Puglia

Marina Militare, campagna antincendio: gli interventi degli elicotteri AB-212 con il bambi bucket

20150721_MMI_AB212 campagna antincendio_3Ieri pomeriggio, 21 luglio, la Marina Militare ha impiegato due elicotteri AB 212 per estinguere due incendi divampati nel sud Italia. La richiesta di concorso aereo è pervenuta dal Centro Operativo Aereounificato del Dipartimento della Protezione Civile (COAU).

Il primo incendio si è sviluppato nella località di Motta San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria, in cui è intervenuto l’elicottero decollato dalla base aerea di Catania, mentre il secondo incendio si è propagato nella litoranea Salentina, dove è intervenuto l’elicottero decollato da Grottaglie.

20150721_MMI_AB212 campagna antincendio_2Entrambi gli incendi sono stati estinti, fa sapere il comunicato stampa della Marina Militare.

Gli interventi sono stati effettuati con acqua raccolta dal mare utilizzando la benna “bambi bucket”, un recipiente da 500 litri adattato sotto la pancia dell’elicottero.

Gli elicotteri della Marina Militare, inseriti nel programma di intervento della Campagna Antincendio Boschivo 2015, sono poi rientrati nelle basi aeree riprendendo lo stato di prontezza operativa.

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Fonte e foto: Marina Militare

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L’Esercito marciava… arriva a Bari. Gli appuntamenti di lunedì 18 maggio

L'Esercito marciavaLunedì 18 maggio 2015 la Città metropolitana di Bari sarà interessata dal progetto itinerante nazionale “L’Esercito marciava…” nell’ambito delle commemorazioni del primo conflitto mondiale (link articoli in calce).

In particolare, sono due gli appuntamenti da non perdere, fa sapere nella sua nota stampa il Comando Militare Esercito Puglia:

– alle 10.30 è indetta una conferenza nella caserma Domenico Picca, in piazza Luigi di Savoia, sede del Comando Militare Esercito Puglia, durante la quale saranno consegnati i fogli matricolari/stati di servizio di Caduti della Grande Guerra agli studenti dell’ITC Vivante di Bari e saranno premiati i vincitori del concorso fotografico “La via della Grande Guerra” residenti nelle province di Bari e Taranto;

– alle 11 è atteso il passaggio della staffetta sportiva non competitiva che da Lecce correrà fino a Trieste. All’interno della caserma Picca, aperta al pubblico nei giorni 18 e 19 maggio, ci sarà il cambio del tedoforo con il passaggio della responsabilità tra la Scuola di Cavalleria di Lecce e la brigata meccanizzata Pinerolo.

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Fonte: Comando Militare Esercito Puglia

Eagle Joker 2014: si conclude l’esercitazione NATO che porta NRDC-ITA alla validazione nazionale

Si è conclusa venerdì 17 ottobre scorso, con l’annuncio dell’”endex” (fine esercitazione) nella caserma Nacci di Lecce da parte del generale Massimiliano Del Casale, comandante del CESIVA e ODE (Officer Directing the Exercise), la fase finale della condotta dell’esercitazione Eagle Joker (EJ14) che ha visto impiegato in Puglia il NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA) con oltre 1.500 uomini e donne di 15 diverse nazioni dell’Alleanza Atlantica.

La EJ14 porta NRDC-ITA alla validazione nazionale, trasformando il comando NATO in Joint Task Force (JTF) secondo il dettato del summit di Lisbona del 2010.

Tutto il comando coinvolto nell’esercitazione è stato dispiegato nel poligono militare di Torre Veneri, in provincia di Lecce; il JLSG, ovvero il Joint Logistic Support Group, era situato nell’area militare dell’aeroporto di Brindisi; mentre da Poggio Renatico, in provincia di Ferrara, il Joint Force Air Component Command (JFACC) ha partecipato all’esercitazione di NRDC-ITA conducendo al contempo la sua Virtual Flag, che unita alla Eagle Joker ha dato luogo alla Joint Eagle. L’Excon è stato collocato a Lecce, nella caserma Nacci (foto).

