Belo Polje

KFOR, cambio comando con la fanfara della brigata alpina Taurinense

20150807_TOA KFOR_Fanfara Brigata Taurinense_Pristina_KosovoLa Fanfara della brigata Taurinense è giunta in Kosovo per eseguire dal vivo le note che accompagneranno la cerimonia di avvicendamento al Comando della missione KFOR, fa sapere lo stesso contingente italiano di KFOR in Kosovo.

L’occasione ha permesso ai musicisti alpini di esibirsi in diversi concerti nelle principali città kosovare, tra cui Pec/Peja, sede del comando a guida italiana responsabile dell’intero settore occidentale.

Il programma ha dedicato due giornate alla municipalità in cui il legame con il contingente italiano è particolarmente sentito, sottolinea il comunicato. Il 2 agosto l’esibizione è avvenuta all’interno della base Villaggio Italia, dove i militari italiani, insieme a sloveni, austriaci e moldavi, hanno potuto ascoltare il repertorio musicale che spazia dalla musica leggera ai brani sinfonici, senza dimenticare i grandi classici nazionali. Il giorno successivo è stata la piazza principale della città a fare da scenario alle melodie della Fanfara. Alla presenza del comandante del Multinational Battle Group West, colonnello Ciro Forte, e del sindaco, Gazmend Muhaxheri, i musicisti hanno riscosso il pieno apprezzamento dei cittadini e delle autorità locali intervenute.

201508807_TOA KFOR_La fanfara della Brigata Taurinense si esibisce a PristinaLa manifestazione musicale ha riservato altre due tappe al complesso bandistico. La prima presso Pristina, la principale città del Kosovo, e l’altra a Gracanica, comune a maggioranza serba sede dell’omonimo monastero ortodosso dall’eccezionale importanza storica.

La Fanfara, prima di rientrare alla caserma Monte Grappa di Torino, si esibirà durante la cerimonia di avvicendamento alla guida delle Forze Nato in Kosovo, che è stata affidata nuovamente a un comandante italiano: oggi 7 agosto, infatti, presso la base militare che ospita il Comando della Missione in Kosovo, il generale Francesco Paolo Figliuolo cederà, dopo undici mesi, il comando al generale Guglielmo Luigi Miglietta.

La Fanfara della brigata Alpina Taurinense, diretta dal Maestro Marco Calandri, non è nuova a esibizioni di questo tipo all’estero.

Oltre ad aver partecipato a numerose manifestazioni musicali in vari paesi europei, si è esibita anche per il Santo Natale a Sarajevo nel 1997, e ancora in Bosnia nel 2000.

I concerti di questi giorni rinnovano la tradizione iniziata già lo scorso anno da bande musicali dell’Esercito Italiano, le cui note servono a rafforzare il connubio che i nostri soldati hanno saputo creare con la popolazione locale operando sempre con imparzialità per garantire una pace stabile e duratura in Kosovo.

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Fonte e foto: KFOR PAO

Il 2 giugno 2015 di KFOR: Balcani sicuri se Kosovo stabile, il COMKFOR gen Figliuolo rassicura su impegno

20150602_KFOR_Il Generale Figliuolo passa in rassegna i repartiSi è svolta ieri mattina, 2 giugno, nel Villaggio Italia di Belo Polje, in Kosovo, la cerimonia militare in occasione del 69° anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana.

Nel corso della cerimonia, a cui ha preso parte il Comandante di KFOR (COMKFOR), generale Francesco Paolo Figliuolo, è stato svolto un alzabandiera solenne ed è stata data lettura del messaggio del Presidente della Repubblica.

L’ambasciatore per l’Italia in Kosovo, S.E. Andreas Ferrarese, è intervenuto nel corso della cerimonia evidenziando come la missione delle Forze Armate Italiane in Kosovo sia viva e attuale, fa sapere il comunicato stampa di KFOR. I problemi che si addensano ai margini dell’Europa potrebbero ripercuotersi nell’area balcanica, e una delle chiavi per avere dei Balcani stabili è la stabilità del Kosovo.

20150602_KFOR_Villaggio Italia_Veduta dei reparti schieratiIn proposito il COMKFOR, gen Figliuolo, ha così dichiarato: “Sento la responsabilità di rassicurare tutti i militari che ci hanno preceduto in Kosovo che continueremo a svolgere il nostro compito con professionalità, correttezza ed imparzialità”.

“Sono orgoglioso – ha continuato COMKFOR – di trascorrere questo giorno con voi; per noi soldati questo è il modo migliore di onorare la nostra Nazione e di vivere il motto di KFOR, Example, Endeavour, Entrust”.

