Marina Militare

COMSUBIN, consegna brevetti incursori GOI: in 12 entrano nelle Forze Speciali e ricevono il basco verde

Domani, 18 gennaio 2019, alle 12.30, presso il Comando Subacquei e Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare a La Spezia, si svolgerà la cerimonia di conferimento dei brevetti da Incursore agli allievi del corso Ordinario 2018, alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare (CaSMM), ammiraglio di squadra Valter Girardelli.

È la Marina Militare a darne notizia con un comunicato stampa del 15 gennaio.

Grazie alla possibilità offerta dal concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1), numerosi giovani hanno potuto affrontare l’impegnativo corso formativo della durata di circa un anno che ha portato il Gruppo Scuole di COMSUBIN a brevettare 12 operatori, fa sapere il comunicato.

Il corso è caratterizzato da quattro fasi distinte, durante le quali gli allievi ricevono l’adeguata preparazione fisica e professionale di base necessarie a condurre operazioni subacquee, anfibie e terrestri.

I neoincursori riceveranno, in occasione della cerimonia, l’ambito basco verde ed entreranno a far parte delle Forze Speciali della Marina Militare.

Diventare Incursore significa vivere una professione appassionante e unica – spiega la Marina –  con la possibilità di una carriera avvincente e appagante nel Gruppo Operativo Incursori (GOI), il reparto di Forze Speciali italiane conosciuto e rinomato in tutto il mondo”.

Si può diventare un Incursore della Marina Militare attraverso la frequenza dell’Accademia Navale di Livorno – per la quale è attualmente aperto il relativo bando concorsuale – e delle Scuole Sottufficiali, oppure partecipando a un apposito concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale che permette di accedere direttamente alla Scuola del COMSUBIN.

Per maggiori informazioni consultare il sito www.marina.difesa.it alla sezione “Concorsi”.

Programma cerimonia (fonte Marina Militare):

dalle 11.45 alle 12.20 – Afflusso delle Rappresentanze Militari e Civili, degli invitati e della stampa

12.30 Ingresso della Bandiera di combattimento di COMSUBIN

12.35 Arrivo della Massima Autorità e inizio della Cerimonia

13.15 Termine della cerimonia

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

Il Gruppo Operativo Incursori (GOI) è una delle due articolazioni operative del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) e costituisce la componente delle Forze Speciali della Marina Militare.

Il GOI trae le sue origini sia dalle operazioni condotte in Adriatico dalla Marina durante la Prima Guerra Mondiale, attraverso i MAS e i primordi delle apparecchiature speciali quali la “mignatta” – utilizzata a Pola dal Maggiore del Genio Raffaele Rossetti e dal Tenente Medico Raffaele Paulucci per affondare la corazzata Viribus Unitis (1° novembre 1918) – sia dai Mezzi d’Assalto della Seconda Guerra Mondiale. In particolare, questi ultimi riuscirono ad affondare o danneggiare gravemente naviglio da guerra avversario per 72.190 tonnellate e naviglio mercantile per 130.572 tonnellate.

Tra tutte, l’azione più ardita fu quella che portò all’affondamento delle corazzate inglesi Valiant e Queen Elisabeth, colpite nella rada di Alessandria d’Egitto il 19 Dicembre 1941.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale la Marina Militare mantenne un’aliquota di personale che fosse in grado di proseguire l’opera dei Mezzi d’Assalto. Nacque così un iter addestrativo specifico e venne scelta la storica fortezza del Varignano, vicino a La Spezia, come sede del Gruppo Arditi Incursori. Nel tempo, accanto alle attività addestrative del periodo bellico, si cominciarono a sperimentare nuove tecniche tattiche operative.

Dopo numerose riorganizzazioni, nel 1957 nacque il Gruppo Operativo Incursori (GOI). Da quel momento il GOI ha continuato a sviluppare autonomamente tecniche operative, equipaggiamenti e mezzi, idonei a contrastare le insorgenti minacce, confrontandosi con le corrispondenti Forze Speciali di altri Paesi nel corso di numerose attività interforze e multinazionali.

