Salvatore Farina

Scuola Sottufficiali: il XXI corso Esempio ha prestato giuramento solenne. Foto

Si è svolta oggi, 12 aprile, nella Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo, la cerimonia di giuramento dei 109 Allievi Marescialli, dei quali 13 donne, appartenenti al XXI Corso Esempio. È la stessa Scuola a darne notizia con un comunicato stampa.

Gli Allievi Marescialli hanno gridato “LO GIURO!” alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina; del Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Fungo; del Comandante della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, Generale di Brigata Pietro Addis, e delle principali autorità civili, religiose e militari.

“Significativa e molto sentita la partecipazione dei familiari degli Allievi, provenienti da tutta Italia, che hanno preso parte all’emozionante cerimonia”, sottolinea la Scuola.

Il Gen Farina, rivolgendosi agli Allievi Marescialli del XXI Corso, ha ricordato la solennità del giuramento appena prestato e “i principi di amor di Patria, onore e senso del dovere su cui si fonda l’agire dell’Esercito e che devono guidare i futuri Sottufficiali nel servire il Paese e i cittadini tutti”. Ha, inoltre, sottolineato quanto la “Forza Armata, oggi, necessiti di Marescialli determinati, responsabili del proprio team, capaci di assumere decisioni tempestive e di trasmettere entusiasmo al proprio personale attraverso una competenza professionale ad ampio spettro”. 

Nel corso del triennio formativo, la Scuola Sottufficiali dell’Esercito forma i futuri comandanti di plotone, una figura professionale che racchiude in sé sia competenze umanistiche, per una corretta gestione delle risorse umane, sia competenze tecniche, per il migliore utilizzo degli strumenti tecnologici, fondamentali per il “soldato sicuro” del terzo millennio, conclude il comunicato.

Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito

 

Teuliè: giurano gli 86 allievi del corso Musso III

Si è svolta sabato mattina, 23 marzo, in Piazza Duomo a Milano, la cerimonia di giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana degli 86 allievi del 1° anno della Scuola Militare Teuliè, ha fatto sapere la stessa Scuola con un comunicato stampa.

L’atto solenne, suggellato con la tradizionale formula del “Lo giuro”, è stato rimarcato dalla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina; del Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Fungo, e del Comandante del NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA), Generale di Corpo d’Armata Roberto Perretti, ma soprattutto dai tanti familiari e amici dei giovani cadetti accorsi per questo significativo evento.

Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili, militari e religiose nonché i Labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e i Gonfaloni della città metropolitana di Milano e della Regione Lombardia. Presente anche il Sergente Andrea Adorno, decorato di medaglia d’oro al valore militare ed esempio prezioso di elevate virtù militari e umane che ha formulato un indirizzo di saluto agli allievi.

Il CaSME, gen Farina, dopo aver ringraziato le autorità intervenute, rivolgendosi agli allievi del corso Musso III ha sottolineato: “è stata grande l’emozione che ho provato al vostro grido con cui avete appena prestato il giuramento al cospetto del Tricolore, il vessillo che racchiude tutti i valori fondanti della nostra identità. Con questo gesto avete suggellato la vostra fedeltà alla Patria, divenendo servitori dello Stato, delle sue Istituzioni e del Popolo Italiano”.

Nel rivolgersi ai genitori ha poi aggiunto: “la strada intrapresa dai vostri figli è sicuramente non comune e comporta il sacrificio della vicinanza fisica, a volte dell’apprensione, che da genitore ben conosco, e che si concretizza nell’impossibilità di condividere la quotidianità cui eravamo abituati fino a ieri”.

Nel corso della cerimonia, accompagnata dalla musica della fanfara dell’11° reggimento Bersaglieri, il Comandante della Scuola Militare Teulié, col Daniele Pepe, ha riconsegnato al Sindaco del Comune di Milano, Giuseppe Sala, il Primo Tricolore simbolo delle “Cinque Giornate” di Milano, che quest’anno celebra il 171° anniversario.

La Scuola Militare Teuliè, Liceo d’élite dell’Esercito, offre mediante un concorso pubblico la possibilità a tutti i ragazzi e le ragazze che abbiano concluso con esito positivo il secondo anno dei Licei classico e scientifico di proseguire il triennio di studi. È proprio di questi giorni la pubblicazione del bando di concorso per l’ammissione all’anno scolastico 2019 – 2020.

