SACEUR

MNCG: il Ministro on Trenta in visita in occasione della NATO Double River 2019

Il Ministro della Difesa, on Elisabetta Trenta, si è recata in visita ieri, 20 marzo, a Motta di Livenza (Treviso) per la presentazione dell’esercitazione NATO Double River 2019, attività addestrativa organizzata dal Multinational CIMIC Group (MNCG), si apprende dallo stesso Comando.

“Il Multinational CIMIC Group rappresenta l’unico polo di formazione per la funzione CIMIC [Civil-Military Cooperation] in ambito Difesa, e se oggi è diventato un vero e proprio punto di riferimento in ambito nazionale e NATO lo si deve all’altissima competenza e alla professionalità del personale che vi opera”, ha dichiarato il Ministro incontrando il personale del Multinational CIMIC Group.

Il Ministro ha assistito alla presentazione dell’esercitazione Double River 2019 a cui partecipano nella caserma Mario Fiore, fino al prossimo 22 marzo, specialisti, esperti e mentor provenienti da diversi Paesi e Comandi Europei NATO e degli Stati Uniti.

Nel salutare i contingenti internazionali di Italia, Grecia, Portogallo, Romania, Slovenia e Ungheria, il Ministro si è soffermata sull’importanza dell’attività CIMIC (Cooperazione Civile Militare).

“Abbandonata l’immagine che associava l’attività CIMIC principalmente alla fase post-conflittuale e più precisamente a quella di Stability and Reconstruction, oggi infatti risulta sempre più importante facilitare, promuovere e mantenere il miglior livello di collaborazione tra la componente militare e tutti i non-military actor, si legge dal comunicato.

“Oggi – ha infatti affermato il Ministro della Difesa – sappiamo che è necessario interagire con tutti gli attori civili coinvolti nel conflitto, dalle autorità locali alle organizzazioni internazionali, dalle organizzazioni governative e non governative ai media, per disporre del miglior livello possibile di conoscenza e per una valutazione costante dell’ambiente socio-culturale in cui si opera”.

Nel suo intervento il Ministro ha ricordato i risultati ottenuti in questi anni in diversi teatri, tra i quali Kosovo, Libano, Somalia, Gibuti, Afghanistan e anche nell’ambito della missione europea EUNAVFORMED.

Guardando alle sfide future della NATO, che quest’anno celebra i 70 anni dalla sua fondazione, la titolare del Dicastero ha dichiarato: “La NATO di domani dovrà essere capace di operare sull’intero spettro delle possibili minacce, quale che sia la loro natura o il quadrante geografico di provenienza”.

“L’Italia – ha aggiunto – sostiene con forza, in ambito alleato, la necessità di una NATO capace di guardare e intervenire per fronteggiare tutta la gamma dei rischi e per tutelare direttamente e indirettamente gli interessi prioritari nazionali. Anche per questo, abbiamo spinto per fare del Comando NATO di Napoli un hub per le attività nella regione mediterranea”.

Il Ministro ha quindi seguito alcune fasi dell’esercitazione Double River 2019: “mi ha immerso in una realtà da cui traspare una eccezionale capacità di interpretare e di trovare soluzioni alle nuove sfide con le quali saremo costretti a confrontarci in futuro nella conduzione di operazioni militari”.

Successivamente ha incontrato il personale italiano del Multinational CIMIC Group: “Se oggi è diventato un vero e proprio centro di eccellenza e punto di riferimento in ambito nazionale e NATO lo si deve all’altissima competenza e alla professionalità del personale che vi opera. Oggi voglio ringraziarvi perché il vostro lavoro rappresenta qualcosa di unico nel panorama della Difesa”.

Il Multinational CIMIC Group è un reparto multinazionale della NATO a guida italiana, in grado di ricercare, addestrare e proiettare unità di specialisti nel soccorso e nella ricostruzione di aree sconvolte da conflitti.

CIMIC è l’acronimo che indica la CIvil MIlitary Cooperation, una funzione operativa che presiede all’interazione tra le forze militari e le componenti civili presenti nelle aree di crisi. Costituisce il braccio operativo del Supreme Headquarters Allied Powers in Europe di Mons, Belgio, per la conduzione di operazioni joint e combined nel delicato settore della cooperazione civile e militare. Rappresenta, inoltre, un importantissimo polo di formazione per la funzione CIMIC, l’unico in Italia, di cui si avvalgono anche i nostri alleati.

Fonte e foto: MNCG

NRDC-ITA: il DSACEUR gen Everard visita il Comando NATO e ne apprezza l’approccio innovativo

Il Vice Comandante Supremo Alleato in Europa (DSACEUR), Generale James Everard, ha visitato nella giornata del 24 maggio scorso il Comando di Reazione Rapida della NATO in Italia (NRDC-ITA), fa sapere lo stesso Comando con un comunicato stampa del 25 maggio.

Accolto dal Comandante di NRDC-ITA, Generale di Corpo d’Armata Roberto Perretti, il DSACEUR ha assistito a un briefing sullo stato delle forze del Corpo d’Armata che dal 1° gennaio, e per tutto l’anno in corso, ha assunto l’importante ruolo di Land Component Command (LCC), contribuendo in maniera significativa al pacchetto di forze ad elevata prontezza nell’ambito della NATO Response Force (NRF).

