132^ brigata corazzata Ariete

La Brigata Ariete in Polonia per la Dragon 19. Problemi ferroviari in real life occasione di ulteriore addestramento

La 132^ Brigata corazzata Ariete ha preso parte in questi giorni all’esercitazione interforze e multinazionale “Dragon 19”, organizzata dalle Forze Armate polacche, ha fatto sapere con un comunicato stampa di ieri, 20 giugno, la stessa Brigata.

Si è trattato, si apprende, di un’attività che ha visto coinvolti circa 18.000 militari provenienti da 12 Paesi NATO — Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Germania, Italia, Norvegia, Romania, Regno Unito, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti e, appunto, Polonia – con oltre 1.500 mezzi da combattimento terrestri, aerei e navali, impegnati contemporaneamente in quattro aree addestrative terrestri, distanti tra loro centinaia di chilometri, e in un poligono navale.

Per la Brigata Ariete erano schierati una compagnia Carri del 32° reggimento, una batteria semovente del 132° reggimento, assetti del reggimento Logistico Ariete e enabler provenienti dal 7° reggimento Trasmissioni, dal 7° reggimento NBC e dal 121° reggimento Artiglieria Contraerei.

“Alcuni problemi nel trasporto ferroviario dei 7 semoventi PzH del 132° reggimento Artiglieria  hanno imposto il trasferimento via strada – scrive la Brigata – con complessi traino della Brigata Ariete e dell’8° reggimento Casilina: un movimento pianificato e organizzato in sole 48 ore ed eseguito in meno di 50 ore, che si è rivelato un’ottima occasione di addestramento nel trasporto strategico, nonché una prova della capacità di coordinamento e collaborazione tra Enti di differenti aree d’impiego (il Comando della Brigata Ariete e Ufficio MOTRA del Comando Logistico), permettendo di rendere disponibili per tempo tutte le piattaforme da combattimento necessarie alla condotta delle attività”.

L’esercitazione, il cui tema era la condotta di una Small Joint Operation nell’ambito di una campagna difensiva condotta dalla NATO a seguito dell’applicazione dell’articolo 5 del Trattato dell’Alleanza, aveva una pluralità di scopi, tra cui la valutazione delle capacità dell’11^ Divisione corazzata polacca a gestire e condurre operazioni difensive ricevendo assetti di altri Paesi NATO, la validazione della 21^ Brigata polacca ad alta prontezza operativa per il prossimo anno (VJTF Brigade 2020) e della Task Force multinazionale per la difesa NBC (Combined Joint CBRN Defence Task Force a framework polacco), l’incremento della interoperabilità tra le Forze Armate Alleate e la capacità di condurre il supporto di fuoco integrato alla manovra.

Le unità dell’Ariete hanno preso parte a tutte le attività esercitative, da quelle di posto comando (CPX/CAX) a quelle a fuoco (LIVEX), con la compagnia carri del 32° reggimento e la batteria del 132° inquadrate nella 10^ Brigata corazzata polacca, la batteria del 121° reggimento inserita nella 21^ Brigata polacca e la compagnia del 7° reggimento NBC alle dipendenze del 4° reggimento CBRN polacco, fa sapere il comunicato nel dettaglio.

“A tal proposito è particolarmente significativo il fatto che, con la Dragon 19, dopo molti anni l’Ariete sia riuscita a portare a fuoco, fuori dai confini nazionali, un gruppo tattico corazzato, in linea con la direttiva del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito di rivalutare e potenziare la componente pesante di Forza Armata”, sottolinea la Brigata.

Le attività si sono svolte a ritmi frenetici, mettendo a dura prova anche le capacità di sostegno logistico delle diverse unità impiegate e disseminate a grandi distanze tra loro.

Il culmine delle attività a fuoco si è avuto il giorno 18 giugno, quando, alla presenza del Ministro della Difesa polacco, alle unità corazzate italiane è toccato il delicato compito di contrattaccare unità meccanizzate avversarie, dopo il frenaggio posto in essere da unità polacche e tedesche.

