Marina Militare

Difesa: “notevole interesse dei visitatori” alla Outdoor Expo.EU 2019 conclusa a Bologna

“Il Ministero della Difesa ha partecipato per la prima volta alla manifestazione ‘Outdoor Expo.EU 2019’, l’appuntamento per gli appassionati di sport, turismo e attività all’aria aperta, svoltosi in Fiera a Bologna dal 1° al 3 marzo 2019, concluso con un grande favore di pubblico”, ha scritto in un comunicato stampa di ieri, 4 marzo, lo stato maggiore della Difesa.

“Notevole”, si apprende, è stato l’interesse dei tanti visitatori verso lo stand organizzato dalla Difesa, che aveva come filo conduttore i quattro elementi naturali – terra, aria, acqua, fuoco -, nella cui dimensione giornalmente operano i militari delle Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri, in questo accomunati ai tanti appassionati di sport, turismo e attività all’aria aperta.

I giovani e meno giovani che hanno visitato l’area espositiva della Difesa hanno avuto la possibilità di cimentarsi nelle tante attrazioni militari offerte al pubblico, tra cui il circuìto di Military Fitness dell’Esercito Italiano, che presenta con una serie di ostacoli l’addestramento di base del soldato italiano; il simulatore di vela della Marina Militare in grado di riprodurre fedelmente le manovre necessarie a sfruttare al meglio la direzione e la velocità del vento, e il simulatore di volo dell’aereo Typhoon dell’Aeronautica Militare.

Moltissimi visitatori, inoltre, hanno interagito con i Carabinieri forestali, nel cui stand, dedicato alla biodiversità e alla difesa dell’ambiente, era possibile confrontarsi sui temi della tutela della fauna, del territorio e delle ricchezze naturali da tutelare.

“La manifestazione Outdoor Expo.EU 2019 ha centrato anche quest’anno l’obiettivo di riunire tutte le realtà del mondo outdoor in un’unica, grande manifestazione, confermando la sua centralità nel particolare segmento commerciale”, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: PI SMD

Difesa: 130 ordigni rimossi dal Lago di Garda da COMSUBIN della Marina e artificieri dell’Esercito

Una delicata operazione di dieci giorni è stata condotta intorno all’Isola del Trimelone, in provincia di Verona, dai palombari del Comando Subacquei e Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare e dagli artificieri dell’8° reggimento Genio Guastatori di Legnago della Brigata Paracadutisti Folgore dell’Esercito, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa del 1° marzo scorso.

Più in dettaglio, si apprende, dal 18 febbraio al 1° marzo i Palombari del COMSUBIN e gli Artificieri dell’8° reggimento Genio Guastatori Paracadutisti di Legnago della Brigata Folgore dell’Esercito Italiano hanno condotto una delicata operazione tesa alla rimozione subacquea e successiva distruzione in cava di 130 ordigni esplosivi rivenuti nelle acque del Lago di Garda, intorno all’Isola del Trimelone.

Su richiesta del Comune di Brenzone, la Prefettura di Verona ha disposto e coordinato un intervento di bonifica d’urgenza durante il quale i palombari della Marina, distaccati presso il Nucleo SDAI di Ancona (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), si sono immersi per ricercare ed effettuare il riconoscimento delle anomalie ferro magnetiche, segnalate da una ditta specializzata in tale settore.

Le immersioni pianificate e condotte intorno all’isola, durante questa missione, hanno permesso di bonificare la fascia di fondale compresa tra i 40 e 50 metri di profondità, grazie al supporto degli assetti iperbarici in dotazione al Gruppo Operativo Subaquei (GOS), come la camera di decompressione carrellabile in dotazione a tutti i Nuclei SDAI.

Tra i 130 ordigni esplosivi rimossi dagli artificieri della Marina si contano, tra l’altro, 14 bombe da fucile, 8 bombe a mano, 48 proiettili di medio calibro, 8 di grosso calibro e 2 fusti di balestite.

Tutto il materiale è stato consegnato agli artificieri del 8° reggimento Genio Guastatori Paracadutisti di Legnago della Brigata Folgore dell’Esercito Italiano che provvederà alla loro distruzione in cava.

Gli specialisti dell’Esercito costituiscono i nuclei EOD (acronimo inglese per Explosive Ordnance Disposal, cioè bonifica ordigni esplosivi) e hanno la competenza per questo tipo di interventi in ambito nazionale, oltre a vantare una lunga esperienza nelle missioni operative svolte all’estero in Kosovo, Libano e Afghanistan. Tale esperienza all’estero, unitamente al costante addestramento, conferisce agli specialisti dell’Esercito la connotazione “Dual-Use”, ricorda il comunicato, ovvero la capacità di intervenire, a supporto della comunità nazionale, su tutto il territorio italiano.