In tale contesto sono state altresì illustrate le numerose attività addestrative che NRDC-ITA conduce a favore delle unità dipendenti, nazionali e internazionali.

Sir James Everard, fa sapere NRDC-ITA, ha ringraziato il Comandante e riconosciuto a NRDC-ITA il considerevole sforzo e il continuo elevato contributo che l’Italia, e in particolare il Corpo d’Armata, fornisce all’Alleanza in un momento in cui sussiste la necessità di affrontare le sfide di sicurezza, che provengono da due archi di crisi e di instabilità, che lambiscono i confini della NATO: quello meridionale e quello orientale.

Il DSACEUR ha espresso il suo particolare interesse per come NRDC-ITA stia contribuendo attivamente al Long Term Rotation Plan dell’Alleanza e al processo di adaptation della NATO.

In particolare, l’Alto Ufficiale ha espresso il suo apprezzamento per l’impegno e la professionalità dello staff di NRDC–ITA e delle sue unità subordinate nel rendere tangibile ed efficace uno strumento determinante per l’Alleanza quale l’NRF e il ruolo del Comando nell’iterazione tra NATO Force Structure e NATO Command Structure.

“L’Alto Ufficiale – prosegue il comunicato del Comando NATO – ha inoltre sottolineato l’approccio innovativo di NRDC-ITA, il cosiddetto ‘understand, empower, operationalize process’, che costituisce il fondamento concettuale e pratico di tutte le iniziative del Comando per affinare le proprie capacità Joint, per la creazione di un mindset informato ed efficace in preparazione ai compiti presenti e futuri dell’Alleanza”.

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Fonte e foto: NRDC-ITA

NRDC-ITA è combat ready al comando dell’LCC della NRF-VJTF. Cerimonia di handover con ARRC

Da ieri, 10 gennaio, il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona assume il comando della componente terrestre della NRF 2018.

Più in dettaglio, fa sapere l’NRDC-ITA con un comunicato stampa del 10 gennaio, nella Caserma Ugo Mara di Solbiate Olona (Varese), sede del Comando del Corpo di reazione rapida della NATO in Italia, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), gen Danilo Errico, del Comandante del Comando Operativo Alleato Interforze (NATO JFC BS) di Brunnssum in Olanda, gen Salvatore Farina, e del Comandante del Comando Terrestre Alleato (LANDCOM) di Izmir (Turchia), gen Darryl A.Williams, ha avuto luogo, ieri, la cerimonia che ha sancito il passaggio del testimone nel comando della componente terrestre della NATO Response Force (NRF) tra l’Allied Rapid Reaction Corps (ARRC), comandato dal gen Tim Radford, e il Nato Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA), comandato dal gen Roberto Perretti.

“NRDC-ITA – scrive il Comando NRDC-ITA – assume per la quarta volta la responsabilità di guidare la componente terrestre (Land Component Command – LCC) della NATO Response Force dopo un lungo e articolato periodo di preparazione, durato oltre un anno, che ha visto il Comando impegnato in numerose e complesse attività addestrative finalizzate a completare l’addestramento individuale del personale e a testare e affinare le procedure di lavoro, prima di essere dichiarato ‘combat ready’ con l’esercitazione Brilliant Ledger 2017 che, sotto l’attenta supervisione di un team di 40 esperti valutatori militari, ha visto impegnati a Solbiate Olona (VA) e Bellinzago Novarese (NO) oltre 1000 militari provenienti da 15 nazioni dell’Alleanza e 85 reparti diversi delle Forze Armate Italiane”.

La NRF, creata nel 2002, ricorda il comunicato di NRDC-ITA, è un complesso di forze ad elevata prontezza, tecnologicamente avanzata e altamente addestrata, costituita da componenti terrestre, marittima, aerea, di forze speciali e di supporto logistico con personale e mezzi forniti a rotazione dai paesi membri, per consentire all’Alleanza di far fronte prontamente a tutte le sfide alla sicurezza, dalla difesa collettiva alla gestione delle crisi.

A seguito delle decisioni assunte nel vertice del Galles del 2014, l’NRF è stata potenziata con un’aliquota di forze in altissima prontezza denominata Very High Readiness Joint Task Force (VJTF), estremamente flessibile e modulare, capace di schierarsi con immediatezza. Nel suo insieme l’NRF è composta da circa 40.000 uomini e donne, ricorda NRDC-ITA.

Il NATO Rapid Deployable Corps – Italy è un Comando multinazionale con sede a Solbiate Olona (VA), alle dipendenze del Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa (SACEUR).

L’Italia ne è la nazione guida e fornisce circa il 75% del personale. Il rimanente 25% è costituito da militari provenienti da altre dodici nazioni: Albania, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Slovenia, Spagna, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti e Ungheria per un totale di circa 400 uomini e donne.

In programma l’adesione di altre 4 nazioni – Canada, Lettonia, Lituania, e Romania, si apprende – che entreranno a far parte del Comando portando così a diciassette il numero dei paesi contributori.

