Aeronautica Militare

Difesa, esercitazione interforze Mangusta 2018: Folgore, Tuscania e parà statunitensi impegnati in Toscana con assetti AVES e Aeronautica

Oltre mille Paracadutisti della Folgore con unità specialistiche e operative dei Carabinieri Paracadutisti del reggimento Tuscania, specialisti delle trasmissioni e della guerra elettronica, nuclei cinofili, assetti dell’Aeronautica Militare e unità di Paracadutisti statunitensi hanno concluso con successo l’esercitazione multinazionale e interforze Mangusta 2018, che si è svolta nelle aree addestrative della Toscana, ha fatto sapere oggi, 6 dicembre, lo stato maggiore della Difesa.

La “Mangusta”, tradizionale esercitazione della brigata Paracadutisti Folgore, ha previsto la contrapposizione sul campo di due unità avversarie per testare le capacità acquisite dai propri paracadutisti nella concezione e nella conduzione delle operazioni, a seguito di aviolancio, in ambienti operativi non permissivi per la conquista e la tenuta di posizioni strategiche e per consentire l’afflusso delle Forze Alleate in uno scenario di crisi, spiega in dettaglio la Difesa.

L’esercitazione ha simulato l’immediato intervento della NATO con l’invio di un contingente multinazionale che ha conquistato l’aeroporto occupato da forze ostili con l’aviolancio di una prima aliquota impegnata in una “Forcible Entry Operation”, ovvero un’operazione avioportata che ha lo scopo di preparare il terreno per l’ingresso in area operativa dei successivi scaglioni di forze.

Questa fase dell’esercitazione ha visto mettere in campo tutte le risorse sia in termini di attività difensive che offensive, anche tramite l’impiego delle unità specialistiche del reggimento Paracadutisti Genio Guastatori, nonché nelle più tipiche delle attività della Folgore, spiega il comunicato, “ovvero l’interdizione e la contro-interdizione d’area mirate al massimo controllo del territorio”.

L’infiltrazione dei Paracadutisti della Folgore è avvenuta tramite aviolanci con la tecnica della caduta libera e della navigazione aerea a paracadute aperto e mediante l’impiego di battelli per le infiltrazioni via mare.

Durante l’intera esercitazione si sono susseguite attività di aviolancio di CDS (Container Delivery System) per rifornire e per consegnare equipaggiamenti alle truppe dispiegate sul terreno tramite l’impiego di velivoli sia ad ala fissa che ad ala rotante dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) e dell’Aeronautica Militare, volte a implementare la capacità di proiezione dall’aria delle Forze Armate Italiane.

Di fondamentale importanza, conclude la Difesa, il ruolo svolto dalle unità dei nuclei cinofili impiegati con i propri cani per il controllo del territorio, oltre che dagli assetti delle trasmissioni e della guerra elettronica che hanno giocato un ruolo fondamentale anche con le attività di ingaggio radar verso gli assetti di volo sia italiani che statunitensi.

L’esercitazione rappresenta un’eccellente opportunità e un significativo ritorno per la Difesa in termini di interoperabilità e integrazione con le Forze Armate straniere e di massimizzazione del valore addestrativo per via del realismo dello scenario e per l’impiego dei vari assetti specialistici nazionali e internazionali, spiega la Difesa, senza trascurare l’aggiornamento delle capacità professionali, tecniche e tattiche del personale delle Forze Armate appartenente alle diverse specialità.

Oltre ai reparti della brigata Paracadutisti Folgore, si apprende, hanno partecipato all’esercitazione: l’Aeronautica Militare con la 46° Brigata Aerea, l’ Arma dei Carabinieri con 1° reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania e il nucleo cinofili di Firenze, l’ Aviazione leggera del’Esercito con 7° reggimento Vega e 1° reggimento Antares, il reggimento Granatieri di Sardegna, 33° reggimento Guerra Elettronica, 13° battaglione Aquileia, Centro Militare di Veterinaria, 11° reggimento Trasmissioni, 16° Airwing, 121° reggimento Artiglieria Controaerei,  e le unità statunitensi della 1-91 CAV, US AIR National Guard.

Fonte e foto: PI SMD

Il SSSD on Tofalo sull’Aeronautica: “la risorsa umana sarà sempre insostituibile elemento di forza”

“L’elemento di forza della nostra Aeronautica Militare resta sempre la risorsa umana, donne e uomini di altissime qualità che mai potranno esser sostituite da un computer o un algoritmo”, ha dichiarato il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo, intervenuto alla presentazione del calendario 2019.  

“Su loro – ha proseguito il Sottosegretario – puntiamo per servire meglio l’Italia 365 giorni l’anno, 24 ore su 24”, riferisce il suo addetto stampa.