L’Istituto garantisce una vasta e profonda preparazione particolarmente attenta al completamento di tutti i programmi didattici previsti dal MIUR, includendo nel percorso formativo discipline che favoriscono il processo di formazione etico – morale, culturale e fisica degli allievi mediante l’applicazione di un codice di comportamento ispirato alle regole militari.

La trasversalità della cultura militare è presentata agli allievi come piattaforma educativa sulla quale s’innestano valori e conoscenze necessarie allo sviluppo di competenze che saranno spendibili in qualsiasi contesto. Negli oltre 200 anni di vita si è confermata un’indiscussa eccellenza che ha formato e continua a formare centinaia di giovani sia nell’ambito militare sia nel mondo civile, quali politici, uomini di cultura, industriali, diplomatici, “ma, sempre e comunque, cittadini esemplari”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: Scuola Militare Teuliè

Esercito: nuovi alloggi alla Cecchignola, il ministro Trenta in visita con il CaSME gen Farina

Nella mattinata del 28 gennaio scorso, il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, accompagnata dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ha visitato gli alloggi appena ristrutturati presso alcune caserme della Città Militare Cecchignola finalizzati a migliorare le condizioni alloggiative del personale impiegato nell’Operazione Strade Sicure a Roma.

È lo stato maggiore dell’Esercito a darne notizia con un comunicato stampa del 28 gennaio.

Il Ministro Trenta, durante l’incontro con il personale militare e civile del Comando comprensorio, ha sottolineato che “l’intervento rientra nell’attuazione del più ampio e ambizioso studio ‘Grandi Infrastrutture – Caserme Verdi’, presentato dallo Stato Maggiore dell’Esercito e voluto dalla Difesa per mettere a disposizione del personale infrastrutture di nuova generazione, efficienti, funzionali, pienamente rispondenti alle normative vigenti, comprensive di aree addestrative, poli alloggiativi per il personale militare e relative famiglie e strutture sportive e socio ricreative aperte anche alla collettività”.

I lavori, eseguiti dal Reparto Operativo del Genio Infrastrutturale (ROGI), hanno visto la messa in opera di interventi di manutenzione di alcune palazzine che hanno consentito di incrementare la capacità alloggiativa con ulteriori 460 posti letto.

Questo intervento fa seguito a quelli già realizzati negli ultimi mesi a Roma, Milano e Cesana Torinese (TO) che hanno consentito l’ammodernamento di oltre 100 alloggi.

Tali misure si inseriscono nell’attuazione delle linee programmatiche illustrate dal gen Farina alle Commissioni Difesa riunite di Camera e Senato, spiega il comunicato stampa, e in particolare per quanto riguarda gli aspetti legati al benessere e alla sicurezza del personale che possa operare e vivere in infrastrutture moderne e sostenibili. In tale contesto, sono state avviate anche le attività propedeutiche per la realizzazione di alcuni progetti pilota al Nord, Centro e Sud Italia.

L’avvio di questo innovativo e moderno studio, “dal basso impatto finanziario trattandosi di un piano ad ampio respiro e concepito per rinnovare un parco infrastrutturale costituito da immobili realizzati da più di 70 anni” – sottolinea il comunicato, consentirà di intervenire con risolutezza e senza indugi avviando un “processo virtuoso” che permetta di poter disporre di un parco infrastrutturale completamente rinnovato con conseguenti ridotti costi di manutenzione, ad alto efficientamento energetico e con materiali ecosostenibili.

“Il progetto – conclude lo stato maggiore dell’Esercito – risulta costo-efficace dal punto di vista economico, anche in relazione al contenimento, in prospettiva, dei costi di funzionamento e dei vantaggi per il personale insiti nell’utilizzo di standard qualitativamente superiori”.

Fonte e foto: PI SME

Forza NEC: conclusa la 2^ SIO 2018 sotto la guida della Aosta, 25 i reparti dell’Esercito, il nuovo CH-47F e i minidroni tra i mezzi impiegati

Si è conclusa al poligono di Monte Romano, in provincia di Viterbo, la 2^ Sessione di Integrazione Operativa (SIO) 2018 condotta da unità dell’Esercito, nell’ambito della campagna di sperimentazione del progetto congiunto Difesa-Industria, denominato Forza NEC (Network Enabled Capability).