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Fonte e foto: NRDC-ITA; Difesa

NATO: il JFC Brunssum, comandato del gen Farina dell’Esercito Italiano, celebra il 50° anniversario

Ieri, 31 maggio, in occasione del cinquantesimo anniversario della costituzione del NATO Joint Force Command in Brunssum (JFC Bs), il personale della base e la comunità locale si sono uniti per celebrare insieme l’evento, fa sapere un comunicato stampa odierno dell’Esercito Italiano, da cui proviene il COM JFC Bs, gen Salvatore Farina.

Alla cerimonia, presenziata dal re dei Paesi Bassi, Sua Maestà Willem-Alexander, hanno partecipato altre alte autorità, tra cui il vicesegretario generale della NATO, signora Rose Gottemoeller, il Ministro olandese della Difesa, signora Jeanine Hennis-Plasschaert, il Supreme Allied Commander Europe (SACEUR), generale Curtis M. Scaparrotti, il governatore del Limburgo, Theo Bovens, il sindaco di Brunssum, Luc Winants e il comandante di JFC Brunssum, generale Salvatore Farina.

La ricorrenza è stata celebrata con alcune importanti attività che si sono svolte nel corso dell’intera giornata.

Dalle più formali, come l’inaugurazione della nuova ala del Comando NATO e di un monumento dedicato al Cinquantesimo, oltre a una parata militare, ai concerti delle bande musicali, le mostre e l’incontro tra i familiari.

Nei vari interventi che si sono succeduti, i relatori hanno voluto sottolineare, a fattor comune, la perfetta integrazione tra il comando NATO e la comunità locale, si apprende.

Il Ministro della Difesa dei Paesi Bassi, Jeanine Hennis-Plasschaert, ha sottolineato “come gli interessi di una nazione evoluta come l’Olanda, che beneficia di un clima di stabilità e ordine, si sposino perfettamente con la missione dell’Alleanza che, oltre a proteggere da eventuali aggressioni, promuove e preserva la pace nel mondo”.

Il vicesegretario Gottemoeller si è soffermata su “quanto sia importante il ruolo del JFC di Brunssum che, con i suoi impegni, tra cui la Nato Response Force (NRF), la missione in Afghanistan “Resolute Support” (RS) e la enhanced Forward Presence (eFP), ha dimostrato di sapersi adattare perfettamente alle nuove sfide dell’Alleanza”.

Il SACEUR gen Curtis M. Scaparrotti ha evidenziato “come questa ricorrenza non rappresenti solo un evento accaduto 50 anni fa, bensì una celebrazione di 50 anni di amicizia, supporto e comunità, una storia condivisa di cui essere fieri”.

Sia il gen Farina – che dal marzo del 2016 è il primo italiano al comando del JFC, sottolinea il comunicato dell’Esercito – sia il sindaco di Brunssum, Luc Winants, hanno voluto ricordare quanto sia importante la genuina, solida collaborazione che si è instaurata tra il personale della base, la popolazione e le sue istituzioni durante questo mezzo secolo di permanenza.

La presenza di un gruppo di veterani olandesi durante lo svolgimento degli eventi della giornata, culminate con la parata militare che li ha visti sfilare, ha reso evidente la continuità tra passato e presente come elemento fondante per il successo delle future sfide.

Il Comandante ha voluto inoltre sottolineare quanto il suo motto, coniato in una precedente occasione – “more toghether” – sia facilmente adattabile non soltanto all’approccio alla missione Nato, ma anche ai rapporti con la cittadinanza, auspicando un duraturo e sempre più forte e coeso “di più e insieme”.

Dal NATO JFC Bs, ricorda nel dettaglio il comunicato, dipendono:

RESOLUTE SUPPORT (RS) la missione “RS”, attiva in Afghanistan, alla quale le Forze Armate Italiane contribuiscono in maniera rilevante. Lo scopo della missione è di garantire la stabilità del Paese fornendo consulenza e assistenza alle forze di sicurezza afgane e alle istituzioni locali.

NATO RESPONSE FORCE (NRF) Il Comando di Brunssum ha la responsabilità di pianificare, preparare e gestire l’impiego della Forza di risposta rapida della Nato NRF in alternanza annuale con il Comando JFC di Napoli.

La NRF è la forza capace di reagire, se attivata dal Consiglio Atlantico, in tempi molto rapidi in risposta a vari tipi di crisi in tutto il mondo.

Nel 2016 la NRF ha visto incrementare la propria consistenza fino a 40.000 uomini e donne, e ha potuto contare per la prima volta sulla nuova componente a elevata prontezza, la VJTF (Very High Readiness Joint Task Force): queste misure sono state decise nell’ambito del “Readiness Action Plan” (RAP) concepito nel 2014.

ENHANCED FORWARD PRESENCE (eFP) L’eFP prevede il rafforzamento della presenza militare nella parte orientale del territorio dell’Alleanza, mediante lo schieramento di 4 Battle Group multinazionali, tre dei quali già schierati: a guida tedesca in Lituania, a guida statunitense in Polonia, a guida britannica in Estonia e, entro il mese di giugno, l’ultimo Battle Group, a guida canadese, si dislocherà in Lettonia.

Con quest’ultimo reparto, sarà completato il dispositivo dell’eFP, così come stabilito dagli Stati membri della Nato al Vertice di Varsavia del 2016, per far fronte alla crescente esigenza di sicurezza nella regione.

