Aeronautica Militare

European Championships 2018: l’augurio del CaSMD gen Graziano agli atleti militari

“Sono numerose le circostanze in cui avete onorato il nostro Paese grazie alle vostre capacità, all’impegno e alla costanza che quotidianamente dimostrate. Nel mondo militare l’elemento umano è centrale e voi avete dato prova, in più occasioni, di essere una grande squadra che mette in luce il valore dei militari. Sono certo che, anche questa volta, il Tricolore verrà onorato”.

Così il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Claudio Graziano, agli atleti e le atlete con le stellette che parteciperanno agli European Championships 2018 in programma dal 2 al 12 agosto, riferisce il comunicato stampa dello stato maggiore della Difesa.

In tutto, si apprende, sono 86 gli atleti con le stellette che saranno impegnati tra Glasgow e Berlino, dove si svolgerà la competizione sportiva: 25 dell’Esercito, 8 della Marina Militare, 12 dell’Aeronautica, 16 dell’Arma dei Carabinieri, 25 delle Fiamme Gialle.

“Sport e mondo militare sono accomunati da molti valori – ha sottolineato il gen Graziano – basti pensare a valori quali il sacrificio, il coraggio, la generosità, la lealtà, la voglia di emergere e lo spirito di squadra che rappresentano le fondamenta morali di tutti gli uomini e le donne delle Forze Armate.”

Nel dettaglio, si legge dal comunicato, a Glasgow 34 atleti militari si cimenteranno nelle discipline tuffi, nuoto, nuoto di fondo, nuoto sincronizzato, 200 e 400 stile libero, mentre a Berlino, dove si disputeranno tutte le gare di atletica, scenderanno in campo 52 atleti.

Fonte e foto: PI SMD

Difesa, incendi in Sicilia: interventi dell’Esercito e dell’Aeronautica a Enna e Agrigento

Un elicottero HH 412A del 2° reggimento Aviazione dell’Esercito (AVES) è decollato da Sigonella alle 15 di lunedì 30 luglio su richiesta della Sala Operativa Unificata della Regione Siciliana per un incendio che è divampato nel comune di Piazza Armerina, provincia di Enna. L’intervento è durato un’ora e quaranta e sono stati riversati 8 mila litri di acqua.

Lo ha reso noto lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa di lunedì, riportando anche un altro intervento, allora in corso, per lo spegnimento di un vasto incendio che si è sviluppato nella zona di Catena-Sabuca di Sicilia, in provincia di Agrigento.

Qui è intervenuto un elicottero HH-139 dell’82° Centro C.S.A.R. (Combat Search and Rescue) di Trapani Birgi, con oltre 40 sganci, per un totale che supera i 30 mila litri di acqua riversati sulle aree colpite dai roghi attraverso la speciale benna di cui è dotato l’elicottero. Al momento venivano riferite quattro missioni sul posto, con l’azione ancora in corso.

Con gli interventi del 30 luglio, fa sapere il comunciato stampa, salgono a oltre 100 le ore di volo complessive già effettuate dagli elicotteri della Difesa in Sicilia per la lotta agli incendi boschivi.

Un contributo che si inquadra nell’ambito dell’accordo siglato lo scorso giugno tra il Ministero della Difesa, la Regione e la Protezione Civile Nazionale, grazie al quale sono stati messi a disposizione – in diverse zone dell’isola – personale e assetti delle Forze Armate.

L’antincendio è una delle capacità duali che la Difesa mette a disposizione della collettività nei casi di pubblica utilità o in occasioni di calamità, operando in questo caso in stretto contatto e a supporto delle diverse agenzie e corpi dello Stato impegnati nei soccorsi a terra e in volo.

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Fonte e foto: PI SMD

Difesa: gli equipaggi del soccorso aereo di Italia e Malta insieme in addestramento

Nell’ambito del Piano di Cooperazione Bilaterale tra Italia e Malta siglato per l’anno 2018, promosso dalla Missione Italiana di Collaborazione nel Campo della Difesa (MICCD), un equipaggio del soccorso aereo delle Forze Armate maltesi ha effettuato dal 23 al 27 luglio un’attività addestrativa congiunta con gli equipaggi dell’82° Centro C.S.A.R. (Combat Search and Rescue) di Trapani Birgi, uno dei reparti dell’Aeronautica Militare deputati alla ricerca e al soccorso aereo, per una reciproca condivisione delle rispettive esperienze e procedure operative.