Il sottosegretario Tofalo ha quindi sottolineato l’importante ruolo dell’Arma Azzurra, che rappresenta “uno dei pilastri del sistema di sicurezza nazionale in grado di garantire un servizio quotidiano al Paese, grazie a una capacità dual use e allo strepitoso impegno dei ragazzi in uniforme”.

“L’Aeronautica Militare – ha poi aggiunto – è un nostro orgoglio nazionale! Una eccellenza in volo come in terra!”.

Nel suo intervento l’on Tofalo ha anche ricordato il recente conseguimento della Initial Operational Capability (IOC), che “mette l’Italia al primo posto in Europa ad aver raggiunto una capacità operativa con macchine di quinta generazione.”

Fonte e foto: cap Rizzo, addetto stampa SSSD on Tofalo

 

Trident Juncture 2018, Norvegia: si conclude la livex con la liberazione dei territori occupati

La fase Live Exercise (LIVEX) dell’esercitazione Trident Juncture 2018, in atto in Norvegia, si è appena conclusa, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 9 novembre la Italian Multinational Brigade schierata nel paese scandinavo.

Più in dettaglio, si legge, “con la battaglia simulata di Oppdal, a cui hanno preso parte anche gli assetti terrestri e le componenti aeree dello strumento militare nazionale, si è conclusa la fase LIVEX , con unità schierate sul terreno, dell’esercitazione Trident Juncture, la più importante attività addestrativa organizzata dall’Alleanza Atlantica dalla fine della Guerra Fredda, che ha visto impiegati circa 50.000 militari di 31 diverse Nazioni, 150 aerei, 70 navi e oltre 10.000 veicoli terrestri”.

Al termine dell’esercitazione, l’Ammiraglio James Gordon Foggo, Comandante dell’Allied Joint Force Command di Napoli (NATO JFC Naples) e direttore dell’esercitazione, ha voluto ringraziare calorosamente i militari di tutte le Nazioni partecipanti e, in particolare, la Norvegia, che ha ospitato sul suo territorio la complessa attività addestrativa, si apprende.

L’Ammiraglio ha voluto rimarcare che la Trident Juncture ha rappresentato, da un lato, lo spirito di solidarietà e di coesione tra i Paesi membri a favore di quelli che maggiormente percepiscono la rinnovata assertività militare a est, e, dall’altro, la determinazione dell’Alleanza Atlantica nella sua missione primaria di difesa collettiva dell’integrità territoriale euro-atlantica contro ogni possibile aggressione e minaccia esterna, mantenendo un alto livello di preparazione e di reazione.

L’esercitazione ha previsto la contrapposizione sul campo di due unità avversarie, a livello corpo d’armata, le quali si sono alternate nel condurre operazioni in attacco e in difesa.

In particolare, la fase conclusiva, certamente tra quelle più complesse di tutta l’attività, consisteva nella completa liberazione di territori precedentemente occupati dalle forze avversarie.

L’obiettivo finale della Trident Juncture era quello di verificare la capacità della NATO di pianificare e condurre un’importante operazione di difesa collettiva, oltre che di valutare l’effettivo grado di integrazione e di cooperazione tra le Forze Armate dei Paesi membri e la loro capacità di interagire con Paesi amici, quali la Finlandia e la Svezia.

Allo stesso tempo, l’esercitazione è stata sfruttata anche per analizzare il sistema di prontezza operativa e di risposta militare immediata alle minacce dell’Alleanza, attraverso l’impiego della NATO Response Force (NRF), diretta dal NRDC-ITA (NATO Rapid Deployble Corps) di Solbiate Olona per tutto l’anno 2018.

La partecipazione nazionale, oltre a NRDC-ITA, ha visto schierato anche un complesso di forze terrestri, su base 132^ brigata corazzata Ariete, costituente la VJTF Land Brigade (Very High Readiness Joint Task Force), cioè l’assetto di massima prontezza operativa dell’Alleanza, la cui responsabilità è stata assegnata, nel 2018, alle Forze Armate Italiane.

Per tale esigenza, la brigata Ariete (Comando Brigata e assetti dell’11° reggimento Bersaglieri, del 10° reggimento Genio Guastatori, del reggimento logistico Ariete, del Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete) è stata rinforzata con assetti tratti dal 187° reggimento Paracadutisti, dal 7° reggimento Trasmissioni, dal 1° reggimento Artiglieria da montagna, dalla Scuola di Commissariato di Maddaloni e da una compagnia di Polizia Militare del 13° reggimento Carabinieri Friuli-Venezia Giulia.

