IJC

Afghanistan, Kabul: visita del CaSME gen Graziano ai militari italiani di ISAF

Il generale Claudio Graziano, Capo di stato maggiore dell’Esercito (CaSME), ha fatto visita ieri, 15 dicembre, ai militari italiani impegnati nell’operazione International Security Assistance Force (ISAF) a Kabul.

In mattinata, il generale Graziano è arrivato all’aeroporto internazionale della capitale afgana, dove è stato accolto dal generale Giorgio Battisti, Capo di stato maggiore della missione ISAF e Italian Senior National Representative per l’Afghanistan.

Dopo un breve incontro con il personale nazionale che opera nel comprensorio dell’aeroporto, il generale Graziano è stato ricevuto dal generale statunitense Mark A. Milley, Comandante dell’ISAF Joint Command (IJC).

A seguire, il CaSME ha raggiunto il quartier generale della missione ISAF dove, nel salutare i militari italiani appartenenti per la maggior parte al Corpo d’armata di reazione rapida della NATO in Italia (NRDC-ITA), ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto, confermando la vicinanza e l’apprezzamento da parte di tutta la nazione e della Forza Armata.

“L’Afghanistan sta vivendo molte trasformazioni e tanti cambiamenti verso una transizione che sarà positiva “, ha dichiarato il generale Graziano ricordando quanti hanno sacrificato la loro vita e lo spirito d’orgoglio dei feriti, “sforzo finalizzato al raggiungimento della stabilità e della pacificazione interna”.

Il generale Graziano è stato poi ricevuto dal generale dei Marines Joseph Dunford, Comandante di ISAF, e dall’Ambasciatore Maurits R. Jochems, NATO’s Senior Civilian Representative in Afghanistan. Gli incontri si sono svolti in un clima di grande cordialità e hanno evidenziato la grande soddisfazione dei vertici militari e civili della missione per l’opera profusa e per i brillanti risultati ottenuti dal personale italiano impegnato in ISAF.

Il Generale ha poi lasciato Kabul alla volta dell’Italia. Nel corso della sua visita in Afghanistan, il generale Graziano si è recato nella Regione ovest del paese, dove il contingente italiano della brigata Aosta è comandato dal generale Michele Pellegrino.

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Fonte e foto: SME

NH-90, da un anno operativi in Afghanistan con la TF Fenice dell’AVES all’RC-W ISAF di Herat

Nei giorni scorsi, che coincidono con il compimento del primo anno di impiego operativo in Afghanistan, una coppia di elicotteri NH-90 dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) in forza alla Task Force Fenice del Regional Command-West (RC-W) di ISAF, dopo circa tre ore di volo e una breve sosta presso la Forward Operating Base (FOB) di Chaghcharan, e dopo aver sorvolato la catena montuosa dell’Hindu Kush, è giunta presso la sede dell’ISAF Joint Command (IJC), il comando della NATO in Afghanistan che ha la responsabilità delle operazioni militari su tutta l’area di responsabilità di ISAF.

Gli NH-90 italiani dell’AVES, che recentemente hanno superato le 1.000 ore di volo, sono giunti in teatro operativo afgano nell’agosto dello scorso anno e, per la prima volta in assoluto tra le nazioni partecipanti al consorzio di produzione, sono stati impegnati in missioni di combattimento e supporto al combattimento. Proprio dalle pagine di Paola Casoli il Blog la notizia è stata data in anteprima in occasione dell’arrivo del primo mezzo in teatro operativo il 18 agosto 2012.

L’elicottero NH-90 è dotato di apparati avionici di bordo di ultima generazione completamente integrati ai sistemi per la visione diurna e notturna; permette all’equipaggio un costante ed elevato stato di Situational Awareness, ovvero la piena e continua percezione di tutti gli aspetti tecnici e operativi rilevanti per lo svolgimento in sicurezza delle missioni che, unita all’elevata professionalità ed esperienza maturata dai piloti anche in situazioni ambientali critiche tipiche del teatro operativo afgano, dimostra di essere uno strumento estremamente flessibile a disposizione del comandante di RC-W.

