Set 23, 2011
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I mostri della Repubblica. Il Quirinale

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By Cybergeppetto

Dopo il Consiglio Supremo di Difesa e il CNEL, continuiamo nell’esame degli organismi che, inutili o dannosi, sono a buon diritto i mostri della Repubblica.

Mostri perché costano e non rendono o, peggio, mostri perché distorcono le loro funzioni per la conservazione dell’oligarchia di potere alla quale appartengono.

Forse non è a tutti noto che il governo italiano non può presentare un decreto legge o una legge se non è firmato dal Presidente della Repubblica. L’assemblea costituente di Togliatti, Scalfaro e Andreotti, tanto per citare, fior da fiore, i gentiluomini da cui fu costituita, attribuì al Presidente della Repubblica il controllo di costituzionalità sugli atti del governo.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: ogni volta che il governo vuol fare qualcosa che è urgente, lo deve negoziare con i parrucconi del colle più alto di Roma, che pur devono giustificare la loro esistenza. Quando il processo che porta alla definizione di un decreto legge finisce, il problema è già risolto dallo scorrere inarrestabile del tempo.

Nel caso della recente crisi finanziaria, il decreto legge che doveva rispondere alla crisi fu oggetto di lunghe concertazioni tra i due organi e, allorquando fu emanato, sarebbe stato approvato in un mese, mentre si può sicuramente valutare in un mese e mezzo il tempo di risposta complessivo del sistema alla crisi. Forse un pò di scartavetro sulle sue ruggini sarebbe necessario.

Il problema non è solo di tempo, la cosa divertente è che si controlla la costituzionalità di una cosa che poi verrà modificata, se non sconvolta, da parte del Parlamento e che poi il primo giudice che lo vorrà, potrà inviare il tutto alla Corte Costituzionale, che si occupa anch’essa di verificare il rispetto delle norme costituzionali da parte della legge.

E’ un vizio antico, quello di far fare le cose due o più volte, tanto per sprecare tempo e tenere in piedi il potere di ricatto che ogni azzeccagarbugli detiene in qualsivoglia complesso.

Un Presidente della Repubblica con i poteri che ha il nostro è uno scherzo della Scienza dell’Organizzazione di cui in altri Paesi fanno volentieri a meno.

Per svolgere tutto questo lavoro  – che, se va bene, è inutile, se va male, è dannoso – il Presidente della Repubblica ha uno staff di buona numerosità, elegante e titolato, di sicura ortodossia, reclutata in quella cultura che ha occupato militarmente l’amministrazione dello Stato, l’informazione, l’editoria e tanto altro ancora.

Deve essere, inoltre, molto bello poter godere della irresponsabilità dei propri atti, soprattutto quelli conseguenti alla ormai famosa “moral suasion” di cui tanto si parla sui media.

Sono conscio di essere una voce critica isolata e ininfluente, ma che almeno sviluppa le proprie argomentazioni in maniera palese; non è ben chiaro se tutti quelli che lodano in pubblico l’ufficio sul colle più alto di Roma ne siano realmente entusiasti in privato.

Cybergeppetto

p.s. In un recente convegno sulla Scienza dell’Organizzazione, a margine dei lavori per la ricerca di nuovi e più efficienti sistemi gestionali, in una pausa dei lavori, i delegati hanno eletto il sistema politico italiano come il più divertente al mondo in tema di responsabilità. Finita la ricreazione sono tornati al lavoro.

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Foto: Adnkronos

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Inchiostro antipatico