Eurofighter

Difesa, Prima Parthica: la prima volta degli Eurofighter nella Coalizione anti Daesh

“Per la prima volta i caccia Eurofighter impegnati in missioni di ricognizione a supporto della coalizione contro il terrorismo, scrive lo stato maggiore della Difesa in un comunicato stampa di oggi, 27 marzo.

Più in dettaglio si apprende che nella tarda mattinata di ieri, mercoledì 26 marzo, presso la base di Ahmed Al Jaber, il generale di squadra aerea Ferdinando Giancotti, Comandante della Squadra Aerea dell’Aeronautica Militare, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha presenziato al passaggio di consegne (ToA, transfer of authority) tra i velivoli AMX e i caccia Eurofighter schierati in Kuwait per l’operazione Prima Parthica, che costituisce il contributo della Difesa alla Coalizione internazionale di contrasto al Daesh.

“Questa cerimonia – ha sottolineato il gen Giancottirende omaggio a un lavoro duro e silenzioso svolto in condizioni climatiche particolarmente difficili e sempre con risultati eccellenti. Il personale del Task Group Black Cats ha condotto egregiamente le operazioni insieme ai colleghi di tutta la Task Force Air, dando un concreto e sensibile contributo alla Coalizione internazionale per la sicurezza dell’area”. 

Non cambiano i compiti dei velivoli italiani: i quattro caccia F-2000 saranno infatti impiegati in missioni di ricognizione e sorveglianza aerea (ISR, Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) per continuare ad assicurare alla Coalizione il contributo richiesto in termini di monitoraggio e controllo dall’alto del teatro di operazioni, suggellando la loro vocazione multiruolo.

L’attività dei caccia Eurofighter, che per la prima volta vengono rischierati fuori dai confini nazionali con questi compiti specifici, si andrà ad affiancare a quella degli aeromobili a pilotaggio remoto Predator, sempre per attività ISR, e a quella di rifornimento in volo con il tanker KC-767A, a supporto sia dei velivoli italiani sia di quelli della coalizione.

Approfondimento (fonte PI SMD):

Operazione “Prima Parthica”

L’Italia prende parte alla Coalizione multinazionale contro i terroristi del DAESH operanti in Iraq e Siria. Le forze dei vari Paesi che hanno espresso l’intendimento di aderire alla Coalizione stanno operando ai sensi dell’Art. 51 della Carta dell’ONU, nonché delle Risoluzioni n. 2170 (2014) del 15 agosto 2014 e n. 2178 (2014) del 27 settembre 2014, sulla base della richiesta di soccorso presentata il 20 settembre 2014 dal rappresentante permanente dell’Iraq presso l’ONU al Presidente del Consiglio di Sicurezza.

I compiti del contingente italiano sono:

  • contribuire con personale qualificato agli staff dei comandi della Coalizione;
  • attività Air-to Air refueling a favore degli assetti aerei della Coalizione;
  • ricognizione e sorveglianza con velivoli e aerei a pilotaggio remoto;
  • addestramento delle Forze di Sicurezza curde e irachene.

Il Task Group Black Cats, ricostituito sulla base di Al Jaber nel giugno 2016, dopo l’impegno operativo in Afghanistan, ha operato in stretta sinergia con gli altri assetti della Coalizione, fornendo un contributo determinante alle operazioni – 6.000 ore di volo svolte e circa 17.000 punti d’interesse e prodotti intelligence realizzati grazie ai sistemi di ricognizione di cui è equipaggiato il velivolo AMX – che si aggiunge a quello espresso a partire dal 2014 dalle altre componenti dell’Aeronautica Militare schierate in Kuwait alle dipendenze dell’Italian National Contingent Command AIR (IT NCC Air)/Task Force Kuwait. Un assetto, l’AMX, che nel 1999 veniva impiegato per la prima volta fuori dai confini nazionali nell’operazione NATO “Allied Force” nella ex-Jugoslavia e che nei successivi venti anni di vita operativa è stato per gran parte impegnato in operazioni reali.

Un nuovo impegno in campo internazionale per gli Eurofighter dell’Aeronautica Militare, che nel 2011 hanno partecipato all’operazione di coalizione internazionale “Unified Protector” e sono stati impegnati per la difesa aerea in ambito NATO, partecipando alle operazioni di Air Policing in Lituania, Estonia, Bulgaria, Islanda. L’Eurofighter, la cui missione principale è la difesa aerea, grazie ai sensori degli apparati da ricognizione “Reccelite” con cui è equipaggiato sarà in grado di fornire alla coalizione, sia di giorno che di notte, prodotti fotografici ad altissima risoluzione su obiettivi terrestri. Le informazioni e i contributi raccolti e inviati in tempo reale a terra vengono poi valorizzati da cellule intelligence specializzate e rese disponibili sotto forma di analisi.

Fonte e foto: PI SMD

Trident Juncture 2018: al contingente italiano la visita dell’Amb Colella, che riferisce dell’apprezzamento verso i militari italiani

L’ambasciatore d’Italia in Norvegia, dottor Alberto Colella, ha incontrato ieri, 5 novembre, a Lesja, comune norvegese della contea di Oppland, il personale militare del contingente italiano su base 132^ brigata corazzata Ariete attualmente impegnato nell’esercitazione Trident Juncture 2018, la più importante attività addestrativa organizzata dall’Alleanza Atlantica dalla fine della Guerra Fredda.

È la stessa Italian Multinational Brigade a darne notizia oggi, 6 novembre, con un comunicato stampa.