Ad accogliere le autorità e gli ospiti convenuti, uno schieramento interforze di militari dell’Esercito, appartenenti al 5° reggimento Alpini, al 132° reggimento Carri e all’8° reggimento Trasporti; i Carabinieri della Multinational Specialized Unit (MSU); Aeronautica e Marina Militare. Alla cerimonia hanno partecipato anche i contingenti sloveno, austriaco e moldavo, inquadrati all’interno del Multinational Battle Group West (MNBG-W) a guida italiana di stanza a Camp Villaggio Italia.

20150602_KFOR_2 giugno a Villaggio Italia_Un momento della cerimoniaAlla cerimonia era presente anche S.E. Gabriele Meucci, Capo della missione EULEX e i comandanti italiani delle unità inquadrate nella KFOR: il colonnello Francesco Maria Chiaravalloti, Comandante della MSU, il colonnello Corrado Benzi comandante del Joint Regional Detachment Center, e il colonnello Carlo Cavalli, comandante del MNBG-W.

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Fonte e foto: KFOR PAO; MNBG-W PIO

20150602_KFOR_Villaggio Italia_Tribuna d'onore

I contingenti italiani in Kosovo e Libano ricevono la visita del sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi

Il 19 dicembre il sottosegretario di stato alla Difesa, onorevole Domenico Rossi, ha fatto visita ai contingenti militari italiani della Kosovo Force (KFOR), in Kosovo, e della Joint Task Force-Lebanon di UNIFIL, in Libano.

Accolto nel primo caso presso l’aeroporto di Pristina dal comandante, generale Francesco Paolo Figliuolo, il Sottosegretario si è recato presso la base di Film City, sede del comando della missione KFOR a Pristina/Prishtinë.

Durante la visita, il Sottosegretario è stato aggiornato dal generale Figliuolo sulla situazione sociopolitica e sullo stato della sicurezza in Kosovo. In particolare, è stato sottolineato l’importante ruolo svolto dagli uomini e dalle donne delle Forze Armate Italiane che quotidianamente contribuiscono al mantenimento della pace e della stabilità nell’area.

Successivamente, alla presenza dell´ambasciatore italiano in Kosovo, Andreas Ferrarese, e di una rappresentanza del Multinational Battle Group West (MNBG-W) dislocato a Belo Polje, su base 5°reggimento Alpini al comando del colonnello Carlo Cavalli, l´onorevole Rossi ha incontrato il contingente militare italiano a Pristina, dove ha espresso vivo ringraziamento per l’operato dei militari italiani nell’ambito della missione KFOR, determinante assieme alle organizzazioni internazionali per la crescita generale del paese. L’Onorevole, nel suo discorso ai militari del contingente, si è così espresso: “I risultati raggiunti dalle Forze Armate Italiane sono essenziali in un mondo sempre più conflittuale, in cui i valori di pace, libertà e democrazia sono invece quelli fondamentali se vogliamo raggiungere pace, sviluppo, equità sociale e solidarietà nel mondo, creando quindi le basi per un futuro migliore per i giovani che verranno”.

Nello stesso giorno il sottosegretario di stato alla Difesa ha visitato il contingente italiano a Shama, presso la base Millevoi, dove opera la Joint Task Force- Lebanon- Sector West (JTF-L- SW) a guida italiana, su base brigata Pinerolo.

Accompagnato dall’ambasciatore italiano in Libano, Giuseppe Morabito, l’onorevole Rossi al suo arrivo è stato accolto dal generale Stefano Del Col, comandante del Sector West di UNIFIL e del contingente italiano in Libano.

Nel corso della visita, il Sottosegretario ha avuto modo di ricevere un aggiornamento sulla situazione operativa nell’area di responsabilità italiana, con particolare riferimento al controllo del territorio per il monitoraggio della cessazione delle ostilità, alle attività addestrative a supporto dell’Esercito Libanese e all’assistenza alla popolazione locale con la realizzazione dei progetti di cooperazione civile-militare per le municipalità del settore ovest.

Durante la visita ha incontrato le donne e gli uomini del contingente nazionale, esprimendo a nome del Governo italiano parole di stima e apprezzamento per l’opera svolta dai caschi blu e gli auguri per le prossime festività.

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Fonti e foto: KFOR e SW UNIFIL

KFOR, Kosovo: il COMCOI gen Bertolini visita il contingente italiano e gli avamposti del nord

Ieri, 29 novembre, il generale Marco Bertolini, comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), si è recato presso la base di Film City, sede del Comando NATO a Pristina, dove ha fatto visita ai militari del contingente italiano in Kosovo.

