Finmeccanica

Difesa, il SSSD on Tofalo negli stabilimenti Leonardo a Philadelphia: “una splendida realtà USA in cui pulsa forte il cuore e l’impegno italiano”

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo, in missione negli Stati Uniti, ha visitato gli stabilimenti di Leonardo a Philadelphia (Pennsylvania), ha fatto sapere oggi, 25 gennaio, il suo addetto stampa.

Alla Leonardo di Philadelphia sono impiegati circa 600 dipendenti, spiega il comunicato stampa, destinati ad aumentare nel corso del 2019.

“Qui, da oltre 30 anni, vengono prodotti quelli che sono considerati tra i migliori elicotteri al mondo, ha dichiarato il sottosegretario Tofalo. “È sempre una grande soddisfazione scoprire tecnologia Made in Italy”.

Il Sottosegretario è in viaggio negli Stati Uniti per “cinque intensi giorni per parlare con i nostri Alleati di Difesa, Sicurezza, Tecnologia, Intelligence e Industria”. Dopo aver incontrato le “eccellenze industriali italiane che operano e si affermano sui mercati internazionali” presso l’ambasciata italiana, il Sottosegretario si è recato dunque alla Leonardo di Philadelphia.

“È qui, nello Stato della Pennsylvania – ha sottolineato l’on Tofalo – che si producono gli AW119, unici elicotteri al mondo, monomotori, certificati per il volo IFR (Instrument Flight Rules). È sempre presso questa importante realtà aeronautica, dove operano anche qualificati ingegneri italiani, che si produce il convertiplano AW609. Velivolo estremamente complesso e custode di tecnologie innovative. In poco più di dieci anni dell’insediamento industriale a Philadelphia sono stati consegnati a diversi clienti, statuali e non, oltre 570 elicotteri di diversi modelli.”

Fonte: Cap Massimiliano Rizzo, Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On Angelo Tofalo

Foto dal profilo facebook dell’on @AngeloTofalo

Bonifica ordigni: artificieri dell’Esercito al lavoro a Brescia, oltre 30mila gli interventi in dieci anni

“Questa mattina, [30 aprile], un nucleo di artificieri dell’Esercito ha disinnescato una bomba d’aereo, risalente al secondo conflitto mondiale, nel centro cittadino di Brescia”, ha fatto sapere l’Esercito con una nota stampa odierna.

L’ordigno, una bomba d’aereo di 500 libbre (pari a 227 kg) di fabbricazione statunitense contenente 127 kg di esplosivo, era stato rinvenuto lo scorso 26 gennaio durante lo scavo per la campionatura del terreno all’interno della fabbrica Leonardo Finmeccanica, nel comune di Brescia, si apprende.

Le operazioni di messa in sicurezza del territorio, coordinate dalla Prefettura di Brescia in concorso con il Comando Forze Operative Nord (COMFOP Nord) di Padova, sono iniziate alle 7 di stamane con l’evacuazione di circa 1.000 residenti nel raggio di 550 metri dal luogo del ritrovamento della bomba.

Gli specialisti dell’Esercito hanno dapprima proceduto con il “despolettamento” dell’ordigno e, successivamente, hanno provveduto al trasferimento dell’ordigno nella cava di Calcinato, in provincia di Brescia, per il brillamento.

Le operazioni sono terminate intorno alle 14.45, spiega la nota stampa nel dettaglio.

L’intervento è stato condotto dagli specialisti del 10° reggimento Genio Guastatori della 132° brigata Corazzata Ariete, che è una delle 12 Unità dell’Arma del Genio che l’Esercito impiega per la bonifica dei residuati bellici inesplosi.

Nel 2016 gli interventi del reggimento cremonese sono stati 146, di cui 24 su bombe d’aereo ad alto potenziale esplosivo.

L’ultima di queste, da 600 kg, a Pizzighettone, in provincia di Cremona (link articolo in calce), la scorsa primavera.

Negli ultimi 10 anni gli interventi sono stati oltre 30mila.

“L’Esercito, grazie alla spiccata valenza “duale” delle unità del Genio, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, è in grado di intervenire, tempestivamente, sul territorio nazionale, in situazione di emergenza o di pubblica utilità”, conclude la nota stampa.

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Fonte e foto: Esercito Italiano

CESIVA: ufficiali del Kuwait per i sistemi digitalizzati di scenario virtuale e Forza NEC

Una delegazione militare proveniente dal Kuwait, accompagnata da personale della Leonardo SpA e del Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti (SGD/DNA), ha visitato il CeSiVa (Centro simulazione e validazione dell’Esercito) di Civitavecchia lo scorso 29 marzo, ha fatto sapere lo stesso Centro con un comunicato stampa.