Ricevuto nella base di Vidflotten dal generale di brigata Angelo Michele Ristuccia, comandante del contingente, l’Ambasciatore, accompagnato dall’addetto per la Difesa presso l’ambasciata, colonnello Massimo Ancora, ha inizialmente assistito a una presentazione dei diversi assetti presenti in Norvegia e a un’illustrazione delle principali attività addestrative e logistiche condotte nell’ambito della Trident Juncture, esprimendo grande ammirazione per le notevoli capacità dimostrate con lo schieramento in teatro di un così articolato e complesso dispositivo militare.

“Il vostro entusiasmo, la professionalità e la competenza che state dimostrando, mi fanno sentire orgoglioso di essere il rappresentante dell’Italia in Norvegia”, ha dichiarato l’Ambasciatore al personale riunito e, successivamente, alla stampa locale.

“Siete un esempio di eccellenza italiana nel mondo”, ha poi sottolineato l’ambasciatore Colella, citando gli apprezzamenti rivolti ai militari italiani che gli sono stati riportati nel corso di precedenti incontri.

Alla Trident Juncture le Forze Armate Italiane sono presenti con gli assetti dell’Esercito che, con il coordinamento di NRDC-ITA (NATO Rapid Deployble Corps – Italy) di Solbiate Olona, compongono la VJTF Land Brigade (Very High Readiness Joint Task Force), attuale punta di lancia dell’Alleanza.

Per il 2018, la brigata terrestre della Very High Readiness Joint Task Force è costituita su base 132° brigata corazzata Ariete (Comando Brigata, 11° reggimento Bersaglieri, del 10° reggimento Genio Guastatori, reggimento logistico Ariete, Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete), con il rinforzo del 187° reggimento Paracadutisti, il supporto del 7° reggimento Trasmissioni, del 1° reggimento Artiglieria da montagna, della Scuola di Commissariato di Maddaloni e di una compagnia di Polizia Militare fornita dal 13° reggimento Carabinieri, ricorda il comunicato stampa.

Sono inoltre schierati a Bodø, nella contea di Nordland, assetti dell’Aeronautica Militare partecipanti all’esercitazione.

Tra questi: gli Eurofighter del 4° Stormo di Grosseto, 36° Stormo di Gioia del Colle e 37° Stormo di Trapani, con funzioni di difesa aerea; i Tornado del 6° Stormo di Ghedi, con capacità di soppressione delle difese aeree avversarie; il tanker (aviocisterna) KC-767 del 14° Stormo; il G-550 CAEW, anch’esso del 14° Stormo, piattaforma volante dai sensori sofisticati per le attività di sorveglianza e raccolta di informazioni.

Il supporto logistico, conclude il comunicato, è assicurato dal 3° Stormo di Villafranca di Verona, elemento chiave della logistica di proiezione dell’Aeronautica.

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Fonte e foto: Italian Multinational Brigade PAO

Aeronautica con 4 Eurofighter alla NATO Northern Stork in Islanda, il CaSMD gen Graziano: “difesa congiunta esemplare”

Da giovedì 13 settembre al prossimo 3 ottobre i Reparti della Difesa Aerea dell’Aeronautica Militare assicureranno la difesa dello spazio aereo NATO in Islanda, ha annunciato lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa del 5 settembre.

Quattro velivoli Eurofighter dell’Aeronautica Militare, si apprende, sono decollati il 4 settembre scorso dall’aeroporto militare di Grosseto alla volta dell’aeroporto di Keflavik, in Islanda, per dare il via all’operazione NATO Interim Air Policing, denominata “Northern Stork”.

L’operazione ha come obiettivo il preservare l’integrità dello spazio aereo della NATO, rafforzando l’attività di sorveglianza dei cieli dell’Islanda che non possiede capacità e strutture autonome per la difesa aerea.

L’Italia contribuisce a questa missione NATO con turnazioni periodiche insieme agli altri paesi dell’Alleanza.

Il compito degli assetti italiani è garantire il servizio di sorveglianza dello spazio aereo islandese fino agli inizi del mese di ottobre, effettuando nel contempo attività addestrativa congiunta con il personale della Guardia costiera locale.

“Il rischieramento in Islanda è una missione, operativa e addestrativa allo stesso tempo, che concretizza lo spirito di solidarietà tra i membri dell’Alleanza Atlantica e permette, inoltre, di mantenere e testare delle procedure standardizzate di sicurezza in ambito NATO”, ha dichiarato il gen Claudio Graziano, Capo dello Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), aggiungendo che “questa difesa aerea congiunta nel settore islandese è un chiaro esempio di gestione razionale e condivisione delle risorse disponibili tra i vari partner della NATO”.

L’attività di Air Policing è condotta sin dal tempo di pace e consiste nella continua sorveglianza dell’integrità dello spazio aereo della NATO nonché nell’identificazione di eventuali sue violazioni all’integrità, dinnanzi alle quali devono scattare appropriate azioni di contrasto, come, ad esempio, il decollo rapido di velivoli caccia intercettori, che in termini tecnici è definito scramble.

L’Air Policing viene svolta nell’ambito dell’area di responsabilità del Comando Operativo Alleato della NATO (Allied Command Operation – ACO) di stanza a Bruxelles e viene coordinata dal Comando Aereo (Air Command) di Ramstein, in Germania, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: PI SMD

Difesa, il SSSD on Tofalo al CSV, “orgoglio della Difesa”: Italia leader nell’addestramento al volo con il T-346

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo ha visitato, lo scorso 3 settembre, i Reparti del Centro Sperimentale di Volo (CSV) dell’Aeronautica Militare a Pratica di Mare, un evento che costituisce un ulteriore momento di incontro del Sottosegretario con il personale militare delle Forze Armate.

