visita ufficiale

“Vi chiamate forze speciali perché svolgete compiti speciali”. Così il CaSMD gen Abrate agli uomini del COFS

Ieri, 14 gennaio 2013, il Capo di stato maggiore della Difesa (CaSMD), generale Biagio Abrate, si è recato in visita al Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS), con sede a Roma nell’aeroporto Francesco Baracca di Centocelle.

Dopo essere stato accolto dal comandante del COFS, generale Maurizio Fioravanti, il Capo di stato maggiore della Difesa ha incontrato il personale del comando al quale ha rivolto parole di “sincero apprezzamento per il delicato lavoro svolto sempre con spirito di abnegazione e altissima professionalità. Voi – ha proseguito il generale Abrate – avete sempre operato con impegno e determinazione, sostenuti da validi Comandanti i quali vi hanno addestrato e guidato nelle situazioni più delicate. Siete chiamati Forze Speciali in quanto venite chiamati a svolgere compiti speciali”.

Il comandante del COFS ha ringraziato il generale Abrate per “il supporto ricevuto durante il suo mandato. In questi ultimi anni abbiamo svolto numerose esercitazioni in Italia e all’estero, attività che ci hanno consentito di accrescere la nostra professionalità, adattandola sempre meglio agli attuali scenari operativi”.

La visita è terminata con la firma dell’Albo d’Onore da parte del Capo di stato maggiore della Difesa.

Il COFS, costituito il 1° dicembre 2004 alle dirette dipendenze del CaSMD, è competente per la condotta delle operazioni interforze alle quali sono chiamate a partecipare le Forze Speciali in organico alle singole Forze Armate.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa

Afghanistan, RC-W ISAF, visita della NATO PA: transition ok, ma dubbi sul dopo-2014

Una delegazione di sei parlamentari, guidata dall’onorevole Hugh Bayley, presidente della NATO Parliamentary Assembly (NATO PA), e dall’onorevole Giorgio La Malfa, vicepresidente, è stata ricevuta lo scorso 23 novembre a Camp Arena, a Herat, dal generale Dario Ranieri, comandante del Regional Command-West (RC-W) di ISAF su base brigata Taurinense, che, insieme con il consigliere Andrea Romussi, rappresentante regionale del NATO Senior Civilian Representative, ha aggiornato gli ospiti sul processo di transizione (transition) in corso nella regione occidentale dell’Afghanistan.

La delegazione ha potuto constatare che il processo è a buon punto, con la creazione delle Afghan National Security Forces (ANSF) ormai verso la quota conclusiva di 352mila uomini. La transition a Herat, dove le ANSF hanno già assunto la responsabilità della sicurezza, è stata giudicata soddisfacente sia dai comandanti ISAF della regione sia dalle stesse autorità afgane.

Rimane tuttavia un senso di insicurezza per il dopo-2014, considerato un anno cruciale non solo per la fine della missione ISAF così come la conosciamo, con una trasformazione da missione combat a missione di addestramento e sostegno, ma soprattutto per le elezioni presidenziali in programma. Potrebbero esserci dei contraccolpi in ambito politico e anche in ambito economico, con la necessità di ricollocare nel locale le posizioni che godevano della presenza di ISAF per l’impiego.

Allo stesso tempo è sufficientemente chiaro che solo elezioni completamente serene e trasparenti potranno garantire l’attrazione degli investitori nella regione.

Per il presidente, onorevole Bayley, è importante che gli alleati aiutino l’Afghanistan a sviluppare la propria economia, proprio mettendo a frutto il vantaggio ottenuto con la minore spesa determinata dal ridimensionamento dell’impegno militare a tutto beneficio del supporto civile.

La visita della delegazione – che era composta, oltre che dagli onorevoli Bayley e La Malfa, da Ali Riza Alaboyun, capo della delegazione turca, Jan Arild Ellingsen, norvegese, presidente dell’Assembly’s Science and Technology Committee, Björgvin G. Sigurdsson, capo della delegazione islandese, e David Hobbs, segretario generale della NATO PA – è proseguita presso la residenza del governatore di Herat con l’incontro della delegazione con le principali autorità civili e e militari afgane delle quattro province della regione, tra cui i governatori provinciali, il procuratore capo di Herat e i vertici delle forze di sicurezza.

