Prima Guerra Mondiale

COMLOG: un volume storico dei medici veterinari militari della Prima Guerra Mondiale ricorda anche le ‘truppe silenziose’

Ieri mattina, 14 marzo, nell’Aula “M.O.V.M. Capitano Veterinario Paolo Braccini” del Centro Militare Veterinario di Grosseto (CEMIVET), ha avuto luogo la presentazione del Volume degli atti del Congresso Storico “The Military Veterinary Services of the Fighting Nations in World War One – I Servizi Veterinari Militari degli Eserciti combattenti nella Prima Guerra Mondiale (Università di Torino, 18-20 giugno 2018).

Ne ha notizia con una nota stampa di ieri il Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG).

“Lo scopo del Congresso Storico è stato quello di commemorare l’opera dei Medici Veterinari e degli Studenti di Veterinaria che cento anni fa servirono in armi i loro Paesi, in alcuni casi sacrificando la propria esistenza per la Patria, e di ricordare le “truppe silenziose” (cavalli, muli, asini, cammelli, elefanti, cani, gatti, piccioni viaggiatori e bovini) il cui apporto è stato fondamentale allora come oggi”, scrive il COMLOG.

Il volume, edito dalla Fondazione Scientifica Angelo Pecorelli di Brescia per soli fini culturali, è il frutto dell’importante lavoro di ricerca e approfondimento storico a cui hanno contribuito Italia, Francia, Germania, Serbia, Stati Uniti d’America, Belgio e Portogallo.

Alla presentazione del volume hanno partecipato numerose Autorità Militari e Civili, tra cui il Sottocapo di Stato Maggiore Supporto del Comando Logistico dell’Esercito, rappresentanti del Comando di Sanità e Veterinaria dell’Esercito, il Comandante del Centro Militare Veterinario, il Presidente ENPAV (Ente Nazionale Previdenza Assistenza Veterinari), il Direttore Scientifico della Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche di Brescia, il Presidente FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani), rappresentanti della SISVET (Società Italiana delle Scienze Veterinarie) e il Presidente A.I.S.Me.Ve.M. (Associazione Italiana di Storia della Medicina Veterinaria e della Mascalcia), conclude la nota del COMLOG.

Fonte e foto: COMLOG

Esercitazione 5 Torri 2018: impegno multinazionale interforze per le Truppe Alpine. Foto

Si stanno perfezionando i preparativi per l’imminente esercitazione multinazionale interforze 5 Torri 2018, di previsto svolgimento il 4 luglio prossimo.

All’esercitazione, che vede le Truppe Alpine impegnate nel moderno mountain warfare dove 100 anni fa si combatteva la Prima Guerra Mondiale, parteciperanno 14 paesi.

Le dimostrazioni di progressione alpinistica e manovre di soccorso in parete (con e senza elicotteri) e della capacità di sviluppare azioni militari in un ambiente particolarmente difficile e selettivo sono aperte al pubblico: “per seguire da vicino e in sicurezza tutti i momenti dell’esercitazione, si consiglia di avere al seguito il caschetto da alpinismo” consiglia il Comando Truppe Alpine (COMALP).

Eredi dei leggendari soldati, che durante il Primo Conflitto Mondiale scrissero su queste montagne epiche pagine di storia militare e alpinistica, in questa esercitazione gli Alpini daranno particolare risalto al concetto di mountain warfare, evoluzione delle tradizionali tecniche di combattimento in alta montagna che, con procedure in continuo aggiornamento, caratterizza le Truppe Alpine moderne quali componente dell’Esercito prontamente impiegabile e idonea ad operare in qualsiasi contesto ambientale.

Per seguire l’esercitazione il COMALP raccomanda di raggiungere la zona (rifugio Scoiattoli) entro le 09.30, parcheggiando in località Bai de Dones e proseguendo sul panoramico sentiero o con la comoda seggiovia.

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Fonte e foto: COMALP

COMLOG, mostra sulla Medicina veterinaria nella Grande Guerra: i pannelli esposti

Pubblichiamo qui di seguito i pannelli esposti nella mostra itinerante La Medicina veterinaria nella Prima Guerra Mondiale, attualmente in esposizione nell’Atrio delle Colonne dell’Università degli Studi di Parma.

La mostra itinerante, che rientra nel programma ufficiale delle celebrazioni del Centenario della Grande Guerra, nasce dalla collaborazione tra il Servizio Veterinario dell’Esercito, la Società Italiana delle Scienze Veterinarie, l’Associazione Italiana di Storia della Medicina Veterinaria e della Mascalcia e il Museo di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino.

