Marina Militare

Difesa: al Festival della Scienza di Genova i laboratori delle Forze Armate e Nave Italia

Riparte oggi il Festival della Scienza di Genova, edizione che vede ancora la partecipazione del personale del Ministero della Difesa.

Quest’anno, fa sapere lo stato maggiore della Difesa (SMD) con un comunicato stampa di ieri, 24 ottobre, “il claim della manifestazione è dedicato ai cambiamenti con cui le Forze Armate, tramite l’utilizzo delle nuove tecnologie, riescono continuamente ad adeguarsi per essere sempre al passo con i tempi”.

Fino al 4 novembre, si apprende, “si potranno toccare con mano e sperimentare i mezzi e i materiali in dotazione ai militari italiani, entrando direttamente a contatto con gli uomini e le donne con le stellette e con le molteplici attività che quotidianamente svolgono con passione al servizio della collettività”.

A Piazza delle Feste saranno allestiti laboratori, attività didattiche, scientifiche e tecnologiche che attraverso installazioni inedite proietteranno tutti gli interessati e curiosi nel mondo delle tecnologie militari.

Sarà possibile vivere l’emozione di lavorare all’interno di una vera e propria sala operativa, per comprendere come gestire le calamità naturali con un’importante azione coordinata e con l’impiego di specifiche strumentazioni.

Rappresentanti dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri guideranno i visitatori nel processo di attivazione dell’emergenza e delle attività da compiere fino alla sua risoluzione. Saranno esposti un mezzo militare VTLM Lince, un velivolo-drone Predator e un’automobile dell’Arma dei Carabinieri, dotati di tecnologie speciali d’avanguardia al servizio dei cittadini.

Infine, alla Calata Molo Vecchio, nell’Area Porto Antico, si potrà visitare Nave Italia, il più grande brigantino a vela del mondo di 61 metri, che dal 19 marzo 2007 è di proprietà della Fondazione Tender to Nave Italia, una Onlus costituita dalla Marina Militare Italiana e dallo Yacht Club Italiano, che utilizza la navigazione a vela per migliorare la qualità della vita di persone affette da disabilità fisiche, cognitive e problematiche di inserimento sociale.

Presente anche il Segretariato Generale della Difesa con alcuni importanti progetti scientifico tecnologico, per far comprendere i cambiamenti delle nuove tecnologie e far conoscere la duplice utilità della ricerca con le stellette.

Fonte: PI SMD

Foto: @FDellaScienza

Marina: in corso al COMSUBIN il “V convegno Bruno Falcomatà” e il “XXIII Congresso nazionale SIMSI”

Da oggi, 18 ottobre, e fino a dopodomani 20 ottobre, presso il Comando Subacquei ed Incursioni (COMSUBIN) della Marina Militare a La Spezia, si svolgono il V Convegno Capitano Bruno Falcomatà e il XXIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Subacquea ed Iperbarica (SIMSI), ha fatto sapere la stessa Marina Militare con un comunciato stampa del 15 ottobre scorso.

Durante l’evento, i massimi esperti della medicina subacquea e iperbarica affrontano temi riguardanti la sicurezza, le normative, le nuove sperimentazioni e gli studi nell’ambito di questa importante branca della medicina, condividendo, nell’ambito di una sempre più stretta collaborazione tra il mondo militare e quello civile, le competenze e le esperienze nell’ambito della subacquea, settore in cui proprio la Marina Militare rappresenta un centro di eccellenza nazionale.

Al convegno partecipano il prof Pasquale Longobardi, Presidente del SIMSI, l’Ispettore della Sanità della Marina Militare, ammiraglio ispettore Mauro Barbierato, e il comandante di COMSUBIN, ammiraglio di divisione Paolo Pezzutti.

Questa attività, così come quelle regolarmente condotte presso il COMSUBIN, ricorda il comunicato, confermano la particolare vocazione duale e complementare con cui la Forza Armata, oltre ad assolvere i compiti istituzionali di difesa del Paese, rende disponibili i propri mezzi, le proprie capacità e l’expertise del proprio personale a favore della collettività, del mondo della ricerca e delle istituzioni.

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

Gruppo Operativo Subacquei (GOS)

Il Gruppo Operativo Subacquei del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare ha acquisito nel tempo la capacità di operare sotto la superficie del mare sino a 300 metri con l’uomo e sino a 1.500 metri con i veicoli subacquei.