In particolare, negli anni Settanta gli Incursori del GOI affrontarono la minaccia del terrorismo nazionale e internazionale, con la costante collaborazione con i reparti di controterrorismo stranieri. Il GOI sviluppò, in quegli anni, tattiche innovative ed equipaggiamenti all’avanguardia e creò al suo interno un nuovo organismo: l’UnIS (Unità Intervento Speciale) perfettamente addestrato, pronto a intervenire in caso di minaccia terroristica.

Oggi gli ampi margini di capacità, flessibilità e autonomia operativa e logistica fanno del GOI uno strumento di grande efficacia nella gestione di situazioni critiche. Gli attuali scenari di conflittualità internazionale e la continua minaccia terroristica richiedono l’intervento di piccole unità, particolarmente addestrate ed equipaggiate.

In questo difficile contesto gli Incursori della Marina Militare costituiscono uno strumento agile e flessibile, particolarmente idoneo ad affrontare le sfide mutevoli. I compiti assegnati al GOI sono di norma di pertinenza del livello strategico, risultano spesso assai delicati, tecnicamente difficili e politicamente sensibili.

Tra questi:

  • operazioni di Contro-Terrorismo navale per la liberazione di ostaggi su unità passeggeri o mercantili e su installazioni marittime;
  • attacco da sotto la superfice del mare a unità navale e mercantili in porto o alla fonda con l’impiego di diversi sistemi d’arma;
  • raid contro obiettivi lungo la costa o in profondità entro la fascia dei 40 Km dalla costa con proiezione dal mare;
  • condotta di missioni di raccolta informativa e/o di supporto al fuoco aereo e navale in territorio ostile con metodi di avvicinamento occulti;
  • attività di assistenza militare a favore di forze armate di paesi terzi;
  • concorso con le unità di sicurezza nazionali nelle operazioni di Contro-Terrorismo.

A tale scopo, il personale è interamente professionista e l’addestramento è molto duro, selettivo e approfondito, in modo da garantire elevati standard operativi. Dagli anni bellici, con le operazioni subacquee contro il naviglio nemico, agli Anni di Piombo con la lotta al terrorismo nazionale e internazionale che ha visto impegnato il Reparto anche durante il sequestro dell’Achille Lauro, ultimamente i compiti affidati al GOI hanno subito un ulteriore evoluzione, implementandone la capacità di proiezione globale. Dall’11 Settembre 2001 a oggi il GOI è stato impegnato in maniera sempre più preponderante anche nei principali teatri operativi terrestri, quali l’Iraq e l’Afghanistan, e per il contrasto a fenomeni quali la pirateria in Oceano Indiano o la monitorizzazione degli sviluppi di crisi regionali quali la Primavera Araba. Da segnalare, soprattutto, le attività di Assistenza Militare a favore delle forze di sicurezza di altri paesi attraverso attività addestrative, di supporto e di intelligence.

Con la creazione del Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) nel 2004, il GOI ha iniziato a operare inserito all’interno di dispositivi interforze all’estero, oltre a prendere parte ad attività ed esercitazioni che hanno favorito una sempre maggiore interoperabilità tra le unità del Comparto Forze Speciali nazionale.

Tra i principali teatri operativi in cui hanno operato i Baschi Verdi della Marina Militare negli ultimi venti anni spiccano quelli di:

Somalia (1992-1994-1996), missione umanitaria ONU

Ruanda (1994), missione di evacuazione connazionali

Timor Est (1999), missione umanitaria ONU

Iraq (2003-2006), Operazione Antica Babilonia

Afghanistan, Enduring Freedom (2003), ISAF (2006-2015) e Resolute Support (2016-2017)

Iraq (2015), Operazione Inherent Resolve

Libano (in corso), operazione MIBIL (Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano)

Antartide (in corso), a supporto della XXXIV Spedizione Italiana organizzata dall’Enea

Fonte e foto d’archivio: Marina Militare

Decesso del Primo Maresciallo Verde: il messaggio di cordoglio del CaSMM amm Girardelli

“Nel pomeriggio di oggi [ieri, 16 gennaio, ndr], a causa della complicazione delle condizioni cliniche generali, i medici dell’ospedale civile di Taranto hanno purtroppo constatato il decesso del primo maresciallo Gioacchino Verde, sottufficiale della Marina Militare.