Lo ha reso noto lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa del 27 luglio.

Il programma di addestramento, che ha visto italiani e maltesi volare in equipaggi misti sui rispettivi elicotteri, nelle due versioni AW-139 maltese e HH-139 italiano, è stato articolato in diverse missioni di volo, sia diurne che notturne, con esercitazioni al recupero svolte in modo particolare su terra e in zone montagnose.

Durante le missioni notturne gli equipaggi maltesi hanno avuto modo di apprezzare l’utilità e il potenziale offerto dall’utilizzo degli speciali visori notturni – Night Vision Goggles (NVGs) – con i quali gli equipaggi dei Centri SAR dell’Aeronautica Militare operano abitualmente sia su terra che su mare.

La cooperazione tra le Forze Armate Italiane e la Repubblica Maltese ebbe inizio già nel 1973 su richiesta del governo Maltese, ricorda il comunicato, con la costituzione della MICTM (Missione Italiana di Cooperazione Tecnica e Militare), ritirata sei anni più tardi.

Tra i suoi compiti, l’addestramento del “Pioneer Corps” per lavori di pubblica utilità. A quella prima cooperazione ne seguirono altre, rispettivamente, nel 1981, nel 1988, nel 2009 e nel 2011 quando fu costituita la Missione Italiana di Collaborazione nel Campo della Difesa (MICCD). Il servizio SAR è stato svolto ininterrottamente durante questi anni.

Il 15° Stormo dell’Aeronautica Militare, da cui dipendono diversi Centri S.A.R. dislocati sul territorio nazionale, tra cui appunto quello di Trapani-Birgi, garantisce 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, la ricerca e il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà, concorrendo inoltre ad attività di pubblica utilità quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di malati in imminente pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi, operando in qualsiasi condizione meteorologica.

“Dalla sua costituzione ad oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato più di 7.200 persone in pericolo di vita”, fa sapere la Difesa.

Fonte e foto: PI SMD

Campagna antincendi 2018: in Sicilia per la prima volta intervento con elicottero HH 139A

Nel pomeriggio del 3 luglio scorso è decollato, dalla base aerea di Trapani Birgi, un elicottero HH-139A dell’82° Centro C.S.A.R. (Combat Search and Rescue – Ricerca e Soccorso) per spegnere un incendio divampato in località Portella Caterina Lucca Sicula in provincia di Agrigento, ha fatto sapere los tato maggiore della Difesa con un comunicato stampa.

Per la prima volta in Sicilia un elicottero HH 139A è stato impegnato nella lotta antincendi, si apprende.

L’equipaggio, decollato su ordine del C.O.A. (Comando Operazioni Aeree) di Poggio Renatico (FE) in coordinamento con il S.O.U.P. (Sala Operativa Unificata Permanente) della Regione Sicilia, si è diretto nella zona colpita dalle fiamme estese con una fronte di 200 metri ed è riuscito a domare l’incendio grazie a 14 sganci, in cui sono stati rilasciati circa 10mila litri di acqua.

Si tratta del sesto intervento operativo in seno alla campagna antincendi boschivi 2018 per la regione Sicilia, per la quale la Difesa ha messo a disposizione alcuni assetti delle Forze Armate.

In particolare, l’Esercito nel mese di giugno è già intervenuto cinque volte nelle province della Sicilia orientale (Caltanissetta, Catania e Siracusa) con l’elicottero AB – 412 che per lo spegnimento degli incendi ha versato complessivamente 97mila litri.

L’antincendio è una delle capacità duali che le Forze Armate mettono a disposizione della collettività nei casi di pubblica utilità o in occasioni di calamità, operando in questo caso in stretta sinergia e a supporto delle diverse Agenzie e Corpi dello Stato impegnati nei soccorsi a terra e in volo.

Le Forze Armate concorrono alla campagna antincendi boschivi 2018 sia nell’ambito della regione siciliana sia nazionale.