Accolto dal comandante della forza multinazionale KFOR, generale Francesco Paolo Figliuolo, il comandante del COI è stato aggiornato sulla situazione operativa corrente e sugli impegni futuri di KFOR.

Il generale Bertolini ha poi incontrato e ringraziato i militari italiani di tutte le Forze Armate Italiane presenti a Film City che quotidianamente contribuiscono al mantenimento della pace e della stabilità in Kosovo, sottolineando come i nostri uomini e donne siano sempre apprezzati ambasciatori dell’Italia all’estero.

Nel corso della visita il comandante del COI ha effettuato una ricognizione delle principali basi e avamposti operativi nella zona nord del Kosovo, dove le unità multinazionali di KFOR contribuiscono ad assicurare il mantenimento della libertà di movimento e delle necessarie condizioni di sicurezza.

Infine il generale Bertolini, accompagnato dal generale Figliuolo, si è recato a Belo Polje al campo Villaggio Italia, sede del Multinational Battle Group West, dove ha incontrato i soldati del contingente italiano che operano nel settore ovest del Kosovo, al comando del colonnello Angelo Minelli.

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Fonte e foto: KFOR PAO

KFOR: il COMKFOR, gen Farina, ha incontrato i ministri della Difesa di Italia e Germania. Pinotti firma accordo con KSF, Von Der Leyen parla delle elezioni del prossimo 8 giugno

Il 15 maggio scorso, il comandante della Kosovo Force (COMKFOR), generale Salvatore Farina, ha ricevuto presso il quartier generale multinazionale Film City a Pristina il ministro della Difesa della Germania, Ursula Von Der Leyen.

Nel corso dell’incontro il generale Farina e il ministro Von Der Leyen hanno discusso dell’attuale situazione e della sicurezza in Kosovo e nell’area balcanica.

Il generale Farina ha rimarcato il miglioramento nel settore della sicurezza dopo l’accordo siglato tra Pristina e Belgrado il 19 aprile dello scorso anno con la mediazione dell’Unione Europea e ha confermato il continuo sforzo della missione NATO a supporto della pace, della cooperazione e del dialogo.

Il generale Farina ha poi aggiornato il ministro tedesco sul ruolo di KFOR, quale terzo responsabile della sicurezza, in occasione delle elezioni politiche in Kosovo fissate per il prossimo 8 giugno.

Il ministro Von Der Leyen, da parte sua, ha confermato il pieno supporto della Germania alla missione KFOR e più in generale al processo di stabilizzazione del Kosovo alla luce dei citati accordi.

A termine dell’incontro il COMKFOR ha ringraziato il ministro Von Der Leyen per l’elevata professionalità dimostrata dai militari di ogni ordine e grado facenti parte del contingente tedesco che, con oltre 700 soldati, rappresenta uno dei maggiori contributori di truppe a favore di KFOR.

Il 6 maggio, COMKFOR aveva ricevuto la visita del ministro della Difesa italiano, senatrice Roberta Pinotti, che nell’occasione ha fatto visita al contingente italiano in Kosovo.

Il ministro, che era accompagnata dal Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, ha potuto apprezzare l’importanza della proficua cooperazione instaurata tra la NATO e le Forze Armate dei paesi limitrofi (Albania, FYROM, Montenegro e Serbia) attraverso periodici incontri ad alto livello con i rispettivi Capi di stato maggiore della Difesa finalizzati al mantenimento della stabilità nella regione.

I militari italiani hanno sottolineato l’incremento della quotidiana collaborazione tra le unità di KFOR, le organizzazioni internazionali presenti sul territorio e le istituzioni del Kosovo per il mantenimento di un ambiente pacifico e sicuro.

Nel corso della visita il ministro Pinotti, accompagnata dall’ambasciatore italiano a Pristina, SE Andreas Ferrarese, dal CaSMD, ammiraglio Binelli Mantelli, e dal generale Farina, è stata ricevuta dalla Presidente del Kosovo, signora Atifete Jahjaga, e dal Primo Ministro del Kosovo, Hashim Thaci.

Nel corso dei colloqui si è discusso degli impegni dell’Italia nell’ambito delle missioni internazionali, con particolare riferimento al Kosovo, e sono stati altresì toccati i temi delle possibili future collaborazioni con il nostro paese nell’ambito della Difesa condividendo iniziative e prospettive comuni.

Un particolare ringraziamento è stato espresso dalle alte cariche istituzionali del Kosovo al ministro Pinotti per la recente cessione a titolo gratuito dell’aeroporto di Dakovica/Gjakova, costruito nel 1999 dalle unità del Genio dell’Aeronautica Militare Italiana, e sino a dicembre dell’anno scorso sede della Task Force Air di KFOR, che nel prossimo futuro diventerà un importante scalo alternativo a quello internazionale di Pristina.

