EU

KFOR, visita del SACEUR gen Breedlove: “continuare a promuovere il dialogo” nel delicato contesto balcanico

20150904_KFOR_visita SACEUR gen Breedlovem (Ph Perna-De Nicola) (1)Il Supreme Allied Commander Europe (SACEUR), generale Philip Breedlove, si è recato in visita presso il quartier generale della missione NATO a Pristina e nelle basi operative della Kosovo Force (KFOR), fa sapere la stessa KFOR in un suo comunicato stampa datato 4 settembre.

Nel corso dell’incontro il generale Guglielmo Luigi Miglietta, comandante di KFOR (COMKFOR), e lo staff internazionale del comando di KFOR hanno presentato al generale Breedlove la situazione operativa corrente e delineato i progressi nella situazione di sicurezza in Kosovo.

Il generale Breedlove, da parte sua, ha rimarcato l’importanza di KFOR nel delicato e complesso contesto balcanico e il bisogno “di continuare a promuovere giorno dopo giorno il dialogo anche nella regione”.

20150904_KFOR_visita SACEUR gen Breedlovem (Ph Perna-De Nicola) (2)Nel corso di un incontro con i militari di KFOR il generale Breedlove rivolgendosi al generale Miglietta, da agosto alla guida della missione NATO, ha elogiato l’operato degli oltre 5.000 uomini e donne (di 31 differenti nazioni) che quotidianamente contribuiscono al processo di normalizzazione del Kosovo e dell’area balcanica.

Durante la sua visita il SACEUR, accompagnato dal COMKFOR, ha avuto l’occasione di incontrare gli ambasciatori del Quint di Francia, Germania, Italia, Regno Unito e degli Stati Uniti, oltre ai capi missione di UNMIK, OSCE, EU e del Fondo Monetario Internazionale.

Il SACEUR ha visitato infine il monastero ortodosso di Decani, dal 2004 parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, dove ha incontrato padre Sava, abate del monastero.

20150904_KFOR_visita SACEUR gen Breedlovem (Ph Perna-De Nicola) (3)La sicurezza del monastero di Decani è garantita dal contingente multinazionale di KFOR a guida italiana.

Articoli correlati:

KFOR in Paola Casoli il Blog

Il monastero di Decani in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: KFOR

Il comprehensive approach nella pianificazione e condotta operazioni UE: al Tramat un seminario sull’integrazione civile-militare e la testimonianza del gen Mingiardi, comandante EUTM Somalia

Il prossimo 1° ottobre, a partire dalle 15, nella Scuola Trasporti e Materiali dell’Esercito (TRAMAT), alla Cecchignola, a Roma, si terrà un seminario di due giorni intitolato Civilian-Military integration in the planning and conduct of EU operations.

Il seminario, che rientra tra le iniziative che il ministero della Difesa organizza nel semestre di presidenza italiana del Consiglio Europeo, ha lo scopo di illustrare la necessità di un’efficace cooperazione civile-militare nella pianificazione e nella condotta delle operazioni a guida UE, evidenziando l’importanza di adottare un approccio “comprehensive”, cioè un approccio multidimensionale, che integri e coordini strumenti d’intervento e gestione diversi, civili e militari, cinetici e non cinetici.

Saranno presenti il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il Capo di stato maggiore della Difesa, ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, e il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano. Tra i relatori numerosi rappresentanti civili e militari, italiani e dell’Unione Europea, docenti universitari ed esponenti di think-tanks.

Nel corso delle due giornate verrà discusso l’approccio europeo alla gestione delle crisi e del quadro giuridico-legale nel quale questo approccio si inserisce.

Particolare attenzione sarà infine posta sul reale funzionamento del meccanismo civile-militare di gestione delle crisi dell’Unione Europea, attraverso la testimonianza del generale Massimo Mingiardi, comandante della missione di addestramento Europea (EUTM) in Somalia.

Articoli correlati:

Il Comprehensive Approach in Paola Casoli il Blog

EUTM Somalia in Paola Casoli il Blog

Il TRAMAT in Paola Casoli il Blog

Fonte: Esercito Italiano

Foto: autieri.it

EUMC: sfide alla sicurezza e gestione delle crisi al centro dei colloqui del presidente del Comitato militare della UE a Riga

Due i temi chiave della due giorni di visita, il 3 e 4 ottobre scorsi, a Riga, in Lettonia, del presidente del Comitato militare dell’Unione Europea (EUMC, European Military Committee), il generale Patrick de Rousiers: le sfide attuali alla sicurezza e la gestione delle crisi.

Il generale de Rousiers ha discusso di questi temi con il segretario di stato del ministero della Difesa lettone, Janis Sarts, il sottosegretario di stato del ministero degli Esteri lettone, Eduards Stiprais, e con il capo di stato maggiore della Difesa, il generale Raimonds Graube.

Nell’occasione il presidente dell’EUMC ha incontrato anche Ainars Latkovkis, del Comitato per la Difesa, gli Interni e la corruzione del Parlamento lettone.