In particolare, si legge dal comunicato, il Ministero della Difesa lo scorso 8 giugno ha perfezionato l’accordo con la Protezione Nazionale e Regione Siciliana tesa a fornire la disponibilità di 295 ore di volo su tre velivoli rischierati dall’Esercito sulla Base di Sigonella (AB – 412), dalla Marina Militare sulla Base di Catania (SH – 212) e dall’Aeronautica Militare sulla Base di Trapani (HH – 139).

Nel corso della prima parte del 2018, si apprende, gli equipaggi dell’82° Centro C.S.A.R. hanno acquisito la capacità AIB (Anti Incendi Boschivi) con l’elicottero in dotazione, il moderno HH-139A, partecipando attivamente al dispositivo posto in essere dalla Regione Sicilia per fronteggiare l’emergenza incendi.

L’azione di contrasto ai fronti di fuoco dell’HH-139A spesso si affianca a quella dei velivoli Canadair, rischierati sempre sulla base trapanese.

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Fonte: PI SMD

Foto: Aeronautica Militare

UNIFIL, TF Italair: volo sanitario d’emergenza per casco blu in crisi respiratoria

I caschi blu italiani della Task Force (TF) Italair, unità di volo che opera nella missione UNIFIL (United Nations Interim Force In Lebanon), hanno recentemente svolto un volo sanitario d’urgenza per evacuare un casco blu, non italiano, di UNIFIL affetto da crisi respiratoria.

È lo stato maggiore della Difesa a darne notizia con un comunicato stampa del 25 giugno.

Ricevuta l’attivazione da parte del Mission Air Operation Center (MAOC), si apprende, l’elicottero AB-212 in configurazione sanitaria è decollato tempestivamente dall’eliporto di Naqoura e ha raggiunto in pochi minuti la base delle Nazioni Unite, dove era in servizio il peacekeeper in grave emergenza sanitaria.

Il militare, dopo essere stato stabilizzato dal personale medico dell’AMET (Air Medical Evacuation Team) che, insieme agli equipaggi di Italair, costituisce parte integrante dell’assetto di CASEVAC (Casualties Evacuation), è stato imbarcato sull’elicottero e trasferito immediatamente presso l’Ospedale Saint George di Beirut per ricevere le cure necessarie.

Gli equipaggi della Task Force Italair, fondata nel 1979, attualmente agli ordini del col Luca Piperni, è l’unità più antica della missione UNIFIL, nonché l’unico reparto di volo interforze schierato dall’Italia in un teatro operativo estero, spiega lo stato maggiore della Difesa.

Gli equipaggi di Esercito, Marina Militare e Aeronautica Militare con i sei elicotteri AB-212 sono pronti a decollare in meno di 30 minuti per effettuare differenti tipologie di missioni – tra cui anche eventuali evacuazioni sanitarie – e giornalmente voli di ricognizione e di osservazione in tutta l’area di operazione, in particolare lungo la Blue Line, la linea di demarcazione esistente tra il Libano e Israele, nel rispetto della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza.

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Fonte e foto: PI SMD

 

Difesa: conclusa la Joint Stars 2018, esercitazione interforze di maggior rilevanza nazionale

Con il termine della seconda fase, svolta in maniera virtuale su piattaforme informatiche, si è conclusa l’esercitazione Joint Stars 2018 (JS 2018), attività addestrativa interforze di maggior rilevanza nazionale, pianificata, organizzata e gestita direttamente dallo Stato Maggiore della Difesa (SMD) per il tramite del proprio braccio operativo, il Comando Operativo di Vertice Interforze (COI).

È lo stesso SMD a darne notizia oggi, 22 giugno, con un comunicato stampa.

Articolata in due distinte fasi, la JS 2018 ha permesso nella prima fase, condotta nel mese di maggio con l’impiego reale di truppe, mezzi e sistemi d’arma, di federare insieme le concomitanti esercitazioni “Golden Wings” dell’Esercito Italiano, “Mare Aperto” della Marina Militare e “Vega 18” dell’Aeronautica Militare, nonché l’esercitazione “Ramstein Guard” della NATO che ha permesso di soddisfare l’esigenza di ricercare una sempre più marcata interoperabilità a livello multinazionale.