Il ministro Pinotti e il suo omologo Agim Ceku, responsabile del dicastero della Kosovo Security Force, hanno poi firmato una lettera di intenti per l’implementazione e il consolidamento dei rapporti di cooperazione tra il ministero della Difesa italiano e il ministero della Kosovo Security Force.

Al termine degli incontri le autorità di Pristina hanno manifestato la loro soddisfazione per il concreto apporto che l’Italia continua a fornire per il mantenimento della stabilità e della sicurezza in Kosovo nella considerazione che il nostro paese è uno dei maggiori contributori di truppe a favore di KFOR con oltre 550 militari.

Il ministro Pinotti ha sottolineato che considera “particolarmente importante mantenere una presenza qualificata di militari delle Forze Armate italiane in questa importantissima e strategica regione europea”.

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Fonte e foto: KFOR PAO

KFOR, Kosovo: visita dell’ordinario militare, monsignor Santo Marcianò. Il programma dei prossimi giorni

È giunto oggi, 1° febbraio, in Kosovo Sua Eccellenza Reverendissima, monsignor Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia, in visita al contingente italiano impegnato nella missione NATO Kosovo Force (KFOR).

Monsignor Marcianò è stato ricevuto dal comandante della Kosovo Force (KFOR), generale Salvatore Farina, che, nel ringraziare l’ordinario militare per l’Italia, ha sottolineato come “la sua presenza e l’opera quotidiana svolta dai due cappellani militari rappresenti un messaggio di forte vicinanza a tutti i militari e confermi il supporto spirituale al contingente.

“KFOR – ha poi sottolineato il generale Farina – favorisce il dialogo tra tutte le rappresentanti religiose in Kosovo, operando quotidianamente a supporto della pace, la cooperazione e il progresso del territorio”.

“L’Italia – ha concluso il generale Farina, attuale comandante di oltre 5mila militari appartenenti alle forze armate di 31 nazioni – è tra i principali sostenitori della missione in Kosovo”.

In serata, presso la base di Film City, monsignor Marcianò ha incontrato il personale del contingente italiano e ha officiato la messa nella cappella situata all’interno del campo militare internazionale.

Nei prossimi giorni, durante la sua visita, monsignor Marcianò visiterà il Patriarcato di Pec e, a seguire, il monastero ortodosso di Decani, dove sarà ricevuto da Padre Sava, abate del monastero che dal 2004 fa parte dell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO ed è sotto la protezione delle Nazioni Unite e del Multinational Battle Group West (MBGW) di KFOR a comando italiano.

A Belo Polje, presso il campo di Villaggio Italia, sede del Multinational Battle Group West, monsignor Marcianò incontrerà gli uomini e le donne del contingente italiano a testimonianza della vicinanza e dell’apprezzamento per la professionalità e il quotidiano impegno dimostrato nel delicato processo di supporto della pace in Kosovo.

A Klina, città del settore ovest del Kosovo, all’interno dell’area di responsabilità del contingente italiano, monsignor Santo Marcianò visiterà la sede della Caritas Umbria in Kosovo, per poi partecipare all’inaugurazione della casa di accoglienza delle Sorelle Basiliane.

Nel comune di Gracanica, presso il monastero ortodosso, dedicato alla Nostra Signora di Ljeviš, l’ordinario militare incontrerà il vescovo ortodosso Teodosie, per poi concludere la sua visita in Kosovo nella cattedrale di Pristina, dove sarà ricevuto dal vescovo cattolico monsignor Giergi Dode, con il quale avrà modo di approfondire i temi riguardanti la condizione della comunità dei cristiani residenti nel paese.

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Fonte e foto: KFOR PAO

Kosovo, KFOR: nel motto Together as One, il 2° reggimento Vicenza sostituisce il 21° Trieste al comando del contingente italiano e del Multinational Battle Group West

Si è svolta oggi 15 novembre a Villaggio Italia, a Belo Polje, la cerimonia di passaggio di responsabilità alla guida del contingente italiano e del Multinational Battle Group West della KFOR (Kosovo Force).

Erano presenti alla cerimonia il generale Giorgio Cornacchione, comandante del Comando Operativo di vertice Interforze della Difesa (COI), quale massima autorità militare italiana; il generale tedesco Erhard Drews, comandante della KFOR; il generale Francesco Diella, Italian Senior Rapresentative, oltre ad autorità civili, religiose e militari della NATO.