“Particolarmente apprezzate la capacità di fuoco e la precisione di tiro degli Ariete e dei PzH italiani, che hanno riscosso il plauso dalle autorità militari polacche e hanno destato notevole interesse nei media locali”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: 132^ Brigata corazzata Ariete

Brigata Ariete: il 132° rgt Carri ha ricordato il 77° anniversario dei fatti d’arme di Rughet El Atash

Il 132° reggimento Carri, unità inquadrata nella 132^ Brigata corazzata Ariete, ha ricordato il 30 maggio scorso, con una semplice ma significativa cerimonia militare svoltasi presso la caserma De Carli di Cordenons, il 77° Anniversario dei fatti d’arme di Rughet el Atash, accaduti in Africa Settentrionale il 27 maggio 1942, giornata da allora dichiarata ufficialmente ricorrenza per la celebrazione della festa di corpo del reparto. È la brigata Ariete a darne notizia con un comunicato stampa del 30 maggio.

Davanti alle compagnie del reggimento, schierate per l’occasione, e alle numerose autorità presenti – tra cui il Comandante della 132^ Brigata corazzata Ariete, Generale Enrico Barduani, il sindaco di Cordenons, Andrea Delle Vedove, l’assessore Danilo Signore, di Aviano, comuni dei quali il reggimento è orgogliosamente cittadino onorario, e i rappresentanti delle forze dell’ordine e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma – il Comandante del 132° reggimento carri, Colonnello Mauro Quarta, ha rievocato quel lontano 27 maggio 1942, richiamando, nel suo intervento, “le gesta e il valore di quei soldati che, per amor di patria e senso dell’onore, diedero tutto nelle sabbie assolate del Nord Africa. Coltivare e mantenere il loro ricordo deve essere ancora oggi un punto fermo, per ogni militare e ogni buon cittadino”.

Nei combattimenti di Rughet el Atash il 132° pagò un altissimo tributo in termini di vite umane: 34 i caduti tra i quali il caporal maggiore Giovanni Secchiaroli, Medaglia d’Oro al Valor Militare, al quale è intitolato l’VIII Battaglione Carri di oggi, e 49 i feriti, tra i quali lo stesso Comandante di reggimento di allora, Tenente Colonnello Enrico Maretti, decorato dell’Ordine Militare d’Italia.

A rendere particolarmente emozionante la giornata è stata anche la partecipazione alla cerimonia di Lilly Sartori, figlia di Gentile Sartori, pilota di carro M e decorato di Medaglia d’Argento al Valor Militare per l’eroismo dimostrato durante i fatti d’arme di Rughet el Atash e Bir Hacheim.

La celebrazione ha visto lo sfilamento lungo il piazzale della caserma dei carri Ariete C-1 appartenenti alla compagnia del 132° reggimento attualmente in prontezza operativa per l’esigenza JRRF (Joint Rapid Response Force), attività che vede coinvolto il reparto per l’intero 2019.

Il 132° reggimento Carri, fondamentale unità di manovra dell’Ariete, è al momento altresì impegnato con alcuni assetti in territorio nazionale nell’Operazione Strade Sicure e un’aliquota del reparto sarà prossimamente impiegata in Somalia nell’ambito della missione EUTM (European Union Training Mission), conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: 132^ Brigata corazzata Ariete

 

Brigata Ariete: avvicendamento al Reparto Comando e Supporti, il Ten Col Salatino cede il comando al collega Marra

Si è svolta questa mattina, 12 aprile, nella caserma Mittica di Pordenone la cerimonia di avvicendamento del Comandante del Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete, unità dipendente dalla 132^ Brigata corazzata Ariete, rende noto, con un comunicato stampa odierno, la stessa brigata.

Al Tenente Colonnello Luca Salatino è subentrato il parigrado Emanuel Marra, specialità bersagliere, proveniente dal Comando della 132^ Brigata corazzata Ariete.

“Il Tenente Colonnello Salatino aveva assunto il comando del reparto nel dicembre del 2017 e in questo periodo ha saldamente guidato l’unità nelle molteplici operazioni di supporto alla Brigata – si legge dal comunicato – prime tra tutte, le attività legate all’esigenza eNRF (enhanced NATO Response Force) che ha visto l’Ariete, per tutto il 2018, operare come unità terrestre a elevata prontezza operativa dell’Alleanza e che hanno comportato un ingente sforzo logistico e organizzativo”.