Le illustrazioni dei pannelli qui pubblicate sono state rese disponibili per cortesia del Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG) a Paola Casoli il Blog, in risposta a una richiesta via Facebook di un lettore.

Le prossime tappe della mostra, ha fatto sapere il COMLOG, saranno Milano, Torino, Bari, Messina, Padova, Sassari e Teramo.

Foto: COMLOG

COMFOTER SPT: siglata la cessione di un cannone inerte calibro 75/27 mod. 1911 alla città di Verona, sarà un monumento agli Artiglieri

Il 9 marzo scorso, nella Sala Radetzki di Palazzo Carli, a Verona, il gen Amedeo Sperotto, Comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto, e l’Assessore alle Strade e Giardini, Decentramento e Servizi tecnici circoscrizionali del comune di Verona, signor Marco Padovani, hanno siglato un documento con cui è stata sancita la cessione a titolo gratuito di un cannone inerte calibro 75/27 mod. 1911 alla Città di Verona.

Il Comune di Verona utilizzerà il manufatto di artiglieria, attualmente collocato nel cortile della Caserma Dalla Bona e reso inerte al termine del suo servizio, per finalità di arredo e decoro urbano, realizzando un monumento alla memoria di tutti gli Artiglieri che hanno sacrificato la loro vita per la Patria.

“Il manufatto oggetto della cessione, ancorché realizzato per la 1^ Guerra Mondiale, è stato utilizzato durante il 2° conflitto mondiale”, spiega il COMFOTER SPT nel comunicato stampa con cui dà notizia dell’evento.

Con questa cessione la città di Verona acquisisce un pezzo storico che ha attraversato oltre un secolo di storia e che troverà una sua adeguata collocazione nel tessuto urbano della città, conclude il COMFOTER SPT.

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Fonte e foto: Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto (COMFOTER SPT)

Bonifica ordigni, Marina ed Esercito sul Lago di Varna: il GOS COMSUBIN dello SDAI e il 2° rgt Guastatori di Trento a 750 metri di altitudine

I Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei e incursori (COMSUBIN) della Marina Militare distaccati presso il Nucleo S.D.A.I. di Ancona (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) hanno condotto una delicata operazione subacquea nelle acque del Lago di Varna, in provincia di Bolzano, situato a 750 metri sul livello del mare, finalizzata a rimuovere numerosi ordigni esplosivi residuati bellici.

L’attività si è svolta dall’11 al 13 settembre 2017, fa sapere la Marina Militare con un comunicato stampa di oggi, 14 settembre, e ha preso il via da una segnalazione di un cittadino circa la presenza di probabili manufatti esplosivi.

La Prefettura di Bolzano ha quindi richiesto un intervento di bonifica d’urgenza al Gruppo Operativo Subacquei (GOS) della Marina Militare, congiuntamente a quello degli artificieri del 2° reggimento Genio guastatori di Trento dell’Esercito.

I Palombari si sono immersi per ricercare ed effettuare il riconoscimento degli oggetti segnalati che, trovati a pochi metri di profondità, sono stati identificati come 285 bombe da fucile austroungariche e 4 bombe a mano sferiche austroungariche risalenti alla Prima Guerra Mondiale.

Gli ordigni recuperati dagli operatori del COMSUBIN, il 13 settembre 2017 sono stati passati in consegna agli artificieri dell’Esercito che provvederanno alla loro distruzione.

Questo intervento rappresenta una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, come ribadito dal Decreto del Ministero della Difesa del 28 febbraio 2017, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.

Lo scorso anno, ricorda il comunicato stampa, i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto un totale di 12.400 ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal 1° gennaio 2017 ne hanno già neutralizzati 16.318 dai mari, fiumi e laghi italiani, senza contare le migliaia di proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm, anch’essi rimossi e distrutti.

Con una storia di 168 anni alle spalle, i Palombari rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità e in qualsiasi scenario operativo, nell’ambito dei propri compiti d’istituto (soccorso agli equipaggi dei sommergibili in difficoltà e la neutralizzazione degli ordigni esplosivi rinvenuti in contesti marittimi) e a favore della collettività.

“Per queste peculiarità – spiega la Marina – gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formati esclusivamente dal Gruppo Scuole di COMSUBIN che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze”.