Al rafforzamento della presenza militare nella parte orientale dell’Alleanza, oltre ai Battle Group, contribuisce il network di otto NATO Force Integration Unit (NFIU) attive lungo il versante orientale dell’Alleanza nell’ambito delle misure di difesa collettiva previste nel “Readiness Action Plan” (RAP).

Fonte e foto: Esercito Italiano

Resolute Support, TAAC W: la visita del SACEUR gen Scaparrotti, ricevuto dal gen Mirra

20160602_RS TAAC W_visita SACEUR gen Scaparrotti_Herat (7)Il 2 giugno scorso, nella base di Camp Arena, a Herat, nell’Afghanistan occidentale, si è svolta la visita del generale Curtis M. Scaparrotti, Comandante supremo delle Forze Alleate in Europa (SACEUR), fa sapere il Train Advise Assist Command West (TAACW) attualmente su base brigata Pinerolo.

L’alto ufficiale della NATO, già comandante dell’ISAF Joint Command e vicecomandante delle Forze USA in Afghanistan nel 2011, è stato accolto dal generale Gianpaolo Mirra, COM TAACW e comandante del contingente militare italiano.

Dopo l’incontro con lo staff del Comando, teso ad approfondire i compiti assegnati al TAACW e l’analisi degli evidenti progressi nella generale situazione nell’area di responsabilità, il generale Scaparrotti ha avuto parole di apprezzamento per il lavoro svolto sino a oggi dal TAACW a favore delle Forze di Difesa e Sicurezza afgane (ANDSF).

Nell’occasione della ricorrenza del 2 giugno, ai militari italiani il generale statunitense ha formulato gli auguri per i 70 anni della Repubblica Italiana.

20160602_RS TAAC W_visita SACEUR gen Scaparrotti_Herat (4)Nell’ambito della missione NATO Resolute Support (RS), il TAACW svolge attività di addestramento e consulenza nei confronti ANDSF, responsabili della regione ovest dell’Afghanistan, con il duplice scopo di migliorare la loro capacità di gestione coordinata della sicurezza del territorio – comprese le attività di reclutamento e formazione del nuovo personale – e il consolidamento di una capacità logistica che consenta di saper alimentare e sostenere questa azione in modo autonomo, fa spaere il TAAC W nel suo comunicato stampa.

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Fonte e foto: RS TAAC W

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SAMSUNG CSC

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KFOR, visita del SACEUR gen Breedlove: “continuare a promuovere il dialogo” nel delicato contesto balcanico

20150904_KFOR_visita SACEUR gen Breedlovem (Ph Perna-De Nicola) (1)Il Supreme Allied Commander Europe (SACEUR), generale Philip Breedlove, si è recato in visita presso il quartier generale della missione NATO a Pristina e nelle basi operative della Kosovo Force (KFOR), fa sapere la stessa KFOR in un suo comunicato stampa datato 4 settembre.

Nel corso dell’incontro il generale Guglielmo Luigi Miglietta, comandante di KFOR (COMKFOR), e lo staff internazionale del comando di KFOR hanno presentato al generale Breedlove la situazione operativa corrente e delineato i progressi nella situazione di sicurezza in Kosovo.

Il generale Breedlove, da parte sua, ha rimarcato l’importanza di KFOR nel delicato e complesso contesto balcanico e il bisogno “di continuare a promuovere giorno dopo giorno il dialogo anche nella regione”.

20150904_KFOR_visita SACEUR gen Breedlovem (Ph Perna-De Nicola) (2)Nel corso di un incontro con i militari di KFOR il generale Breedlove rivolgendosi al generale Miglietta, da agosto alla guida della missione NATO, ha elogiato l’operato degli oltre 5.000 uomini e donne (di 31 differenti nazioni) che quotidianamente contribuiscono al processo di normalizzazione del Kosovo e dell’area balcanica.

Durante la sua visita il SACEUR, accompagnato dal COMKFOR, ha avuto l’occasione di incontrare gli ambasciatori del Quint di Francia, Germania, Italia, Regno Unito e degli Stati Uniti, oltre ai capi missione di UNMIK, OSCE, EU e del Fondo Monetario Internazionale.

Il SACEUR ha visitato infine il monastero ortodosso di Decani, dal 2004 parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, dove ha incontrato padre Sava, abate del monastero.

20150904_KFOR_visita SACEUR gen Breedlovem (Ph Perna-De Nicola) (3)La sicurezza del monastero di Decani è garantita dal contingente multinazionale di KFOR a guida italiana.

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Fonte e foto: KFOR

KFOR: il SACEUR, gen Breedlove, conferma impegno NATO in Kosovo anche per il futuro

20150219_KFOR_SACEUR gen Phil Breedlove_COMKFOR gen Francesco Paolo Figliuolo (3)Il Supreme Allied Commander Europe (SACEUR), generale Philip Breedlove, ha fatto visita al quartier generale della missione NATO in Kosovo (Kosovo Force, KFOR), a Pristina, lo scorso giovedì 19 febbraio; è stato accolto dal comandante di KFOR, il generale Francesco Paolo Figliuolo. All’incontro era presente anche il comandante del Joint Force Command di Napoli (JFCN), ammiraglio Mark Ferguson III.