“Con questa operazione abbiamo completato i recuperi subacquei sui punti che ci erano stati segnalati da una ditta specializzata nelle ricerche di ordigni esplosivi alla quale il Comune di Brezone aveva assegnato tale mandato.  Sono molto orgoglioso e soddisfatto delle attività che abbiamo condotto nel lago di Garda negli ultimi anni”, ha dichiarato il Comandante del Nucleo SDAI, Capitano di Corvetta Marco Cassetta, “Gli interventi che abbiamo svolto su richiesta della Prefettura di Verona hanno permesso di rimuovere 7.669 ordigni che, nel 1954, erano stati proiettati in queste acque a seguito di un’esplosione avvenuta all’interno di un deposito presente sull’Isola del Trimelone.”

Fonte e foto: PI SMD

Difesa: da oggi per tre giorni alla Outdoor Expo.EU 2019 di Bologna, in mostra la capacità duale delle Forze Armate

“Il Ministero della Difesa partecipa per la prima volta alla manifestazione Outdoor Expo.EU 2019, l’appuntamento per gli appassionati di sport, turismo e attività all’aria aperta, fa sapere lo stato maggiore della Difesa.

“Terra, aria, fuoco e acqua: sono gli elementi che gli uomini, le donne e i mezzi delle Forze Armate Italiane attraversano tutti i giorni e che li accomunano alla fiera degli sport e del turismo en plein air”, si legge dal comunicato stampa del 28 febbraio.

Dal 1° al 3 marzo sarà possibile incontrare i militari dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri per conoscere le loro esperienze a contatto con i quattro elementi e sperimentare alcuni dei loro allenamenti, attraverso percorsi ginnici e simulatori.

Un importante momento per conoscere le capacità duali del personale, dei mezzi e dell’organizzazione militare di operare in qualsiasi condizione e in ogni elemento, sia in caso di operazioni militari che in attività di supporto alla popolazione.

Nel Padiglione 21 della Fiera di Bologna, i visitatori potranno familiarizzare con il Military fitness dell’Esercito, un percorso ginnico-sportivo che simula l’addestramento di base del soldato dove, mediante un circuito con ostacoli e sotto l’attenta supervisione di istruttori, sarà possibile effettuare esercizi con vari ostacoli per mettere alla prova resistenza, agilità e forza fisica.

Oppure cimentarsi con l’affascinante simulatore di barca a vela della Marina Militare che consentirà a giovani e meno giovani di provare il meraviglioso sport della vela, riproducendo le manovre necessarie a sfruttare al meglio la direzione e la velocità del vento con istruttori militari al loro fianco.

L’aria sarà sperimentabile attraverso il simulatore di volo interattivo Typhoon dell’Aeronautica Militare, che, riproducendo alcune sensazioni e la visuale soggettiva del pilota, darà la possibilità di sperimentare in pochi minuti l’ebbrezza di volare.

Infine, con i Carabinieri Forestali, che hanno anche il compito di tutela della fauna e del territorio, si potrà visitare il villaggio natura, una rappresentazione del mondo delle biodiversità e delle ricchezze naturali da tutelare.

Sarà inoltre esposto il motociclo Aprilia CapoNord, mezzo di trasporto enduro stradale usato dall’Arma in ambiente misto e accidentato.

“Outdoor Expo si pone l’obiettivo di riunire tutte le realtà del mondo outdoor in un’unica, grande manifestazione”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: PI SMD

Marina, varata la 9^ FREMM: porta il nome del MOVM 2° Capo Palombaro della X MAS Spartaco Schergat

Si è svolta oggi, 26 gennaio, presso lo stabilimento di Riva Trigoso del cantiere integrato navale militare, la cerimonia di varo (qui il video) della fregata Spartaco Schergat, nona di una serie di 10 unità FREMM – Fregate Europee Multi Missione, commissionate a Fincantieri dalla Marina Militare Italiana nell’ambito dell’accordo di cooperazione internazionale italo-francese, con il coordinamento di OCCAR, l’organizzazione congiunta per la cooperazione europea in materia di armamenti.

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa di oggi, 26 gennaio, la stessa Marina Militare.

Madrina del varo è stata la signora Anna Rosa Aonzo Grillo, figlia della Medaglia d’oro al Valor Militare Giuseppe Aonzo.

A fare gli onori di casa il Presidente Giampiero Massolo e l’Amministratore Delegato di Fincantieri Giuseppe Bono, che hanno accolto Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria, e il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Amm di Squadra Valter Girardelli, oltre a numerose autorità civili e religiose.

