Salvatore Farina

Una Acies 2019, media day: giornalisti protagonisti di un addestramento nell’addestramento

“È tutto reale… è tutto vero… non c’è niente di inventato… niente di quello che vedi nello show è finto… è semplicemente controllato”. Quasi un Truman Show. Sì, perché lo scenario dove ti trovi è un’esercitazione a fuoco vera, tra tank che sparano e ordigni insidiosi tra le sterpaglie, ma tutto si svolge in una cornice di totale sicurezza, come lo stesso project officer ricorda giustamente a ogni passaggio.

Tutto è sotto controllo. Dall’esplosione sotto un VM a dieci metri dalla tua videocamera, con tanto di nemici cattivi che ne estraggono la radio mentre i buoni restano storditi con la testa a penzoloni sul cruscotto, al volo tattico in CH per arrivare al poligono, dove tre PZH 2000 sparano granate che da vicino diventano un tonfo sordo nello stomaco. Intanto i fucilieri si gridano gli ordini per procedere verso l’obiettivo e neutralizzare il nemico che occhieggia sulle colline sotto forma di una sagoma bianca.

È il media day dell’esercitazione Una Acies 2019, che ha visto una ventina di giornalisti sul campo tra i militari in esercitazione. Insolita davvero questa situazione voluta appositamente dagli organizzatori: “Ho scelto di farvi il briefing introduttivo qui per non annoiarvi tra le quattro mura di un ufficio – spiega il generale Giovanni Fungo, Comandante per la Formazione Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (COMFORDOT) – le slide le potrete seguire da là”. E indica un maxischermo in fondo al campo dove siamo stati accompagnati e dove a breve, poco distante, sarebbe stato individuato un ordigno esplosivo improvvisato.

“La presenza dei giornalisti all’interno di ‘Una Acies’ è fondamentale per garantire la massima trasparenza all’attività stessa”, dichiara il Comandante. “Inoltre – ci svela a breve – la vostra presenza diventa molto importante ai fini dell’esercitazione perché siete voi stessi una risorsa addestrativa inconsapevole”. 

“Durante i percorsi organizzati in questo Media Day – continua il gen Fungo nel briefing inaspettatamente campale – voi operatori della comunicazione avrete l’opportunità di entrare a contatto con i nostri frequentatori, situazione in cui il personale in addestramento si troverà spesso nell’adempimento delle rispettive missioni future. I nostri militari interagiranno con professionisti della pubblica informazione mettendo in pratica le capacità apprese”.

Una Acies, un’unica schiera. È il motto dell’Accademia Militare di Modena ed è anche il nome di una serie di esercitazioni militari annuali che coinvolgono, quest’anno, più di 1.400 Allievi degli istituti di formazione dell’Esercito, provenienti dalla Scuola di Applicazione di Torino, dall’Accademia Militare di Modena, dalla Scuola Sottufficiali di Viterbo, dalla Scuola Militare Nunziatella e dalla Scuola Militare Teuliè.

“Qui formiamo soldati”, sottolinea il gen Fungo. “Grazie al modulo addestrativo Una Acies, marescialli, allievi dell’Accademia, ufficiali frequentatori della Scuola di Applicazione e allievi ufficiali delle Scuole Militari, si addestrano insieme per testare le proprie capacità individuali all’interno di una squadra”.

E alla fine delle attività, che durano cento giorni, anche una gara conclusiva, la Gara dei plotoni: chi vince il trofeo Una Acies si aggiudica la competizione annuale più coinvolgente degli istituti di formazione. Tra le prove finali, anche “il trasporto di un simulacro di tronco da 180 chili, trasportato da otto persone su un circuito di 1.800 metri: chi prima arriva, vince il trofeo Una Acies”, spiega il tenente colonnello Pasquale Cersosimo, il project officer dell’esercitazione.

Intanto sul campo del briefing con il Comandante, dopo la messa in sicurezza dell’area in cui è stato ritrovato l’ordigno (IED, in “militarese”, che sta per Improvised Explosive Device), e dopo che il drone proprio sopra la tua testa viene intercettato e messo fuori uso da quelli che credi essere ragazzini al computer con i loro videogame – e invece sono esperti informatici che eludono attacchi cyber, ecco che ti viene fatto il controllo degli zaini e ricevi la carta di imbarco. Al poligono si va in elicottero, con il CH-47F dell’Aviazione dell’Esercito (AVES). Pronti al volo? Briefing di sicurezza prima di salire la rampa e poi via, verso il poligono di Monte Romano.

Qui capisci cosa sia l’artiglieria quando spara. Anche se hai le cuffie dell’elicottero – “caution! hearing protection required!” – lo capisci lo stesso molto bene.

Tra gli equipaggi che scendono dai PZH 2000 dopo i tiri, pronti per essere intervistati, si schierano anche gli istruttori. “Senza di loro, senza gli uomini – sottolinea il gen Fungo – il PZH sarebbe solo un pezzo di ferro”.