Ne ha dato notizia, con un comunicato stampa del 4 settembre, l’addetto alla comunicazione del Sottosegretario, ricordando che “già dalle prime settimane dopo la nomina il 13 giugno scorso, l’on Tofalo ha intrapreso una serie di incontri e visite presso i Comandi e Reparti della Difesa per approfondire la conoscenza delle specifiche realtà militari, partendo dai vertici della Difesa e delle Forze Armate fino ai livelli subordinati”.

Ad accoglierlo all’aeroporto Mario De Bernardi, si apprende, erano presenti il Comandante Logistico Generale di Squadra Aerea, Generale di Squadra Aerea Giovanni Fantuzzi, da cui dipende il Centro Sperimentale di Volo al comando del Generale di Brigata Aerea Mauro Lunardi.

La visita è iniziata con la presentazione delle principali attività del Centro, tra cui la sperimentazione e valutazione degli aeromobili dell’Aeronautica Militare e del materiale tecnico, la definizione delle metodologie per il loro impiego e la manutenzione, il controllo della configurazione software degli aeromobili.

“Ho iniziato una serie di incontri e visite ai Reparti della Difesa per approfondire la conoscenza degli uomini e delle donne che ogni giorno monitorano luoghi sensibili, navigano sopra e sotto il livello del mare, ci rappresentano nelle missioni in Europa e nel mondo, sorvolano il nostro e altri territori, per trovare le soluzioni utili ad accrescerne l’operatività e di conseguenza innalzare il nostro livello di sicurezza”, ha dichiarato il sottosegretario Tofalo.

“Oggi – ha poi proseguito – ho visto militari di elevatissima professionalità che con estrema competenza e passione servono le Istituzioni e il Paese. È nostro dovere offrire loro gli strumenti per restringere al minimo la propria vulnerabilità durante lo svolgimento di azioni con una portata ai limiti delle potenzialità umane”.

E ha sottolineato: “il Centro Sperimentale di Volo rappresenta una vera e propria nicchia di eccellenza e motivo di orgoglio per la Difesa”.

In questa occasione il SSSD ha avuto modo di approfondire le attività svolte dalle tre articolazioni del Centro Sperimentale di Volo: Reparto Sperimentale di Volo, al comando del Colonnello Luciano Ippoliti; Reparto Tecnologie Materiali Aeronautici e Spaziali, guidato dal Colonnello Manuele Bernabei; Reparto Medicina Aeronautica e Spaziale, diretto dal Colonnello Marco Lucertini.

Al Sottosegretario è stato presentato il velivolo T-346A, che rappresenta il più moderno velivolo prodotto da Leonardo per l’addestramento avanzato dei piloti dell’Aeronautica Militare destinati a operare principalmente su Eurofighter ed F-35.

Completate le procedure di sicurezza, Tofalo ha eseguito un volo a bordo di questo velivolo che, associato a un sistema di addestramento a terra (Ground Based Training System) composto da più apparati di simulazione, è stato progettato per soddisfare in termini di costo ed efficacia specifici obiettivi addestrativi.

In particolare, grazie alla sua sofisticata tecnologia di simulazione, gli allievi hanno la possibilità di addestrarsi in scenari complessi e i piloti militari di realizzare le fasi di addestramento avanzato in maniera efficace e a costi ridotti.

“Sono orgoglioso di aver indossato per un giorno l’Aquila Turrita e aver condiviso la passione per il volo che accomuna tutti i piloti dell’Arma Azzurra – ha dichiarato il sottosegretario Tofalo – l’addestramento abbinato alla tecnologia è sinonimo di sicurezza per tutto il nostro personale militare che, oltre a essere impiegato nelle missioni operative, svolge quotidianamente attività al servizio della collettività come i trasporti sanitari e gli interventi di soccorso nelle pubbliche calamità”.

La visita è proseguita nei laboratori del Reparto Tecnologie Materiali Aeronautici e Spaziali e al Reparto Medicina Aeronautica e Spaziale.

Al termine, nel salutare e ringraziare il personale del Centro Sperimentale di Volo, il sottosegretario Tofalo ha affermato: “In virtù della delega concessa dal Ministro [della Difesa, Elisabetta] Trenta, relativa alla trattazione delle problematiche connesse alla diffusione della cultura della difesa e della sicurezza, è mia ferma intenzione continuare questo giro di visite e di incontri con il personale civile e militare della Difesa per conoscere personalmente e poter raccontare le diverse realtà dove operano le nostre donne e i nostri uomini”.

Il CSV, costituito il 1° marzo 1999, rappresenta il principale Ente di consulenza dell’Arma Azzurra per lo studio, la ricerca, il collaudo e la valutazione tecnico-operativa degli aeromobili e dei sistemi d’arma a essi associati, anche a beneficio di altre Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato.

Il Reparto Sperimentale di Volo è l’unico in Italia ad avere come compito istituzionale primario quello di studiare e condurre tutte le prove a terra ed in volo degli aeromobili dell’Aeronautica Militare, sviluppare le modiche software e hardware dei sistemi d’arma aeronautici, nonché eseguire l’Operational Test and Evaluation di nuovi sistemi d’arma nel contesto reale d’impiego.

Inoltre, supporta direttamente i Reparti Operativi dell’Aeronautica Militare attraverso la sperimentazione, l’integrazione e la validazione dei nuovi sistemi d’arma o di quelli sottoposti a modifica.