Durante la LIVEX, inoltre, la VJTF ha potuto anche contare sul supporto dell’Aeronautica Militare, che ha schierato nella base di Bodø gli Eurofighter (provenienti dal 4° Stormo di Grosseto, dal 36° Stormo di Gioia del Colle e dal 37° Stormo di Trapani) per le attività di difesa aerea e di scorta e protezione dei velivoli strategici dell’Alleanza, i Tornado (dal 6° Stormo di Ghedi) per la soppressione delle difese aeree avversarie,  il KC-767 (del 14° Stormo di Pratica di Mare) per il rifornimento in volo degli aerei NATO e il G-550 CAEW (del 14° Stormo) per la sorveglianza, l’avvistamento, il comando e controllo.

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Fonte e foto: Italian Multinational Brigade PAO

Trident Juncture 2018: al contingente italiano la visita dell’Amb Colella, che riferisce dell’apprezzamento verso i militari italiani

L’ambasciatore d’Italia in Norvegia, dottor Alberto Colella, ha incontrato ieri, 5 novembre, a Lesja, comune norvegese della contea di Oppland, il personale militare del contingente italiano su base 132^ brigata corazzata Ariete attualmente impegnato nell’esercitazione Trident Juncture 2018, la più importante attività addestrativa organizzata dall’Alleanza Atlantica dalla fine della Guerra Fredda.

È la stessa Italian Multinational Brigade a darne notizia oggi, 6 novembre, con un comunicato stampa.

Ricevuto nella base di Vidflotten dal generale di brigata Angelo Michele Ristuccia, comandante del contingente, l’Ambasciatore, accompagnato dall’addetto per la Difesa presso l’ambasciata, colonnello Massimo Ancora, ha inizialmente assistito a una presentazione dei diversi assetti presenti in Norvegia e a un’illustrazione delle principali attività addestrative e logistiche condotte nell’ambito della Trident Juncture, esprimendo grande ammirazione per le notevoli capacità dimostrate con lo schieramento in teatro di un così articolato e complesso dispositivo militare.

“Il vostro entusiasmo, la professionalità e la competenza che state dimostrando, mi fanno sentire orgoglioso di essere il rappresentante dell’Italia in Norvegia”, ha dichiarato l’Ambasciatore al personale riunito e, successivamente, alla stampa locale.

“Siete un esempio di eccellenza italiana nel mondo”, ha poi sottolineato l’ambasciatore Colella, citando gli apprezzamenti rivolti ai militari italiani che gli sono stati riportati nel corso di precedenti incontri.

Alla Trident Juncture le Forze Armate Italiane sono presenti con gli assetti dell’Esercito che, con il coordinamento di NRDC-ITA (NATO Rapid Deployble Corps – Italy) di Solbiate Olona, compongono la VJTF Land Brigade (Very High Readiness Joint Task Force), attuale punta di lancia dell’Alleanza.

Per il 2018, la brigata terrestre della Very High Readiness Joint Task Force è costituita su base 132° brigata corazzata Ariete (Comando Brigata, 11° reggimento Bersaglieri, del 10° reggimento Genio Guastatori, reggimento logistico Ariete, Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete), con il rinforzo del 187° reggimento Paracadutisti, il supporto del 7° reggimento Trasmissioni, del 1° reggimento Artiglieria da montagna, della Scuola di Commissariato di Maddaloni e di una compagnia di Polizia Militare fornita dal 13° reggimento Carabinieri, ricorda il comunicato stampa.

Sono inoltre schierati a Bodø, nella contea di Nordland, assetti dell’Aeronautica Militare partecipanti all’esercitazione.

Tra questi: gli Eurofighter del 4° Stormo di Grosseto, 36° Stormo di Gioia del Colle e 37° Stormo di Trapani, con funzioni di difesa aerea; i Tornado del 6° Stormo di Ghedi, con capacità di soppressione delle difese aeree avversarie; il tanker (aviocisterna) KC-767 del 14° Stormo; il G-550 CAEW, anch’esso del 14° Stormo, piattaforma volante dai sensori sofisticati per le attività di sorveglianza e raccolta di informazioni.

Il supporto logistico, conclude il comunicato, è assicurato dal 3° Stormo di Villafranca di Verona, elemento chiave della logistica di proiezione dell’Aeronautica.

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Fonte e foto: Italian Multinational Brigade PAO

Difesa: il gen Vecciarelli è il nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa

Questa mattina, 5 novembre, all’Aeroporto militare di Ciampino, sede del 31° stormo dell’Aeronautica, si è svolta la cerimonia di avvicendamento nella carica di Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD) tra il Generale Claudio Graziano e il Generale Enzo Vecciarelli, fa sapere lo stato maggiore della Difesa (SMD) con un comunicato stampa odierno.

Il passaggio del testimone al vertice delle Forze Armate si è svolto alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del Vicepresidente della Camera, Mara Carfagna, e del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ed è stato salutato dalla partecipazione di numerose autorità civili, militari e religiose.