I colloqui si sono concentrati sul contributo della Lettonia alla politica comune di Difesa e Sicurezza (CSDP, Common Security and Defence Policy), in particolare sugli ulteriori sviluppi strategici delle attività della CSDP in vista del prossimo Consiglio europeo sul tema specifico in programma a dicembre di quest’anno.

L’EUMC è il più alto organismo militare in seno al Consiglio europeo. Si compone dei Capi di stato maggiore della Difesa dei paesi membri, rappresentati dai loro rappresentanti militari; ha funzione di advisor per il comitato di Politica e Sicurezza (PSC), a cui fornisce consulenza per quanto attiene le tematiche militari in ambito UE.

Il generale francese Patrick de Rousiers, attuale presidente dell’EUMC, ricopre l’incarico dal 6 novembre 2012.

Fonte e foto: EUMC Communication office

Defence Cooperation Initiative (DECI): ieri a Udine, nella sede della Julia, i Capi di stato maggiore della Difesa dei paesi aderenti per un battle group europeo e più training

Si è tenuto ieri 18 luglio, a Udine, nella sede della brigata alpina Julia, il secondo Meeting internazionale dei Capi di stato maggiore della Difesa dei paesi che aderiscono alla Defence Cooperation Initiative (DECI).

L’iniziativa, promossa dall’Italia, vede partecipare l’Austria, la Croazia, la Slovenia e l’Ungheria. L’obiettivo è la promozione su base regionale, e tra nazioni europee che condividono gli stessi interessi nel campo della difesa, di un progetto di cooperazione finalizzato a incrementare la stabilità della regione attraverso la partecipazione comune a operazioni internazionali, ovvero ad attività addestrative e formative, da sviluppare nel prossimo futuro.

L’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, Capo di stato maggiore della Difesa italiana, dopo aver dato il benvenuto alle altre delegazioni, e dopo aver rivolto un messaggio augurale a quella croata per il recentissimo ingresso nell’Unione Europea, ha sottolineato come l’attuale momento di recessione economica imponga una razionalizzazione delle risorse e un’esigenza sempre più stringente di cooperazione internazionale finalizzata alla condivisione delle capacità e delle strutture.

Nel corso dell’incontro, i rappresentanti dei citati paesi hanno manifestato la volontà di supportare pienamente, anche in futuro, la DECI e di esplorare da subito gli ulteriori margini di crescita dell’iniziativa stessa, sottolineando il reciproco interesse a condividere le capacità delle rispettive Forze Armate ed evidenziando l’opportunità di continuare assieme a favorire ogni progetto ritenuto utile ai fini della sicurezza e dello sviluppo regionale, nel più ampio contesto della dimensione continentale europea.

È stato raggiunto il pieno accordo sulle principali questioni in agenda, tra tutte la possibilità di offrire all’Unione Europea un battle group nel 2017 a framework DECI e la necessità di aumentare il numero degli eventi addestrativi congiunti.

A termine dei lavori, è stata quindi sottoscritta dai Capi di stato maggiore una dichiarazione congiunta con cui si suggellano gli impegni assunti in tale circostanza e si creano le premesse per le prossime attività e iniziative.

Articoli correlati:

European Union Battle Group (EUBG) in pronto impiego da fine luglio: ufficializzata la sua capacità operativa (1° luglio 2012)

La Defence Cooperation Initiative in Paola Casoli il Blog

Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa

Gli Stati Disuniti d’Europa

By Cybergeppetto

Gli Stati Uniti d’America sono una Nazione: loro parlano di “Country” e di “States”, i cittadini di quella nazione sono orgogliosi di essere nati in quella storia e in quella cultura, seppur poco più che bicentenaria; sarà per questo che Bruce Springsten ha scritto “Born in the USA” e non il contrario.

Allo stesso modo gli statunitensi sono orgogliosi di essere nati nei vari Stati che compongono gli USA e le due cose vanno di pari passo; chi, come i texani, ha combattuto per la propria indipendenza si sente anche più americano degli altri.

E’ normale che i ricchi “liberal” dell’ovest considerino “red necks” (colli abbronzati) i vaccari o i contadini puzzolenti che al sud lavorano al sole. Ma fuori dagli Stati Uniti loro sono una Nazione orgogliosa e compatta.

Con tutto il rispetto che gli può essere dovuto, mi stanno tremendamente sulle scatole quando vengono a spiegarti che l’Europa deve “fare di più”. Sarebbe meglio che pensassero a non fare troppi casini con le guerre e guerricciole che scatenano ogni due minuti o con i giochetti finanziari con i quali ci hanno messo nei guai.

L’Europa è molto diversa, gli Stati che la compongono hanno una cultura molto più antica, ma gli europeismi di facciata che i politici d’ogni dove sbandierano non hanno fondamento nei sentimenti della gente.

