Msu

MNBG-W, KFOR: un parco giochi per i bambini di Dečani con il sostegno del CIMIC italiano

È stato inaugurato nella mattina del 24 settembre scorso un nuovo parco giochi per bambini in località Carrarog I – Eprem, un abitato in periferia della città di Dečani/Deçan, grazie all’aiuto dei militari impiegati nella missione in Kosovo denominata KFOR, fa sapere con un comunicato stampa del 25 settembre il Multinational Battle Group-West (MNBG-W).

“Il CIMIC italiano – sottolinea il comunicato – ha fortemente sostenuto in più modi il progetto che ha permesso la riqualifica di un parco giochi, dotato non solo di strutture ricreative per i bambini più piccoli, ma anche di aree in cui poter praticare liberamente sport come il calcio o il basket, permettendo così ai giovani di poter vivere un’infanzia serena, tra svago e giochi di squadra che possano accrescere il senso di comunità, unione e rispetto per il prossimo”.

Attività di questo tipo sono molto importanti, sottolinea il MNBG-W, poiché vanno a tangibile supporto di una categoria, quella dei bambini e adolescenti, tra le più a rischio in un’area in cui è ancora forte il ricordo delle violenze di quel conflitto di fine Anni 90 che spinse il Consiglio di Sicurezza delle Nazione Unite, mediante la risoluzione n° 1244, a inviare una forza multinazionale in Kosovo al fine di far cessare gli scontri interetnici: il contingente KFOR (Kosovo Force), di cui l’Italia è sempre stata importante protagonista sin dall’origine dell’operazione nel 1999.

All’inaugurazione del nuovo parco giochi era presente il col Ruggero Cucchini, comandante del MNBG-W, unità multinazionale composta da italiani, sloveni, austriaci e moldavi, di competenza nella regione occidentale del Kosovo, e già comandante del 5° reggimento Alpini di Vipiteno, reparto che attualmente costituisce l’ossatura del contingente italiano in Kosovo, spiega il comunicato.

Il col Cucchini ha voluto sottolineare l’importanza di questo progetto dedicato ai bambini e ai giovani cittadini kosovari, poiché a loro è affidato l’importante compito di superare le diffidenze legate alla convivenza interetnica per garantire un miglior futuro a questo Paese.

Approfondimenti (fonte MNBG-W):

CIMIC

Il CIMIC è la branca militare composta da personale qualificato nel soccorso e nella ricostruzione di aree sconvolte da conflitti. CIMIC è l’acronimo che indica la Civil Military Cooperation, una funzione operativa che presiede all’interazione tra le forze militari e le componenti civili presenti nelle aree di crisi. Oggi giorno, la cooperazione con la componente civile presente nelle aree di crisi è indispensabile per il compimento della missione.

KFOR

KFOR, attualmente guidata dal Generale di Divisione Salvatore Cuoci, è la missione della NATO di maggior successo che vede le Forze Armate Italiane impegnate sin dal 1999. Ad oggi, all’operazione denominata “Joint Enterprise” partecipano circa 4.000 soldati di 28 Paesi differenti e il contingente italiano conta oltre 500 militari inquadrati in diverse unità multinazionali a guida italiana come il Multinational Battle Group West (MNBG-W), la Multinational Specialized Unit (MSU) dell’Arma dei Carabinieri, il Joint Regional Detachment – South East (JRD – SE) oltre che in numerosi incarichi di responsabilità presso il quartier generale di Priština/Prishtinë.

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Fonte e foto: MNBG-W KFOR

KFOR: il Ministro della Difesa on Trenta e il CaSMD gen Graziano in visita in Kosovo

Il Ministro della Difesa, on Elisabetta Trenta, e il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano, hanno fatto visita al contingente italiano in Kosovo nella giornata del 18 settembre, ha fatto sapere il Multinational Battle Group West (MNBG-W), inquadrato nella NATO Kosovo Force (KFOR), con un comunicato stampa di ieri, 19 settembre.

Il ministro Trenta, si apprende, è stata accolta dal Comandante di KFOR, Generale di Divisione Salvatore Cuoci, con il quale, nell’ambito di una riunione, ha discusso dell’attuale situazione del Paese e della Regione balcanica.