A seguito del varo, l’unità proseguirà le attività di allestimento presso lo stabilimento di Muggiano, a La Spezia, e sarà consegnata nel 2020.

Nave Spartaco Schergat sarà caratterizzata, come le altre, da un’elevata flessibilità d’impiego e avrà la capacità di operare in tutte le situazioni tattiche. Ha una lunghezza di 144 metri, una larghezza di 19,7 metri e un dislocamento a pieno carico di circa 6.700 tonnellate. Potrà raggiungere una velocità superiore ai 27 nodi con una capacità massima di personale trasportato pari a 200 persone.

Il programma FREMM, che rappresenta lo stato dell’arte della difesa italiana ed europea, nasce dall’esigenza di rinnovamento della linea delle unità della Marina Militare della classe Lupo (già radiate) e Maestrale (alcune già in disarmo e le rimanenti prossime al raggiungimento del limite di vita operativo), costruite da Fincantieri negli Anni Settanta.

Nel corso del 2013 sono state consegnate “Carlo Bergamini” e “Virginio Fasan”, nel 2014 “Carlo Margottini”, nel 2015 “Carabiniere”, nel 2016 “Alpino”, nel 2017 “Luigi Rizzo” e nel 2018 “Federico Martinengo”, ricorda il comunicato stampa.

Con l’esercizio dell’opzione, nell’aprile 2015, per la costruzione della nona e della decima unità, la cui consegna è prevista dopo il 2020, si è data completa attuazione al programma italiano. L’iniziativa, specifica la Marina Militare, vede la partecipazione in qualità di prime contractor per l’Italia di Orizzonte Sistemi Navali (51% Fincantieri, 49% Leonardo) e per la Francia di Armaris (Naval Group + Thales).

Questa cooperazione ha capitalizzato l’esperienza positiva del precedente programma italo-francese “Orizzonte” che ha portato alla realizzazione di due cacciatorpediniere per la Marina italiana, l’“Andrea Doria” e il “Caio Duilio”.

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

Chi era il 2° Capo Palombaro Spartaco SCHERGAT – Medaglia d’oro al Valor Militare

Nacque a Capodistria (Pola) il 12 luglio 1920. Volontario nella Regia Marina dal marzo 1940, e assegnato alla categoria Palombari, al termine del corso sostenuto presso la Scuola C.R.E.M. di San Bartolomeo (La Spezia) e brevettato palombaro, a domanda, entrò nella 1^ Squadriglia M.A.S. (successivamente – giugno 1941 – denominata 10^ Flottiglia M.A.S.) quale Operatore dei mezzi speciali d’assalto.

Partecipò alle missioni di forzamento di Gibilterra del maggio e del settembre 1941 e all’impresa di Alessandria dell’alba del 19 dicembre dello stesso anno quando, 2° operatore del “maiale” condotto dal Capitano G.N. Antonio Marceglia (a cui è intitolata la Fremm n. 8), portò il carico di esplosivo sotto la corazzata inglese Queen Elizabeth che, per lo scoppio della carica, affondò in porto rimanendo a lungo fuori dal conflitto per i danni riportati.

Fatto prigioniero e condotto nel campo inglese n. 321 in Palestina, nell’ottobre 1944 rientrò in Patria partecipando alla guerra di liberazione nel Gruppo Mezzi d’Assalto. Congedato nel novembre 1945, fu iscritto nel Ruolo d’Onore nel grado di 2° Capo.

Motivazione conferimento M.O.V.M.

“Eroico combattente, fedele collaboratore del suo Ufficiale dopo averne condiviso i rischi di un tenace, pericoloso addestramento, lo seguiva nelle più ardite imprese e, animato dalla stessa ardente volontà di successo, partecipava con lui ad una spedizione di mezzi d’assalto subacquei che forzava una delle più potenti e difese basi navali avversarie, con un’azione in cui concezione operativa ed esecuzione pratica armonizzavano splendidamente col freddo coraggio e con l’abnegazione degli uomini.

Dopo aver avanzato per più miglia sott’acqua e superato difficoltà ed ostacoli di ogni genere, valido e fedele aiuto dell’Ufficiale; offesa a morte con ferma bravura, la nave attaccata, seguiva in prigionia la sorte del suo Capo, rifiutandosi costantemente di fornire al nemico qualsiasi indicazione; superbo esempio di ardimento nell’azione e di eccezionali qualità morali.”

Alessandria, 18 – 19 dicembre 1941

Altre decorazioni e riconoscimenti per merito di guerra:

  • Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Gibilterra, 1941);
  • Croce di Guerra al Valore Militare (Gibilterra, 1941);
  • Croce di Guerra al Valore Militare (Mediterraneo occidentale, settembre-novembre 1941);
  • Promozione a Sergente (1941).