“In questi ultimi anni abbiamo visto le Forze Armate occupare un ruolo sempre più importante nella vita del Paese – ha affermato il Ministro della Difesa durante la cerimonia del cambio del Capo di Stato Maggiore della Difesa – esse si sono costruite un patrimonio di credibilità, esperienza e capacità, sia di fronte all’opinione pubblica nazionale che a quella internazionale, che dobbiamo preservare in tutti i modi”.

“Oggi – ha continuato il Ministro – sono sempre più impegnate a presidio della sicurezza interna ed esterna del Paese, per il bene dei cittadini”.

Dinanzi a uno schieramento in armi di reparti dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, il gen Graziano, all’atto della conclusione di circa 44 mesi di responsabilità alla guida dello strumento militare, ha voluto accomiatarsi dagli uomini e dalle donne delle Forze Armate sottolineando che “l’Italia è un Paese di riferimento per la NATO e membro attivo per le Nazioni Unite e tale ruolo ci pone nelle condizioni di poter partecipare da protagonisti a tutti i meccanismi e i progetti di interesse che si sviluppano nell’arena internazionale“.

Il gen Graziano ha poi aggiunto: “La mia esperienza da Capo di Stato Maggiore della Difesa mi lascia, anzitutto, una ferma consapevolezza: quella di aver avuto il privilegio di guidare sul campo i migliori soldati del Mondo. Per questo sono grato alle Istituzioni che mi hanno consentito di vivere questo intenso ed emozionante percorso, costellato di soddisfazioni professionali e morali, ma anche di momenti di preoccupazione, in cui sono stato chiamato ad assumere scelte impegnative, che avrebbero potuto mettere a rischio l’incolumità o la vita stessa dei miei militari. L’ho sempre fatto guardando al bene della Patria, in linea con le missioni assegnate e con le direttive dell’Autorità Politica, e con la consapevole certezza di poter contare sul miglior capitale a disposizione, quello umano, centro di gravità delle Forze Armate. Ad esso va dedicato ogni nostro sforzo e ogni nostra attenzione, senza demagogia, senza secondi fini, sapendo che anche in questo momento, in qualche luogo della terra, un uomo o una donna con il Tricolore cucito sull’uniforme e sulla pelle sta operando in armi, a protezione dei deboli e per la tutela degli interessi nazionali. Negli ultimi trent’anni l’Italia ha maturato prestigio e credibilità proprio dall’efficacia dell’impiego delle sue Forze Armate”.

Il gen Graziano termina il mandato di Capo di Stato Maggiore della Difesa e assumerà, già da domani, a Bruxelles, il prestigioso incarico di Presidente del Comitato militare dell’Unione Europea.

Quale massima autorità militare dell’Unione Europea, il gen Graziano è atteso da molteplici sfide volte al rafforzamento della dimensione di difesa e sicurezza del continente, nell’ambito della PESCO (Cooperazione Strutturata e Permanente nel campo della Difesa) e anche con l’obiettivo di migliorare e rafforzare la cooperazione NATO – UE, strumento fondamentale per fornire una risposta efficace e collettiva alle attuali minacce alla sicurezza, prima tra tutte il terrorismo internazionale.

Dopo il formale passaggio delle insegne, il gen Vecciarelli ha preso la parola e ringraziando il gen Graziano per quanto fatto in un periodo caratterizzato da eccezionali sfide alla sicurezza e da profondi cambiamenti, ha dichiarato: “Intendo continuare a investire sull’elemento umano facendo leva, innanzitutto, sulla forza delle idee, sulla spinta di innovazione che viene dal basso. Dobbiamo saper cogliere il nuovo senza timori, avere il coraggio di stigmatizzare vecchi preconcetti ideologici ma anche allontanare abitudini obsolete e sclerotici status-quo”.

Il nuovo CaSMD ha poi concluso così: “ponendomi idealmente di fronte a ognuno dei miei uomini e donne e innanzi a ogni cittadino italiano mi impegno a profondere ogni mia risorsa fisica, morale e intellettuale per assolvere i doveri costituzionali”.

Il gen Vecciarelli, neo Capo di Stato Maggiore della Difesa, come responsabile dell’area tecnico-operativa della Difesa e dell’impiego dello strumento militare nazionale, si troverà alla guida di circa 180.000 uomini e donne delle Forze Armate, quotidianamente impiegati nelle operazioni, in Italia e all’estero, che vedono oggi il nostro Paese schierare i propri militari in 40 missioni, condotte in 24 paesi/aree geografiche, spiega il comunicato stampa della Difesa.

Tale impegno è finalizzato a fronteggiare le sfide alla sicurezza provenienti da due archi di crisi e instabilità: uno a sud, che dal Medio Oriente investe la sponda nordafricana e la fascia sub-sahariana, e uno a est, che dal Baltico abbraccia il Mar Nero e il Mediterraneo Orientale.

