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Difesa, il Sottosegretario Tofalo a ForumPA: “lavoriamo per rendere Dicastero modello virtuoso in materia cyber”

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) Angelo Tofalo è intervenuto ieri mattina, 15 maggio, al Forum PA 2019 sul tema “CyberSecurity e politica di difesa comune: il contributo della Difesa”, ha reso noto con un comunicato di ieri il suo addetto stampa.

Il Sottosegretario ha fatto il punto della situazione in merito ai lavori portati avanti dalla Difesa e ha poi rivolto uno sguardo al futuro in materia Cyber, affermando che: “La Difesa è in campo e sta facendo la sua parte. Da un lato il gruppo di progetto C5ISR lavora alla ristrutturazione dell’architettura cyber della Difesa, dall’altro il Dicastero grazie a professionisti specializzati è impegnato nella difesa del quinto dominio e quindi della sicurezza nazionale, affermandosi importante strumento per il governo”.

Il filo conduttore del tavolo al quale hanno partecipato rappresentanti della PA, dei Dicasteri, del mondo accademico e delle aziende, spiega il comunicato stampa, è stato il rafforzamento della struttura dedicata alla sicurezza nazionale, che deve necessariamente essere più integrata e inclusiva di tutti gli assetti del Paese.

“È in corso un importante lavoro di coordinamento tra i Ministeri che oggi dialogano più facilmente rispetto al passato. Possiamo e dobbiamo fare ancora tanto e con l’impegno di tutti, superare le ultime possibili resistenze che rallentano il sistema”, ha dichiarato Tofalo.

“Quello che più mi preoccupa oggi è l’analfabetismo digitale, ha poi aggiunto. “È una sfida che dobbiamo vincere investendo soprattutto sulla formazione e sulla cultura per non restare indietro. È necessario inoltre, e strategico, sostenere le nostre aziende, vero tessuto economico del Paese, anche grazie alla defiscalizzazione dei costi per la sicurezza cibernetica”.

Fonte: Capitano Massimiliano Rizzo Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Angelo Tofalo

Foto: @AngeloTofalo

Difesa: il SSSD on Tofalo a Washington incontra rappresentanti governo USA sul tema della sicurezza cibernetica

“Difesa e Sicurezza sono i principali temi nell’agenda” del Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD), on Angelo Tofalo, in questi giorni a Washington per incontrare i rappresentanti del Governo degli USA, fa sapere il suo addetto stampa con un comunicato odierno.

Nella sede del National Cybersecurity and Communications Integration Center (NCCIC), struttura preposta alla difesa delle infrastrutture critiche statunitensi da eventuali attacchi cibernetici, il sottosegretario Tofalo è stato ricevuto dal Vicesegretario Thomas Mc Dermott.

“È evidente l’importanza che viene attribuita alla sicurezza cibernetica – ha evidenziato l’on Tofalo – Dobbiamo tutti essere consapevoli che la minaccia cyber è crescente e sempre più pervasiva e che ciascun Paese è un potenziale bersaglio. Simulazioni eseguite da specialisti hanno stimato che un attacco a una infrastruttura critica potrebbe determinare danni a cose e persone ben più gravi di quelli causati da un conflitto bellico. È indispensabile farsi trovare pronti.”

Dalla sicurezza cyber a quella più propriamente definita “tradizionale” che viene assicurata dagli uomini sul terreno: al Pentagono il sottosegretario Tofalo ha incontrato il Vice Sottosegretario alla Difesa per la Politica, David J. Trachtenberg, con il quale ha parlato dell’attuale scenario geopolitico e dell’impegno nei principali teatri internazionali.

“Particolare attenzione è stata dedicata alla stabilità dei paesi che rappresentano un fattore cruciale per la sicurezza”, conclude il comunicato stampa.

Fonte: Capitano Massimiliano Rizzo Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On Angelo Tofalo

Foto: @AngeloTofalo

Cyber: il SSSD on Tofalo e il presidente di Microsoft Brad Smith su Democrazia digitale e Sicurezza organizzato da IAI

“Non possiamo sottrarci da quelli che sono i rischi della digitalizzazione, dobbiamo ridurli puntando prima di tutto sulla formazione e sull’informazione: i primi strumenti che assicurano al Paese un adeguato livello di sicurezza”, ha dichiarato ieri, 13 febbraio, il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo alla conferenza “Democrazia digitale: la protezione dei cittadini nell’era dei big data” alla presenza di Brad Smith, Presidente di Microsoft, si apprende oggi dall’addetto stampa del Sottosegretario.