Con una storia di 169 anni alle spalle, il GOS è l’eccellenza nell’ambito delle operazioni subacquee ed estende le proprie capacità anche a numerose attività a favore della collettività soprattutto in ambito sanitario, scientifico e sociale.  Sono stati migliaia gli interventi volti alla bonifica dei litorali italiani da ordigni esplosivi residuati bellici e quelli svolti per condurre trattamenti di ossigeno terapia iperbarica a favore di pazienti civili.

Il Comando Subacquei ed Incursori è infatti dotato di una idro-ambulanza di classe A, che viene impiegata dal proprio personale altamente specializzato, contestualmente all’unico impianto iperbarico presente sul territorio, per soccorrere non solo operatori militari qualora affetti da patologia da decompressione conseguenti ad attività subacquee, ma, grazie a una convenzione tra la Marina Militare e l’Agenzia Sanitaria Locale della Spezia, a fornire al contempo supporto alla popolazione per mezzo dei trattamenti di Ossigeno Terapia Iperbarica in emergenza, finalizzati alla risoluzione di numerose patologie cliniche, tra le quali l’avvelenamento da monossido di carbonio, le gangrene gassose e le lesioni da schiacciamento o fratture a rischio.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formati esclusivamente dal Gruppo Scuole di COMSUBIN che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

Capitano medico Bruno Falcomatà Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria

“Ufficiale medico di eminenti qualità, univa all’eccellenza della mente dedita con successo alle indagini scientifiche, fermezza di carattere, generosità di intenti, spirito di sacrificio illimitato e dedizione incondizionata alla Patria.

Capo Servizio Sanitario dei mezzi d’assalto della Regia Marina, recava senza riposo e col suo stesso cimento fisico, prezioso contributo scientifico alla difficile pericolosa e lunga preparazione del personale.

Nel tentativo di forzamento di una delle più potenti e meglio difese basi navali avversarie chiese, e seppe ottenere al di là del proprio dovere, di seguire gli uomini ed assisterli fino al momento del lancio avvenuto a pochi metri dalle ostruzioni della piazzaforte. Percepita la disperata ed incerta lotta affrontata dagli operatori, assieme agli altri ufficiali, non volle abbandonare i propri uomini, attendendo sul punto di lancio molte ore il tempo stabilito.

Nel tentativo di disimpegno, l’unità fu attaccata a fondo da numerosi aerei; raggiunto al termine di disperata schermaglia da raffiche di armi automatiche, cadde a fianco degli altri compagni d’arme al posto che aveva tenuto oltre il dovere.

Acque di Malta, alba del 26 luglio 1941.”

Fonte e foto: Marina Militare

Marina, Mare Aperto 2018: unità di altura, sommergibili, aerei ed elicotteri in uno scenario realistico, coinvolti anche fucilieri del San Marco e Lagunari

Ha preso avvio ieri, 8 ottobre, l’attività addestrativa avanzata Mare Aperto 2018, che impegnerà il personale della Marina Militare nel Mediterraneo Centrale fino al prossimo 12 ottobre.

La Mare Aperto 2018 è il secondo evento addestrativo complesso dell’anno della Marina Militare Italiana, condotto dal Comandante in Capo della Squadra Navale per garantire elevata prontezza operativa del personale della Forza Armata al servizio del Paese.

Gli assetti coinvolti, ha fatto sapere la Marina con un comunicato stampa di ieri, 8 ottobre, sono: unità di altura, sommergibili, aerei ed elicotteri delle forze aeree della Marina Militare Italiana, che opereranno in uno scenario molto realistico, svolgendo attività a connotazione anche interforze e internazionale, visto il coinvolgimento di alcuni reparti dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare, di un plotone di Marines dello United States Marine Corps, di un cacciatorpediniere della Marina degli Stati Uniti, di velivoli statunitensi per il pattugliamento marittimo e di una nave della Marina francese.

In questo periodo opererà un’aliquota di fucilieri della brigata Marina San Marco e una del reggimento Lagunari Serenissima.

La Mare Aperto, esercitazione mirata all’addestramento avanzato della Marina Militare, in particolare, e delle Forze Armate in generale, è infatti finalizzata al mantenimento di elevati standard di interoperabilità e integrazione delle forze nazionali e NATO, sempre più necessari per assicurare la difesa degli interessi nazionali, rafforzando in particolar modo la sorveglianza nella vasta area del Mediterraneo per la sicurezza della dimensione marittima comune dell’Italia, dell’Europa e dell’Alleanza Atlantica.

