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Difesa: il SSSD on Tofalo avvia nuovo ciclo di video Difesa Collettiva per raggiungere la sicurezza partecipata

“Com’è organizzata la Difesa del nostro Paese? Raggiungiamo gli standard necessari per poterci considerare un Paese moderno? A quali tavoli di progettazione tecnologica internazionali sediamo come Stato e come coordiniamo il complesso lavoro delle Aziende nazionali che si occupano di Difesa e Sicurezza?”.

Per rispondere a queste domande, scrive il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo, “dobbiamo prima scoprire l’organigramma delle competenze che oggi determina le scelte strategiche e operative della nostra Difesa”, riporta in un comunicato stampa del 22 febbraio l’addetto alla comunicazione del Sottosegretario.

Inizia così il nuovo ciclo di pillole in video “Difesa Collettiva” del Sosttosegretario Tofalo, con delega alla diffusione della cultura della difesa e della sicurezza, che va ad aggiungersi a quelli già pubblicati negli anni passati, da membro del COPASIR, sull’Intelligence e sulla Sicurezza Nazionale e al lavoro sulle possibili applicazioni di nuovi modelli operativi di “sicurezza partecipata”.

Seguendo un percorso che parte dal ruolo del Presidente della Repubblica, dal Ministero della Difesa con i suoi uffici di collaborazione diretta, dal ruolo dei Sottosegretari, dallo Stato Maggiore della Difesa, dalla Segreteria Generale della Difesa e dalle Forze Armate, il sottosegretario Tofalo vuole dare, “nel modo più trasparente, una maggiore consapevolezza sulle figure che determinano ogni giorno le decisioni strategiche per la Difesa dell’Italia e degli interessi che esprime nel mondo”, perché, aggiunge, “solo un popolo informato e consapevole sa come comportarsi quando si presentano improvvise minacce interne ed esterne che possono destabilizzare la nostra stessa Democrazia”.

Infine, conclude il sottosegretario Tofalo, “se istituzioni, aziende e persone diventeranno finalmente nodi consapevoli di un efficiente modello di sicurezza partecipata, l’Italia avrà la forza di preservare a lungo la propria sovranità nazionale.”

Fonte: Capitano Massimiliano Rizzo Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On Angelo Tofalo

Foto: @AngeloTofalo

Sui “generali parassiti” nessuna reazione ufficiale del Presidente Mattarella: il gen Termentini gli scrive

Una ulteriore espressione di sdegno, che fa seguito alle posizioni già esposte su queste pagine dai generali Carletti e Santo nei giorni scorsi, riafferma il risentimento diffuso tra i generali delle Forze Armate a seguito di inaspettate esternazioni e inspiegabili atteggiamenti da parte di vertici politici italiani.

Chi scrive questa lettera aperta è un generale dell’Esercito in congedo, Fernando Termentini.

 

LETTERA APERTA

Al Presidente della Repubblica

Mi chiamo Fernando Termentini, Generale di Brigata in pensione, e mi permetto di disturbarLa per la Sua funzione di Presidente della Repubblica e Capo delle Forze Armate. Ruoli che mi sarei aspettato l’avrebbero indotta a prendere posizione ufficiale nei confronti dell’Onorevole Luigi Di Maio che, come Ministro della Repubblica, ha superato ogni limite di decenza quando giorni orsono ha usato la definizione “Generali Parassiti”.

Una caduta di stile inopportuna, ma che con sommo rammarico devo constatare non aver suscitato alcuna reazione da parte Sua come invece mi sarei aspettato da una figura istituzionale deputata a rappresentare tutti gli italiani e Comandante Supremo delle Forze Armate.

Forse l’Onorevole Di Maio non conosce come si arriva a essere Ufficiali in generale. Sicuramente non acquisendo voti per il tramite di una piattaforma informatica, ma attraverso seri e pesanti studi universitari che durano tutta una vita. Tutti noi abbiamo abbandonato la strada o gli spalti di uno stadio a 18 anni e da quel momento per tutti noi lo Stato ha rappresentato l’obiettivo a cui dare senza rivendicare nulla.

