Aeronautica Militare

Divisione Friuli: il Careggi di Firenze e i reparti militari di Firenze e Pistoia stipulano convenzione per aggiornamento professionale

È stata firmata nella sede del Comando Divisione Friuli la Convenzione per l’aggiornamento nei settori dell’emergenza e urgenza del personale sanitario delle Forze Armate, anche in funzione di collaborazione in caso di maxi emergenze tra strutture sanitarie civili e personale e mezzi militari, fa sapere lo stesso Comando con un comunicato stampa di ieri, 15 maggio.

Saranno medici e infermieri dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare delle Province di Firenze e Pistoia a lavorare insieme ai colleghi di Careggi, si apprende in dettaglio.

“L’obiettivo – scrive il Comando Divisione Friuli – è incrementare le capacità e acquisire esperienze migliorando la capacità di risposta anche nei principali teatri operativi internazionali dove la medicina militare, che normalmente opera a favore delle nostre donne e dei nostri uomini in divisa, è sovente impegnata a favore delle popolazioni locali”.

La firma della Convenzione che dà il via al progetto formativo è avvenuta martedì 15 maggio nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta presso il Comando Divisione Friuli nella storica caserma Predieri.

La Convenzione tra Careggi e le Forze Armate discende da un accordo tra Ministero della Difesa e Regione Toscana e vede come responsabile del percorso di formazione dei medici e infermieri con le stellette il direttore del Pronto Soccorso, dottor Stefano Grifoni.

È stata sottoscritta dai Comandanti degli Enti militari presenti nella zona: per l’Esercito Italiano, il Generale di Divisione Carlo Lamanna ha formalizzato la collaborazione con la Divisione Friuli da lui comandata; per l’Aeronautica Militare, il Generale di Divisione Aerea Stefano Fort ha sancito l’adesione al protocollo dell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche, di cui è il Comandante.

“Questa collaborazione tra Sanità Militare e Servizio Sanitario regionale – ha dichiarato l’Assessore alla Salute della Toscana, Stefania Saccardiconsente uno scambio di preziose esperienze professionali che aiuterà il personale in divisa a incrementare le capacità assistenziali, oltre che per i militari anche verso le popolazioni presenti nelle aree operative, e consentirà alla Sanità Toscana di potenziare il coordinamento con le Forze Armate in caso di grandi emergenze”.

Nell’oggetto è prevista la partecipazione del personale sanitario militare, in maniera guidata, alle attività di pronto soccorso e ambulatoriali, con una graduale assunzione di compiti assistenziali ed esecuzione di interventi con autonomia vincolata alle direttive ricevute dal tutor aziendale.

Il Pronto soccorso dell’Azienda Careggi è tra le maggiori strutture dedicate all’emergenza urgenza del centro Italia, dei circa 130mila accessi all’anno oltre 5mila sono codici rossi e circa 30mila i gialli con la concentrazione della gran parte del trauma maggiore della Toscana, si apprende.

Tra le motivazioni della collaborazione “l’esigenza per il contesto operativo delle Forze Armate di formare competenze  complementari a quelle specifiche dell’attività sanitaria militare, per le quali la creazione e il mantenimento del saper fare devono necessariamente essere perseguiti attraverso sinergie con le strutture ospedaliere del servizio sanitario, mediante lo svolgimento di attività di ‘training on the job’ presso gli ospedali civili di prossimità agli Enti, Distaccamenti, Reparti, Comandi in cui tale personale è in servizio effettivo”.

“Le sinergie tra realtà istituzionali di elevato livello sono la vera risposta alle esigenze di una razionalizzazione mirata, che consenta il mantenimento e se possibile l’ulteriore incremento degli elevatissimi standard qualitativi delle specificità professionali esistenti “, ha sottolineato il gen Lamanna nelle sue parole di benvenuto, all’apertura dell’evento.

Concetto ribadito dal gen Fort, Comandante del Presidio militare interforze di Firenze, che nel suo discorso ha voluto inoltre evidenziare come “un simile accordo sia la prova della grande collaborazione presente in questo territorio tra realtà civili e militari, perfettamente integrate nel tessuto sociale di questa meravigliosa realtà metropolitana”.