E ti rendi conto che in cinque settimane di addestramento un carro diventa un giocattolo nelle mani di questi specialisti: “apri il comparto delle cariche di lancio – ti spiegano dentro il mezzo, dove non si soffre di claustrofobia e neanche per i fumi degli spari – inserisci il modulo, chiudi l’otturatore, dai il consenso al fuoco e poi non rimane altro che premere il pulsante e il proietto parte”. Sì, insomma, sembra un gioco da ragazzi: la tranquillità e la precisione di questi militari è sicuramente la cifra della validità della formazione impartita.

Se non ti è chiaro dove arrivino i colpi e che effetto facciano, c’è la visita all’osservatorio. Una bellissima vista sulle colline del Viterbese, con gli ulivi sullo sfondo e il frinire delle cicale nei 30 gradi di luglio: è qui che si apre la vetrata dell’osservatorio militare che controlla l’arrivo e l’esplosione dei colpi sparati da qualche chilometro più in là. Monitor, annunci che sembrano messaggi in codice, mappe, tabelle e manuali di tiro. Da qui passa tutta l’attività che viene svolta in poligono, con l’ausilio di una centralina (SAO, stazione acquisizione obiettivi) che rileva le coordinate con estrema precisione, come spiegano nel dettaglio gli stessi soldati esercitati.

C’è giusto il tempo per stupirsi dell’attività dei panificatori della Scuola di Commissariato di Maddaloni, posizionati con i loro forni campali dietro all’osservatorio, prima di una shakerata in CH verso la Scuola di Fanteria di Cesano.

Ma la vera sorpresa, più che il volo tattico sulla campagna romana, è l’arrivo del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Salvatore Farina, direttamente sul campo di esercitazione del Centro Addestramento Tattico (CAT) di Cesano mentre i soldati si stanno esercitando con il programma SIAT (Sistema Integrato Addestramento Terrestre) nella fase live. Mezzi, munizioni e soprattutto soldati reali in una simulazione che puoi seguire su uno schermo con una cocacola nel bicchiere: gli obiettivi colpiti, siano uomini o mezzi, ti compariranno in fiamme sul monitor, mentre ogni soldato ha un nome e si muove in modo fluido nello schermo.

E qui il dilemma: ma non sarà conveniente utilizzare esclusivamente la simulazione per esercitare i militari piuttosto che armi e carburanti?

“Questa è una delle 26 aree che rientrano nelle Caserme Verdi”, spiega il gen Farina, facendo riferimento a un progetto che riguarda uno sviluppo innovativo teso a rinnovare in venti anni il patrimonio immobiliare dell’Esercito, realizzando basi militari di nuova generazione destinate a razionalizzare i costi di manutenzione.

Ma non vanno confuse l’attenzione alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente, costantemente ribadite anche dalla condotta delle attività esercitative, con la necessità di mettersi alla prova con esercitazioni a fuoco: l’ausilio della simulazione virtuale è certo conveniente e green, ma il coinvolgimento psicologico è da provare sul campo, tra i botti degli spari.

Se ne ha una prova nell’assistere alle dimostrazioni di MCM, il Metodo di Combattimento Militare che mutua dalle arti marziali prese e proiezioni di attacco e difesa.

Il fattore psicologico viene esercitato e messo alla prova costantemente nella fase di esercitazione, soprattutto nella livex. Le stesse caratteristiche del programma Forza NEC – Soldato Sicuro, pur con tutti gli assetti ipertecnologici, fanno affidamento e si basano proprio sul fattore umano.

Quello stesso fattore su cui ha puntato il gen Fungo nel media day della Una Acies, mettendo i giornalisti a contatto con i militari esercitati nel luogo dell’esercitazione: “Avrebbe potuto andare bene, ma anche male. Invece oggi è andato tutto benissimo”.

“Voi giornalisti siete stati i protagonisti di un addestramento nell’addestramento che non potremmo avere altrimenti”.

PC

COMLOG, “LOG.IN 2019”: convegno sullo sforzo logistico con l’intervento del nuovo CSE

Si è svolto il 19 giugno, a Firenze, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, il convegno “LOG.IN 2019”, sullo strumento logistico della Forza Armata.

Ne ha dato notizia il Comando Logistico (COMLOG) dell’Esercito.

Il congresso, organizzato dal COMLOG Esercito, ha abbracciato ampie analisi sull’attuale organizzazione logistica al fine di analizzarne le attività di mantenimento, rifornimento, trasporto e sanitarie, e, con la trattazione di case study specifici, delineando possibili soluzioni e scenari evolutivi.

“Il tutto – si legge dalla nota stampa del COMLOG – alla luce del più schietto dialogo e confronto che si è sviluppato in seno alla grande famiglia logistica della Forza Armata, nella suggestiva cornice della Sala storica del Cenacolo all’interno della Direzione di Amministrazione dell’Esercito, coinvolgendo anche l’Area tecnico-amministrativa della Difesa, a rimarcare quella sinergia che si è rivelata fondamentale nel moderno sviluppo capacitivo della Forza Armata”.