Il massimo vertice militare dell’Alleanza Atlantica per l’Europa è stato aggiornato sull’attuale situazione socio-politica e sullo stato della sicurezza in Kosovo. In particolare, è stato sottolineato l’importante ruolo svolto da KFOR nel contribuire al mantenimento della pace e della stabilità nell’area.

20150219_KFOR_SACEUR gen Phil Breedlove_COMKFOR gen Francesco Paolo Figliuolo (4)Successivamente il generale Breedlove ha rivolto un indirizzo di saluto al contingente multinazionale, esprimendo parole di apprezzamento per l’eccellente operato profuso dai militari in questo complesso teatro di operazione che riveste un’importanza strategica nell’intero scacchiere balcanico.

Il SACEUR ha inoltre confermato l’impegno della NATO nella regione anche per il futuro, sottolineando come il ruolo stabilizzatore di KFOR rappresenti il prerequisito per la completa normalizzazione dell’area che deve avvenire attraverso il dialogo e la cooperazione tra le parti in causa.

Durante la visita il generale Breedlove, accompagnato dal generale Figliuolo, ha incontrato i principali rappresentanti delle organizzazioni internazionali operanti nell’area, tra cui il capo della European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX), il diplomatico italiano Gabriele Meucci, e i principali capi delle missioni diplomatiche accreditate in Kosovo, tra cui l’ambasciatore italiano Andreas Ferrarese.

20150219_KFOR_SACEUR gen Phil Breedlove_COMKFOR gen Francesco Paolo Figliuolo (2)Nel corso degli incontri, il SACEUR ha ribadito l’importanza della mutua cooperazione tra tutti gli attori presenti al fine di sviluppare, nell’ambito del comprehensive approach, la massima sinergia d’intenti tra istituzioni locali e comunità internazionale, per definire e implementare politiche di intervento volte allo sviluppo di tutti i settori strategici del paese.

La forza multinazionale NATO in Kosovo, alla guida del generale Figliuolo, conta circa 5.000 uomini e donne di 31 paesi e risulta, sulla base di recenti sondaggi indipendenti effettuati su un significativo campione di popolazione kosovara appartenente a tutte le etnie, sottolinea il comunicato stampa della stessa KFOR, l’organizzazione internazionale percepita quale più affidabile.

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Fonte e foto: KFOR

20150219_KFOR_ COM JTFN amm Mark Ferguson III_ SACEUR gen Phil Breedlove_COMKFOR gen Francesco Paolo Figliuolo (1)

NRDC-ITA: il comandante, gen Marchiò, incontra i media in un importante momento del percorso di trasformazione del comando in JTF

20150130_NRDC-ITA COM gen Riccardo Marchiò_media opportunity (4)Il comandante del NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA), generale Riccardo Marchiò, ha accolto, nella mattinata del 30 gennaio, per la prima volta dopo aver assunto il Comando, i rappresentanti dei media locali nella caserma Ugo Mara di Solbiate Olona, in provincia di Varese, per una prima media opportunity orientata a rinnovare i già ottimi rapporti di collaborazione e sviluppare nuove iniziative di comunicazione per far conoscere la realtà del comando NATO, che da anni ha instaurato un ottimo rapporto con il territorio che lo ospita.

20150130_NRDC-ITA Cmdr Gen Riccardo MarchiòIl generale Marchiò ha inteso incontrare i giornalisti in un momento particolarmente significativo per il Comando, che, dopo la validazione nazionale ottenuta lo scorso ottobre a Lecce con l’esercitazione Eagle Joker 14 (link articolo in calce), si trova ora impegnato in un percorso addestrativo che il prossimo mese di aprile si concluderà con la qualifica di Joint Task Force HQ (JTFHQ).

Dallo scorso 5 gennaio, infatti, il comando NRDC-ITA è impegnato nell’esercitazione Trident Jaguar 2015, momento finale prima della certificazione conclusiva da parte della NATO che validerà il Comando quale Joint Task Force.

Una volta 20150130_NRDC-ITA COM gen Riccardo Marchiò_media opportunity (2)certificato, il Comando entrerà in stand-by period, da luglio 2015 a giugno 2016, seguendo il turno di prontezza cui partecipano i comandi di alta prontezza operativa (High Readiness Forces, HRFs) che avranno acquisito la medesima capacità.

Paola Casoli il Blog ha intervistato il comandante, generale Marchiò:

In seguito alle recenti dichiarazioni del Supreme Allied Commander Europe (SACEUR), gen Philip M. Breedlove, relative a una postura della Nato più proactive proprio a partire dalle esercitazioni militari, come si colloca questa Trident Jaguar 2015 attualmente in corso in questo comando?

20150130_NRDC-ITA COM gen Riccardo Marchiò_media opportunity (3)È un evento esercitativo che è successivo alla decisione dell’Alleanza Atlantica di dotarsi di una capcità di comando e controllo in operazioni definite in gergo joint, cioè interforze, ovvero che abbracciano la partecipazione di più Forze Armate – quindi mi riferisco all’Esercito, alla Marina, all’Aeronautica – in aree di possibile crisi.

Per fare questo ovviamente è necessario migliorare o accrescere le capacità di comando, laddove inizialmente erano state create come capacità più orientate alle forze di terra.