Subito dopo ha avuto modo di incontrare il Presidente del Kosovo, Hahim Thaci, e il Primo Ministro, Ramush Haradinaj: in occasione di queste visite alle più alte cariche istituzionali kosovare, il Ministro ha siglato un Memorandum of Understanding che sancisce una collaborazione tra Forze Armate Italiane e Forze di Sicurezza del Kosovo.

A conclusione della mattinata nella capitale, il ministro Trenta ha incontrato i militari italiani della base Camp Film City, sede del quartier generale di KFOR.

Dopo l’indirizzo di saluto del gen Cuoci, hanno preso la parola prima il Capo di Stato Maggiore della Difesa e successivamente il Ministro.

Nei loro discorsi, entrambi hanno sottolineato come l’impegno dei militari italiani sia internazionalmente riconosciuto e apprezzato e hanno ringraziato gli stessi per la professionalità e la dedizione con cui svolgono quotidianamente il loro lavoro dando lustro alle Forze Armate e all’Italia in un contesto multinazionale.

Nel pomeriggio il ministro Trenta, accompagnata dal gen Graziano, ha salutato il personale del MNBG-W, unità multinazionale a guida italiana composta da italiani, sloveni, austriaci e moldavi, di competenza nel settore occidentale del Kosovo, nella base Camp Villaggio Italia a Peć/Peja.

Il gen Graziano ha voluto ricordare l’impegno delle Forze Armate Italiane in teatro “sin dall’ingresso in Kosovo nel 1999, e tutta la strada che è stata percorsa da allora, perché grazie al vostro impegno questa zona come tante altre hanno una possibilità per il futuro”.

Anche il ministro Trenta ha evidenziato come l’operazione KFOR sia un importante elemento di stabilità per l’area balcanica, rivolgendo un “apprezzamento a tutti gli uomini e le donne del MNBG-W per il fondamentale contributo che danno quotidianamente al successo di questa missione: siate orgogliosi di questi risultati, siate orgogliosi di avere dalla vostra parte il cuore e le menti del popolo kosovaro, così come noi in Italia siamo orgogliosi di voi”.

Di seguito, la delegazione si è recata in visita presso il Monastero di Visoki Dečani: nei pressi di questo importante sito di culto ortodosso, dal 2004 Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, i militari del MNBG-W, comandati dal col Ruggero Cucchini, svolgono compiti di presidio continuativo.

Il ministro Trenta e il gen Graziano hanno quindi avuto un breve colloquio con l’abate Padre Sava Janjic, per poi far rientro a Priština/Prishtinë.

KFOR, attualmente guidata dal Generale di Divisione Salvatore Cuoci, è la missione della NATO di maggior successo che vede le Forze Armate Italiane impegnate sin dal 1999.

Ad oggi, ricorda il comunicato stampa di KFOR, all’operazione denominata “Joint Enterprise” partecipano circa 4.000 soldati di 28 Paesi differenti e il contingente italiano conta oltre 500 militari inquadrati in diverse unità multinazionali tutte a guida italiana come il Multinational Battle Group West (MNBG-W), la Multinational Specialized Unit (MSU) dell’Arma dei Carabinieri, il Joint Regional Detachment – South East (JRD – SE), oltre che in numerosi incarichi di responsabilità presso il quartier generale di Priština/Prishtinë.

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Fonte e foto: MNBG-W KFOR

KFOR: i Carabinieri della MSU addestrano alle attività SWAT la Polizia del Kosovo

I Carabinieri del Multinational Specialized Unit (MSU) schierati a Pristina, in Kosovo, hanno portato a termine i primi due moduli di quattro del progetto finanziato dall’ Unione Europea denominato “Further Support to Kosovo Institutions in their Fight Against Organised Crime, Corruption and Prevention of Violent Estremism”, in collaborazione con la Compagnia B&S Europe, a favore di 20 agenti delle squadre speciali della Kosovo Police (KP).

È lo stato maggiore della Difesa a renderlo noto con un comunicato stampa del 1° agosto.

Il primo modulo addestrativo, denominato “Swat Team and Close Protection”, si è svolto dall’11 al 29 giugno. L’attività addestrativa, strutturata su tre settimane di lezioni, è stata tenuta dai Carabinieri di una speciale squadra a contatto (SaC) composta da esperti in attività di scorte e Close Protection appositamente giunta dall’Italia, si apprende.