I lavori, aperti dall’indirizzo di saluto del Comandante Logistico, Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo, hanno visto, tra l’altro, l’intervento del Generale Enzo Stefanini, Presidente del neo costituito Centro Studi dell’Esercito (CSE), nuovo ‘centro di pensiero’ e realtà esterna alla Forza Armata, che si avvale di autorevoli esponenti del mondo accademico, industriale e scientifico nazionale, per rafforzare la più evoluta visione necessaria a supportare il percorso di trasformazione e sviluppo delle attuali capacità terrestri.

Il convegno ha dato voce soprattutto all’esperienza diretta dei Comandanti, a tutti i livelli, e dei loro Sottufficiali di Corpo che sono fondamentali nelle funzioni di comunicazione interna, al fine di corroborare le tradizioni logistiche e veicolare, in seno a tutto il personale dipendente, civile e militare, la visione coinvolgente di uno sforzo comune imprescindibile per conseguire gli obiettivi prefissati.

Nel corso del suo intervento, il CaSME, dopo aver ringraziato il Comandante Logistico per l’organizzazione del seminario, ha sottolineato quanto sia centrale per la Forza Armata la funzione logistica, senza la quale non c’è Comandante che possa esprimere appieno le proprie capacità operative, e quanto sia fondamentale portare avanti l’opera di formazione e valorizzazione di tutto il personale, civile e militare, che opera all’interno del delicato settore.

In sede di conclusioni, il Comandante Logistico dell’Esercito ha espresso la piena soddisfazione per gli esiti dell’attività svolta evidenziando come la logistica sia un ambito complesso, che richiede capacità di analisi multispettrali e interdisciplinari.

Inoltre, il Gen Figliuolo ha sottolineato come le soluzioni ai problemi possano essere trovate solo attraverso uno sforzo integrato e un continuo dialogo a tutti i livelli, creando quella condivisione di idee e unitarietà di intenti necessarie allo sviluppo dei processi tecnico-logistici della Forza Armata.

Fonte e foto: COMLOG

Esercito, dalla Battaglia del Solstizio agli Artiglieri di oggi: tecnologia, creatività e tradizione

Il 14 giugno scorso, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, e del Comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto (COMFOTER SPT), Generale di Corpo d’Armata Giuseppenicola Tota, si è celebrato il 101° anniversario della Battaglia del Solstizio.

È l’Esercito Italiano a ricordare, dal suo sito istituzionale, lo storico evento.

Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità civili e militari, i labari delle associazioni combattentistiche e d’arma, i gonfaloni delle comuni limitrofi, la Bandiera di Guerra del Comando Artiglieria e quella d’Istituto del Comando Artiglieria Controaerei che hanno sfilato, con i rispettivi reparti in armi e sulle note della Banda dell’Esercito, per le vie di Bracciano gremite di cittadini.

Durante la cerimonia, il Generale Farina ha ricordato come “dinnanzi al profondo mutamento degli scenari di riferimento, voi artiglieri avete saputo cogliere la necessità di rinnovamento, con lungimiranza e flessibilità, ampliando le vostre capacità oltre il settore dell’impiego del fuoco terrestre e controaereo verso altre funzioni altrettanto essenziali come ad esempio la capacità Counter – APR (aeromobile a pilotaggio remoto) o quella di difesa e prevenzione da minacce CBRN. L’Artiglieria costituisce pertanto un’indiscussa eccellenza in rapida e continua evoluzione in cui tecnologia, creatività e tradizione si coniugano alla perfezione e ne fanno uno strumento assolutamente indispensabile per un esercito moderno, bilanciato e, soprattutto, in grado di rispondere efficacemente a qualunque impegno. Tali capacità operative non potranno mai prescindere dal fattore umano. La nostra principale risorsa è, e rimarrà sempre, il personale: poter contare su donne e uomini sostenuti dal senso del dovere, animati da una passione autentica per il servizio e in grado di intravedere in ogni sfida un’opportunità per migliorare se stessi, il nostro esercito e l’intero Paese”.

Nell’ambito delle celebrazioni dell’anniversario della Battaglia del Solstizio e festa dell’arma di Artiglieria, la Banda dell’Esercito si è esibita il giorno precedente nella suggestiva cornice del Castello Odescalchi, in un concerto aperto al pubblico che ha visto la partecipazione di numerose autorità civili e militari.

“Il 15 giugno di ogni anno – conclude l’Esercito – gli Artiglieri celebrano i fatti d’arme che videro protagonista l’Artiglieria italiana che, tra il 15 e il 23 giugno 1918, con un’intelligente e coraggiosa azione anticipò l’attacco dell’esercito austro-ungarico, colpendo con precisione le aree vitali avversarie diventando determinante per la vittoria della 2ª battaglia del Piave, la prima conseguita nel 1918 da un esercito dell’Intesa, preludendo alla fine della guerra e al completamento dell’unità nazionale”.