La visita ha avuto come obiettivo principale quello di consentire al personale militare specifici approfondimenti su tematiche relative alla digitalizzazione delle Forze Armate Italiane e, in particolare, sugli assetti sviluppati nell’ambito del programma Forza Nec (Network Enabled Capability).

Il generale Hmoud Al Husaini e il tenente colonnello Naser Al Darweesh sono stati accolti dal generale Maurizio Boni, Comandante del Centro, e, dopo aver partecipato a un briefing di presentazione a cura del personale del CeSiVa, hanno proseguito la loro visita all’Integration Test Bed (ITB), Facility del Centro,  per assistere a una dimostrazione del Sistema automatizzato di comando controllo di Forza Armata (SIACCON), oltre che all’illustrazione delle funzionalità dell’Ambiente sintetico di base (ASB), lo scenario virtuale che permette, alle unità addestrate, di vivere un coinvolgimento fisico e psicologico molto simile a quello reale.

Lo Stato Maggiore dell’Esercito  ha assegnato proprio al CeSiVa la responsabilità di sperimentare i sistemi integrati per l’addestramento terrestre, di simulazione e di comando e controllo, in funzione dell’ammodernamento di settore, nonché i sistemi per la digitalizzazione del campo di battaglia, compito che il Centro porta avanti in stretta collaborazione e cooperazione con l’industria nazionale e internazionale di settore.

Ed è proprio presso l’ITB del CeSiVa che vengono testati i software che permettono alle unità, durante le esercitazioni, di addestrarsi sul campo (Test Scenario), sottolinea il comunicato.

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Fonte e foto: CESIVA

Lombardia Aerospace Cluster: Aermacchi, Agusta Westland, Secondo Mona e CGS nel progetto dedicato alle scuole tecniche lombarde

logo Distretto Aerospaziale LombardoIl distretto aerospaziale lombardo, Lombardia Aerospace Cluster, ha appena comunicato un rendiconto del progetto avviato poco prima dello scorso Natale (link articolo in calce) e dedicato alla formazione dei docenti delle scuole tecniche lombarde nell’ambito del concetto di alternanza scuola-lavoro.

Si tratta di un bilancio decisamente positivo, fa sapere il Distretto in un comunicato stampa dello scorso 30 marzo, con ben 23 docenti partecipanti, provenienti da 10 scuole delle province di Milano e Varese, per un totale di 32 ore di formazione, di cui 16 in azienda, e 4 imprese coinvolte: Aermacchi, AgustaWestland, (divisioni della One Company Finmeccanica) Secondo Mona e OHB-CGS (Compagnia Generale per lo Spazio).

Un progetto – ricorda il comunicato – partito a dicembre 2015 e conclusosi il 16 marzo scorso, pensato per realizzare un confronto concreto tra mondo della scuola e delle imprese e, di conseguenza, rinnovare gli insegnamenti trasferiti dai docenti ai ragazzi in aula.

Un valore aggiunto per le varie iniziative di alternanza scuola-lavoro, che l’industria aerospaziale della Lombardia ha voluto portare con il coinvolgimento del corpo docente degli istituti tecnici, consentendo un aggiornamento sulle competenze di maggiore rilevanza del settore dall’esperienza diretta.

Il percorso di aggiornamento – che si inquadra in un più ampio documento di intesa che vede collaborare le aziende del Lombardia Aerospace Cluster e Regione Lombardia, Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e Confindustria Lombardia – è stato realizzato in parte alla LIUC – Università Cattaneo di Castellanza e in parte sotto forma di visita alle aziende.

Gli obiettivi erano far conoscere le aree e i ruoli di inserimento dei neo-diplomati nelle aziende, stimolare l’interazione e lo scambio di conoscenza tra scuola e industria, condividere coi professori verso quali orizzonti si sta muovendo il sistema manifatturiero legato all’aerospazio per tradurre queste informazioni in un’azione didattica efficace per il futuro occupazionale dei ragazzi e per la competitività delle imprese.

“Il corso – ha sottolineato, a sua volta il presidente del Lombardia Aerospace Cluster, Carmelo Cosentino – ha offerto ai docenti un inquadramento generale sul posizionamento dell’industria aerospaziale lombarda con un focus sui profili professionali di più stretto interesse per le imprese e sulla lean production. In azienda poi, affiancati da figure chiave aziendali, hanno visitato i reparti e le aree a elevato inserimento di diplomati delle realtà industriali del territorio.”