L’addestramento congiunto verrà condotto con l’obiettivo di addestrare gli equipaggi delle unità della Squadra Navale nelle principali forme di lotta sul mare e dal mare (difesa antiaerea, antinave e antisommergibile), nelle Maritime Interdiction Operations (operazioni di embargo, controllo del traffico mercantile, compilazione della Maritime Situational Awareness), nella gestione delle emergenze di bordo, nelle attività idrografiche e di cacciamine e nella proiezione della forza anfibia dal mare su terra.

La Mare Aperto, spiega il comunicato della Marina, rappresenta uno dei momenti più importanti per la Marina Militare, grazie al quale la forza armata è in grado anche di impiegare le molteplici capacità possedute nell’ambito delle attività duali e complementari a favore della collettività e del mondo accademico e scientifico, volte a garantire ad esempio la sicurezza delle vie di comunicazione, a sviluppare la conoscenza scientifica dell’ambiente marino e della sua biodiversità.

A bordo delle navi della Marina Militare saranno inoltre presenti anche studenti provenienti dalle Università Aldo Moro di Bari, Cà Foscari di Venezia e Sapienza di Roma che affiancheranno il personale della Forza Armata nel ruolo di advisor politici e legali e di addetti all’ufficio stampa.

Gli hashtag per parlarne sui social sono: #ProfessionistiDelMare  #IlFuturoéilmare

Fonte e foto: Marina Militare

Il SSSD on Tofalo visita le Forze Speciali del COMSUBIN della Marina Militare

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD), on Angelo Tofalo, ha incontrato nei giorni scorsi gli operatori delle forze speciali del Raggruppamento Subacquei e Incursori della Marina Militare (Comsubin), ha fatto sapere con un comunicato del 6 ottobre l’addetto stampa del Sottosegretario.

Il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare (CaSMM), Ammiraglio Valter Girardelli, ha guidato il Sottosegreyario nella visita.

“Capacità, flessibilità e autonomia operativa e logistica fanno di questo Reparto uno strumento di grande efficacia nella gestione di situazioni molto critiche”, ha dichiarato il sottosegretario Tofalo (qui nel VIDEO in Paola Casoli Vlog).

“Ho incontrato professionisti altamente specializzati che riescono a garantire elevatissimi standard operativi grazie a un addestramento molto duro, selettivo e approfondito”.

L’on Tofalo ha poi aggiunto che “per valorizzare al massimo le capacità di questa nicchia di eccellenza della Marina Militare, non è da escludersi che in un futuro prossimo potrebbe esserci un’apertura verso il settore civile subacqueo dove il Comsubin potrebbe affermarsi quale ente certificatore in virtù della sua alta specializzazione”.

Dal Comsubin, spiega in dettaglio il comunicato stampa, dipendono il Gruppo Operativo Incursori (G.O.I.), che costituisce l’unico reparto di Forze Speciali della Marina Militare erede degli uomini dei Mezzi di Assalto della Marina; il Gruppo Operativo Subacquei (G.O.S.), il reparto alle cui dipendenze sono posti i Palombari, gli operatori subacquei con le capacità d’immersione più spinte frutto di una tradizione residente in Marina da oltre 160 anni; l’Ufficio Studi, il cuore pulsante dello sviluppo tecnologico dei materiali e mezzi utilizzati dagli uomini dei Gruppi Operativi; il Gruppo Scuole, suddiviso nelle Scuole Subacquei, Incursori e di Medicina Subacquea e Iperbarica, che oltre a selezionare e formare i nuovi Palombari, Incursori, Medici e Infermieri, ha il compito di addestrare gli operatori subacquei di tutte le Forze Armate e Corpi di Polizia dello Stato; il Gruppo Navale Speciale, alle cui dipendenze sono poste tre Unità Navali (Aneto, Pedretti e Marino) che sono state progettate per fornire il supporto subacqueo al personale dei Gruppi Operativi e delle Scuole di Comsubin; il Quartier Generale del Raggruppamento, che assicura i servizi e il mantenimento dell’efficienza del Comando, al fine di consentire ai Gruppi sopra indicati di assolvere alla loro missione.

Al termine della visita, si apprende, il sottosegretario Tofalo ha ringraziato tutti gli specialisti “per il lavoro reso all’Italia” e ha sottolineato poi che bisogna “far sì che ogni cittadino compre

nda l’importanza di sostenere chi rischia ogni giorno la vita per la sicurezza collettiva. Questo obiettivo potrà essere raggiunto con una buona azione di diffusione della cultura della difesa e della sicurezza”.

