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RC-W KFOR: TOA a Villaggio Italia, via il 24° Peloritani arriva il 17° Sforzesca

Si è svolta oggi 13 dicembre, nella base di Villaggio Italia in Kosovo la cerimonia che ha visto il Colonnello Daniele Pisani cedere al colonnello Natale Gatti il comando del Regional Command West (RC-W), l’unità multinazionale di KFOR che opera nella zona occidentale del Kosovo.

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa odierno lo stesso RC-W.

Il cambio al vertice ha sancito anche l’avvicendamento tra il 24° reggimento artiglieria terrestre Peloritani di Messina e il 17° reggimento artiglieria controaerei Sforzesca di stanza a Sabaudia, in provincia di Latina.

Alla cerimonia hanno presenziato l’Ambasciatore d’Italia in Kosovo, Piero Cristoforo Sardi, e il Generale di Divisione Michele Risi, Comandante della missione KFOR, oltre ad autorità religiose, civili e militari.

Nel suo discorso di commiato, il Comandante uscente ha ringraziato i 700 uomini e donne delle sette nazioni che compongono l’unità – Italia, Slovenia, Austria, Polonia, Svizzera, Turchia e Moldavia – per gli sforzi profusi e gli obiettivi raggiunti nel garantire sicurezza e stabilità, contribuendo al contempo allo sviluppo culturale, sociale ed economico della regione ovest del Kosovo e alla tutela del patrimonio storico-religioso, mediante la salvaguardia del monastero di Visoki-Decani, simbolo della religione cristiana ortodossa, dal 2004 dichiarato patrimonio dell’UNESCO, del quale il RC-W è il primo responsabile, ricorda il comunicato.

Il Colonnello Pisani ha inoltre ringraziato i sindaci delle quindici municipalità comprese nell’area di operazioni del Comando per il rapporto di fiducia instaurato con KFOR, aggiungendo che “la collaborazione che dura da venti anni ha permesso la realizzazione di numerosi progetti a favore dell’istruzione e della sanità”. 

Ripercorrendo i momenti salienti del suo mandato, ha poi citato la revisione dell’RC-W, che dallo scorso mese di agosto ha posto sotto un unico Comando tre unità di manovra e dodici team per il monitoraggio e il collegamento con la popolazione e gli enti locali.

Rivolgendosi al nuovo contingente, il Colonnello Gatti ha espresso “il proprio impegno nel promuovere la collaborazione tra le sette nazioni del Comando, nell’ottica di sviluppare una mentalità comune per assolvere la missione di KFOR, nel segno della professionalità e dell’imparzialità dimostrate nel sostenere la popolazione del Kosovo negli ultimi venti anni”.

Il Generale Risi, dopo aver consegnato la bandiera del Regional Command West al Colonnello Gatti, ha rimarcato “il ruolo guida dell’Italia nella missione internazionale della NATO e in particolare nella regione ovest, nella quale da vent’anni ininterrottamente il contingente italiano contribuisce alla stabilità dei Balcani Occidentali e allo sviluppo di un Kosovo sicuro e pacifico”.

Fonte e foto: RC-W KFOR

 

RC-W, KFOR: da un progetto CIMIC, una donazione di computer per le scuole

Nei giorni scorsi, i militari italiani di KFOR hanno effettuato diverse donazioni ad alcune scuole elementari e medie inferiori del Kosovo occidentale, dove opera il contingente nazionale, fa sapere il Regional Command – West (RC-W) di KFOR con un comunicato stampa di oggi, 7 dicembre.

La donazione, si apprende, ha interessato una scuola con 350 bambini kosovari-albanesi, alla quale sono stati consegnati quattordici computer portatili. Altri otto computer sono stati donati a un istituto frequentato da allievi albanesi, rom, egiziani e ashkali.

Le donazioni permetteranno di creare aule multimediali che consentiranno l’apprendimento interattivo delle lingue straniere.

Sono state infine ultimate le opere di ripristino del cortile di una scuola media inferiore, che permetterà agli studenti delle varie etnie di usufruire di spazi esterni. I lavori hanno previsto anche la realizzazione di una rete fognaria e di una fossa biologica.