Lo scopo del corso è stato quello di favorire un elevato e specifico livello di formazione degli operatori di polizia kosovara, nel particolare ambito delle più delicate attività operative, proprie di uno Swat Team: la scorta, le irruzioni, le tecniche di tiro e la liberazione di ostaggi.

Gli operatori della KP, al termine del percorso addestrativo, hanno ricevuto gli attestati di frequenza dal Comandante del Reggimento MSU, col Marco Di Stefano, durante una breve cerimonia a cui hanno partecipato, tra gli altri, il COM KFOR, gen Salvatore Cuoci, e il Ministro dell’Interno del Kosovo, Bejtush Gashi.

I migliori cinque frequentatori, inoltre, sono stati nominati train the trainers nell’ottica di una formazione a cascata, meccanismo in grado di poter mantenere lo standard delle tecniche apprese e garantire l’autonomia e la continuità delle capacità, spiega la Difesa.

Questo addestramento si inserisce nel più ampio progetto volto a favorire lo sviluppo della KP in termini di procedure tattico-operative e di intervento in materia di ordine pubblico.

Il successivo modulo, denominato “Public Order Maintenance”, tenutosi dal 9 al 27 luglio, si è concentrato sul particolare ambito della gestione di un evento contro l’ordine e la sicurezza pubbliche.

Anche in questo caso, gli operatori della KP, al termine del modulo, hanno ricevuto gli attestati di frequenza dal Capo di Stato Maggiore del Reggimento MSU, ten col Stefano Lupi.

Alla cerimonia di consegna ha partecipato il Deputy Commander della missione KFOR, Brigadier General János Csombók.

A partire dal 2019, il ciclo formativo proseguirà con l’esecuzione dei restanti moduli, denominati “Training for Leadership” e “Training for specialized investigations and fight of extremism”.

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Fonte e foto: PI SMD

2 giugno 2017: al MNBG-W KFOR i disegni dei bambini di Pistoia per la Festa della Repubblica

“Sono giunti in Kosovo i disegni che i bambini della scuola dell’infanzia La Girandola di Pistoia hanno voluto preparare per i militari del Contingente Italiano in occasione della celebrazione dei 71 anni della nascita della Repubblica Italiana, scrive in un comunicato stampa il Multinational Battle Group West (MNBG-W) della missione NATO KFOR in Kosovo.

I bambini di età compresa tra i 4 e i 6 anni, si apprende, appartengono alle due classi “Cavalli” e “Koala”, che, sotto la guida delle loro rispettive maestre Rosanna, Lisa, Maria e Florinda, hanno pensato di manifestare il loro affetto e la stima ai militari italiani impegnati all’estero in missione di pace facendo giungere loro dei disegni proprio in occasione della Festa della Repubblica.

La scuola La Girandola appartiene all’istituto comprensivo Marconi-Frosini con sede a Pistoia, città che quest’anno è stata eletta come Capitale Italiana della Cultura 2017.

I militari del contingente italiano del MNBG-W, unità a livello reggimento a leadership italiana su base 32° reggimento Carri, hanno organizzato una mostra di tutti i disegni ricevuti.

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Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W e Riserva tattica di KFOR in addestramento congiunto a Villaggio Italia in Kosovo

Si è svolta oggi, 12 maggio, in Kosovo, presso la base italiana del Multinational Battle Group West (MNBG-W), l’attività addestrativa finalizzata a incrementare l’interoperabilità tra il Gruppo ed il Tactical Reserve Manouvre Battalion (KTM), la componente della Kosovo Force (KFOR) fornita dal contingente ungherese e con funzioni di riserva di teatro.

È lo stesso MNBG-W a darne notizia con un comunicato stampa odierno.

In una vasta area appositamente allestita all’interno del Villaggio Italia, sia la compagnia italiana che quella slovena del MNBG-W hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con la compagnia della KTM, testando le proprie capacità di reazione in caso di incremento del livello di minaccia.

