132^ brigata corazzata Ariete

TAAC-W, RS: aiuti a centri terapici e a giornalisti che danno voce ai deboli

Proseguono le attività di cooperazione civile e militare del contingente italiano di Resolute Support, attualmente su base 132^ Brigata corazzata Ariete al comando del generale di brigata Enrico Barduani, a sostegno della popolazione locale dell’Afghanistan.

I militari italiani del Train Advise Assist Command West (TAAC-W), incaricati prioritariamente di fornire addestramento, consulenza e assistenza alle istituzioni e alle Forze di Sicurezza locali, hanno effettuato nei giorni scorsi alcune importanti donazioni in favore di altrettante associazioni che si occupano delle fasce deboli della società afgana, fa sapere lo stesso TAAC-W con un comunicato stampa di oggi, 25 febbraio.

Una prima donazione, di apparecchiature e materiale tecnico, ha interessato l’ospedale per il recupero dalle tossicodipendenze di Guzarah, struttura realizzata nel 2013 con l’aiuto dell’allora PRT (Provincial Reconstruction Team) e diventata, oggi, grazie anche al costante supporto del contingente italiano, centro di riferimento terapico per l’intera provincia di Herat.

Una seconda donazione, di generi alimentari e beni di consumo, è stata effettuata in favore della “Pir – E – Herat Foundation”, ente che gestisce il Centro di Riabilitazione per disabili di Herat, una struttura che ospita e cura oltre 700 tra bambini, donne e uomini, abbandonati e senza assistenza.

Infine, un ulteriore intervento è stato compiuto a beneficio dell’associazione “Ramayat Media Center” di Herat, sodalizio che riunisce un gruppo di giornalisti che danno voce prevalentemente alle persone in difficoltà e alle realtà indifese della società afgana. In questo caso, si apprende, sono stati donati materiali tecnici e informatici per facilitare e sostenere lo svolgimento del loro lavoro.

Il generale Barduani, presente alle donazioni, ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto da tutte le associazioni beneficiarie dei progetti di assistenza del TAAC-W, rimarcando come, anche grazie al loro continuo impegno, le condizioni di vita nella società afgana siano in costante miglioramento.

“Tutte le attività, organizzate e condotte dal personale della Cooperazione civile e militare del TAAC-W, – precisa il comunicato del TAAC-Wsi inquadrano nell’ambito dei progetti di assistenza promossi dal contingente in termini di supporto alle istituzioni e alla società civile afgana, con particolare attenzione per le fasce più vulnerabili della società”.

Il TAAC-W, Comando NATO a guida italiana, in cui operano uomini e donne dell’Esercito Italiano, dell’Aeronautica Militare, della Marina Militare e dell’Arma dei Carabinieri, è responsabile nell’ambito dell’operazione Resolute Support della parte occidentale dell’Afghanistan, che comprende le province di Herat, Badghis, Farah e Ghor, per un’estensione territoriale pari all’intero Nord Italia e una popolazione di circa quattro milioni di abitanti.

È composto da militari di 8 nazioni (Albania, Ungheria, Lituania, Romania, Slovenia, Ucraina, Stati Uniti d’America, oltre all’Italia) che operano con l’obiettivo di contribuire all’addestramento, all’assistenza e alla consulenza in favore delle Istituzione e delle Forze di Sicurezza afgane, impegnate nella creazione di adeguate condizioni di sicurezza e prosperità per la popolazione locale, conclude il comunicato.

Fonte e foto: TAAC-W RS

TAAC-W, RS: in una shura con il 207° corpo d’armata afgano il punto di situazione con gli advisor

Nel quadro delle attività di addestramento, consulenza e assistenza in favore delle forze di sicurezza afghane, il Train Advise Assist Command West (TAAC-W), attualmente su base 132^ Brigata corazzata Ariete al comando del generale di brigata Enrico Barduani, ha ospitato la scorsa settimana, a Camp Arena a Herat, un importante incontro di aggiornamento sulla situazione operativa, si apprende da un comunicato stampa dello stesso TAAC-W.