La EJ14 si è caratterizzata per l’alto livello di operatività e per aver testato la capacità di risposta a una minaccia contro uno stato membro dell’Alleanza Atlantica. Si è trattato di una “art 5 exercise”, elemento su cui si concentra particolarmente l’attenzione della NATO.

Nel giro di qualche mese, più precisamente dal 20 aprile prossimo, NRDC-ITA sarà impegnato nella successiva validazione a livello NATO a Stavanger, presso il Joint Warfare Centre (JWC), con l’esercitazione Trident Jaguar 15.

Dopo la Trident, NRDC-ITA sarà pronto a essere impiegato come Joint Command Deployable (Land) dal 1° luglio 2015 al 30 giugno 2016.

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Foto: Combat Media Team Esercito Italiano

Eagle Joker 14: cominciata per NRDC-ITA la fase finale dell’esercitazione di validazione come JTF in Puglia

A dispiegamento di uomini e mezzi ormai completato in territorio pugliese, ha ora inizio per il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona la fase finale dell’esercitazione Eagle Joker 14 (EJ14).

La EJ14 porterà NRDC-ITA alla validazione nazionale entro il prossimo 18 ottobre e sancirà la trasformazione del comando NATO in quello di una Joint Task Force (JTF), secondo il dettato del summit di Lisbona del 2010; un processo che consentirà a NRDC-ITA di avere un ruolo di rilievo nel conseguimento del livello di ambizione della NATO, secondo i requisiti dalle nuova struttura delle Forze dell’Alleanza Atlantica.

Tutto il comando di NRDC –ITA è dispiegato a Torre Veneri, il poligono militare in provincia di Lecce; il JLSG, ovvero il Joint Logistic Support Group, si trova invece nell’area militare dell’aeroporto di Brindisi; mentre a Poggio Renatico, in provincia di Ferrara, il Joint Force Air Component Command (JFACC) partecipa all’esercitazione di NRDC-ITA conducendo al contempo la sua Virtual Flag, che unita alla Eagle Joker 14 dà luogo alla Joint Eagle. L’Excon è situato a Lecce, nella caserma Nacci.

La EJ14 si basa per il suo sviluppo su scenario appositamente costruito per questo genere di attività, denominato Skolkan, interamente ambientato in territorio baltico, di livello operativo, e si caratterizza per essere una risposta a una minaccia contro uno stato membro dell’Alleanza Atlantica. Si tratta cioè di una “art. 5 exercise”, elemento su cui la NATO si è decisamente focalizzata in tempi molto recenti.

Questa fase di validazione nazionale precede di pochi mesi la successiva validazione a livello NATO, che vedrà coinvolto NRDC-ITA a partire dal prossimo 20 aprile 2015 a Stavanger, presso il Joint Warfare Centre (JWC), nell’esercitazione Trident Jaguar 15. Ciò renderà NRDC-ITA pronto a essere impiegato come Joint Task Force Command (Land) dal 1° luglio 2015 al 30 giugno 2016.

Intanto, con la EJ14, NRDC-ITA viene validato nelle prossime due settimane per la sua nuova capacità operativa dopo un periodo di preparazione di oltre un anno. Il nuovo status richiederà alcune attività di adeguamento strutturale e funzionale nella sede di Solbiate Olona, con un’opportuna ridefinizione delle aree all’interno della caserma Ugo Mara di Solbiate Olona.

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Fonti proprie

NRDC-ITA, esercitazione Eagle Joker 14: inizia la fase di dispiegamento a Torre Veneri, in Puglia

E’ ormai imminente la fase di dispiegamento verso Torre Veneri, in provincia di Lecce, del personale e dei mezzi del NATO Rapid Deployable Corps Italy (NRDC-ITA), di Solbiate Olona, in vista della condotta dell’esercitazione Eagle Joker 14 che vedrà la propria fase conclusiva fra il 5 e il 24 ottobre prossimi.