L’organizzazione posta in atto dalla Task Force Fenice per la gestione di questi velivoli è stata oggetto di visita da parte di una delegazione australiana che ne ha apprezzato l’efficacia e le brillanti soluzioni adottate in campo manutentivo.

La Task Force Fenice, attualmente comandata dal colonnello Luigi Adiletta, è l’unità dell’AVES schierata nel teatro di operazione afgano che ha il compito di svolgere missioni di supporto aereo ravvicinato alle truppe di terra, trasporto e sostegno logistico delle forze, nonché missioni di evacuazione medica e stabilizzazione immediata del personale rimasto ferito in combattimento, Forward Medical Team (FMT).

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: la TSU-S riceve la visita del comandante dell’IJC, gen Milley

Nel giorno di Ferragosto, a Farah, il comandante dell’ISAF Joint Command (IJC), generale statunitense Mark A. Milley, ha fatto visita alla Transition Support Unit – South (TSU-S) di stanza presso la Forward Operating Base (FOB) Dimonios.

Accompagnato dal generale Ignazio Gamba, comandante del Regional Command-West (RC-W) di ISAF, il comando multinazionale a guida italiana attualmente su base brigata alpina Julia, il comandante di IJC è stato accolto a Farah dal colonnello Mauro Sindoni, dal 10 agosto scorso comandante della TSU-S, l’unità di manovra del contingente italiano attualmente su base 6° reggimento bersaglieri di Trapani che, nell’ambito del processo di transizione, assiste e supporta le forze di sicurezza afgane.

In tale contesto, l’alto ufficiale statunitense ha voluto essere ragguagliato sulla situazione delle operazioni in corso e di futuro svolgimento nell’area della provincia di Farah, incontrando contestualmente anche il colonnello Mir Asadullah Kohistani, comandante della 2ª brigata del 207° corpo d’armata dell’esercito afgano guidato dal generale Taj Mohammad Jahed, anch’esso presente per l’occasione.

Al termine della visita, il generale Milley ha espresso parole di elogio per l’ottimo lavoro sin qui svolto nella regione ovest dell’Afghanistan ove, dal 18 giugno scorso, le Afghan National Security Forces hanno assunto la completa responsabilità nella condotta delle operazioni di sicurezza, sicuro che gli uomini e le donne del 6° bersaglieri saranno all’altezza delle ardue sfide che li attendono.

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Il COMIJC gen Milley in Paola Casoli il Blog

Fonte: RC-W ISAF

Fot: RC-W ISAF

Afghanistan, ISAF: videoconferenza del gen Battisti da Kabul a partire dalle 11 al COI. Presenti anche il gen Covelli e il gen Morena

Il generale Giorgio Battisti, Capo di stato maggiore della missione a guida NATO ISAF e Italian Senior National Representative in Afghanistan, sarà collegato, a partire dalle 11 di oggi 3 luglio, in videoconferenza stampa da Kabul con i rappresentanti dei media presso la Sala riunioni del Comando Operativo di vertice Interforze (COI) a Roma.

La video conferenza avrà lo scopo di fornire un punto di situazione sulla partecipazione nazionale alla missione ISAF e sui progressi del processo di transizione in corso, fa sapere lo stato maggiore della Difesa.

Saranno inoltre presenti i generali Luca Covelli e Maurizio Morena, in servizio presso il Joint Command di ISAF (IJC) a Kabul. Il generale Covelli è responsabile della pianificazione ed esecuzione delle attività operative del Joint Command e il generale Morena è responsabile della pianificazione ed esecuzione di tutte le attività in supporto delle operazioni a livello teatro. In particolare è il consigliere del Comandante dell’IJC per gli aspetti principali riguardanti il personale, le comunicazioni e il supporto medico.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: NATO ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: visita del gen Milley, comandante dell’ISAF Joint Command

Si è conclusa ieri 27 giugno la visita del comandante dell’ISAF Joint Command (IJC), generale statunitense Mark A. Milley, al Regional Command West (RC-W) di ISAF, il comando del contingente multinazionale a guida italiana su base brigata alpina Julia.