Il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, accompagnata dal Generale Enzo Vecciarelli, Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), e dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ha verificato sul campo l’impiego di nuove tecnologie applicate a nuovi mezzi e sistemi di comunicazione che consentiranno di “rendere le operazioni militari più integrate, sicure, protette ed efficaci, spiega l’Esercito con un comunicato stampa del 28 novembre.

Un contributo prezioso grazie al quale, ha sottolineato il Ministro, “l’Italia potrà confermare quel livello di prestigio e visibilità internazionale che è riuscita a ritagliarsi dimostrando di essere all’altezza delle aspettative e di sapersi adattare ai nuovi scenari di riferimento sempre più incerti”.

Lo scopo dell’esercitazione è stato quello di implementare le capacità di operare in modo interamente digitalizzato e interforze, utilizzando i sistemi di comando e controllo, i mezzi tattici nonché gli equipaggiamenti individuali.

In particolare, si apprende, dallo sviluppo del già noto Soldato Futuro sono stati prodotti esemplari di prototipi operativi del sistema individuale al combattimento, che consiste nella “realizzazione di un “sistema soldato”, basato sulla sinergia uomo-dotazione, idoneo ad assolvere i compiti all’altezza dei profondi mutamenti intervenuti nello scenario internazionale, nell’ottica di un contesto duale d’impiego”.

La sua integrazione nel sistema automatizzato di comando e controllo permette il completo inserimento delle unità, fino ai minimi livelli, nel processo di digitalizzazione dei nuovi scenari operativi.

Sono stati, inoltre, impiegati apparati che consentono di inviare in tempo reale i dati per la raccolta delle informazioni, la ricognizione con minidroni per l’intervento da parte delle unità di artiglieria, i quali – inseriti in una cornice più ampia di sistemi di simulazione – contribuiranno a ridurre in maniera considerevole l’impatto ambientale delle esercitazioni.

Dopo il dispiegamento logistico iniziato a metà ottobre per realizzare il posto comando di brigata e gli impianti campali, l’attività operativa è stata condotta grazie all’impiego di 25 reparti dell’Esercito, a guida brigata Aosta, con 1.200 soldati, 118 veicoli tattici, 96 sistemi d’arma, 27 automezzi speciali, 39 autoveicoli commerciali e l’ultima versione dell’elicottero CH 47 nella configurazione “F”, recentemente acquisito dalla Forza Armata, spiega l’Esercito.

“La collaborazione tra Esercito e Leonardo, l’azienda globale italiana ad alta tecnologia nei settori dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza, ha consentito di sperimentare, durante l’esercitazione, sistemi d’arma ed equipaggiamenti ad alto indice tecnologico, – si legge dal comunicato – mettendo in evidenza il contributo prezioso dell’industria nazionale della Difesa per la sicurezza degli uomini e le donne con le stellette, tema centrale nello sviluppo di nuove dotazioni”.

Nel dettaglio, spiega l’Esercito, sono stati impiegati il moderno sistema anti-drone CUAV (Counter Unmanned Aerial Vehicle) e i nuovi mezzi tattici recentemente acquisiti dall’Esercito, come il Veicolo Tattico Medio Multiruolo (VTMM) Orso e il Veicolo Tattico Leggero Multiruolo 2 (VTLM2).

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Fonte e foto: PI SMD

Nunziatella: giura il 231° corso nel Centenario della Vittoria, il ricordo va ai 150 ex allievi caduti nella Grande Guerra

Si è svolta stamane, 17 novembre, nella storica cornice di Piazza del Plebiscito, a Napoli, la cerimonia di Giuramento del 231° corso della Scuola Militare Nunziatella alla presenza del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, del Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD) Generale Enzo Vecciarelli e del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME) Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina.