La NATO PA è un organismo composto da 257 membri dei parlamenti dei 28 Paesi dell’Alleanza Atlantica che funziona come organo consultivo intraparlamentare, garantendo il collegamento tra i parlamenti degli stati membri e l’Alleanza stessa. Attiva dal 1955 nell’agevolare la trasparenza della dottrina della NATO, l’organizzazione funziona benissimo anche come elemento di coesione e consolidamento dell’unione degli stati membri. Ha sede a Bruxelles.

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Fonti: RC-W ISAF, NATO PA

Foto: RC-W ISAF

Afghanistan, Herat: ore di battaglia tra talebani e polizia locale rendono incandescente la transition

Ieri pomeriggio un attacco di ribelli talebani ha impegnato per ore in una dura e sanguinosa battaglia nel distretto heratino di Obe, nell’Afghanistan occidentale, un convoglio della polizia afgana.

Dieci uomini della sicurezza afgana sono rimasti uccisi, secondo quanto riportato da Agence France Presse (AFP) che cita fonti della polizia locali. Tra loro sono cinque gli ufficiali di polizia deceduti, compreso il capo della polizia del distretto di Obe.

Il governatore del distretto, Najeebullah Ahmadi, ha fatto sapere che i talebani uccisi sono tre e tra loro c’è anche il loro comandante, Mullah Asmatollah.

Dall’agenzia Afghan Islamic Press (AIP) si apprende con maggior precisione l’area dell’attacco, che è compresa tra i distretti di Obe e di Chesht Sharif, nella zona di Genewa. Nella battaglia sarebbe rimasto ucciso anche il capo della sicurezza del distretto di Chesht Sharif.

L’area occidentale dell’Afghanistan è sotto la responsabilità dei militari italiani del Regional Command-West (RC-W) di ISAF di stanza a Camp Arena, a Herat. L’RC-W, attualmente su base brigata Taurinense al comando del generale Dario Ranieri, è impegnato nel processo di transition, ovvero nel trasferimento della responsabilità di territorio e operazioni dalle forze alleate di ISAF alle forze locali.

Il processo di transition è un passaggio in fasi progressive programmato dalla missione a guida NATO ISAF in vista della trasformazione della missione da combat, quale è attualmente, a missione di supporto e addestramento a partire dal 2014, anno entro il quale le truppe attualmente sul terreno saranno richiamate in patria.

Il Segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, ha ribadito nel suo recente viaggio in Afghanistan la determinazione nel raggiungere il traguardo della transition nei tempi previsti senza variazioni di ritmi in agenda.

Riferendosi alle forze afgane, Rasmussen ha notato che “hanno già fatto molto, sono responsabili della sicurezza dei tre quarti della popolazione e, dove esercitano la loro responsabilità, la violenza è diminuita”.

Durante il suo viaggio in Afghanistan, il Segretario generale della NATO ha ricevuto anche dall’RC-W un punto di situazione nel corso della visita a Camp Arena dello scorso venerdì 19 ottobre. Dal generale Ranieri e dal Senior Civilian Representative a Herat, Andrea Romussi, Rasmussen ha ricevuto un aggiornamento sulla situazione nella regione occidentale dell’Afghanistan, con particolare riferimento al processo di transizione di responsabilità alle autorità afgane nei campi della sicurezza, dello sviluppo e della governance.

Il processo di trasferimento di responsabilità rimane comunque un momento particolarmente delicato, come dimostra l’attacco mortale di ieri. La stessa AFP sottolinea come il numero dei morti tra le forze di sicurezza afgane sia aumentato dal momento in cui è cominciato il processo di assunzione della responsabilità dei locali.

Un aumento dell’insorgenza con attacchi ai paesi dell’Asia centrale nel dopo-ISAF, a partire cioè dal 2014, è temuto dagli esperti del Commonwealth of Independent States (CIS) dell’Asia centrale, che ha recentemente stigmatizzato un cambiamento geopolitico globale.

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Fonti: AFP, AIP, Daily The Pak Banker

Foto: poliziotti afgani a Herat nel maggio 2012/AFP

Conclusa la visita del CaSMD gen Abrate in Israele. Geostrategia e sicurezza temi centrali in agenda

Si è conclusa mercoledì 17 ottobre scorso la visita di due giorni del Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, in Israele, dove ha  incontrato  il suo omologo generale Benjamin Gantz, Capo di stato maggiore generale delle Forze di Difesa israeliane.

Le tematiche trattate  hanno riguardato  l’analisi della situazione geostrategica in Medio Oriente, in particolare le possibili evoluzioni e il loro impatto sui paesi del bacino mediterraneo e sulla sicurezza  internazionale  in genere.