Accolto al suo arrivo presso l’aeroporto militare di Shindand dal comandante di RC-W, generale di brigata Ignazio Gamba, il generale Milley si è recato presso la Forward Operating Base (FOB) La Marmora per visitare i militari della Transition Support Unit – Center (TSU-C), l’unità di manovra del contingente italiano attualmente su base 7° reggimento alpini di Belluno che, nell’ambito del processo di transizione, assiste e supporta le forze di sicurezza afgane, per essere ragguagliato sulla situazione delle operazioni in corso nell’area della provincia di Herat.

Prima di far rientro a Kabul, il comandante di IJC ha infine visitato la Task Force Apocalypse, unità dell’aviazione dell’esercito statunitense in forza a RC-W, per essere aggiornato sulla situazione operativa.

Al termine della visita, il generale Milley ha espresso parole di elogio per l’ottimo lavoro sin qui svolto nella regione ovest dell’Afghanistan ove, dal 18 giugno scorso, in virtù del processo di transizione (transition, inteqal) le Afghan National Security Forces (ANSF) hanno assunto la completa responsabilità nella condotta delle operazioni.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF Herat: visita a Camp Arena del nuovo comandante dell’ISAF Joint Command, gen Milley

Il generale statunitense Mark A.Milley ha visitato oggi, per la prima volta in qualità di comandante dell’ISAF Joint Command (IJC), il Regional Command West (RC-W) di Herat, il comando del contingente multinazionale a guida italiana su base brigata alpina Julia guidato dal generale Ignazio Gamba.

Accolto al suo arrivo presso Camp Arena dal generale Gamba, comandante di RC-W, il generale Milley ha ricevuto un aggiornamento operativo relativo alla regione sotto responsabilità italiana. I due alti ufficiali si sono poi recati presso la vicina base di Camp Zafar, dove sono stati ricevuti dal generale afghano Taj Mohammed Jaheed, comandante del 207° Corpo dell’Afghan National Army (ANA), e hanno avuto modo di esaminare i progressi compiuti dall’esercito afgano nella regione.

Nel pomeriggio, il generale statunitense ha incontrato i comandanti delle unità di RC-W direttamente impegnate nel processo di transizione nella regione e, prima di ripartire, ha espresso la propria soddisfazione al generale Gamba e al suo staff per i risultati raggiunti nell’attività di supporto alle forze di sicurezza afgane.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

NRDC-ITA e Università di Pavia: un accordo per discutere insieme tematiche NATO. Venerdì il tenente colonnello Sotgia ha parlato di CIMIC in Afghanistan

Il comprehensive approach, la gestione dei rifugiati, le modalità di interazione e cooperazione con le organizzazioni internazionali, la cooperazione civile e militare (CIMIC) in Afghanistan sono stati gli argomenti trattati nell’incontro dello scorso 10 maggio alla facoltà di Scienze politiche dell’Università di Pavia.

Titolare del seminario su “Le operazioni di cooperazione civile e militare: rifugiati e rimpatriati nel caso dell’Afghanistan” era il tenente colonnello Pasquale Sotgia, staff officer alle operazioni di cooperazione civile militare (CIMIC) del comando del NATO Rapid Deployable Corps (NRDC-ITA) di Solbiate Olona.

L’incontro, coordinato dal professor Antonio M.Morone, si inserisce nell’ambito del master “Immigrazione, genere, modelli familiari, strategie di integrazione-modulo Migrazioni Internazionali” e fa seguito al memorandum of understanding tra l’Università di Pavia, dipartimento di Scienze politiche e sociali, ed NRDC-ITA, siglato lo scorso 6 dicembre con l’obiettivo di sviluppare la collaborazione in materia di istruzione, approfondimento e analisi di temi riguardanti l’Alleanza Atlantica.