Ne ha dato notizia l’Esercito con un comunciato stampa odierno

All’evento hanno preso parte numerose autorità civili, religiose e militari, tra cui il Presidente della Regione Campania, dott Vincenzo De Luca, il Sindaco di Napoli, dott Luigi De Magistris, il Prefetto, dottoressa Carmela Pagano, e il Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Hanno fatto da cornice agli 84 allievi, di cui 30 donne, numerosi Labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, i Gonfaloni della città metropolitana di Napoli e della Regione Campania e le migliaia di ex-allievi accorsi per stringersi intorno ai giovani giuranti.

Nel corso della cerimonia il Ministro della Difesa, rivolgendosi ai giovani allievi e allieve del 231° corso, subito dopo aver prestato il solenne giuramento di fedeltà alla Repubblica, ha affermato che “la Nunziatella e le altre scuole militari hanno lo scopo principale di formare gli uomini e le donne alla vita militare, ma anche quello di prepararli alla vita e farne dei buoni cittadini che sappiano comprendere le esigenze della gente”.

“Il vostro è un grande privilegio di cui spero vi rendiate conto – ha aggiunto il Ministro – perché la Nunziatella è la scuola militare per eccellenza, nelle cui aule, in 231 anni di storia, sono cresciuti e si sono formati grandi personalità, che hanno contribuito fortemente al progresso del nostro Paese, distinguendosi nei settori più disparati della nostra società”.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, gen Vecciarelli, durante il suo intervento ha affermato: “Cari Allievi, quella che vi accoglie non è una community fatta di like, hashtag e solitudine digitale, è una comunità fatta di uomini e donne animati da sentimenti di autentica fratellanza, coraggio, onore e abnegazione, rispetto per le istituzioni. Il giuramento è il momento nel quale ci impegniamo a servire il nostro Paese e la nostra comunità nazionale a cui siamo pronti a donare la Vita”.

Il gen Farina, CaSME, dopo aver ringraziato le autorità intervenute, rivolgendosi agli allievi ha affermato: “La cerimonia odierna consacra una scelta maturata in voi quando, varcando la soglia del Rosso Maniero, vi siete impegnati a dedicare alcuni degli anni più fervidi della vostra vita all’amor di Patria e alla fedeltà verso le Istituzioni. Con il percorso appena intrapreso vi accingete a perseguire valori come onore, disciplina e senso del dovere. Quegli stessi principi che hanno ispirato e forgiato innumerevoli schiere di allievi, così come la consapevole scelta di allontanarvi dalle comodità della vita dei vostri coetanei e dagli affetti dei vostri cari. Proprio ai familiari esprimo la mia più profonda riconoscenza poiché, nel sostenere le vostre aspirazioni, hanno affidato alla Nunziatella la responsabilità della vostra formazione scolastica ed etica, in una fase cruciale della vita. Vi ringrazio per la fiducia che avete riposto nella Scuola e nell’Esercito, e posso dirvi con orgoglio che profonderemo il massimo impegno per dare il meglio”.

Durante la manifestazione si è svolto il rito della Consegna dello spadino, gesto con il quale l’allievo maturando investe tradizionalmente della qualifica di “allievo” il neo giunto alla Scuola.

Quest’anno il Giuramento ha assunto particolare rilevanza nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario della Vittoria della Grande Guerra che, conquistata agli ordini del Generale Armando Diaz, di origini napoletane, vide tra i protagonisti di quelle vicende storiche anche numerosi ex-allievi della Nunziatella a cui furono conferite ben otto medaglie d’oro al Valor Militare.

All’ingresso della Scuola fu posizionata, nel 1920, una roccia del Monte Grappa – “Monte Sacro alla Patria” – sormontata da un’aquila e da una bandiera, in memoria dei 150 ex-allievi caduti durante la Prima Guerra Mondiale.

La Scuola Militare Nunziatella, fondata il 18 novembre 1787 come Reale Accademia Militare, con sede sulla collina di Pizzofalcone a Napoli, nello storico edificio che la ospitò fin dalla sua fondazione, è uno dei più antichi istituti di formazione militare d’Italia e del mondo.

Per il ruolo svolto nei tre secoli di attività “nel settore dell’alta formazione, quale motore accademico, sociale ed economico per l’Italia e per tutti i Paesi del Mediterraneo ad essa legati”, è stata dichiarata “Patrimonio storico e culturale dei Paesi del Mediterraneo” da parte dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo. La scuola fin dalle origini è stata luogo di elevata formazione militare e civile, da cui il motto “Preparo alla vita e alle armi”, e ha avuto tra i suoi professori e alunni personalità di elevato valore, riconosciuti sia a livello nazionale sia internazionale.