L’evento, organizzato dall‘Istituto Affari Internazionali (IAI) in collaborazione con Microsoft, si prefissava l’obiettivo di “far progredire la conoscenza di queste tematiche in un contesto italiano, anche in una chiave di maggior posizionamento strategico del sistema Paese”, scriveva lo stesso Istituto dal suo sito web.

Per il sottosegretario Tofalo “La democrazia digitale è come una marea che sta salendo in tutto il mondo e noi dobbiamo sovrastarla, navigarla, senza farci travolgere dalla sua forza. La generazione di ‘nativi digitali’ ogni giorno si confronta con i cosiddetti ‘immigrati digitali’ che hanno imparato a utilizzare le tecnologie digitali in età adulta. Per far sì che si possa continuare a comunicare, e soprattutto a capire e farci capire, l’alfabetizzazione digitale deve diventare una priorità.”

E conclude: “A questo deve necessariamente aggiungersi un’azione sinergica tra i Parlamenti sovrani e i giganti dei big data per definire regole internazionali e globali.”

Il sottosegretario Tofalo interverrà domani alla sessione di chiusura dei lavori della terza edizione di Itasec19, conferenza italiana sulla cyber security organizzata dal Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica in collaborazione con il CNR, conclude il comunicato stampa.

Fonte: Capitano Massimiliano Rizzo Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Angelo Tofalo

Foto: @AngeloTofalo

Difesa, il SSSD on Tofalo a Washington esprime “le molteplici perplessità sul programma F35” al Sottosegretario Mrs Lord

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo ha incontrato a Washington, nel corso della sua visita negli Stati Uniti, Mrs Ellen Lord, Sottosegretario alla Difesa degli Stati Uniti; il Generale Edwin Wilson, responsabile del settore Cyber Defense USA; e, nella sede della DIA (Defense Intelligence Agency), il Generale Robert Ashley, come si apprende dal suo addetto stampa in data 26 gennaio.

“Questa mattina – ha informato l’on Tofalo dal suo profilo facebook – ho incontrato Mrs Ellen Lord, Sottosegretario alla Difesa degli Stati Uniti, con la quale ho avuto un colloquio proficuo e costruttivo. Abbiamo spaziato sulle tematiche più significative e importanti di natura industriale e di cooperazione nel settore della Difesa”.

“Mrs Lord mi ha chiesto in particolare del programma F35. Me l’aspettavo. Con l’estrema sincerità che lega due popoli amici e con assoluta fermezza ho espresso le molteplici perplessità che questo governo ha sul programma. Ho chiaramente detto che è in atto uno studio specifico, approfondito ed attento sul dossier F35, mirato a verificarne anche il rapporto costi/benefici. In 20 anni abbiamo già speso diversi miliardi. Una volta completato lo studio, il Ministro [della Difesa, Elisabetta] Trenta lo sottoporrà al Presidente [del Consiglio, Giuseppe] Conte per le opportune valutazioni e conseguenti decisioni. Nel contempo ho anche chiesto al mio omologo statunitense di supportarci politicamente nell’indirizzare altri Paesi a realizzare i propri velivoli in Italia presso la FACO di Cameri, asset strategico della nostra Aeronautica Militare, al fine di salvaguardare le capacità occupazionali dello stabilimento. Con Mrs Lord abbiamo poi affrontato la tematica della cyber security e l’eventualità di iniziare collaborazioni specifiche nel settore.”

Con il Generale Edwin Wilson, responsabile del settore Cyber Defense USA, “abbiamo affrontato approfondimenti sulla legislazione, sia statunitense che italiana, che disciplina lo specifico settore”, informa poi l’on Tofalo: “Si è parlato di formazione, di reclutamento e di future linee guida per il cyber a livello globale. Ci siamo intesi da subito e ripromessi di incontrarci nuovamente al più presto per partire con nuove e importanti collaborazioni tra Italia e USA.”

Nella stessa giornata Tofalo ha incontrato nella sede della DIA (Defense Intelligence Agency) il Generale Robert Ashley.