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Fonte e foto: Comando Divisione Friuli

 

Difesa: al 31° Salone del Libro di Torino le iniziative editoriali di Forze Armate e Carabinieri

La Difesa sarà presente con un proprio stand alla 31^ edizione del Salone del Libro, presso Lingotto Fiere a Torino, per promuovere e per pubblicizzare i prodotti e le iniziative editoriali delle Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri, ha fatto sapere con un comunicato stampa lo stato maggiore della Difesa.

Il tema dell’edizione di quest’anno del Salone del Libro è “Un giorno tutto questo”. Un tema che ben si presta anche alla realtà delle Forze Armate, a testimonianza del loro impegno per la sicurezza internazionale e per la difesa degli interessi nazionali – con la presenza in 35 missioni, di cui 33 svolte in 23 paesi o aree geografiche all’estero – in modo attivo e costruttivo per garantire non solo la sicurezza della collettività nazionale, ma anche futuro stabile e prosperità alle prossime generazioni.

“L’attuale impegno delle Forze Armate Italiane – si legge dal comunicato – porta con sé un bagaglio valoriale frutto della nostra cultura e, soprattutto, un sentimento di Patria che hanno radici antiche. Come non ricordare, allora, che il germe dell’unità di popolo e il compimento dell’Unità Nazionale vennero gettati con il sacrificio estremo offerto da soldati, marinai, avieri e carabinieri che combatterono nella Grande Guerra, di cui quest’anno ricorre il centenario della vittoria”.

In tale filone, si inserisce l’evento principe di presentazione di un libro in particolare, spiega la Difesa, “Grande Guerra: un racconto in cento immagini”, per presentare, in una veste accattivante e facilmente fruibile anche ai non addetti ai lavori, episodi, informazioni, aneddoti e curiosità della Guerra che ha segnato la vera nascita della nostra Nazione.

Il volume sarà presentato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, gen Claudio Graziano, unitamente allo storico Michele D’Andrea nello “Spazio Autori”, venerdì 11 maggio, alle 14.30.

Tra Stato Maggiore Difesa e singole Forze Armate, nonché Arma dei Carabinieri, saranno molteplici le presentazioni di volumi che riguarderanno gli ambiti più vari, dalla storia all’attualità, dalla divulgazione alla tecnologia, terminando con la comunicazione digitale, si apprende.

Nel programma, che sarà reso fruibile quotidianamente attraverso il sito internet della Difesa e mediante l’ufficio stampa del Salone, ancora tanti eventi che permetteranno a tutti i visitatori di scoprire il mondo militare, assicura il comunicato, i suoi valori e il suo impegno quotidiano a favore del Paese e della comunità internazionale, con un passato ricco di storia e di tradizioni ma con una costante proiezione verso le sfide del domani.

È possibile seguire l’attività delle Forze Armate al 31° Salone Internazionale del Libro di Torino e ricevere aggiornamenti sul canale Twitter dello Stato Maggiore della Difesa all’account: @SM_Difesa – #ForzeArmate, #SalTo18.

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Fonte e foto: SMD

Joint Stars 2018: scenario con minacce cyber e CBRN per l’esercitazione interforze di SMD e COI al via oggi

Inizia oggi, 7 maggio, la fase attiva dell’esercitazione interforze Joint Stars 2018, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa (SMD) lo scorso 3 maggio con riferimento all’attività addestrativa di maggiore rilevanza nazionale pianificata, organizzata e gestita direttamente da SMD per il tramite del proprio braccio operativo, cioè il Comando Operativo di Vertice Interforze (COI).

Articolata in due parti, la Joint Stars permette, in questa prima fase, di federare le concomitanti esercitazioni Golden Wings dell’Esercito Italiano, Mare Aperto della Marina Militare e Vega 18 dell’Aeronautica Militare, nonché, sulla base dell’esigenza di ricercare una sempre più marcata interoperabilità a livello multinazionale, l’esercitazione Ramstein Guard 6-2018 condotta dalla NATO.

La Joint Stars 2018 interesserà vari territori nonché spazi aerei e marittimi italiani. In particolare, si apprende, la prima fase, dal 7 al 18 maggio, insisterà sulle aree addestrative della Sardegna, attraverso lo schieramento reale di unità e mezzi, con lo scopo principale di verificare e valutare la capacità expeditionary di un contingente interforze in un ipotetico scenario di crisi internazionale.