Fonte e foto: PI SME

L’Esercito “presente!” a Vittorio Veneto, città simbolo della Prima Guerra Mondiale, per ricordare i Caduti di tutte le guerre

Il 31 ottobre scorso l’Esercito e le istituzioni locali hanno rievocato, con una manifestazione svolta in Piazza del Popolo a Vittorio Veneto (Treviso), i fatti d’arme dell’ottobre 1918 quando, con il loro ingresso in città, i soldati del Regio Esercito hanno, di fatto, segnato l’inizio della fine della Prima Guerra Mondiale.

Presenti alla cerimonia, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, e tante autorità civili e militari, tra cui il sindaco di Vittorio Veneto, Roberto Tonon, e il Prefetto di Treviso, dottoressa Maria Rosaria Laganà, oltre ai Gonfaloni della città di Vittorio Veneto e di Treviso, entrambi decorati della Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Lo rendono noto il Comando Forze Operative Nord (COMFOPNORD) e lo stesso Esercito.

La manifestazione è stata caratterizzata da un programma coinvolgente iniziato già dal 29 ottobre, con l’accensione a Roma di una fiaccola direttamente dai bracieri posti all’Altare della Patria dove è custodito il sepolcro del Milite Ignoto, simbolo del sacrificio del Popolo Italiano.

La fiamma, portata a Vittorio Veneto, è stata fatta ardere sopra un’urna contenente le terre prelevate dai campi di battaglia dove furono raccolti i corpi degli undici soldati, tra i quali la Signora Maria Bergamas scelse, il 28 ottobre 1921, quello deposto al Vittoriano.

Il gen Farina nel suo intervento ha sottolineato l’importanza della cerimonia quale momento fondamentale di raccoglimento per onorare la memoria di quanti hanno servito il Paese anche fino all’estremo sacrificio.

Rivolgendosi inoltre ai tanti cittadini presenti ha dedicato un pensiero alle vittime del maltempo che ha colpito negli ultimi giorni tutta la Penisola.

L’Esercito, con circa 100 uomini e donne e oltre 60 mezzi e attrezzature tecniche, è impiegato in diverse zone a favore della popolazione per fronteggiare l’emergenza maltempo che ha colpito l’Italia e ha già pronti altri assetti per soddisfare le esigenze delle Prefetture coinvolte, qualora dovessero richiedere ulteriore supporto.

“Gli uomini e le donne dell’Esercito, oggi come ieri, nelle stesse località simbolo per i valori di Patria e di unità nazionale in cui si è combattuto 100 anni fa, sono pronti a donare tutto se stessi per il prossimo con generosità, altruismo, abnegazione, preparazione e addestramento unitamente alla capacità di collaborazione e coordinamento con le altre istituzioni”, si legge dal comunicato.

L’Esercito c’è sempre, di più e insieme alla sua gente “con e per” i cittadini dell’Italia per la difesa dello Stato, la sicurezza internazionale e i concorsi in emergenza, per essere vicini alle esigenze della popolazione, dimostrandosi una risorsa pronta e flessibile al servizio del Paese.

Il Sindaco di Vittorio Veneto durante il suo discorso ha evidenziato che parlare di “l’Esercito vince” significa essenzialmente raccontare come sempre più il Paese possa contare su una forza viva, preparata, pronta alle sfide più complesse.

L’Esercito di oggi è forza al servizio del Paese e delle sue molteplici esigenze, ricorda il comunicato stampa.

Al termine della cerimonia, il sacro fuoco è stato preso in consegna da un drappello dei Lancieri di Montebello e Bersaglieri ciclisti per essere scortato fino a Trieste dove arriverà il prossimo 4 novembre per le celebrazioni della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.

_*oggi come ieri, di più insieme per l’Italia*_

Fonte e foto: COMFOPNORD; PI SME

Difesa, il SSSD on Tofalo a Palazzo Esercito: “mettere i nostri soldati nelle migliori condizioni di fare e fare bene a tutela dei contribuenti”

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo ha incontrato i vertici dell’Esercito per un approfondimento degli aspetti tecnici relativi all’operazione “Strade Sicure”, si apprende da un comunicato stampa del 1° ottobre dell’addetto stampa del SSSD.