Il maresciallo Verde, esperto nocchiere e nostromo di bordo, era stato coinvolto in un incidente occorso sulla fregata Bergamini lo scorso 12 gennaio, a seguito della rottura di un cavo durante la fase di ormeggio dell’unità Navale presso la Stazione Navale Mar Grande di Taranto, per il quale sono attualmente in corso gli accertamenti sulle cause.

Prontamente soccorso dal personale medico di bordo, il sottufficiale era stato successivamente trasportato in condizioni molto gravi presso la struttura SS Annunziata di Taranto dove i sanitari si sono prodigati per tenerlo in vita.

Il primo maresciallo Verde, al suo 36esimo anno di servizio, aveva una encomiabile carriera militare alle spalle ed era stimato da tutti, come testimoniano i numerosi messaggi di vicinanza pervenuti in questi giorni alla Forza Armata.

Lascia la moglie, Anna, il figlio, Giuseppe e la figlia Giada.

Il Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Valter Girardelli, esprime alla famiglia del primo maresciallo Gioacchino Verde il cordoglio suo personale e del grande equipaggio della Marina Militare”.

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Fonte: Marina Militare

Difesa: il cordoglio del CaSMD gen Vecciarelli per il decesso del Primo Maresciallo Gioacchino Verde

“Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli – scrive oggi lo stato maggiore della Difesa in un comunicato stampa – appresa la triste notizia del decesso del Primo Maresciallo della Marina Militare Gioacchino Verde, ha espresso ai familiari del militare e al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza a nome delle Forze Armate e suo personale”.

Il Primo Maresciallo Verde, colpito dalla rottura accidentale di un cavo, era rimasto ferito lo scorso 12 gennaio presso la Stazione Navale Mar Grande di Taranto, durante la manovra di ormeggio della fregata Bergamini, ricorda la Difesa.

“Il sottufficiale, ricoverato subito dopo l’incidente presso l’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, è deceduto dopo essere stato sottoposto nei giorni scorsi ad un lungo e delicato intervento chirurgico. Sono ancora in corso accertamenti per fare luce sulle cause dell’incidente, conclude il comunicato.

Fonte: PI SMD

Foto: noinotizie.it

La Marina ha dato l’addio a nave Mitilo e nave Prometeo, dismesse a oltre 40 anni dal varo

Con la fine del 2018 l’ex dragamine litoraneo Mitilo e il rimorchiatore d’altura Prometeo sono stati radiati dal quadro del naviglio militare dello Stato, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 2 gennaio la Marina Militare.

Nave Mitilo, varata l’8 giugno 1957, è stata impiegata prevalentemente per attività di pattugliamento e bonifica da minacce subacquee all’ingresso dei porti. Nell’ultima fase della sua vita operativa, assieme alle altre unità della classe Aragosta, è stata periodicamente dislocata a Livorno, al fine di poter garantire le esigenze formative dei giovani allievi ufficiali dell’Accademia Navale nel corso delle uscite in mare finalizzate all’acquisizione delle prime nozioni di manovra di una unità navale.

Nave Prometeo, appartenente alla classe Atlante, è stata concepita come rimorchiatore d’altura sia per il soccorso in mare che per l’impiego antincendio. Varata nel 1975 presso i cantieri navali Visentini di Donata (RO), e consegnata alla Marina Militare l’anno successivo, ha operato nelle sedi di Napoli, Messina e Augusta.

Nel mese di ottobre 2017, rispettivamente nelle sedi di Augusta e di La Spezia, le due unità navali hanno concluso la loro attività operativa con la rituale cerimonia solenne dell’Ultimo Ammaina Bandiera, alla presenza della popolazione e delle autorità militari e civili locali e ora, contestualmente alla radiazione, le navi assumeranno la denominazione di “galleggianti” per la successiva attività di alienazione.