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VIDEO: Paola Casoli Vlog

Fonte e foto: Cap Massimiliano Rizzo Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On Angelo Tofalo

Difesa: il SSSD on Tofalo a bordo del sommergibile Sciré, “007 degli abissi”

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD), on Angelo Tofalo, è salito nei giorni scorsi a bordo del sommergibile della Marina Militare Sciré, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 21 settembre scorso l’addetto stampa del Sottosegretario.

“Un vero e proprio gioiello della tecnologia”, lo ha definito il Sottosegretario: frutto di una cooperazione tra Italia e Germania, progettato nel 2000, varato nel 2004 e reso operativo nel 2007 “grazie al contributo delle migliori menti e delle più qualificate maestranze del nostro Paese.”

L’on Tofalo ha definito il sommergibile “un agente segreto mastodontico, costruito con solidi materiali, ma così agile da consentire al suo equipaggio di raggiungere considerevoli velocità”. Il sommergibile, infatti, è in grado di navigare a 12 nodi in superficie e 20 in immersione e di monitorare tutti i movimenti nel raggio di decine di miglia senza essere individuato.

Con un equipaggio di 27 membri “altamente specializzati” lo Scirè acquisisce e fornisce informazioni di importanza strategica per la difesa e la sicurezza dell’Italia, per questo secondo Tofalo “rappresenta una importante componente militare, impegnato nel contrasto al terrorismo, al traffico illegale di armi ed esseri umani, al contrabbando, alla pirateria, ai reati contro l’ambiente e contro possibili atti ostili da parte di altri paesi che potrebbero mettere a rischio l’integrità territoriale e gli interessi nazionali sul mare.”

Ha poi aggiunto: “Riuscireste a vivere per decine di giorni in un ambiente artificiale in cui non è possibile usare mezzi di comunicazione per restare in contatto con i propri cari, essere aggiornati sulle principali notizie, mantenere la cognizione sull’orario e sul giorno della settimana che si sta vivendo?”.

“Immaginate di ritrovarvi bendati in fondo al mare avendo come unico riferimento per orientarvi i suoni circostanti”, ha detto l’on Tofalo che al largo del porto di Civitavecchia ha partecipato alle manovre di immersione e navigazione sottomarina: “Questa è la situazione che vivono ogni giorno i sommergibilisti, naturalmente supportati da apparecchiature tecnologiche d’avanguardia e dalla grande esperienza e addestramento che porta gli operatori a distinguere tempestivamente le frequenze del suoni di una balena da quelle di interesse prodotti da attività umana, da navi o altri sottomarini.”

Il sommergibile Sciré, S527 Classe Todaro – U212A, è dotato delle più moderne apparecchiature e nasce da un progetto che Fincantieri ha realizzato grazie a un accordo governativo tra Italia e Germania, coordinando il lavoro di aziende che, forti di un importantissimo know-how tecnologico, hanno progettato e realizzato soluzioni incredibilmente innovative.

Lungo 56 metri e largo 7 è dotato di un motore elettrico di propulsione a magneti permanenti alimentato da corrente generata in maniera pulita dalla combinazione di idrogeno e di ossigeno per consentire al suo equipaggio di immergersi in acque profonde per lunghi periodi, così da osservare, in assoluto silenzio, ciò che succede in maniera occulta: rimanendo perciò “invisibile”.

“Ritornerò presto a visitare questo e altri 007 degli abissi per approfondire ulteriormente la conoscenza di questo strumento militare”, ha detto il sottosegretario Tofalo salutando l’equipaggio, “le informazioni ottenute grazie all’audacia e alla freddezza degli uomini e delle donne della Marina Militare saranno di importanza strategica per le decisioni politiche che mi troverò a dover sostenere nei prossimi mesi”.

“Voglio lanciare un messaggio a chi ogni giorno, con grande spirito di sacrificio, mette le proprie competenze al servizio del Paese – ha concluso l’on Tofalo – farò tutto ciò che è nelle mie possibilità affinché ogni vostra missione abbia le migliori tutele possibili”.

Infine, un ringraziamento particolare è stato rivolto dal Sottosegretario “a chi quotidianamente in un ambiente così complesso e angusto, riesce a ricreare un’atmosfera familiare nutrendo con piatti prelibati uomini e donne coraggiosi. Chi? Il cuoco ovviamente”.