La Eagle Joker 14 rappresenta un importante passaggio del processo che consentirà a NRDC-ITA di assumere responsabilità di livello superiore a quelle attualmente affidategli e di diventare uno dei primi comandi a soddisfare i requisiti richiesti dalla nuova struttura delle forze NATO (link articoli in calce).

Le autocolonne composte da mezzi militari partiranno dalla caserma Ugo Mara, sede del comando, e percorreranno le autostrade di Lombardia e Liguria per poi raggiungere via mare il porto di Brindisi, esercitando così le capacità di dispiegamento rapido del corpo d’armata.

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Fonte: PAO NRDC-ITA

Le bande militari celebrano il 2 giugno nelle stazioni ferroviarie: la banda della brigata meccanizzata Pinerolo, erede della banda del 231° reggimento Avellino

Si è esibita ieri, 2 giugno, nella stazione ferroviaria di Bari Centrale sulla base dell’iniziativa del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che, con l’organizzazione del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane in collaborazione con il ministero della Difesa, ha inteso così commemorare la Festa della Repubblica proprio in uno scalo ferroviario, dall’importanza logistica fondamentale nella gigantesca opera di ricostruzione all’indomani della Seconda Guerra Mondiale.

La banda della brigata Pinerolo, fa sapere la stessa unità, è uno dei più prestigiosi veicoli di diffusione della musica militare dell’intera Forza Armata. Trae le sue origini dalle bande reggimentali, in particolare, è erede delle tradizioni musicali della banda del 231° reggimento Avellino.

A seguito del sisma del 1980 in Irpinia, il complesso musicale fu sciolto per essere poi ricostituito il 20 settembre 1984. Nel 1996, dopo la riorganizzazione delle bande e fanfare dell’Esercito, fu nuovamente soppressa per essere ricostituita  in fase sperimentale, con sede nella caserma Ruggero Vitrani, sede del Reparto comando e supporti tattici Pinerolo, in Bari, il 17 aprile 2004.

Da tale data la banda ha accompagnato e suggellato i momenti salienti della storia più recente della brigata Pinerolo, sia in occasione di cerimonie in territorio nazionale che in occasione dell’impegno dei sette reggimenti dipendenti in teatri operativi all’estero, tra i quali Kosovo e Albania.

La grande unità, con gli oltre 5mila uomini e donne, rappresenta un’importante realtà perfettamente inserita nel tessuto socio economico della Puglia. Il 15 gennaio 2010 la banda viene ufficializzata in via definitiva dallo stato maggiore Esercito. Attualmente è  diretta dal primo maresciallo Carlo Resta.

La banda della brigata Pinerolo è composta da sottufficiali, graduati musicanti e volontari in ferma prefissata. La gran parte dei musicanti è diplomata presso il Conservatorio. L’organico prevede 31 unità suddivise in strumenti ad ancia, ottone e percussioni.

Il vasto e variegato repertorio, che spazia dalla tradizionale produzione di marce militari e straniere alle trascrizioni per banda, ha consentito al complesso di partecipare a numerosi concerti musicali. Nel mese di maggio del 2005 ha partecipato al 6° Festival della cultura europea in Algeria, e il 22 giugno dello stesso anno ha suonato durante l’udienza dal Santo Padre a Roma. Recentemente ha partecipato, unitamente al coro del 10° reggimento Trasporti, a un’esibizione per i bambini ricoverati presso l’Ospedale Giovanni XXII, riscuotendo grande apprezzamento e simpatia da tutti gli astanti.

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2 giugno 2014, le Forze Armate celebrano la festa della Repubblica Italiana: il programma della sfilata ai Fori Imperiali (1° giugno 2014)

Fonte e foto: brigata Pinerolo

Alenia Aermacchi consegna la 100esima sezione di fusoliera del Boeing 787 Dreamliner

La Alenia Aermacchi, una società di Finmeccanica, ha da poco raggiunto l’importante traguardo della 100esima sezione di fusoliera consegnata a Boeing ed è già pronta per far fronte al ramp-up produttivo del programma che porterà lo stabilimento di Monteiasi-Grottaglie a realizzare, entro la fine del 2013, fino a 10 sezioni di fusoliera al mese.