“I docenti coinvolti – ha spiegato Cosentino – hanno molto apprezzato la formazione svolta nelle imprese: per progettare insieme la scuola del futuro i docenti sono infatti entrati nel cuore produttivo delle fabbriche aeronautiche di Vergiate, Cascina Costa, Venegono (Finmeccanica), Somma Lombardo (Secondo Mona) e per il settore spaziale a Milano in OHB-CGS, dove si progettano e producono piattaforme per le missioni spaziali Infine, sono stati guidati in un laboratorio di progettazione metodologica per creare nuovi contenuti e nuove proposte formative da introdurre a scuola. Un percorso dalla teoria, alla pratica che ha visto coinvolte scuole e imprese in un processo virtuoso e collaborativo. Questo nostro progetto costituisce un punto di riferimento per l’alternanza scuola-lavoro in tutti i settori industriali della Lombardia”.

“Un’occasione unica – ha raccontato Claudia Mona, della Secondo Mona di Somma Lombardo – che ha aperto le porte agli insegnanti. Ai docenti è stata data l’opportunità di toccare con mano tutte le varie fasi produttive di un’azienda storica, con una produzione moderna, ben oltre l’immaginario. I professori hanno dimostrato un grandissimo interesse ed è stata occasione apprezzata anche dai nostri capireparto che si sono resi disponibili a raccontarsi e, insieme, si sono ritrovati a confrontarsi e immedesimarsi con i docenti.”

“Il minimaster H&A per Docenti di istituti tecnici che si è svolto presso la sede di Milano di OHB CGS SpA – ha confermato Paolo Cerabolini di CGS-Compagnia Generale per lo Spazio di Milano – si è rivelato un’esperienza molto stimolante poiché ha permesso una buona interazione tra scuola e industria. I docenti tutti hanno mostrato vivo interesse alla realtà aziendale, al suo funzionamento e alle sue necessità in termini di requisiti formativi richiesti al personale. Si è creato al termine del corso, un momento di discussione con ampio e proficuo scambio di vedute con i partecipanti al master, interessati a come poter svolgere al meglio il loro ruolo di formatori per offrire agli alunni gli strumenti per un migliore inserimento nel mondo del lavoro”.

“Sono certo – ha aggiunto Cerabolini – che i confronti avuti potranno essere il seme per contribuire a una formazione sempre più mirata alla crescita di figure professionali adeguate anche alla realtà industriale di un’azienda a tecnologia avanzata come la nostra”.

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Fonte e foto: Lombardia Aerospace Cluster

DIMDEX 2016: il Qatar sceglie missili MBDA per la difesa costiera, l’italiano Marte ER e il francese Exocet MM40 Block 3

20160330_MBDA Twitter_CezhdhGXIAASlB6.jpg largeLa Qatar Emiri Naval Force (QENF) ha scelto di difendere le coste del Qatar con il sistema missilistico della MBDA.

Ieri, 30 marzo, al DIMDEX 2016 (Doha International Maritime Defence Exhibition and Conference, il salone internazionale qatariota su difesa e sicurezza marittime) è stato infatti siglato il protocollo di intesa tra il gruppo MBDA (controllato al 25% da Finmeccanica e al 37,5% rispettivamente da Bae System e Airbus) e il Qatar per la fornitura di un sistema di difesa in grado di montare due diversi missili: il Marte ER (la versione Extended Range del missile Marte) e l’Exocet MM40 Block 3.

Si tratta di un evento destinato a breve a portare alla conclusione di un contratto per 640 milioni di euro (2,64 miliardi di riyal del Qatar), sottolinea lo stesso consorzio MBDA nel suo comunicato stampa.

UIl sistema missilistico oggetto del protocollo, in grado anche di operare in modo autonomo con il proprio radar, permetterà al QENF di tenere sotto controllo il traffico marittimo lungo le sue coste e di impedire a navi ostili di raggiungere le acque territoriali qatariote.

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Fonte: MBDA

Foto: MBDA (twitter + website)

20160330_MBDA twitter_MoU Qatar_DIMDEX 2016

ATR: dopo un 2015 record con 2 mld dollari di fatturato, il 2016 si apre con portafoglio ordini di 260 velivoli e 3 anni di produzione

ATR-72-600ATR, joint venture paritetica tra Finmeccanica e Airbus, ha raggiunto nel 2015 un nuovo fatturato record pari a 2 miliardi di dollari (2014: 1,8 miliardi di dollari), fa sapere la stessa ATR via Finmeccanica con un comunicato del 21 gennaio.

Durante l’anno ATR ha stabilito anche un nuovo record in termini di consegne per un totale di 88 velivoli (2014: 83), con un incremento del 72% rispetto alle 51 consegne del 2010, si apprende.

