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Ucraina: alla vigilia dell’atteso referendum shutdown dei siti NATO per presunto “attacco”

Rimane ancora non visibile, a oltre dieci ore dalla comunicazione dell’attacco via twitter da parte della portavoce NATO, Oana Lungesco, il sito NATO dedicato alla difesa da attacchi cyber (NATO Cooperative Cyber Defence Centre of Excellence, CCDCoE).

Nella notte, si apprende dalla fonte istituzionale, sono stati attaccati più siti collegati alla NATO, senza tuttavia nessun “impatto operativo” e senza che vi sia stato danneggiamento alle banche dati.

Di più non viene detto, se non che si tratta di un “attacco” non meglio specificato. La portavoce Lungescu ha infine assicurato che il sito del CCDCoE è di nuovo visibile, cosa che al momento – oltre dieci ore dopo l’annuncio – a noi non risulta.

I tweet in questa occasione rappresentano un utile esempio di comunicazione di crisi attraverso i social media, ma lasciano comunque un dubbio sulla sicurezza contro gli attacchi hacker di un sito di livello il cui obiettivo è proprio la difesa da ogni cyber attack.

Lo shutdown, inoltre, arriva proprio alla vigilia del referendum (ora in corso di svolgimento) che in Ucraina deciderà le sorti della Crimea: argomento al centro dei colloqui euro-atlantici di questo ultimo periodo.

Fonte: twitter

Il Cybersecurity Act 2012 bloccato dal Senato americano fa infuriare Panetta

Il segretario di Stato alla Difesa americano Leon Panetta ha espresso disappunto in merito alla decisione del Senato di bloccare il Cybersecurity Act del 2012, un programma tutto indirizzato alla difesa dagli attacchi cyber che nello scenario contemporaneo rappresentano una minaccia via via crescente e “allarmante”, come lo stesso comunicato del Pentagono sottolinea.

Le conseguenze di un ritardo nell’affrontare tale problema così urgente, ribadisce il Pentagono appellandosi al Congresso, potrebbero essere devastanti sia sul piano pubblico e governativo, sia nel settore privato.

La strategia di Difesa statunitense invoca grandi investimenti per affrontare questa minaccia e non smette di esplorare nuovi sistemi di protezione contro gli attacchi cyber a tutela di tutta la nazione, anche se si sarebbe aspettata il sostegno del potere legislativo, fa notare il comunicato.

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Fonte: Dipartimento Difesa statunitense

Foto dal blog di Oliviero Mannucci

Report di intelligence della US Homeland Security: Al-Qaeda infiltrata nelle aziende di servizio pubblico americane

E’ di martedì scorso l’allarme lanciato dal Department of Homeland Security americano, che nel bollettino dedicato alla minaccia interna nelle aziende di servizio pubblico, intitolato appunto Insider Threat to Utilities, parla di “violenti estremisti” infiltrati e di tentativi di adescamento di impiegati dall’esterno con l’obiettivo di causare danni fisici e cyber attacchi.

C’è la quasi certezza da parte del report di intelligence, secondo quanto scritto e riportato da ABC News, che tali iniziative rappresentino una seria minaccia alle infrastrutture e ai sistemi informativi di tali aziende pubbliche americane. Conoscere particolari chiave, oltre che l’organizzazione interna, espone pericolosamente il sistema e il personale impiegato a qualsiasi tipo di attacco.

Le aziende che maggiormente attirano l’interesse degli estremisti al fine di porre in essere un sabotaggio dall’interno dell’apparato statunitense sono le raffinerie chimiche e petrolifere.

Chad Sweet, ex capo di stato maggiore della Homeland Security, ha confermato ad ABC News che un attacco di questo genere rappresenta “l’unico modo con cui uccidere un gran numero di americani”.

In altre parole, il progetto che Osama Bin Laden stava per attuare in occasione del decimo anniversario dell’11 settembre, il temuto 9/11, secondo quanto rilevato dal materiale raccolto nel compound di Osama ad Abbottabad, in Pakistan, dopo l’intervento dei Navy SEAL dello scorso 2 maggio.

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Fonti: ABC News, The Daily Beast

Foto: Stan Honda/Getty Images/The Daily Beast

NRDC-ITA si esercita sulla cyber security. Concluso il seminario Eagle Mercury 2011

Il NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona, comandato dal generale Giorgio Battisti, ha ospitato nei giorni scorsi il seminario Eagle Mercury 2011 dedicato alla sicurezza informatica e alla difesa dai cosiddetti cyber attack.

Il 12 e il 13 luglio si sono alternati nella caserma Ugo Mara a Solbiate Olona, presso la sede del corpo di reazione rapida della Nato, conferenzieri provenienti dal settore militare e dalle industrie della Difesa e produttrici di hardware e software.

Nel corso della due giorni dedicata esclusivamente all’approfondimento delle tematiche relative ai sistemi di comando e controllo (C2) e all’analisi dell’evoluzione delle problematiche della sicurezza informatica, è stato presentato anche il calendario esercitativo fino a tutto il 2013.

Questi gli interventi:

il COTIE di Anzio ha trattato le Training Activities e la Cyber Defence;

gli specialisti delle comunicazioni di NRDC-ITA hanno preso in esame i sistemi C2 in ambito ISAF, su piano nazionale e NATO;

NCSA (NATO Communication and Information System Service Agency) è intervenuta su How NCSA can support operations and exercises in NATO environment;

CISCO ha trattato la Cyber Security e il Complex Project Management;

Thales ha sviluppato il tema relativo alla Tactical satellite communication e il C2;

Selex è intervenuta sulla Cyber security;

Microsoft ha parlato di Lifecycle data centre concept and security.

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Fonte: PAO NRDC-ITA

Foto: PAO NRDC-ITA