Il 2° reggimento artiglieria terrestre Vicenza, comandanto dal colonnello Andrea Borzaga, ha sostituito il 21° reggimento artiglieria Trieste agli ordini del colonnello Vincenzo Cipullo.

Per il 2° reggimento artiglieria terrestre Vicenza, che ha tradizioni alpine ed è di stanza a Trento, si tratta della prima missione fuori dal territorio nazionale. Il colonnello Borzaga con i suoi soldati insieme a quelli sloveni, austriaci e svizzeri, continueranno a svolgere i delicati compiti  loro assegnati in aderenza della risoluzione 1244 (1999) delle Nazioni Unite per sostanziare e rendere operativo il motto della KFOR, Together as One.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa

Kosovo, 25 maggio 1941

pubblicato da Embedded il 29 dicembre 2005

Chi ha seguito il Tg2 delle 20,30 di ieri avrà notato il servizio sulla visita del ministro degli Esteri italiano Gianfranco Fini nei Balcani. Nel montaggio delle immagini si sono visti tra i vari siti anche il monastero di Visoki Decani e il Villaggio Italia di Belo Polje, in Kosovo, di cui ho scritto nel post del 24 dicembre scorso.

min_fini_decaniQuesta foto è stata scattata nella biblioteca del monastero, che viene protetto dai militari del contingente italiano della missione Kfor insieme con i monaci che ci vivono. Così è previsto dai compiti assegnati con la missione Nato.

Una situazione simile si è verificata anche 64 anni fa.

registro monastero DecaniNel libro conservato al monastero di Visoki Decani c’è la testimonianza di un ufficiale dei Carabinieri datata 25 maggio 1941. Dovendo garantire sicurezza al sito religioso, l’ufficiale è stato ospitato dai monaci e ha lasciato questo prezioso documento.

Mi piacerebbe trovare un commento a questo post da parte di quell’ufficiale o dei suoi discendenti.

UM ha scritto:

Un documento interessante sul grande gioco Balcanico, che si protrae almeno dall’ Ottocento. Anche poche righe di un semplice tenente de CC.RR. ci fanno assaporare la “geopolitica” vera.
UM (30/12/2005)

Foto: monastero di Decani

L’aragosta di Belo Polje

pubblicato da Embedded il 28 dicembre 2005

Se periodicamente in teatro operativo si consuma la razione K in concomitanza della pulizia delle cucine, è anche vero che alla domenica in certi compound italiani viene servita l’aragosta.

Così mi è stato riferito a proposito della mensa di Villaggio Italia, a Belo Polje in Kosovo. A dire il vero io non l’ho mai vista perché non credo di aver mai mangiato a Villaggio Italia di domenica. E se anche l’ho fatto di sicuro all’aragosta non ci faccio caso (so che viene cotta viva e che “urla” con le chele legate dentro l’acqua in ebollizione: questo basta per farmi passare la fame).

Sarà una leggenda metropolitana, ma c’è una cosa che posso confermare: alla domenica i militari dei contingenti stranieri fanno la fila nelle mense italiane. Una specie di turismo gastronomico che conferma la qualità dei nostri menu serviti nei teatri operativi.

Che la razione K sia solo una scusa per mettersi a dieta?!

Tra i commenti pubblicati:

Le razioni ‘K’ in teatro vengono distribuite periodicamente per due motivi: il primo, per consumarle, altrimenti si rischia di farle scadere senza averle consumate; il secondo, per fare riposare gli addetti alla cucina e alla mensa. Sembra una sciocchezza, ma da loro può dipendere il buonumore degli operativi e quindi anche la loro sicurezza (Rosario di Palazzo).

Attenzione mine

pubblicato da Embedded il 23 novembre 2005

eod_2004Il modello esemplificativo della foto è stato immortalato un anno fa nel compound italiano Villaggio Italia a Belo Polje, Kosovo.

Riproduce un campo minato con vari ordigni, ma soprattutto permette di osservare da vicino l’insidia degli ordigni trappolati. Si tratta di fili di inciampo (nella foto sono grigi) che collegano una carica all’altra creando una pericolosa rete: se si inciampa in uno di questi si fa saltare la serie di cariche collegate.

Nell’erba è quasi impossibile notare i fili di inciampo per un profano. Ma vengono trappolati anche i feriti o le carcasse degli animali: rimuovendoli si salta in aria. Nel corso di prevenzione dei rischi per i giornalisti inviati in aree di crisi esiste una sezione di teoria dedicata all’insidia delle mine e degli ordigni esplosivi.

Se serve un ripasso in teatro operativo è utile rivolgersi agli artificieri del nucleo Eod (Explosive Ordnance Disposal) dell’Esercito italiano.

Foto: materiale proprio