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Il 2° rgt Genio guastatori in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Marina Militare

CME Puglia: un manoscritto del ten Picca donato dalla famiglia del soldato Ceglie, “mancato ai vivi” sul Monte San Michele

Il Comandante territoriale dell’Esercito in Puglia, generale Mauro Prezioso, ha ricevuto in dono dalla famiglia Ceglie un documento redatto di proprio pugno dal tenente Domenico Picca, eroe dell’Esercito Italiano che scrisse valorose pagine di storia nel corso della Prima Guerra Mondiale, e a cui è intitolata la sede del Comando territoriale pugliese, ha fatto sapere il Comando Militare Esercito (CME) Puglia con un comunicato stampa dello scorso 9 giugno.

La consegna del manoscritto è avvenuta nell’ambito di un toccante incontro, durante il quale il dott Ceglie ha spiegato che il possesso dell’importante documento deriva da una comunicazione che l’allora tenente Picca, in qualità di “incaricato della tenuta di stato civile presso il 139° Reggimento di Fanteria” stilò a seguito della dipartita del soldato Domenico Ceglie.

La famiglia Ceglie custodisce a tutt’oggi l’ultimo scritto che il soldato Ceglie fece prima del fatale assalto sul Monte San Michele, una lettera toccante nella quale si può leggere la tragicità del momento e la consapevolezza della possibile morte.

Così sarà, infatti due giorni dopo l’invio di quella lettera, il 26 luglio del 1915, il tenente Picca dichiarerà, nel documento donato, che il soldato Ceglie “mancava ai vivi”.

Al termine dell’incontro il gen Prezioso, ringraziando il dott Ceglie per il prezioso dono, ha affermato che “oggi come ieri l’Esercito Italiano è geloso custode dei valori e dei principi su cui si fonda la nostra Nazione e, forte di un glorioso passato, si proietta al futuro confermandosi quale saldo punto di riferimento per la collettività nazionale”.

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Fonte e foto: CME Puglia

Trincee in Trentino: a Nosellari, sulla prima linea austro-ungarica dell’Alpe Cimbra

È in programma venerdì 6 gennaio, giornata dell’Epifania, la visita guidata alle trincee di Nosellari, in provincia di Trento, a cura dell’Azienda per il turismo Folgaria Lavarone Lusern Alpe Cimbra.

Il Giro delle Trincee è un “percorso tematico, – spiega la stessa Azienda per il turismo nell’Alpe Cimbra – testimone del primo grande conflitto mondiale (1914-1918) che su queste alture, a partire dal maggio 1915, ha scritto drammatiche pagine di storia”.

L’escursione si snoda tra trincee e profondi ricoveri scavati nella roccia, attraverso cui il percorso ripercorre quella che fu la prima linea austro-ungarica dell’Alpe Cimbra, affacciata sul Regno d’Italia, cioè sulla sottostante valle dell’Astico, spiega il comunicato dell’azienda.

Il programma prevede una passeggiata con visita guidata al Giro delle Trincee, con ritrovo davanti alla Chiesa di Nosellari (Trento) alle 16. Informazioni sul sito dell’Azienda turismo Alpe Cimbra.

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Fonte e foto: Azienda Turismo Folgaria Lavarone Lusern Alpe Cimbra

Alpini, Esercito: in un volume a fumetti la storia di un alpino “Da Caporetto alla vittoria”

20161117_da-caporetto-alla-vittoria_esercito-1È stato presentato il 17 novembre, a Roma, nella Biblioteca Militare Centrale di Palazzo Esercito, il volume “Da Caporetto alla Vittoria. Storia di un alpino”, libro a fumetti interamente a colori, che racconta la storia di un Alpino della classe 1898 al fronte nel 1917 – 18.

All’evento erano presenti il Ministro della Difesa, senatrice Roberta Pinotti, il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, e il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Danilo Errico.

Il libro è costituito da 80 pagine, di cui 65 pagine di storia a fumetti, e racconta la vita di un giovane di 17 anni, piemontese, Michele Pellegrino, chiamato alle armi.

“Michele, ormai anziano, davanti a una tomba del Monte Grappa ripercorre con la mente la sua esperienza di guerra. Improvvisamente si ritrova con una maschera antigas, mentre il nemico austriaco sta uccidendo gli ultimi sopravvissuti. È la sconfitta di Caporetto. Lui riesce a sfuggire, a riprendersi dalle ferite, e a tornare al fronte: è il momento della riscossa”, spiega il comunicato stampa dell’Esercito a proposito del volume presentato.