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Fonte e foto: Cap Rizzo adetto stampa SSSD on Tofalo

MNCG: all’11° forum dei Comandanti CIMIC la difesa dei bambini e la tutela del patrimonio artistico e culturale nei paesi in conflitto

Si è svolta ieri, 18 settembre, a Venezia, nella Biblioteca Dante Alighieri dell’Istituto di Studi Militari Marittimi, la prima delle due giornate in programma per l’11° Forum Internazionale dei Comandanti delle Unità specializzate in Cooperazione Civile-Militare (CIMIC – Civil Military Cooperation) della NATO, organizzato dal Multinational CIMIC Group (MNCG) di Motta di Livenza su delega del Supreme Headquarters Allied Powers Europe (SHAPE).

È lo stesso MNCG a darne notizia con un comunicato stampa di ieri.

L’evento, che ha riunito circa 200 partecipanti tra i quali numerosi Comandanti delle Unità NATO e membri del Partnership for Peace (PfP), nonché specialisti del settore provenienti da 23 Paesi, ha rappresentato un’occasione per condividere con autorità civili, rappresentanti di organizzazioni internazionali (OI), governative e non (GO/NGO), e del mondo delle universitá, un momento di confronto internazionale su tematiche afferenti alla Cooperazione e all’interazione tra la componente Civile e quella Militare, “ormai fattore imprescindibile in tutti gli scenari operativi”, sottolinea il comunicato.

Quest’anno i temi della conferenza sono stati il “Cultural Property Protection” e “Children and Armed Conflict”, ossia quelle azioni intraprese dalla Comunitá Internazionale, analizzate alla luce delle differenti prospettive di OI, GO/NGO e della NATO, in termini di difesa dei bambini – in quanto considerati soggetti maggiormente vulnerabili e più suscettibili allo sfruttamento da una o più fazioni in guerra – e a tutela del patrimonio artistico e culturale nei territori sconvolti da conflitti armati.

Inoltre, nell’ambito dello sviluppo della tematica relativa alla protezione del patrimonio culturale, é stata allestita una esposizione con alcune delle immagini piú significative della mostra fotografica “Heritage in War. L’arte ferita nelle immagini del fondo” – collezione Marzocchi, i cui scatti, realizzati nel primo conflitto mondiale dal Reparto Fotografico del Comando Supremo del Regio Esercito Italiano, provengono dalle raccolte del Museo della Battaglia di Vittorio Veneto, che ne ha gentilmente concesso l’utilizzo in occasione dell’evento internazionale.

Le immagini, che documentano i danni subiti dal patrimonio artistico, sono state presentate nel corso di un’esposizione intitolata “War&Art. WWI – Usa in Italy”, giá ospitata a Washington presso il Pentagono, si apprende.

Il Brigadier General Tonin Marku, Capo della Divisione CIMIC di SHAPE, nel suo indirizzo di saluto ha evidenziato quanto gli argomenti oggetto della conferenza siano rilevanti, soprattutto in prospettiva di cooperazione e coordinamento tra la componente civile e quella militare.

Tra i relatori che si sono avvicendati é intervenuto l’avvocato Francesco Rocca, Presidente della International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies, che ha ricordato quanto siano destabilizzanti gli effetti di una guerra sui bambini e le ripercussioni che si riversano sull’intera societá: i minori coinvolti in contesti bellici possono avere ripercussioni psicologiche che possono minare intere generazioni e generare l’insorgere di altre guerre.

Portando testimonianze reali di bambini vittime di violenza in tempo di guerra, o in contesti simili a stati di conflitto (eccessiva criminalità, violenza urbana, ecc.), il Presidente ha sottolineato la necessità dei minori di essere tutelati più degli adulti con un approccio olistico che includa educazione, salute, supporto psicologico e sviluppo delle capacità relazionali.

Tra le autoritá presenti alla conferenza il Prefetto di Treviso, dottoressa Maria Rosaria Laganá, il Presidente del Consiglio Comunale di Venezia, dottoressa Ermelinda Damiano, e il Generale di Brigata Francesco Bindi, Comandante del Comando Genio dell’Esercito.

Il Multinational CIMIC Group è un’unità di livello reggimento costituita nel 2002 (allora denominata CIMIC Group South) multinazionale.

Infatti, oltre all’Italia, che ne rappresenta la framework nation, vi contribuiscono Grecia, Ungheria, Portogallo, Romania e Slovenia.

Allo stesso tempo l’unità è interforze: alimentata cioè da personale proveniente da tutte le armi e i corpi dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e dei Carabinieri.

Svolge anche attività di formazione attraverso un programma didattico che annovera un’ampia tipologia di corsi a cui hanno preso parte, fino ad oggi, oltre 1.600 frequentatori.

