Gen 7, 2011
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Eravamo scarsi a fetenti

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By Cybergeppetto

Ero un ragazzo quando a scuola mi spiegavano che De Gasperi, Schuman e Adenauer avevano avuto un’idea meravigliosa: l’Europa Unita, la terra della felicità e del benessere in cui anche qualche debituccio pubblico come il nostro sarebbe stato saldato in un battibaleno dalla forza economica del vecchio continente.

Eravamo tutti convinti che avremmo imparato in Europa come fare le cose per farla presto finita con le inefficienze e le farraginosità dell’italietta, così piena di pastette tra i lupi comunisti vestiti da agnello democratico e tra gli agnelli democristiani che si travestivano da lupi solo il giorno in cui si approvava la legge finanziaria.

Apprendiamo dalla stampa che Lady Catherine Margaret Ashton, Baronessa Ashton di Upholland, il Ministro degli Esteri dell’Unione Europea, viene accusata dai media di assenteismo perché, tra i week end a Londra e i viaggi all’estero, avrebbe disertato circa due terzi di importanti riunioni della Commissione Europea, e da molte altre si sarebbe assentata anticipatamente.

Se la Baronessa si becca due-cento-trenta-mila-pound all’anno (qualcosa più di trecentocinquantamila euro) per non fare il suo lavoro, o per farlo male, è una cosa che infastidisce non poco, anche perché non eravamo scarsi  ad assenteisti: francamente non abbiamo bisogno di buttare l’occhio fino a Bruxelles per parlarne, ci basta il nostro Parlamento.

Quello che invece sembra essere più grave è il fatto che Lady Ashton sostiene di non poter partecipare ai lavori della Commissione di cui è membro per i suoi impegni internazionali. A tale scopo avrebbe richiesto di parteciparvi in video conferenza.

D’accordo, da che mondo è mondo, i ministri degli esteri viaggiano in lungo e in largo; e direi anche quelli degli altri dicasteri che avrebbero potuto richiedere la stessa possibilità.

Il fatto è che in un’organizzazione seria di solito si provvede a stabilire un ritmo di lavoro che consenta di riunirsi quando c’è da prendere una decisione e che lasci tempo per lo sviluppo delle discussioni e delle scelte.

Io non lo so se la Baronessa vada in camporella sul Tamigi invece d’andare a lavorare, né sono certo che i ritmi di lavoro delle istituzioni europee siano strambi; in ogni caso qualcosa non quadra, con tutti i soldi che gli diamo si potrebbero anche accordare meglio.

Il Sogno dei Padri Europei si è trasformato fatalmente in un girone dantesco di riunioni, di carte, di dichiarazioni che costa un pacco di soldi e del quale sempre meno si capisce l’utilità.

Chi volesse entrare nel centro congressi dove si tengono le riunioni ministeriali sarebbe sommerso da piani affollati di gente ben vestita che conversa amabilmente, con monitor che annunciano riunioni a getto continuo, e che sono più frequenti dei dispacci dell’Ansa, e fotocopiatrici che vomitano fogli in continuazione con i verbali di riunioni delle quali i cittadini europei non vedranno mai i risultati, ma per i quali versano in forma di IVA (e tasse equipollenti nei vari paesi) un bel mucchio di soldi.

Cybergeppetto

p.s. I commissari europei sono stati dotati di un sistema telefonico 3G a elevata efficienza per tenersi in contatto nei loro frequenti viaggi all’estero. A qualcuno è caduto nel Tamigi, qualcun’altro aveva la batteria scarica, qualcuno aveva disattivato la suoneria. Nell’attesa, i rimanenti hanno iniziato a giocare a carte in rete. Avevamo proprio bisogno d’andare a Bruxelles…

Foto: sala congressi dell’Hotel Atlantic di Riccione

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Inchiostro antipatico