La seconda fase, svolta invece presso la sede del Comando Operazioni Aeree di Poggio Renatico da circa 500 militari di tutte le Forze Armate e dei Carabinieri, è stata sviluppata con l’impiego di piattaforme informatiche di Modeling & Simulation, consentendo di addestrare e di testare le capacità del personale a operare in scenari di crisi complessi e diversificati.

Peraltro, sottolinea SMD, questa particolare tipologia di attività addestrative simulate al computer, denominata Command Post Exercise/Computer Assisted Exercise (CPX(CAX), permette di esercitare il personale con un minore impatto sul territorio e un significativo contenimento delle risorse finanziarie necessarie.

Il COI ha così avuto la possibilità di addestrarsi, in maniera assolutamente realistica, nella pianificazione e nella condotta di specifiche attività operative, le Small Joint Operations-SJOs/High Intensity (operazioni interforze ad alta intensità), per fronteggiare non solo minacce di tipo tradizionale, ma anche attacchi nel dominio cibernetico – per la prima volta ha infatti partecipato a queste attività anche il Comando Interforze per le Operazioni Cibernetiche (CIOC) – nonché venendo chiamato a intervenire anche in ambiti caratterizzati da possibili contaminazioni chimiche, biologiche, radioattive e nucleari (CBRN).

Le attività simulate al computer hanno consentito inoltre di coinvolgere, dalle loro sedi stanziali, una pluralità di comandi e assetti di tutte le Forze Armate, con particolare riferimento a quelli della NATO Very High Readiness Joint Task Force (VJTF), forza d’intervento rapido a disposizione dell’Alleanza Atlantica, la cui responsabilità è stata affidata all’Italia per tutto il 2018.

“La grande importanza di questa esercitazione – scrive lo stato maggiore della Difesa – è stata evidenziata dalla presenza, nella giornata conclusiva, del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, che ha potuto prendere visione del pieno raggiungimento di tutti gli obiettivi addestrativi prefissati e che ha voluto complimentarsi con il personale impegnato, per circa due mesi, nella condotta di quest’importante esercitazione”.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Claudio Graziano, che, unitamente ai vertici delle singole Forze Armate, accompagnava il Ministro, ha voluto rimarcare che “l’interoperabilità delle Forze Armate è elemento indispensabile per rendere lo Strumento Militare sempre più coeso ed efficace, ad elevata connotazione interforze, perfettamente integrabile nelle alleanze euro-atlantiche nonché, in una dimensione sempre più inter-agenzia, in sinergia con gli altri Dicasteri. Questo processo di integrazione è ormai irreversibile per rimanere al passo con gli altri principali Paesi europei”.

La JS18 ha consentito il conseguimento di altri importanti traguardi addestrativi, quali il consolidamento della capacità di comando e controllo del JFAC dell’Aeronautica Militare nel settore della difesa missilistica (Theatre Ballistic Missile Defense), della pianificazione e gestione di operazioni di recupero di personale isolato da territori non permessivi (Joint Personnel Recovery), della difesa cibernetica e della individuazione e designazione di obiettivi.

“La JS 2018 si è così dimostrata essere una preziosissima opportunità per incrementare e affinare, nei diversi settori della Difesa, l’interoperabilità tra le Forze Armate, consentendo non solo di aumentare la sinergia e l’economia delle risorse messe in campo, ma soprattutto di consolidare quella capacità interforze che, a tutti i livelli dello strumento militare, è ormai presupposto imprescindibile di ogni moderna operazione, tanto in contesti nazionali quanto multinazionali”, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: PI SMD

Difesa: blockchain e intelligence al centro dell’evento organizzato dal neo SSSD on Tofalo

“Si è svolto oggi nell’aula dei gruppi parlamentari, a Roma, il settimo evento del ciclo Intelligence Collettiva, organizzato dal neosottosegretario di stato alla Difesa (SSSD) Angelo Tofalo, nel corso del quale si sono alternati esperti del settore per parlare del funzionamento di questa nuova tecnologia, fake news e identità digitale, si è appreso dall’addetto stampa dello stesso SSSD on Tofalo.