Alla Shura, questo il nome dell’assemblea in lingua locale, hanno preso parte il Comandante, generale Fazil Mohammad Jumbesh, e lo staff del 207° Corpo d’Armata dell’Afghan National Army (ANA), unità dell’Esercito Afghano cui è rivolta l’attività di supporto da parte del TAAC-W, e gli advisor del contingente della missione Resolute Support.

L’ANA è attualmente impegnato nel difficoltoso processo di ricostituzione e, con il costante supporto delle forze della coalizione, sta acquisendo sempre maggiore funzionalità e capacità di autosostenersi, assicura il comunicato.

Il meeting è stato l’occasione per fare il punto di situazione sulle capacità operative, addestrative e logistiche del 207° Corpo d’armata e individuare eventuali criticità che possano essere affrontate con il sostegno del TAAC-W.

Oltre a tematiche di carattere generale, ogni componente dello staff ha inoltre potuto approfondire con il corrispettivo advisor aspetti legati alle diverse branche funzionali. Gli esiti di questo costruttivo confronto, spiega il comunicato stampa, permetteranno di adeguare il calendario delle future attività di Train Advise Assist e, quindi, di calibrare gli sforzi sulla base delle priorità emerse.

All’incontro era presente anche il generale Rohullah Khalil Oghlu, il Direttore dell’Operations Coordination Center (OCC-R) regionale di Herat, unità di coordinamento interforze che opera a livello regionale, provinciale e distrettuale, a testimonianza della sinergia esistente tra le forze di sicurezza afghane in questa delicata fase di transizione.

Il generale Barduani al termine della shura ha espresso soddisfazione per l’impegno e la determinazione dimostrati dalla controparte afghana nel conseguimento degli obiettivi prefissati e ha esortato lo staff del 207° a proseguire nel percorso verso l’autosufficienza.

Il TAAC-W, Comando NATO a guida italiana, in cui operano uomini e donne dell’Esercito Italiano, dell’Aeronautica Militare, della Marina Militare e dell’Arma dei Carabinieri, è responsabile nell’ambito dell’operazione Resolute Support della parte occidentale dell’Afghanistan, che comprende le province di Herat, Badghis, Farah e Ghor, per un’estensione territoriale pari all’intero Nord Italia e una popolazione di oltre tre milioni e mezzo di abitanti.

È composto da militari di 8 nazioni (Albania, Ungheria, Lituania, Romania, Slovenia, Ucraina, Stati Uniti d’America, oltre all’Italia) che operano con l’obiettivo di contribuire all’addestramento, all’assistenza e alla consulenza in favore delle istituzioni e delle Forze di Sicurezza Afghane, impegnate nella creazione di adeguate condizioni di sicurezza e prosperità per la popolazione locale, conclude il comunicato.

Fonte e foto: TAAC-W RS

TAAC-W, RS: il CIMIC del contingente italiano dona generi alimentari in provincia di Herat

Il contingente italiano, che nell’ambito della missione Resolute Support (RS) opera in Afghanistan e che attualmente è a guida 132^ Brigata corazzata Ariete, ha donato alle comunità di Guzarah e Injil, località della provincia di Herat, 550 Food kit contenenti generi alimentari di prima necessità (riso, farina, legumi, olio, zucchero, oltre a coperte) da destinare alle famiglie indigenti.

La consegna dei Food kit è avvenuta ieri, 9 gennaio, a Camp Arena, sede del Train Advise Assist Command West (TAAC-W) a Herat, alla presenza delle autorità locali dei due distretti e del Comandante del TAAC-W, Generale di Brigata Enrico Barduani. Lo ha reso noto lo stesso TAAC-W con un comunicato stampa di ieri, 9 gennaio.

L’attività, organizzata e condotta dal personale della Cooperazione civile e militare (CIMIC) del TAAC-W, si inquadra nell’ambito dei numerosi progetti di assistenza umanitaria promossi dall’Italia in favore della nazione afgana.

Il supporto alla popolazione, con particolare riferimento alle fasce più vulnerabili della società, è una delle attività che si affianca a quella principale di addestramento, consulenza e assistenza alle Forze di Sicurezza afgane, condotta dagli advisor italiani, per incrementare funzionalità e capacità di autosostenersi, ricorda il comunicato.