Una scelta che tutto vuol dire piuttosto che essere parassiti della società di cui si fa parte e definire in questo modo, approfittando della propria posizione istituzionale, chi ha scelto di servire lo Stato indossando l’Uniforme militare è offensivo nei riguardi delle nostre donne e dei nostri uomini che hanno scelto la carriera militare e, in particolare, dei Caduti per difendere la nostra Patria.

Mi sarei quindi aspettato una Sua reazione ufficiale che sconfessasse il Vice Premier, ma nulla ho letto o sentito per cui devo dedurre che Lei condivida il pensiero di Di Maio anche se la mia etica e il rispetto verso di Lei mi portano a rifiutare questa ipotesi.

Forse però a Lei Presidente l’episodio è sfuggito e nessuno L’ha informata. Per questo ho deciso di inviarLe questa mia con la speranza che l’Onorevole D Maio abbandoni la sua invulnerabilità di posizione e si ravveda nelle sue affermazioni.

Affidandomi alla Sua sensibilità, Le invio i miei ossequi.

Gen. Brig. (in congedo) dott Fernando Termentini

(Nella foto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita presso la Base Militare di Ᾱdaži in Lettonia, dove il Contingente Italiano è schierato nell’ambito dell’Operazione NATO “enhanced Forward Presence”)

Sull’argomento leggi anche:

“Generali parassiti”: il gen Carletti scrive al Ministro della Difesa, on Trenta (11 ottobre 2018)

Parassiti e pensioni d’oro Forze Armate e Polizia: “il ricalcolo contributivo è un falso”, scrive il gen Santo (15 ottobre 2018)

CaSMD, gen Graziano: cordoglio delle Forze Armate per la scomparsa del gen Sauro Baistrocchi, consulente del Presidente della Repubblica

“Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, appresa la triste notizia del decesso del Generale di Corpo d’Armata dell’Esercito Sauro Baistrocchi esprime ai familiari dell’alto Ufficiale profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza a nome delle Forze Armate e suo personale”, ha fatto sapere ieri, 17 dicembre, lo stato maggiore della Difesa.

Ufficiale di artiglieria controaerei dell’Esercito, il gen Baistrocchi (foto ANGET) aveva prestato servizio in unità operanti nel Sistema di Difesa Aerea Integrata NATO, arrivando a comandare un Gruppo di artiglieria controaerei missili HAWK e la Brigata ISTAR-EW (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance – Electronic Warfare).

Il gen Baistrocchi, nel corso della sua brillante carriera, ha ricoperto incarichi di staff di primo piano in Italia e all’Estero, culminati, fa sapere la Difesa, nel 2006 con la nomina di “Consigliere Militare Aggiunto del Presidente della Repubblica – Coordinatore dell’Ufficio per gli Affari Militari e Segreteria del Consiglio Supremo di Difesa” e, nel 2015, di “Consulente del Presidente della Repubblica – Responsabile della Segreteria del Consiglio Supremo di Difesa”.

Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: angetitalia.it

Difesa, il SSSD on Rossi riceve il Presidente tunisino: “eccezionale rapporto di collaborazione tra i due Paesi”

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD), onorevole Domenico Rossi, in rappresentanza del Governo, ha ricevuto il 9 febbraio, a Piazza Venezia a Roma, il Presidente della Repubblica di Tunisia, Beij Caid Essebsi, in occasione della visita di stato in Italia.

Nel corso della cerimonia è stata deposta una corona di alloro in omaggio al Milite Ignoto. A rendere gli onori uno schieramento interforze di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e della Guardia di Finanza, ha fatto sapere ieri l’ufficio stampa del SSSD on Rossi evidenziando che la visita in Italia del Presidente Essebsi riprova l’eccezionalità dei rapporti tra Italia e Tunisia.

“La visita in Italia del Presidente Essebsi conferma l’eccezionalità del rapporto di grande collaborazione, in ogni settore, tra i nostri Paesi”, ha detto il sottosegretario Rossi, sottolineando che la Tunisia rappresenta “un paese amico e un partner commerciale fondamentale, con una centralità nel nord del Mediterraneo”.