I 76 ordini fermi e le 81 opzioni registrate nel 2015 provengono da clienti di 5 continenti: Cebu Pacific (Filippine); Air New Zealand (Nuova Zelanda); Braathens (Svezia); Japan Airlines (Giappone); Binter Canarias (Spagna e Bahamas Air (Bahamas)

ATR 600 (3)_AA_HRIl 2016 è stato iniziato da ATR con un portafoglio ordini di 260 velivoli che ammonta a un valore complessivo di 6,6 miliardi di dollari che garantisce circa 3 anni di produzione.

Dodici nuovi operatori hanno scelto nel 2015 la nuova serie “-600” consentendo di superare la soglia di 200 compagnie aeree (includendo tutti i modelli) che operano il velivolo in oltre 100 paesi del mondo.

Nel 2015 ATR ha ricevuto il 1.500° ordine fermo dall’inizio del programma. Il contratto è stato firmato al Paris Air Show con Japan Airlines e rappresenta la prima vendita ATR in Giappone, paese con un elevato potenziale di mercato per la vendita degli ATR di ultima generazione.

ATR 600 (2)ATR ha inoltre aperto due nuovi uffici a Tokio e Beijing.

Dall’inizio del programma ATR ha ricevuto ordini fermi per 1.538 velivoli e ne ha consegnati 1.278.

Dal 2010 l’ATR è stato il velivolo più venduto al mondo della categoria fino a 90 posti, rappresentando il 37% dei velivoli complessivamente venduti in questo segmento di mercato (quota che arriva al 77% se si considerano solo i velivoli della categoria turboprop).

Nel 2015, ATR ha ottenuto le certificazioni per i due nuovi modelli di cabina: la “High Density”, portando la capacità massima a 78 posti, e la “Cargo Flex”, che coniuga il trasporto di 44 passeggeri e una capacità di carico merci fino a 20 metri cubi.

Questi nuovi sviluppi sono parte della strategia di ATR di continuare a migliorare la propria gamma di prodotti e di consolidare il proprio primato nelle scelte delle compagnie aeree regionali, afferma la stessa compagnia.

Patrick de Castelbajac, Amministratore Delegato di ATR, ha dichiarato: “Siamo molto soddisfatti dei risultati e delle performance di ATR nel 2015. Sebbene il clima economico sia particolarmente difficile in paesi e regioni importanti per il nostro business, siamo riusciti a consolidare il nostro successo commerciale con le compagnie aeree regionali. I nostri risultati dimostrano che l’appeal dei nostri aerei va ben oltre il loro basso consumo di carburante.

Nonostante il calo del prezzo del petrolio, sia i nuovi clienti sia quelli già acquisiti hanno riposto la loro fiducia in ATR sottolineando l’enorme versatilità, la modernità e il livello di comfort degli ATR di ultima generazione.

Nel 2015 abbiamo intrapreso un significativo processo di revisione della società per essere ancora più vicini ai nostri clienti e più efficienti a livello industriale e nello sviluppo dei nostri prodotti e i risultati ottenuti nel 2015 rappresentano i primi frutti di questo importante lavoro”.

L’impegno di ATR per l’ambiente ha fatto un passo in avanti nel 2015 con la partecipazione alla prima serie di voli di prova per il programma europeo Clean Sky (link articolo in calce). Un ATR 72 è stato utilizzato per testare nuove componenti dell’aereo realizzate in materiale composito, più leggero e in grado di generare una riduzione del peso e dei consumi del velivolo. Nel 2016 è prevista una seconda serie di voli di prova per testare nuovi sistemi per ridurre la dispersione di energia.

Nel 2015 ATR ha continuato a espandere il proprio network di assistenza post-vendita con la creazione in Brasile di un nuovo centro ricambi e una partnership per le attività di manutenzione. Nel prossimo futuro, ATR svilupperà ulteriormente la propria presenza su scala mondiale con l’apertura di un nuovo centro di addestramento piloti a Miami, continuando a esplorare nuove opportunità di partnership per le attività di manutenzione degli aeromobili.

Fondata nel 1981, ATR è leader mondiale nel mercato dei velivoli regionali della categoria fino a 90 posti. Fin dalla sua creazione ATR ha venduto più di 1.500 velivoli. Con oltre 27 milioni di ore di volo, i vari modelli della famiglia ATR equipaggiano le flotte di oltre 200 aerolinee in circa 100 paesi del mondo. ATR è una joint venture paritetica tra i due maggiori player europei in campo aeronautico, Airbus e Finmeccanica. Il suo quartier generale è a Tolosa. ATR è certificata ISO 14001.