“Con questo piccolo contributo – ha affermato il Gen. Barduani – il contingente italiano vuole ulteriormente dimostrare la vicinanza e il sostegno alla popolazione afgana impegnata nel difficile percorso di normalizzazione e di crescita della propria società.”

Il TAAC-W è un Comando NATO a guida italiana in cui operano uomini e donne dell’Esercito Italiano, dell’Aeronautica Militare, della Marina Militare e dell’Arma dei Carabinieri.

Il TAAC-W è responsabile nell’ambito dell’operazione Resolute Support della parte occidentale dell’Afghanistan, che comprende le province di Herat, Badghis, Farah e Ghor, per un’estensione territoriale pari all’intero nord Italia e una popolazione di oltre tre milioni e mezzo di abitanti

È composto da militari di 8 nazioni (Albania, Ungheria, Lituania, Romania, Slovenia, Ucraina, Stati Uniti d’America, oltre all’Italia) che operano con l’obiettivo di contribuire all’addestramento, all’assistenza e alla consulenza in favore delle istituzioni e delle Forze di Sicurezza Afgane, impegnate nella creazione di adeguate condizioni di sicurezza e prosperità per la popolazione locale, conclude il comunicato.

Fonte e foto: TAAC-W RS

TAAC-W, RS: quattrodici militari afgani concludono il Mortar Course a Camp Arena

Il 3 gennaio scorso, a Camp Arena, sede del Train Advise Assist Command West (TAAC-W) di Herat, nell’Afghanistan occidentale, si è concluso il “Mortar Course”, importante attività formativa a favore dell’Afghan National Army (ANA), ha fatto sapere lo stesso TAAC-W con un comunicato stampa del 4 gennaio 2020.

L’addestramento, svolto nell’ambito della missione Resolute Support (RS), ha visto la partecipazione di quattordici militari, provenienti da Afghan National Civil Order Forces (ANCOF), Afghan Border Police (ABP) e Regional Military Training Center (RMTC).

Prosegue dunque l’impegno nell’addestramento delle forze di sicurezza afgane da parte del contingente italiano nell’ambito della missione in Afghanistan Resolute Support, attualmente a guida 132^ Brigata corazzata Ariete.

Il corso, organizzato e condotto dagli istruttori del Military Advisory Team (M.A.T.) e del Security Force Assistance Battalion (SFAB), ha consentito ai partecipanti di approfondire e affinare le loro conoscenze, teoriche e pratiche, su modalità e procedure d’impiego dei mortai.

In particolare, si legge dal comunicato, i frequentatori hanno acquisito familiarità con la lettura e l’individuazione dei punti sulle carte topografiche, appreso le tecniche per l’effettuazione e l’aggiustamento del tiro e imparato le norme per il mantenimento in efficienza dei pezzi.

Sviluppato nell’arco di dieci giorni, il Mortar Course rientra nell’ambito della formazione specialistica di base offerta al personale dell’Afghan National Army (ANA).

Il Comandante del TAAC-W, Generale di Brigata Enrico Barduani, nel commentare l’obiettivo raggiunto, “ha voluto sottolineare l’impegno e la professionalità dimostrati dal personale afgano nel corso dell’addestramento, evidenziando l’ottimo livello di preparazione conseguita”, fa sapere il TAAC-W.

Alla cerimonia di consegna degli attestati era presente il responsabile dell’addestramento del 207° Corpo d’Armata afgano, Tenente Colonnello Assadullah, si apprende, che ha ringraziato il contingente del TAAC-W per il supporto addestrativo e l’assistenza forniti in questi anni alle istituzioni afgane.

Il TAAC-W, Comando NATO a guida italiana, è composto da militari di 8 nazioni (Albania, Ungheria, Lituania, Romania, Slovenia, Ucraina, Stati Uniti d’America, oltre all’Italia) che operano con l’obiettivo di contribuire all’addestramento, all’assistenza e alla consulenza in favore delle istituzioni e delle Forze di Sicurezza Afgane, impegnate nella creazione di adeguate condizioni di sicurezza e prosperità per la popolazione locale, conclude il comunicato.