L’evento ha fatto seguito all’incontro tra il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il suo omologo tunisino, Beij Caid Essebsi, svoltosi il giorno precedente, 8 febbraio.

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Fonte e foto: Uff Stampa SSSD on Rossi

Centenario Grande Guerra: un minuto di silenzio

italia-guerra-1915-olycom-672Domani, 24 maggio, in 24 città italiane verrà osservato un minuto di silenzio a commemorazione dell’entrata in guerra dell’Italia avvenuta esattamente cento anni fa: il 24 maggio 1915.

In particolare, riceviamo dal Comando Militare Esercito Emilia Romagna e dal Comando Forze Terrestri di Difesa (COMFOTER), rispettivamente:

In occasione delle commemorazioni previste per il centenario della Grande Guerra, in coincidenza con il minuto di silenzio che il Presidente della Repubblica osserverà presso Redipuglia, alle 15.00 del 24 maggio p.v., nella Chiesa di Santo Stefano a Bologna, sarà osservato un minuto di raccoglimento al cospetto della lapide dedicata a tutti i Caduti bolognesi.
Alla cerimonia parteciperanno le Associazioni Combattentistiche e d’Arma e rappresentanti dei reparti militari di Bologna. (Comando Militare Emilia Romagna)

Domenica 24 maggio in 24 città italiane sarà osservato un minuto di silenzio e raccoglimento alle 15.00, in contemporanea con il minuto che osserverà il Capo dello Stato presso la Zona Sacra di Monte San Michele (Gorizia). In particolare a Verona in Piazza Brà alle ore 15.00 un picchetto d’onore del Comando delle Forze Operative Terrestri sparerà una salva d’onore e una rappresentanza di studenti collocherà sul monumento ai caduti una stella alpina di carta da loro stessi realizzata. (COMFOTER – Verona)

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Fonti: Comando Militare Esercito Emilia Romagna; COMFOTER

Foto: IlSole24Ore

Rispetto e più considerazione per le Forze Armate da parte di istituzioni, politica e media: è l’appello del CaSMD, amm Binelli Mantelli, nel 91° della costituzione dell’Aeronautica Militare

Si è tenuta ieri mattina, 28 marzo, a Pratica di Mare, la cerimonia che ha celebrato il 91° anniversario della costituzione dell’Aeronautica Militare Italiana. Erano presenti il ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, e il Capo di stato maggiore dell’Aeronautica, generale Pasquale Preziosa.

Ad aprire le celebrazioni – a cui hanno partecipato i sottosegretari di Stato alla Difesa, Gioacchino Alfano e Domenico Rossi, il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e numerose autorità politiche e militari – la lettura del messaggio augurale del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il Presidente, sottolineando il valore storico dell’Aeronautica, ha fatto riferimento al “rigoroso rispetto dei vincoli dettati dalla situazione economica del paese che impone un sostanziale ridimensionamento della spesa pubblica”, per cui “la Forza Armata ha intrapreso, con Esercito, Marina e Arma dei Carabinieri, un fondamentale processo di rinnovamento e razionalizzazione delle linee di volo e delle strutture, perseguendo efficacia ed efficienza in una prospettiva di crescente integrazione interforze ed europea delle capacità”.

Il ministro della Difesa, evidenziando l’importanza del ruolo che le Forze Armate sono chiamate a svolgere in termini di Difesa e Sicurezza per la tutela degli interessi del Paese nel contesto dell’Unione Europea e della comunità internazionale, ha fatto appello a una maggiore visibilità: “Abbiamo bisogno anche di coinvolgere l’opinione pubblica affinché si capisca che una Forza Armata bilanciata risponde a un sistema di sicurezza”.

Il Ministro ha successivamente consegnato la Medaglia d’Oro al Merito della Croce Rossa Italiana alla Bandiera di Guerra della 46^ brigata aerea di Pisa, reparto specializzato nel trasporto aereo da sempre in prima linea nelle emergenze e a sostegno di popolazioni in difficoltà.