Il Presidente della Camera, Roberto Fico, ha dato il via ai lavori sottolineando l’importanza delle tecnologie digitali che “possono offrire un supporto decisivo per consentire il lancio di esperienze innovative di democrazia deliberativa centrate sulla partecipazione attiva e informata dei cittadini alle decisioni pubbliche”.

Per il Sottosegretario alla Difesa Raffaele Volpi, intervenuto in apertura del convegno, “si può parlare di tecnologie nuove, di futuro, ma ci sono delle cose elementari per far conoscere alla gente cosa si fa e che non vanno trascurate. Essere vicini ai cittadini vuol dire anche utilizzare tutti i mezzi che ci sono. Non si tratta di alta tecnologia, ma è la prima sfida”.

Dopo aver parlato nei precedenti incontri della storia dei servizi segreti, del funzionamento dei comparti intelligence a livello nazionale e mondiale, delle nuove minacce e dopo aver approfondito il concetto di sicurezza del Sistema Paese, grazie all’intervento di illustri relatori, in questo settimo evento il tema principale è stata la tecnologia blockchain e le possibili applicazioni nell’ambito dell’intelligence.

Il sottosegretario Tofalo nelle conclusioni finali ha dichiarato che “la tecnologia Blockchain, in un contesto di democrazia partecipata diffusa, è uno strumento importante per accrescere la trasparenza”, evidenziando che “si potrebbe pensare di applicare tale tecnologia anche al settore degli appalti dove più si annidano corruzione e dispendio di risorse pubbliche”.

Da Tofalo, infine, giunge l’annuncio di voler continuare a portare avanti questo ciclo di appuntamenti: “Il nostro impegno nella diffusione della cultura della sicurezza andrà avanti e lo allargheremo anche alla Difesa”.

L’idea è promuovere anche eventi “per approfondire gli aspetti storici di intelligence che caratterizzano l’Arma dei Carabinieri, la Marina, l’Aeronautica e l’Esercito”.

Fonte e foto: Addetto stampa SSSD on Tofalo

Difesa: Joint Stars 2018, in corso la seconda parte della rete di esercitazioni Non Art V CRO

Dopo una prima fase di amalgama tra tutto il personale, iniziata lo scorso 11 giugno, ha preso avvio il 16 giugno, a Poggio Renatico (Ferrara), con un Alzabandiera solenne, la “Parte 2” della Joint Stars 2018, il maggiore evento addestrativo dell’anno per la Difesa, fa sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa.

La seconda fase si concluderà il 22 giugno prossimo.

La Joint Stars 18 è organizzata dal Comando Operativo di vertice Interforze (COI) ed è costituita da una rete di esercitazioni svolte in varie parti del territorio nazionale e basate su un unico scenario fittizio, caratterizzato da un’operazione interforze e multinazionale condotta sotto guida italiana in risposta a una situazione di crisi (Non-Article 5 Crisis Response Operation).

La prima parte della Joint Stars 18 si è svolta dal 7 al 18 maggio (link articolo in calce), in modalità Live Exercise (LIVEX), cioè con impiego di assetti reali, e concomitanti esercitazioni “Golden Wings” dell’Esercito Italiano, “Mare Aperto” della Marina Militare e “Vega 18” dell’Aeronautica Militare, e l’esercitazione “Ramstein Guard 6-2018” condotta dalla NATO, mentre la seconda parte, in modalità Command Post Exercise/Computer Assisted Exercise (CPX/CAX), sarà rappresentata dalla “Virtual Flag 2018”, spiega in dettaglio la Difesa.

Organizzata periodicamente fin dal 2009, la Virtual Flag è un’esercitazione che, grazie all’utilizzo di sistemi di simulazione di alta tecnologia, consente di addestrare il personale dell’Aeronautica Militare a operare in un Comando di componente aerea (Italian Joint Force Air Component Command – ITA JFACC) e svolgere le attività relative alla pianificazione e alla conduzione delle operazioni aeree nell’ambito di una campagna militare interforze.

L’edizione di quest’anno, inserita nel più ampio contesto della Joint Stars 18, vedrà operare, insieme al personale dell’Aeronautica Militare, anche personale e assetti del COI, dell’Esercito Italiano, della Marina Militare e dell’Arma dei Carabinieri.