“L’accesso all’istruzione senza distinzione etnica è uno dei settori prioritari di intervento per la missione KFOR, in una regione dove i ragazzi e le ragazze al di sotto dei 25 anni costituiscono il 53% della popolazione e il tasso di disoccupazione giovanile ammonta al 52%”, spiega il comunicato.

In tale quadro, il contingente italiano, oltre a garantire il supporto alle forze di polizia per il controllo del territorio e il mantenimento della sicurezza nell’area, sostiene localmente l’istruzione, la salute e le infrastrutture pubbliche.

“Nell’ambito di questi tre settori le unità italiane di Cooperazione Civile-Militare (CIMIC) facilitano la collaborazione con le istituzioni locali, contribuendo allo sviluppo culturale, sociale ed economico del Paese”, conclude l’RC-W.

Fonte e foto: RC-W KFOR

RC-W, KFOR: con le attività del CIMIC corsi di informatica resi possibili per 820 studenti

I militari italiani del Regional Command West (RC-W), Comando multinazionale della missione in Kosovo, hanno recentemente effettuato una donazione di computer portatili e un proiettore video per la realizzazione di un laboratorio multimediale, si apprende da un comunicato stampa del 30 novembre dello stesso RC-W.

La donazione è stata realizzata nel quadro delle attività CIMIC (Civil Military Cooperation) svolte dal contingente italiano.

Il materiale, consegnato all’istituto Ibrahim Mazreku, nel comune a maggioranza albanese di Malishevo, permetterà agli 820 alunni di frequentare dei corsi di informatica, sviluppando le conoscenze necessarie per l’impiego dei moderni dispositivi che saranno anche utilizzati per l’apprendimento delle lingue straniere.

Altre due precedenti donazioni, ricorda il comunicato stampa, hanno visto i soldati italiani consegnare quattordici biciclette in favore della piccola comunità serba di Velika Hoca e sei apparati radio ai Vigili del Fuoco del comune di Istok, questi ultimi di etnia bosniaca.

“I progetti realizzati dal contingente italiano – sottolinea il comunicato – sostengono le diverse etnie che vivono in Kosovo, molti dei quali sono rivolti alle giovani generazioni e incentrati sul principio della pubblica utilità”.

I militari italiani dell’RC-W, impiegati nella missione KFOR a guida NATO, la cui componente italiana è costituita da soldati del 24° Reggimento Peloritani della Brigata Aosta, oltre a operare quotidianamente per il controllo del territorio, a garanzia della sicurezza e della stabilità dell’area, supportano con le donazioni le piccole realtà locali, conclude il comunicato.

Fonte e foto: RC-W KFOR

 

RC-W, KFOR: donazione di materiale sanitario al policlinico di Peč per migliorare le condizioni igienico-sanitarie di odontoiatria

Si è concluso nei giorni scorsi un progetto di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC) che ha visto i soldati italiani del Regional Command West (RC-W), su base 24° Reggimento Peloritani, impegnati dallo scorso 13 giugno nell’ambito della missione in Kosovo denominata Joint Enterprise, effettuare una donazione di dispositivi per la sterilizzazione delle attrezzature odontoiatriche in favore del policlinico regionale di Peja/Peč, fa sapere lo stesso RC-W in un comunicato stampa odierno.

La donazione, si apprende, è finalizzata a migliorare le condizioni igienico sanitarie all’interno del reparto odontoiatrico del policlinico.

A presenziare alla cerimonia per la donazione del materiale sanitario, oltre al personale medico e infermieristico, il sindaco della città di Peja/Peč e l’assessore alla sanità, che hanno ringraziato il Comandante dell’RC-W, Col Daniele Pisani, per il continuo supporto che l’Italia fornisce non solo tramite le sue unità che quotidianamente operano nell’area a garanzia della sicurezza e della stabilità del Paese, ma anche per la fattiva e continua collaborazione che l’Italia dimostra tramite le attività di cooperazione civile e militare svolte fianco a fianco con i vari enti locali.