Il CaSMD, ammiraglio Binelli Mantelli, ha posto l’accento sulla necessità di maggior rispetto e considerazione da parte di istituzioni, politica e media nei confronti delle Forze Armate, “un rispetto e una considerazione che sono certo appartengono alla grande maggioranza degli italiani” ha sottolineato il Capo di stato maggiore della Difesa.

L’ammiraglio Binelli Mantelli ha chiesto con forza “rispetto – non retorica o vuota adulazione – ma informazione e confronti, anche accesi, ma corretti e responsabilmente orientati a rendere più efficiente il sistema”.

E ha specificato: “Lo chiedo per i nostri uomini e donne, compresi i generali, che prima di essere generali sono stati per lunghi anni giovani ufficiali e poi giovani dirigenti, che si sono guadagnati ogni promozione con il loro costante e prezioso impegno”.

In merito alla ristrutturazione nell’ottica di ridimensionamento, il CaSMD ha poi fatto presente che le Forze Armate sono state l’unica amministrazione ad affrontare in modo così puntuale e drastico il processo di riduzione: “Le Forze Armate non temono di dover concorrere al risanamento delle finanze pubbliche; lo stanno facendo da tempo e più recentemente avendo avviato una riduzione epocale di 50.000 posti di lavoro, tra militari e civili, in 10 anni e razionalizzando sempre più accuratamente le strutture e la spesa, riducendo il 30% dei dirigenti (cioè i generali). Nessun’altra Amministrazione lo ha fatto!”.

Questo il discorso integrale del CaSMD, amm Binelli Mantelli:

91° ANNIVERSARIO DELLA COSTITUZIONE

DELL’AERONAUTICA MILITARE

Intervento del Capo di Stato Maggiore della Difesa

Pratica di Mare 28 marzo 2014

  • Ringrazio il Signor MINISTRO, Senatrice Roberta PINOTTI, per la Sua presenza all’odierna cerimonia, che testimonia la vicinanza delle Istituzioni all’Aeronautica Militare.
  • Rendo omaggio alle Bandiere di Guerra dell’Aeronautica Militare e della 46^ AeroBrigata, testimoni di quanti, in nome di quel Tricolore, hanno sacrificato la loro vita e di quanti oggi fanno onore a queste Bandiere, operando con dedizione e disciplina in ogni circostanza.
  • Generale PREZIOSA, caro Pasquale, la presenza dei Capi di Stato Maggiore dell’Esercito e della Marina, dei Comandanti Generali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e del Segretario Generale della Difesa è la prova tangibile dell’apprezzamento verso l’Arma Azzurra.
  • L’Aeronautica Militare è la Forza Armata più giovane e più “interforze. Nata 91 anni fa dalle “costole” dell’Esercito e della Marina, in pochi anni ha saputo guadagnarsi una indiscussa leadership nella 3^ dimensione, affiancata e affratellata dalle componenti aeree delle altre Forze Armate.
  • Essere “interforze” significa prima di tutto sapere operare insieme, ovvero armonizzare le diverse componenti dello Strumento Militare attraverso una chiara e unitaria catena di comando, nel rispetto dei compiti, delle responsabilità e delle specificità di ciascuna Forza Armata. Le nostre diversità sono la nostra forza!
    • Ogni componente aerea, anche quando usa la stessa “macchina”, ha necessità, scopi ed approcci differenti, proprio per la sua specificità di impiego (strategica e abilitante a braccio lungo per l’Aeronautica). Sono caratteristiche che vanno assolutamente preservate e salvaguardate.
    • L’Arma Azzurra ha saputo guadagnarsi “sul campo” (o meglio, nei cieli) la stima e la considerazione degli Italiani e dei Partner internazionali.
    • Una Forza Armata di valore e di valori che ha sempre potuto contare sullo spirito di servizio, sul coraggio e sul senso di responsabilità del suo personale.
    • Qualità oggi concretamente rappresentate dai 4 militari che – a breve – saranno decorati per il loro esemplare comportamento.
    • Un impegno riconosciuto anche dalla Croce Rossa Italiana che conferirà oggi alla Bandiera di Guerra della 46^ Brigata Aerea la “medaglia d’oro al merito”.
    • Le motivazioni che sentiremo sottolineano tre aspetti:

–       la costante e determinata presenza dell’Aeronautica nei Teatri di Operazione;

–       il contributo anche del singolo per l’Innovazione, con soluzioni nuove e “fuori dagli schemi”, conseguendo anche significativi risparmi di risorse. La capacità di “mettere in discussione” in maniera costruttiva le metodologie e le prassi consolidate;

–       e infine la “duttilità” delle Forze Armate e dell’Aeronautica in particolare, che quotidianamente assicura la sorveglianza e la sicurezza dei nostri cieli ma che è anche impegnata a supporto della collettività in operazioni di trasporto umanitario e sanitario d’urgenza, così come nell’assistenza alle popolazioni in caso di rischi o pubbliche calamità e al servizio meteorologico.

  • Questi tre aspetti richiamano, ancora una volta, la centralità della risorsa umana.
  • E proprio in questo quadro colgo l’occasione per chiedere con forza a tutte le istituzioni, alla politica, al mondo dell’informazione un rinnovato rispetto e una concreta considerazione per le Forze Armate, per i nostri Soldati, Marinai, Avieri, Carabinieri e personale civile, che ogni giorno svolgono con disciplina e dedizione il loro lavoro, mettendo da parte le difficoltà e i disagi personali, perché credono e rispettano la nostra Istituzione.
  • Un rispetto e una considerazione che sono certo appartengono alla grande maggioranza degli italiani.
  • Questa mattina sentivo la signora della Ditta di pulizie nella stanza affianco del mio ufficio canticchiare la canzone del Piave… a 100 anni dalla 1^ G.M. … mi ha commosso. E’ questa l’Italia, questi gli Italiani che lavorano e ci vogliono bene; a loro dobbiamo il nostro silenzioso servizio.
  • Le Forze Armate non temono di dover concorrere al risanamento delle finanze pubbliche; lo stanno facendo da tempo e più recentemente avendo avviato una riduzione epocale di 50.000 posti di lavoro, tra militari e civili, in 10 anni e razionalizzando sempre più accuratamente le strutture e la spesa, riducendo il 30% dei dirigenti (cioè i generali).
  • Nessun’altra Amministrazione lo ha fatto!
  • Ma le Forze Armate pretendono il rispetto del loro ruolo e del loro impegno.
  • In nostro personale, militare e civile, non guarda soltanto al proprio portafoglio e alle conseguenti non poche difficoltà personali e familiari, ma è orgoglioso di far parte di un’organizzazione efficiente e apprezzata a livello internazionale e di cooperare confrontandosi, senza vergogna né timori, con alleati ben più ricchi di noi.
  • Le polemiche e gli attacchi molto spesso strumentali cui veniamo giornalmente e sistematicamente sottoposti minano le radici più profonde della coesione e della motivazione dei reparti, le fondamenta e i pilastri su cui poggia la nostra operatività.
  • Una operatività dimostrata ogni giorno, dall’Afghanistan, al Mediterraneo, ai nostri cieli, che i complessi e repentini sviluppi della situazione internazionale richiedono in misura anche maggiore che in passato.
  • Per questo chiedo rispetto – non retorica o vuota adulazione – ma informazione e confronti, anche accesi, ma corretti e responsabilmente orientati a rendere più efficienti il sistema.
  • Lo chiedo per i nostri uomini e donne, compresi i generali, che prima di essere generali sono stati per lunghi anni giovani ufficiali e poi giovani dirigenti, che si sono guadagnati ogni promozione con il loro costante e prezioso impegno.
  • Un esempio – ci è già stato ricordato dal Generale PREZIOSA – viene dal Generale CALLIGARIS e dal suo giovane allievo pilota, il Capitano LOZZI, recentemente caduti in attività addestrativa e accomunati da un’identica passione per il volo, come tanti oggi qui presenti.
  • Di questo, da Capo di Stato Maggiore della Difesa, continuerò a farmi interprete, con sempre maggiore determinazione, perché ciascuno dei nostri uomini e donne, la loro motivazione, il loro senso di appartenenza, per usare un termine acconcio all’attuale celebrazione, è l’aereo più delicato e prezioso del nostro arsenale.
  • E in momenti complessi come quello attuale occorre agire in maniera risoluta, ma prendere decisioni ponderate, lungimiranti e condivise, nell’esclusivo interesse della Nazione, con la consapevolezza della centralità del personale e dell’importanza dello strumento militare, che non può prescindere da capacità moderne e innovative nelle quale l’A.M. è protagonista.
  • Ufficiali, Sottufficiali, Graduati, Avieri, Personale civile dell’Aeronautica Militare; aviatori, di ieri e di oggi, a Voi, a tutti Voi il mio affetto, la mia riconoscenza e il mio impegno a sostenervi sempre, anche a nome di tutti gli uomini e donne con le stellette.
  • A tutti Voi il mio più vivo apprezzamento per quanto avete fatto e per quanto, sono certo, continuerete a fare con amore e con immutato entusiasmo …