Di fronte agli studenti del master, che si propone di formare quanti lavorano o intendono lavorare in strutture pubbliche o in organizzazioni non governative nel campo dell’immigrazione e dell’integrazione, il tenente colonnello Sotgia ha illustrato la propria esperienza in ambito CIMIC, soffermandosi sulle modalità di interazione e cooperazione con le organizzazioni internazionali, governative e non, tra cui Unione Europea e Nazioni Unite.

Al centro del seminario, l’applicazione del concetto di comprehensive approach, oltre al modo in cui la missione ISAF aiuta la gestione dei rifugiati e degli internally displaced people (IDP), ovvero le popolazioni costrette ad allontanarsi dai propri luoghi di origine pur rimanendo all’interno dell’Afghanistan.

Pasquale Sotgia, prima di ricoprire l’incarico di staff officer alle operazioni di Cooperazione civile militare (CIMIC) presso il comando di NRDC-ITA, ha servito presso il Corpo d’armata di reazione rapida della NATO tedesco-olandese a Münster, in Germania. Con tale comando ha partecipato, nel 2009-2010, alla missione ISAF presso il comando ISAF HQ a Kabul con l’incarico di capo sezione Operazioni CIMIC presso la divione Stability, successivamente presso il comando IJC (ISAF JOINT COMMAND) in qualità di capo team Stability Operations presso la divisione Operazioni correnti.

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Fonte: NRDC-ITA

Foto: NRDC-ITA

Afghanistan, RC-W ISAF Herat: commiato del comandante dell’IJC gen Terry che presenta suo successore gen Milley

Questa mattina il generale statunitense James L. Terry, comandante dell’ISAF Joint Command (IJC), giunto ormai al termine del suo mandato, ha visitato il Regional Command-West (RC-W) di Herat per salutare i militari del contingente multinazionale a guida italiana e introdurre il proprio successore, generale Mark A. Milley.

Accolto al suo arrivo dal comandante di RC-W, il generale Ignazio Gamba, il comandante uscente di IJC ha rivolto un discorso di commiato ai militari della base Camp Arena, sottolineando l’importanza del lavoro svolto nella regione ovest dell’Afghanistan e ringraziando gli uomini e le donne del contingente multinazionale per l’apporto fornito alla crescita quantitativa e qualitativa delle forze di sicurezza locali che, a breve, saranno in grado di assumere la piena responsabilità per la sicurezza del Paese.

“Le Nazioni che rappresentate possono essere fiere del vostro operato”, ha dichiarato l’alto ufficiale statunitense.

Prima di ripartire per Kabul, il generale Terry ha rivolto un particolare saluto al personale americano di stanza a Herat, complimentandosi per gli ottimi risultati conseguiti in cooperazione con le altre forze della coalizione internazionale a leadership italiana.

Il successore del generale Terry, generale Mark A.Milley, negli ultimi 32 anni ha acquisito esperienza di comando e di posizioni di staff in sette divisioni e nelle forze speciali.

È stato impiegato nella Multinational Force and Observers (MFO), Sinai, Egitto; nella Operation Just Cause, Panama; nella Operation Uphold Democracy, Haiti; nella Operation Joint Endeavor, in Bosnia-Erzegovina; nella Operation Iraqi Freedom, Iraq; e nella Operation Enduring Freedom, Afghanistan.

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Fonte: RC-W ISAF, Fort Hood/leaders_bios

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, RC-W ISAF: progressi delle forze afgane in ambito coordinamento e pianificazione operativa, la transition progredisce

Il 2 aprile scorso, nella sede dell’Operational Coordination Center regionale di Herat, il comandante del Regional Command West (RC-W) di ISAF, generale Ignazio Gamba, ha incontrato i vertici delle forze di sicurezza afgane che insistono nell’area occidentale del Paese.