La donazione effettuata rientra tra le attività sociali che contribuiscono significativamente al bene della collettività, mediante il supporto dei servizi essenziali per le popolazioni che vivono in Kosovo.

Istruzione, salute e infrastrutture, sono i pilastri fondamentali che l’RC-W supporta con le sue attività di cooperazione civile e militare, sviluppate in stretta collaborazione con gli enti locali, al fine di contribuire alla crescita e allo sviluppo socioeconomico del Paese, conclude il comunicato.

Fonte e foto: RC-W KFOR

RC-W, KFOR: il ponte Bailey “degli italiani” è ora della comunità di Dečani

Si è svolta ieri, 10 ottobre, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Kosovo, Piero Cristoforo Sardi, e del Comandante della missione in Kosovo, Generale di Divisione Lorenzo D’Addario, nonché autorità religiose, civili e militari locali, la cerimonia per la donazione di un ponte Bailey da parte dell’Italia al comune di Deçan/Dečani, uno dei quindici comuni che rientra nell’area di responsabilità del Regional Command West (RC-W), comando multinazionale a guida italiana.

Ne ha dato notizia oggi, con un comunicato stampa, lo stesso RC-W di KFOR.

La donazione del ponte, ubicato nei pressi del monastero cristiano ortodosso di Visoki Dečani, è stata suggellata dal taglio del nastro tricolore da parte del Comandante di RC-W, Colonnello Daniele Pisani, e del primo cittadino di Deçan/Dečani.

“La costruzione del ponte, che risale a giugno del 2015, è stata fortemente voluta dal Generale Francesco Paolo Figliuolo, all’epoca Comandante delle forze NATO in Kosovo”, spiega l’RC-W.

Realizzata dalle unità del 6° Reggimento Genio Pionieri di Roma, in cooperazione con le forze di sicurezza locali al fine di garantire una maggiore mobilità alle forze della NATO, impiegate nel controllo del monastero di Visoki Dečani, del quale ancora oggi KFOR è il primo responsabile della sicurezza.

Da allora, l’utilizzo del ponte non è stato finalizzato soltanto alla condotta delle attività militari da parte dei contingenti che si sono avvicendati negli anni, spiega il comunicato.

Infatti, messo da subito a disposizione della popolazione locale, che lo ha soprannominato “il ponte degli Italiani”, si è rivelato uno strumento indispensabile alla viabilità locale per il raggiungimento delle aree attigue al monastero. Il ponte, lungo 24 metri e ampio 4, dopo i lavori di manutenzione effettuati nei giorni scorsi da personale militare specializzato, ieri è stato definitivamente devoluto alla municipalità di Deçan/Dečani.

La donazione, spiega il comunicato, rientra tra le attività di cooperazione civile e militare svolte dal contingente nazionale per agevolare lo sviluppo socioeconomico dell’area. Da giugno del 1999 i soldati italiani operano in questi luoghi, sotto egida NATO in base della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1244, per il ripristino della libertà di movimento e il mantenimento di un ambiente stabile e sicuro.

Nel discorso tenuto per l’occasione il Comandante di RC-W ha ribadito che, come il varo del ponte nel 2015, la sua definitiva cessione oggi costituisce un ulteriore passo in avanti non solo nei rapporti tra la KFOR e le autorità locali, bensì nel consolidamento del processo di stabilizzazione tra le comunità che coesistono nell’area. Il Colonnello Pisani ha poi evidenziato il ruolo della comunità internazionale, di KFOR, e in particolare dell’Italia – tutti attori che operano in Kosovo quali facilitatori del dialogo – alla stessa stregua di un ponte che unisce due sponde.

KFOR: inaugurato il ponte sulla Bistrica donato dall’Esercito al monastero di Decani (15 luglio 2015)

KFOR: un ponte sulla Bistrica. Dono dell’Esercito Italiano, voluto dal COMKFOR gen Figliuolo (21 maggio 2015)

KFOR, Kosovo: la strada per il monastero incrementerà il turismo (7 ottobre 2015)

Fonte e foto: RC-W KFOR

RC-W, KFOR: il GSA si addestra per garantire la libertà di movimento delle unità KFOR

Nell’ambito della missione in Kosovo il Gruppo Supporto di Aderenza (GSA), su base Reggimento Logistico Aosta, schierato nel teatro operativo kosovaro dallo scorso 20 luglio quale unità a livello battaglione alle dipendenze del Comandante del Regional Command West (RC-W), ha condotto, dal 26 settembre al 3 di ottobre scorso, un ciclo di esercitazioni finalizzate a incrementare il livello di interoperabilità tra i diversi assetti operativi e logistici, forniti dai contingenti multinazionali che operano in Kosovo.