L’incontro, considerato da entrambi concreto e costruttivo,  ha inoltre fornito l’occasione  per un punto di situazione sulla cooperazione bilaterale sia nel settore terrestre, sia in quello navale e aereo con la conduzione di attività addestrative ed esercitazioni congiunte.

Le parti hanno convenuto sulla opportunità  di ricercare nuove aree di comune interesse verso cui  indirizzare gli sforzi per ampliare le forme e i settori di cooperazione oggi più che soddisfacenti.

Nella discussione ha anche trovato spazio il tema della cooperazione nel settore degli approvvigionamenti  militari, in particolare per gli assetti a elevato livello tecnologico in cui l’industria della Difesa italiana si mantiene ad alti livelli di competitività.

L’incontro tra i due Capi di stato maggiore ha permesso di svolgere un interessante scambio di informazioni sulle  principali trasformazioni in atto e sull’impiego di contingenti nelle missioni internazionali. In tale ambito, il Capo di stato maggiore israeliano ha ringraziato il generale Abrate per l’impegno profuso dai Carabinieri a Hebron, in Palestina, nella missione TIPH (Temporary International Presence in the City of Hebron).

Con l’occasione e’ stata anche condotta un’interessante visita ai reparti operativi impegnati nel sud di Israele, in corrispondenza della striscia di Gaza, potendo così osservare da vicino i risultati conseguiti con l’impiego di mezzi per la sorveglianza e gli accorgimenti tecnici messi in atto per la protezione degli equipaggi, sui quali c’e’  stato un fitto scambio di informazioni.

Il meeting è stato caratterizzato dalla consueta cordialità che contraddistingue i rapporti con Israele, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa italiano.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa

Pakistan: il CaSMD generale Abrate in visita ufficiale dal suo omologo Wynne. L’Afghanistan tema centrale

Il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, si è recato venerdì 4 ottobre in visita ufficiale in Pakistan, dove è stato accolto dal suo omologo generale Khalid Shameem Wynne, Presidente del Comitato Interforze dei Capi di Stato Maggiore.

Tema principale dei colloqui è stato l’evolversi della situazione geostrategica in Asia centrale, con l’Afghanistan al centro dell’attenzione. In particolare, il generale Abrate si è soffermato sul processo di transition in atto nel Paese, confermando la volontà italiana di continuare a sostenere, anche militarmente, lo stato afgano.

Da parte sua, il generale Wynne ha sottolineato come il Pakistan sia strettamente legato, per vicinanza sia geografica che culturale, al processo di stabilizzazione dell’Afghanistan e ha perciò ringraziato l’Italia per il considerevole e continuo impegno svolto in tal senso.

La discussione si è poi allargata alla lotta al terrorismo e agli sforzi della comunità internazionale per far fronte alle numerose aree di crisi del pianeta. In tal ambito, il generale Abrate ha espresso il suo apprezzamento per gli oltre 10mila militari che il Pakistan schiera, soprattutto in Africa, nelle missioni di peacekeeping guidate dalle Nazioni Unite.

L’incontro, tenutosi nel clima di cordialità e amicizia che caratterizza i rapporti tra Italia e Pakistan, è altresì servito per esplorare ulteriori possibilità di collaborazione bilaterale nel campo della formazione e dell’addestramento, da inserire nel piano di cooperazione che viene annualmente rinnovato e aggiornato dai rispettivi Stati Maggiori.

Infine, il generale Wynne ha manifestato l’interesse del suo Paese per i prodotti dell’industria italiana della Difesa, di cui ha riconosciuto l’elevato livello tecnologico.

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Fonte: stato maggiore Difesa

Foto: stato maggiore Difesa

Il Capo di SMD gen Abrate illustra la transition di ISAF al viceministro della Difesa afgano

Il Capo di stato maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, ha ricevuto oggi 26 luglio a Roma il primo viceministro della Difesa della Repubblica Islamica dell’Afghanistan, l’onorevole Enayatullah Nazari, in visita ufficiale in Italia.

Nel corso dell’incontro, fa sapere lo stato maggiore della Difesa in un comunicato stampa,  il generale Abrate ha illustrato al viceministro afgano le principali iniziative riguardanti l’Afghanistan e ha confermato l’impegno delle Forze Armate italiane nel garantire l’efficacia della fase di transizione della missione ISAF (International Security Assistance Force).