L’evento, presieduto dal comandante del 207° corpo d’armata dell’esercito afgano, generale Taj Mohammad Jahed, è stato coordinato dall’Operational Coordination Center Advisory Team (OCCAT), l’unità specialistica dell’RC-W che esercita attività di advising a favore dei vari rappresentanti delle Afghan National Security Forces (ANSF) per sovrintendere allo scambio di informazioni tra le stesse e le Forze della Coalizione e fornire, se richiesto, eventuale supporto specialistico nel corso di specifiche operazioni.

Al termine dell’incontro, il generale Gamba, accompagnato dal colonnello Abdiani Toryalai, comandante del 606° Ansar Regional Zone, ha visitato il centro di addestramento regionale della polizia locale.

Il meeting, che avviene in un delicato momento di transizione di responsabilità alle forze di sicurezza afgane per il controllo del loro paese, ha rappresentato un evento cruciale per il necessario coordinamento delle attività operative tra le ANSF e le forze della coalizione internazionale che operano nella regione occidentale a guida italiana.

Qualche giorno prima, il 28 marzo, presso il 207° Corpo d’armata dell’Afghan National Army nella base di Camp Zafar, a Herat, si era svolto un importante incontro tra i responsabili regionali delle forze di sicurezza afgane, dove era stato presentato il piano denominato OQAB 1392 relativo alle operazioni da svolgere nel corso del prossimo semestre.

Durante quell’incontro, il comandante del 207° Corpo d’armata, generale Jahed, aveva presentato la pianificazione delle operazioni primaverili ed estive che saranno svolte dalle forze di sicurezza afgane (ANSF).

La presentazione dell’agenda si è svolta alla presenza del comandante dell’ISAF Joint Command (IJC), generale statunitense James L. Terry, del comandante dell’RC-W, generale Gamba, del Capo di stato maggiore della Difesa afgano, generale Shir Mohammad Karimi, del comandante delle Forze Operative Terrestri, generale di corpo d’armata Murad Ali Murad, e dei governatori delle province di Herat, Farah, Badghis e Ghor che insistono nell’area di responsabilità dell’RC-W.

Si è trattato di un evento di notevole importanza, considerata l’attuale fase di transizione della responsabilità della sicurezza nella regione, in quanto – per la prima volta dall’inizio della missione ISAF – le ANSF tutte insieme hanno pianificato autonomamente la campagna operativa che le vedrà impegnate sul terreno per garantire e implementare la sicurezza del paese.

Questo traguardo, che rappresenta l’evoluzione delle forze di sicurezza locali in termini di capacità operativa, di coordinamento organizzativo e di impiego condiviso, conseguito anche grazie all’efficace sostegno dei Military Advisor Team italiani (MAT), segna un significativo passo in avanti verso la totale assunzione di autonomia da parte delle ANSF nell’ambito della regione ovest dell’Afghanistan.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, TOA all’RC-W di ISAF: la brigata alpina Taurinense cede alla Julia la guida del Regional Command–West a Herat

È avvenuto ieri, 24 marzo, a Herat il passaggio di consegne alla guida del Regional Command – West (RC-W) di ISAF (International Security Force Assistance) tra la brigata alpina Taurinense, comandata dal generale Dario Ranieri, e gli alpini della brigata Julia, al comando del generale Ignazio Gamba.

Alla cerimonia, svoltasi presso la base di Camp Arena, sono intervenuti l’Ambasciatore d’Italia in Afghanistan, Luciano Pezzotti, il Capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Claudio Graziano, il comandante dell’ISAF Joint Command (IJC), generale statunitense James L. Terry, e il comandante delle Truppe Alpine, generale Alberto Primicerj, oltre alle massime autorità civili e militari locali.

Nel rivolgersi ai militari schierati, il generale Terry ha sottolineato il ruolo importante dell’RC-W nel sostenere i militari afgani, i quali “sono i veri protettori della popolazione”.