20161117_da-caporetto-alla-vittoria_luigi-pittacco-walter-ricci_esercito-5Disegnatore del volume è Luigi Piccatto, molto noto per le avventure di Dylan Dog, che lo ha realizzato in collaborazione con il suo staff: Walter Riccio, che ha scritto le sceneggiature, Giulia F. Massaglia, che ha lavorato a matita, Aldo Mola, che ha fornito la sua consulenza storica, Francesco Scrimaglio, per l’impaginazione grafica.

Nel suo intervento il ministro Pinotti ha sottolineato l’impegno della Difesa nel far conoscere ai giovani la storia in modo che diventi non solo memoria ma anche vissuto, che fa crescere le singole persone.

Il generale Graziano, molto appassionato di storia ed entusiasta dell’iniziativa – promossa e ideata dall’Associazione Nazionale Alpini, ha ribadito come questo volume avvicini i giovani lettori alla dimensione di gloria, valore e impegno dei nostri militari che combatterono sul Grappa e in tutta la Prima Guerra Mondiale.

20161117_da-caporetto-alla-vittoria_esercito-9Il generale Errico, ringraziando tutti i presenti e in particolare gli studenti di alcune classi di liceo presenti all’evento, ha affermato che “Questo volume, e le sue immagini con dovizia di particolari, portano a meditare e a immedesimarsi nel contesto di quegli anni e della tragedia della guerra”.

All’evento sono intervenuti Michele d’Andrea, in qualità di moderatore, Walter Ricci, ideatore del libro, Luigi Piccatto, disegnatore, e il vice presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Luigi Cailotto.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

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Centenario Grande Guerra, Esercito e Azzurro che Valore: tra gli sportivi che si sono distinti per atti eroici, Fossati dell’Inter

Manichini di Fossati e Mertz in ricordo dell'amichevole Italia AustriaSi è svolta il 5 luglio scorso, nei locali del Museo dei Granatieri, a Roma, la tavola rotonda “Azzurro che Valore”, progetto ideato dall’Istituto Nazionale Nastro Azzurro e dall’omonima Associazione “Azzurro che Valore”, volto a promuovere la conoscenza degli sportivi italiani che si sono distinti per atti eroici nel corso della Prima Guerra Mondiale, ha fatto sapere l’Esercito con un comunicato stampa dello scorso 5 luglio.

Il convegno è stato aperto dal colonnello Cristiano Dechigi, capo Ufficio storico dello stato maggiore dell’Esercito, con la lettura dei comunicati inviati dal presidente del CONI e dal presidente della FIGC.

L’ufficiale – nell’introdurre i relatori, il professor Rocco Galasso, referente del progetto; il dottor Marco Impiglia, che ha illustrato lo sport nella Grande Guerra; e il dottor Pierluigi Roesler Franz, intervenuto sul ruolo dei giornalisti sportivi caduti nel primo conflitto mondiale – ha voluto rimarcare l’importanza di questi eventi nel diffondere la cultura e la conoscenza storica della Prima Guerra Mondiale per ricordare il processo identitario e il ruolo svolto dall’Esercito nella creazione dello spirito di unità nazionale mantenendo vivo il ricordo di tutti i caduti.

Il Colonnello DECHIGI mostra la maglietta ricevuta dalla FC Inter in ricordo della ricorrenzaQuesta iniziativa, ha fatto sapere il comunicato, si inserisce nell’ambito delle commemorazioni per il Centenario della Grande Guerra che l’Esercito ha intrapreso lo scorso anno con “L’Esercito marciava” proseguito quest’anno con il progetto “L’Esercito combatte” ideato per rievocare tutti i caduti della Grande Guerra (link articoli in calce).

L’evento ha rappresentato l’occasione per ricordare il centenario della morte di Virgilio Fossati, primo calciatore nerazzurro a indossare la maglia della Nazionale italiana.

Con la maglia azzurra disputò 12 partite, segnando il suo primo gol proprio nella gara d’esordio della squadra italiana, disputata il 15 maggio 1910 contro la Francia.

Con l’Internazionale Football Club Milano, primo nome della squadra nerazzurra, disputò 97 partite mettendo a segno 6 reti e vincendo il campionato del 1909-1910, due anni dopo la fondazione della società nella quale ricoprì allo stesso tempo il ruolo di giocatore, capitano e allenatore.

