Set 24, 2011
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Il Magistero di Umberto Eco diventa pontificio

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By Cybergeppetto

L’avanzata inarrestabile dell’intellighenzia post comunista lambisce l’ultimo baluardo della Cristianità. Umberto Eco bombarda il soglio pontificio con ripetute salve di filosofica autorevolezza. Il nostro eroe, intervistato da un giornalista del quotidiano tedesco Berliner Zeitung, ha rilasciato delle dichiarazioni terribili sul povero Papa Benedetto, che vi trascrivo:

“Non credo che Ratzinger sia un grande filosofo, né un grande teologo, anche se generalmente viene rappresentato come tale … Le sue polemiche, la sua lotta contro il relativismo sono, a mio avviso, semplicemente molto grossolane … nemmeno uno studente della scuola dell’obbligo le formulerebbe come lui. La sua formazione filosofica è estremamente debole … In sei mesi potrei organizzarle un seminario sul tema. E può starne certo: alla fine presenterei almeno 20 posizioni filosofiche differenti sul relativismo … Metterle tutte insieme come fa papa Benedetto, come se ci fosse una posizione unitaria è, per me, estremamente naif”.

Chi porterà avanti la Chiesa Pellegrina verso il sol dell’avvenire? Non può essere certo un vecchio Papa che spaccia polemiche grossolane! La sedia gestatoria del successore di Cristo inizia a scricchiolare…

La soluzione è semplice, basta eleggere Umberto Eco quale successore di Pietro, già lo vedo il Cardinale che annuncia il risultato del conclave :”Habemus Papam! Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum Humbertum, Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem ECO, qui sibi nomen imposuit Philosophum Primum!”.

Eco, sorridente e con il Triregno in testa, si affaccerebbe al famoso balcone benedicendo la folla progressista con un beneaugurante :”Il relativismo sia con voi!”.

Gli “zampolit”, i tanti commissari politici all’amatriciana dell’ex socialismo reale, esulterebbero all’idea dell’inizio di una nuova era, un’era in cui gli animi più nobili del progressimo relativista potrebbero imprimere a un Vaticano asfittico e invecchiato un’accelerazione in senso pastorale progressista. La città leonina sarebbe meglio di Sesto San Giovanni…

Rosi Bindi, ad esempio, subito in estasi mistica sul sagrato, inizierebbe a levitare ad una quota di tangenza di un metro e mezzo, forse due.

Massimo D’alema, vestito di nero in un sobrio clergyman, si porrebbe in compunta attesa della nomina a Generale dei Gesuiti.

Matteo Renzi col saio da San Francesco si presenterebbe alla Borsa di Milano per scacciare a bastonate i mercanti del tempio laico come fece Nostro Signore.

Carlo De Benedetti, col rosario in mano, verrebbe subito ricevuto dal neo Papa per assumere l’incarico di Amministratore Delegato dello IOR, la banca vaticana.

Romano Prodi, sorridente come quando faceva “fruttare” i nostri soldi all’IRI, assumerebbe l’incarico di Prefetto dell’ex Sant’Uffizio per scomunicare il Berlusca e le sue donnacce.

Bertinotti, vescovo della CGIL, diventerebbe pastore dei lavoratori mandando in soffitta quell’artigiano evasore di San Giuseppe.

Santoro, neo direttore della sala stampa vaticana reciterebbe il rosario in TV dopo i pasti.

Rinfrancati nel corpo e nello spirito dai disegni imperscrutabili della Divina Provvidenza, possiamo tornare ai nostri mestieri in attesa dei rintocchi delle campane progressiste.

Cybergeppetto.

p.s. Il papa Filosofo I, al secolo Umberto Eco, compirà il suo primo viaggio pastorale a Cuba per ricordare il contenuto rivoluzionario del messaggio di Cristo per i lavoratori.

La foto del Triregno è tratta da www.spoletonline.com

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Inchiostro antipatico