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Fonte e foto: ATR via Finmeccanica

Eurofighter Typhoon: facts & figures. Cos’è, chi lo fa e chi lo compra

Eurofighter Typhoon_Copyright Geoffrey Lee-Eurofighter_ GHL-143211Eurofighter Typhoon, ovvero il velivolo da combattimento che sta registrando un crescente interesse internazionale, come confermato dalla recentissima commessa di 28 velivoli da parte del Kuwait comunicata dal consorzio Eurofighter lo scorso venerdì 11 settembre (link articolo in calce), rappresenta il “fulcro della difesa europea del futuro e fiore all’occhiello dell’hi-tech italiano”, come lo definisce Finmeccanica, gruppo a capo di un consorzio che ne cura lo sviluppo, la produzione e i sistemi.

È la stessa Finmeccanica a diffondere le specifiche tecniche dello Eurofighter, spiegando dove e da chi viene costruito, chi l’ha ordinato, quanti esemplari ne sono stati ordinati, quanti sono in servizio, qual è la sua tecnologia e quali le sue caratteristiche:

Eurofighter è il caccia multiruolo di nuova generazione con il maggior numero al mondo di ordini (599), di velivoli in servizio (oltre 440) e di ore di volo (oltre 330.000). E’ inoltre il velivolo da combattimento con il miglior rateo di sicurezza operativa al mondo. Il Typhoon è in servizio dal 2004 e oggi è in linea con sei forze aeree.

L’Eurofighter Typhoon è un programma fondamentale per l’industria aeronautica italiana e per Finmeccanica in particolare, che partecipa direttamente con una quota pari al 19%, svolgendo un importante ruolo nella definizione, progettazione, sviluppo e produzione del nuovo velivolo, frontiera della tecnologia dell’industria europea. Comprendendo le quote di responsabilità relative alla costruzione della cellula dell’aereo e quelle relative all’avionica e all’elettronica di bordo, la quota complessiva a capo delle aziende Finmeccanica raggiunge il 36% circa del valore dell’intero programma.

L’Eurofighter Typhoon è il principale programma di collaborazione industriale della storia d’Europa. In termini occupazionali impegna oltre 100mila persone nelle quattro nazioni partner del programma di cui 20mila in Italia (tra occupazione diretta, indiretta e indotta). Per il Typhoon lavorano nella produzione oltre 400 fornitori, di cui 200 in Italia, con una distribuzione sul territorio che può stimarsi pari al 50% nel Nord e al 50% nel Centro/Sud.

Il programma è gestito dal consorzio Eurofighter GmbH, società con sede a Monaco (Germania) partecipata da Finmeccanica-Alenia Aermacchi, BAE Systems e Airbus D&S Germania e Airbus D&S Spagna. Da parte governativa, è gestito dall’agenzia NATO Eurofighter & Tornado Management Agency (NETMA), costituita per soddisfare le esigenze di approvvigionamento delle Forze Aeree dei quattro Paesi partecipanti, che fino ad oggi hanno ordinato un totale di 472 aerei. A questi si aggiungono 15 esemplari ordinati dall’Austria, 72 per l’Arabia Saudita e 12 per l’Oman. Il Kuwait ha recentemente annunciato l’acquisizione di 28 velivoli, con un contratto che verrà finalizzato a breve.

L’Eurofighter Typhoon è un velivolo supersonico, bimotore, multiruolo, sviluppato e prodotto in collaborazione da BAE Systems per il Regno Unito, da Airbus Defence & Space per Germania e Spagna e da Finmeccanica-Alenia Aermacchi per l’Italia e che vede una consistente partecipazione di altre aziende Finmeccanica come Selex ES per avionica, sensoristica, sistemi di autodifesa, comunicazione, sistemi di navigazione e simulazione.

La collaborazione industriale

Lo sviluppo, la produzione e i sistemi del velivolo sono affidati ai seguenti consorzi guidati da Finmeccanica, attraverso Alenia Aermacchi, Selex Es e Avio:

  • Eurofighter GmbH costituito da Finmeccanica-Alenia Aermacchi (19%), BAE Systems (33%), Airbus D&S Spagna (13%) e Airbus D&S Germania (33%), responsabile del progetto, dello sviluppo e dell’assemblaggio finale del velivolo, della gestione del programma e del coordinamento delle attività dei sub-contraenti.
  • Eurojet Turbo GmbH: costituito da Avio Aero (Italia, 21%), ITP (Spagna, 13%), MTU (Germania, 33%) e Rolls Royce (Regno Unito, 33%), responsabile del progetto e del coordinamento delle attività per la produzione del motore EJ200 impiegato sul velivolo.
  • EuroRADAR, per la progettazione e la realizzazione del Captor-M, il sistema radar meccanico attualmente in servizio, e del Captor-E, il nuovo radar a scansione elettronica. Il consorzio è guidato da Selex ES e comprende anche Indra (Spagna) e Airbus D&S (Germania);
  • EuroDASS, per la progettazione e la realizzazione del Defensive Aids Sub-System, per la protezione del velivolo da minacce missilistiche a guida radar, laser o termica, guidato da Selex ES e partecipato anche da Elettronica (Italia), Indra (Spagna) e Airbus D&S (Germania);
  • EuroFIRST, per il sistema passivo all’infrarosso PIRATE, guidato anch’esso da Selex ES.