Ciò avviene grazie alle molteplici esperienze sul campo che gli operatori del Multinational CIMIC Group, al termine dell’impiego presso i principali teatri operativi, possono riversare nella formazione, dando vita a un circolo virtuoso della didattica: realizzare in operazione ció che si é studiato in aula e insegnare in aula ció che si apprende in operazione per offrire una formazione sempre aggiornata e perfettamente aderente agli attuali, mutevoli e complessi scenari operativi.

Ad oggi gli specialisti del MNCG sono impiegati in numerosi contesti internazionali: Kosovo, Libano, Somalia, Gibuti, Afghanistan e, nell’ambito della missione europea EUNAVFOR Med, presso l’Operation HQ di Roma.

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Fonte e foto: MNCG

 

Difesa, NATO Sea Guardian: nave Espero della Marina nel gruppo navale di contrasto al terrorismo marittimo

Il 5 settembre scorso la fregata Espero della Marina Militare è entrata a far parte dell’Operazione Sea Guardian della NATO e all’indomani ha lasciato il porto di Taranto insieme al gruppo navale NATO composto dalla nave inglese HMS Echo e dalla corvetta croata HRV Vukovar.

Lo ha reso noto lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa, riferendo che il gruppo navale della NATO è al comando del Capitano di Fregata Alberto Fiorentino, Comandante di nave Espero.

Dopo aver lasciato il porto di Taranto il gruppo ha iniziato una fase di integrazione e addestramento per poi dirigere nel Mediterraneo centrale, dove sarà effettuata attività di pattugliamento sotto il controllo operativo del Comando Marittimo Alleato (MARCOM) di Northwood (UK).

Nata dopo il Summit di Varsavia del 2016, la Sea Guardian è un’operazione altamente flessibile, in grado di garantire un ampio spettro di compiti operativi che includono la sorveglianza degli spazi marittimi di interesse con lo scopo di avere una chiara Maritime Situational Awarness, la cooperazione e la formazione a favore delle forze di sicurezza dei paesi rivieraschi (Maritime Security Capacity-Building) e il contrasto al terrorismo marittimo.

Inoltre, spiega la Difesa, “ha lo scopo di incrementare il coordinamento tra l’attività della NATO e quelle dell’Unione Europea, condotte dai mezzi impiegati nell’operazione EUNAVFORMED Sophia, al fine di migliorare la difesa europea e la sicurezza collettiva, assicurando maggiori sinergie e sfruttando le peculiarità di ciascuna organizzazione”.

La fregata Espero è un’unità missilistica e antisommergibile appartenente alla Classe Maestrale. Varata il 19 novembre 1983 ed entrata in servizio il 4 maggio 1985, la nave ha un equipaggio di circa 200 uomini e donne, comprensivo dei team specialistici della Brigata Marina San Marco e della componente aerea della Marina Militare con un elicottero AB212 imbarcato.

La nave rimarrà nel gruppo navale NATO fino al prossimo 21 settembre.

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Fonte e foto: PI SMD

Marina: la FREMM Martinengo porta il Tricolore in Mozambico

Nave Federico Martinengo, settima unità classe FREMM (Fregata Europea Multi Missione) della Marina Militare, visiterà il porto di Maputo, in Mozambico, dall’8 all’11 settembre 2018 e riceverà la visita delle autorità militari mozambicane domani, lunedì 10 settembre 2018.

Dopo tre anni – fa sapere la Marina in un comunicato stampa di ieri, 8 settembre – una Unità dalla Marina Militare, dopo aver percorso più di 5.000 miglia nautiche, approda sulle coste del Mozambico per portare il Tricolore e l’eccellenza nazionale”.

La sosta nel Porto di Maputo si configura in un più ampio progetto di sviluppo delle relazioni di cooperazione tra i due paesi, di ricerca di future occasioni di addestramento congiunto e accrescimento della conoscenza reciproca, in modo da favorire il livello di interoperabilità tra le Forze Armate dei due stati.

Sarà inoltre l’occasione, sottolinea la Forza Armata, per mostrare l’ultima FREMM consegnata alla Marina e promuovere il Sistema Paese in un contesto internazionale.

Nave Martinengo, nel culmine del suo primo ciclo di impiego, dal 6 agosto partecipa al primo deployment operativo fuori area e dagli usuali bacini di gravitazione nazionali, completando così un percorso durante il quale, passando attraverso l’operational sea training presso il Centro di Addestramento della Marina Militare, ha conseguito la certificazione per la partecipazione alle missioni operative e testato il suo primo equipaggio.