Si svolgerà principalmente all’interno di una struttura campale esistente presso il Comando Operazioni Aeree di Poggio Renatico, alla quale saranno connessi diversi reparti operativi delle Forze Armate partecipanti dislocati su tutto il territorio nazionale.

Per la prima volta il personale del COI si addestrerà e verrà valutato per le sue capacità di pianificare e condurre un’operazione complessa, mettendo in atto tutte quelle attività di comando e controllo tipiche di un Joint Task Force (JTF), cioè il Comando interforze che, in una campagna militare, agisce a livello operativo e coordina tutte le forze militari partecipanti.

In particolare, la Joint Stars 18 rappresenta una tappa importante nel consolidamento della Capacità Nazionale di Proiezione dal Mare (CNPM), cioè la capacità di pianificare e condurre operazioni anfibie nel contesto di una operazione militare interforze.

Altri obiettivi della Joint Stars 18 saranno il consolidamento della capacità di comando e controllo del JFACC  dell’Aeronautica Militare nel settore della difesa contro missili balistici (Theatre Ballistic Missile Defense – TBMD) attraverso l’integrazione di comandi e unità di livello tattico delle varie Forze Armate (un sistema missilistico SAMP/T dell’Esercito Italiano, un radar  AN/TPS-77 dell’Aeronautica Militare e unità navali classe Orizzonte/FREMM della Marina Militare), oltre all’addestramento del personale del Comando JTF e del Comando JFACC a operare in presenza di potenziali minacce cibernetiche, cioè attacchi rivolti alla rete informatica utilizzata per condurre le operazioni militari.

“La Joint Stars – conclude la Difesa – si pone come una preziosa opportunità per conseguire, attraverso l’addestramento congiunto di tutte le Forze Armate, sinergie ed economie di risorse, nonché affinando le capacità d’intervento con un’impronta sempre più marcatamente interforze in diversi contesti nazionali e internazionali”.

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Fonte e foto: PI SMD

Difesa: con la Saber Strike 18 un nuovo strumento di interoperabilità con le Forze Armate della NATO e della Airborne Community

Si è conclusa nei giorni scorsi in Germania, in Lettonia e in Polonia una delle fasi più delicate e articolate dell’esercitazione Saber Strike 2018, ha fatto sapere con un comunicato stampa dell’8 giugno lo stato maggiore della Difesa.

Nel dettaglio, la Saber Strike ha visto operare le Forze Armate Italiane a fianco dei militari alleati di diverse nazioni con i Paracadutisti della brigata Folgore e assetti aerei della 46^ brigata Aerea dell’Aeronautica Militare.

In tale contesto di esercitazione, una “Coalition of the Willing” affronta un nemico ibrido in uno scenario improntato al massimo realismo, spiega il comunicato.

L’esercitazione ha inteso consolidare le capacità professionali, tecniche e tattiche del personale delle Forze Armate appartenente alle diverse specialità e nazioni, al fine di rafforzare, integrare l’interoperabilità e standardizzare l’applicazione delle procedure delle unità che costituiscono la Airborne Community chiamata a rispondere a una situazione di crisi internazionale.

Tra i paracadutisti della Folgore sotto il diretto Comando e Controllo Tattico della 82^ Divisione e della 173^ Infantry Brigade Combat Team (Airborne) in Lettonia,  gli Esploratori del 186° reggimento Paracadutisti Folgore hanno operato come unità  di Long Range Surveillance, spiega la Difesa, “integrando la capacità dell’aviolancio con la tecnica della caduta libera con expertise di pattuglia guida e con capacità di ricerca e acquisizione di informazioni tese a individuare e a verificare preventivamente le  zone di lancio e le zone d’atterraggio”.

L’individuazione di queste zone, necessaria per garantire l’immissione dell’aliquota della forza più consistente, realizza una Joint Forcible Entry in ambiente semi-permissivo che consiste in un’operazione aviotrasportata a supporto dell’entrata in teatro di successivi scaglioni di forze.