Proprio nel contesto eNRF, il reparto ha reso possibile il dispiegamento del Comando Brigata in Norvegia per la condotta dell’esercitazione Trident Juncture (link articoli correlati), la più importante attività addestrativa pianificata dall’Alleanza Atlantica negli ultimi vent’anni, con la partecipazione di quasi cinquantamila militari provenienti da trentuno diversi paesi.

Allo stesso tempo il reparto ha continuato ad assicurare assetti e aliquote di personale per attività operative in territorio nazionale come per l’Operazione Strade Sicure.

Molteplici, inoltre, sono state le attività logistiche e di coordinamento condotte per l’Ariete in occasione di grandi eventi organizzati dalla comunità locale, così come significativo il sostegno che l’unità ha assicurato a iniziative di solidarietà organizzate da diverse associazioni del pordenonese, si apprende, come la Nostra Famiglia, la Via di Natale e la Sorgente dei Sogni.

Nel salutare l’Ufficiale in partenza, il Comandante della Brigata Ariete, generale Enrico Barduani, ha ricordato come il reparto nel suo periodo di comando abbia dovuto far fronte a numerose e pressanti esigenze, alle quali comunque l’unità ha sempre risposto con prontezza ed efficacia. Successivamente, ha augurato al nuovo Comandante del Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete le migliori fortune in vista dei gravosi impegni che lo attendono nel prossimo futuro.

Il Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete è l’unità deputata ad assicurare il funzionamento del Comando della grande unità corazzata, sia in termini logistici che di comunicazione, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: Brigata Ariete

Brigata Ariete: conclusa la Dart Armoured in vista dell’impegnativa Trident Juncture 18 dell’autunno

Si è svolta nei giorni scorsi, nel poligono del Cellina Meduna, in Friuli, l’esercitazione “Dart Armoured”, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 10 luglio la 132^ brigata corazzata Ariete.

L’esercitazione – attività complessa pluriarma, a partiti contrapposti – è stata organizzata dal Comando della 132^ brigata corazzata Ariete per il mantenimento dello standard operativo degli assetti inseriti nel force package per la Very High Readiness Joint Task Force (VJTF) 2018.

Molteplici gli obiettivi addestrativi dell’esercitazione, si apprende, tra cui perfezionare le capacità concettuali, organizzative ed esecutive necessarie per l’impiego operativo del complesso pluriarma; testare ed eventualmente affinare le procedure tecnico-tattiche delle unità di manovra, focalizzando l’attenzione sulla gestione della terza dimensione e sul coordinamento tra le unità combat e combat support; e consolidare l’amalgama tra le unità costituenti il complesso.

All’esercitazione, che si è sviluppata attraverso la condotta di attività tattiche offensive e difensive, in un ipotetico scenario warfighting, hanno partecipato assetti dell’11° reggimento Bersaglieri, presente in qualità di primary training audience, del 187° reggimento Paracadutisti, del 32° e del 132° reggimento Carri, del 5° reggimento AVES RIGEL, nonché nuclei del 10° reggimento Genio Guastatori con capacità di bridging, del 41° reggimento SORAO e del 1° reggimento Artiglieria da montagna.

Numerosi i mezzi e i sistemi d’arma impiegati, tra cui 16 carri Ariete, dotati del simulatore di tiro BT46, 21 veicoli blindati VCC Dardo, 6 VTLM Lince, assetti ad ala rotante (2 elicotteri A 129 e 1 AB 205) e fissa (1 C130J), un Raven, un carro gittaponte e un carro soccorso.

Alle fasi salienti dell’attività, fa sapere il comunicato, hanno assistito il Comandante del NATO Rapid Deployable Corps Italy (NRDC ITA), generale di corpo d’armata Roberto Perretti, il Comandante della Divisione Friuli, generale di divisione Carlo Lamanna, e il Comandante della 132^ Brigata corazzata Ariete, generale di brigata Angelo Michele Ristuccia.