Fincantieri

Fincantieri è uno dei più importanti complessi cantieristici al mondo e il primo per diversificazione e innovazione. È leader nella progettazione e costruzione di navi da crociera e operatore di riferimento in tutti i settori della navalmeccanica ad alta tecnologia, dalle navi militari all’offshore, dalle navi speciali e traghetti a elevata complessità ai mega-yacht, nonché nelle riparazioni e trasformazioni navali, produzione di sistemi e componenti meccanici ed elettrici e nell’offerta di servizi post vendita. Con oltre 230 anni di storia e più di 7.000 navi costruite, Fincantieri ha sempre mantenuto in Italia il suo centro direzionale, nonché tutte le competenze ingegneristiche e produttive che caratterizzano il proprio know-how distintivo.

Con oltre 8.400 dipendenti e un indotto che impiega quasi 50.000 addetti, Fincantieri ha saputo valorizzare una capacità produttiva frazionata su più cantieri facendone un punto di forza, riuscendo ad acquisire il più ampio portafoglio di clienti e di prodotti nel settore delle crociere. Per far fronte alla concorrenza e affermarsi a livello globale, ha ampliato il suo portafoglio prodotti raggiungendo nei settori in cui opera posizioni di leadership a livello mondiale.

Con l’internazionalizzazione, il Gruppo conta oggi 20 stabilimenti in 4 continenti, oltre 19.000 dipendenti, è il principale costruttore navale occidentale e annovera tra i propri clienti i maggiori operatori crocieristici al mondo, la Marina Militare e la US Navy, oltre a numerose Marine estere, nonché è partner di alcune tra le principali aziende europee della Difesa nell’ambito di programmi sovranazionali. L’attività di Fincantieri è estremamente diversificata per mercati finali, esposizione ad aree geografiche e portafoglio clienti, con ricavi generati principalmente tra le attività di costruzione di navi da crociera, navi militari e unità offshore. Tale diversificazione permette di mitigare gli effetti delle possibili fluttuazioni della domanda dei mercati finali serviti rispetto a operatori meno diversificati.

Qui il video del varo in Paola Casoli Vlog

Fonte e foto: Marina Militare

Marina, Accademia Navale: prorogata la scadenza del bando di concorso

“È stato prorogato fino al 4 febbraio 2019 (come da prossima pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale 4^ Serie Speciale, del 25 gennaio 2019) il termine per presentare le domande al bando di concorso per accedere all’Accademia Navale di Livorno e diventare futuri ufficiali della Marina Militare, ha fatto sapere la stessa Forza Armata con un comunicato stampa di ieri, 23 gennaio.

Sono 110 i posti disponibili per la 1^ classe dei corsi normali dell’Università del Mare che offre un’opportunità formativa esclusiva e avvincente per ragazzi e ragazze che vogliono investire da subito sul proprio futuro, per diventare veri professionisti del mare attraverso variegati percorsi di studio e indirizzi professionali a seconda del Corpo di appartenenza.

Inoltre, sabato 26 gennaio l’Accademia Navale di Livorno aprirà nuovamente le porte a tutti coloro che vorranno conoscere da vicino la vita degli Allievi Ufficiali della Marina Militare, offrendo un’ulteriore opportunità ai giovani studenti, alle loro famiglie e a tutti coloro che vorranno essere presenti, di visitare lo storico Istituto di formazione nel pieno della sua attività, conoscere la “via del mare” e proseguire l’iter di studi universitari diventando un vero professionista del mare.

L’ingresso dal Varco di San Jacopodalle 09.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00– segna l’inizio di un “percorso affascinante che si sviluppa lungo il Viale dei Pini passando per il complesso di Palazzo Allievi con il suo piazzale e lo storico Brigantino, Palazzo Studi con il simulatore di plancia e il planetario, le aree dedicate alle scienze nautiche e le strutture sportive di Villa Chayes”, si legge dal comunicato.

In questa occasione, gli Ufficiali dell’Accademia Navale risponderanno direttamente alle domande dei visitatori.

Questo concorso costituisce un’occasione importante per i giovani che vogliono intraprendere una carriera ad alta specializzazione in un “ambiente lavorativo in cui ogni persona è un elemento imprescindibile di un ingranaggio perfetto, partendo comunque da un patrimonio unico di tradizioni, storia e valori etici e morali fondamentali per formare i leader del futuro, capaci di operare con professionalità e spirito di sacrificio in molteplici contesti per la sicurezza e la salvaguardia del Paese e a beneficio della collettività con una naturale propensione alla tutela dell’ambiente marino”.