I siti produttivi Finmeccanica coinvolti nel programma Eurofighter

Finmeccanica-Alenia Aermacchi è il leader nazionale nel programma di produzione del velivolo. Negli stabilimenti di Torino-Caselle (Torino) si realizzano l’ala sinistra – attività cui partecipa anche il sito di Foggia – e la progettazione e costruzione della fusoliera posteriore insieme a BAE Systems; la progettazione e integrazione di alcuni sistemi di bordo, quali armamento e navigazione e l’integrazione di tutto il sistema propulsivo. A Caselle Torinese, inoltre, si svolge l’assemblaggio finale di tutti i velivoli per l’Aeronautica Militare italiana e di quelli dei clienti “export” dei Paesi di competenza Alenia Aermacchi.

Nel sito di Venegono Superiore (Varese) sono stati progettati e sviluppati, e sono attualmente in produzione, i piloni subalari, i raccordi ala-fusoliera e le carenature in titanio dei motori del caccia europeo. Inoltre si è svolto un esteso programma di test in galleria del vento. Alenia Aermacchi è anche presente nella progettazione e realizzazione del Ground Support Equipment (GSE) specifico del velivolo: si tratta dei banchi di generazione di potenza ausiliaria, idraulica, elettrica e di aria compressa per l’avviamento del motore e dell’aria condizionata.

Selex ES rappresenta un partner chiave del programma Eurofighter, con una quota di competenza nell’avionica del Typhoon superiore al 60%. L’impegno nel programma coinvolge le attività di varie unità sia in Italia sia nel Regno Unito e, in particolare, quelle dei siti di Nerviano (Milano), Caselle Torinese, Ronchi dei Legionari (Trieste), Pomezia (Roma), Montevarchi (Arezzo), Luton ed Edimburgo. L’azienda partecipa allo sviluppo e alla produzione del radar meccanico Captor-M e del Captor-E, il nuovo apparato a scansione elettronica che sarà installato sugli esemplari di futura produzione, e dei sottosistemi degli apparati laser e di guida dei missili all’infrarosso. Selex ES sviluppa inoltre Praetorian, il sistema di autoprotezione DASS (Defensive Aids Sub-System) contro minacce aria-aria e terra-aria. L’azienda detiene significative responsabilità come prime contractor nello sviluppo di sottosistemi e apparati avionici che fanno parte del Cockpit Display System; del sistema di navigazione (radar altimetro); del Weapon Management System (computer e unità per lo sgancio dei carichi bellici) e del sistema di controllo del volo.

Selex ES è anche il prime contractor del sistema passivo all’infrarosso PIRATE (Passive InfraRed Airborne Track Equipment), in grado di scoprire e inseguire potenziali minacce. Si tratta di uno dei dispositivi più avanzati sviluppato per i Paesi partner del programma Eurofighter e per quelli export, ad eccezione di Germania e Austria. Selex ES contribuisce al programma anche con la realizzazione della maggior parte degli equipaggiamenti di comunicazione e navigazione dell’aereo: il sistema Identification Friend or Foe (IFF) per l’identificazione amico-nemico; il sistema MIDS Interface Unit (MIU); la Crash Survivable Memory Unit (CSMU); il sistema di atterraggio strumentale Microwave Landing System/MultiMode Receiver (MLS/MMR) e il sistema di navigazione Distance Measuring Equipment-Precision (DME-P). Inoltre, l’azienda partecipa alla fornitura della Communication Audio Management Unit (CAMU) e della radio V/UHF. Attraverso la controllata Sirio Panel, Selex ES contribuisce al programma anche con la realizzazione di larga parte della strumentazione del cockpit.

Tecnologie d’avanguardia in continua evoluzione

Per tutto il ciclo di vita operativa, l’Eurofighter è soggetto a un programma di aggiornamento e miglioramento tecnologico ben definito, che ne garantisce la competitività in uno scenario in continuo mutamento. Tecnologie costantemente in evoluzione, sia a bordo del velivolo sia nell’ambito del supporto logistico, ne aumentano l’efficacia operativa, le capacità di sopravvivenza e l’economia di gestione. L’Eurofighter è stato costruito con materiali leggeri ad alta resistenza (fibra di carbonio, fibra di vetro, leghe di titanio e di alluminio) e progettato in stretto coordinamento tra ingegneri e piloti.

Il programma Eurofighter costituisce il fulcro della tecnologia aerospaziale e di difesa europea e come tale fornisce alle industrie coinvolte un primato tecnologico che sarà garanzia di competitività in numerosi programmi futuri sia militari che civili.