Scrive il sottosegretario Tofalo: “In un ambiente di particolare amicizia e apertura abbiamo discusso importanti temi di reciproco interesse, riguardanti: la protezione cibernetica delle nostre infrastrutture militari, le procedure e le best practices per la formazione del personale e per l’incremento della cultura della sicurezza informatica e la tutela del nostro patrimonio tecnologico e di conoscenze. Abbiamo infine concordato di incrementare la già ottima collaborazione nel settore attraverso dedicati incontri tra esperti. Il Gen Ashley mi ha infine ringraziato per il contributo e il ruolo che l’Italia svolge con i propri militari in molteplici e difficili teatri operativi nel mondo.”

Infine, la visita al Pentagono e al Memorial dedicato alle vittime dell’11 settembre 2001, per l’on Tofalo “una ferita alla democrazia che non si potrà mai rimarginare.”

Fonte: Cap Massimiliano Rizzo Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On Angelo Tofalo

Foto dal profilo facebook dell’on @AngeloTofalo

Difesa: il SSSD on Tofalo al Centro Intelligence Interforze di Ponte Galeria, “elevata professionalità e quotidiana riservatezza”

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo ha visitato il 3 agosto scorso il “braccio operativo” del Reparto Informazioni e Sicurezza: il Centro Intelligence Interforze, comandato dal Generale di Brigata Giorgio Cipolloni, ha fatto sapere con un comunicato stampa del giorno stesso l’addetto alla comunicazione del Sottosegretario.

Arrivato nella sede di Ponte Galeria, il sottosegretario Tofalo è stato ricevuto dal Capo Reparto, Ammiraglio di Divisione Fabrizio Simoncini, alla presenza del Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa, Generale di Squadra Aerea Roberto Nordio.

“Quello che fate tutti i giorni è alla base della sicurezza dei vostri colleghi impegnati in operazioni molto spesso rischiose e di elevata importanza strategica”, ha detto il sottosegretario Tofalo che, nel corso della visita, ha avuto l’opportunità di incontrare il personale di tutte le Forze Armate impiegato nel Centro Intelligence Interforze.

“Non si può pensare di pianificare, condurre e portare a termine un’azione militare senza il supporto delle informazioni che ricercate, analizzate, valutate e diffondete”, ha poi affermato l’on Tofalo, ringraziando della elevata professionalità che dimostrate nel vostro lavoro quotidiano, quasi sempre, per motivi di riservatezza, non condivisibile con il pubblico”.

Il Reparto Informazioni e Sicurezza è l’organizzazione interforze che assicura il necessario supporto informativo tecnico-militare al Ministero della Difesa, spiega il comunicato, impiegando e coordinando assetti di ricerca informativa in tutte le dimensioni operative e disseminando prodotti analitici elaborati da personale altamente specializzato, in grado di acquisire e valorizzare dati e notizie nei diversi domini operativi.

Il continuo sforzo del settore informativo è volto a garantire che i decisori di tutti i livelli abbiano, tempestivamente, gli elementi di informazione necessari a prendere le opportune decisioni sia per la pianificazione dello strumento militare, sia per la condotta delle operazioni e delle missioni.

La complessità e la dinamicità degli ambienti operativi odierni richiede capacità in termini di risorse umane, con competenze di altissimo livello, e di sistemi di raccolta e analisi delle informazioni altamente tecnologici, per i quali è fondamentale una continua azione di ammodernamento, anche attraverso significativi investimenti nella ricerca e sviluppo, supportati dall’industria nazionale.

“Nello specifico dominio cyber, le attività informative sono un fattore determinante e abilitante per le Forze Armate e gli altri Comandi ed Enti interforze coinvolti in tale attività, per cui è ancor più necessario sfruttare le possibili sinergie e giocare di squadra”, sottolinea il comunicato stampa evidenziando che “in tale quadro, è altresì fondamentale la collaborazione con le agenzie del Sistema di Informazioni e Sicurezza per la Repubblica e la cooperazione internazionale con i Paesi alleati”.

“È stato un momento di confronto costruttivo mirato all’obiettivo strategico di costruire un vero Sistema Paese”, ha commentato l’on Tofalo al termine della visita: “Sono particolarmente orgoglioso di rappresentare da Sottosegretario alla Difesa tutte le donne e uomini appartenenti a questo Ente di cui, per ovvie ragioni, poco si parla e che rappresenta una eccellenza della Difesa”.