Fonte e foto: TAAC-W, RS

Brigata Ariete: cambio comando per i Lancieri di Novara, via il col di Girolamo arriva il col Magistretti

“Dopo oltre due intensi anni di comando, il Colonnello Mario di Girolamo, 82° Comandante ha affidato la custodia del gloriosissimo Stendardo dei Lancieri di Novara, il più decorato dell’Arma di Cavalleria, al Colonnello Tommaso Magistretti, proveniente dalla sezione Politiche Sociali – Ufficio Affari Generali del V Reparto dello Stato Maggiore della Difesa in Roma”, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 29 novembre la 132^ Brigata corazzata Ariete.

Alla cerimonia militare, si apprende, erano presenti il Colonnello Giandomenico Petrocelli, vicecomandante della 132^ Brigata corazzata Ariete, grande unità dell’Esercito Italiano dalla quale il reggimento dipende, la professoressa Paola Del Din, Medaglia d’Oro al Valor Militare, il dott Fabio Marchetti, Sindaco della città di Codroipo, i rappresentanti dei comuni di Sedegliano e Bertiolo, le associazioni combattentistiche e d’arma, nonché numerose autorità civili e religiose.

I “Bianchi Lancieri”, nel periodo trascorso alla guida del Colonnello di Girolamo, sono stati impegnati in molteplici e delicatissime attività operative e addestrative, sia in ambito nazione sia in quello internazionale.

In particolare, nel periodo dicembre 2017 – giugno 2018, nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure in Val Susa, uomini e donne dal “Bavero Bianco” si sono magistralmente destreggiati su due fronti, fa sapere la Brigata: il cantiere TAV della “Maddalena” dove, congiuntamente alle forze di polizia, hanno contribuito a garantire il regolare svolgimento dei lavori nonché a impedire eventuali aggressioni alle maestranze e danneggiamenti a mezzi e materiali presenti al suo interno; l’area esterna al campo nomadi di via Germagnano a Torino, dove, in concorso con le Forze di Polizia, è stato affidato il compito di garantire la massima sicurezza dell’area sorvegliandola mediante il pattugliamento e la perlustrazione, il controllo dei frequentatori e la prevenzione di insediamenti non autorizzati.

“Pochi mesi dopo il rientro dalla Val Susa, – prosegue il comunicato – oltre 200 militari del reggimento codroipese vengono destinati, sempre nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, nella difficoltosa piazza capitolina dove, durante i sei mesi di mandato hanno contribuito, in supporto alle Forze di Polizia, a garantire la sicurezza di decine di siti sensibili dislocati nella capitale, tra i quali spiccano il Colosseo, il Vaticano, alcuni luoghi di culto ebraici e diversi importanti nodi ferroviari”.

I risultati conseguiti sono di tutto rispetto: più di 40 persone sono state poste in stato di fermo, sono stati effettuati oltre 20 arresti, identificati una sessantina di individui, rinvenuti diversi quantitativi di sostanze stupefacenti e, grazie all’addestramento continuo che il personale effettua quotidianamente, sono stati effettuati oltre 150 soccorsi a terzi tramite le tecniche di Basic Life Support o di primo soccorso.

L’alta professionalità dimostrata da tutto il personale del reggimento è stata ampiamente apprezzata sia dalle massime autorità dell’Esercito e della Difesa, sia dalla popolazione capitolina, che, a più riprese, hanno elogiato l’operato di uomini e donne dei “Bianchi Baveri” per l’ottima condotta e l’assetto formale tenuti in ogni occasione.

La conferma degli elevati standard qualitativi dimostrati e del tratto distintivo dei “Bianchi Lancieri”, degni eredi dello stile e delle tradizioni di cavalleria, è stata data anche da Sua Santità Francesco, ricorda il comunicato, che, durante un’udienza generale, incontrando una rappresentanza di uomini e donne del reggimento, li ha personalmente ringraziati, esprimendo parole di apprezzamento per il contributo dato alla sicurezza della città santa.

L’82° Comandante dei Lancieri di Novara, nel suo indirizzo di saluto, dove ha ripercorso le tappe fondamentali dei suoi due anni di comando, ha voluto ringraziare tutti per l’eccellente lavoro svolto e per l’eccellente professionalità dimostrata in ogni occasione: “Ho cercato di porre al centro della mia azione di comando la persona, l’uomo e la donna in uniforme, il cittadino e la comunità di Codroipo che vive ormai in simbiosi perfetta con i Bianchi Lancieri”.