… per l’Aeronautica Militare,

per le Forze Armate,

per l’Italia!

Fonte e foto: stato maggiore della Difesa

Festa della Repubblica, 2 giugno: le Forze Armate rendono omaggio alla Repubblica e al Presidente con una parata in misura ridotta

Sarà una parata “fortemente contenuta rispetto al passato”, si apprende dal sito della Difesa, ma rappresenterà comunque l’omaggio che il personale militare e civile della Difesa e dei Corpi Armati e non dello Stato rendono alla Repubblica Italiana e al suo Presidente nel giorno del 2 giugno.

A Roma le celebrazioni avranno inizio a Piazza Venezia, dove il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, accompagnato dalle più alte cariche dello Stato, deporrà una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto in ricordo di tutti i militari e i civili che hanno servito e servono lo Stato con impegno e abnegazione, sino all’estremo sacrificio della vita.

L’anniversario della proclamazione della Repubblica è occasione di riaffermazione della coesione e dell’unità del Paese, del coraggio con cui il Popolo italiano sta affrontando e affronterà le sfide che ha davanti a sé.

Lo sfilamento lungo via dei Fori Imperiali inizierà alle ore 10.00.

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Il 2 giugno in Paola Casoli il Blog

Fonte: difesa.it

Foto: difesa.it

Presidente Napolitano all’Altare della Patria dopo giuramento. Le foto

Dopo la cerimonia del giuramento per il suo secondo mandato, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è recato presso l’Altare della Patria ove ha reso gli Onori ai Caduti, deponendo una corona d’alloro al sacello del Milite Ignoto.

Al suo arrivo, il Presidente, che è Capo Supremo delle Forze Armate, è stato accolto dal Capo di stato maggiore della Difesa ammiraglio Luigi Binelli Mantelli.

Le foto dell’evento sono dello stato maggiore della Difesa.

Articolo correlato:

Il Capo dello Stato all’Altare della Patria subito dopo il giuramento per il suo secondo mandato: CaSMD accoglie Capo Supremo delle Forze Armate (22 aprile 2013)

Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: stato maggiore Difesa

Votate Barbie al Quirinale

By Cybergeppetto

Mentre il Paese ha un problema chiaro, spende più soldi di quelli che ha, i politici di tutti gli schieramenti, dopo aver fallito nel fare il governo, dissertano su chi debba essere il prossimo Presidente della Repubblica.

Nel nostro ordinamento i presidenti della Repubblica hanno potuto fare ben poco, anche se gli ultimi tre hanno combinato parecchio casino: Scalfaro si distinse nel rovesciamento del governo del ’94; Ciampi riuscì a ritardare il più possibile la riforma della Costituzione, sulla quale poi dichiarò il voto contrario al referendum; e Napolitano, dopo aver fallito nel tenere in piedi il governo Prodi,  è riuscito a inventarsi il governo Monti, una vera umiliazione per la democrazia. Di sinistra tutti e tre, hanno assistito impassibili allo sfascio della giustizia.