Ha in forza piloti collaudatori sperimentatori, ingegneri, tecnici e meccanici sperimentatori, la cui formazione avviene negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Francia presso le uniche “Test Pilot School” riconosciute.

Gli astronauti italiani Maurizio Cheli, Roberto Vittori e Luca Parmitano, prima di essere selezionati dall’Agenzia Spaziale Europea erano piloti collaudatori presso il Reparto Sperimentale di Volo.

Il Reparto Tecnologie Materiali Aeronautici e Spaziali svolge attività che si collocano nell’ambito della scienza dei materiali, della chimica analitica, della chimica applicata e della merceologia.

In questi campi il Reparto esprime capacità di analisi, di controllo, di indagine e di sperimentazione, esegue valutazioni tecnico-operative, sperimentazioni e indagini di efficacia di sistemi d’arma e materiali d’armamento d’interesse aeronautico, svolgendo in tutti questi ambiti attività di formazione e qualificazione del personale.

La peculiare capacità d’indagine del Reparto Tecnologie Materiali Aeronautici e Spaziali, sottolinea il comunicato, costituisce una risorsa quasi unica nel panorama nazionale e, per tale ragione, è spesso utilizzata da altre Forze Armate, dalla Direzione Armamenti Aeronautici e dell’Aero-navigabilità, dall’Agenzia Nazionale Sicurezza del Volo e, su specifica richiesta, dalle Procure della Repubblica.

Il Reparto Medicina Aeronautica e Spaziale è l’unico Ente militare che provvede all’addestramento aerofisiologico del personale navigante, in aderenza alle vigenti legislazioni e alla direttiva nazionale di riferimento.

Il Reparto è dotato di sofisticate apparecchiature di simulazione ambientale, tra le quali la camera ipobarica, il disorientatore spaziale, l’ejection seat trainer e il laboratorio per l’addestramento alla visione notturna.

In coordinamento con i collaterali Reparti del Centro Sperimentale di Volo, svolge attività di studio e ricerca sulle problematiche emergenti di medicina aeronautica e spaziale, effettuando sperimentazioni e verifiche tecniche su apparati aeronautici, apparecchiature elettromedicali ed equipaggiamenti imbarcabili e indossabili.

Il Reparto costituisce un riferimento per la comunità scientifica nazionale nel campo della medicina aerospaziale e dei fattori umani e mantiene numerosi rapporti di collaborazione scientifica con Dipartimenti universitari ed Enti di ricerca, tra cui anche l’Agenzia Spaziale Italiana nel mondo, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: cap Massimiliano Rizzo Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa

Baltic Eagle: dopo 4 mesi e 14 scramble la TFA 36° Stormo dell’Aeronautica conclude in Estonia l’impegno a difesa dello spazio aereo baltico

“Con una solenne cerimonia svolta nella base militare di Ämari, in Estonia, si è conclusa ufficialmente, dopo quattro mesi, la missione Baltic Eagle”, spiega lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa del 3 maggio scorso.

La Baltic Eagle ha visto uomini e donne della Task Force Air (TFA) 36° Stormo dell’Aeronautica Militare operare per garantire la difesa dello spazio aereo baltico, nell’ambito delle attività di Enhanced Air Policing della NATO.

Alla solenne cerimonia, che ha visto il contingente italiano, su velivoli Eurofighter Typhoon, passare il testimone al contingente dell’Aeronautica francese, erano presenti il Ministro della Difesa dell’Estonia, Jüri Luik, l’Ambasciatore Italiano in Estonia, Filippo Formica, l’Air Defence Commander francese, Generale Gal Zimmerman, e il Brigadier General Dimopoulos, in rappresentanza della NATO.

La Difesa italiana era rappresentata dal Generale D.A. Nicola Lanza de Cristoforis, Vice Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), che, collegandosi alle parole espresse dal Ministro della Difesa Estone, ha ringraziato il personale della TFA per l’ottimo lavoro svolto, sottolineando il grande impegno dell’Italia a tutela della sicurezza dell’Alleanza e rimarcando l’elevato numero di attività addestrative multinazionali condotte durante tale periodo di impiego operativo.

È stato dato giusto rilievo anche al fatto che per ben quattordici volte gli aerei italiani si sono levati in volo in modalità “scramble” per intercettare, identificare e accompagnare fuori dallo spazio aereo dell’Alleanza velivoli che impegnavano lo spazio aereo estone senza le necessarie autorizzazioni, ovvero senza seguire le previste procedure di identificazione.

Particolarmente significative, poi, le espressioni di ringraziamento del Capo di Stato Maggiore della Difesa Estone, il Generale Riho Terras, che ha voluto sottolineare, oltre alle rilevanti capacità operative dimostrate dal contingente italiano, le numerose attività benefiche“in particolare, quelle svolte a favore di orfanotrofi”, sottolinea la Difesa – di cui i militari italiani si sono resi protagonisti.

Dal 9 gennaio scorso, a seguito del passaggio operativo con il contingente belga, per quattro mesi il distaccamento italiano ha assicurato l‘integrità dello spazio aereo della NATO, rafforzando l’attività di sorveglianza dei cieli delle Repubbliche baltiche – Estonia, Lituania e Lettonia – che non possiedono sufficienti capacità e strutture per assicurarsi autonomamente una difesa aerea pienamente rispondente agli standard richiesti dall’Alleanza Atlantica.

Quattro i velivoli caccia Eurofighter e circa 110 gli uomini e le donne dell’Aeronautica Militare, insieme a due appartenenti all’Arma dei Carabinieri, rischierati presso l’unica base della Forza aerea Estone, l’aeroporto militare di Ämari, per garantire le attività di enhanced Air Policing della NATO.

