Forze Armate in scala: il bombardiere medio FIAT BR 20 Cicogna

By Mithra

Il soggetto dell’articolo di questa settimana rappresenta un altro velivolo storico che ha prestato servizio con i colori della Regia Aeronautica: il bombardiere medio FIAT B.R. 20 Cicogna.

L’aereo, come i caccia C.R. 32 e C.R. 42, è stato uno dei prodotti di elevata qualità che la FIAT ha saputo realizzare negli anni ’30, grazie all’opera di uno dei suoi più illustri e prolifici progettisti, l’Ingegnere Celestino Rosatelli.

Forse meno famoso e meno conosciuto rispetto agli altri citati modelli, il B.R. 20 condivide, però, con questi due aerei lo stesso destino; un progetto concettualmente innovativo e brillante ma, purtroppo, di effimera durata, perché travolto da un progresso tecnico-tattico al quale sia l’industria e sia vertici militari nazionali non sono stati in condizione di formulare risposte e soluzioni adeguate.

Il B.R. 20 viene sviluppato a cavallo della metà degli anni ’30, a seguito di una precisa esigenza di dotare l’Aeronautica di un bombardiere medio di concezione moderna, in grado di portare un carico bellico utile elevato e con un esteso raggio di autonomia.

Il progetto che la FIAT propone, e che risulterà selezionato, è quello di un monoplano interamente di costruzione metallica con superfici con rivestimento misto (duralluminio e tela – novità assoluta nel mondo aeronautico del tempo) che adotta una serie di caratteristiche tecniche innovative per il settore aeronautico nazionale: è un monoplano con ala bassa, con doppia deriva di coda, è un bimotore, ha il carrello retrattile a scomparsa nelle gondole dei motori, possiede un armamento difensivo adeguato sistemato in torrette girevoli, il suo carico bellico è alloggiato verticalmente nella stiva.

Sviluppato in tempi ristretti il B.R. 20 si rivela un ottimo areo, estremamente moderno per gli standard del periodo, che dà buona prova delle sue caratteristiche tecnico – tattiche durante l’impiego operativo sia nella Guerra di Spagna, nelle fila dell’Aviazione Legionaria, sia nelle operazioni condotte dal Giappone durante la guerra con la Cina.

In relazione a tali successi l’aereo, introdotto in servizio nella Regia Aeronautica nell’ultimo periodo degli anni ’30 con grande entusiasmo, costituirà la spina dorsale delle unità da Bombardamento Medio, nella fase iniziale del Secondo Conflitto Mondiale.

Purtroppo, come accennato precedentemente, la difficoltà dei vertici militari nel discostarsi da una visione operativa rigida e poco sensibile ad analisi di ampio respiro (il profeta del concetto del dual use non era ancora nato al tempo!!!) coniugata all’improvviso ictus della creatività, che sembra aver colpito la nostra industria nell’immediato anteguerra, hanno avuto come conseguenza che la Cicogna mostrasse rapidamente i segni del tempo.

Le prestazioni, divenute modeste in riferimento agli standard tecnici in continua evoluzione, la mancanza di soluzioni qualificanti per migliorare il progetto (le varianti principali introdotte in linea riguardavano esclusivamente una revisione del posizionamento della parte anteriore, dell’armamento di bordo e poco altro), le elevate perdite subite dalle unità e la disponibilità di apparecchi differenti e dalle migliori prestazioni, determinarono il progressivo ritiro della Cicogna dalla prima linea, relegando l’aereo a ruoli di secondo piano e per l’addestramento degli equipaggi.

In definitiva il B.R. 20 è stato un ottimo velivolo dalle caratteristiche tecniche notevoli al momento della sua introduzione in servizio, ma essendo il frutto di un progetto pensato e realizzato con scarsa sensibilità nei riguardi dell’evoluzione vertiginosa della tecnologia, si è dimostrato obsoleto nel giro di pochissimi anni. Insomma nulla di nuovo nel panorama nazionale!!!!

Non perdiamoci in altre considerazioni scioviniste e passiamo a esaminare il modello.

Questa volta abbiamo un vero e proprio pezzo vintage, in quanto si tratta di una edizione limitata prodotta dalla Italeri in scala 1/72 (cod. 0103, prezzo che varia tra i 20 e i 25 Euro) che qualche anno fa ha rimesso sul mercato la Cicogna con le stampate della sua prima edizione anni ’70.

Quando l’ho vista non ho potuto resistere e l’ho acquistata immediatamente.

Tutto di questo modello ha un sapore rétro: l’art box, la confezione e l’imballaggio, le stampate prodotte con una plastica giallina e quasi croccante – se mi si passa il termine non tecnico – in quanto dura e difficile da trattare, la rivettatura in rilievo e la pannellatura in positivo, la rusticità dei dettagli del cockpit e degli interni in generale e l’assoluta mancanza di fotoincisioni o parti in resina! È stato un tuffo nella mia infanzia modellistica!!!!!!