La “Dart Armoured” si colloca in continuità con un intenso percorso addestrativo, iniziato nel 2016 con l’esercitazione “Summer Tempest” e proseguito nel 2017 con le esercitazioni “Iron Armoured”, “Bright Armoured” e “Brilliant Ledger”, cui gli assetti facenti parte del pacchetto di forze per la VJTF 2018 sono stati sottoposti per essere in grado di esprimere elevate capacità d’intervento nelle operazioni full spectrum.

Capacità il cui mantenimento richiede notevole continuità, costante verifica della validità delle procedure, forte orientamento al risultato, sensibilità tattica e flessibilità in capo ai leader ai quali si richiede di sviluppare l’abilità di comprendere la complessità degli scenari e la consapevolezza delle capacità che un esercito moderno come il nostro mette loro a disposizione. “Molto il lavoro fatto – scrive la brigata Ariete nel comunicato – altrettanto quello da continuare a svolgere per essere sempre all’altezza delle aspettative”.

L’impegno nell’ambito della VJTF del force package a guida Ariete proseguirà in autunno con l’esercitazione “Trident Juncture 2018″, che si svolgerà in Norvegia e che “si preannuncia come la più impegnativa attività addestrativa dell’Alleanza Atlantica degli ultimi vent’anni, con la partecipazione di oltre quarantamila soldati provenienti da più di trenta nazioni, conclude il comunicato stampa.

Articoli correlati:

La brigata Ariete in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: 132^ Brigata corazzata Ariete

El Alamein: la brigata Ariete ricorda con uno degli ultimi reduci, il carrista Scandola

Michelangelo Scandola, carrista veronese classe 1921, uno degli ultimi reduci della battaglia di El Alamein ancora in vita, è stato ospite di un incontro con il personale militare della brigata Ariete svoltosi il 14 marzo nella Caserma Mittica di Pordenone, ha fatto sapere la stessa Brigata con un comunicato stampa di ieri, 15 marzo.

L’evento, si apprende, è stato organizzato nell’ambito degli appuntamenti didattici dedicati alla formazione e all’arricchimento culturale del personale ed è stato condotto dal Comandante dell’Ariete, il gen Angelo Michele Ristuccia.

Il Comandante, attraverso le testimonianze e i racconti di Scandola, ha ripercorso i momenti più significativi di quella “dolorosa pagina di storia militare, che vide l’Ariete, con i suoi uomini e i suoi carri armati, tra i più gloriosi protagonisti, spiega la brigata Ariete nel suo comunicato.

Tra gli episodi più drammatici riportati dal carrista sopravvissuto, l’affondamento del mercantile “Fabio Filzi”, su cui era imbarcato con altre centinaia di commilitoni per raggiungere l’Africa: in quell’occasione Scandola trascorse oltre dieci lunghe ore in mare, aggrappato a una tavola, in attesa di essere recuperato dai soccorsi.

Il reduce veronese ha poi ricordato il momento della distruzione del proprio carro M13 durante la battaglia finale di El Alamein ad opera di un carro Sherman, circostanza da cui uscì miracolosamente illeso a differenza, purtroppo, degli altri sfortunati componenti dell’equipaggio.

In occasione del recente 24° Raduno dell’Associazione Nazionale Carristi d’Italia, svoltosi a Pordenone lo scorso mese di ottobre, Michelangelo Scandola ha sfilato alla testa del corteo come ospite d’onore, si apprende dal comunicato stampa.

“La sua testimonianza su El Alamein – conclude la brigata Ariete – è stata raccolta da Eugenio Bevilacqua in un libro intitolato ‘A proposito del destino’, pubblicato nel 2013”.

Articoli correlati:

La brigata Ariete in Paola Casoli il Blog

El Alamein in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: brigata Ariete

Bonifica ordigni: disinnesco oggi nel centro di Segrate, nel Milanese, a cura degli artificieri del 10° rgt Genio Guastatori

Questa mattina, fa sapere l’Esercito con un comunicato stampa di oggi, 17 settembre, un nucleo di artificieri dell’Esercito ha disinnescato una bomba d’aereo, risalente al secondo conflitto mondiale, nel centro cittadino di Segrate, in provincia di Milano.

