Mag 22, 2011
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Il ballottaggio infinito

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By Cybergeppetto

Assistiamo in questi giorni al consueto e cervellotico spettacolo di un dibattito politico che parla di tutto tranne che della cosa pubblica.

Le elezioni dovrebbero essere il motore della macchina pubblica, purtroppo ogni anno rivediamo la carburazione di questa macchina e non facciamo altro che sgassare per vedere se la benzina dei voti e l’aria delle chiacchiere politiche si mescolano bene. In ogni caso è del tutto evidente che da tempo immemorabile non facciamo un metro.

Che qualcuno governi è sempre un fatto aleatorio, l’Italia cresce come una pianta in cui non c’è mai stato uno che abbia avuto il coraggio di prendere le forbici per dare una sistemata, le forbici sono dispositivi anticomunicativi, se le fai vedere in giro e, soprattutto, le usi, tutti si spaventano. Se fai la trippa a pezzettini per distribuirla tutti si avvicinano.

In Germania hanno dovuto ricorrere alla “grosse koalition” perché nessuno aveva la maggioranza e vanno avanti da tempo, mentre noi, che siamo il paese delle geometrie politiche variabili, dei ribaltoni acrobatici e dei minuetti elettorali infiniti, passiamo tutto il nostro tempo a discutere su chi deve governare e, quando siamo stufi, ci mettiamo a discutere su chi non deve governare.

Nel reality della politica c’è sempre qualcun che deve essere nominato affinché esca e qualcun altro che può andare avanti, ma non si sa a far cosa e perché, l’importante è che non legga e non lavori, nei reality show non è permesso.

Guardavo ieri in una piazza il manifesto di una persona che conosco, ha una faccia rassicurante ed intelligente, eppure è un fesso di categoria super, d’altronde le liste si dividono sempre in due parti, all’inizio quelli che saranno eletti e dopo gli illusi che ritengono d’aver qualcosa da dire, ma passano il tempo a grattarsi la cute cranica per agitare la forfora. Il fatto è che, con queste regole poco importa se chi eleggiamo è intelligente o meno, i partiti hanno solo la capacità di gestire la polemica politica, non la cosa pubblica.

Il problema è che quelli eletti sanno bene che rimarranno onorevoli solo se distribuiranno “panem et circenses” agli elettori, di lavorare per il paese, come tutti sostengono di voler fare, non se ne parla.

Sogno un paese in cui si voti solo ogni cinque anni, sei mesi di campagna elettorale e quattro anni e mezzo di governo non sarebbero male.

Sogno un paese in cui i politici non gestiscano a livello locale in maniera diretta, o fintamente privata, attività come la sanità o la gestione dei rifiuti, tanto non lo sanno fare. E’ meglio che definiscano obiettivi e risorse, ma di fargli toccare i soldi non se ne deve parlare nemmeno.

Sogno un paese in cui si faccia il conto del fabbisogno di energia e si stabilisca come reperirla invece di blaterare pro o contro il nucleare.

Sogno un paese in cui, finalmente, si comincino a pagare i debiti che abbiamo contratto sinora e non solo gli interessi che sono stati maturati.

E’ meglio che la smetta di sognare, sennò il mio editore mi toglie la tastiera di mano e mi manda a fare la comunicazione elettorale di qualcuno dei candidati attuali, ho già i brividi sulla schiena.

Cybergeppetto

p.s. Cybergeppetto si è presentato alle elezioni con delle idee precise sulla scuola. Vuole istituire un sistema elettorale settimanale, in maniera che si voti ogni settimana, domenica e lunedì. Il personale della scuola sarà impegnato nei seggi, per non avere aggravio di spesa per la pubblica amministrazione. Le scuole rimarranno chiuse il venerdì il lunedì ed il martedì, per non imparare nulla bastano due giorni.

Foto: “Vota la trippa” è tratta da Flickr; la locandina del film è tratta da FreeFilmsOnLine

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Inchiostro antipatico