Rientrerà in Italia nel mese di dicembre, si apprende.

Scheda tecnica della nave (fonte Marina Militare):

Nave Federico Martinengo, costruzione nr. 6247, è la settima Unità del programma italo-francese FREMM e la terza commissionata in versione GP (General Purpose).

Contraddistinta dal distintivo ottico F596, l’Unità è stata costruita negli stabilimenti Fincantieri di Riva Trigoso. Ha poi proseguito i lavori di allestimento nello stabilimento Fincantieri del Muggiano.

È la prima Unità Navale della Marina Militare a portare il nome dell’Eroe MOVMM C.A. Federico Martinengo.

Le sue caratteristiche (PTF piattaforma e CS sistema di combattimento) la rendono idonea per un impiego multimissione:

  • Ruolo fondamentale nel Dispositivo per la Difesa e la Sicurezza Marittima;
  • Contributo al Sea Control dei bacini di interesse nazionale garantendo presenza, sorveglianza e contributo alla MSA, Maritime Situational Awareness;
  • Proiezione di capacità dal mare e sul mare (Naval Gun Fire Support NGFS, supporto a Distaccamento Operativo Forze Speciali, evacuazioni connazionali, Law Enforcement);
  • Scorta di Capital Ship, Hight Value Unit, ovvero di unità mercantili.

Nave Federico Martinengo è stata progettata all’insegna della flessibilità di impiego e della versatilità,

può per questo assicurare numerose attività complementari:

  • Possibilità di condurre interventi in telemedicina,
  • Evacuazione personale mediante elicotteri;
  • Fornitura di acqua potabile;
  • Confezionamento di pasti caldi;
  • Predisposizione per erogazione di corrente elettrica.

Nave Federico Martinengo è stata consegnata alla Marina Militare il 24 aprile 2018. Dalla consegna la Nave fa sede nella base navale di La Spezia ed è alle dipendenze della Prima Divisione Navale (COMDINAV UNO).

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Fonte e foto: Marina Militare

Difesa: Viva l’Italia, evento benefico a Cinecittà World. Forze Armate, Polizia, Crocerossine e CISOM presenti

“Per il secondo anno consecutivo le Forze Armate, unitamente alla Polizia di Stato, al Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa e al Corpo Italiano di Soccorso del Sovrano Ordine di Malta (CISOM), parteciperanno alla manifestazione benefica ‘Viva l’Italia’ promossa dal parco divertimenti Cinecittà World, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa del 31 agosto scorso.

L’edizione di quest’anno, si apprende, sarà destinata alla raccolta di fondi a favore dell’iniziativa “Trenta Ore per la Vita”, che avrà come testimonial Lorella Cuccarini, per contribuire a sostenere le case-famiglia che accolgono bambini affetti da malattie oncologiche.

“Sarà anche l’occasione per scoprire, da dietro le quinte, il lavoro quotidiano degli uomini e delle donne che, indossando un’uniforme, garantiscono quotidianamente la nostra sicurezza e la difesa degli interessi nazionali – scrive la Difesa – tanto in Patria quanto in missioni all’estero”.

Dal 7 al 16 settembre, si potranno ammirare mezzi ed equipaggiamenti militari, interagendo con il personale militare e cimentandosi in attività reali e simulate, che verranno effettuate nei vari stand predisposti nelle 6 aree a tema del parco di Cinecittà World.

Tra le varie attività, l’Esercito Italiano allestirà una mostra statica con un veicolo tattico VTLM Lince e di sistemi di sorveglianza del campo di battaglia, oltre che una parete di arrampicata, dove cimentarsi guidati dal personale esperto dell’Esercito.

La Marina Militare schiererà, nel proprio stand promozionale, l’Iveco Domino Hdh, il nuovo “Centro Mobile Informativo” a tecnologia “green”, al cui interno, grazie ad audiovisivi, a rappresentazioni 3D e ologrammi, il personale della Forza Armata guiderà i visitatori in un percorso alla scoperta delle peculiari realtà operative della Marina, nonché di navi, sommergibili e aerei in servizio.

L’Aeronautica Militare regalerà al pubblico l’esperienza unica di provare il simulatore di volo ludico del velivolo Eurofighter, oltre a vedere all’opera un’aereostazione mobile e una base meteo per imparare a leggere i dati necessari a elaborare le previsioni del tempo. Si esibiranno, inoltre, la Banda dell’Aeronautica, gli atleti della scherma e le meravigliose atlete della squadra “Farfalle” di ginnastica ritmica dell’Aeronautica Militare in uno spettacolo unico, ricco di evoluzioni e armonia.