Quello che tutti chiamano “potere neutro”, una delle solite espressioni false e insincere dell’ambiguità partitocratica, non ha un potere “positivo”, ma, in mano ai “giapponesi” delle ideologie del ‘900, può contribuire allo sfascio della cosa pubblica, così come è avvenuto sinora.

Visto che tutti propongono nomi per il colle, mi permetto di proporre Barbie. Innanzitutto Barbie è una donna, un pò di sano qualunquismo femminista ci può stare, dato che tutti ce la menano con la storia delle “quote rosa”. Ai più non sfuggirà il ricordo dello scampato pericolo quando Rosa Russo Jervolino fu proposta come presidente nella scorsa elezione.

Barbie è una bambola, sarà anche vero che non capisce niente, ma almeno non ha pregiudizi, non può. Questa cosa potrebbe essere un deciso passo in avanti per l’applicazione della costituzione.

Barbie non è capace di assumersi una qualsiasi responsabilità, ma questo non è un problema, visto che il presidente è “irresponsabile” degli atti che firma.

Barbie ha una bella presenza, è sempre molto curata, sicuramente non sfigurerebbe rispetto ad Angela Merkel, sarebbe un bel biglietto da visita se venisse vestita da stilisti italiani.

Barbie non farebbe discorsi ufficiali, il che sarebbe sicuramente una buona notizia per tutti, ci risparmieremmo incazzature, noie mortali e difficoltà di deglutizione quando ascoltiamo il telegiornale durante la cena.

Non bisogna nascondersi anche i lati negativi di questa scelta, infatti è chiaro che Barbie non potrebbe ridurre il debito pubblico, che è l’unica cosa da fare, naturalmente non si vede perché dovrebbe farlo la nostra bambola, visto che sinora non l’ha fatto nessuno dei presidenti della storia repubblicana.

Barbie non potrebbe ridurre le pensioni dei baby pensionati o le pensioni dei burocrati di stato, che ciucciano risorse dopo essersi grattati la pera durante la loro vita professionale, ma, anche in questo caso, non si ricordano precedenti di presidenti che si siano rifiutati di firmare i decreti sulle pensioni che i nostri giovani non avranno mai.

Barbie non potrebbe privatizzare tutte le aziende pubbliche nazionali, regionali, provinciali e comunali che costano così tanto senza dare servizi al paese, ma solo accrescendo il debito. Come non lo farebbe Barbie, non lo hanno fatto sinora nemmeno gli inquilini succedutisi al colle più alto di Roma.

Insomma, eleggere Barbie non servirebbe a nulla, ma, curiosamente, la bambola bionda farebbe meno casino di quello che hanno fatto quelli che vogliamo chiamare i suoi predecessori.

Cybergeppetto

p.s. “Papà, hanno eletto Ken a Presidente della Repubblica! I politici dicono che si tratta di un successo della democrazia italiana!”. “Io vado a lavorare – risponde impassibile il genitore – devo mantenere non solo te, ma anche loro. Certo Ken non prenderà lo stipendio, mi sembra una buona notizia…”.

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Il Pero sul Colle

Coccoina ed acquaragia

Celebrating the italian unity

Foto: VanityFair

La delusione dello stallone facilitatore

By Vincenzo Ciaraffa

Presso gli istituti zootecnici dove si pratica l’inseminazione artificiale, prima che il veterinario introduca il liquido seminale nel dotto genitale delle fattrici mediante una cannula, un focoso stallone è legato nei paraggi delle cavalle da inseminare e la cui presenza ha la funzione di eccitare le loro ovaie e far andare a buon fine quella che potremmo definire fecondazione assistita.

Ecco, quegli stalloni – che, poveretti, restano sempre con un palmo di naso – potrebbero essere definiti “facilitatori”.

Non è stato un caso, perciò, che Giorgio Napolitano abbia definito con questo stesso termine i cosiddetti dieci saggi da lui nominati il 30 marzo scorso, affinché, in dieci giorni (sic!), indicassero al Parlamento le cose più urgenti da farsi per evitare lo sprofondamento del Paese.