L’ordigno, una bomba d’aereo di 500 libbre (pari a 227 kg) di fabbricazione inglese del tipo MK IV GP contenente 80 kg. di esplosivo, era stato rinvenuto lo scorso 30 maggio in via Mirazzano, nell’area di un cantiere per la realizzazione della nuova residenza per anziani.

Le operazioni di messa in sicurezza del territorio, coordinate dalla Prefettura di Milano in concorso con il Comando Forze Operative Nord (COMFOP NORD) di Padova, sono iniziate alle 6.00 con l’evacuazione di circa 300 residenti nel raggio di 400 metri dal luogo del ritrovamento della bomba, distanza contenuta – “in origine era 1.350 metri”, si apprende –  grazie ai lavori di protezione e barricamento realizzati dai Guastatori di Cremona.

Alle 10.00 gli specialisti dell’Esercito hanno proceduto con il despolettamento dell’ordigno, posizionato all’interno della camera di espansione per contenere una eventuale esplosione accidentale, rimuovendo la spoletta posteriore della bomba.

Successivamente gli artificieri hanno provveduto al trasferimento dell’ordigno presso l’area demaniale nel comune di Segrate, designata dalla Prefettura e situata a circa 5 km dal luogo di rinvenimento, dove è stato fatto brillare.

Durante queste operazioni è stato interdetto il traffico della linea ferroviaria interregionale Milano – Venezia e lo spazio aereo dell’aeroporto milanese di Linate, dalle 9.00 alle ore 10.15.

Le operazioni sono terminate intorno alle 13.00, specifica il comunicato stampa.

L’intervento è stato condotto dagli specialisti del 10° reggimento Genio Guastatori di Cremona, ente della 132° brigata Corazzata Ariete, che è una delle 12 unità dell’Arma del Genio che l’Esercito impiega per la bonifica del territorio dai residuati bellici inesplosi.

Nel 2016 gli interventi del Reggimento sono stati 146, per una bonifica complessiva di 3.345 ordigni, di cui 24 bombe d’aereo ad alto potenziale esplosivo.

Tra queste anche una da 600 Kg, a Pizzighettone, in provincia di Cremona, lo scorso anno (link articolo in calce).

“Negli ultimi 10 anni – conclude il comunicato – gli interventi sono stati oltre 30.000”.

La Forza Armata, grazie alla capacità ‘dual-use’ dei propri reparti, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali è in grado di intervenire nei casi di necessità per la sicurezza e l’incolumità pubblica, nella bonifica degli ordigni così come nei casi di pubbliche calamità.

L’Esercito è l’unica Forza Armata preposta alla formazione degli artificieri di tutte le Forze di Polizia, Forze Armate e Corpi Armati dello Stato.

Articoli correlati:

La bonifica di Pizzighettone in Paola Casoli il Blog

Il 10° rgt Genio Guastatori in Paola Casoli il Blog

La bonifica ordigni in Paola Casoli il Blog

Il COMFOP NORD in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Esercito Italiano

Bonifica ordigni: artificieri dell’Esercito al lavoro a Brescia, oltre 30mila gli interventi in dieci anni

“Questa mattina, [30 aprile], un nucleo di artificieri dell’Esercito ha disinnescato una bomba d’aereo, risalente al secondo conflitto mondiale, nel centro cittadino di Brescia”, ha fatto sapere l’Esercito con una nota stampa odierna.

L’ordigno, una bomba d’aereo di 500 libbre (pari a 227 kg) di fabbricazione statunitense contenente 127 kg di esplosivo, era stato rinvenuto lo scorso 26 gennaio durante lo scavo per la campionatura del terreno all’interno della fabbrica Leonardo Finmeccanica, nel comune di Brescia, si apprende.

Le operazioni di messa in sicurezza del territorio, coordinate dalla Prefettura di Brescia in concorso con il Comando Forze Operative Nord (COMFOP Nord) di Padova, sono iniziate alle 7 di stamane con l’evacuazione di circa 1.000 residenti nel raggio di 550 metri dal luogo del ritrovamento della bomba.