Specificando poi che “nasce proprio da questo credere e da questo sentire, la mia ferrea volontà nella responsabilizzazione del singolo soldato quale professionista eccelso in settori specifici, nonché la volontà di aprire sempre di più le porte del nostro splendido reggimento sia alla comunità friulana, che è parte integrante del nostro vivere quotidiano, sia ai nostri figli e alle nostre compagne e compagni di vita.”

Al termine dell’emozionante discorso, il passaggio dello Stendardo dalle mani del Comandante uscente a quello subentrante, ha formalmente sancito l’inizio del mandato del Colonnello Magistretti quale 83° Comandante dei Lancieri di Novara, conclude il comunicato.

Fonte e foto: Brigata Ariete

La Brigata Ariete in Polonia per la Dragon 19. Problemi ferroviari in real life occasione di ulteriore addestramento

La 132^ Brigata corazzata Ariete ha preso parte in questi giorni all’esercitazione interforze e multinazionale “Dragon 19”, organizzata dalle Forze Armate polacche, ha fatto sapere con un comunicato stampa di ieri, 20 giugno, la stessa Brigata.

Si è trattato, si apprende, di un’attività che ha visto coinvolti circa 18.000 militari provenienti da 12 Paesi NATO — Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Germania, Italia, Norvegia, Romania, Regno Unito, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti e, appunto, Polonia – con oltre 1.500 mezzi da combattimento terrestri, aerei e navali, impegnati contemporaneamente in quattro aree addestrative terrestri, distanti tra loro centinaia di chilometri, e in un poligono navale.

Per la Brigata Ariete erano schierati una compagnia Carri del 32° reggimento, una batteria semovente del 132° reggimento, assetti del reggimento Logistico Ariete e enabler provenienti dal 7° reggimento Trasmissioni, dal 7° reggimento NBC e dal 121° reggimento Artiglieria Contraerei.

“Alcuni problemi nel trasporto ferroviario dei 7 semoventi PzH del 132° reggimento Artiglieria  hanno imposto il trasferimento via strada – scrive la Brigata – con complessi traino della Brigata Ariete e dell’8° reggimento Casilina: un movimento pianificato e organizzato in sole 48 ore ed eseguito in meno di 50 ore, che si è rivelato un’ottima occasione di addestramento nel trasporto strategico, nonché una prova della capacità di coordinamento e collaborazione tra Enti di differenti aree d’impiego (il Comando della Brigata Ariete e Ufficio MOTRA del Comando Logistico), permettendo di rendere disponibili per tempo tutte le piattaforme da combattimento necessarie alla condotta delle attività”.

L’esercitazione, il cui tema era la condotta di una Small Joint Operation nell’ambito di una campagna difensiva condotta dalla NATO a seguito dell’applicazione dell’articolo 5 del Trattato dell’Alleanza, aveva una pluralità di scopi, tra cui la valutazione delle capacità dell’11^ Divisione corazzata polacca a gestire e condurre operazioni difensive ricevendo assetti di altri Paesi NATO, la validazione della 21^ Brigata polacca ad alta prontezza operativa per il prossimo anno (VJTF Brigade 2020) e della Task Force multinazionale per la difesa NBC (Combined Joint CBRN Defence Task Force a framework polacco), l’incremento della interoperabilità tra le Forze Armate Alleate e la capacità di condurre il supporto di fuoco integrato alla manovra.

Le unità dell’Ariete hanno preso parte a tutte le attività esercitative, da quelle di posto comando (CPX/CAX) a quelle a fuoco (LIVEX), con la compagnia carri del 32° reggimento e la batteria del 132° inquadrate nella 10^ Brigata corazzata polacca, la batteria del 121° reggimento inserita nella 21^ Brigata polacca e la compagnia del 7° reggimento NBC alle dipendenze del 4° reggimento CBRN polacco, fa sapere il comunicato nel dettaglio.