Fonte e foto: esercito.difesa.it

COMLOG Esercito: il 186° anniversario del Corpo Sanitario, con il nuovo prestigioso M2JTC

“Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ha presenziato ieri a Roma alla cerimonia di commemorazione del 186° anniversario del Corpo Sanitario dell’Esercito, istituito con Regio Decreto nel 1833”, ha fatto sapere con una nota stampa di oggi, 5 giugno, il Comando Logistico (COMLOG) dell’Esercito.

Alla cerimonia, che ha avuto luogo nell’Auditorium Valerio Nobili dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, alla presenza della Bandiera di guerra del Corpo Sanitario dell’Esercito, sono intervenuti il Comandante Logistico dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo, l’Ispettore Generale della Sanità Militare, Maggior Generale Nicola Sebastiani, il Comandante di Sanità e Veterinaria dell’Esercito, Maggior Generale Antonio Battistini, e la Presidente del Bambino Gesù, Dottoressa Mariella Enoc, oltre a numerose alte autorità militari, civili e religiose.

Presenti anche il medagliere dell’Associazione Nazionale della Sanità Militare e i labari e gli stendardi delle associazioni combattentistiche e d’arma.

La cerimonia militare è stata preceduta dalla conferenza scientifica sul tema “I bambini futuro del mondo: la pediatria nei contesti non permissivi”, in cui è emerso come la cura dei bambini e delle fasce più deboli rappresenti un elemento centrale della presenza della Sanità Militare nei teatri operativi.

“Con l’Ospedale Bambino Gesù – evidenzia la nota stampa – l’Esercito è dunque accomunato dalla stessa dedizione e cura al mondo dell’infanzia”.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito nel suo intervento ha sottolineato con orgoglio il ruolo strategico svolto con impegno e professionalità dalla Sanità Militare, sempre in prima linea nel salvare vite umane e nel limitare al minimo le conseguenze dei traumi e delle ferite nei Paesi in cui operano le Forze Armate Italiane.

Ha poi proseguito citando la recente costituzione presso la Scuola di Sanità del Multinational Medical Joint Training Center (M2JTC), unità volta a testare l’efficienza operativa e la prontezza degli assetti sanitari militari della NATO e delle nazioni partner.

Altrettanto importanti le innovazioni introdotte dall’Autorità di Vertice dell’Esercito con i recenti indirizzi volti a migliorare il comparto sanitario, quali, ad esempio: l’incremento del reclutamento, la valorizzazione dei Sottufficiali e Graduati con i nuovi iter formativi conformi ai profili del Servizio Sanitario Nazionale, l’aderenza a favore dei reparti operativi e al contempo il potenziamento del Policlinico Militare Celio, del CMO di Milano e dei Poliambulatori.

Riguardo al Policlinico Celio, in particolare, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha posto come obiettivo il raggiungimento entro fine anno di 40 posti letto nei settori clinici d’urgenza e la possibilità per tutti i cittadini di accedere alle capacità diagnostiche di tale ente.

Il Comandante Logistico dell’Esercito, nel suo intervento, ha illustrato tutte le collaborazioni in corso con il servizio sanitario nazionale e il mondo accademico, evidenziando come “il processo in atto per il rafforzamento strutturato di sinergie sui temi della salute rappresenti non solo un esempio di virtuosa cooperazione interministeriale e interagenzia, ma anche un’imprescindibile prospettiva di sviluppo della sanità militare, in previsione di accrescere le proprie competenze e capacità di intervento, specialmente in contesti di strategica valenza operativa”.

Nel corso della cerimonia è stata consegnata la Croce d’argento al Merito dell’Esercito alla Scuola di Sanità e Veterinaria Militare, per essersi particolarmente distinta nelle attività svolte in contesti operativi all’estero, e la Croce di bronzo al Merito dell’Esercito al Colonnello medico Florigio Lista, per gli eccellenti risultanti conseguiti nel campo della ricerca scientifica.

“La Sanità dell’Esercito, parte integrante della logistica militare, è un elemento centrale dell’organizzazione militare, perché assicura sia in Patria sia all’estero l’efficienza e l’efficacia della risorsa principale dell’Istituzione, quella umana”, conclude il COMLOG.

Fonte e foto: COMLOG Esercito

COMLOG Esercito: a 103 anni dalla Battaglia degli Altipiani il TRAMAT resta l’arma logistica per eccellenza

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ha presenziato ieri mattina, 23 maggio, a Roma, alla celebrazione del 103° anniversario della Battaglia degli Altipiani e Festa dell’Arma dei Trasporti e Materiali (TRAMAT), “Arma logistica per eccellenza dell’Esercito”, ricorda il Comando Logistico (COMLOG) dell’Esercito con una nota stampa di ieri.