Gli specialisti dell’Esercito hanno dapprima proceduto con il “despolettamento” dell’ordigno e, successivamente, hanno provveduto al trasferimento dell’ordigno nella cava di Calcinato, in provincia di Brescia, per il brillamento.

Le operazioni sono terminate intorno alle 14.45, spiega la nota stampa nel dettaglio.

L’intervento è stato condotto dagli specialisti del 10° reggimento Genio Guastatori della 132° brigata Corazzata Ariete, che è una delle 12 Unità dell’Arma del Genio che l’Esercito impiega per la bonifica dei residuati bellici inesplosi.

Nel 2016 gli interventi del reggimento cremonese sono stati 146, di cui 24 su bombe d’aereo ad alto potenziale esplosivo.

L’ultima di queste, da 600 kg, a Pizzighettone, in provincia di Cremona (link articolo in calce), la scorsa primavera.

Negli ultimi 10 anni gli interventi sono stati oltre 30mila.

“L’Esercito, grazie alla spiccata valenza “duale” delle unità del Genio, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, è in grado di intervenire, tempestivamente, sul territorio nazionale, in situazione di emergenza o di pubblica utilità”, conclude la nota stampa.

Articoli correlati:

La bonifica ordigni in Paola Casoli il Blog

Bonifica ordigni: concluse con successo le operazioni a Pizzighettone, nel cremonese (3 aprile 2016)

Il 10° rgt Genio Guastatori in Paola Casoli il Blog

La brigata Ariete in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Esercito Italiano

Esercito, gli artificieri bonificano bomba d’aereo a Mantova

20150708_artificieri Esercito_bonifica ordigno_MantovaQuesta mattina, 8 luglio, fa sapere l’Esercito Italiano nel suo comunicato odierno, un nucleo di artificieri dell’Esercito ha disinnescato una bomba d’aereo risalente al secondo conflitto mondiale nel centro cittadino di Mantova.

L’ordigno, una bomba d’aereo di 100 libbre di fabbricazione statunitense del tipo AN-M 30 GP con caricamento ad alto esplosivo, era stato rinvenuto accidentalmente in viale Montello nel corso dei lavori di scavo per la realizzazione delle strutture da dedicare all’installazione del teleriscaldamento.

Le operazioni di messa in sicurezza del territorio, coordinate dalla Prefettura di Mantova, sono iniziate alle 6.30 con l’evacuazione di circa 350 residenti. Alle 10 gli specialisti dell’Esercito hanno proceduto con il “despolettamento” dell’ordigno rimuovendo le spolette anteriore e posteriore della bomba.

Successivamente gli artificieri hanno provveduto al trasferimento dell’ordigno presso un’area designata dalla prefettura di Mantova denominata “Bus del Gatt”, a circa 5 chilometri dal luogo di rinvenimento, dove è stato fatto brillare. Le operazioni sono terminate intorno alle 15.

L’intervento è stato condotto dagli specialisti del 10° reggimento Genio guastatori della 132° brigata corazzata Ariete, che è uno dei 12 reggimenti dell’Esercito in grado di intervenire per la bonifica degli ordigni esplosivi e dei residuati bellici.

Negli ultimi 10 anni gli interventi effettuati dagli artificieri dell’Esercito sono stati circa 30.000.

L’Esercito, grazie alla capacità “dual-use” dei reparti del Genio, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, è in grado d’intervenire tempestivamente, in tutto il territorio nazionale, a supporto della popolazione, in interventi di pubblica utilità.

L’Esercito è l’unica Forza Armata preposta alla formazione degli artificieri di tutte le Forze di Polizia, Forze Armate e Corpi Armati dello Stato.

Articoli correlati:

La bonifica di ordigni in Paola Casoli il Blog

Gli artificieri dell’Esercito in Paola Casoli il Blog

La capacità dual use dell’Esercito in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Esercito Italiano

Libano, UNIFIL: le commissioni Difesa di Camera e Senato incontrano i caschi blu italiani

Una rappresentanza delle commissioni Difesa di Camera e Senato è giunta ieri 10 luglio in Libano in visita al contingente militare italiano presso le basi di Shama e Al Mansouri.