L’attività addestrativa, condotta sotto il controllo del Comandante del battaglione di Manovra, tenente colonnello Giuseppe Cannazza, si è conclusa con successo raggiungendo gli obiettivi addestrativi prefissati e confermando ancora una volta l’elevato livello di preparazione delle unità e la loro capacità di operare in ambiente multinazionale.

Il MNBG-W è l’unità multinazionale a guida italiana che opera nel settore ovest del Kosovo nell’ambito della KFOR.

All’operazione NATO partecipano attualmente 4.000 soldati di 30 Paesi, di cui 550 italiani operanti nel MNBG-W, nella Multinational Specialized Unit (MSU) dell’Arma dei Carabinieri e nel Joint Regional Detachment (JRD), tutte unità a guida italiana.

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Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: marcia zavorrata e kombat fitness tra le prove degli Shark Games

I contingenti austriaci e sloveni del Multinational Battle Group West (MNBG-W), unità della Kosovo Force (KFOR) a leadership italiana su base 32° reggimento Carri, hanno organizzato una competizione addestrativa a squadre aperta a tutto il personale di KFOR denominata “Shark Games”.

È lo stesso MNBG-W a darne notizia con un comunicato stampa del 3 aprile.

La competizione, si apprende, si è svolta a fine marzo presso la base di Villaggio Italia, grazie al supporto logistico fornito dal contingente italiano, e si è sviluppata su varie discipline tecnico-operative.

Le prove effettuate hanno incluso una marcia zavorrata con zaino di 10 kg. con armamento e equipaggiamento individuale; la spinta di un autocarro di grosse capacità; il lancio di precisione di bombe a mano inerti; una prova di Kombat-Fitness e un esercizio di tiro a fuoco con armi portatili in dotazione all’esercito sloveno e austriaco.

Agli Shark Games, a cui hanno partecipato italiani, sloveni, austriaci, moldavi, statunitensi, portoghesi e ungheresi, su 16 team sono stati vinti dal team austriaco della Bravo Coy del MNBG-W.

La competizione, oltre a confermare l’elevato livello di integrazione dei contingenti di KFOR, ha rappresentato un ulteriore momento addestrativo e di mantenimento della capacità operativa, spiega il comunicato stampa, strumento che consente a KFOR di essere pronto a qualunque esigenza in Kosovo, in linea con i principi della risoluzione 1244 dell’ONU.

All’operazione NATO partecipano attualmente 4.000 soldati di 30 Paesi, di cui 550 italiani organizzati su un Multinational Battle Group, Multinational Specialized Unit (MSU) dell’Arma dei Carabinieri, e un Joint Regional Detachment (JRD), tutti a guida italiana.

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Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: visita del COS COI gen Zauner al settore a responsabilità 32° Carri

Il Capo di stato maggiore (COS) del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), gen Gaetano Zauner, ha visitato lo scorso 10 gennaio il contingente italiano nella base Villaggio Italia di Belo Poljie, nel Kosovo occidentale, sede del Multinational Battle Group West (MNBG-W), l’unità multinazionale a guida italiana su base 32° reggimento Carri responsabile del settore ovest, che annovera al suo interno assetti austriaci, sloveni e moldavi. È lo stesso MNBG-W a darne notizia con un comunicato stampa dell’11 gennaio.

Il gen Zauner, accolto dal comandante del MNBG-W, col Stefano Imperia, ha reso omaggio allo Stendardo del reggimento e con l’occasione ha voluto salutare il personale italiano dispiegato nel dispositivo a salvaguardia della protezione del Monastero di Decani, importante luogo di culto ortodosso entrato nel 2004 tra i siti tutelati dall’UNESCO e unico luogo del Kosovo dove KFOR assicura la protezione e di cui il MNBG-W è il primo responsabile, assicurando la sicurezza e la libertà di manovra nell’area di responsabilità.

All’operazione KFOR della NATO, denominata Joint Enterprise, partecipano attualmente 4mila militari di 30 paesi, di cui 550 italiani organizzati su un Multinational Battle Group, Multinational Specialized Unit (MSU) dell’Arma dei Carabinieri, e un Joint Regional Detachment (JRD), tutti a guida italiana, fa sapere il MNBG-W.