“Non trascurabili le difficoltà affrontate – spiega lo stato maggiore della Difesa –  dovute principalmente al fatto di dover operare a così grande distanza dalla madrepatria e, soprattutto, alle condizioni climatiche proibitive per larga parte del periodo di impiego, con temperature sovente a 20 gradi sotto lo zero. Ciononostante, la piena operatività dei caccia italiani è stata assicurata da un tasso di efficienza sempre prossimo al 100%, dimostrando la grande affidabilità del velivolo e la bontà della struttura logistica di mantenimento posta in essere”.

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Fonte e foto: PI SMD

Difesa, SSSD on Rossi incontra l’omologo tedesco Suder: un anticipo della riunione ministeriale Eurofighter di ottobre a Toledo

Difesa europea, Cooperazione nel settore della Marina Militare e del Programma Eurofighter: sono questi i temi trattati ieri, 12 luglio, a Palazzo Aeronautica a Roma nel corso di un incontro tra il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD), on Domenico Rossi, e il suo omologo tedesco, la dottoressa Katrin Suder, in visita ufficiale nella Capitale.

È il responsabile della Comunicazione per il SSSD che lo ha reso noto ieri stesso.

“L’incontro odierno conferma gli ottimi rapporti tra Italia e Germaniaha detto ieri il Sottosegretario Rossi a margine del meeting – e rappresenta una importante occasione per definire e individuare progetti comuni, nei reciproci settori di interesse, da portare avanti nell’ottica di una sempre più solida cooperazione”.

Dal Segretario di Stato alla Difesa tedesco Suder è arrivato, inoltre, l’apprezzamento per la capacità dell’Italia nel settore sottomarino, sottolinea il comunicato stampa.

In particolare, si apprende, Rossi e Suder hanno posto l’accento sulla necessità di rafforzare la collaborazione già avviata anche per favorire la creazione di spazi sempre più ampi nel mercato del settore.

L’incontro di ieri anticipa la riunione ministeriale Eurofighter che avrà luogo a ottobre 2017 nella città di Toledo, dove si incontreranno i Sottosegretari di Italia, Germania, Regno Unito e Spagna.

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Fonte e foto: Responsabile della Comunicazione per il SSSD on Domenico Rossi

Aeronautica: decollati 6 Eurofighter per la NATO Northern Ice in Islanda. Foto

Sei velivoli Eurofighter dell’Aeronautica Militare, decollati dall’aeroporto militare di Grosseto, sono atterrati all’aeroporto di Keflavik, in Islanda, per partecipare all’operazione NATO Interim Air Policing, denominata Northern Ice, ha fatto sapere la Difesa con un comunicato stampa del 17 marzo.

Per un mese i reparti della difesa aerea dell’Aeronautica Militare, insieme agli altri paesi dell’Alleanza Atlantica, assicureranno la difesa dello spazio aereo NATO in Islanda, specifica il comunicato.

L’operazione, a cui l’Italia contribuisce con turnazioni periodiche insieme agli altri paesi dell’Alleanza, ha come obiettivo quello di preservare l’integrità dello spazio aereo della NATO, rafforzando l’attività di sorveglianza dei cieli dell’Islanda, paese sprovvisto di capacità e strutture autonome per la difesa aerea.

Il compito degli assetti italiani sarà quello di garantire il servizio di sorveglianza dello spazio aereo islandese fino alla metà del mese di aprile, effettuando nel contempo attività addestrativa congiunta con il personale della Guardia costiera locale.

“Il rischieramento in Islanda è una missione, operativa e addestrativa allo stesso tempo, che concretizza lo spirito di solidarietà tra i membri dell’Alleanza Atlantica e permette, inoltre, di mantenere e testare delle procedure standardizzate di sicurezza in ambito NATO”, ha dichiarato in proposito il gen Claudio Graziano, Capo dello Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), aggiungendo che “questa difesa aerea congiunta nel settore islandese è un chiaro esempio di gestione razionale e condivisione delle risorse disponibili tra i vari Paesi della NATO”.

L’attività di Air Policing consiste nella continua sorveglianza dell’integrità dello spazio aereo dell’Alleanza Atlantica nonché nell’identificazione di eventuali sue violazioni all’integrità, dinnanzi alle quali devono scattare appropriate azioni di contrasto, come, ad esempio, il decollo rapido di velivoli caccia intercettori, che, in termini tecnici, è definito scramble.

L’Air Policing viene svolta nell’ambito dell’area di responsabilità del Comando Operativo Alleato della NATO (Allied Command Operation – ACO) di stanza a Bruxelles e viene coordinata dal Comando Aereo (Air Command) di Ramstein, in Germania.

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Fonte e foto: Stato Maggiore Difesa

Eurofighter Typhoon: successo dei test con i missili Storm Shadow e Meteor. Via libera al Brimstone MBDA

Typhoon Meteor and Storm Shadow1Nuovi test con i missili Storm Shadow e Meteor sono stati completati con successo in Scozia, fa sapere Finmeccanica tramite il consorzio Eurofighter, nell’ambito di un programma di miglioramenti destinati ad aumentare la capacità swing-role del combat jet Eurofighter Typhoon.

Il test di lancio dello Storm Shadow, avvenuto nel poligono della Difesa britannica nelle Ebridi da parte del velivolo italiano IPA2 (Italian Instrumented Production Aircraft, IPA2), è stato condotto dalla Aircraft Division di Finmeccanica con il supporto di BAE Systems, Airbus Defence and Space, e MBDA. Fa seguito ai test a terra del novembre 2015, ricorda il comunicato di Eurofighter.