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Fonte e foto: PI SMD

Trident Juncture 2018: il COM JFC NP amm Foggo III visita la Italian Multinational Brigade schierata in Norvegia

Trident Juncture, COM JFC NP amm Foggo visita la Ariete

Il Comandante dell’Allied Joint Force Command Naples (JFC NP), Ammiraglio James Gordon Foggo III, direttore dell’esercitazione Trident Juncture attualmente in svolgimento in Norvegia, ha visitato ieri a Lesja il comando dell’Italian Multinational Brigade, l’unità a elevata prontezza operativa a guida italiana che, nel quadro della enhanced NATO Response Force (eNRF), costituisce per il 2018 la Very High Readiness Joint Task Force Land Brigade (VJTF), ha fatto sapere con un comunciato stampa odierno la stessa Brigata.

Ricevuto presso la base di Vidflotten dal gen Angelo Michele Ristuccia, comandante del contingente italiano e dell’Italian Multinational Brigade, l’alto ufficiale americano ha prima incontrato il personale delle diverse nazionalità che compongono in Norvegia la Brigata (oltre all’Italia: Spagna, Albania, Slovenia, Montenegro, Francia, Portogallo, Ungheria e Lituania) e, successivamente, ha assistito all’illustrazione del posto comando (main e forward command post), “manifestando interesse e apprezzamento per le soluzioni tattiche adottate nelle diverse configurazioni”, spiega il comunicato.

Durante il cordiale colloquio con il gen Ristuccia, l’amm Foggo ha espresso grande ammirazione per le notevoli capacità operative e logistiche espresse dall’Italia, come dimostrato dallo schieramento in teatro di un così articolato e complesso dispositivo militare.

Alla Trident Juncture, la più importante esercitazione organizzata dall’Alleanza Atlantica dalla fine della guerra fredda, con 50.000 militari schierati provenienti da 31 diverse nazioni, 150 aerei, 70 navi e oltre 10.000 veicoli terrestri, le Forze Armate Italiane sono presenti con gli assetti dell’Esercito che, con il coordinamento del NATO Rapid Deployble Corps – Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona, compongono la VJTF Land Brigade (Very High Readiness Joint Task Force), attuale punta di lancia dell’Alleanza.

Per il 2018, la brigata terrestre della Very High Readiness Joint Task Force è costituita su base 132° Brigata corazzata Ariete (Comando Brigata, 11° reggimento Bersaglieri, del 10° reggimento Genio Guastatori, reggimento logistico Ariete, Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete), con il rinforzo del 187° reggimento Paracadutisti, il supporto del 7° reggimento Trasmissioni, del 1° reggimento Artiglieria da montagna, della Scuola di Commissariato di Maddaloni e di una compagnia di Polizia Militare fornita dal 13° reggimento Carabinieri.

Alla Trident Juncture, conclude il comunicato, partecipano anche assetti dell’Aeronautica militare rischierati a Bodø, nella contea di Nordland.

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Fonte e foto: #TRJE18 Italian Multinational Brigade PAO

 

Difesa: al Festival della Scienza di Genova i laboratori delle Forze Armate e Nave Italia

Riparte oggi il Festival della Scienza di Genova, edizione che vede ancora la partecipazione del personale del Ministero della Difesa.

Quest’anno, fa sapere lo stato maggiore della Difesa (SMD) con un comunicato stampa di ieri, 24 ottobre, “il claim della manifestazione è dedicato ai cambiamenti con cui le Forze Armate, tramite l’utilizzo delle nuove tecnologie, riescono continuamente ad adeguarsi per essere sempre al passo con i tempi”.

Fino al 4 novembre, si apprende, “si potranno toccare con mano e sperimentare i mezzi e i materiali in dotazione ai militari italiani, entrando direttamente a contatto con gli uomini e le donne con le stellette e con le molteplici attività che quotidianamente svolgono con passione al servizio della collettività”.

A Piazza delle Feste saranno allestiti laboratori, attività didattiche, scientifiche e tecnologiche che attraverso installazioni inedite proietteranno tutti gli interessati e curiosi nel mondo delle tecnologie militari.

Sarà possibile vivere l’emozione di lavorare all’interno di una vera e propria sala operativa, per comprendere come gestire le calamità naturali con un’importante azione coordinata e con l’impiego di specifiche strumentazioni.

Rappresentanti dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri guideranno i visitatori nel processo di attivazione dell’emergenza e delle attività da compiere fino alla sua risoluzione. Saranno esposti un mezzo militare VTLM Lince, un velivolo-drone Predator e un’automobile dell’Arma dei Carabinieri, dotati di tecnologie speciali d’avanguardia al servizio dei cittadini.