“A tal proposito è particolarmente significativo il fatto che, con la Dragon 19, dopo molti anni l’Ariete sia riuscita a portare a fuoco, fuori dai confini nazionali, un gruppo tattico corazzato, in linea con la direttiva del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito di rivalutare e potenziare la componente pesante di Forza Armata”, sottolinea la Brigata.

Le attività si sono svolte a ritmi frenetici, mettendo a dura prova anche le capacità di sostegno logistico delle diverse unità impiegate e disseminate a grandi distanze tra loro.

Il culmine delle attività a fuoco si è avuto il giorno 18 giugno, quando, alla presenza del Ministro della Difesa polacco, alle unità corazzate italiane è toccato il delicato compito di contrattaccare unità meccanizzate avversarie, dopo il frenaggio posto in essere da unità polacche e tedesche.

“Particolarmente apprezzate la capacità di fuoco e la precisione di tiro degli Ariete e dei PzH italiani, che hanno riscosso il plauso dalle autorità militari polacche e hanno destato notevole interesse nei media locali”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: 132^ Brigata corazzata Ariete

Brigata Ariete: il 132° rgt Carri ha ricordato il 77° anniversario dei fatti d’arme di Rughet El Atash

Il 132° reggimento Carri, unità inquadrata nella 132^ Brigata corazzata Ariete, ha ricordato il 30 maggio scorso, con una semplice ma significativa cerimonia militare svoltasi presso la caserma De Carli di Cordenons, il 77° Anniversario dei fatti d’arme di Rughet el Atash, accaduti in Africa Settentrionale il 27 maggio 1942, giornata da allora dichiarata ufficialmente ricorrenza per la celebrazione della festa di corpo del reparto. È la brigata Ariete a darne notizia con un comunicato stampa del 30 maggio.

Davanti alle compagnie del reggimento, schierate per l’occasione, e alle numerose autorità presenti – tra cui il Comandante della 132^ Brigata corazzata Ariete, Generale Enrico Barduani, il sindaco di Cordenons, Andrea Delle Vedove, l’assessore Danilo Signore, di Aviano, comuni dei quali il reggimento è orgogliosamente cittadino onorario, e i rappresentanti delle forze dell’ordine e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma – il Comandante del 132° reggimento carri, Colonnello Mauro Quarta, ha rievocato quel lontano 27 maggio 1942, richiamando, nel suo intervento, “le gesta e il valore di quei soldati che, per amor di patria e senso dell’onore, diedero tutto nelle sabbie assolate del Nord Africa. Coltivare e mantenere il loro ricordo deve essere ancora oggi un punto fermo, per ogni militare e ogni buon cittadino”.

Nei combattimenti di Rughet el Atash il 132° pagò un altissimo tributo in termini di vite umane: 34 i caduti tra i quali il caporal maggiore Giovanni Secchiaroli, Medaglia d’Oro al Valor Militare, al quale è intitolato l’VIII Battaglione Carri di oggi, e 49 i feriti, tra i quali lo stesso Comandante di reggimento di allora, Tenente Colonnello Enrico Maretti, decorato dell’Ordine Militare d’Italia.

A rendere particolarmente emozionante la giornata è stata anche la partecipazione alla cerimonia di Lilly Sartori, figlia di Gentile Sartori, pilota di carro M e decorato di Medaglia d’Argento al Valor Militare per l’eroismo dimostrato durante i fatti d’arme di Rughet el Atash e Bir Hacheim.

La celebrazione ha visto lo sfilamento lungo il piazzale della caserma dei carri Ariete C-1 appartenenti alla compagnia del 132° reggimento attualmente in prontezza operativa per l’esigenza JRRF (Joint Rapid Response Force), attività che vede coinvolto il reparto per l’intero 2019.

Il 132° reggimento Carri, fondamentale unità di manovra dell’Ariete, è al momento altresì impegnato con alcuni assetti in territorio nazionale nell’Operazione Strade Sicure e un’aliquota del reparto sarà prossimamente impiegata in Somalia nell’ambito della missione EUTM (European Union Training Mission), conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: 132^ Brigata corazzata Ariete

 

Brigata Ariete: avvicendamento al Reparto Comando e Supporti, il Ten Col Salatino cede il comando al collega Marra

Si è svolta questa mattina, 12 aprile, nella caserma Mittica di Pordenone la cerimonia di avvicendamento del Comandante del Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete, unità dipendente dalla 132^ Brigata corazzata Ariete, rende noto, con un comunicato stampa odierno, la stessa brigata.