Lo ha reso noto con un comunicato stampa di ieri, 9 ottobre, lo stesso RC-W.

Durante le giornate addestrative i vari assetti hanno composto una specifica unità multinazionale, a guida italiana, denominata Freedom of Movement – Detachment (FOM-D), nata dall’unione di unità del Genio, logistiche e sanitarie.

Compito del FOM-D, si apprende, il garantire un supporto alle forze di manovra, che operano in assetto antisommossa, al verificarsi di disordini che richiedano, oltre al controllo della folla, anche la bonifica di trappole esplosive e il ripristino della viabilità, mediante la rimozione di barricate erette durante la protesta.

Le giornate addestrative si sono svolte presso Camp Mareshal de Lattre de Tassigny a Novo Selo, dove sono stati simulati diversi scenari nell’ambito dei quali, oltre alle unità italiane, impiegate con diversi assetti logistici e un carro apripista Leopard, sono stati impiegati anche assetti sanitari turchi, team di artificieri austriaci e unità statunitensi e ungheresi, queste ultime dedicate al controllo della folla.

L’addestramento è servito a esercitare anche gli assetti logistici alla gestione di eventi critici, per garantire una risposta pronta ed efficace al verificarsi di situazioni suscettibili di minacciare la stabilità, la sicurezza e la libertà di movimento nell’area delle operazioni, spiega il comunicato.

Al verificarsi di tali eventi, sottolinea il comunicato, le forze schierate in missione in Kosovo contribuiscono al ripristino e al mantenimento di un ambiente sicuro.

KFOR, in qualità di terzo responsabile della sicurezza nazionale kosovara, concorre alla gestione di simili eventi in supporto delle forze di polizia locale, la Kosovo Police (KP), primo responsabile della sicurezza nazionale, e alle forze di polizia internazionali, costituite dalla European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX).

“Per questa ragione è stato simulato uno scenario di mobilitazione popolare, nel quale le forze esercitate hanno dovuto fronteggiare una vera e propria escalation di disordini”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: RC-KFOR

 

RC-W KFOR: donazione di materiale scolastico in villaggio RAE

“Nell’ambito della missione in Kosovo, si è svolta nei giorni scorsi una donazione di materiale scolastico in favore della scuola elementare Martin Mamaj situata nel piccolo villaggio RAE (Rom, Ashkali ed Egiziani) di Suvi Lukavac nel comune di Istok”, fa sapere un comunicato stampa del Regional Command-West (RC-W) del 20 settembre.

La donazione è stata effettuata dai soldati italiani dell’RC-W, nell’ambito della missione in Kosovo Joint Enterprise.

La donazione, nata dalla collaborazione tra l’unità di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC) dell’RC-W e le istituzioni locali, si è realizzata grazie al contributo di una donor italiana, impegnata da anni in progetti di aiuto umanitari.

Il 24° Reggimento artiglieria terrestre Peloritani, che in Kosovo costituisce il cornerstone del Comando multinazionale a guida italiana, ha ormai da anni instaurato una significativa collaborazione con la donor che per l’occasione ha predisposto, con autentico senso di cooperazione civile, un’importante raccolta di materiale didattico in sinergia con realtà locali a sfondo benefico, fa sapere il comunicato.

Per la distribuzione del materiale è stato scelto il villaggio di Suvi Lukavac proprio per la connotazione della popolazione. Definita con l’acronimo di RAE, ovvero Rom, Ashkali ed Egiziani, questo tipo di etnie costituiscono il 2% della popolazione kosovara e sono maggiormente stanziate nel versante occidentale del Paese, proprio dove il Regional Command West è schierato, si apprende.