“Anche queste radiazioni – scrive la Marina – concorrono al processo di ridimensionamento della Squadra Navale per il progressivo invecchiamento delle unità che hanno maturato una vita media prossima o superiore ai 30 anni”.

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

Nave Mitilo

Al termine del secondo conflitto mondiale, la Marina Militare si impegnò nel pattugliamento e nella bonifica da eventuali minacce subacquee, ivi compresa anche quella derivante dalla guerra di mine.

Lo Stato Maggiore della Marina costruì un numero elevato di navi con dimensioni contenute e costi ridotti, aventi scafi interamente in legno e tecnologie per certi versi molto simili a quelle di una nave da pesca e, non meno importante, con un grado d’autonomia tale da garantire l’impiego lungo tutto il litorale nazionale o, meglio ancora, in quella che sarebbe diventata la futura zona economica esclusiva.

Fu così che, agli inizi degli anni ’50, iniziò la costruzione dei Dragamine Magnetici Litoranei Tipo M.S.I. (Inshore Minesweeper) classe Arsella, (divenuta poi classe Aragosta), raggruppati sotto un unico Comando denominato 74^ Squadriglia Dragamine con sede prima a La Spezia poi a Messina e in ultimo di nuovo a La Spezia.

Nave Mitilo prese vita da questo progetto, fu impostata il 7 marzo del ‘56 presso il Cantiere Picchiotti di Viareggio e varata l’8 giugno del 1957. La Marina Militare la ebbe in consegna l’11 luglio dello stesso anno e la iscrisse quale “Dragamine litorale” tipo M.S.I. (Inshore Minesweeper) con il seguente distintivo ottico “M 5459”.

Entro maggio dell’anno successivo furono terminate le prove di fine garanzia e il corso di dragaggio. Da tale data l’Unità gravitò nel bacino del Mar Tirreno svolgendo attività d’addestramento, reale e di pattugliamento. Negli anni della sua vita operativa l’Unità è stata dislocata nelle sedi di La Spezia, Napoli, Gaeta, Castellammare di Stabia, Augusta e La Maddalena.

Nave Prometeo

Costruita presso il Cantiere Visentini–Donada, la nave presenta un equipaggio di 25 marinai. Grazie al suo apparato motore (2 D Grandi Motori Trieste BL-230-8 M) è in grado di sviluppare una potenza di 2.760 HP (1.963 kW), velocità massima di 13,5 nodi e una autonomia di 4.000 miglia nautiche alla velocità di 12 nodi.

Fonte e foto: Marina Militare

Marina, Open Day in Accademia: opportunità per diventare Ufficiale di Marina

Il 19 e 26 gennaio prossimi l’Open day in Accademia Navale a Livorno rappresenta l’opportunità per conoscere da vicino l’Istituto di formazione e sottoscrivere entro il 28 gennaio la domanda al concorso per diventare Ufficiale di Marina.

“Sono rimaste solo 3 settimane prima della scadenza del bando di concorso per 110 posti da allievo della 1^ classe dei ruoli normali dell’Accademia Navale di Livorno”, fa presente la Marina Militare ricordando che “con la pubblicazione della Gazzetta Ufficiale (nr.102 del 28.12.2018 – 4^ Serie Speciale) è iniziata la ‘campagna arruolamenti’ dei futuri Ufficiali della Marina Militare, che avrà termine il prossimo 28 gennaio”.

L’Università del Mare offre infatti un’opportunità formativa esclusiva e avvincente per ragazzi e ragazze che vogliono investire da subito sul proprio futuro, per diventare veri professionisti del mare.