20150130_NRDC-ITA COM gen Riccardo Marchiò_media opportunity (1)Questo è un comando che ha avuto la sua iniziale capacità fino al 2002, ma era essenzialmente un comando terrestre per comandare operazioni di terra.

Questa nuova postura della Nato vuole invece che questi comandi, che hanno una grande capacità di schieramento rapido, appunto, in ossequio al nome che ci siamo dati, possano invece controllare operazioni più complesse.

Ci sono evidenti esperienze già raccolte fino a oggi che hanno visto questa come una grande 20150130_NRDC-ITA_Ugo Mara Barracks_Trident Jaguar 15 (7)necessità. E vorrei aggiungere anche un fatto che secondo me è rilevante: non si tratta soltanto della capacità di controllare operazioni complesse sotto il profilo militare, ma è anche la capacità di interagire con tutte le altre componenti che sono presenti nelle aree di crisi e che si trovano a operare in linea integrata insieme alla parte militare. Che spesso è la più evidente e più ingombrante, ma che non è l’unico interprete nelle aree di crisi.

Ora noi ci troviamo nella fase più acuta di questa preparazione. Questa tenda, in cui abbiamo organizzato questo evento oggi [30 gennaio 2015, ndr] è stata in queste settimane teatro di 20150130_NRDC-ITA_Ugo Mara Barracks_Trident Jaguar 15 (3)uno sforzo di pianificazione che è stato realizzato da ufficiali, sia nazionali che non, delle varie componenti delle Forze Armate al fine di ipotizzare un intervento, ovviamente in una zona fittizia, che serve a noi come palestra per imparare a fare questo mestiere.

Questa attività terminerà con una fase conclusiva che si terrà in aprile. Quindi avremo la patente di comando operativo a tutti gli effetti e per circa un anno saremo in prontezza per eventuali problemi l’Alleanza dovesse trovarsi ad affrontare.

In questo particolare momento del percorso esercitativo, e dopo la visita del gen John W.Nicholson, comandante dell’Allied Land Command (LANDCOM) di Izmir – che avrà visto un comando cambiato, nell’ambito del suo processo di formazione e trasformazione, rispetto alla visita precedente del suo predecessore gen Hodges – che cosa ha trovato di mutato e qual è stato poi il giudizio nell’ambito di questa progressione dei vostri impegni e della vostra formazione?

20150130_NRDC-ITA_Ugo Mara Barracks_Trident Jaguar 15 (1)La visita del gen Nicholson si è conclusa pochissimi giorni fa (link articolo in calce). Il generale Nicholson ha la possibilità di raccogliere le esperienze e i commenti di tutti i comandi che come questo si stanno cimentando in questo processo di trasformazione, ha la capacità di trasferire le notizie e le informazioni che possono essere di nostra utilità.

Ha trovato una situazione non tanto cambiata ma accresciuta, perchè è un processo naturale: più si prosegue su una strada più si acquisiscono competenza ed esperienza.

20150130_NRDC-ITA_Ugo Mara Barracks_Trident Jaguar 15 (4)E, come accennavo prima, c’è anche la componente esterna a questo comando, quella che noi chiamiamo in gergo augmentees, cioè quel personale che non fa stabilmente parte del comando, ma che in queste occasioni affluisce nella nostra base e concorre con noi a questo sforzo di pianificazione. Parlo sia di ufficiali nazionali che internazionali.

E in questo senso il gen Nicholson ovviamente ha trovato una situazione di perfetta armonia con quelle che sono le aspettative dell’Alleanza nel rispetto del conseguimento dei suoi obiettivi.

20150130_NRDC-ITA_Ugo Mara Barracks_Trident Jaguar 15 (9)Articoli correlati:

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Foto: proprie e PAO NRDC-ITA

KFOR Kosovo, visita del SACEUR gen Breedlove: “continuare a promuovere il dialogo nella regione”

Il Supreme Allied Commander Europe (SACEUR), generale Philip Breedlove, si è recato ieri presso il quartier generale della missione NATO a Pristina e le basi operative della Kosovo Force (KFOR), fa sapere la stessa KFOR.

Nel corso dell’incontro il generale Salvatore Farina, da settembre a capo della missione NATO, e lo staff internazionale del comando hanno presentato al generale Breedlove la situazione operativa corrente e delineato i passi avanti nella situazione di sicurezza in Kosovo.

Il generale Breedlove, da parte sua, ha rimarcato l’importanza di KFOR nel delicato e complesso contesto balcanico e il bisogno “di continuare a promuovere giorno dopo giorno il dialogo anche nella regione”.

“Il Kosovo rappresenta una storia di successo che fa progressi di giorno in giorno – ha affermato il generale Breedlove durante una conferenza stampa e, rivolgendosi al generale Farina, ha elogiato la leadership italiana della missione per i risultati conseguiti nel processo di normalizzazione del Kosovo.

Durante la sua visita il generale Breedlove, accompagnato dal COMKFOR gen Farina, ha avuto l’occasione di incontrare gli ambasciatori di Francia, Germania, Italia, Regno Unito e degli Stati Uniti e i capi missione di UNMIK, OSCE, EULEX ed EU.

Infine il SACEUR ha ispezionato il campo militare di Novo Selo, di particolare importanza nella rimodulazione delle unità di KFOR nel nord del Kosovo nell’ottica di uno strumento piu sicuro e flessibile.