Gli inglesi non si sentiranno mai europei, loro hanno il Commonwealth, i francesi e i tedeschi saranno sempre molto lieti di comandare gli altri in Europa, gli altri pensano di poter avere più benefici che guai dall’Unione Europea, gli italiani forse pensavano che qualcuno avrebbe pagato loro il debito pubblico. Il trattato di Maastricht ha fatto cambiare loro idea.

Quando chiesi un francobollo per l’Unione Europea in un negozio di Cardiff il negoziante mi rispose a brutto muso “I don’t trust the bastard Europe!” (Non ci credo nella bastarda Europa!). Magari lui non lo sa che il Regno Unito ha avuto grandi favori dall’Unione Europea che, come dovrebbe essere noto, ripartisce in mille rivoli i soldi che incassa dall’IVA di ogni nazione.

Ora noi abbiamo una Unione Europea che ha ricevuto alcuni, modesti, poteri; c’è una moneta unica, ma non c’è una volontà politica unica. E’ monca l’Europa, sono monche le Nazioni, che non battono più la loro moneta.

Dei simpatici vecchi signori, magari ex-comunisti come Giorgio Napolitano, hanno tentato di propinarci a più riprese delle Costituzioni che nessuna Assemblea Costituente aveva votato e che i cittadini di varie nazioni hanno srotolato con molta attenzione nel loro bagno privato…

Gli Stati europei erano oppressi da cancellerie piene di burocrati, ora, fatto un passo in avanti, abbiamo almeno trentamila burocrati in più che, ben pagati e ben vestiti, fanno finta di essere persone serie a Bruxelles. Una città carissima visto che il più fesso di questi signori prende cinquemila euro al mese per fare fotocopie e partecipare a riunioni di cui non si sapranno mai la ragione, l’utilità e i risultati, se non quello di vietare a noi di fare la pizza al mattone o di invecchiare i formaggi nella fossa.

Ho letto con molto interesse l’articolo sul tricolore che, come noto, non nacque in Italia; non vorrei che si fosse fatto lo stesso errore con l’Europa in cui tutto nasce con un vessillo di cui nessun popolo capisce la ratio.

Se gli europei non vogliono che l’Europa sia una Nazione è meglio finirla qui e subito, non ci sentiremo mai europei per fare un favore ai banchieri e ai tecnocrati.

Cybergeppetto

p.s. Alla borsa di Milano si è deciso di mettere il sottofondo musicale alle transazioni finanziarie. Le recenti valutazioni negative del fondo salva stati EU non hanno sinora consentito di suonare l’Inno alla gioia. Dario Argento ha dichiarato di essere molto orgoglioso dalla scelta di utilizzare Profondo Rosso per il debito pubblico italiano.

Articoli correlati:

Il Tricolore non è nato italiano – By Vincenzo Ciaraffa (20 gennaio 2012)

L’immagine è tratta da cimicom.it

A bunch of gentle people. A lot of conflicting strategies all over the world

The Western world overcame the cold war and is now in the position to rule the world.

The USA have a clear vision of their strategy. They have to maintain their standard of living, which means the necessity to produce goods somewhere in the earth where the work price is low and also the possibility to sell them everywhere, full stop.

The European Union has a clear vision of its strategy, it demonstrates to be united even if the members are divided, indeed.

A special role is played by the UK, remaining stuck in the US policy, with whom is divided (or linked?) by a common language, and with a very troubled relation with the EU, with whom has to deal to survive. The UK is generally pro-US in foreign policy and pro-US in economic matters. The reason why it continues to remain in the EU is a funny secret.

Given the fact that it is not sure that Russia belongs to the Western world, the Russian Federation is fully committed to show that Moscow continues to be a Western super-power – while it is clear that they lost the cold war.

A lot of opponents are threatening the grand Western strategy. China has sublimated the communism by doing business as the best capitalist, and is ready to impose its capitalistic communism to the world. The Islamic world has elaborated a brand new law, the sharia, and is ready to put the veil on the face of every woman in the world, pin up included. Just Playboy is against that.

Africa is ready to count in the world, because it has got a lot of resources, just some minor problems in terms of corruption and ethnic tensions are to be solved, few centuries will fix that.

South Asian countries found their way to be on the international red carpet, they know how to create wars and destroy the image of the Western world. In the meantime they are economically growing, ready to become even worse than the Western countries.

Latin America is a growing environment, Lula and Chavez are ready, along with the Argentinian debt, to play a decisive role in the world’s arena. We will dance salsa and samba everywhere in the world, and in many ways we are already doing that.

Just the Armageddon will save us from the shit we will be in with these bunch of gentle people…

Cybergeppetto

p.s. Baldwin IV and Saladin meet in a Starbuck coffee in New York, “Let’s have a new battle in the Bekaa”, starts the Saladin. “Not a nice option, I should start learning how to open a Facebook group to recruit my Crusaders. It’s too difficult to deal with a keyboard having the sword in the hands…”, replies Baldwin IV.

Photo credits: upside down world map/cultivatedpages; veiled pin-up Lil Kim/blogs.princeton.edu;   Baldwin IV/z.about