La consegna della 100esima sezione di fusoliera del 787, spiega l’azienda, rappresenta il coronamento di un processo lanciato nel 2004 che ha visto l’allora Alenia Aeronautica, oggi Alenia Aermacchi, finanziare, progettare, sviluppare e realizzare non solo tutte le componenti strutturali dell’aereo di propria responsabilità, ma anche le infrastrutture e i processi tecnologici necessari alla loro produzione. Tra questi lo stabilimento di Monteiasi-Grottaglie, uno dei siti aeronautici più avanzati al mondo, e le innovative tecnologie richieste dal nuovo processo produttivo denominato one piece barrel, che prevede la realizzazione del tronco di fusoliera come pezzo unico completamente in fibra di carbonio, processo impiegato per la prima volta in assoluto nel settore aeronautico.

Con riferimento all’infrastruttura di Monteiasi-Grottaglie, in provincia di Taranto, l’amministratore delegato di Alenia Aermacchi, Giuseppe Giordo, ha affermato che “Alenia Aermacchi, da quasi trent’anni, ha eletto la Regione Puglia quale territorio strategico per le lavorazioni in materiale composito”.

Lo stabilimento di Foggia, inaugurato negli anni ’80, è diventato un vero e proprio centro di eccellenza per la fibra di carbonio, mentre il sito di Monteiasi-Grottaglie, inaugurato 6 anni fa, e’ uno dei siti aeronautici più avanzati al mondo.

“Il traguardo appena raggiunto, ha proseguito Giordo, è frutto dell’impegno profuso da tutte le risorse che lavorano al programma 787, caratterizzate da una elevata specializzazione e un’età media molto bassa”.

Alenia Aermacchi ha un ruolo significativo nel programma Boeing 787 Dreamliner, considerato il velivolo passeggeri più tecnologicamente avanzato disponibile sul mercato e ordinato fino a oggi in 859 esemplari da 58 clienti.

L’azienda produce infatti le sezioni centrale e posteriore della fusoliera, per un totale di oltre 18 metri di lunghezza, e il piano di coda orizzontale del velivolo, realizzando il 14% del totale della struttura dell’aereo.

Mentre a Monteiasi-Grottaglie si lavora sulle fusoliere, a Foggia si realizza lo stabilizzatore orizzontale del velivolo, costituito da due cassoni monolitici e lungo circa 20 metri, realizzato anch’esso in fibra di carbonio con tecnologie progettuali e produttive di assoluta eccellenza.

Nel sito produttivo di Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli, si eseguono invece attività di progettazione, di prove in laboratorio e di produzione specializzata di alcuni componenti primari della struttura dell’aereo.

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Fonte: Alenia Aermacchi

Foto: Alenia Aermacchi

L’altoforno dell’ideologia non cuoce nemmeno il pane

Brevi considerazioni sui tentativi d’arresto della produzione d’acciaio all’ILVA di Taranto

By Cybergeppetto

Non ho grande simpatia per certi industriali, soprattutto quelli che, sempre in combutta con i politici, i sindacalisti e i banchieri, campano di aiuti di stato e si muovono  in una zona grigia in cui tutti si spartiscono poltrone e soldi pubblici: gli ultimi sono quelli destinati alla “riqualificazione ambientale” del sito di cui ormai tutti i media dissertano.

Ciò premesso, “spegnere” un altoforno è un’attività che non si potrà riprendere se non dopo anni, ammesso che qualcuno abbia i soldi per farlo.

Si tratta di una cosa che, sia pure celata dietro il divieto di utilizzo a fini produttivi,  è insensata e che solo dei talebani del diritto, che prendono come valore assoluto i limiti di leggi e leggine regionali idiote che essi, o loro amichetti,  hanno scritto, per uccidere una realtà produttiva che verrà presto sostituita da altre fuori dall’Italia.