Al Tenente Colonnello Luca Salatino è subentrato il parigrado Emanuel Marra, specialità bersagliere, proveniente dal Comando della 132^ Brigata corazzata Ariete.

“Il Tenente Colonnello Salatino aveva assunto il comando del reparto nel dicembre del 2017 e in questo periodo ha saldamente guidato l’unità nelle molteplici operazioni di supporto alla Brigata – si legge dal comunicato – prime tra tutte, le attività legate all’esigenza eNRF (enhanced NATO Response Force) che ha visto l’Ariete, per tutto il 2018, operare come unità terrestre a elevata prontezza operativa dell’Alleanza e che hanno comportato un ingente sforzo logistico e organizzativo”.

Proprio nel contesto eNRF, il reparto ha reso possibile il dispiegamento del Comando Brigata in Norvegia per la condotta dell’esercitazione Trident Juncture (link articoli correlati), la più importante attività addestrativa pianificata dall’Alleanza Atlantica negli ultimi vent’anni, con la partecipazione di quasi cinquantamila militari provenienti da trentuno diversi paesi.

Allo stesso tempo il reparto ha continuato ad assicurare assetti e aliquote di personale per attività operative in territorio nazionale come per l’Operazione Strade Sicure.

Molteplici, inoltre, sono state le attività logistiche e di coordinamento condotte per l’Ariete in occasione di grandi eventi organizzati dalla comunità locale, così come significativo il sostegno che l’unità ha assicurato a iniziative di solidarietà organizzate da diverse associazioni del pordenonese, si apprende, come la Nostra Famiglia, la Via di Natale e la Sorgente dei Sogni.

Nel salutare l’Ufficiale in partenza, il Comandante della Brigata Ariete, generale Enrico Barduani, ha ricordato come il reparto nel suo periodo di comando abbia dovuto far fronte a numerose e pressanti esigenze, alle quali comunque l’unità ha sempre risposto con prontezza ed efficacia. Successivamente, ha augurato al nuovo Comandante del Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete le migliori fortune in vista dei gravosi impegni che lo attendono nel prossimo futuro.

Il Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete è l’unità deputata ad assicurare il funzionamento del Comando della grande unità corazzata, sia in termini logistici che di comunicazione, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: Brigata Ariete

Brigata Ariete: conclusa la Dart Armoured in vista dell’impegnativa Trident Juncture 18 dell’autunno

Si è svolta nei giorni scorsi, nel poligono del Cellina Meduna, in Friuli, l’esercitazione “Dart Armoured”, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 10 luglio la 132^ brigata corazzata Ariete.

L’esercitazione – attività complessa pluriarma, a partiti contrapposti – è stata organizzata dal Comando della 132^ brigata corazzata Ariete per il mantenimento dello standard operativo degli assetti inseriti nel force package per la Very High Readiness Joint Task Force (VJTF) 2018.

Molteplici gli obiettivi addestrativi dell’esercitazione, si apprende, tra cui perfezionare le capacità concettuali, organizzative ed esecutive necessarie per l’impiego operativo del complesso pluriarma; testare ed eventualmente affinare le procedure tecnico-tattiche delle unità di manovra, focalizzando l’attenzione sulla gestione della terza dimensione e sul coordinamento tra le unità combat e combat support; e consolidare l’amalgama tra le unità costituenti il complesso.

All’esercitazione, che si è sviluppata attraverso la condotta di attività tattiche offensive e difensive, in un ipotetico scenario warfighting, hanno partecipato assetti dell’11° reggimento Bersaglieri, presente in qualità di primary training audience, del 187° reggimento Paracadutisti, del 32° e del 132° reggimento Carri, del 5° reggimento AVES RIGEL, nonché nuclei del 10° reggimento Genio Guastatori con capacità di bridging, del 41° reggimento SORAO e del 1° reggimento Artiglieria da montagna.