Diversamente dalle precedenti edizioni, l’esercitazione di quest’anno presenterà, per i Comandi e le unità in addestramento, ulteriori difficoltà, perché lo scenario d’impiego prevede la simulazione d’intervento in un ambiente caratterizzato da minacce cibernetiche e da quelle chimico-biologiche e radioattive (CBRN).

Inoltre, tenuto conto che la Difesa italiana è responsabile, per tutto il 2018, della gestione della NATO Response Force (NRF, link articoli qui e in calce), saranno testate anche le capacità delle unità militari italiane inserite nella NATO Very High Readiness Joint Task Force (VJTF, link articoli qui e in calce), cioè la forza di intervento rapido dell’Alleanza Atlantica, vera e propria punta di lancia della struttura NATO di risposta alle crisi internazionali.

“Da sempre le Forze Armate accompagnano, poi, le proprie attività addestrative a una particolare attenzione verso l’ambiente, sottolinea SMD.

La Joint Stars sarà quindi un ulteriore banco di prova anche per questo specifico aspetto, ancor più importante alla luce del recepimento delle più recenti novità legislative proprio in materia di tutela ambientale.

Da sottolineare, infine, che lo sviluppo di attività addestrative di tale tipologia consente, grazie all’effettuazione contemporanea e coordinata di esercitazioni che coinvolgono assetti tratti da tutte le Forze Armate, di ottimizzare l’impiego delle aree addestrative, concentrando nel tempo e nello spazio le attività stesse e, pertanto, riducendo sensibilmente l’impatto sui territori e sulle popolazioni locali.

“In sintesi – conclude il comunicato stampa di SMD – la Joint Stars si pone come una preziosa opportunità per conseguire, attraverso l’addestramento congiunto di Esercito Italiano, Marina Militare e Aeronautica Militare, sinergie ed economie, nonché per condividere risorse e massimizzare l’interoperabilità in ambito Difesa, affinando le capacità d’intervento con un’impronta sempre più marcatamente interforze“.

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NRF, eNRF e VJTF: lo strumento militare della NATO dal Summit di Praga a quello del Galles attraversi il Readiness Action Plan (11 gennaio 2018)

Fonte e foto: PI SMD

Baltic Eagle: dopo 4 mesi e 14 scramble la TFA 36° Stormo dell’Aeronautica conclude in Estonia l’impegno a difesa dello spazio aereo baltico

“Con una solenne cerimonia svolta nella base militare di Ämari, in Estonia, si è conclusa ufficialmente, dopo quattro mesi, la missione Baltic Eagle”, spiega lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa del 3 maggio scorso.

La Baltic Eagle ha visto uomini e donne della Task Force Air (TFA) 36° Stormo dell’Aeronautica Militare operare per garantire la difesa dello spazio aereo baltico, nell’ambito delle attività di Enhanced Air Policing della NATO.

Alla solenne cerimonia, che ha visto il contingente italiano, su velivoli Eurofighter Typhoon, passare il testimone al contingente dell’Aeronautica francese, erano presenti il Ministro della Difesa dell’Estonia, Jüri Luik, l’Ambasciatore Italiano in Estonia, Filippo Formica, l’Air Defence Commander francese, Generale Gal Zimmerman, e il Brigadier General Dimopoulos, in rappresentanza della NATO.

La Difesa italiana era rappresentata dal Generale D.A. Nicola Lanza de Cristoforis, Vice Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), che, collegandosi alle parole espresse dal Ministro della Difesa Estone, ha ringraziato il personale della TFA per l’ottimo lavoro svolto, sottolineando il grande impegno dell’Italia a tutela della sicurezza dell’Alleanza e rimarcando l’elevato numero di attività addestrative multinazionali condotte durante tale periodo di impiego operativo.

È stato dato giusto rilievo anche al fatto che per ben quattordici volte gli aerei italiani si sono levati in volo in modalità “scramble” per intercettare, identificare e accompagnare fuori dallo spazio aereo dell’Alleanza velivoli che impegnavano lo spazio aereo estone senza le necessarie autorizzazioni, ovvero senza seguire le previste procedure di identificazione.

