ready al comando dell’LCC della NRF-VJTF. Cerimonia di handover con ARRC (11 gennaio 2018)

NRF, eNRF e VJTF: lo strumento militare della NATO dal Summit di Praga a quello del Galles attraverso il Readiness Action Plan (11 gennaio 2018)

Fonte e foto: brigata Ariete

NRF, eNRF e VJTF: lo strumento militare della NATO dal Summit di Praga a quello del Galles attraverso il Readiness Action Plan

A seguito dell’assunzione del comando – ieri, 10 gennaio – della componente terrestre della NATO Response Force (NRF) 2018 da parte del NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona, lo stesso Comando di Reazione rapida ha fornito un dettagliato approfondimento sulle peculiarità e gli impieghi dello strumento militare della NATO nei suoi più recenti sviluppi, riproponendone il percorso di formazione dal Summit di Praga del 2002.

Qui in versione integrale aggiornata all’11 gennaio 2018 14.15 CET (fonte NRDC-ITA):

La NATO Response Force (NRF)

La NATO Response Force (NRF) fu lanciata nel 2002 in occasione del Summit NATO di Praga, per essere quindi approvata dai ministri della Difesa alleati nel 2003. Si tratta di uno strumento militare multinazionale e interforze che, per velocità di intervento e capacità operative schierabili, consente all’Alleanza di fronteggiare con immediatezza qualsiasi minaccia della Difesa collettiva o in risposta alle crisi, con tempi di schieramento brevissimi.

In particolare la NRF, costituita da una componente terrestre, una navale, una aerea, una di Forze Speciali e una di Sostegno Logistico Interforze, fornisce all’Alleanza la capacità di schierare in tempi brevissimi una Forza militare altamente specializzata ovunque sia richiesto, per:

–              Intervenire immediatamente in nome della Difesa collettiva (c.d operazioni art. 5 del Trattato di Washinghton);

–              gestire crisi e operazioni a supporto della pace;

–              intervenire in caso di calamità naturali o a protezione di infrastrutture critiche.

In aggiunta, la NRF rappresenta anche un dispositivo per condurre specifiche attività addestrative e per sperimentare nuove tecnologie, ciò con lo scopo di migliorare l’integrazione e la cooperazione fra le Forze.

La decisione di impiegare la NRF può essere presa dal Consiglio del Nord Atlantico (North Atlantic Council – NAC), il più alto organismo di livello politico in seno alla NATO, mentre il Comando della NRF risale al Comandante Supremo Alleato in Europa (Supreme Allied Commander Europe – SACEUR).

La “enhanced” NRF e la Very High Readiness Joint Task Force (VJTF)

Nel 2014, nell’ambito delle misure adottate dalla NATO con il piano d’azione di prontezza (Readiness Action Plan – RAP), creato per porre l’Alleanza in condizione di poter rispondere ai continui mutamenti della sicurezza internazionale, la NRF è stata potenziata.

La NATO, infatti, ha incrementato il dispositivo NRF portandolo a circa 40.000 uomini, e ha aggiunto un “pacchetto” di assetti multinazionali e interforze altamente specialistici, flessibili e in grado di schierarsi in tempi estremamente brevi ovunque sia richiesto.

Si tratta della cosiddetta “Spearhead Force”, meglio conosciuta come Very High Readiness Joint Task Force (VJTF), il cui compito è assicurare la prima e immediata risposta della NATO a possibili crisi o minacce, con la capacità di schierare l’intero dispositivo militare in pochissimi giorni dal preavviso d’ordine.

Come è organizzata la NRF

La NRF si basa su un sistema di rotazione annuale delle forze e dei comandi. Le unità individuate quali componenti del dispositivo vengono sottoposte a un intenso periodo di addestramento volto non solo a migliorare le capacità necessarie per ricoprire il ruolo assegnato, ma anche per superare i severi standard richiesti dalla NATO e verificati da un pool di esperti in occasione di specifiche esercitazioni.

La NRF 2018 si compone di:

  • un elemento di Comando e Controllo fornito dal Comando Alleato Interforze (Joint Force Command) Brunssum (Paesi Bassi);
  • un Comando Componente Terrestre (Land Component Command – LCC), fornito dal NATO Rapid Deployable Corps Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona (VA);
  • un Comando Componente Navale (Maritime Component Command – MCC), fornito dal French Aero-Naval Rapid Reaction Force (FRMARFOR) di Tolone (Francia);
  • un Comando Componente Aerea (Air Component Command – ACC), fornito dal German Joint Force Command (JFAC) di Kalkar (Germania);
  • un Comando Componente Forze Speciali, fornito dallo Spanish Special Operations Component Command di Minorca (Spagna);
  • la VJTF, composta anch’essa da una componente terrestre, una navale e una aerea; in particolare, la componente terrestre (VJTF-L) è guidata da una Brigata multinazionale di circa 5.000 uomini, completa di assetti navali, aerei e delle Forze Speciali, con capacità di schieramento dai due ai tre giorni ovunque richiesto. Nel 2018, il Comando della Brigata in prontezza (“Stand-By”) sarà tenuto dalla Brigata Corazzata “Ariete”;
  • un Initial Follow-On Forces Group (IFFG), composto da ulteriori Forze ad elevata prontezza, il cui eventuale schieramento è successivo a quello della VJTF. Costituito dalla Brigata che ha terminato l’anno di “Stand-By” ed è nel cosiddetto “Stand-Down”, e da quella che è in approntamento per assumere la funzione nell’anno successivo, la c.d. Brigata “Stand-Up”. Per l’anno in corso queste Brigate sono, rispettivamente, la 12th Armoured Infantry  Brigade (Gran Bretagna) e la 9th Panzerleher Brigade (Germania);
  • diversi assetti specialistici forniti dai Paesi Alleati, tra cui un Battaglione tedesco per la Difesa Chimica, Batteriologica, Radiologica e Nucleare (CBRN) e gli assetti per le Comunicazioni Operative (PSYOPS) e per la Cooperazione Civile-Militare (CIMIC), questi ultimi rispettivamente del 28° Reggimento “Pavia” in Pesaro e del CIMIC Group di Motta di Livenza.

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Fonte: NRDC-ITA

Foto: Eurocorps