“Per effettuare la donazione – si legge dal comunicato – i militari italiani che costituiscono il team CIMIC hanno utilizzato una inaspettata pausa ricreativa, che ha sortito la sorpresa dei giovani alunni, ai quali, insieme al materiale scolastico, sono state distribuite merendine e succhi di frutta”.

L’attività condotta nei giorni scorsi rientra tra le attività sociali che contribuiscono significativamente al bene della collettività, mediante il supporto dei servizi essenziali per le popolazioni che vivono in Kosovo.

Istruzione, salute e infrastrutture, sono infatti i pilastri fondamentali che il RC-W supporta con le sue attività di Cooperazione Civile e Militare, sviluppate in stretta collaborazione con gli enti locali, al fine di contribuire alla crescita e allo sviluppo socioeconomico del Paese.

Fonte e foto: RC-W KFOR

RC-W, KFOR: incrementate le attività operative per il raggiungimento della FOC

Continuano le attività operative condotte dal contingente italiano del Regional Command West (RC-W), su base 24° Reggimento artiglieria terrestre Peloritani di Messina, dallo scorso 13 giugno schierato nel settore occidentale del Kosovo.

A seguito della rimodulazione della struttura ordinativa dei Comandi NATO presenti in Kosovo, sancita il 15 agosto scorso, ricorda con un comunicato stampa odierno lo stesso RC-W, il Comando ha incrementato la condotta delle attività operative e addestrative al fine di raggiungere la Full Operational Capability (FOC), ovvero la piena capacità operativa del neocostituito comando multinazionale.

L’incremento delle attività operative è finalizzato a garantire una maggiore presenza delle unità del RC-W su tutto il versante occidentale del Kosovo.

In particolare, le operazioni condotte dal contingente italiano, in cooperazione con altri assetti multinazionali della missione in Kosovo, variano dalle pattuglie appiedate a quelle elitrasportate, dalle attività svolte in supporto alle forze di polizia locale a quelle di controllo del confine amministrativo che separa la Serbia dal Kosovo, eseguite congiuntamente alle unità dell’Esercito serbo.

A questa attività va aggiunta la vigilanza, senza soluzione di continuità, al monastero di Visoki-Decani, simbolo della religione cristiana ortodossa, dal 2004 dichiarato patrimonio dell’UNESCO.

Si tratta di un insieme di attività operative svolte dai diversi assetti alle dipendenze del Comandante del RC-W, Colonnello Daniele Pisani, al quale è assegnata l’autorità di “battlespace owner”, ovvero responsabile della condotta di tutte le operazioni, nonché della gestione degli assetti terrestri, schierati nel versante occidentale del Kosovo, per l’assolvimento dei compiti assegnati.

In tale quadro, sottolinea il comunicato stampa, riveste una notevole importanza la funzione svolta dagli assetti non cinetici (LMT), ovvero dai team di collegamento che sono quotidianamente a contatto con la popolazione e le istituzioni locali.

“Una molteplicità di sistemi, che, interagendo tra loro, grazie al coordinamento ottenuto mediante un sinergico lavoro di staff, contribuiscono al costante mantenimento di un ambiente stabile e sicuro”, conclude il RC-W.

Fonte e foto: RC-W

RC-W KFOR: esercitazione Tangled Eel in caso di escalation di tumulti

“Si è svolta nei giorni scorsi nella missione in Kosovo l’esercitazione Tangled Eel, condotta dagli assetti del Regional Command West (RC-W) allo scopo di perfezionare l’interoperabilità tra gli assetti forniti dai vari paesi che contribuiscono alla missione in Kosovo Joint Enterprise”, fa sapere lo stesso RC-W con un comunicato stampa odierno.

L’RC-W, ricorda il comunicato, è il comando multinazionale a guida italiana da cui dipendono sia unità di manovra, volte a garantire la sicurezza del settore occidentale del Kosovo, che squadre di collegamento e monitoraggio denominate Liaison Monitoring Team (LMT), destinate alla cooperazione e al collegamento con la popolazione locale.