Infine, alla Calata Molo Vecchio, nell’Area Porto Antico, si potrà visitare Nave Italia, il più grande brigantino a vela del mondo di 61 metri, che dal 19 marzo 2007 è di proprietà della Fondazione Tender to Nave Italia, una Onlus costituita dalla Marina Militare Italiana e dallo Yacht Club Italiano, che utilizza la navigazione a vela per migliorare la qualità della vita di persone affette da disabilità fisiche, cognitive e problematiche di inserimento sociale.

Presente anche il Segretariato Generale della Difesa con alcuni importanti progetti scientifico tecnologico, per far comprendere i cambiamenti delle nuove tecnologie e far conoscere la duplice utilità della ricerca con le stellette.

Fonte: PI SMD

Foto: @FDellaScienza

Brigata Ariete: dispositivo militare schierato e pronto per la Trident Juncture in Norvegia

gen Angelo Michele Ristuccia

“Con il completamento del dispositivo militare schierato e il raggiungimento della piena capacità operativa di tutte le unità partecipanti – scrive la brigata Ariete in un comunicato stampa di oggi, 23 ottobre – è terminata la prima fase delle attività operative condotte dalle forze NATO in Norvegia, in aggiunta all’esercitazione Trident Juncture 2018, che si configura come la più importante attività addestrativa organizzata dall’Alleanza Atlantica dalla fine della Guerra Fredda, con 50.000 militari schierati provenienti da 31 diverse nazioni, 150 aerei, 70 navi e oltre 10.000 veicoli terrestri”.

Questa prima fase, la Brilliant Jump II, ha consentito di testare e verificare le capacità di schieramento in teatro operativo delle diverse forze militari che, approntate nei rispettivi paesi, hanno raggiunto l’area d’impiego di esercitazione, condotto tutte le attività di ricezione, preparazione avanzata, trasferimento verso le pianificate zone di attesa, addestramento e integrazione, testando le procedure standardizzate di schieramento e assunzione dei dispositivi in previsione di un impiego simulato in un ambiente simulato di reale operazione.

Trident Juncture 2019

Le Forze Armate Italiane, sottolinea il comunicato, partecipano a questo importante evento internazionale con un dispositivo formato dagli assetti principali dell’Esercito che, con il coordinamento di NRDC -ITA (NATO Rapid Deployble Corps – Italy) di Solbiate Olona, compongono la VJTF Land Brigade (Very High Readiness Joint Task Force), attuale punta di lancia dell’Alleanza.

Per il 2018, la brigata terrestre della VJTF è costituita su base 132° brigata corazzata Ariete (Comando Brigata, 11° reggimento Bersaglieri, del 10° reggimento Genio Guastatori, reggimento logistico Ariete, 32° reggimento Carri, reparto Comando e Supporti Tattici Ariete), con il rinforzo del 187° reggimento Paracadutisti, il supporto del 7° reggimento Trasmissioni, del 1° reggimento Artiglieria da montagna, della Scuola di Commissariato di Maddaloni e di una compagnia di Polizia Militare fornita dal 13° reggimento Carabinieri.

Alla Trident Juncture saranno presenti anche assetti di volo ad ala fissa dell’Aeronautica Militare, si apprende.

Al comando del contingente italiano c’è il generale di brigata Angelo Michele Ristuccia, Comandante della 132^ brigata corazzata Ariete.

Fonte e foto: 132^ brigata corazzata Ariete

Alpini: con la VARDIREX la sinergia civile-militare diventa il nuovo modello di intervento in situazione di emergenza

È stata presentata venerdì 12 ottobre, a Verona, nella Sala Rossa di Palazzo Scaligero, la Various Disaster Relief Management Exercise (Vardirex), un’esercitazione di protezione civile che vedrà schierati sul campo, per la prima volta con questi assetti, circa 800 uomini espressione delle professionalità delle Forze Armate e dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA) con il supporto del Dipartimento di Protezione Civile.

Lo si apprende da un comunicato stampa di venerdì scorso del Comando Truppe Alpine (COMALP).

Le aree operative distribuite in tre Regioni (Veneto, Piemonte e Abruzzo) prevedono un intervento all’unisono in situazioni di emergenza diverse, con l’intento di verificare le procedure e l’interoperabilità tra le componenti coinvolte nelle operazioni di soccorso in occasione di pubbliche calamità.

Nel corso dell’esercitazione, che si svolgerà dal 17 al 21 ottobre, sarà testato il sistema operativo di una organizzazione complessa dove opera personale sia militare, sia civile, in relazione alle esigenze di coordinamento a livello locale e nazionale, al fine di rendere sempre più efficienti le capacità di intervento in emergenza, spiega il comunicato.

L’evento è stato presentato da Roberto Giarola, direttore dell’Ufficio Volontariato e Risorse del Dipartimento di Protezione Civile, dal Gen. C.A Claudio Berto, Comandante delle Truppe Alpine dell’Esercito, e da Sebastiano Favero, Presidente dell’ANA.