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Fonte e foto: KFOR PAO

NRDC-ITA, il comandante del LANDCOM turco, gen Hodges, in visita a Solbiate Olona parla di trasformazione della NATO Force Structure e di Collective Defence, con uno sguardo all’Est Europa

È  al vertice di uno dei  sei comandi dell’Alleanza Atlantica rimasti dopo la riduzione decisa al summit NATO di Lisbona del 2010, quando il NATO Strategic Concept impose alla NATO Command Structure un taglio agli 11 headquarters presenti allora.

Il generale statunitense Frederick B.Hodges è il comandante di una struttura che si avvale del contributo di 350 uomini provenienti da 23 diverse nazioni: l’Allied Land Command (LANDCOM) turco di Izmir, nato il 1° dicembre 2012 per sostituire il Forces Command tedesco di Heidelberg e il Forces Command spagnolo di Madrid, entrambi disattivati all’inizio del 2013, quale parte del progetto di riforma della struttura atlantica.

Il LANDCOM si occupa dell’interoperabilità delle forze di terra dell’Alleanza, ne cura le certificazioni e le esercitazioni in un’ottica di aggiornamento continuo. È un comando dispiegabile per far fronte anche alla più imprevista delle emergenze in seno all’Alleanza, promuove lo sviluppo della dottrina e rappresenta il link tra la NATO Command Structure e la NATO Force Structure.

La sua attenzione si focalizza prioritariamente sul personale, da addestrare e formare per ottenerne il meglio ma anche da tutelare e preservare come elemento prezioso. Sia che si tratti di ufficiali che di sottufficiali, sottolinea il generale Hodges. “For the Soldier”, c’è scritto infatti sul suo biglietto da visita.

Del resto, spiega lui stesso, tra “le priorità indicate dal SACEUR (Supreme Allied Command Europe), generale Philip M.Breedlove, oltre alla transition di ISAF e alla trasformazione da una deployed  a una contingency posture, dopo la cura delle relazioni costruite in Iraq e Afghanistan, è importante aprire le porte a ufficiali e sottufficiali more talented, più dotati”. Con una preferenza per l’incremento dei sottufficiali, sottolinea il comandante statunitense.

Nel suo staff a Izmir, fa sapere, ci sono sia ufficiali che sottufficiali italiani, “l’Italia è stata la prima delle 23 nazioni del comando a soddisfare le richieste di personale altamente qualificato”. Per questo si dice entusiasta e fiducioso del ruolo dell’Italia nell’ambito atlantico e del suo livello di contribuzione.

Quando è arrivato a Solbiate Olona, mercoledì 30 aprile scorso, per una visita al comando del NATO Rapid Deploybale Corps-Italy (NRDC-ITA), che ha sede nella caserma Ugo Mara, il comandante aveva già visto il giorno precedente il NATO Defence College e il NATO Modelling & Simulation Centre of Excellence, a Roma. Due centri “eccellenti”, come ha confermato lui stesso, di cui l’Italia è host nation.

Il suo viaggio sarebbe poi proseguito, dopo NRDC-ITA, con la visita dello US Army Africa (USARAF), della 173rd Airborne Brigade e della Carabinieri Stabilisation Police CoE (COESPU) a Vicenza, “una serie di sedi, attività e persone tutte con base in Italia e tutte molto importanti per la NATO”.

NRDC-ITA sta attualmente seguendo un processo di riorganizzazione in Joint Task Force Headquarters, JTFHQ,  che lo renderà ancora più flessibile e versatile, questa volta in senso completamente interforze.

Il generale Hodges ha espresso soddisfazione per i progressi in questa direzione, anche in vista della certificazione NATO prevista per il mese di aprile 2015.

Alla domanda se tale processo di riorganizzazione generale, in cui appunto anche NRDC-ITA rientra, non tolga energie all’intera struttura atlantica in un momento critico quale quello attuale, con riferimento ai disordini nella regione del Mar Nero, il comandante statunitense ha assicurato il contrario, confermando che proprio questo processo di trasformazione aumenta l’elasticità dei comandi e della struttura.

Infine, alla nostra richiesta di definire le intenzioni della NATO in risposta alla crisi in Ucraina, il generale Hodges ha ribadito l’impegno dell’Alleanza in merito alla Difesa collettiva degli stati membri. Le esercitazioni in atto nell’area, in cui gli Stati Uniti stanno impiegando forze in un training collettivo in area, servono proprio ad aumentare l’efficacia dell’addestramento.

“Continuiamo a tenere alta l’attenzione sulla regione”, ha garantito il comandante di Izmir, che ha fatto riferimento alla rapidità di dispiegamento dei russi e all’impegno statunitense in termini di dispiegamento a scopo addestrativo, nella speranza che anche “altri paesi NATO facciano altrettanto scegliendo di unirsi a queste esercitazioni”.

Ecco il testo integrale (in italiano) dell’intervista al generale Hodges, registrata lo scorso 30 aprile a NRDC-ITA:

La NATO è soddisfatta del processo di trasformazione in corso della NATO Force Structure in Joint task Force HQs in atto presso NRDC-ITA?