Per morire di cancro a Taranto, come in ogni città d’Italia, bastano le polveri sottili del traffico o le emissioni delle caldaie domestiche a gasolio o tante altre cose ancora, ma di cui nessuno parla.

Visto che tale decisione si suppone essere stata presa per il rispetto di limiti imposti solo in Puglia dalle normative ambientali, si tenga presente che dovrebbero chiudere analoghe attività,  stranamente soggette a vincoli diversi in altre parti d’Italia e magari riferibili a potentati contigui al massimalismo pseudo-ecologista. Insomma, se dobbiamo suicidarci, facciamolo per bene.

Non ci vuole un ingegnere per capire che se l’acciaio non si fonde non ci sarà necessità di lavorarlo, tutto il sistema produttivo che ruota attorno all’“area a caldo” è destinato a seguire la sorte dell’altoforno. Giusto per memoria, si sappia che lo spegnimento di un impianto non più conveniente si programma con uno o due anni d’anticipo.

Bisognerebbe che i nipotini del massimalismo imparassero che, oltre ai principi, spesso falsi e dietro cui si nascondono interessi poco chiari, contano i risultati.

Nel momento in cui l’altoforno sarà spento, il problema sarà risolto, il risultato sarà ottenuto, nessuno inquinerà più.

Non ci vorranno 334 milioni per la bonifica, soldi appena stanziati dal governo, basterà molto meno per comprare un ombrellone agli operai e mandarli al mare. In questi tempi di “spending review” non è male.

Di tutte le inutili discussioni fatte sinora solo una cosa è certa, siamo riusciti ad attribuire a una regione in cui la spesa è fuori controllo dei soldi che finiranno inevitabilmente nel tritacarne dell’intrallazzo. Per fare questo non avremo risolto il problema dell’inquinamento e avremo messo sul lastrico decine di migliaia di persone, indotto incluso. Un bel risultato che si aggiungerà al calo del PIL.

Non abbiamo bisogno della burocrazia europea per fare puttanate, noi…

Cybergeppetto

p.s. “Papà, che succede a Taranto? Non ho capito molto di queste discussioni in TV…”. “Neanche io – risponde piatto il papà – ma riusciremo a sprecare altri soldi e a mettere in pericolo un bel po’ di posti di lavoro, un classico…”

L’immagine è tratta da microeuro.it

Il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Graziano, saluta la brigata Pinerolo di rientro dal Libano

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, ha partecipato ieri mattina, 29 maggio, a Bari alla cerimonia di saluto alla brigata Pinerolo, recentemente rientrata dal Libano dove è stata impiegata nell’ambito dell’operazione Leonte XI di UNIFIL (United Nation Interim Force in Lebanon).

“La brigata Pinerolo – ha affermato il generale Graziano nel suo intervento alla cerimonia di saluto –  è una delle grandi unità operative dell’Esercito sulla quale abbiamo puntato molto, e che vede sue unità impiegate in Afghanistan così come in Libano”.

E ha aggiunto: “Proprio in questo momento di crisi i militari devono essere i più rigorosi, i più seri, quelli che maggiormente si impegnano per mandare un messaggio di ottimismo e coesione al Paese”.

La brigata Pinerolo è stata impiegata in Libano dal 7 novembre 2011 al 9 maggio 2012, periodo durante il quale il comando del contingente multinazionale del Settore Ovest di UNIFIL costituito dai militari di sette nazioni (Ghana, Corea del Sud, Malesia, Irlanda, Slovenia, Brunei e Italia), è stato affidato al generale Carlo Lamanna, comandante della brigata.

E proprio rivolgendosi al generale Lamanna, e a tutti gli uomini e donne della brigata Pinerolo, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, che ha comandato la missione UNIFIL dal 2007 al 2010, ha espresso profondo apprezzamento  per i risultati conseguiti in questi mesi di missione in Libano, rimarcando come: “La nostra presenza in quel Paese risponde a esigenze di sicurezza globale e nazionale”.