Approfondimento (fonte Marina Militare):

Gli Ufficiali conseguono lauree diverse a seconda del corpo di appartenenza: in Scienze Marittime e Navali per il Corpo di Stato Maggiore; in Ingegneria Navale, Ingegneria civile ed ambientale ed Ingegneria delle Telecomunicazioni per il Corpo del Genio della Marina; in Medicina e Chirurgia per il Corpo Sanitario Militare Marittimo; in Giurisprudenza per il Corpo di Commissariato Militare Marittimo ed in Scienze dell’Amministrazione e Governo del Mare per il Corpo delle Capitanerie di Porto.

Fonte e foto: Marina Militare

COMSUBIN, consegna brevetti incursori GOI: in 12 entrano nelle Forze Speciali e ricevono il basco verde

Domani, 18 gennaio 2019, alle 12.30, presso il Comando Subacquei e Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare a La Spezia, si svolgerà la cerimonia di conferimento dei brevetti da Incursore agli allievi del corso Ordinario 2018, alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare (CaSMM), ammiraglio di squadra Valter Girardelli.

È la Marina Militare a darne notizia con un comunicato stampa del 15 gennaio.

Grazie alla possibilità offerta dal concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1), numerosi giovani hanno potuto affrontare l’impegnativo corso formativo della durata di circa un anno che ha portato il Gruppo Scuole di COMSUBIN a brevettare 12 operatori, fa sapere il comunicato.

Il corso è caratterizzato da quattro fasi distinte, durante le quali gli allievi ricevono l’adeguata preparazione fisica e professionale di base necessarie a condurre operazioni subacquee, anfibie e terrestri.

I neoincursori riceveranno, in occasione della cerimonia, l’ambito basco verde ed entreranno a far parte delle Forze Speciali della Marina Militare.

Diventare Incursore significa vivere una professione appassionante e unica – spiega la Marina –  con la possibilità di una carriera avvincente e appagante nel Gruppo Operativo Incursori (GOI), il reparto di Forze Speciali italiane conosciuto e rinomato in tutto il mondo”.

Si può diventare un Incursore della Marina Militare attraverso la frequenza dell’Accademia Navale di Livorno – per la quale è attualmente aperto il relativo bando concorsuale – e delle Scuole Sottufficiali, oppure partecipando a un apposito concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale che permette di accedere direttamente alla Scuola del COMSUBIN.

Per maggiori informazioni consultare il sito www.marina.difesa.it alla sezione “Concorsi”.

Programma cerimonia (fonte Marina Militare):

dalle 11.45 alle 12.20 – Afflusso delle Rappresentanze Militari e Civili, degli invitati e della stampa

12.30 Ingresso della Bandiera di combattimento di COMSUBIN

12.35 Arrivo della Massima Autorità e inizio della Cerimonia

13.15 Termine della cerimonia

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

Il Gruppo Operativo Incursori (GOI) è una delle due articolazioni operative del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) e costituisce la componente delle Forze Speciali della Marina Militare.

Il GOI trae le sue origini sia dalle operazioni condotte in Adriatico dalla Marina durante la Prima Guerra Mondiale, attraverso i MAS e i primordi delle apparecchiature speciali quali la “mignatta” – utilizzata a Pola dal Maggiore del Genio Raffaele Rossetti e dal Tenente Medico Raffaele Paulucci per affondare la corazzata Viribus Unitis (1° novembre 1918) – sia dai Mezzi d’Assalto della Seconda Guerra Mondiale. In particolare, questi ultimi riuscirono ad affondare o danneggiare gravemente naviglio da guerra avversario per 72.190 tonnellate e naviglio mercantile per 130.572 tonnellate.

Tra tutte, l’azione più ardita fu quella che portò all’affondamento delle corazzate inglesi Valiant e Queen Elisabeth, colpite nella rada di Alessandria d’Egitto il 19 Dicembre 1941.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale la Marina Militare mantenne un’aliquota di personale che fosse in grado di proseguire l’opera dei Mezzi d’Assalto. Nacque così un iter addestrativo specifico e venne scelta la storica fortezza del Varignano, vicino a La Spezia, come sede del Gruppo Arditi Incursori. Nel tempo, accanto alle attività addestrative del periodo bellico, si cominciarono a sperimentare nuove tecniche tattiche operative.

Dopo numerose riorganizzazioni, nel 1957 nacque il Gruppo Operativo Incursori (GOI). Da quel momento il GOI ha continuato a sviluppare autonomamente tecniche operative, equipaggiamenti e mezzi, idonei a contrastare le insorgenti minacce, confrontandosi con le corrispondenti Forze Speciali di altri Paesi nel corso di numerose attività interforze e multinazionali.