Questo test è stato seguito da una prova con il missile Meteor Beyond Visual Range Air-to-Air su un Typhoon britannico IPA6, sempre nelle Ebridi, si apprende. È stato condotto da BAE Systems con il supporto di MBDA, Selex, QinetiQ e dal Ministero della Difesa birtannico, oltre che dai team Eurofighter. Il lancio fa seguito ai test di fine 2015 contro obiettivi aerei reali in scenari pre-pianificati.

Typhoon MeteorEntrambi i lanci rientrano nel programma relativo alla P2E (Phase 2 Enhancement), orientata ad aumentare le capacità di attacchi long range del Typhoon.

Il pilota italiano a capo dei test, Enrico Scarabotto, che ha pilotato l’IPA2, ha commentato positivamente il risultato delle prove, sottolineando che l’integrazione del sistema missilistico moltiplica il già potente aspetto multi-role e swing-role del Typhoon con in più “la nuova capacità di colpire sia di giorno che di notte con qualsiasi condizione meteo”.

“Lo Storm Shadow – ha dichiarato Scarabotto – aggiunge la capacità di attacco da distanza di sicurezza completando le capacità del velivolo nello scenario combat”. Il tutto, si apprende, in un cockpit essenziale e facilmente gestibile da un singolo pilota.

Typhoon IPA2 with Storm ShadowAltrettanta soddisfazione è stata rappresentata da Steve Greenbank, direttore dell’Aircraft Programmes for Military Air & Information BAE Systems: “Si tratta di un ulteriore passo avanti che dimostra la possibilità di operare in sicurezza, con accuratezza ed efficacia”.

Questo successo permette di pensare con ottimismo al progetto britannico Centurion, che vede il Typhoon rimpiazzare i Tornado che escono dal servizio operativo.

Oltre ai missili Storm Shadow e Meteor, è prevista anche l’integrazione del Brimstone MBDA, un missile di precisione perfetto sia per target in movimento che fissi.

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MBDA Storm Shadow: in corso di preparazione in Italia e in Inghilterra i test di volo sotto la guida di Alenia Aermacchi (20 luglio 2015)

Eurofighter Typhoon: facts & figures. Cos’è, chi lo fa e chi lo compra (14 settembre 2015)

Eurofighter Typhoon in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: Finmeccanica via Eurofighter Jagdflugzeug GmbH

Eurofighter Typhoon: facts & figures. Cos’è, chi lo fa e chi lo compra

Eurofighter Typhoon_Copyright Geoffrey Lee-Eurofighter_ GHL-143211Eurofighter Typhoon, ovvero il velivolo da combattimento che sta registrando un crescente interesse internazionale, come confermato dalla recentissima commessa di 28 velivoli da parte del Kuwait comunicata dal consorzio Eurofighter lo scorso venerdì 11 settembre (link articolo in calce), rappresenta il “fulcro della difesa europea del futuro e fiore all’occhiello dell’hi-tech italiano”, come lo definisce Finmeccanica, gruppo a capo di un consorzio che ne cura lo sviluppo, la produzione e i sistemi.

È la stessa Finmeccanica a diffondere le specifiche tecniche dello Eurofighter, spiegando dove e da chi viene costruito, chi l’ha ordinato, quanti esemplari ne sono stati ordinati, quanti sono in servizio, qual è la sua tecnologia e quali le sue caratteristiche:

Eurofighter è il caccia multiruolo di nuova generazione con il maggior numero al mondo di ordini (599), di velivoli in servizio (oltre 440) e di ore di volo (oltre 330.000). E’ inoltre il velivolo da combattimento con il miglior rateo di sicurezza operativa al mondo. Il Typhoon è in servizio dal 2004 e oggi è in linea con sei forze aeree.

L’Eurofighter Typhoon è un programma fondamentale per l’industria aeronautica italiana e per Finmeccanica in particolare, che partecipa direttamente con una quota pari al 19%, svolgendo un importante ruolo nella definizione, progettazione, sviluppo e produzione del nuovo velivolo, frontiera della tecnologia dell’industria europea. Comprendendo le quote di responsabilità relative alla costruzione della cellula dell’aereo e quelle relative all’avionica e all’elettronica di bordo, la quota complessiva a capo delle aziende Finmeccanica raggiunge il 36% circa del valore dell’intero programma.

L’Eurofighter Typhoon è il principale programma di collaborazione industriale della storia d’Europa. In termini occupazionali impegna oltre 100mila persone nelle quattro nazioni partner del programma di cui 20mila in Italia (tra occupazione diretta, indiretta e indotta). Per il Typhoon lavorano nella produzione oltre 400 fornitori, di cui 200 in Italia, con una distribuzione sul territorio che può stimarsi pari al 50% nel Nord e al 50% nel Centro/Sud.

Il programma è gestito dal consorzio Eurofighter GmbH, società con sede a Monaco (Germania) partecipata da Finmeccanica-Alenia Aermacchi, BAE Systems e Airbus D&S Germania e Airbus D&S Spagna. Da parte governativa, è gestito dall’agenzia NATO Eurofighter & Tornado Management Agency (NETMA), costituita per soddisfare le esigenze di approvvigionamento delle Forze Aeree dei quattro Paesi partecipanti, che fino ad oggi hanno ordinato un totale di 472 aerei. A questi si aggiungono 15 esemplari ordinati dall’Austria, 72 per l’Arabia Saudita e 12 per l’Oman. Il Kuwait ha recentemente annunciato l’acquisizione di 28 velivoli, con un contratto che verrà finalizzato a breve.