Siamo assolutamente soddisfatti della direzione e dei progressi che NRDC-ITA sta facendo, è qualcosa di completamente nuovo. Quello che l’Alleanza al Summit di Lisbona ha deciso [il processo di riduzione, ndr] e le 28 nazioni hanno accettato è una riduzione in termini di personale negli HQs, in modo da essere più convenienti. Si trattava di essere preparati a un nuovo periodo, una volta che si sarebbe conclusa la missione ISAF una parte critica della decisione riguardava la riduzione e la necessità che quattro dei nove HQs della NATO Force Structure fossero in grado di divenire joint task force con responsabilità interforze. NRDC-ITA era uno di questi quattro.

La NATO sta ancora apprendendo ciò che questo comporta, Shape (Supreme Allied Command Europe), che è a Mons ed è il nostro comando superiore, è responsabile della certificazione, ma la host nation è chiamata a dare le risorse.

So che l’Aeronautica e la Marina sono parte di questo impegno. Il fatto stesso che il Capo di stato maggiore sia qui oggi [l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli era presente nella struttura, ndr], è ulteriore supporto all’impegno a dimostrazione che l’investimento non è solo in termini di euro ma anche di personale appropriato a cui affidare incarichi.

Perciò penso che NRDC-ITA sia sulla strada giusta e sono sicuro che ad aprile 2015 otterrà la certificazione per essere una joint task force.

Questo processo di trasformazione sta intaccando la flessibilità della NATO in termini di capacità di risposta alle crisi, quale quella che abbiamo visto di recente nell’area del Mar Nero?

Penso che lo sviluppo di NRDC-ITA in Joint Task Force dia all’Alleanza più flessibilità, in quanto otteniamo un comando in grado di gestire operazioni di terra interforze, small joint operations, in un’area in cui le abilità sviluppate saranno utili per qualsiasi operazione si sia chiamati a fronteggiare.

In questo senso dà assolutamente maggior flessibilità. La strada è quella di percorrere l’addestramento giustamente stabilito dal generale Battisti [generale Giorgio Battisti, comandante di NRDC-ITA, ndr].

Un’ultima domanda in relazione alla regione del Mar Nero nell’Est Europa. Gli Stati Uniti stanno inviando più truppe per aumentare le condizioni di sicurezza nell’area gravemente minacciate dai disordini recenti, ci sono in programma azioni simili da parte della NATO nell’area in questione?

Mi lasci dire un paio di cose. Prima di tutto, richiamiamo l’articolo 5, la Difesa collettiva, che è il motivo per cui è stata creata la NATO. Tutte e venti le nazioni della NATO possono essere assolutamente sicure che l’Alleanza vuole proteggerle nei loro territori. Dalla Norvegia, agli stati Baltici, alla Polonia fino alla Turchia e attraverso il resto dell’Alleanza ciò è sicuramente quello che faremo.

Come avrà sentito i leader politici, così come il SACEUR, gen Breedlove, hanno parlato di rispetto di confini, di una società stabile. È ciò che assolutamente vogliamo vedere.

Ma la nostra prima priorità è assicurare a tutti gli alleati che risponderemo, che faremo fronte ai nostri obblighi. Perciò, quando vede personale dell’Esercito americano venire dispiegato da Vicenza in Polonia, Estonia, Lettonia, Lituania per partecipare a esercitazioni in quelle nazioni, ciò che gli Stati Uniti sperano è che altre nazioni sosterranno la causa e raggiungeranno quelle esercitazioni a dimostrazione di quel sostegno e aiuto all’Alleanza per cui la NATO ha assunto il proprio impegno.

Al momento questo impegno statunitense è bilaterale, ma so che anche I britannici stanno inviando una compagnia in Estonia per unirsi alle esercitazioni e spero che altri paesi NATO facciano altrettanto unendosi al training in corso.

Al primo posto dunque il perfezionamento dell’efficacia e la rassicurazione ai paesi alleati.

Secondo, stiamo prestando ovviamente molta attenzione a ciò che i Russi stanno facendo e a come operano. Questa è francamente un’ottima occasione per  imparare. I Russi hanno dimostrato abilità e velocità di dispiegamento.

Stiamo tenendo d’occhio la situazione in modo da capovolgerla utilmente in questo senso, allo stesso modo continuiamo a renderci conto di ciò che essi fanno e determinare il nostro impiego.

Il nostro addestramento ci assicura che continueremo a far fronte a qualsiasi competenza la Russia potrà mostrare all’Alleanza.

Queste le misure aggiuntive che la NATO sta ponendo in essere per la sicurezza degli alleati orientali, a compimento degli impegni di Difesa collettiva (fonte LANDCOM):

Air: aumento della presenza con più voli AWACS, aumento di missioni e training Baltic Air Policing;

Sea: assetti navali (Standing NATO Mine Countermeasures Groups 1 & 2) nel Mar Baltico e nel Mediterraneo orientale;

la NATO condurrà anche sortite di pattugliamento marittimo ai confini orientali per incrementare la situational awareness;

Terra: incremento di capacità di pianificazione, addestramento e condotta di esercitazioni e promozione dell’interoperabilità nei territori orientali dell’Alleanza. Sono sotto esame i piani di difesa. Intanto si pensa a un adattamento alla situazione attuale dei piani di esercitazione.