Insomma, i saggi dovevano essere i facilitatori di un Parlamento che, dopo cinquanta giorni dalle elezioni mentre scriviamo, non è riuscito a esprimere neppure uno straccio di governo.

La loro nomina, in realtà, doveva servire al Presidente della Repubblica da alibi per dare il tempo a Bersani di portare a termine l’assedio della fortezza dei grillini allo scopo di poter catturare dei voti che gli potessero assicurare una maggioranza al senato. E questo scenario l’ha sintetizzato molto bene una persona al di sopra di ogni sospetto, il “saggio Onida”, ai malandrini della Zanzara: «Siamo inutili, serviamo per coprire la fase di stallo».

Il diavolo, però, sa fare le pentole ma non i coperchi! Il tentativo quirinalizio, infatti, non ha ottenuto il risultato auspicato perché l’unica cosa che Bersani è riuscito a catalizzare nella sua disperata ricerca di alleati è stata un’altra raffica di vaffanculo da parte di Grillo. Sicché a pochi giorni dalla scadenza del suo mandato, il presidente si è ritrovato senza aver conseguito lo scopo e tra le mani una relazione di cui non sa cosa farsene perché essa è un imbarazzante insieme di ovvietà. Ne citiamo soltanto alcune, partendo dall’introduzione: «Questo documento non è un programma di governo, organico e sviluppato in un’ottica di lungo termine. Non può essere e non è un manifesto politico. Non è neanche una mera nota descrittiva dei problemi».

Che c…. è allora! E’ semplicemente fumo senza arrosto se non un arrosto vecchio e avariato come il superamento dell’attuale legge elettorale, l’abolizione di una Camera, la riduzione dei parlamentari, lo sviluppo economico equo e solidale: cose che gli italiani stanno sentendo da una vita senza che siano mai realizzate! Ciò che nessuno ha detto ufficialmente al Presidente Napolitano, ma che tutti i cittadini pensano, è che non ci volevano dieci saggi, nominati peraltro, senza il conforto della Costituzione, per additare alla politica dei problemi che si sono incancreniti perché quella stessa politica non ha saputo risolverli nel corso degli anni e in contingenze molto più favorevoli di quelle attuali.

Di questo deve essersi, alfine, accorto lo stesso Napolitano che ha pensato bene di mettere le mani avanti: «Le relazioni che mi sono state presentate questa mattina fanno parte delle mie consegne al nuovo Presidente della Repubblica, oltre che essere oggetto, in questi giorni, della mia riflessione». Come dire che se il 30 marzo scorso la relazione da partorirsi da parte dei saggi quirinalizi doveva (ufficialmente) servire a tratteggiare un programma, breve ed essenziale, per un governo di larghe intese, il 12 aprile quella relazione si è trasformata in “consegne” per il nuovo presidente della Repubblica.

Suvvia, Presidente, non faccia così: il suo successore non scenderà dalla luna e, perciò, conosce più che bene i problemi dell’Italia! D’altronde cosa potevano decidere d’innovativo dei “saggi” che sono essi stessi l’espressione dei poco saggi partiti sedenti in Parlamento e che stanno lottando con le unghie e con i denti per mantenere benefit e privilegi?

La riprova di questa identità di vedute è che essi non hanno proposto l’unica cosa che scuoterebbe veramente le fondamenta della casta di cui fanno parte e ridarebbe fiducia nelle istituzioni agli italiani: l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, abolizione sulla quale, peraltro, i nostri connazionali si sono già espressi una volta ed anche a schiacciante maggioranza.

Per rimanere nell’ambito del linguaggio da istituto zootecnico con cui abbiamo iniziato, possiamo terminare affermando che i “facilitatori” hanno assolto il loro compito che era quello di dare il tempo a Bersani di trovare una qualche soluzione miracolistica che gli consentisse di realizzare un governo che imbarcasse anche i grillini. L’operazione, però, non è riuscita. E adesso chi lo riporterà lo stallone deluso e infoiato nella stalla?

Vincenzo Ciaraffa

Foto: RaiGiornaleradio