Il Centro Intelligence Interforze è nato il 1° gennaio 1998, nell’ambito del Reparto Informazioni e Sicurezza dello Stato Maggiore Difesa, a seguito della Legge di riforma dei vertici militari, mediante la soppressione e contestuale fusione dei SIOS (Servizio informazioni Operative e Situazione) di Forza Armata e dei rispettivi Centri Operativi, fino ad allora deputati ad assolvere istituzionalmente alle attività di intelligence militare.

“In tal modo – conclude il comunicato stampa – la costituzione di un unico Ente dello Stato Maggiore della Difesa, deputato a svolgere compiti di carattere tecnico militare, conseguiva l’obiettivo di razionalizzare le risorse per meglio adeguarle alle mutate esigenze internazionali e del settore della Difesa”.

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Fonte e foto: Cap Rizzo Addetto alla Comunicazione del Sottosegretario Tofalo

Joint Stars 2018: scenario con minacce cyber e CBRN per l’esercitazione interforze di SMD e COI al via oggi

Inizia oggi, 7 maggio, la fase attiva dell’esercitazione interforze Joint Stars 2018, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa (SMD) lo scorso 3 maggio con riferimento all’attività addestrativa di maggiore rilevanza nazionale pianificata, organizzata e gestita direttamente da SMD per il tramite del proprio braccio operativo, cioè il Comando Operativo di Vertice Interforze (COI).

Articolata in due parti, la Joint Stars permette, in questa prima fase, di federare le concomitanti esercitazioni Golden Wings dell’Esercito Italiano, Mare Aperto della Marina Militare e Vega 18 dell’Aeronautica Militare, nonché, sulla base dell’esigenza di ricercare una sempre più marcata interoperabilità a livello multinazionale, l’esercitazione Ramstein Guard 6-2018 condotta dalla NATO.

La Joint Stars 2018 interesserà vari territori nonché spazi aerei e marittimi italiani. In particolare, si apprende, la prima fase, dal 7 al 18 maggio, insisterà sulle aree addestrative della Sardegna, attraverso lo schieramento reale di unità e mezzi, con lo scopo principale di verificare e valutare la capacità expeditionary di un contingente interforze in un ipotetico scenario di crisi internazionale.

Diversamente dalle precedenti edizioni, l’esercitazione di quest’anno presenterà, per i Comandi e le unità in addestramento, ulteriori difficoltà, perché lo scenario d’impiego prevede la simulazione d’intervento in un ambiente caratterizzato da minacce cibernetiche e da quelle chimico-biologiche e radioattive (CBRN).

Inoltre, tenuto conto che la Difesa italiana è responsabile, per tutto il 2018, della gestione della NATO Response Force (NRF, link articoli qui e in calce), saranno testate anche le capacità delle unità militari italiane inserite nella NATO Very High Readiness Joint Task Force (VJTF, link articoli qui e in calce), cioè la forza di intervento rapido dell’Alleanza Atlantica, vera e propria punta di lancia della struttura NATO di risposta alle crisi internazionali.

“Da sempre le Forze Armate accompagnano, poi, le proprie attività addestrative a una particolare attenzione verso l’ambiente, sottolinea SMD.

La Joint Stars sarà quindi un ulteriore banco di prova anche per questo specifico aspetto, ancor più importante alla luce del recepimento delle più recenti novità legislative proprio in materia di tutela ambientale.

Da sottolineare, infine, che lo sviluppo di attività addestrative di tale tipologia consente, grazie all’effettuazione contemporanea e coordinata di esercitazioni che coinvolgono assetti tratti da tutte le Forze Armate, di ottimizzare l’impiego delle aree addestrative, concentrando nel tempo e nello spazio le attività stesse e, pertanto, riducendo sensibilmente l’impatto sui territori e sulle popolazioni locali.

“In sintesi – conclude il comunicato stampa di SMD – la Joint Stars si pone come una preziosa opportunità per conseguire, attraverso l’addestramento congiunto di Esercito Italiano, Marina Militare e Aeronautica Militare, sinergie ed economie, nonché per condividere risorse e massimizzare l’interoperabilità in ambito Difesa, affinando le capacità d’intervento con un’impronta sempre più marcatamente interforze“.