Particolarmente significative, poi, le espressioni di ringraziamento del Capo di Stato Maggiore della Difesa Estone, il Generale Riho Terras, che ha voluto sottolineare, oltre alle rilevanti capacità operative dimostrate dal contingente italiano, le numerose attività benefiche“in particolare, quelle svolte a favore di orfanotrofi”, sottolinea la Difesa – di cui i militari italiani si sono resi protagonisti.

Dal 9 gennaio scorso, a seguito del passaggio operativo con il contingente belga, per quattro mesi il distaccamento italiano ha assicurato l‘integrità dello spazio aereo della NATO, rafforzando l’attività di sorveglianza dei cieli delle Repubbliche baltiche – Estonia, Lituania e Lettonia – che non possiedono sufficienti capacità e strutture per assicurarsi autonomamente una difesa aerea pienamente rispondente agli standard richiesti dall’Alleanza Atlantica.

Quattro i velivoli caccia Eurofighter e circa 110 gli uomini e le donne dell’Aeronautica Militare, insieme a due appartenenti all’Arma dei Carabinieri, rischierati presso l’unica base della Forza aerea Estone, l’aeroporto militare di Ämari, per garantire le attività di enhanced Air Policing della NATO.

“Non trascurabili le difficoltà affrontate – spiega lo stato maggiore della Difesa –  dovute principalmente al fatto di dover operare a così grande distanza dalla madrepatria e, soprattutto, alle condizioni climatiche proibitive per larga parte del periodo di impiego, con temperature sovente a 20 gradi sotto lo zero. Ciononostante, la piena operatività dei caccia italiani è stata assicurata da un tasso di efficienza sempre prossimo al 100%, dimostrando la grande affidabilità del velivolo e la bontà della struttura logistica di mantenimento posta in essere”.

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Fonte e foto: PI SMD

Niger: Difesa ed Esteri donano 15 tonnellate di farmaci tramite la MISIN e l’Ambasciata a Niamey

Nella giornata del 24 aprile, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa, la Missione Bilaterale di Supporto in Niger (MISIN) e l’Ambasciata d’Italia a Niamey hanno provveduto alla consegna di un primo lotto di farmaci e presidi sanitari al Ministero della Salute Pubblica e al Ministero della Difesa nigerini.

Durante i vari contatti con le autorità locali per la definizione delle attività addestrative e di supporto da sviluppare a favore delle Forze Armate del Niger, spiega la Difesa, il personale della MISIN ha potuto verificare, tanto nelle strutture mediche militari quanto in quelle civili, una carenza di materiali sanitari che risultano essere di difficile reperimento.

Il Generale di Brigata Antonio Maggi, Comandante della missione MISIN, e l’Ambasciatore d’Italia, dottor Marco Prencipe, hanno così stilato una lista di farmaci e presidi sanitari ritenuti essenziali e concordati con i sanitari dell’Osservatorio Epidemiologico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, presente nella capitale nigerina, fa sapere il comunicato.

Avviati i contatti con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, coinvolgendo anche le Nazioni Unite con la Base di Pronto Intervento Umanitario (UNHRD) di Brindisi nonché alcuni donatori nazionali, si è così potuto prontamente reperire tutto il materiale sanitario richiesto.

Grazie, poi, al vettore aereo KC 767 del 14° Stormo dell’Aeronautica, reso disponibile dallo Stato Maggiore della Difesa, è stato possibile trasportare e consegnare alle autorità nigerine il prezioso carico di oltre 15 tonnellate.

Si tratta principalmente di farmaci contro colera e malaria, nonché di kit di emergenza per il trattamento sanitario e chirurgico d’emergenza e per la cura di traumi.

La consegna di tale materiale è avvenuta presso l’aeroporto internazionale “Diori Hamani” di Niamey, alla presenza dei rappresentanti dei Ministeri della Salute Pubblica e della Difesa del Niger, che hanno voluto dare risalto all’evento con una cerimonia, alla presenza degli organi di informazione locale.

Alla successiva conferenza stampa, si apprende, sono intervenuti il gen Maggi e l’amb Prencipe.

“Tale donazione – sottolinea la Difesa nel comunicato – rappresenta un segno della volontà di supportare fattivamente le autorità nigerine a fronteggiare una situazione emergenziale e costituisce, nel contempo, una chiara dimostrazione di come le missioni svolte dalle nostre Forze Armate all’estero si caratterizzino sempre più marcatamente come interministeriali e interagenzia, nonché come espressione dell’impegno dell’intero Sistema Paese nell’aiuto concreto alle realtà locali dove si interviene e nella tutela degli interessi nazionali”.