Alla cerimonia, svoltasi presso il Comando dei Supporti Logistici, alla presenza delle Bandiera di guerra dell’Arma dei Trasporti e Materiali, dell’11° Reggimento Trasporti Flaminia, del Reggimento di Manovra Interforze e dell’8° Reggimento Trasporti Casilina e del Gonfalone di Roma Capitale, sono intervenuti il Comandante Logistico dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo, il Capo dell’Arma dei Trasporti e Materiali, Maggior Generale Gerardo Restaino, e il Comandante dei Trasporti e Materiali, Maggior Generale Arnaldo Della Sala, oltre a numerose alte Autorità militari, civili e religiose.

Presenti anche il medagliere dell’Associazione Nazionale Autieri d’Italia e i labari e gli stendardi delle associazioni combattentistiche e d’arma.

Le celebrazioni sono iniziate con la deposizione di una corona al monumento degli Autieri caduti alla presenza delle autorità civili e militari. Inoltre, sono stati proiettati filmati d’epoca riportanti l’evoluzione dei mezzi e dei materiali impiegati dall’Esercito nelle diverse epoche storiche.

La ricorrenza è legata alla Battaglia degli Altipiani, che nel maggio 1916 consentì di arrestare le truppe austro-ungariche proiettate verso la pianura veneta allo scopo di aggirare il dispositivo difensivo italiano. La manovra ebbe successo anche grazie al contributo degli Autieri, che seppero trasferire in brevissimo tempo dal Fronte dell’Isonzo a quello degli Altipiani migliaia di soldati e materiali.

Al termine della cerimonia, si apprende dalla nota, alcune unità dell’Arma TRAMAT hanno condotto una dimostrazione pratica che ha evidenziato come l’Esercito, grazie alla capacità dual-use delle proprie unità, oltre all’impiego nelle operazioni sul territorio nazionale e all’estero, è una risorsa preziosa del Paese in grado di fornire, tempestivamente e con efficacia supporto alla popolazione in caso di pubblica calamità e di soccorso.

In particolare, l’esercitazione si è sviluppata attraverso l’allestimento di un posto smistamento feriti e distribuzione carburanti speditivi e di un assetto di gestione dei servizi aeroportuali.

Oggi, l’Arma dei Trasporti e Materiali assicura il sostegno alle Unità della Forza Armata in tutte le attività operative e addestrative, in Patria e all’estero.

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Fonte e foto: COMLOG Esercito

 

Scuola Sottufficiali: il XXI corso Esempio ha prestato giuramento solenne. Foto

Si è svolta oggi, 12 aprile, nella Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo, la cerimonia di giuramento dei 109 Allievi Marescialli, dei quali 13 donne, appartenenti al XXI Corso Esempio. È la stessa Scuola a darne notizia con un comunicato stampa.

Gli Allievi Marescialli hanno gridato “LO GIURO!” alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina; del Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Fungo; del Comandante della Scuola Sottufficiali dell’Esercito, Generale di Brigata Pietro Addis, e delle principali autorità civili, religiose e militari.

“Significativa e molto sentita la partecipazione dei familiari degli Allievi, provenienti da tutta Italia, che hanno preso parte all’emozionante cerimonia”, sottolinea la Scuola.

Il Gen Farina, rivolgendosi agli Allievi Marescialli del XXI Corso, ha ricordato la solennità del giuramento appena prestato e “i principi di amor di Patria, onore e senso del dovere su cui si fonda l’agire dell’Esercito e che devono guidare i futuri Sottufficiali nel servire il Paese e i cittadini tutti”. Ha, inoltre, sottolineato quanto la “Forza Armata, oggi, necessiti di Marescialli determinati, responsabili del proprio team, capaci di assumere decisioni tempestive e di trasmettere entusiasmo al proprio personale attraverso una competenza professionale ad ampio spettro”. 

Nel corso del triennio formativo, la Scuola Sottufficiali dell’Esercito forma i futuri comandanti di plotone, una figura professionale che racchiude in sé sia competenze umanistiche, per una corretta gestione delle risorse umane, sia competenze tecniche, per il migliore utilizzo degli strumenti tecnologici, fondamentali per il “soldato sicuro” del terzo millennio, conclude il comunicato.

Fonte e foto: Scuola Sottufficiali dell’Esercito

 

Teuliè: giurano gli 86 allievi del corso Musso III

Si è svolta sabato mattina, 23 marzo, in Piazza Duomo a Milano, la cerimonia di giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana degli 86 allievi del 1° anno della Scuola Militare Teuliè, ha fatto sapere la stessa Scuola con un comunicato stampa.

L’atto solenne, suggellato con la tradizionale formula del “Lo giuro”, è stato rimarcato dalla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina; del Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Fungo, e del Comandante del NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA), Generale di Corpo d’Armata Roberto Perretti, ma soprattutto dai tanti familiari e amici dei giovani cadetti accorsi per questo significativo evento.

Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili, militari e religiose nonché i Labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e i Gonfaloni della città metropolitana di Milano e della Regione Lombardia. Presente anche il Sergente Andrea Adorno, decorato di medaglia d’oro al valore militare ed esempio prezioso di elevate virtù militari e umane che ha formulato un indirizzo di saluto agli allievi.

Il CaSME, gen Farina, dopo aver ringraziato le autorità intervenute, rivolgendosi agli allievi del corso Musso III ha sottolineato: “è stata grande l’emozione che ho provato al vostro grido con cui avete appena prestato il giuramento al cospetto del Tricolore, il vessillo che racchiude tutti i valori fondanti della nostra identità. Con questo gesto avete suggellato la vostra fedeltà alla Patria, divenendo servitori dello Stato, delle sue Istituzioni e del Popolo Italiano”.

Nel rivolgersi ai genitori ha poi aggiunto: “la strada intrapresa dai vostri figli è sicuramente non comune e comporta il sacrificio della vicinanza fisica, a volte dell’apprensione, che da genitore ben conosco, e che si concretizza nell’impossibilità di condividere la quotidianità cui eravamo abituati fino a ieri”.

Nel corso della cerimonia, accompagnata dalla musica della fanfara dell’11° reggimento Bersaglieri, il Comandante della Scuola Militare Teulié, col Daniele Pepe, ha riconsegnato al Sindaco del Comune di Milano, Giuseppe Sala, il Primo Tricolore simbolo delle “Cinque Giornate” di Milano, che quest’anno celebra il 171° anniversario.

La Scuola Militare Teuliè, Liceo d’élite dell’Esercito, offre mediante un concorso pubblico la possibilità a tutti i ragazzi e le ragazze che abbiano concluso con esito positivo il secondo anno dei Licei classico e scientifico di proseguire il triennio di studi. È proprio di questi giorni la pubblicazione del bando di concorso per l’ammissione all’anno scolastico 2019 – 2020.

L’Istituto garantisce una vasta e profonda preparazione particolarmente attenta al completamento di tutti i programmi didattici previsti dal MIUR, includendo nel percorso formativo discipline che favoriscono il processo di formazione etico – morale, culturale e fisica degli allievi mediante l’applicazione di un codice di comportamento ispirato alle regole militari.

La trasversalità della cultura militare è presentata agli allievi come piattaforma educativa sulla quale s’innestano valori e conoscenze necessarie allo sviluppo di competenze che saranno spendibili in qualsiasi contesto. Negli oltre 200 anni di vita si è confermata un’indiscussa eccellenza che ha formato e continua a formare centinaia di giovani sia nell’ambito militare sia nel mondo civile, quali politici, uomini di cultura, industriali, diplomatici, “ma, sempre e comunque, cittadini esemplari”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: Scuola Militare Teuliè

Esercito: nuovi alloggi alla Cecchignola, il ministro Trenta in visita con il CaSME gen Farina

Nella mattinata del 28 gennaio scorso, il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, accompagnata dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ha visitato gli alloggi appena ristrutturati presso alcune caserme della Città Militare Cecchignola finalizzati a migliorare le condizioni alloggiative del personale impiegato nell’Operazione Strade Sicure a Roma.

È lo stato maggiore dell’Esercito a darne notizia con un comunicato stampa del 28 gennaio.

Il Ministro Trenta, durante l’incontro con il personale militare e civile del Comando comprensorio, ha sottolineato che “l’intervento rientra nell’attuazione del più ampio e ambizioso studio ‘Grandi Infrastrutture – Caserme Verdi’, presentato dallo Stato Maggiore dell’Esercito e voluto dalla Difesa per mettere a disposizione del personale infrastrutture di nuova generazione, efficienti, funzionali, pienamente rispondenti alle normative vigenti, comprensive di aree addestrative, poli alloggiativi per il personale militare e relative famiglie e strutture sportive e socio ricreative aperte anche alla collettività”.

I lavori, eseguiti dal Reparto Operativo del Genio Infrastrutturale (ROGI), hanno visto la messa in opera di interventi di manutenzione di alcune palazzine che hanno consentito di incrementare la capacità alloggiativa con ulteriori 460 posti letto.

Questo intervento fa seguito a quelli già realizzati negli ultimi mesi a Roma, Milano e Cesana Torinese (TO) che hanno consentito l’ammodernamento di oltre 100 alloggi.

Tali misure si inseriscono nell’attuazione delle linee programmatiche illustrate dal gen Farina alle Commissioni Difesa riunite di Camera e Senato, spiega il comunicato stampa, e in particolare per quanto riguarda gli aspetti legati al benessere e alla sicurezza del personale che possa operare e vivere in infrastrutture moderne e sostenibili. In tale contesto, sono state avviate anche le attività propedeutiche per la realizzazione di alcuni progetti pilota al Nord, Centro e Sud Italia.