A Palazzo Esercito l’on Tofalo è stato ricevuto dal Capo di SME, Generale Salvatore Farina, e dal suo staff che ha presentato un briefing dettagliato sui risultati conseguiti, che “per quanto riguarda questa operazione – ha detto il Sottosegretario – sono numeri significativi in termini di interventi, arresti, controlli, denunce e sequestri di armi e veicoli”.

Nel corso dell’incontro, si apprende, si è parlato anche del trattamento economico e delle indennità al personale militare, dei turni di servizio, della necessità di migliorare le strutture alloggiative, di un ripianamento dei mezzi “sempre più inefficienti a causa dell’impiego in ambienti diversi dalla natura tattica e fuoristrada per la quale sono stati progettati”. 

Il Sottosegretario ha poi avuto modo di indossare l’equipaggiamento in dotazione ai militari impiegati in concorso alle Forze di Polizia.

L’equipaggiamento è disponibile in quattro diverse tipologie, fa sapere il comunicato: “tipo 0” (4,5 kg) adottata dall’11% del personale, “tipo 1” (7,5 kg) in dotazione al 21% delle unità, “tipo 2” (10 kg) assegnata al 62% dei militari e il “tipo 3” (15 kg) distribuita al 6% dei soldati, ciascuna con caratteristiche modulari, dal livello minimo a quello massimo di mobilità e protezione, inversamente proporzionali tra di loro.

“Per quanto riguarda i lineamenti operativi di ‘Strade Sicure’, tra le possibili varianti, si sta valutando la riduzione del numero di siti fissi a favore dell’impiego di pattuglie mobili, garantendo o migliorando il grado di performance di sicurezza”, informa il Sottosegretario Tofalo.

“Secondo uno dei grafici che mi è stato illustrato – ha proseguito il SSSD – circa la metà dei servizi attuali è costituito da un’attività statica in prossimità di luoghi sensibili. L’Esercito è predisposto e formato per un’operazione dinamica, d’impatto grazie all’incremento del pattugliamento appiedato nelle aree centrali pedonali, supportato da quello motorizzato più in periferia.”

Sono più di settemila le unità, principalmente dell’Esercito Italiano, distribuite in quasi tutte le regioni italiane in tre macroaree: nord, centro-nord e sud. Lo spettro dell’operazione “Strade Sicure” comprende anche la sicurezza delle zone rosse nelle aree colpite dal sisma in centro Italia, nei quartieri isolati per il crollo del ponte Morandi a Genova; in Campania nella Terra dei Fuochi.

“Ritengo doveroso intervenire subito e bene perché questa operazione sia sempre più in linea con l’esigenza di sicurezza della collettività a difesa dall’attuale minaccia. Bisogna fare in modo che “Strade Sicure” sia l’espressione massima del potenziale degli oltre settemila professionisti in uniforme che giorno e notte sono al servizio della collettività”, ha concluso il Sottosegretario Tofalo.

“Questo lo dobbiamo, me ne faccio carico personalmente in virtù delle deleghe assegnatemi dal Ministro [della Difesa, on Elisabetta] Trenta, ai nostri ragazzi in divisa, per metterli nelle migliori condizioni di fare e fare bene a tutela dei contribuenti.”

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Fonte e foto: Cap Massimiliano Rizzo – Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa on Tofalo

UNIFIL: il CaSME gen Farina incontra i militari italiani nella sua prima visita ufficiale in Libano

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ha visitato lo scorso 13 settembre il Comando della missione UNIFIL e il Contingente italiano schierato nel Sud del Libano.

Si è trattato della prima visita ufficiale in Libano del CaSME, spiega il comunicato stampa di UNIFIL, durante la quale il gen Farina ha incontrato a Beirut il Comandante delle Forze Armate Libanesi (LAF), Generale Joseph Aoun.

Nel corso del colloquio i due Alti Ufficiali hanno avuto modo di confrontarsi anche sul tema della cooperazione bilaterale tra le Forze Armate dei due Paesi, riconoscendo l’impegno dell’Esercito nel mantenere alto il livello della collaborazione, si apprende.