Tanti e variegati sono infatti i percorsi di studio e gli indirizzi professionali a seconda del Corpo di appartenenza, sottolinea la Forza Armata nel comunicato stampa con cui dà notizia degli Open Day in Accademia: in Scienze Marittime e Navali per il Corpo di Stato Maggiore, in Ingegneria Navale, Ingegneria civile e ambientale, Ingegneria delle Telecomunicazioni per il Corpo del Genio della Marina, in Medicina e Chirurgia per il Corpo Sanitario Militare Marittimo, in Giurisprudenza per il Corpo di Commissariato Militare Marittimo ed in Scienze dell’Amministrazione e Governo del Mare per il Corpo delle Capitanerie di Porto.

Lo slogan della campagna per l’arruolamento #IlTuoFuturoèilMare rappresenta la sintesi di un percorso impegnativo e ambizioso con il quale i ragazzi e le ragazze dovranno confrontarsi con le proprie capacità e aspirazioni per garantire a se stessi un futuro da protagonisti con il mare.

L’Ufficiale di Marina, sia che ricopra ruoli di tipo operativo, che tecnico-logistico o di supporto, conduce una vita dinamica, piena di soddisfazioni professionali e umane e di grande responsabilità in quanto vene chiamato da subito a condurre team di uomini e donne, oltre alla gestione dei mezzi e delle risorse a disposizione della Forza Armata.

Questo concorso costituisce quindi un’occasione irripetibile per i giovani che vogliono intraprendere una carriera ad alta specializzazione in un ambiente lavorativo in cui ogni persona è un elemento imprescindibile di un ingranaggio perfetto, partendo comunque da un patrimonio unico di tradizioni, storia e valori etici e morali fondamentali per formare i leader del futuro, capaci di operare con professionalità e spirito di sacrificio in molteplici contesti per la sicurezza e la salvaguardia del Paese e a beneficio della collettività con una naturale propensione alla tutela dell’ambiente marino.

Per conoscere meglio la realtà dell’Accademia Navale, nei giorni 19 e 26 gennaio l’Istituto aprirà le porte ai visitatori che potranno così scoprire le varie attività svolte dagli allievi.

Sulla pagina dedicata del sito www.marina.difesa.it sarà possibile trovare tutte le informazioni necessarie per partecipare al concorso, spiega la Forza Armata.

Fonte e foto: Marina Militare

Marina: onori alle spoglie del sottocapo silurista Carlo Acefalo, sepolto in Sudan dal 1940

Venerdì prossimo, 23 novembre, alle 14.30, si svolgerà a Savona la cerimonia per rendere gli onori militari alle spoglie del sottocapo Carlo Acefalo, marinaio silurista deceduto a seguito dell’affondamento del Sommergibile Macallè avvenuto nel 1940, durante il Secondo Conflitto Mondiale, nell’ambito di una navigazione di trasferimento nel Mar Rosso, a circa 65 miglia a Sud-Est da Port Sudan.

È la Marina Militare a darne notizia con un comunicato stampa del 20 novembre.

Nell’evento, 78 anni fa, tutti i membri dell’equipaggio riuscirono a trarsi in salvo ma, dopo 10 giorni di stenti, il sottocapo Acefalo perse la vita e fu sepolto sul posto.

Le spoglie del militare, decorato con la Croce di Guerra al Valor Militare alla memoria, rinvenute in Sudan e consegnate a distanza di 75 anni al Governatore del luogo, sono state riportate in Italia a cura del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti lo scorso 9 novembre, fa sapere la Marina.

“La cerimonia – si legge dal comunicato – sottolinea e rappresenta la volontà di onorare e ricordare l’importanza, l’impegno e la dedizione di tutti i marinai deceduti in tempo di guerra o pace che hanno sacrificato la propria vita per salvaguardare l’interesse collettivo al servizio della Patria”.

Approfondimento (fonte Marina Militare):

Il Sottocapo Silurista Carlo Acefalo è stato decorato con Croce di Guerra al Valor Militare, alla memoria, con la seguente motivazione:

“Imbarcato su sommergibile, in azione di guerra in Mar Rosso, benchè gravemente colpito durante la navigazione da emanazione di gas tossici, assolveva il suo compito con sereno coraggio e diligenza; dopo l’incaglio e l’affondamento dell’unità, tratto in salvo dai suoi camerati ma gravemente provato nel fisico, lasciava la vita nell’adempimento del dovere, rivolgendo alla Patria l’estremo saluto”.