In particolare, negli anni Settanta gli Incursori del GOI affrontarono la minaccia del terrorismo nazionale e internazionale, con la costante collaborazione con i reparti di controterrorismo stranieri. Il GOI sviluppò, in quegli anni, tattiche innovative ed equipaggiamenti all’avanguardia e creò al suo interno un nuovo organismo: l’UnIS (Unità Intervento Speciale) perfettamente addestrato, pronto a intervenire in caso di minaccia terroristica.

Oggi gli ampi margini di capacità, flessibilità e autonomia operativa e logistica fanno del GOI uno strumento di grande efficacia nella gestione di situazioni critiche. Gli attuali scenari di conflittualità internazionale e la continua minaccia terroristica richiedono l’intervento di piccole unità, particolarmente addestrate ed equipaggiate.

In questo difficile contesto gli Incursori della Marina Militare costituiscono uno strumento agile e flessibile, particolarmente idoneo ad affrontare le sfide mutevoli. I compiti assegnati al GOI sono di norma di pertinenza del livello strategico, risultano spesso assai delicati, tecnicamente difficili e politicamente sensibili.

Tra questi:

  • operazioni di Contro-Terrorismo navale per la liberazione di ostaggi su unità passeggeri o mercantili e su installazioni marittime;
  • attacco da sotto la superfice del mare a unità navale e mercantili in porto o alla fonda con l’impiego di diversi sistemi d’arma;
  • raid contro obiettivi lungo la costa o in profondità entro la fascia dei 40 Km dalla costa con proiezione dal mare;
  • condotta di missioni di raccolta informativa e/o di supporto al fuoco aereo e navale in territorio ostile con metodi di avvicinamento occulti;
  • attività di assistenza militare a favore di forze armate di paesi terzi;
  • concorso con le unità di sicurezza nazionali nelle operazioni di Contro-Terrorismo.

A tale scopo, il personale è interamente professionista e l’addestramento è molto duro, selettivo e approfondito, in modo da garantire elevati standard operativi. Dagli anni bellici, con le operazioni subacquee contro il naviglio nemico, agli Anni di Piombo con la lotta al terrorismo nazionale e internazionale che ha visto impegnato il Reparto anche durante il sequestro dell’Achille Lauro, ultimamente i compiti affidati al GOI hanno subito un ulteriore evoluzione, implementandone la capacità di proiezione globale. Dall’11 Settembre 2001 a oggi il GOI è stato impegnato in maniera sempre più preponderante anche nei principali teatri operativi terrestri, quali l’Iraq e l’Afghanistan, e per il contrasto a fenomeni quali la pirateria in Oceano Indiano o la monitorizzazione degli sviluppi di crisi regionali quali la Primavera Araba. Da segnalare, soprattutto, le attività di Assistenza Militare a favore delle forze di sicurezza di altri paesi attraverso attività addestrative, di supporto e di intelligence.

Con la creazione del Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) nel 2004, il GOI ha iniziato a operare inserito all’interno di dispositivi interforze all’estero, oltre a prendere parte ad attività ed esercitazioni che hanno favorito una sempre maggiore interoperabilità tra le unità del Comparto Forze Speciali nazionale.

Tra i principali teatri operativi in cui hanno operato i Baschi Verdi della Marina Militare negli ultimi venti anni spiccano quelli di:

Somalia (1992-1994-1996), missione umanitaria ONU

Ruanda (1994), missione di evacuazione connazionali

Timor Est (1999), missione umanitaria ONU

Iraq (2003-2006), Operazione Antica Babilonia

Afghanistan, Enduring Freedom (2003), ISAF (2006-2015) e Resolute Support (2016-2017)

Iraq (2015), Operazione Inherent Resolve

Libano (in corso), operazione MIBIL (Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano)

Antartide (in corso), a supporto della XXXIV Spedizione Italiana organizzata dall’Enea

Fonte e foto d’archivio: Marina Militare

Decesso del Primo Maresciallo Verde: il messaggio di cordoglio del CaSMM amm Girardelli

“Nel pomeriggio di oggi [ieri, 16 gennaio, ndr], a causa della complicazione delle condizioni cliniche generali, i medici dell’ospedale civile di Taranto hanno purtroppo constatato il decesso del primo maresciallo Gioacchino Verde, sottufficiale della Marina Militare.

Il maresciallo Verde, esperto nocchiere e nostromo di bordo, era stato coinvolto in un incidente occorso sulla fregata Bergamini lo scorso 12 gennaio, a seguito della rottura di un cavo durante la fase di ormeggio dell’unità Navale presso la Stazione Navale Mar Grande di Taranto, per il quale sono attualmente in corso gli accertamenti sulle cause.