L’Arma dei Carabinieri sarà presente con un’esposizione di auto storiche e moderne, tra cui la Lotus Evora S, l’Alfa Romeo “Giulia Super” e le mitiche moto Guzzi California Touring. Si potrà visionare anche un’interessante mostra sui Carabinieri a Cavallo del 4° reggimento. Saranno inoltre proiettati video dell’Arma e si potrà assistere all’esibizione della Fanfara della Legione Allievi Carabinieri e della squadra agonistica del Centro Cinofili.

Conferenza stampa di presentazione dell’evento il 5 settembre, alle 11:00 (con ingresso a partire dalle 10:30), presso la “Casa dell’Aviatore” in via dell’Università, n. 20 Roma. Necessario l’accredito per gli operatori dei media all’indirizzo mail press@cinecittaworld.it entro le 13.00 del 4 settembre 2018.

Fonte: PI SMD

Foto: cinecittaworld.it

Marina, al via le domande online per il primo blocco dei VFP1: 2.225 i posti, accesso a Forze Speciali, Componenti specialistiche e Capitanerie

“A partire da oggi e fino al 27 settembre 2018 – scrive la Marina Militare in un comunicato stampa odierno – è possibile presentare le domande per la partecipazione al primo blocco di reclutamento per 2.225 Volontario in Ferma Prefissata annuale (VFP1) visitando direttamente l’apposita area concorsi del sito della Difesa”. 

Da qui l’ACCESSO DIRETTO CON UN CLICK

L’iter di reclutamento si è aperto con la pubblicazione sulla 4ª serie speciale della Gazzetta Ufficiale (nr. 61 del 03.08.2018) del bando di concorso che permetterà ai ragazzi tra i 18 e i 25 anni di potersi arruolare nella Marina Militare e diventare uno dei #professionistidelmare, come dall’hashtag che la Forza Armata ha scelto per parlarne sui social.

“La Marina Militare rappresenta una straordinaria opportunità per i giovani di oggi – continua il comunicato – che vogliono investire da subito sul proprio futuro. L’ambiente marittimo è la chiave di volta del domani dell’Italia, dell’Europa e di tutto il Pianeta”.

Le strutture di formazione e addestramento della Marina Militare rappresentano una “palestra di vita” con codici comportamentali basati su valori imprescindibili, sullo spirito di squadra, sul rispetto dell’ambiente, sull’assistenza al prossimo e alla collettività, dove si impara ad assumere delle precise responsabilità.

“Diventare VFP1 della Marina Militare è il primo passo verso una carriera ricca di soddisfazioni”, spiega la Marina.

Il servizio prestato per un anno permette, infatti, di poter partecipare, successivamente, alle selezioni per ulteriori due rafferme, ciascuna della durata di un anno, oppure di partecipare ai concorsi per VFP4 delle Forze Armate e contare su una percentuale di posti riservati nei concorsi delle Forze di Polizia. Inoltre, il servizio prestato in Marina Militare costituisce titolo di merito in altri concorsi della Forza Armata.

Anche quest’anno i VFP1 potranno accedere alle Forze Speciali (incursori), alle Componenti Specialistiche (anfibi, palombari, sommergibilisti e componente aeromobili) o al Corpo delle Capitanerie di Porto (CP).

Un secondo blocco di reclutamento per VFP1 è previsto dal 7 gennaio al 5 febbraio 2019.

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

I Volontari della Ferma Prefissata annuale, al termine della breve esperienza, hanno la possibilità di partecipare all’arruolamento nei Volontari in Ferma Prefissata Quadriennale (VFP4), che prevede una fase di formazione professionale teorica, della durata di circa 6 mesi, presso le Scuole Sottufficiali di Taranto e La Maddalena oppure presso i reparti operativi, avvicendata da un tirocinio pratico di addestramento a bordo delle navi. I volontari della ferma prefissata sono impiegati in attività operative e addestrative della Marina e del Corpo della Capitaneria di Porto, nonché negli enti interforze, sia sul territorio nazionale sia all’estero.

Al termine della Ferma Prefissata Quadriennale i volontari possono proseguire la carriera in Marina transitando nel Servizio Permanente nel ruolo dei volontari di truppa.

Gli hashtag per parlarne sui social sono: #ProfessionistiDelMare #IlTuoFuturoèilmare

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Fonte e foto: Marina Militare