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NRF, eNRF e VJTF: lo strumento militare della NATO dal Summit di Praga a quello del Galles attraversi il Readiness Action Plan (11 gennaio 2018)

Fonte e foto: PI SMD

Difesa: Joint Stars 17 al via con Virtual Flag al COA, difesa missilistica e minacce cyber nella fase virtuale

“Dal 10 al 15 giugno si svolgerà la Virtual Flag 17 (VF17), con addestramento alla pianificazione e condotta di operazioni aeree, ha annunciato la Difesa con un comunicato stampa del 6 giugno scorso.

La Virtual Flag, nel dettaglio, rappresenta la prima di una serie di esercitazioni interforze che fanno parte della Joint Stars 2017 (JS17), il maggiore evento addestrativo dell’anno per la Difesa. Prenderà il via domani, 10 giugno, a Poggio Renatico, in provincia di Ferrara, e si svolgerà principalmente all’interno di una struttura campale esistente presso il Comando Operazioni Aeree (COA) di Poggio Renatico, a cui saranno connessi diversi Reparti operativi delle Forze Armate partecipanti.

La JS17, che è organizzata dal Comando Operativo di vertice Interforze (COI), sarà dunque costituita da una rete di esercitazioni condotte tra giugno e ottobre in varie parti del territorio nazionale e saranno basate su un unico scenario fittizio caratterizzato da un’operazione interforze e multinazionale di risposta a una situazione di crisi condotta sotto guida italiana.

La JS17 si articolerà in due parti principali: la prima sarà costituita dalla VF17, che si svolgerà dal 10 al 15 giugno e sarà un’esercitazione che, grazie all’utilizzo di sistemi di simulazione di alta tecnologia, consente di addestrare il personale alla pianificazione e alla conduzione di operazioni aeree senza l’impiego di velivoli; la seconda parte, in programma tra settembre e ottobre 2017, sarà costituita dalla combinazione di varie esercitazioni prevalentemente di tipo livex, cioè con impiego di assetti reali.

La VF17 è organizzata dall’Aeronautica Militare e vede anche la partecipazione di personale e assetti del COI, dell’Esercito Italiano e della Marina Militare.

L’esercitazione rappresenta un’importante tappa del processo di consolidamento della capacità nazionale, già certificata a livello NATO, di esprimere un Comando di componente aerea (Italian Joint Force Air Component – ITA JFAC) in grado di pianificare, coordinare e controllare tutti gli aspetti di una campagna aerea, spiega il comunicato.

In questa edizione, l’ITA JFAC si addestrerà a ricoprire il ruolo di Joint Task Force, cioè il comando interforze che coordina tutte le forze militari nel caso di un’operazione a prevalente connotazione aerea.

Due le principali novità della VF17. In primo luogo, l’esercitazione includerà anche un addestramento sul Comando e Controllo nel campo della difesa missilistica (Theatre Ballistic Missile Defense – TBMD), con il rischieramento a livello tattico di comandi e unità operative delle tre Forze Armate: un sistema missilistico SAMP/T dell’Esercito Italiano, un’unità navale classe Orizzonte/FREMM della Marina Militare (o, in alternativa, il Centro Campione di MARICENPROG) e un sensore radar AN/TPS-77 dell’Aeronautica Militare.

In secondo luogo, nello scenario fittizio saranno anche previste minacce cyber, cioè attacchi rivolti alla rete informatica utilizzata per condurre le operazioni militari.

Esercitazioni come la VF17 costituiscono una preziosa opportunità per integrare a livello interforze le capacità delle singole Forze Armate nel campo della raccolta e condivisione delle informazioni, un’attività che ha sempre avuto un ruolo cruciale nelle operazioni militari, e oggi ancora di più nell’era dei big data.

Nella VF17, inoltre, grazie all’uso di sofisticate piattaforme di Modeling & Simulation, il personale militare avrà la possibilità di addestrarsi a operare in scenari di crisi in modo del tutto verosimile a quanto accade in un’attività operativa reale, con il vantaggio di un minor impatto sul territorio e di un significativo contenimento delle risorse finanziarie necessarie.

La JS17 è la prima esercitazione nazionale in cui si realizza una piena connessione tra eventi addestrativi delle singole Forze Armate, con significativi benefici in vari campi, quali condividere le risorse, promuovere l’interoperabilità, sviluppare capacità connesse all’impiego operativo delle forze e mantenere collegamenti a livello nazionale, conclude il comunicato.