L’Eurofighter Typhoon è un velivolo supersonico, bimotore, multiruolo, sviluppato e prodotto in collaborazione da BAE Systems per il Regno Unito, da Airbus Defence & Space per Germania e Spagna e da Finmeccanica-Alenia Aermacchi per l’Italia e che vede una consistente partecipazione di altre aziende Finmeccanica come Selex ES per avionica, sensoristica, sistemi di autodifesa, comunicazione, sistemi di navigazione e simulazione.

La collaborazione industriale

Lo sviluppo, la produzione e i sistemi del velivolo sono affidati ai seguenti consorzi guidati da Finmeccanica, attraverso Alenia Aermacchi, Selex Es e Avio:

  • Eurofighter GmbH costituito da Finmeccanica-Alenia Aermacchi (19%), BAE Systems (33%), Airbus D&S Spagna (13%) e Airbus D&S Germania (33%), responsabile del progetto, dello sviluppo e dell’assemblaggio finale del velivolo, della gestione del programma e del coordinamento delle attività dei sub-contraenti.
  • Eurojet Turbo GmbH: costituito da Avio Aero (Italia, 21%), ITP (Spagna, 13%), MTU (Germania, 33%) e Rolls Royce (Regno Unito, 33%), responsabile del progetto e del coordinamento delle attività per la produzione del motore EJ200 impiegato sul velivolo.
  • EuroRADAR, per la progettazione e la realizzazione del Captor-M, il sistema radar meccanico attualmente in servizio, e del Captor-E, il nuovo radar a scansione elettronica. Il consorzio è guidato da Selex ES e comprende anche Indra (Spagna) e Airbus D&S (Germania);
  • EuroDASS, per la progettazione e la realizzazione del Defensive Aids Sub-System, per la protezione del velivolo da minacce missilistiche a guida radar, laser o termica, guidato da Selex ES e partecipato anche da Elettronica (Italia), Indra (Spagna) e Airbus D&S (Germania);
  • EuroFIRST, per il sistema passivo all’infrarosso PIRATE, guidato anch’esso da Selex ES.

I siti produttivi Finmeccanica coinvolti nel programma Eurofighter

Finmeccanica-Alenia Aermacchi è il leader nazionale nel programma di produzione del velivolo. Negli stabilimenti di Torino-Caselle (Torino) si realizzano l’ala sinistra – attività cui partecipa anche il sito di Foggia – e la progettazione e costruzione della fusoliera posteriore insieme a BAE Systems; la progettazione e integrazione di alcuni sistemi di bordo, quali armamento e navigazione e l’integrazione di tutto il sistema propulsivo. A Caselle Torinese, inoltre, si svolge l’assemblaggio finale di tutti i velivoli per l’Aeronautica Militare italiana e di quelli dei clienti “export” dei Paesi di competenza Alenia Aermacchi.

Nel sito di Venegono Superiore (Varese) sono stati progettati e sviluppati, e sono attualmente in produzione, i piloni subalari, i raccordi ala-fusoliera e le carenature in titanio dei motori del caccia europeo. Inoltre si è svolto un esteso programma di test in galleria del vento. Alenia Aermacchi è anche presente nella progettazione e realizzazione del Ground Support Equipment (GSE) specifico del velivolo: si tratta dei banchi di generazione di potenza ausiliaria, idraulica, elettrica e di aria compressa per l’avviamento del motore e dell’aria condizionata.

Selex ES rappresenta un partner chiave del programma Eurofighter, con una quota di competenza nell’avionica del Typhoon superiore al 60%. L’impegno nel programma coinvolge le attività di varie unità sia in Italia sia nel Regno Unito e, in particolare, quelle dei siti di Nerviano (Milano), Caselle Torinese, Ronchi dei Legionari (Trieste), Pomezia (Roma), Montevarchi (Arezzo), Luton ed Edimburgo. L’azienda partecipa allo sviluppo e alla produzione del radar meccanico Captor-M e del Captor-E, il nuovo apparato a scansione elettronica che sarà installato sugli esemplari di futura produzione, e dei sottosistemi degli apparati laser e di guida dei missili all’infrarosso. Selex ES sviluppa inoltre Praetorian, il sistema di autoprotezione DASS (Defensive Aids Sub-System) contro minacce aria-aria e terra-aria. L’azienda detiene significative responsabilità come prime contractor nello sviluppo di sottosistemi e apparati avionici che fanno parte del Cockpit Display System; del sistema di navigazione (radar altimetro); del Weapon Management System (computer e unità per lo sgancio dei carichi bellici) e del sistema di controllo del volo.

Selex ES è anche il prime contractor del sistema passivo all’infrarosso PIRATE (Passive InfraRed Airborne Track Equipment), in grado di scoprire e inseguire potenziali minacce. Si tratta di uno dei dispositivi più avanzati sviluppato per i Paesi partner del programma Eurofighter e per quelli export, ad eccezione di Germania e Austria. Selex ES contribuisce al programma anche con la realizzazione della maggior parte degli equipaggiamenti di comunicazione e navigazione dell’aereo: il sistema Identification Friend or Foe (IFF) per l’identificazione amico-nemico; il sistema MIDS Interface Unit (MIU); la Crash Survivable Memory Unit (CSMU); il sistema di atterraggio strumentale Microwave Landing System/MultiMode Receiver (MLS/MMR) e il sistema di navigazione Distance Measuring Equipment-Precision (DME-P). Inoltre, l’azienda partecipa alla fornitura della Communication Audio Management Unit (CAMU) e della radio V/UHF. Attraverso la controllata Sirio Panel, Selex ES contribuisce al programma anche con la realizzazione di larga parte della strumentazione del cockpit.