Il gen Farina ha proseguito la sua visita raggiungendo il Comando della missione UNIFIL di Naqoura, dove è stato accolto dal Generale di Divisione Stefano Del Col che, dallo scorso 7 agosto, ricopre il ruolo di Head of Mission e Force Commander della missione Onu in Libano.

Il gen Del Col ha fornito un aggiornamento politico sulla missione e sulle varie attività operative e addestrative che i caschi blu italiani di UNIFIL svolgono in coordinamento con le LAF.

Tutte le operazioni avvengono nel pieno rispetto della Risoluzione 1701 e associate del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La risoluzione 2433, dello scorso 30 agosto, estende il mandato di UNIFIL per un ulteriore anno.

Il gen Farina ha espresso la propria vicinanza ai militari italiani impegnati in Libano, sottolineando l’importanza strategica della missione che si concentra in una delle aree più importanti del Medio Oriente.

Si è inoltre congratulato con il gen Del Col per il prestigioso incarico conferitogli dalle Nazioni Unite.

Il CaSME ha visitato la postazione dell’ONU di Ras Al Naqoura, presidiata dai caschi blu italiani del 7° reggimento Alpini, dove periodicamente si svolgono, sin dalla fine della guerra del 2006 nel sud del Libano, gli incontri tripartito tra gli alti rappresentanti delle LAF e delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) sotto l’egida di UNIFIL e con la mediazione del Capo della Missione e Force Commander.

Il gen Farina ha concluso la propria visita incontrando i militari del Contingente Italiano di stanza nella base Millevoi di Shama.

Dopo la resa degli onori del picchetto della brigata Alpina Julia/Multinational Land Force, ha ricevuto da parte del Comandante del Sector West di UNIFIL, Generale di Brigata Paolo Fabbri, un aggiornamento sull’attuale situazione del Settore Ovest e sulle principali attività operative condotte dal personale italiano in stretta collaborazione con le LAF.

Inoltre, il Colonnello Stefano Giribono, Comandante della Missione Italiana Bilaterale in Libano (MIBIL) lo ha informato sulle attività addestrative condotte a favore delle LAF.

Il gen Farina si è complimentato per la professionalità e la dedizione sempre dimostrate dai militari italiani e ha condiviso il pranzo con i caschi blu presso la mensa unificata della base, augurando a tutti i peacekeeper presenti – italiani e delle quindici nazioni del Sector West – di fare di più tutti insieme, “more together”, per il futuro del Libano, fa sapere UNIFIL.

L’Italia è presente in Libano con circa 1.100 uomini e donne della Missione UNIFIL in osservanza alla risoluzione 1701, emanata a seguito del ritiro delle truppe israeliane e del conseguente schieramento della forza di interposizione delle Nazioni Unite.

Tra i compiti dei caschi blu rientrano il monitoraggio e il controllo della cessazione delle ostilità, il supporto alle Forze Armate Libanesi nelle attività di controllo nel Sud del Paese, nonché l’assistenza alla popolazione locale attraverso i progetti di cooperazione civile e militare (CIMIC).

L’impegno dei militari italiani nel Paese dei Cedri ha radici profonde, sottolinea il comunicato stampa: l’Italia, infatti, partecipa alla missione UNIFIL dal 1979 e ha riarticolato la propria presenza costantemente in aderenza alle successive risoluzioni delle Nazioni Unite.

“Con il Generale di Divisione Stefano Del Col l’Italia è tornata per la quarta volta al comando della Missione in una delle aree più delicate e importanti dell’intero panorama internazionale”, sottolinea il comunicato stampa ricordando i precedenti comandanti italiani: il gen Claudio Graziano negli anni 2007-2010, il gen Paolo Serra negli anni 2012-2014 e il gen Luciano Portolano dal 2014 al 2016).

Fonte e foto: UNIFIL

 

Esercito: nove alloggi di servizio consegnati oggi a Cesana Torinese nel progetto di aumento dell’offerta alloggiativa

Il Reparto Operativo del Genio Infrastrutturale dell’Esercito ha riconsegnato oggi, 12 settembre, nove alloggi di servizio riqualificati e ammobiliati che saranno assegnati al personale del Reparto Comando e Supporti Tattici della brigata alpina Taurinense, di stanza presso la Caserma Monginevro della base logistico-addestrativa di Bousson, e agli alpini della 34^ compagnia del 3° reggimento Alpini, di stanza a Ulzio, presso la Caserma Assietta.