La MISIN (fonte sito web dello stato maggiore della Difesa):

Generalità

Il Governo ha autorizzato la “Missione bilaterale di supporto nella Repubblica del Niger – MISIN” (con area geografica di intervento allargata anche a Mauritania, Nigeria e Benin) al fine di incrementare le capacità volte al contrasto del fenomeno dei traffici illegali e delle minacce alla sicurezza, nell’ambito di uno sforzo congiunto europeo e statunitense per la stabilizzazione dell’area e il rafforzamento delle capacità di controllo del territorio da parte delle autorità nigerine e dei Paesi del G5 Sahel.

La missione è intesa a fornire supporto nella Repubblica del Niger, svolgendo i seguenti compiti:

  • supportare, nell’ambito di uno sforzo congiunto europeo e statunitense per la stabilizzazione dell’area e il rafforzamento delle capacità di controllo del territorio delle autorità nigerine e dei Paesi del G5 Sahel (Niger, Mali, Mauritania, Chad e Burkina Faso), lo sviluppo delle Forze di sicurezza nigerine (Forze armate, Gendarmeria Nazionale, Guardia Nazionale e Forze speciali della Repubblica del Niger) per l’incremento di capacità volte al contrasto del fenomeno dei traffici illegali e delle minacce alla sicurezza;
  • concorrere alle attività di sorveglianza delle frontiere e del territorio e di sviluppo della componente aerea della Repubblica del Niger.

Contributo nazionale

La missione prevede, dal 1° gennaio al 30 settembre 2018, un impiego massimo di 470 militari, 130 mezzi terrestri e 2 mezzi aerei.

Il contingente del personale comprende: team per ricognizione e comando e controllo, team di addestratori, da impiegare anche presso il Defense College in Mauritania, team sanitario, personale del genio per lavori infrastrutturali, squadra rilevazioni contro minacce chimiche-biologiche-radiologiche-nucleari (CBRN), unità di supporto; unità di force protection; unità per raccolta informativa, sorveglianza e ricognizione a supporto delle operazioni (ISR).

Fonte e foto: PI SMD 

Difesa: la JSO2018 esalta il ruolo di una brigata anfibia per la sicurezza collettiva, a Venezia esercitate le eccellenze italiane

Ha avuto luogo ieri pomeriggio, 27 marzo, nella Laguna di Venezia, l’esercitazione interforze e interagenzia “Joint Small Operation 2018” (JSO2018), con cui assetti dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare, dell’Arma dei Carabinieri e della Croce Rossa Italiana si sono addestrati per simulare una evacuazione di civili dal territorio di un fittizio stato estero, caratterizzato da una situazione di profonda crisi e violenze sociali, tali da minacciare la sicurezza e l’incolumità di nostri connazionali presenti.

“Si è trattato, peraltro, di riprodurre uno scenario che, purtroppo, si è già realmente verificato nel passato”, sottolinea lo stato maggiore della Difesa nel comunicato stampa con cui dà notizi dell’evento.

L’esercitazione era infatti finalizzata a verificare il mantenimento della capacità d’intervento in simili situazioni, nonché della piena interoperabilità delle unità delle quattro Forze Armate con la Croce Rossa Italiana.

Tra i principali assetti impiegati alcune delle eccellenze militari italiane, quali i Lagunari dell’Esercito, i Fucilieri della brigata Marina San Marco della Marina Militare, i Fucilieri dell’Aria e i Piloti del 51° Stormo di Istrana dell’Aeronautica, i tiratori scelti dell’Arma dei Carabinieri, le squadre cinofile dell’Esercito e dell’Aeronautica, gli elicotteri delle Forze Armate e i velivoli a pilotaggio remoto.

“La trasformazione in chiave interforze – ha dichiarato il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano, presente all’evento con il suo omologo austriaco gen Othmar Commendaè un passaggio irrinunciabile per garantire una maggiore efficienza ed efficacia delle nostre Forze Armate. In questo contesto abbiamo anche verificato la capacità di proiezione dal mare che, negli attuali scenari di minacce multiformi provenienti da sud e da est, dal terrorismo ai traffici illeciti è sempre più di fondamentale importanza, per garantire la tutela degli interessi nazionali e la sicurezza del nostro Paese”.