Fonte: Marina Militare

Foto: lastampa.it

Marina: nave San Giusto in Atlantico per la Gruflex 2018, esercitazione aeronavale concomitante al 20° anniversario SIAF/SILF

È in corso di svolgimento fino al 23 novembre 2018, nelle acque dell’Oceano Atlantico, l’esercitazione aeronavale GRUFLEX 2018 (Grupo de la Flota Exercitacion 2018) organizzata e condotta dalla Marina Spagnola alla quale, oltre ad assetti statunitensi e portoghesi, partecipa anche la nave da sbarco anfibio San Giusto della Marina Militare Italiana con a bordo elicotteri, un battaglione di rinforzo di 230 fucilieri di Marina e mezzi della Brigata Marina San Marco.

È la stessa Forza Armata a darne notizia oggi, 15 novembre.

Quest’anno l’esercitazione si svolge in concomitanza con il 20° anniversario dell’attivazione della Forza Anfibia e della Forza da Sbarco italo-spagnola Spanish Italian Amphibious Force/Spanish Italian Landing Force (SIAF/SILF), evento celebrato negli scorsi giorni in porto a Rota (Spagna).

Fonte e foto: Marina Militare

Difesa: al Festival della Scienza di Genova i laboratori delle Forze Armate e Nave Italia

Riparte oggi il Festival della Scienza di Genova, edizione che vede ancora la partecipazione del personale del Ministero della Difesa.

Quest’anno, fa sapere lo stato maggiore della Difesa (SMD) con un comunicato stampa di ieri, 24 ottobre, “il claim della manifestazione è dedicato ai cambiamenti con cui le Forze Armate, tramite l’utilizzo delle nuove tecnologie, riescono continuamente ad adeguarsi per essere sempre al passo con i tempi”.

Fino al 4 novembre, si apprende, “si potranno toccare con mano e sperimentare i mezzi e i materiali in dotazione ai militari italiani, entrando direttamente a contatto con gli uomini e le donne con le stellette e con le molteplici attività che quotidianamente svolgono con passione al servizio della collettività”.

A Piazza delle Feste saranno allestiti laboratori, attività didattiche, scientifiche e tecnologiche che attraverso installazioni inedite proietteranno tutti gli interessati e curiosi nel mondo delle tecnologie militari.

Sarà possibile vivere l’emozione di lavorare all’interno di una vera e propria sala operativa, per comprendere come gestire le calamità naturali con un’importante azione coordinata e con l’impiego di specifiche strumentazioni.

Rappresentanti dell’Esercito Italiano, della Marina Militare, dell’Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri guideranno i visitatori nel processo di attivazione dell’emergenza e delle attività da compiere fino alla sua risoluzione. Saranno esposti un mezzo militare VTLM Lince, un velivolo-drone Predator e un’automobile dell’Arma dei Carabinieri, dotati di tecnologie speciali d’avanguardia al servizio dei cittadini.

Infine, alla Calata Molo Vecchio, nell’Area Porto Antico, si potrà visitare Nave Italia, il più grande brigantino a vela del mondo di 61 metri, che dal 19 marzo 2007 è di proprietà della Fondazione Tender to Nave Italia, una Onlus costituita dalla Marina Militare Italiana e dallo Yacht Club Italiano, che utilizza la navigazione a vela per migliorare la qualità della vita di persone affette da disabilità fisiche, cognitive e problematiche di inserimento sociale.

Presente anche il Segretariato Generale della Difesa con alcuni importanti progetti scientifico tecnologico, per far comprendere i cambiamenti delle nuove tecnologie e far conoscere la duplice utilità della ricerca con le stellette.