L’avvio di questo innovativo e moderno studio, “dal basso impatto finanziario trattandosi di un piano ad ampio respiro e concepito per rinnovare un parco infrastrutturale costituito da immobili realizzati da più di 70 anni” – sottolinea il comunicato, consentirà di intervenire con risolutezza e senza indugi avviando un “processo virtuoso” che permetta di poter disporre di un parco infrastrutturale completamente rinnovato con conseguenti ridotti costi di manutenzione, ad alto efficientamento energetico e con materiali ecosostenibili.

“Il progetto – conclude lo stato maggiore dell’Esercito – risulta costo-efficace dal punto di vista economico, anche in relazione al contenimento, in prospettiva, dei costi di funzionamento e dei vantaggi per il personale insiti nell’utilizzo di standard qualitativamente superiori”.

Fonte e foto: PI SME

Forza NEC: conclusa la 2^ SIO 2018 sotto la guida della Aosta, 25 i reparti dell’Esercito, il nuovo CH-47F e i minidroni tra i mezzi impiegati

Si è conclusa al poligono di Monte Romano, in provincia di Viterbo, la 2^ Sessione di Integrazione Operativa (SIO) 2018 condotta da unità dell’Esercito, nell’ambito della campagna di sperimentazione del progetto congiunto Difesa-Industria, denominato Forza NEC (Network Enabled Capability).

Il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, accompagnata dal Generale Enzo Vecciarelli, Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), e dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ha verificato sul campo l’impiego di nuove tecnologie applicate a nuovi mezzi e sistemi di comunicazione che consentiranno di “rendere le operazioni militari più integrate, sicure, protette ed efficaci, spiega l’Esercito con un comunicato stampa del 28 novembre.

Un contributo prezioso grazie al quale, ha sottolineato il Ministro, “l’Italia potrà confermare quel livello di prestigio e visibilità internazionale che è riuscita a ritagliarsi dimostrando di essere all’altezza delle aspettative e di sapersi adattare ai nuovi scenari di riferimento sempre più incerti”.

Lo scopo dell’esercitazione è stato quello di implementare le capacità di operare in modo interamente digitalizzato e interforze, utilizzando i sistemi di comando e controllo, i mezzi tattici nonché gli equipaggiamenti individuali.

In particolare, si apprende, dallo sviluppo del già noto Soldato Futuro sono stati prodotti esemplari di prototipi operativi del sistema individuale al combattimento, che consiste nella “realizzazione di un “sistema soldato”, basato sulla sinergia uomo-dotazione, idoneo ad assolvere i compiti all’altezza dei profondi mutamenti intervenuti nello scenario internazionale, nell’ottica di un contesto duale d’impiego”.

La sua integrazione nel sistema automatizzato di comando e controllo permette il completo inserimento delle unità, fino ai minimi livelli, nel processo di digitalizzazione dei nuovi scenari operativi.

Sono stati, inoltre, impiegati apparati che consentono di inviare in tempo reale i dati per la raccolta delle informazioni, la ricognizione con minidroni per l’intervento da parte delle unità di artiglieria, i quali – inseriti in una cornice più ampia di sistemi di simulazione – contribuiranno a ridurre in maniera considerevole l’impatto ambientale delle esercitazioni.

Dopo il dispiegamento logistico iniziato a metà ottobre per realizzare il posto comando di brigata e gli impianti campali, l’attività operativa è stata condotta grazie all’impiego di 25 reparti dell’Esercito, a guida brigata Aosta, con 1.200 soldati, 118 veicoli tattici, 96 sistemi d’arma, 27 automezzi speciali, 39 autoveicoli commerciali e l’ultima versione dell’elicottero CH 47 nella configurazione “F”, recentemente acquisito dalla Forza Armata, spiega l’Esercito.

“La collaborazione tra Esercito e Leonardo, l’azienda globale italiana ad alta tecnologia nei settori dell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza, ha consentito di sperimentare, durante l’esercitazione, sistemi d’arma ed equipaggiamenti ad alto indice tecnologico, – si legge dal comunicato – mettendo in evidenza il contributo prezioso dell’industria nazionale della Difesa per la sicurezza degli uomini e le donne con le stellette, tema centrale nello sviluppo di nuove dotazioni”.

Nel dettaglio, spiega l’Esercito, sono stati impiegati il moderno sistema anti-drone CUAV (Counter Unmanned Aerial Vehicle) e i nuovi mezzi tattici recentemente acquisiti dall’Esercito, come il Veicolo Tattico Medio Multiruolo (VTMM) Orso e il Veicolo Tattico Leggero Multiruolo 2 (VTLM2).

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Fonte e foto: PI SMD

Nunziatella: giura il 231° corso nel Centenario della Vittoria, il ricordo va ai 150 ex allievi caduti nella Grande Guerra

Si è svolta stamane, 17 novembre, nella storica cornice di Piazza del Plebiscito, a Napoli, la cerimonia di Giuramento del 231° corso della Scuola Militare Nunziatella alla presenza del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, del Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD) Generale Enzo Vecciarelli e del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME) Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina.