I militari italiani hanno ricevuto il saluto della senatrice Roberta Pinotti, vicepresidente della IV Commissione permanente del Senato, che si è rivolta agli uomini e alle donne del contingente nazionale a nome del Parlamento Italiano con parole di stima e  apprezzamento per l’opera svolta dai caschi blu dell’Ariete nella Terra dei Cedri, dove le Forze Armate Italiane sono impegnate in Libano nell’ambito del mandato contenuto dalla risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, e dell’onorevole Francesco Saverio Garofani, vicepresidente della IV commissione Difesa della Camera.

Il generale Gaetano Zauner, comandante della 132^ brigata corazzata Ariete e del contingente militare italiano, ha incontrato la delegazione parlamentare aggiornandola sugli sviluppi della situazione e sulle attività correnti svolte dai peacekeepers italiani.

La visita alle unità italiane è proseguita sino al pomeriggio, fa sapere l’ufficio stampa di UNIFIL, quando la delegazione parlamentare ha incontrato il generale Paolo Serra, capo missione e comandante di UNIFIL, per un briefing informativo sulle attività in atto.

Nel corso dell’incontro, il generale Serra ha illustrato gli aspetti più significativi contenuti nella Strategic Review, il documento elaborato e recentemente approvato dalle Nazioni Unite che rappresenta il risultato di uno studio condotto per conformare la missione UNIFIL all’attuale contesto operativo. Il generale ha infine presentato un’analisi sulle linee evolutive della missione, evidenziandone gli elementi più delicati discendenti dallo sviluppo regionale e dal delicato contesto operativo.

Sono 39 le nazioni che attualmente contribuiscono con circa 12mila uomini e donne militari alla missione ONU UNIFIL in Libano sotto il comando del generale Paolo Serra, nominato Head of Mission e Force Commander di UNIFIL il 28 gennaio 2012.

Articoli correlati:

UNIFIL in Paola Casoli il Blog

Il generale Paolo Serra in Paola Casoli il Blog

Il generale Gaetano Zauner in Paola Casoli il Blog

Fonte: UNIFIL MPIO

Foto: UNIFIL MPIO

Libano, UNIFIL: visita ufficiale e cittadinanza onoraria di Tiro per il Capo di SME generale Graziano

Il generale Claudio Graziano, Capo di stato maggiore dell’Esercito, è giunto ieri 9 luglio in Libano in visita ufficiale e, dopo gli incontri programmati con le alte cariche istituzionali libanesi, ha visitato il Quartier Generale di UNIFIL dove è stato accolto dal generale Paolo Serra, Capo Missione e Comandante della Missione ONU, da cui ha ricevuto l’aggiornamento sulla situazione operativa.

Il generale Graziano si è poi recato a Shama nella sede del comando del contingente italiano, attualmente costituito sulla base della 132^ brigata corazzata Ariete, dove è stato accolto dal comandante della Joint Task Force Lebanon, il generale Gaetano Zauner.

Le autorità libanesi hanno voluto testimoniare la propria riconoscenza nei confronti del generale Graziano, già Comandante della missione UNIFIL dal 2007 al 2010, concedendogli la cittadinanza onoraria di Tiro, capoluogo del sud del Libano.

La 132^ brigata corazzata Ariete, attualmente rischierata nella Terra dei Cedri, aveva operato sotto la guida del generale Graziano nelle missioni Leonte 3 e 6. Dallo scorso mese di maggio, la grande unità conduce le operazioni nell’area ovest della missione UNIFIL, coordinando contingenti militari provenienti da nove diverse nazioni.

Il generale Graziano ha salutato il personale italiano esprimendo parole di apprezzamento per la meritoria opera svolta dal personale delle Forze Armate Italiane impegnate nel quadro del delicato mandato contenuto nella Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, sottolineando l’elevato contributo fornito dai peacekeepers italiani  in missione

Articoli correlati:

UNIFIL in Paola Casoli il Blog

Il capo di stato maggiore generale Claudio Graziano in Paola Casoli il Blog

Il generale Paolo Serra in Paola Casoli il Blog

Fonti: stato maggiore Esercito, UNIFIL MPIO

Foto: UNIFIL MPIO