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Fonte: Finmeccanica via Alenia Aermacchi

Foto: Eurofighter Jagdflugzeug GmbH (copyright Geoffrey Lee/ Eurofighter)

Eurofighter Typhoon: 28 velivoli per il Kuwait. In Italia Alenia Aermacchi produce parti di ala, fusoliera, armamento, navigazione, sistema propulsivo

Eurofighter“Eurofighter accoglie con soddisfazione l’accordo fra Italia e Kuwait per la fornitura di 28 velivoli Eurofighter Typhoon”.

Esordisce così la nota stampa del consorzio internazionale Eurofighter dello scorso venerdì 11 settembre nel dare la notizia dell’importante commessa. Dopo l’ordine del Sultanato dell’Oman per 12 aerei, siglato a dicembre 2012, e quello dell’Arabia Saudita, si tratta di un vero e proprio tris per il gruppo che vede crescere in tutto il mondo, e nella Regione del Golfo in particolare, l’interesse per il suo velivolo da combattimento.

“Questo nuovo accordo per l’Eurofighter – ha dichiarato Alberto Gutierrez, amministratore delegato di Eurofighter GmbH – ribadisce la superiorità di questo velivolo rispetto ai suoi diretti concorrenti e ci garantirà un’ulteriore spinta verso future affermazioni internazionali. Siamo molto lieti di dare il benvenuto al Kuwait quale nuovo membro della famiglia Eurofighter. Il Typhoon è una macchina testata in operazioni di coalizione ed è in servizio con sei nazioni che lo utilizzano in ogni condizione operativa”.

Con il Kuwait, l’Eurofighter Typhoon ribadisce il suo ruolo di più grande programma militare di collaborazione europea, con un totale di 599 aerei commissionati. Offre tecnologie all’avanguardia e rafforza l’industria della difesa europea sui mercati internazionali. In questo programma quadrinazionale sono coinvolti oltre 100.000 posti di lavoro in 400 aziende ad alta tecnologia in tutto il continente, sottolinea la nota del gruppo.

Dall’entrata in servizio del primo Eurofighter Typhoon alla fine del 2003, 444 aerei sono stati consegnati a sei nazioni: Germania, Regno Unito, Italia, Spagna, Austria e Arabia Saudita.

A dicembre 2012, l’Oman è divenuto il settimo cliente e ha ordinato un totale di dodici aerei. L’Eurofighter Typhoon è attualmente in servizio presso 22 unità operative e fino a oggi l’intera flotta ha completato oltre 300.000 ore di volo a livello mondiale.

Finmeccanica-Alenia Aermacchi è il leader nazionale nel programma di produzione del velivolo.

Negli stabilimenti di Torino-Caselle (Torino) si realizzano l’ala sinistra – attività cui partecipa anche il sito di Foggia – e la progettazione e costruzione della fusoliera posteriore insieme a BAE Systems, la progettazione e integrazione di alcuni sistemi di bordo, quali armamento e navigazione e l’integrazione di tutto il sistema propulsivo.

A Caselle Torinese, inoltre, si svolge l’assemblaggio finale di tutti i velivoli per l’Aeronautica Militare italiana e di quelli dei clienti export dei paesi di competenza Alenia Aermacchi.

Nel sito di Venegono Superiore (Varese) sono stati progettati e sviluppati, e sono attualmente in produzione, i piloni subalari, i raccordi ala-fusoliera e le carenature in titanio dei motori del caccia europeo. Inoltre si è svolto un esteso programma di test in galleria del vento.

Alenia Aermacchi è anche presente nella progettazione e realizzazione del Ground Support Equipment (GSE) specifico del velivolo, ovvero i banchi di generazione di potenza ausiliaria, idraulica, elettrica e di aria compressa per l’avviamento del motore e dell’aria condizionata.

L’Eurofighter Typhoon è il più avanzato aereo da combattimento multiruolo di nuova generazione attualmente disponibile sul mercato mondiale.

Sette nazioni (Germania, Regno Unito, Italia, Spagna, Austria, Arabia Saudita e Oman) hanno già ordinato l’Eurofighter Typhoon.

Con 599 aerei commissionati, l’Eurofighter è attualmente il più vasto programma di acquisizione militare in Europa. La sua alta tecnologia rafforza la posizione dell’industria aerospaziale europea nel mercato internazionale. Il programma assicura oltre 100.000 posti di lavoro in 400 aziende.

Eurofighter Jagdflugzeug GmbH gestisce il programma per conto delle società partner Eurofighter: Finmeccanica-Alenia Aermacchi, BAE Systems e Airbus Defence and Space in Germania e Spagna, che sono le più importanti società per l’aviazione e l’aerospazio in Europa.