Fonte: Difesa

Foto: Aeronautica Militare

Stati nordici più uniti contro la minaccia russa: intelligence e cooperazione con Stati baltici a difesa dell’Artico

20150410_Aftenposten Norvegia_i cinque ministri nordiciFarsi trovare pronti per ogni emergenza: questo il motto che unisce la Difesa dei cinque stati nordici Danimarca, Finlandia, Norvegia, Svezia e Islanda. Niente di nuovo in tema di quella solidarietà e cooperazione che unisce il nord in una intesa di lunga data se non fosse che ora, di fronte alle nuove sfide internazionali, “i cinque” hanno deciso di andare ben oltre.

Così, come riporta un articolo del quotidiano norvegese Aftenposten di venerdì 10 aprile, una cooperazione militare più forte, ed estesa anche agli Stati baltici, è stata siglata in forma di una vera e propria dichiarazione quale diretta risposta all’aggressività manifestata dalla Russia, scomodo vicino delle nazioni nordiche, come spiega sin dalle prime righe il documento.

I firmatari dell’accordo sono: Ine Eriksen Søreide, ministro della Difesa della Norvegia; Nicolai Wammen, ministro della Difesa della Danimarca; Carl Haglund, ministro della Difesa della Finlandia; Gunnar Bragi Sveinsson, ministro degli Esteri dell’Islanda; Peter Hultqvist, ministro della Difesa della Svezia.

Dal documento, pubblicato dal quotidiano di Oslo, emerge la chiara volontà di condurre insieme più attività esercitative e di scambiare più informazioni, per non farsi cogliere di sorpresa dalle emergenze che dovessero delinearsi in ambiente terrestre, navale e aereo nell’area baltica, scandinava e, soprattutto, artica.

Ma i concetti chiave della cooperazione non vertono solo intorno a un incremento del numero di esercitazioni da svolgere insieme, bensì anche a una più stretta collaborazione industriale, in particolare in ambito Difesa, e allo scambio di informazioni di intelligence, oltre al trattamento di materiale cyber in piena cooperazione.

Interesse nei confronti di questo accordo è già stato manifestato sia da paesi europei, quali Polonia, Olanda, Germania e Gran Bretagna, attratti da questo concetto di cooperazione estesa nell’ambito della Difesa; sia dagli Stati Uniti, che a fine maggio condurranno quasi certamente insieme con le Forze Armate dei paesi nordici l’esercitazione Arctic Challenge, di previsto svolgimento in territorio norvegese e svedese.

Ci si aspetta infatti che gli USA prendano parte all’esercitazione di primavera con un considerevole numero di caccia F-16 basati nel Regno Unito, secondo quanto riferisce Aftenposten, citando contestualmente il commento della professoressa Janne Haaland Matlary, consigliere del ministro della Difesa norvegese: “Va tenuto conto del fatto che ci saranno reazioni negative da parte russa, e comunque ciò non andrà enfatizzato”.

“Due anni fa – ricorda Haaland Matlary – la Norvegia aveva dato avviso alla Russia dell’esercitazione Joint Viking nel Finmark, contea al confine con la Russia [all’estremo nord del paese, ndr], prevista nel 2015: questo bastò a determinare una dura reazione verbale dai vertici di Mosca”.

Intanto dall’Aftenposten si apprende che l’unione siglata dai “cinque” non intende sostituirsi alla Nato e che gli stati firmatari non sono obbligati a combattere gli uni per gli altri, ma di certo l’accordo costituisce una più credibile deterrenza, da raggiungere attraverso un maggior numero di impegni e di esercitazioni militari, specialmente in Lettonia e nella regione del Finmark, attività che si sono rese “assolutamente necessarie”.

L’obiettivo è raggiungere una preparazione specifica per poter operare in quelle particolari aree del pianeta, dove solo chi si è addestrato nel peculiare ambiente nordico può contare di far fronte all’impegno. È il motivo per cui già la Svezia e la Finlandia si stanno spostando verso nord per i loro addestramenti.

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Fonte e foto: Aftenposten

Talebani piratati dagli americani in Afghanistan. E i media non se ne accorgono

Quello che ha affermato un generale dei Marine statunitensi una decina di giorni fa sulle azioni di hackeraggio degli americani contro i talebani in Afghanistan non stupisce nessuno.

Ciò che sorprende, semmai, è la scarsa eco generata dalle dichiarazioni del generale Richard Mills che, nell’ambito di una conferenza a Baltimora del 15 agosto scorso, ha accennato a come l’arma cyber sia parte dell’arsenale americano in Afghanistan.

