Ascenzo Tocci

Il CaSMD gen Abrate in visita nei teatri operativi prima della fine del suo mandato, data in cui terminerà anche il suo servizio attivo

Mancano pochi giorni al termine del mandato per il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD) generale Biagio Abrate. Prima di questa scadenza, che è prevista per il prossimo 31 gennaio e che coincide con il termine del servizio attivo del generale Abrate, il CaSMD si è recato nei teatri operativi per un saluto ai militari italiani dispiegati all’estero.

Afghanistan

Sabato 19 gennaio il CaSMD, generale Biagio Abrate, ha visitato i militari del  contingente italiano in Afghanistan inquadrato nel Regional Command–West (RC-W) di ISAF,  il comando NATO attualmente guidato dalla brigata alpina Taurinense, volendosi personalmente accomiatare da quanti sono impegnati in teatro operativo nell’approssimarsi della data del termine del suo mandato, prevista per il 31 gennaio.

Accompagnato dal generale Dario Ranieri, comandante dell’RC-W, il generale Abrate ha raggiunto tutte le basi ove i militari italiani sono quotidianamente impegnati.

A Farah, è stato accolto dal comandante della Transition Support Unit South, su base 9° reggimento Alpini dell’Aquila, colonnello Riccardo Cristoni,  con il quale si è successivamente portato presso la base avanzata di Bala Boluk. Da qui, dopo un pranzo con il personale della base, il generale Abrate ha raggiunto Shindand, dove ha incontrato gli Alpini del 3° reggimento di Pinerolo, guidati dal colonnello Andrea Bertocchi, che costituiscono insieme ad altri assetti militari italiani la Transition Support Unit Center, e il team dell’Aeronautica Militare che forma i piloti di elicottero dell’aviazione militare afgana. La visita è quindi terminata a Camp Arena, sede dell’RC-W.

A tutti il CaSMD, la cui data di passaggio di consegne coinciderà con il termine del servizio attivo, ha rivolto parole di ringraziamento per quanto è stato fatto e per il lavoro svolto con sacrificio e costante impegno in favore dell’Afghanistan  con ovvie positive ripercussioni anche sul nostro Paese, rimarcando quanto sia pagante, specie in contesti operativi, la collaborazione tra tutte le Forze Armate. “Dopo 44 anni con le stellette, se fosse possibile ricominciare – ha poi concluso il generale Abrate – ripercorrerei esattamente la medesima strada che mi ha portato sin qui”,  aggiungendo che è sua intenzione, almeno nei primi tempi e come mai prima, visti gli impegni che la professione di militare comporta, “dedicarsi alla propria famiglia”.

Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Kosovo

Lo scorso 8 gennaio il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, ha fatto visita al contingente italiano impegnato in Kosovo per portare il suo personale saluto di commiato ai militari impegnati nell’ambito delle forze NATO KFOR dell’Operazione Joint Enterprise.

Dopo aver incontrato il personale del Comando KFOR e del reggimento Carabinieri Multinational Specialized Unit (MSU) a Pristina, il generale Abrate, accolto dal colonnello Ascenzo Tocci, comandante del Multinational Battle Group West (MNBG-W), l’unità a guida italiana deputata al controllo dell’area ovest, ha incontrato tutto il personale di stanza a Villaggio Italia a Pec.

Prima di decollare per il rientro dall’Aeroporto AMIKo di Djakovica, ha salutato gli uomini e le donne dell’Aeronautica Militare in servizio nella base.

Il Capo di SMD, durante gli incontri, ha rivolto un sentito plauso per il costante impegno con il quale, da oltre un decennio, viene garantita l’attività operativa e di supporto nel teatro balcanico, nonché i suoi personali ringraziamenti per quanto fatto durante il suo periodo alla guida della Difesa.

In particolare, nell’incontro con il personale italiano a Villaggio Italia, ha manifestato la propria soddisfazione per l’impegno profuso e i risultati conseguiti in Kosovo, evidenziando anche come “il lavoro svolto dagli uomini e dalle donne appartenenti a tutte le Forze Armate e all’Arma dei Carabinieri è sempre molto apprezzato da tutte le autorità politiche e militari, nazionali e internazionali, ma soprattutto dalle autorità e dalla popolazione del Kosovo”.

Fonte: Contingente italiano KFOR, SMD

Foto: Contingente italiano KFOR, SMD

Libano

Ieri, 20 gennaio, ormai a pochissimi giorni dal termine del suo mandato, il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, ha salutato il personale del contingente italiano impegnato in Libano nell’ambito della Missione UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon).

Il generale Abrate è stato accolto nella base militare di Naqoura dal comandante di UNIFIL, il generale Paolo Serra. Nel corso dell’incontro con il Force Commander, il CaSMD ha espresso parole di apprezzamento per la meritoria opera svolta dal personale delle Forze Armate italiane impegnate nel quadro del delicato mandato contenuto nella risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, sottolineando l’elevato contributo fornito dai caschi blu italiani alla missione.

Nel prosieguo della visita, il generale Abrate ha quindi incontrato una rappresentanza di Soldati, Aviatori, Marinai e Carabinieri del comando di Unifil rivolgendo loro il messaggio di ringraziamento e saluto. In particolare, il generale Abrate ha manifestato la propria soddisfazione per i risultati conseguiti, evidenziando come il lavoro svolto dagli uomini e dalle donne appartenenti a tutte le Forze Armate  è sempre molto apprezzato da tutte le Autorità politiche e militari, nazionali e internazionali, ma soprattutto dalle Autorità e dalla popolazione del Libano.

Il generale Abrate si è poi trasferito alla base militare italiana di Shama dove è stato accolto dal generale Antonio Bettelli, comandante del settore ovest di Unifil, su base brigata aeromobile Friuli, e ha incontrato le truppe italiane sottolineando che la loro costante presenza sul terreno, attraverso il lavoro, l’impegno e il sacrificio, contribuisce al conseguimento degli obiettivi prefissati dall’ONU.

L’Italia contribuisce alla missione Unifil con circa 1.100 soldati e fornisce 4 elicotteri per il supporto aereo. Unifil, composto da circa 12mila peacekeeper  provenienti da 37 differenti nazioni, nel breve periodo ha conseguito i seguenti obiettivi: un generale rispetto nella cessazione delle ostilità; lo sviluppo di un dialogo tra le parti attraverso l’unico forum, il meeting tripartito, in grado di realizzare un processo di confidence building; il dispiegamento, dopo circa 30 anni, delle forze armate libanesi nel sud del Libano; un progressivo aumento delle capacità delle medesime forze armate nell’azione di controllo dell’area a sud del fiume Litani.

Fonte: UNIFIL – MPIO

Foto: UNIFIL – MPIO

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