Per la più alta carica militare italiana le capacità anfibie di Esercito e Marina, rappresentate dalla brigata Marina San Marco e dal reggimento Lagunari, insieme al supporto aereo dell’Aeronautica Militare e al contributo dell’Arma dei Carabinieri, sono elementi essenziali e di pregio per disporre di una Brigata Anfibia che possa esprimere al meglio le capacità militari italiane in contesti internazionali importanti per la sicurezza collettiva.

E proprio di sicurezza e difesa comune europea aveva già parlato in mattinata il gen Graziano, che, insieme al gen Commenda, aveva partecipato a un simposio sul tema organizzato dall’Istituto di Studi Militari Marittimi presso l’Arsenale di Venezia, ricorda lo stato maggiore della Difesa nel suo comunicato.

“Di fronte alle nuove sfide alla sicurezza, alla loro complessità e caratteristiche, è necessaria – ha precisato il gen Graziano nel corso del suo intervento – la consapevolezza di dover affrontare le crisi con un approccio globale e inclusivo. Nessun Paese sarà mai in grado di affrontare da solo, in maniera efficace, le imprevedibili crisi dei nostri tempi. Solo grazie al forte senso di appartenenza e solidarietà reciproca tra i Paesi della NATO e dell’Unione Europea si potranno contrastare e affrontare con successo tali sfide”.

In questo contesto, in ambito europeo assume particolare importanza anche il ruolo dei rapporti bilaterali e di cooperazione tra Paesi, specie nell’ambito della difesa e sicurezza.

Questi incontri, spiega il comunicato stampa, sono finalizzati appunto a sostenere e valorizzare l’impegno che riveste l’Italia a livello internazionale e, come ha concluso il Generale Graziano, “le Forze Armate costituiscono un essenziale ingranaggio di un più complesso meccanismo istituzionale volto a proiettare, in contesti multinazionali interoperabili, stabilità e sicurezza sugli scenari internazionali.”

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Difesa: nella Laguna di Venezia l’esercitazione interforze e interministeriale JSO2018. Inizio attività dal Lido (26 marzo 2018)

Difesa: un incontro a Venezia sull’evoluzione di Sicurezza & Difesa dell’Europa (27 marzo 2018)

Fonte e foto: PI SMD

Difesa: nella Laguna di Venezia l’esercitazione interforze e interministeriale JSO2018. Inizio attività dal Lido

(Ph Cr: veneziaradiotv.it)

Domani, martedì 27 marzo, a partire dalle 15, nella Laguna di Venezia avrà luogo l’esercitazione interforze e interagenzia “Joint Small Operation 2018” (JSO2018), che vedrà impegnati personale e mezzi dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare, dell’Arma dei Carabinieri e della Croce Rossa Italiana.

Ne ha dato notizia il 23 marzo scorso lo stato maggiore della Difesa.

Tema dell’attività addestrativa sarà l’evacuazione di personale civile dal territorio di uno Stato fittizio in preda a una forte instabilità politica, a tensioni e violenze sociali in accordo alla simulazione addestrativa.

L’esercitazione avrà inizio presso l’area dell’Aeroporto Nicelli, al Lido, con l’inserzione dei team militari incaricati di recuperare il personale civile e di imbarcarlo su elicotteri per la successiva evacuazione, mentre altri assetti aeronavali garantiranno la sicurezza dell’area e di tutto il personale a terra, e terminerà presso il Forte di Sant’Andrea, sull’Isola delle Vignole, dove gli evacuati saranno sbarcati e dove sarà collocato il comando della task force incaricata di condurre l’operazione.

Al termine dell’attività è previsto un incontro con la stampa del Capo di Stato Maggiore della Difesa, gen Claudio Graziano, accompagnato dal suo omologo austriaco, gen Othmar Commenda, in visita ufficiale in Italia; presenti anche le autorità locali, fa sapere lo stato maggiore della Difesa.