Numerosi i mezzi e i sistemi d’arma impiegati, tra cui 16 carri Ariete, dotati del simulatore di tiro BT46, 21 veicoli blindati VCC Dardo, 6 VTLM Lince, assetti ad ala rotante (2 elicotteri A 129 e 1 AB 205) e fissa (1 C130J), un Raven, un carro gittaponte e un carro soccorso.

Alle fasi salienti dell’attività, fa sapere il comunicato, hanno assistito il Comandante del NATO Rapid Deployable Corps Italy (NRDC ITA), generale di corpo d’armata Roberto Perretti, il Comandante della Divisione Friuli, generale di divisione Carlo Lamanna, e il Comandante della 132^ Brigata corazzata Ariete, generale di brigata Angelo Michele Ristuccia.

La “Dart Armoured” si colloca in continuità con un intenso percorso addestrativo, iniziato nel 2016 con l’esercitazione “Summer Tempest” e proseguito nel 2017 con le esercitazioni “Iron Armoured”, “Bright Armoured” e “Brilliant Ledger”, cui gli assetti facenti parte del pacchetto di forze per la VJTF 2018 sono stati sottoposti per essere in grado di esprimere elevate capacità d’intervento nelle operazioni full spectrum.

Capacità il cui mantenimento richiede notevole continuità, costante verifica della validità delle procedure, forte orientamento al risultato, sensibilità tattica e flessibilità in capo ai leader ai quali si richiede di sviluppare l’abilità di comprendere la complessità degli scenari e la consapevolezza delle capacità che un esercito moderno come il nostro mette loro a disposizione. “Molto il lavoro fatto – scrive la brigata Ariete nel comunicato – altrettanto quello da continuare a svolgere per essere sempre all’altezza delle aspettative”.

L’impegno nell’ambito della VJTF del force package a guida Ariete proseguirà in autunno con l’esercitazione “Trident Juncture 2018″, che si svolgerà in Norvegia e che “si preannuncia come la più impegnativa attività addestrativa dell’Alleanza Atlantica degli ultimi vent’anni, con la partecipazione di oltre quarantamila soldati provenienti da più di trenta nazioni, conclude il comunicato stampa.

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El Alamein: la brigata Ariete ricorda con uno degli ultimi reduci, il carrista Scandola

Michelangelo Scandola, carrista veronese classe 1921, uno degli ultimi reduci della battaglia di El Alamein ancora in vita, è stato ospite di un incontro con il personale militare della brigata Ariete svoltosi il 14 marzo nella Caserma Mittica di Pordenone, ha fatto sapere la stessa Brigata con un comunicato stampa di ieri, 15 marzo.

L’evento, si apprende, è stato organizzato nell’ambito degli appuntamenti didattici dedicati alla formazione e all’arricchimento culturale del personale ed è stato condotto dal Comandante dell’Ariete, il gen Angelo Michele Ristuccia.

Il Comandante, attraverso le testimonianze e i racconti di Scandola, ha ripercorso i momenti più significativi di quella “dolorosa pagina di storia militare, che vide l’Ariete, con i suoi uomini e i suoi carri armati, tra i più gloriosi protagonisti, spiega la brigata Ariete nel suo comunicato.

Tra gli episodi più drammatici riportati dal carrista sopravvissuto, l’affondamento del mercantile “Fabio Filzi”, su cui era imbarcato con altre centinaia di commilitoni per raggiungere l’Africa: in quell’occasione Scandola trascorse oltre dieci lunghe ore in mare, aggrappato a una tavola, in attesa di essere recuperato dai soccorsi.

Il reduce veronese ha poi ricordato il momento della distruzione del proprio carro M13 durante la battaglia finale di El Alamein ad opera di un carro Sherman, circostanza da cui uscì miracolosamente illeso a differenza, purtroppo, degli altri sfortunati componenti dell’equipaggio.

In occasione del recente 24° Raduno dell’Associazione Nazionale Carristi d’Italia, svoltosi a Pordenone lo scorso mese di ottobre, Michelangelo Scandola ha sfilato alla testa del corteo come ospite d’onore, si apprende dal comunicato stampa.

“La sua testimonianza su El Alamein – conclude la brigata Ariete – è stata raccolta da Eugenio Bevilacqua in un libro intitolato ‘A proposito del destino’, pubblicato nel 2013”.

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