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Fonte e foto: MNBG-W

KFOR, visita del ministro Alfano: il COMKFOR gen Fungo sottolinea la proficua collaborazione tra NATO, internazionali e Kosovo

Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, onorevole Angelino Alfano, si è recato in visita al contingente italiano – che opera in Kosovo, nell’ambito della Forza multinazionale KFOR della NATO – per portare il proprio saluto e quello delle Istituzioni italiane in occasione delle prossime festività di fine anno, ha fatto sapere la stessa KFOR con un comunicato stampa di ieri 22 dicembre.

Il ministro, al suo arrivo al Comando NATO di Pristina, è stato accolto dal Comandante di KFOR (COMKFOR), generale Giovanni Fungo, ed è stato aggiornato sull’attuale situazione operativa, sulle condizioni di sicurezza in Kosovo e sul ruolo dei soldati italiani di KFOR nel processo di stabilizzazione dell’area balcanica.

Il gen Fungo ha rimarcato l’importanza della proficua cooperazione tra la NATO, le organizzazioni internazionali e le istituzioni del Kosovo per il mantenimento di un ambiente pacifico e sicuro.

La visita è proseguita alla base del Multinational Specialized Unit (MSU) con l’incontro del ministro Alfano con una rappresentanza delle donne e degli uomini delle Forze Armate Italiane, a cui Alfano ha rivolto parole di apprezzamento per l’alto livello di professionalità, per la dedizione e l’impegno profuso in questo complesso teatro di operazione.

“Sono qui per farvi sentire la vicinanza del Governo, del Parlamento, oltre che quella dell’intera Nazione e mia personale. Durante questa visita, ho constatato di persona quanto sia utile e apprezzato il vostro lavoro in questa delicata parte dell’Europa”, ha affermato Alfano, mettendo in risalto l’importanza del contributo che le Forze Armate Italiane, presenti in Kosovo dal 1999, hanno fornito alla NATO per la stabilizzazione dei Balcani occidentali.

Il contingente Italiano in Kosovo, nell’ambito della operazione a guida NATO denominata Joint Enterprise, lavora per garantire la libertà di movimento e la sicurezza agli abitanti del Kosovo.

All’operazione Joint Enterprise partecipano attualmente 30 paesi, con oltre 4.000 soldati, di cui 550 unità italiane, con un Multinational Battle Group, la Multinational Specialized Unit MSU (composta esclusivamente da militari dell’Arma dei Carabinieri) e un JRD (Joint Regional Detachment), tutti a guida italiana.

Il COMKFOR gen Fungo ha ringraziato il ministro Alfano che “con la sua visita ha confermato la vicinanza del Paese e delle Istituzioni a tutti gli uomini e le donne che con le stellette sono in missione per la stabilizzazione del Kosovo”.

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Fonte e foto: KFOR PAO

Strage di Nassiriya: sabato 12 novembre la commemorazione a Bologna con il CME Emilia Romagna

ITALIAN CARABINIERI HEADQUARTERS DESTROYED IN IRAQDomani, sabato 12 novembre, alle 10.00, nel Parco della Montagnola di Bologna, si terrà la commemorazione dell’attentato terroristico alla Base Maestrale, sede della Multinational Support Unit (MSU) dei Carabinieri, a Nassiriya (Iraq), ha fatto sapere con un comunicato odierno il Comando Militare Esercito (CME) Emilia Romagna.

La cerimonia, 13 anni esatti dopo l’attentato, prevede la deposizione di una corona d’alloro al monumento commemorativo che il Comune di Bologna volle erigere nel 2004 a perenne memoria dei diciannove caduti militari e civili.

Nel corso della commemorazione interverranno la dott.ssa Bianca Lubreto, in rappresentanza del Prefetto di Bologna; il Comandante Regionale dell’Esercito, gen Cesare Alimenti; i comandanti regionali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, oltre a numerose autorità militari e civili, si apprende dal comunicato.

Il monumento commemorativo, inaugurato il 12 febbraio del 2004, tre mesi dopo l’evento, è completato da un’asta per bandiera su cui sventola un vessillo nazionale nel cui campo bianco erano inizialmente scritti i 19 nomi, fa sapere il CME Emilia Romagna.

La scelta del parco per commemorare l’evento discende dal forte significato identitario che il luogo riveste per la città di Bologna – si legge nel comunicato – in quanto spazio dedicato alla memoria sin dai primi anni del 1800, allorquando era solito ospitare celebrazioni e parate militari”.