Ne ha dato notizia l’Esercito con un comunciato stampa odierno

All’evento hanno preso parte numerose autorità civili, religiose e militari, tra cui il Presidente della Regione Campania, dott Vincenzo De Luca, il Sindaco di Napoli, dott Luigi De Magistris, il Prefetto, dottoressa Carmela Pagano, e il Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Hanno fatto da cornice agli 84 allievi, di cui 30 donne, numerosi Labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, i Gonfaloni della città metropolitana di Napoli e della Regione Campania e le migliaia di ex-allievi accorsi per stringersi intorno ai giovani giuranti.

Nel corso della cerimonia il Ministro della Difesa, rivolgendosi ai giovani allievi e allieve del 231° corso, subito dopo aver prestato il solenne giuramento di fedeltà alla Repubblica, ha affermato che “la Nunziatella e le altre scuole militari hanno lo scopo principale di formare gli uomini e le donne alla vita militare, ma anche quello di prepararli alla vita e farne dei buoni cittadini che sappiano comprendere le esigenze della gente”.

“Il vostro è un grande privilegio di cui spero vi rendiate conto – ha aggiunto il Ministro – perché la Nunziatella è la scuola militare per eccellenza, nelle cui aule, in 231 anni di storia, sono cresciuti e si sono formati grandi personalità, che hanno contribuito fortemente al progresso del nostro Paese, distinguendosi nei settori più disparati della nostra società”.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, gen Vecciarelli, durante il suo intervento ha affermato: “Cari Allievi, quella che vi accoglie non è una community fatta di like, hashtag e solitudine digitale, è una comunità fatta di uomini e donne animati da sentimenti di autentica fratellanza, coraggio, onore e abnegazione, rispetto per le istituzioni. Il giuramento è il momento nel quale ci impegniamo a servire il nostro Paese e la nostra comunità nazionale a cui siamo pronti a donare la Vita”.

Il gen Farina, CaSME, dopo aver ringraziato le autorità intervenute, rivolgendosi agli allievi ha affermato: “La cerimonia odierna consacra una scelta maturata in voi quando, varcando la soglia del Rosso Maniero, vi siete impegnati a dedicare alcuni degli anni più fervidi della vostra vita all’amor di Patria e alla fedeltà verso le Istituzioni. Con il percorso appena intrapreso vi accingete a perseguire valori come onore, disciplina e senso del dovere. Quegli stessi principi che hanno ispirato e forgiato innumerevoli schiere di allievi, così come la consapevole scelta di allontanarvi dalle comodità della vita dei vostri coetanei e dagli affetti dei vostri cari. Proprio ai familiari esprimo la mia più profonda riconoscenza poiché, nel sostenere le vostre aspirazioni, hanno affidato alla Nunziatella la responsabilità della vostra formazione scolastica ed etica, in una fase cruciale della vita. Vi ringrazio per la fiducia che avete riposto nella Scuola e nell’Esercito, e posso dirvi con orgoglio che profonderemo il massimo impegno per dare il meglio”.

Durante la manifestazione si è svolto il rito della Consegna dello spadino, gesto con il quale l’allievo maturando investe tradizionalmente della qualifica di “allievo” il neo giunto alla Scuola.

Quest’anno il Giuramento ha assunto particolare rilevanza nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario della Vittoria della Grande Guerra che, conquistata agli ordini del Generale Armando Diaz, di origini napoletane, vide tra i protagonisti di quelle vicende storiche anche numerosi ex-allievi della Nunziatella a cui furono conferite ben otto medaglie d’oro al Valor Militare.

All’ingresso della Scuola fu posizionata, nel 1920, una roccia del Monte Grappa – “Monte Sacro alla Patria” – sormontata da un’aquila e da una bandiera, in memoria dei 150 ex-allievi caduti durante la Prima Guerra Mondiale.

La Scuola Militare Nunziatella, fondata il 18 novembre 1787 come Reale Accademia Militare, con sede sulla collina di Pizzofalcone a Napoli, nello storico edificio che la ospitò fin dalla sua fondazione, è uno dei più antichi istituti di formazione militare d’Italia e del mondo.

Per il ruolo svolto nei tre secoli di attività “nel settore dell’alta formazione, quale motore accademico, sociale ed economico per l’Italia e per tutti i Paesi del Mediterraneo ad essa legati”, è stata dichiarata “Patrimonio storico e culturale dei Paesi del Mediterraneo” da parte dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo. La scuola fin dalle origini è stata luogo di elevata formazione militare e civile, da cui il motto “Preparo alla vita e alle armi”, e ha avuto tra i suoi professori e alunni personalità di elevato valore, riconosciuti sia a livello nazionale sia internazionale.

Fonte e foto: PI SME