È l’Esercito a darne comunicazione con una nota stampa oggi stesso.

I lavori erano stati decisi a seguito della visita all’infrastruttura di Cesana Torinese svolta dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, durante gli ultimi Campionati Sciistici delle Truppe Alpine (CaSTA) a Sestriere, nell’ambito delle verifiche dello stato delle caserme e degli alloggi del personale condotte su tutto il territorio.

La palazzina, di proprietà del demanio militare e parzialmente deteriorata, è stata riqualificata e resa disponibile all’uso attraverso una serie di interventi manutentivi coordinati dal Reparto Operativo del Genio Infrastrutturale in stretta sinergia con la brigata alpina Taurinense, al fine di poter offrire nuove opportunità alloggiative al personale in servizio nella Val di Susa.

Il comprensorio, denominato “Alloggetti montani di Cesana”, si compone di sei alloggi doppi e tre singoli, spiega la nota stampa, e darà ospitalità a quindici militari.

Gli alloggi sono dotati di cucina, bagni e televisione. Iniziati e conclusi nell’arco di un mese, i lavori hanno consentito di rendere nuovamente disponibile una struttura che contribuirà a migliorare il benessere del personale impiegato nella zona.

“È motivo di orgoglio e soddisfazione consegnare questi alloggi ai nostri Graduati che, ogni giorno, si addestrano e operano nelle nostre vallate, mantenendo vivo il legame con la montagna e con tutti coloro che ci abitano”, ha detto il gen Massimo Biagini, comandante della brigata Alpina Taurinense e rappresentante per l’Esercito nel suo breve discorso durante la riconsegna.

“Ogni qualvolta l’Esercito riesce ad andare incontro alle esigenze del proprio personale, viene rinforzato e ribadito quello spirito di corpo che anima tutti i militari, gli Alpini in particolare”, ha chiosato il Comandante.

“Il progetto portato a termine – si legge nella nota – unitamente agli alloggi realizzati precedentemente a Ulzio e Roma, rientra in una serie di iniziative che l’Esercito, nel suo complesso, ha avviato recentemente per migliorare la qualità della vita del proprio personale, aumentando in questo caso la capacità ricettiva nelle vicinanze delle installazioni militari, dando segno tangibile di attenzione e riguardo verso chi quotidianamente opera in contesti operativi e addestrativi a elevata intensità, contribuendo così anche alla valorizzazione del territorio”.

“L’aumento dell’offerta alloggiativa conferma la centralità che l’Esercito attribuisce al proprio personale e al benessere delle rispettive famiglie”, conclude la nota stampa.

Fonte e foto: PI SME

Esercito: due militari perdono la vita sulla A4, il cordoglio del CaSME gen Farina

Nella mattinata di ieri, 3 settembre, due militari dell’Esercito Italiano hanno perso la vita in un incidente automobilistico mentre, in servizio, percorrevano l’Autostrada A4 in provincia di Venezia.

Questo il messaggio di cordoglio del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), gen Salvatore Farina:

“Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, appresa la triste notizia del decesso del Sergente Maggiore Valerio Canzio e del Caporal Maggiore Capo Rocco Rilievi, coinvolti, questa mattina, nel tragico incidente, sull’Autostrada A4, all’altezza del Comune di Meolo, profondamente addolorato, esprime a nome dei soldati dell’Esercito Italiano e suo personale, i sentimenti di stretta vicinanza e intimo cordoglio ai familiari.”

Un terzo militare che era a bordo della stessa autovettura è stato immediatamente trasportato con eliambulanza presso l’ospedale di Treviso per ricevere prontamente le cure del caso, si apprende.

“L’Esercito, nella consapevolezza dell’angoscioso momento che stanno attraversando i familiari dei militari coinvolti, sta garantendo tutto il supporto e il sostegno necessario, oltre a fornire massima collaborazione per la ricostruzione della dinamica dell’incidente”, conclude la nota stampa.

Fonte: PI SME

Foto: Corriere del Veneto