Un processo, quello della transizione, che prevede “il graduale scambio di ruoli tra le pedine della comunità internazionale e le Autorità afgane, man mano che queste proseguono nell’accrescimento e consolidamento delle proprie capacità”, ovvero un trasferimento delle responsabilità su operazioni e territorio dalle forze di coalizione alle forze di sicurezza afgane.

Al fine di raggiungere questo importante obiettivo – ha dichiarato il generale Abrate – stiamo operando su tre direttrici fondamentali che riguardano il settore della sicurezza, della governance e dello sviluppo economico. Inoltre, man mano che le aree nel settore italiano si stabilizzeranno sempre più, sarà ceduta la responsabilità della sicurezza alle forze di sicurezza afgane. Al tempo stesso, le funzioni del PRT (Provincial Reconstruction Team) verranno svolte dagli organi di governo/agenzie locali”.

Il Capo di stato maggiore della Difesa ha, infine, illustrato quanto emerso dal recente summit di Chicago, con particolare riferimento al dopo-ISAF, ovvero a dopo il 2014, data a partire dalla quale la NATO focalizzerà il proprio impegno sull’advising/assistance/training delle Afghan National Security Forces, le quali, nel frattempo, avranno consolidato la loro responsabilità nella gestione della sicurezza.

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Fonte: stato maggiore della Difesa

Foto: stato maggiore della Difesa

Libano, UNIFIL: visita ufficiale e cittadinanza onoraria di Tiro per il Capo di SME generale Graziano

Il generale Claudio Graziano, Capo di stato maggiore dell’Esercito, è giunto ieri 9 luglio in Libano in visita ufficiale e, dopo gli incontri programmati con le alte cariche istituzionali libanesi, ha visitato il Quartier Generale di UNIFIL dove è stato accolto dal generale Paolo Serra, Capo Missione e Comandante della Missione ONU, da cui ha ricevuto l’aggiornamento sulla situazione operativa.

Il generale Graziano si è poi recato a Shama nella sede del comando del contingente italiano, attualmente costituito sulla base della 132^ brigata corazzata Ariete, dove è stato accolto dal comandante della Joint Task Force Lebanon, il generale Gaetano Zauner.

Le autorità libanesi hanno voluto testimoniare la propria riconoscenza nei confronti del generale Graziano, già Comandante della missione UNIFIL dal 2007 al 2010, concedendogli la cittadinanza onoraria di Tiro, capoluogo del sud del Libano.

La 132^ brigata corazzata Ariete, attualmente rischierata nella Terra dei Cedri, aveva operato sotto la guida del generale Graziano nelle missioni Leonte 3 e 6. Dallo scorso mese di maggio, la grande unità conduce le operazioni nell’area ovest della missione UNIFIL, coordinando contingenti militari provenienti da nove diverse nazioni.

Il generale Graziano ha salutato il personale italiano esprimendo parole di apprezzamento per la meritoria opera svolta dal personale delle Forze Armate Italiane impegnate nel quadro del delicato mandato contenuto nella Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, sottolineando l’elevato contributo fornito dai peacekeepers italiani  in missione

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Fonti: stato maggiore Esercito, UNIFIL MPIO

Foto: UNIFIL MPIO

UNIFIL: il comandante del COI, generale Bertolini, incontra a Naqoura il comandante di UNIFIL, generale Serra

Oggi 6 marzo il comandante del COI generale Bertolini e’ giunto in Libano in visita ufficiale al Force Commander e Head of Mission di UNIFIL (United Nations Interim Force in Lebanon), generale Paolo Serra, alla direzione di UNIFIL dallo scorso 28 gennaio.

Per il generale Bertolini si tratta della prima visita in Libano dal suo insediamento al vertice del Comando Operativo Interforze (COI).

Nel corso dell’incontro con il generale Serra, si apprende dalla nota stampa dell’ufficio PI di Naqoura, il generale Bertolini ha espresso parole di apprezzamento per la meritoria opera svolta dal personale delle Forze Armate italiane impegnate nel quadro del delicato mandato contenuto nella risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, sottolineando l’elevato profilo della missione.

Il generale Serra ha aggiornato il comandante del COI in merito alla situazione operativa nel Libano del sud, e ha manifestato la propria gratitudine per il concreto sostegno ricevuto dal COI nella prosecuzione dell’impegno volto a garantire l’armonico svolgimento delle operazioni in Patria connesse alla missione UNIFIL.

Ora il comandante del COI generale Bertolini si è trasferito a Shama presso il Sector West su base brigata Pinerolo al comando del generale Carlo Lamanna.

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Fonte: UNIFIL MPIO

Foto: UNIFIL MPIO