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Fonte e foto: Eurofighter via Alenia Aermacchi

Alenia Aermacchi Finmeccanica annuncia il successo dei test sul drone Neuron: “bassa osservabilità radar e ridotta segnatura infrarossa”. Prossimi test in Svezia

Neuron_01Dopo dodici missioni altamente sensibili condotte in Italia per misurare traccia radar e segnatura infrarossa per il drone sperimentale europeo, rivolto alla dimostrazione di tecnologie chiave per aerei da attacco per futuri sistemi pilotati e non, Finmeccanica Alenia Aermacchi ha ufficializzato in un suo comunicato stampa del 25 agosto che “la campagna di voli di sperimentazione in Italia del velivolo non pilotato da combattimento Neuron si è conclusa con successo e con il raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati, premettendo un importante passo avanti del programma”.

Il Neuron è il dimostratore tecnologico europeo per un UCAV (Unmanned Combat Aerial Vehicle) sviluppato da un team industriale guidato da Dassault Aviation con la collaborazione di Finmeccanica-Alenia Aermacchi, Saab, Airbus Defence and Space, RUAG e HAI.

Neuron_02Il velivolo è stato rischierato presso la base aerea dell’Aeronautica Militare di Decimomannu in Sardegna, si apprende, dove ha effettuato una serie di importanti sperimentazioni operative.

In particolare, le 12 missioni altamente sensibili hanno permesso di verificare le caratteristiche delle capacità operative in combattimento del Neuron, la sua bassa osservabilità radar e la ridotta segnatura infrarossa nel corso di voli effettuati a quote e con profili differenti e contro “minacce” rappresentate sia da radar basati a terra, che aeroportati, avvalendosi in questo ultimo caso di un caccia Eurofighter Typhoon.

Nel corso dello schieramento in Italia il Neuron ha confermato le sue già accertate eccellenti prestazioni e l’elevata affidabilità operativa.

La prossima fase di test sarà condotta, a partire da questa estate, in Svezia presso il poligono di Vidsel, dove verranno effettuati test di bassa osservabilità e lancio di armamenti dalla stiva bombe dell’aereo.

L’attività di sviluppo del dimostratore è un passo importante nel processo di maturazione della tecnologia acquisita, mitigando il livello di rischio dei futuri investimenti per velivoli non pilotati in Europa e procedendo verso lo sviluppo di sistemi destinati a usi operativi.

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Fonte e foto: Finmeccanica Alenia Aermacchi

C-27J modificato con le winglets: Finmeccanica-Alenia Aermacchi completa le prove volo. Migliori le prestazioni e ulteriori i benefici

C-27J with winglets 01_CREDIT Best Shot Aircraft_1Finmeccanica-Alenia Aermacchi ha completato le prove volo del C-27J modificato con l’aggiunta di winglets alle estremità alari, fa sapere la stessa azienda nel suo comunicato stampa del 29 luglio.

La modifica è uno dei vari sviluppi pianificati per la macchina, l’unico vero turboelica da trasporto militare di medie dimensioni offerto sul mercato.

Le winglets del C-27J, che sono estensioni alle estremità alari dell’aereo, hanno lo scopo di migliorare le prestazioni nelle fasi di volo del decollo e della salita migliorando il rapporto tra portanza e resistenza aerodinamica dell’ala e consentiranno di aumentare ulteriormente il divario di prestazioni fra il C-27J e i suoi concorrenti.

C-27J with winglets 02_CREDIT Best Shot Aircraft-2Le nuove alette di estremità alare porteranno anche benefici nelle caratteristiche di decollo su piste ad alta quota e in condizioni di alta temperatura ambientale e aumenteranno la capacità di carico, il raggio d’azione e consentiranno di ridurre i costi operativi dell’aereo.

Il primo volo del velivolo provvisto di alette si è tenuto con successo presso l’aeroporto di Torino-Caselle a metà giugno, si apprende. La campagna di sperimentazione in volo ha permesso di verificare i dati previsti in fase progettuale e ha fornito tutti gli elementi utili per decidere l’adozione delle alette come standard nel C-27J, anche nelle configurazioni armate e da sorveglianza dell’aereo, attualmente in fase di sviluppo.

Le winglets comprendono anche alcune componenti realizzate con la tecnologia 3D Additive Manufacturing. Le caratteristiche e le proprietà del materiale sono state verificate e approvate dal Laboratorio di Ingegneria di Finmeccanica-Alenia Aermacchi di Pomigliano, Napoli.

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Fonte: Alenia Aermacchi

Foto: BestShotAircraft (la fotografia mostra il C-27J durante il suo primo volo con le winglets)