“Posso confermarvi che, in quanto comandante in Afghanistan nel 2010 – ha detto il generale Mills, facendo riferimento al suo periodo di comando nel sudovest dell’Afghanistan tra il 2010 e il 2011 – ero in grado di lanciare operazioni cyber contro il mio avversario con notevole impatto. Potevo entrare nelle sue reti e infettare la sua linea di comando e controllo, difendendo così me stesso dalle incursioni del nemico”.

Mills non ha aggiunto altro, evitando di entrare nei dettagli, ma appare sorprendente che una tale dichiarazione venga fatta con un riferimento così esplicito alle capacità di condurre cyber attacchi contro il nemico sul terreno. “Non è un segreto, ma colpisce”, ha affermato un analista di sicurezza informatica del Center for Strategic and International Studies di Washington, James Lewis.

I cyber attacchi non sono una novità, insomma, ma appare inusuale la dichiarazione in scioltezza del generale Mills. Tra i commenti all’articolo, pubblicato da Stars & Stripes, c’è chi considera la dichiarazione del Marine un atto deliberato in accordo con qualche direttiva arrivata dall’amministrazione. Per la maggior parte si tratta di una esposizione ingiustificata al rischio per i militari dispiegati sul terreno, ovvero una mancanza di rispetto delle regole di sicurezza.

Di sicuro rimane l’indifferenza dei media di fronte a una dichiarazione dalla potenzialità esplosiva in un periodo di grande attenzione alla sicurezza informatica.

Il discorso del generale Mills in video è postato sul sito di Stars & Stripes.

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Fonte: Stars & Stripes

Foto: military.com

Cyber minacce: presto un insieme di regole di ingaggio per i militari statunitensi su quando e come intervenire

Di fronte alla minaccia crescente di cyber attacchi, non solo da parte di gruppi di hacker, ma anche da parte di attori nazionali e non, lo stato maggiore del comando statunitense che si occupa della cyber war sta pensando a strumenti commisurati all’offesa.

E’ stato il generale dell’Esercito statunitense Keith B.Alexander, comandante dello US Cyber Command, a confermarlo durante una conferenza dell’ International Systems Security Association tenutasi a Baltimora il 20 ottobre scorso.

E dato che hacker e specialisti del settore stanno mettendo a punto minacce di gran lunga più persistenti e pericolose di quelle che sono già state sperimentate in passato, “dobbiamo farci trovare pronti – ha fatto sapere il generale Alexander – per questo le cornici di sicurezza che stiamo mettendo in funzione sono orientate al futuro e determinate da ciò a cui stiamo assistendo”.

La nuova dottrina in fase di preparazione, da parte del Joint Staff dello US Cyber Command, delineerà presto regole di ingaggio specifiche contro i cyber attacchi e darà una chiara definizione di quando e come i militari possono muovere all’offensiva contro le cyber minacce.

Si tratta di una regolamentazione a sostegno della strategia del Dipartimento della Difesa statunitense per le operazioni nel cyberspazio elaborata nello scorso mese di luglio, si apprende dal comandante Alexander attraverso l’ufficio stampa delle Forze Armate statunitensi.

Lo US Cyber Command è dunque chiamato a una sfida inusuale per quanto abbiamo considerato finora i concetti di offesa e difesa.

Se fino a oggi la legge sul conflitto armato ha autorizzato una risposta in ragione e in proporzione all’attacco fisico da parte di uno stato in uno spazio fisico, ora si tratterà di estendere tale logica al cyberspazio e determinare che cosa rappresenti la risposta ragionevole e proporzionale all’attacco. Anzi, prima ancora bisognerà definire esattamente che cosa sia la guerra nel cyberspazio.

Tradurre le regole conosciute finora, che governano lo spazio fisico, in regole da applicare nel cyberspazio, che oggi rappresenta la quinta parte del conflitto, spiega il generale Alexander, è una sfida non indifferente sia dal punto di vista concettuale che dal punto di vista operativo e organizzativo.

Sono molteplici infatti gli interrogativi che si pongono: dal dubbio se spegnere o se annientare il network minaccioso, a chi concretamente ha la responsabilità di mettere in atto le azioni di difesa.

Una nuova dottrina tutta da scrivere con nuovi scenari tutti da esplorare.

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Fonte: Armed Forces Press Service

Foto: il matrix code è di Zahek