Gli hashtag per parlarne sui social: #JSO2018 #ForzeArmate

Fonte: PI SMD

Foto: VeneziaRadioTV

Difesa: Aeronautica da record, responsabile della difesa aerea di 6 paesi NATO in contemporanea

Nel quadro delle attività di difesa aerea degli spazi euro-atlantici, l’Aeronautica Militare ha segnato, nella giornata del 20 febbraio scorso, un primato senza precedenti, fa sapere lo stato maggiore della Difesa, vigilando in contemporanea sui cieli italiani, della Slovenia, dell’Albania e delle tre Repubbliche baltiche.

Un record di tutto rispetto all’interno della NATO, avendo avuto la responsabilità di garantire e integrare la difesa aerea di ben 6 Paesi NATO contemporaneamente.

Infatti, oltre allo spazio aereo nazionale, i jet dell’Aeronautica garantiscono in permanenza la sicurezza dei cieli della Slovenia. A questo, si aggiunge la responsabilità, a rotazione con l’Aeronautica greca, della difesa aerea dell’Albania, spiega la Difesa nel suo comunicato stampa.

Inoltre, nel quadro delle NATO Assurance Mesasures decise al summit di Varsavia del 2016, l’Aeronautica italiana partecipa all’Air Policing Force offering a favore di quei Paesi NATO che necessitano di un’integrazione delle proprie capacità di difesa aerea.

In tal senso, da gennaio di quest’anno, quattro velivoli dell’AM sono schierati in Estonia, con l’operazione denominata “Enhanced Air Policing North – Baltic Eagle”, e, nella giornata del 20 febbraio, hanno avuto competenza anche per le attività di difesa delle altre due Repubbliche baltiche, Lettonia e Lituania.

Questo ha portato, quindi, al totale di 6 Paesi NATO, la cui difesa aerea è stata assicurata da un singolo Paese dell’Alleanza, l’Italia.

Si tratta di un vero primato, che si aggiunge a un altro traguardo tutto italiano, ricorda la Difesa, cioè quello di essere l’unico Paese della NATO ad aver assicurato il dispositivo di Difesa dello spazio aereo ad interim dei quattro Air Policing: Slovenia, Albania, Islanda e Repubbliche Baltiche.

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Fonte e foto: PI SMD

Antartide: la Difesa conclude la XXXIII Campagna estiva. Realizzati una pista semi-preparata dai Genieri dell’Aeronautica e un campo remoto dalle guide alpine

Con più di cinquanta progetti scientifici portati a termine si sono concluse, con la cerimonia di ammainabandiera presso la stazione antartica Mario Zucchelli di Baia Terra Nova, le attività della XXXIII Campagna estiva 2017-2018 del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) finanziata dal MIUR con il coordinamento scientifico del CNR e logistico dell’ENEA e la partecipazione delle Forze Armate.

È lo stato maggiore della Difesa a renderlo noto con un comunicato stampa del 19 febbraio.

L’attività di ricerca, fulcro della Campagna, ha permesso di conseguire significativi risultati nei campi della fisica dell’atmosfera, biologia, glaciologia, geologia e in svariati altri ambiti per cui i gruppi di numerose università e centri di ricerca italiani hanno sviluppato i loro studi.

Altrettanto importanti sono state le attività di natura logistica, di manutenzione delle strutture e di preparazione e mantenimento delle stazioni di atterraggio intermedie per i voli verso la base di Concordia e di Dumont D’Urville.

In tale ambito, di particolare importanza il contributo fornito da un team specializzato di Genieri dell’Aeronautica Militare alla realizzazione della pista semi-preparata di Boulder Clay.

Il progetto, che si sta sviluppando nel corso delle ultime spedizioni, vedrà tale infrastruttura consentire una sempre maggiore flessibilità di accesso alla Stazione Mario Zucchelli, consentendole di diventare un importante hub per il movimento del personale scientifico internazionale operante nella zona settentrionale del Mare di Ross e nelle Terre Vittoria.

Ai fini del successo della spedizione, si è rivelato significativo il contributo del Ministero della Difesa alla Campagna, che ha partecipato con 25 militari impegnati.

Piloti, meteo previsori, meccanici, guide alpine, incursori e palombari di Esercito, Marina e Aeronautica hanno garantito il loro pieno supporto alle attività di ricerca e logistiche all’interno del continente antartico.