“Inoltre, furono proprio il parco della Montagnola e la piazza sottostante teatro della battaglia che portò, l’8 agosto 1848, alla temporanea cacciata degli Austriaci dalla città”, specifica il CME Emilia Romagna.

Dal 12 settembre 2009, la data celebra anche la “Giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali di pace” e rappresenta il riconoscimento del paese a tutti coloro che hanno onorato con il sacrificio più alto il nome dell’Italia nel mondo.

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Fonte: CME Emilia Romagna

Foto: tg24Sky

KFOR, mons.Marcianò ai militari italiani in Kosovo: “mettendo a rischio le vostre vite permettete ad altri di vivere”

20151225_KFOR_mons Marcianò_Apertura della Porta Santa della Cappella di camp Villaggio ItaliaL’arcivescovo ordinario militare per l’Italia, monsignor Santo Marcianò, ha trascorso il Natale con i militari italiani impiegati nella missione Kosovo Force (KFOR). Giunto a Pristina il 24 dicembre scorso, l’ordinario militare è stato accolto dal comandante della forza multinazionale NATO KFOR, generale Guglielmo Luigi Miglietta.

Monsignor Marcianò si è recato anche a Pec, nella sede del Multinational Battle Group West (MNBG-W), comando multinazionale a guida italiana, dove ha incontrato i militari del contingente italiano ai quali ha rivolto gli auguri di Natale e testimoniato l’opera e il valore della loro missione in Kosovo.

Nel pomeriggio l’ordinario militare ha fatto visita alla casa famiglia della Caritas Umbria di Klina, donando capi di vestiario e giocattoli messi a disposizione dalla Caritas Umbria e dal 4° reggimento carri di Persano. La casa famiglia 20151225_KFOR_Natale con mons Marcianò_Momento della S.Messadi Klina si occupa, fin dai primi anni dopo il conflitto, dell’accoglienza di numerosi bambini kosovari senza distinzione di etnia o religione e supporta un importante progetto educativo a favore di minori provenienti da gravi situazioni di disagio o degrado familiare.

Rientrato nella base di Villaggio Italia, monsignor Marcianò ha partecipato alla cena di Natale e ha celebrato, unitamente al cappellano del contingente, don Fausto Amantea, la Santa Messa.

La funzione religiosa è stata preceduta dal rito di apertura della Porta Santa nella Chiesa di Camp Villaggio Italia, intitolata a San Francesco, come gesto simbolico che si inserisce nell’anno Giubilare straordinario.

20151225_KFOR_mons Marcianò_PERNA (23)Nel giorno di Natale, monsignor Marcianò ha celebrato la funzione religiosa a Pristina, nella cappella della base del Multinational Specialized Unit (MSU), per il personale militare italiano di tutte le Forze Armate e dell’Arma dei Carabinieri.

Nel corso dell’omelia, monsignor Marcianò ha sottolineato l’importanza e il significato dei valori legati alla celebrazione del Natale, primo tra tutti il “vivere la vita per gli altri dà senso alla propria”.

Si è poi rivolto direttamente ai militari che trascorrono questa festività lontano dai propri affetti con queste parole: “Voi con la vostra presenza in Kosovo, mettendo a rischio le vostre vite, permettete ad altri di vivere”.

Al termine della funzione, il comandante di KFOR, generale Miglietta, ha ringraziato l’ordinario militare, il capo della missione EULEX, Gabriele Meucci, e l’ambasciatore d’Italia in Kosovo, Andreas Ferrarese, presenti all’evento.

20151225_KFOR_Natale con mons Marcianò_Altare“Per il soldato, l’essere in operazioni è una condizione straordinaria ma non anomala, poiché rappresenta l’apice del servizio che offre al suo Paese nel mondo”, ha detto il generale Miglietta, “professionalità e senso di umanità sono il patrimonio più riconosciuto e apprezzato, anche nel soldato italiano in terra balcanica, dove i nostri uomini e donne con le stellette si alternano per creare un futuro migliore per la popolazione del Kosovo”.

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Fonte: KFOR

Foto: KFOR/Perna

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