Prontamente soccorso dal personale medico di bordo, il sottufficiale era stato successivamente trasportato in condizioni molto gravi presso la struttura SS Annunziata di Taranto dove i sanitari si sono prodigati per tenerlo in vita.

Il primo maresciallo Verde, al suo 36esimo anno di servizio, aveva una encomiabile carriera militare alle spalle ed era stimato da tutti, come testimoniano i numerosi messaggi di vicinanza pervenuti in questi giorni alla Forza Armata.

Lascia la moglie, Anna, il figlio, Giuseppe e la figlia Giada.

Il Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Valter Girardelli, esprime alla famiglia del primo maresciallo Gioacchino Verde il cordoglio suo personale e del grande equipaggio della Marina Militare”.

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Fonte: Marina Militare

Difesa: il cordoglio del CaSMD gen Vecciarelli per il decesso del Primo Maresciallo Gioacchino Verde

“Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli – scrive oggi lo stato maggiore della Difesa in un comunicato stampa – appresa la triste notizia del decesso del Primo Maresciallo della Marina Militare Gioacchino Verde, ha espresso ai familiari del militare e al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza a nome delle Forze Armate e suo personale”.

Il Primo Maresciallo Verde, colpito dalla rottura accidentale di un cavo, era rimasto ferito lo scorso 12 gennaio presso la Stazione Navale Mar Grande di Taranto, durante la manovra di ormeggio della fregata Bergamini, ricorda la Difesa.

“Il sottufficiale, ricoverato subito dopo l’incidente presso l’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, è deceduto dopo essere stato sottoposto nei giorni scorsi ad un lungo e delicato intervento chirurgico. Sono ancora in corso accertamenti per fare luce sulle cause dell’incidente, conclude il comunicato.

Fonte: PI SMD

Foto: noinotizie.it

La Marina ha dato l’addio a nave Mitilo e nave Prometeo, dismesse a oltre 40 anni dal varo

Con la fine del 2018 l’ex dragamine litoraneo Mitilo e il rimorchiatore d’altura Prometeo sono stati radiati dal quadro del naviglio militare dello Stato, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 2 gennaio la Marina Militare.

Nave Mitilo, varata l’8 giugno 1957, è stata impiegata prevalentemente per attività di pattugliamento e bonifica da minacce subacquee all’ingresso dei porti. Nell’ultima fase della sua vita operativa, assieme alle altre unità della classe Aragosta, è stata periodicamente dislocata a Livorno, al fine di poter garantire le esigenze formative dei giovani allievi ufficiali dell’Accademia Navale nel corso delle uscite in mare finalizzate all’acquisizione delle prime nozioni di manovra di una unità navale.

Nave Prometeo, appartenente alla classe Atlante, è stata concepita come rimorchiatore d’altura sia per il soccorso in mare che per l’impiego antincendio. Varata nel 1975 presso i cantieri navali Visentini di Donata (RO), e consegnata alla Marina Militare l’anno successivo, ha operato nelle sedi di Napoli, Messina e Augusta.

Nel mese di ottobre 2017, rispettivamente nelle sedi di Augusta e di La Spezia, le due unità navali hanno concluso la loro attività operativa con la rituale cerimonia solenne dell’Ultimo Ammaina Bandiera, alla presenza della popolazione e delle autorità militari e civili locali e ora, contestualmente alla radiazione, le navi assumeranno la denominazione di “galleggianti” per la successiva attività di alienazione.

“Anche queste radiazioni – scrive la Marina – concorrono al processo di ridimensionamento della Squadra Navale per il progressivo invecchiamento delle unità che hanno maturato una vita media prossima o superiore ai 30 anni”.

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

Nave Mitilo

Al termine del secondo conflitto mondiale, la Marina Militare si impegnò nel pattugliamento e nella bonifica da eventuali minacce subacquee, ivi compresa anche quella derivante dalla guerra di mine.

Lo Stato Maggiore della Marina costruì un numero elevato di navi con dimensioni contenute e costi ridotti, aventi scafi interamente in legno e tecnologie per certi versi molto simili a quelle di una nave da pesca e, non meno importante, con un grado d’autonomia tale da garantire l’impiego lungo tutto il litorale nazionale o, meglio ancora, in quella che sarebbe diventata la futura zona economica esclusiva.

Fu così che, agli inizi degli anni ’50, iniziò la costruzione dei Dragamine Magnetici Litoranei Tipo M.S.I. (Inshore Minesweeper) classe Arsella, (divenuta poi classe Aragosta), raggruppati sotto un unico Comando denominato 74^ Squadriglia Dragamine con sede prima a La Spezia poi a Messina e in ultimo di nuovo a La Spezia.