Fonte: PI SMD

Foto: @FDellaScienza

Marina: in corso al COMSUBIN il “V convegno Bruno Falcomatà” e il “XXIII Congresso nazionale SIMSI”

Da oggi, 18 ottobre, e fino a dopodomani 20 ottobre, presso il Comando Subacquei ed Incursioni (COMSUBIN) della Marina Militare a La Spezia, si svolgono il V Convegno Capitano Bruno Falcomatà e il XXIII Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Subacquea ed Iperbarica (SIMSI), ha fatto sapere la stessa Marina Militare con un comunciato stampa del 15 ottobre scorso.

Durante l’evento, i massimi esperti della medicina subacquea e iperbarica affrontano temi riguardanti la sicurezza, le normative, le nuove sperimentazioni e gli studi nell’ambito di questa importante branca della medicina, condividendo, nell’ambito di una sempre più stretta collaborazione tra il mondo militare e quello civile, le competenze e le esperienze nell’ambito della subacquea, settore in cui proprio la Marina Militare rappresenta un centro di eccellenza nazionale.

Al convegno partecipano il prof Pasquale Longobardi, Presidente del SIMSI, l’Ispettore della Sanità della Marina Militare, ammiraglio ispettore Mauro Barbierato, e il comandante di COMSUBIN, ammiraglio di divisione Paolo Pezzutti.

Questa attività, così come quelle regolarmente condotte presso il COMSUBIN, ricorda il comunicato, confermano la particolare vocazione duale e complementare con cui la Forza Armata, oltre ad assolvere i compiti istituzionali di difesa del Paese, rende disponibili i propri mezzi, le proprie capacità e l’expertise del proprio personale a favore della collettività, del mondo della ricerca e delle istituzioni.

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

Gruppo Operativo Subacquei (GOS)

Il Gruppo Operativo Subacquei del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare ha acquisito nel tempo la capacità di operare sotto la superficie del mare sino a 300 metri con l’uomo e sino a 1.500 metri con i veicoli subacquei.

Con una storia di 169 anni alle spalle, il GOS è l’eccellenza nell’ambito delle operazioni subacquee ed estende le proprie capacità anche a numerose attività a favore della collettività soprattutto in ambito sanitario, scientifico e sociale.  Sono stati migliaia gli interventi volti alla bonifica dei litorali italiani da ordigni esplosivi residuati bellici e quelli svolti per condurre trattamenti di ossigeno terapia iperbarica a favore di pazienti civili.

Il Comando Subacquei ed Incursori è infatti dotato di una idro-ambulanza di classe A, che viene impiegata dal proprio personale altamente specializzato, contestualmente all’unico impianto iperbarico presente sul territorio, per soccorrere non solo operatori militari qualora affetti da patologia da decompressione conseguenti ad attività subacquee, ma, grazie a una convenzione tra la Marina Militare e l’Agenzia Sanitaria Locale della Spezia, a fornire al contempo supporto alla popolazione per mezzo dei trattamenti di Ossigeno Terapia Iperbarica in emergenza, finalizzati alla risoluzione di numerose patologie cliniche, tra le quali l’avvelenamento da monossido di carbonio, le gangrene gassose e le lesioni da schiacciamento o fratture a rischio.

Per queste peculiarità gli operatori subacquei delle altre Forze Armate e Corpi Armati dello Stato possono essere formati esclusivamente dal Gruppo Scuole di COMSUBIN che, attraverso dedicati percorsi formativi, li abilita a condurre immersioni in basso fondale secondo le rispettive competenze.

Capitano medico Bruno Falcomatà Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria

“Ufficiale medico di eminenti qualità, univa all’eccellenza della mente dedita con successo alle indagini scientifiche, fermezza di carattere, generosità di intenti, spirito di sacrificio illimitato e dedizione incondizionata alla Patria.

Capo Servizio Sanitario dei mezzi d’assalto della Regia Marina, recava senza riposo e col suo stesso cimento fisico, prezioso contributo scientifico alla difficile pericolosa e lunga preparazione del personale.