Aprendo la scatola abbiamo di fronte quattro stampate di cui tre di plastica colore giallo senape (con tante abbondanti sbavature e segni di estrattori…che generano subito emozioni perdute) e una di plastica trasparente (le vetrature riprodotte sono spesse alle volte come colli di bottiglia) che comprendono anche il piedistallo per l’esposizione del modello, un foglio di decal (dire essenziale è riduttivo, quindi senza le decine di noiosissimi stencil e minuscole scritte che siamo abituati ad avere nei modelli di oggi) e infine un libretto di istruzioni sintetico e, quasi, criptico (è richiesto un certo sforzo di immaginazione e una buona dose di creatività per interpretare alcuni passaggi) la cui chicca è costituita dalle indicazioni per la verniciatura (il sistema identificativo definito dal Federal Standard non è considerato affidabile e si preferisce sostituirlo con nomi più semplici e con disegni!!!!).

Per l’assemblaggio (fortunatamente possiamo ricorrere, invece, allo sviluppo tecnico che ha permesso di rinunciare alla limetta da unghie della mamma e al tagliabalsa di vecchia memoria) dobbiamo fare un po’ di lavoro extra per dare un po’ di respiro al dettaglio spartano del modello originale.

Dopo qualche ora di lavoro, l’impiego di stucco, di listelli di evergreen in abbondanza e il ricorso alle meraviglie nascoste nella scatola degli avanzi, il prodotto è risultato non del tutto malvagio (direi quasi agréable).

Ho deciso di lasciare inalterati sia la rivettatura sia la pannellatura, tanto per sottolineare il fascino vintage.

Le restanti fasi dell’assemblaggio scorrono via senza particolari problemi. Notevole è il perfetto incastro delle ali alla fusoliera e dei piani di coda che non richiedono stuccatura alcuna, motori e carrello sono molto spartani ma non necessitano di interventi speciali.

Un discorso a parte meritano i trasparenti. Un certo disallineamento si riscontra nell’assemblaggio del muso, comprensivo dell’installazione dell’arma e, soprattutto, nella capote del posto di pilotaggio. Nulla di trascendentale che un po’ di pazienza e molta lima e stucco non possano correggere.

L’unico grosso problema è dato dallo spessore dei trasparenti che rende difficile apprezzare il lavoro di upgrade dell’abitacolo e della postazione del puntatore.

La versione scelta è quella di un B.R. 20 M (M per modificato in quanto rappresenta la versione migliorata con alcune minori modifiche nella struttura e, nel particolare, un nuovo profilo del muso con una differente installazione dell’armamento).

La livrea invece, è quella di una Cicogna del 4° Sqn. BT, dell’11° Gr. BT, 13° Stormo BT operante nell’ambito del C.A.I. (Corpo Aereo Italiano: formazione della Regia Aeronautica che partecipò alle fasi finali della cosiddetta Battaglia di Inghilterra – spedizione sfortunata e non annoverabile tra i successi!!!) di base in Belgio sul finire del 1940.

Cosa dire a conclusione? Il modello dichiara apertamente i suoi anni e qui risiede il suo fascino.

In un mondo dove oramai la ricerca del “superiperdettaglio” ha raggiunto livelli sicuramente patologici e dove fotoincisioni e aftermarket in resina consentono di avere riproduzioni più fedeli dell’originale stesso, un modello di questo tipo consente di fare un tuffo nel passato e di trascorrere qualche ora serena senza assilli di performance da concorso!

Assemblato così dalla scatola (lo so, Out Of the Box farebbe più fino, ma in questo caso siamo di fronte a un prodotto totalmente autarchico …quindi ci siamo capiti lo stesso!!!) il B.R. 20 che si ottiene è un onesto e simpatico modellino.

Volendo ci si può sbizzarrire e si può stravolgere il kit con un totale restyling: interni, cockpit, motori, carrello, armamento, rivettatura e pannellatura sono sicuramente settori che meriterebbero attenzione, e chi ne ha voglia trarrebbe enorme soddisfazione.

In sintesi, un buon modello per un weekend di serenità (dopo aver assolto tutti gli obblighi del fine settimana: spesa, partita dei figli e lavoretti domestici!!) onesto nella sua versione vintage, che ci consente di aggiungere alla nostra collezione un aereo che ha avuto un posto importante nel nostro panorama azzurro, sicuramente all’avanguardia al momento della sua introduzione in servizio, anche se ha dovuto cedere il passo a una tecnologia incalzante che gli ha tolto il palcoscenico di miglior bombardiere medio solo dopo pochi anni dalla sua progettazione.

Mithra