Fossati e Mertz con le rispettive nazionali di calcio prima dell'amichevole Italia AustriaIl Football Club Internazionale Milano, si apprende, ha partecipato alla commemorazione inviando la maglia nerazzurra con il nome di Fossati.

La domenica dell’11 gennaio 1914, presso la Civica Arena di Milano, la Nazionale italiana incontrò l’Austria in una partita amichevole, finita con il risultato di 0 a 0.

I capitani delle due squadre, Virgilio Fossati e Robert Mertz, cadranno entrambi nel corso del conflitto che coinvolgerà le due nazioni.

Nel 1915, con il grado di Sottotenente, Virgilio Fossati fu assegnato all’8° reggimento di fanteria della brigata Cuneo.

Nel febbraio del 1916, promosso al grado di tenente, fu impegnato, al comando della sua compagnia, sul settore di Podgora.

20160705_Azzurro che Valore_esercito_Inter FC Virgilio FossatiSuccessivamente, all’alba del 25 giungo 1916, fu trasferito sul settore di Monfalcone dove il 29 giugno morì in combattimento.

Alla sua memoria è stata conferita la Medaglia d’Argento al Valor Militare con la seguente motivazione: “Dopo aver svolto in tutte le fasi del combattimento attiva e audace opera, si offriva spontaneamente per rintracciare possibili varchi nel reticolato nemico ed in tale ricerca cadeva colpito a morte incitando i soldati ad avere fiducia nell’esito vittorioso dell’azione – Monfalcone 29 giugno 1916”.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

Nazionale di Calcio nel 1914

4 novembre: Forze Armate strumento del compimento dell’integrità nazionale. Celebrazioni Emilia Romagna

4novembre2015_f_2Le Forze Armate celebrano il 4 novembre il “Giorno dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate”. La ricorrenza, che storicamente ricorda la vittoria che nel 1918 pose fine alla Prima Guerra Mondiale, si propone di celebrare il compimento di un percorso di Unità – di territorio, di popolo e di coscienze – fortemente voluto dagli italiani e iniziato con il Risorgimento.

In questo processo le Forze Armate, oltre a essere state lo strumento determinante per il compimento dell’integrità nazionale, hanno anche rappresentato il principale fattore di coesione.

Il senso della rievocazione è anche questo, sottolinea il comunicato stampa del Comando Militare Esercito (CME) Emilia Romagna: ricordare i 180.000 uomini e donne impegnati quotidianamente nell’assolvimento dei compiti istituzionali in Italia e all’estero, celebrare le Istituzioni del Paese e i suoi cittadini.

Di più: offrire testimonianza di una risorsa di cittadini, per i cittadini, che per capacità e professionalità è in grado di affrontare le sfide dell’oggi e del domani, con particolare riferimento alle situazioni emergenziali.

Questi gli eventi a Bologna [fonte CME Emilia Romagna]:

dopo le celebrazioni di oggi, 2 novembre (solenne commemorazione dei defunti a Bologna con deposizione di una corona d’alloro all’interno del chiostro della Basilica di Santo Stefano, lapidario dei Caduti bolognesi nella Prima Guerra; Santa Messa di suffragio in ricordo di tutti i Caduti nella Basilica di San Petronio officiata da Monsignor Gabriele Cavina, pro-vicario generale della Diocesi di Bologna; deposizione di corone d’alloro al Sacrario di Piazza del Nettuno; deposizione di corone d’alloro alla Cripta Ossario della Certosa – lapidario dei Caduti bolognesi nella Seconda Guerra Mondiale; deposizione di corone d’ alloro al Cimitero di Guerra Polacco e a seguire al Cimitero di Guerra Britannico a San Lazzaro di Savena)

il programma per il 4 novembre:

● alle 10.30, si svolgerà in Piazza Maggiore a Bologna la tradizionale cerimonia militare, con l’Alza Bandiera Solenne e lo schieramento di una compagnia di formazione interforze, composta di unità delle Forze Armate, della Guardia di Finanza e dei Corpi Armati e non dello Stato;

● alle 11.15, inaugurazione di una mostra documentale sulla Grande Guerra nel quadriportico dell’Archiginnasio;

● dalle 11.30 alle 16.30, esposizione di mezzi e cimeli della Grande Guerra in Piazza del Nettuno a Bologna.

Analoghe manifestazioni sono previste in tutte le città della regione, secondo il programma allegato.

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Fonte e foto: CME Emilia Romagna