Tecnologie d’avanguardia in continua evoluzione

Per tutto il ciclo di vita operativa, l’Eurofighter è soggetto a un programma di aggiornamento e miglioramento tecnologico ben definito, che ne garantisce la competitività in uno scenario in continuo mutamento. Tecnologie costantemente in evoluzione, sia a bordo del velivolo sia nell’ambito del supporto logistico, ne aumentano l’efficacia operativa, le capacità di sopravvivenza e l’economia di gestione. L’Eurofighter è stato costruito con materiali leggeri ad alta resistenza (fibra di carbonio, fibra di vetro, leghe di titanio e di alluminio) e progettato in stretto coordinamento tra ingegneri e piloti.

Il programma Eurofighter costituisce il fulcro della tecnologia aerospaziale e di difesa europea e come tale fornisce alle industrie coinvolte un primato tecnologico che sarà garanzia di competitività in numerosi programmi futuri sia militari che civili.

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Fonte: Finmeccanica via Alenia Aermacchi

Foto: Eurofighter Jagdflugzeug GmbH (copyright Geoffrey Lee/ Eurofighter)

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Eurofighter“Eurofighter accoglie con soddisfazione l’accordo fra Italia e Kuwait per la fornitura di 28 velivoli Eurofighter Typhoon”.

Esordisce così la nota stampa del consorzio internazionale Eurofighter dello scorso venerdì 11 settembre nel dare la notizia dell’importante commessa. Dopo l’ordine del Sultanato dell’Oman per 12 aerei, siglato a dicembre 2012, e quello dell’Arabia Saudita, si tratta di un vero e proprio tris per il gruppo che vede crescere in tutto il mondo, e nella Regione del Golfo in particolare, l’interesse per il suo velivolo da combattimento.

“Questo nuovo accordo per l’Eurofighter – ha dichiarato Alberto Gutierrez, amministratore delegato di Eurofighter GmbH – ribadisce la superiorità di questo velivolo rispetto ai suoi diretti concorrenti e ci garantirà un’ulteriore spinta verso future affermazioni internazionali. Siamo molto lieti di dare il benvenuto al Kuwait quale nuovo membro della famiglia Eurofighter. Il Typhoon è una macchina testata in operazioni di coalizione ed è in servizio con sei nazioni che lo utilizzano in ogni condizione operativa”.

Con il Kuwait, l’Eurofighter Typhoon ribadisce il suo ruolo di più grande programma militare di collaborazione europea, con un totale di 599 aerei commissionati. Offre tecnologie all’avanguardia e rafforza l’industria della difesa europea sui mercati internazionali. In questo programma quadrinazionale sono coinvolti oltre 100.000 posti di lavoro in 400 aziende ad alta tecnologia in tutto il continente, sottolinea la nota del gruppo.

Dall’entrata in servizio del primo Eurofighter Typhoon alla fine del 2003, 444 aerei sono stati consegnati a sei nazioni: Germania, Regno Unito, Italia, Spagna, Austria e Arabia Saudita.

A dicembre 2012, l’Oman è divenuto il settimo cliente e ha ordinato un totale di dodici aerei. L’Eurofighter Typhoon è attualmente in servizio presso 22 unità operative e fino a oggi l’intera flotta ha completato oltre 300.000 ore di volo a livello mondiale.

Finmeccanica-Alenia Aermacchi è il leader nazionale nel programma di produzione del velivolo.

Negli stabilimenti di Torino-Caselle (Torino) si realizzano l’ala sinistra – attività cui partecipa anche il sito di Foggia – e la progettazione e costruzione della fusoliera posteriore insieme a BAE Systems, la progettazione e integrazione di alcuni sistemi di bordo, quali armamento e navigazione e l’integrazione di tutto il sistema propulsivo.

A Caselle Torinese, inoltre, si svolge l’assemblaggio finale di tutti i velivoli per l’Aeronautica Militare italiana e di quelli dei clienti export dei paesi di competenza Alenia Aermacchi.

Nel sito di Venegono Superiore (Varese) sono stati progettati e sviluppati, e sono attualmente in produzione, i piloni subalari, i raccordi ala-fusoliera e le carenature in titanio dei motori del caccia europeo. Inoltre si è svolto un esteso programma di test in galleria del vento.

Alenia Aermacchi è anche presente nella progettazione e realizzazione del Ground Support Equipment (GSE) specifico del velivolo, ovvero i banchi di generazione di potenza ausiliaria, idraulica, elettrica e di aria compressa per l’avviamento del motore e dell’aria condizionata.

L’Eurofighter Typhoon è il più avanzato aereo da combattimento multiruolo di nuova generazione attualmente disponibile sul mercato mondiale.

Sette nazioni (Germania, Regno Unito, Italia, Spagna, Austria, Arabia Saudita e Oman) hanno già ordinato l’Eurofighter Typhoon.

Con 599 aerei commissionati, l’Eurofighter è attualmente il più vasto programma di acquisizione militare in Europa. La sua alta tecnologia rafforza la posizione dell’industria aerospaziale europea nel mercato internazionale. Il programma assicura oltre 100.000 posti di lavoro in 400 aziende.

Eurofighter Jagdflugzeug GmbH gestisce il programma per conto delle società partner Eurofighter: Finmeccanica-Alenia Aermacchi, BAE Systems e Airbus Defence and Space in Germania e Spagna, che sono le più importanti società per l’aviazione e l’aerospazio in Europa.

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Fonte e foto: Eurofighter via Alenia Aermacchi