Lo scenario simulato per la condotta dell’esercitazione ha visto coinvolte le forze di manovra dell’RC-W in una “field house evacuation operation”, ovvero l’esfiltrazione di una squadra di collegamento e monitoraggio (LMT) dalla struttura nella quale quest’ultima opera quotidianamente, a seguito di una escalation di proteste, simulata appositamente per la condotta dell’addestramento da parte di unità della KFOR nel ruolo di forze contrapposte.

L’esercitazione è stata suddivisa in tre fasi, si apprende. Nella prima fase una componente di fanteria media austriaca, con l’aiuto di mezzi blindati, ha isolato l’area destinata alla condotta delle operazioni precludendo alla simulata folla in tumulto di ricevere rinforzi provenienti dall’esterno del dispositivo.

Nella seconda fase, assetti antisommossa italiani e moldavi, raggiungendo l’area dei disordini, i primi a bordo di mezzi blindati VTLM Lince, gli altri mediante infiltrazione a mezzo elicottero, si sono schierati a ridosso della folla, garantendone il controllo e la successiva disarticolazione.

La terza e ultima fase ha visto l’impiego di un plotone su base 24° Reggimento Peloritani che, raggiunta la zona dell’esercitazione con elicotteri multiruolo, ha condotto il recupero e la successiva esfiltrazione del team di collegamento.

La complessa attività addestrativa è stata pianificata e condotta per testare le capacità di coordinamento tra le varie unità, l’uniformità delle procedure tecnico-tattiche impiegate in teatro operativo, le tempistiche e le modalità di reazione attuate al verificarsi di eventi che potrebbero minacciare la sicurezza del personale di KFOR, la stabilità e la libertà di movimento nell’area di responsabilità del Comando.

L’RC-W ingloba unità della KFOR provenienti da sette Paesi diversi, quali Italia, Slovenia, Austria, Moldavia, Turchia, Polonia e Svizzera. “I sette Paesi – conclude il comunicato – costituiscono un’unica forza che contribuisce al mantenimento di un ambiente sicuro, come stabilito dalla risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”.

Fonte e foto: RC-W KFOR

RC-W, KFOR: lezioni di primo soccorso per i giovani atleti del Kosovo da parte dei militari italiani

“È in corso in questi giorni in Kosovo una campagna di formazione sul primo soccorso, denominata “My life in Your hands”, nata dalla collaborazione tra il Regional Command West (RC-W) e l’assessorato allo sport e alla cultura del comune di Peč/Pejë, municipalità che rientra nell’area in cui operano i soldati italiani del contingente multinazionale ovest in missione in Kosovo”, ha fatto sapere con un comunicato stampa odierno lo stesso RC-W.

L’iniziativa è volta a istruire i giovani atleti, appartenenti a diverse fasce di età e provenienti da varie associazioni sportive locali, a intervenire in caso di arresto cardio-respiratorio e traumi di varia natura, attraverso l’applicazione di procedure di primo soccorso e di rianimazione, volte al ripristino e al mantenimento delle funzioni vitali.

L’iniziativa prevede la realizzazione di un ciclo di incontri presso i vari centri sportivi che hanno aderito al progetto, con il coinvolgimento di circa venti associazioni sportive e oltre duecento giovani atleti, si apprende.

Il corso, articolato secondo un protocollo standard teorico/pratico che prevede l’acquisizione delle procedure “salvavita” mediante l’impiego di manichini didattici, è stato caratterizzato da momenti di confronto tra gli atleti che hanno presenziato ai vari incontri e il personale sanitario militare dell’RC-W che ha condotto l’attività.

“Per la realizzazione del progetto l’RC-W, unità operativa multinazionale a guida italiana su base 24° Reggimento Peloritani e inquadrato all’interno della missione NATO KFOR, si è avvalso dei propri assetti sanitari in missione in Kosovo, impiegandoli secondo il principio del dual use, un duplice impiego non soltanto nella conduzione delle normali attività operative ma anche a sostegno della popolazione locale, nel caso specifico, in favore dei giovani atleti appartenenti alle diverse etnie presenti nel settore occidentale del Kosovo, accomunati da un’unica passione per lo sport”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: RC-W KFOR