Nel tentativo di forzamento di una delle più potenti e meglio difese basi navali avversarie chiese, e seppe ottenere al di là del proprio dovere, di seguire gli uomini ed assisterli fino al momento del lancio avvenuto a pochi metri dalle ostruzioni della piazzaforte. Percepita la disperata ed incerta lotta affrontata dagli operatori, assieme agli altri ufficiali, non volle abbandonare i propri uomini, attendendo sul punto di lancio molte ore il tempo stabilito.

Nel tentativo di disimpegno, l’unità fu attaccata a fondo da numerosi aerei; raggiunto al termine di disperata schermaglia da raffiche di armi automatiche, cadde a fianco degli altri compagni d’arme al posto che aveva tenuto oltre il dovere.

Acque di Malta, alba del 26 luglio 1941.”

Fonte e foto: Marina Militare

Marina, Mare Aperto 2018: unità di altura, sommergibili, aerei ed elicotteri in uno scenario realistico, coinvolti anche fucilieri del San Marco e Lagunari

Ha preso avvio ieri, 8 ottobre, l’attività addestrativa avanzata Mare Aperto 2018, che impegnerà il personale della Marina Militare nel Mediterraneo Centrale fino al prossimo 12 ottobre.

La Mare Aperto 2018 è il secondo evento addestrativo complesso dell’anno della Marina Militare Italiana, condotto dal Comandante in Capo della Squadra Navale per garantire elevata prontezza operativa del personale della Forza Armata al servizio del Paese.

Gli assetti coinvolti, ha fatto sapere la Marina con un comunicato stampa di ieri, 8 ottobre, sono: unità di altura, sommergibili, aerei ed elicotteri delle forze aeree della Marina Militare Italiana, che opereranno in uno scenario molto realistico, svolgendo attività a connotazione anche interforze e internazionale, visto il coinvolgimento di alcuni reparti dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare, di un plotone di Marines dello United States Marine Corps, di un cacciatorpediniere della Marina degli Stati Uniti, di velivoli statunitensi per il pattugliamento marittimo e di una nave della Marina francese.

In questo periodo opererà un’aliquota di fucilieri della brigata Marina San Marco e una del reggimento Lagunari Serenissima.

La Mare Aperto, esercitazione mirata all’addestramento avanzato della Marina Militare, in particolare, e delle Forze Armate in generale, è infatti finalizzata al mantenimento di elevati standard di interoperabilità e integrazione delle forze nazionali e NATO, sempre più necessari per assicurare la difesa degli interessi nazionali, rafforzando in particolar modo la sorveglianza nella vasta area del Mediterraneo per la sicurezza della dimensione marittima comune dell’Italia, dell’Europa e dell’Alleanza Atlantica.

L’addestramento congiunto verrà condotto con l’obiettivo di addestrare gli equipaggi delle unità della Squadra Navale nelle principali forme di lotta sul mare e dal mare (difesa antiaerea, antinave e antisommergibile), nelle Maritime Interdiction Operations (operazioni di embargo, controllo del traffico mercantile, compilazione della Maritime Situational Awareness), nella gestione delle emergenze di bordo, nelle attività idrografiche e di cacciamine e nella proiezione della forza anfibia dal mare su terra.

La Mare Aperto, spiega il comunicato della Marina, rappresenta uno dei momenti più importanti per la Marina Militare, grazie al quale la forza armata è in grado anche di impiegare le molteplici capacità possedute nell’ambito delle attività duali e complementari a favore della collettività e del mondo accademico e scientifico, volte a garantire ad esempio la sicurezza delle vie di comunicazione, a sviluppare la conoscenza scientifica dell’ambiente marino e della sua biodiversità.

A bordo delle navi della Marina Militare saranno inoltre presenti anche studenti provenienti dalle Università Aldo Moro di Bari, Cà Foscari di Venezia e Sapienza di Roma che affiancheranno il personale della Forza Armata nel ruolo di advisor politici e legali e di addetti all’ufficio stampa.

Gli hashtag per parlarne sui social sono: #ProfessionistiDelMare  #IlFuturoéilmare

Fonte e foto: Marina Militare