Tale esercitazione rappresenta una verifica non solo da parte della Folgore della nuova capacità, ma un arricchimento delle Forze Armate Italiane, sottolinea la Difesa, “che si sono dotate di un nuovo strumento di interoperabilità con le Forze Armate della NATO e della Airborne Community”.

Nei giorni di esercitazione si sono susseguite attività di aviolancio di CDS (Container Delivery System) per rifornire e per consegnare equipaggiamenti alle truppe dispiegate sul terreno, dove l’Aeronautica Militare, con l’impiego di un aereo C130J, velivolo per il trasporto tattico adatto ad atterrare su piste particolarmente corte e non asfaltate, ha supportato le unità terrestri.

L’esercitazione rappresenta un’eccellente opportunità e un significativo ritorno per la Difesa in termini di interoperabilità e integrazione con le Forze Armate straniere, oltre che di massimizzazione del valore addestrativo per via del realismo dello scenario e per l’impiego dei vari assetti specialistici nazionali e internazionali, conclude il comunicato.

Fonte e foto: PI SMD

NRDC-ITA: iniziata la Eagle Ghost 2018, focus sulla pianificazione per consolidare le capacità acquisite

Oltre 150 pianificatori del Comando NRDC-ITA e delle Unità dipendenti e affiliate, tra cui le Divisioni Aqui, Friuli e la 2^ Divisione Elasson dell’Esercito Greco, stanno conducendo nella caserma Ugo Mara a Solbiate Olona (VA), sede del Comando di reazione rapida della NATO in Italia (NATO Rapid Deployable Corps – Italy, NRDC-ITA), le attività connesse con la prima fase di una nuova attività di pianificazione operativa, l’esercitazione Eagle Ghost 2018.

L’attività ha avuto avvio nei giorni scorsi, fa sapere NRDC-ITA con un comunicato stampa del 1° giugno.

In particolare, il Gruppo di Pianificazione (Operations Planning Group), costituito in seno a NRDC-ITA, sta conducendo, in parallelo con le citate Unità, la fase di Crisis Response Planning (CRP), volta a esercitare il mantenimento delle capacità del personale di staff nel pianificare un’operazione militare in un ipotetico scenario a elevata intensità, e rifinire le interazioni orizzontali tra i pari livello e verticali con le Unità dipendenti.

Il CRP si sviluppa attraverso una fase iniziale di studio delle capacità militari e degli aspetti politici, economici, sociali, delle infrastrutture e dell’informazione dell’area di crisi in cui si simula l’intervento.

Prosegue, quindi, con una dettagliata analisi della missione e delle sfide poste alla sicurezza internazionale, cui fa seguito, infine, l’individuazione delle migliori strategie per il raggiungimento di una stabilizzazione dell’area e la conseguente stesura e diramazione dell’ordine di operazioni ai vari livelli.

L’esercitazione, spiega NRDC-ITA, rientra nell’ambito delle attività addestrative e operative volte al mantenimento delle capacità operative delle Unità della NATO Force Structure a elevata prontezza, come NRDC-ITA, in ottemperanza ai requisiti disposti dalla NATO.

NRDC-ITA, che dallo scorso 1° gennaio e per tutto il 2018 ricopre il ruolo di Comando Componente Terrestre (Land Component Command, LCC) della NATO Response Force (NRF), ha maturato una robusta esperienza nel ricoprire ruoli diversi – quali quello di Corpo d’Armata, di Joint Task Force, ovvero di Land Component Command – a seconda delle esigenze operative.

Le capacità che NRDC-ITA è in grado di esprimere rappresentano una risorsa di notevole interesse per l’Esercito e la Difesa, che il Comando a tre stelle della Ugo Mara sta mettendo a disposizione per ampliare il bagaglio professionale del personale nazionale e multinazionale che vi presta servizio, o che vi transita cooperando nelle esercitazioni.

Per tutto il 2018 NRDC-ITA detiene la coordinating authority sulle Unità affiliate alla componente terrestre della NRF.

Si tratta di una forza multinazionale composta da circa 40.000 uomini, a elevata prontezza, tecnologicamente avanzata, integrata con la componente terrestre, aerea, navale, da Forze Speciali e da una componente di supporto logistico, che l’Alleanza può utilizzare con estrema rapidità, ovunque sia necessario.

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