Il generale Graziano ha innanzitutto ricordato il sacrificio dei caduti in Afghanistan, auspicando al tempo stesso un pronto rientro in servizio dei militari rimasti feriti in missione. Il Capo di stato maggiore ha poi evidenziato come “lo sforzo del contingente italiano verso la stabilità e la ricostruzione stia producendo i suoi frutti, con il trasferimento entro l’anno della sicurezza alle forze di sicurezza afgane”. Prima di rivolgersi agli alpini della Julia, esortati a “non abbassare la guardia”, il generale Graziano ha ringraziato gli alpini della Taurinense con parole di elogio: “siate orgogliosi di ciò che avete fatto in Afghanistan”.

L’RC-W è uno dei sei Comandi regionali della coalizione multinazionale ISAF in Afghanistan e corrisponde alla regione occidentale del paese, nelle cui quattro province sono schierati oltre 5.500 militari di nove nazioni, 2.900 dei quali sono italiani.

Il mandato semestrale della brigata alpina Taurinense, conclusosi appunto ieri, si è sviluppato nell’ambito della transizione (transition, o inteqal in lingua locale), ovvero del graduale passaggio alle autorità politiche e militari afgane della leadership nel campo della governance e della sicurezza.

In quest’ultimo settore, le forze di sicurezza locali hanno recentemente raggiunto la soglia delle 30mila unità, triplicando la consistenza di tre anni fa e dotandosi di mezzi moderni e di un’organizzazione maggiormente efficiente. Tali progressi hanno permesso tra l’altro il passaggio della base operativa avanzata di Bakwa alle forze di sicurezza afgane, avvenuto lo scorso dicembre, e la riduzione del contingente italiano da 4mila a 2.900 unità.

Negli ultimi sei mesi è stata sancita l’assunzione della leadership sulla sicurezza in 31 dei 43 distretti della regione da parte dei militari afgani, i quali guidano oggi circa l’80% delle operazioni, in coordinamento con l’RC-W tramite appositi centri a livello regionale e provinciale.

Contestualmente le forze di RC-W sono passate da un ruolo attivo a uno di supporto, in particolare per quanto riguarda le capacità operative ancora in via di acquisizione da parte delle Forze afgane. In tale ottica, le unità di manovra sul terreno, originariamente denominate Task Force, hanno acquisito dall’inizio dell’anno il nome di Transition Support Units (TSU).

Nel quadro dell’evoluzione della missione ISAF, alle TSU si affiancano i team di Advisor che accompagnano le forze di sicurezza afgane in addestramento e in operazione. Inquadrati nell’RC-W a guida italiana operano oggi 38 nuclei denominati Military Advisor Team e Police Advisor Team, dei quali i 20 italiani appartengono a Esercito, Marina e Carabinieri.

Sul fronte dello sviluppo, i quattro Provincial Reconstruction Team (PRT) dell’RC-W, forniti da USA, Spagna, Lituania e Italia, hanno realizzato un numero consistente di progetti di assistenza in favore delle autorità e delle comunità locali in tutto il territorio della regione.

Il Provincial Reconstruction Team – CIMIC Detachment italiano ha operato nella provincia di Herat in sinergia con i piani di sviluppo locali, pianificando sedici progetti per l’anno in corso e inaugurando numerose infrastrutture di base. Il settore prioritario di intervento nel semestre della Taurinense si è confermato quello dell’istruzione, ambito nel quale si sono registrati i progressi più significativi nell’ultimo decennio.

Il PRT italiano ha inaugurato 13 scuole nei distretti più remoti della provincia di Herat, per un totale di 120 aule che potranno ospitare in più turni fino a 8mila studenti di ambo i sessi. La provincia di Herat si colloca al primo posto in Afghanistan per la percentuale di alunne rispetto ai coetanei maschi, mentre la locale università è la seconda più importante del paese e conta circa 11mila iscritti, di cui circa 4.500 ragazze.

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Fonte: RC-W ISAF

Foto: RC-W ISAF