Il generale Graziano, nel suo discorso, ha rivolto un commosso e reverente pensiero ai familiari dei caduti e ai feriti in operazione, in particolare, ai familiari presenti del Caporal Maggiore Scelto Luigi Pascazio, che ha perso la vita in Afghanistan insieme con il Sergente Maggiore Massimiliano Ramadù il 17 maggio 2010 a seguito dell’esplosione di un IED, e al Caporale Maggiore Giovanni Memoli, ferito in Libano e ancora ricoverato presso l’Ospedale militare del Celio di Roma.

Nell’occasione del sisma che ha colpito ieri mattina il nord Italia, il generale Graziano ha espresso, a nome di tutta la Forza Armata, vicinanza e solidarietà alla comunità emiliana.

La cerimonia è stata organizzata in collaborazione con l’amministrazione del comune di Bari, fa sapere il comunicato stampa dello stato maggiore dell’Esercito, e si è svolta alla presenza del sindaco di Bari, Michele Emiliano, del Console onorario d’Italia in Libano, Ahmad Seklaoui, e di numerose autorità civili, militari, religiose della Regione a testimonianza della vicinanza che il paese, e in particolare la Puglia, quotidianamente manifesta all’Esercito e a tutte le Forze Armate.

Il Contingente multinazionale del Settore Ovest, composto da circa 1100 soldati italiani e da ulteriori 2200 militari, ha operato in stretto coordinamento con le Forze Armate Libanesi per garantire sicurezza e stabilità nel sud del Libano. Sono state effettuate più di 43mila attività operative per il controllo del territorio e della Blue Line, di cui oltre 16mila svolte dai soldati della Pinerolo, autonomamente o congiuntamente alle Forze Armate Libanesi, in aderenza al mandato previsto dalla risoluzione 1701 (2006) delle Nazioni Unite.

Tra le attività intraprese dal Contingente italiano, sono state svolte anche attività nel settore della cooperazione civile-militare realizzate attraverso progetti e donazioni di materiali a favore della popolazione e delle Forze Armate Libanesi.

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Fonte: stato maggiore Esercito

Foto: stato maggiore Esercito

Dal kibbutz al trullo-butz

By Cybergeppetto

“Le nostre masserie sono la cellula intorno alla quale vogliamo creare i kibbutz pugliesi. Il futuro è la terra”. Meno male che quando ho letto questa frase ero seduto, altrimenti avrei anche potuto stramazzare a terra.

Nichi Vendola è un mito, in un momento in cui si è perso il ricordo della collettivizzazione in Unione Sovietica e dell’autogestione socialista nella ex Jugoslavia, incurante della crisi economica che chiede l’efficienza produttiva, arriva lui e ti scopre l’uovo di colombo, una nuova forma di aggregazione che ponga le masse rurali pugliesi in grado di disporre dei mezzi di produzione senza dover dipendere dai “Padroni”.

Ora chi glielo dice a tutti quei pirla che dopo la guerra sono emigrati al nord per fare le auto che la ricreazione è finita?

Chi glielo spiega ai giovinastri anti-Gelmini che possono pure occupare i terreni della masseria di famiglia, basta che abbiano una zappa in mano?

Chi glielo spiega agli agricoltori che hanno abbandonato le fattorie dell’Opera Nazionale Combattenti, che aveva fatto fare quel bastardo del Duce, che sarà bene che facciano quattro nodi agli angoli del fazzoletto per coprire la testa e tornare a lavorare?

Gli operai pugliesi che a Mirafiori si lamentano perché hanno meno tempo per fare pipì saranno sicuramente contenti: all’aria aperta possono produrre liberamente qualsiasi tipo di deiezione senza curarsi del cronometro del “tempista”, quel bastardo servo dei padroni.

Se il lavoro in catena di montaggio è duro, disumanizzante e sottopagato, come sarà quello del trullo-butz?

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