“Una grande sfida – ha sottolineato il direttore Giarolafinalizzata a testare l’operatività comune delle strutture civile e militare, due componenti importanti della struttura di Protezione Civile. Andremo a testare sul terreno un nuovo modello d’intervento, una formula stabile di collaborazione civile e militare.”

“Sinergia, questo sarà il tema del lavoro degli ottocento uomini in esercitazione, lavorare assieme per trovare delle risposte migliori alle situazioni di emergenza – ha spiegato il gen Berto, Comandante delle Truppe Alpine – Integrazione sarà la parola d’ordine, integrazione delle capacità duali della Foza Armata con la componente di protezione civile dell’ANA e con i tanti attori del sistema nazionale di Protezione Civile”.

Il Presidente dell’ANA ha sottolineato: “16.000 sono gli alpini della componente di Protezione Civile dell’Associazione, che ha nella sua tradizione la disponibilità all’intervento. Due i suoi punti di forza: la sanità, che qui vedremo con l’ospedale da campo operativo, e la logistica”.

Presente alla conferenza stampa, a fare gli onori di casa, il Presidente della Provincia di Verona, Antonio Pastorello.

L’esercitazione Vardirex sarà aperta alla stampa il giorno 19 ottobre in Piemonte e il 20 ottobre, in occasione della visita delle autorità, in Veneto, fa sapere il COMALP.

Le operazioni in programma

Sarà simulato l’intervento e la gestione delle emergenze conseguenti in occasione di un’alluvione nella zona di Fossano, dove assetti del 32° reggimento Genio Guastatori, del reggimento Logistico Taurinense, del 2° reggimento Alpini e del 34° gruppo Squadroni Toro interverranno sul terreno accanto a squadre espresse dall’ANA e gestite dalla locale struttura di protezione civile.

In Veneto, nella zona del Monte Baldo, si interverrà in occasione di un evento sismico.

L’esercito sarà in azione con personale del 2° reggimento Genio Guastatori e del reggimento Logistico Julia; l’ANA con una squadra alpinistica e con il suo ospedale da campo. Il Field Hospital sarà trasportato da assetti aeronautici della 46^ brigata aerea di Pisa, che interviene con un C-130 per il trasporto dell’ospedale da campo e un C-27J in funzione antincendio, si apprende.

In Veneto verrà installata anche la sala operativa, che gestirà simultaneamente i tre scenari emergenziali e le decine di interventi sul terreno.

In Abruzzo, a Coppito, in prossimità dell’Aquila, personale del 9° reggimento Alpini, del battaglione Vicenza, opererà con il personale dell’ANA nell’intervento per un sisma che porterà alla gestione di sfollati.

Parteciperanno all’esercitazione, oltre al Dipartimento di Protezione Civile, aliquote delle organizzazioni di Protezione Civile territoriali e delle Prefetture, assieme alle amministrazioni comunali interessate dall’evento.

Il verificarsi di tre diversi eventi calamitosi, in tre aree e quasi simultaneamente, accrescerà enormemente le difficoltà di gestione rappresentando, se non un unicum, una rarità.

In particolare, a Fossano, sarà allestito un campo di accoglienza e gittato un ponte Bailey su corso d’acqua per il ripristino della viabilità. In tale contesto interverrà una squadra del soccorso alpino per il ritrovamento dei dispersi. Verrà quindi allestito un centro accoglienza, dotato di posto di medicazione avanzato.

In Veneto, nei comuni di Caprino Veronese e Ferrara di Monte Baldo, i soccorritori interverranno nel recupero di personale disperso e nella gestione di un’emergenza con decine di feriti, nel corso dell’evento l’ospedale da campo supporta la struttura locale di sanità nazionale lesionata dal sisma. Anche assetti delle Forze Speciali dell’Esercito saranno impiegati in questo scenario.

In Abruzzo sarà allestito un campo di prima accoglienza con un posto medico e le squadre soccorso civili e militari gestiranno il supporto all’evacuazione di una scuola. Nell’area di Coppito saranno impiegati anche assetti antincendio con l’impiego di aeromobili dell’Aeronautica Militare.

La Protezione Civile regionale, le Prefetture, le Province e i Comuni interessati saranno parte dell’emergenza con l’attivazione dei Centri Operativi Comunali e dei Centri di Soccorso con l’apertura delle Sale Operative locali.

Fonte e foto: COMALP

Il SSSD on Tofalo dall’Aeronautica: a Decimomannu, “scuola dei top gun del futuro”, e al Poligono di Salto di Quirra

“Il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo, accompagnato dal Generale di Brigata Aerea Giovanni Magazzino, Capo di Stato Maggiore del Comando Logistico dell’Aeronautica Militare, e dal Colonnello Paolo Zorba, ha visitato l’Aeroporto militare di Decimomannu e il Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze di Salto di Quirra (PISQ), rende noto con un comunicato del 24 settembre l’ufficio stampa del Sottosegretario.

