Ott 25, 2012
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Premio Zelig per la sentenza sul terremoto

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By Cybergeppetto

La sentenza che, per ora in primo grado, ha condannato gli scienziati della commissione Grandi rischi, rei di non aver indotto gli abitanti delle zone terremotate a dormire fuori casa prima del terremoto, diventerà sicuramente un cult della stravaganza giudiziaria del nostro paese.

Chi non ricorda una famosa sentenza della cassazione secondo la quale una donna in jeans difficilmente avrebbe potuto dichiararsi vittima di uno stupro?

In tempi più recenti si è affermato che le cosiddette “nuove BR” non avevano “finalità di terrorismo”, oppure che il tradimento coniugale è ammissibile in “una coppia in crisi”. Si potrebbe continuare all’infinito…

Insomma, parte della magistratura italiana, evidentemente vittima di cittadini litigiosi e irresponsabili che pretendono una sentenza a loro favore in ogni condizione, si è pronunciata in tutti i gradi di giudizio in maniera gaiamente discorde, allegramente contraddittoria e, soprattutto, repellente alla logica.

Gli studenti di giurisprudenza ricordano con tenerezza quanto scriveva un noto manuale di diritto costituzionale il quale diceva in maniera sibillina che la corte costituzionale aveva più volte “capovolto la propria giurisprudenza”, forse non si poteva dire “ex cathedra” che molte sentenze sono del tutto prive di logica.

In ogni caso la commissione costituita dalla Blogger Paola Casoli (Presidente), dall’Anacoreta (Membro) e dallo scrivente Cybergeppetto (Membro e segretario), incaricata di conferire il Premio Zelig alla sentenza più cabarettistica dell’anno, ha deliberato all’unanimità di evidenziare come la condanna degli scienziati geofisici e vulcanologi sia la migliore tra tante sentenze che parimenti emergono per illogica e parossismo giudiziario.

La commissione ha ritenuto che “lo sforzo di additare al pubblico colui che non ha previsto un evento imprevedibile sia un supremo esercizio di chi, soggetto solo alla legge, sia in grado d’incarnare al meglio il motto ‘summum ius, summa iniuria’. Tale sforzo dovrebbe essere premiato con un passaggio a Zelig per esporre, allorché saranno rese note, le motivazioni della sentenza”.

La palese contraddittorietà comica del giudicato in argomento non poteva attendere i tempi, peraltro non brevi, del deposito della sentenza, per la commissione sussistono infatti i presupposti per generare un’ilarità generale che deriva dal  tentativo di affermare la supremazia delle norme sui movimenti tettonici.

Il patrimonio ormai vasto di sentenze di questo tipo non dovrebbe essere solo utilizzato nelle facoltà di giurisprudenza per addestrare i giovani legulei all’illogica, ma potrebbe anche essere utilmente utilizzato come antidepressivo per tutti in questo momento di crisi.

Cybergeppetto

p.s. Chi viene prima, l’uovo o la gallina? La sentenza o le motivazioni?

L’immagine è tratta da PsicoPerformance

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Inchiostro antipatico