Nave Mitilo prese vita da questo progetto, fu impostata il 7 marzo del ‘56 presso il Cantiere Picchiotti di Viareggio e varata l’8 giugno del 1957. La Marina Militare la ebbe in consegna l’11 luglio dello stesso anno e la iscrisse quale “Dragamine litorale” tipo M.S.I. (Inshore Minesweeper) con il seguente distintivo ottico “M 5459”.

Entro maggio dell’anno successivo furono terminate le prove di fine garanzia e il corso di dragaggio. Da tale data l’Unità gravitò nel bacino del Mar Tirreno svolgendo attività d’addestramento, reale e di pattugliamento. Negli anni della sua vita operativa l’Unità è stata dislocata nelle sedi di La Spezia, Napoli, Gaeta, Castellammare di Stabia, Augusta e La Maddalena.

Nave Prometeo

Costruita presso il Cantiere Visentini–Donada, la nave presenta un equipaggio di 25 marinai. Grazie al suo apparato motore (2 D Grandi Motori Trieste BL-230-8 M) è in grado di sviluppare una potenza di 2.760 HP (1.963 kW), velocità massima di 13,5 nodi e una autonomia di 4.000 miglia nautiche alla velocità di 12 nodi.

Fonte e foto: Marina Militare

Marina, Open Day in Accademia: opportunità per diventare Ufficiale di Marina

Il 19 e 26 gennaio prossimi l’Open day in Accademia Navale a Livorno rappresenta l’opportunità per conoscere da vicino l’Istituto di formazione e sottoscrivere entro il 28 gennaio la domanda al concorso per diventare Ufficiale di Marina.

“Sono rimaste solo 3 settimane prima della scadenza del bando di concorso per 110 posti da allievo della 1^ classe dei ruoli normali dell’Accademia Navale di Livorno”, fa presente la Marina Militare ricordando che “con la pubblicazione della Gazzetta Ufficiale (nr.102 del 28.12.2018 – 4^ Serie Speciale) è iniziata la ‘campagna arruolamenti’ dei futuri Ufficiali della Marina Militare, che avrà termine il prossimo 28 gennaio”.

L’Università del Mare offre infatti un’opportunità formativa esclusiva e avvincente per ragazzi e ragazze che vogliono investire da subito sul proprio futuro, per diventare veri professionisti del mare.

Tanti e variegati sono infatti i percorsi di studio e gli indirizzi professionali a seconda del Corpo di appartenenza, sottolinea la Forza Armata nel comunicato stampa con cui dà notizia degli Open Day in Accademia: in Scienze Marittime e Navali per il Corpo di Stato Maggiore, in Ingegneria Navale, Ingegneria civile e ambientale, Ingegneria delle Telecomunicazioni per il Corpo del Genio della Marina, in Medicina e Chirurgia per il Corpo Sanitario Militare Marittimo, in Giurisprudenza per il Corpo di Commissariato Militare Marittimo ed in Scienze dell’Amministrazione e Governo del Mare per il Corpo delle Capitanerie di Porto.

Lo slogan della campagna per l’arruolamento #IlTuoFuturoèilMare rappresenta la sintesi di un percorso impegnativo e ambizioso con il quale i ragazzi e le ragazze dovranno confrontarsi con le proprie capacità e aspirazioni per garantire a se stessi un futuro da protagonisti con il mare.

L’Ufficiale di Marina, sia che ricopra ruoli di tipo operativo, che tecnico-logistico o di supporto, conduce una vita dinamica, piena di soddisfazioni professionali e umane e di grande responsabilità in quanto vene chiamato da subito a condurre team di uomini e donne, oltre alla gestione dei mezzi e delle risorse a disposizione della Forza Armata.

Questo concorso costituisce quindi un’occasione irripetibile per i giovani che vogliono intraprendere una carriera ad alta specializzazione in un ambiente lavorativo in cui ogni persona è un elemento imprescindibile di un ingranaggio perfetto, partendo comunque da un patrimonio unico di tradizioni, storia e valori etici e morali fondamentali per formare i leader del futuro, capaci di operare con professionalità e spirito di sacrificio in molteplici contesti per la sicurezza e la salvaguardia del Paese e a beneficio della collettività con una naturale propensione alla tutela dell’ambiente marino.

Per conoscere meglio la realtà dell’Accademia Navale, nei giorni 19 e 26 gennaio l’Istituto aprirà le porte ai visitatori che potranno così scoprire le varie attività svolte dagli allievi.

Sulla pagina dedicata del sito www.marina.difesa.it sarà possibile trovare tutte le informazioni necessarie per partecipare al concorso, spiega la Forza Armata.

Fonte e foto: Marina Militare