A ricevere il sottosegretario Tofalo nel Reparto Sperimentale e di Standardizzazione al Tiro Aereo (RSSTA) è stato il Comandante, col Maurizio De Angelis, che con il suo staff ha presentato le principali attività condotte a favore dell’addestramento delle unità dell’Aeronautica Militare.

Il Reparto fornisce il Servizio Radar per il controllo di avvicinamento al traffico aereo civile e militare nell’area centro-sud Sardegna e assicura il servizio meteo di osservazione e previsione.

“Decimomannu rappresenta una base preziosa per l’attività addestrativa, basica e avanzata. Un centro di addestramento di eccellenza su cui si punta e che verrà potenziato per diventare la scuola dei top gun del futuro, ha detto il Sottosegretario Tofalo.

Il Ministero della Difesa e la Regione Sardegna hanno infatti avviato di recente una valutazione per la localizzazione nell’isola della Scuola di volo internazionale per l’addestramento di piloti International Flight Training School (IFTS).

Come sede, il Ministero della Difesa ha proposto alla Regione Sardegna la base di Decimomannu, struttura già operativa ed efficiente.

All’interno dell’aeroporto c’è anche una Sala Espositiva dedicata a tutti i caduti dell’Aeroporto, fa presente il comunicato stampa: attraverso un percorso di immagini, cimeli, modelli e particolari originali dei diversi velivoli che l’aeroporto ha ospitato, è raccontata la storia del reparto. Il SSSD è stato accolto dal ten col Maurizio Riccitelli.

Il sottosegretario Tofalo ha proseguito la visita all’80° Centro Combat Search and Rescue che di recente è stato potenziato con elicottero AW139 del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera.

Il Centro è uno dei reparti del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare che garantisce 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno, la ricerca e il soccorso degli equipaggi di volo in difficoltà. Concorre inoltre ad attività di pubblica utilità, quali la ricerca di dispersi in mare o in montagna, il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati in pericolo di vita e il soccorso di traumatizzati gravi.

Dalla sua costituzione a oggi, gli equipaggi del 15° Stormo hanno salvato più di 7mila persone in pericolo di vita, sottolinea il comunicato stampa.

Nel corso della visita il Sottosegretario, accompagnato dall’on Emanuela Corda, ha avuto modo di sorvolare l’area militare di Capo Frasca per giungere a Perdasdefogu.

Nel Poligono Sperimentale e di Addestramento Interforze di Salto di Quirra (PISQ), l’on Tofalo ha incontrato il Comandante, il Generale di Brigata Aerea Giorgio Francesco Russo.

L’area militare, costituita nel 1956, comprende il Poligono “a terra” di Perdasdefogu (Ogliastra), dove ha sede il Comando, e il Distaccamento dell’Aeronautica Militare di Capo San Lorenzo con il Poligono “a mare”.

“Questa struttura rappresenta una realtà unica in grado di fornire utili strumenti allo studio e alla ricerca nel settore della Difesa e in quello industriale – ha affermato il Sottosegretario – ciò garantisce anche il raggiungimento di obiettivi condivisibili con il territorio, nell’ottica di un impiego duale delle strutture a favore della collettività.”

L’ente interforze, composto principalmente da personale dell’Aeronautica Militare, assicura l’esecuzione di prove sperimentali di missili e bersagli, di prove di qualifica per nuovi sistemi d’arma, nonché di collaudo e la verifica della qualità di produzione di serie degli armamenti.

Inoltre, al suo interno si svolgono attività addestrative di unità nazionali e straniere e collaborazioni con enti scientifici nazionali ed esteri.

Il Poligono dispone di una sofisticata rete di rilevamento dati, costituita da una catena di inseguimento radar e da sistemi di rilevamento ottici e telemetrici, che rappresenta una struttura unica nel suo genere in Italia. Dal PISQ dipende il Reparto Sperimentale e di Standardizzazione al Tiro Aereo (RSSTA) di Decimomannu (Cagliari).

Il Poligono elabora a cadenza semestrale un Programma di attività che viene sottoposto all’approvazione dello Stato Maggiore della Difesa.

In fase esecutiva, ogni operazione deve essere svolta nel rispetto di un Disciplinare per la Tutela Ambientale, volto a garantire il minimo impatto ambientale delle attività, spiega il comunicato.

L’adozione di procedure ambientali in linea con le principali normative nazionali ha recentemente consentito al Poligono di conseguire la Certificazione Ambientale ISO 14001.

Fonte e foto: Cap Rizzo – Addetto stampa SSSD on Tofalo