Inoltre, sono state 70 le immersioni e le sortite effettuate in mare a cura di palombari e incursori per i campionamenti e i posizionamenti di apparati di rilevamento. Importante anche la realizzazione, a cura delle guide alpine, di un campo remoto a 250 Km dalla base.

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Prima Parthica, OIR: visita dell’ambasciatore d’Italia in Iraq a Mosul ed Erbil. Inaugurato APRON per AVES e Aeronautica

L’Ambasciatore d’Italia in Iraq ha visitato le sedi di Mosul ed Erbil, dove sono impegnati i militari del contingente italiano dispiegato in Iraq, si apprende dal sito istituzionale della Difesa tramite l’ufficio comunicazione della Task Force (TF) Praesidium.

Nel dettaglio, S.E. Antonio Pasquino, Ambasciatore d’Italia in Iraq, ha effettuato una visita al contingente militare italiano impiegato nel teatro operativo iracheno lo scorso 24 dicembre.

La visita è iniziata presso la Diga di Mosul, dove l’Ambasciatore ha incontrato i soldati della Task Force Praesidium e lo staff del Gruppo Trevi, che, dallo scorso anno, opera – “ognuno nei peculiari settori di competenza”, specifica la Difesa – per mettere in sicurezza l’infrastruttura.

“A fare da cornice – fa sapere il sito istituzionale – l’incontro con i vertici delle Forze di Sicurezza Irachene nella sensibile provincia di Mosul che, nell’area, affiancano la componente militare nazionale nella difesa della Diga”.

Accompagnato dal gen Roberto Vannacci, comandante del contingente italiano in Iraq, e dalla dottoressa Serena Muroni, Console Italiano a Erbil, S.E. l’Ambasciatore ha potuto constatare le capacità messe in campo dal Sistema Italia nel nord dell’Iraq.

Nel corso della visita è stata effettuata l’inaugurazione di un campo da calcio, realizzato dalla ditta Trevi nell’ambito del Progetto “Mosul Dam for Social”, che vede il gruppo cesenate, affiancato dall’Esercito Italiano con la partecipazione di altri partner, promotore di progetti a favore della popolazione irachena, con particolare riguardo alla condizione dei minori.

Nel corso della breve cerimonia l’Ambasciatore ha potuto verificare il livello di interoperabilità raggiunto dalla Task Force Praesidium con il Counter-Terrorism Service per garantire la sicurezza nell’area.

La visita è poi proseguita sul sedime della Diga, dove, il personale del 3° reggimento Alpini, nell’ambito della missione affidata, garantisce la sicurezza dell’infrastruttura.

La visita si è conclusa presso la base italiana di Mosul Dam, dove l’Ambasciatore ha incontrato il gen Najim, Comandante del Ninewa Operational Centre, il Comando operativo che coordina e monitora le operazioni in tutta la provincia di Mosul.

Il gen Najim si è complimentato con l’Ambasciatore e con il Generale Vannacci per l’elevato livello di integrazione e coordinamento raggiunto tra le componenti militari italiana e irachena e per l’elevata professionalità dimostrata dai militari italiani impegnati nell’addestramento e nel supporto delle Forze di Sicurezza Irachene.

La visita è proseguita a Erbil, dove è stata inaugurata una nuova area di stazionamento (APRON) realizzato dal personale del 2° Reparto Genio dell’Aeronautica Militare e dove la massima autorità diplomatica ha rivolto i propri auguri al personale della Task force Griffon, unità dell’Esercito incaricata di fornire la capacità di Personnel Recovery alla coalizione anti DAESH.

L’APRON sarà destinato agli assetti ad ala rotante dell’AVES e ad ala fissa dell’Aeronautica Militare, si apprende.

Prima di lasciare le sedi di Mosul ed Erbil, l’Ambasciatore ha visitato la base di supporto nazionale dove ha incontrato gli addestratori dell’Esercito che prestano servizio nell’ambito del Kurdish Training Coordination Center (KTCC) e, scrive la Difesa, poi “ha voluto rivolgere ai militari del Contingente Italiano i propri auguri per le festività, ringraziandoli per il lavoro svolto e per l’immagine di efficienza e professionalità di un Sistema Paese che, anche in Iraq, è univocamente riconosciuto”.

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Fonte e foto: TF Praesidium via difesa.it