Lug 28, 2011
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I mostri della Repubblica. Il CNEL

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By Cybergeppetto

Provate a farvi un giro su internet cercando il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, scoprirete un organismo che, analogamente al Consiglio Supremo di Difesa di cui ho già fatto il “panegirico”, potrebbe essere tranquillamente cancellato senza che nessuno se ne accorga.

L’articolo 99 della Costituzione repubblicana recita:

“Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro è composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa.

È organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge.

Ha l’iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i principi ed entro i limiti stabiliti dalla legge.”

Evidentemente ai padri costituenti piacevano gli organi consultivi, quei consessi in cui si chiacchiera e si fanno proposte di legge, quelle cose che il Parlamento, impegnato com’è a fare e disfare i governi, butta in un angolo per fare a cazzotti in aula.

Però c’è pur sempre un segretariato nel quale mettere un pò di gente, magari in un bel palazzo storico, Villa Lubin, fa chic anche se costa un pochino. Dal sito spuntano fuori più di settecentomila euro annui di stipendi ai dirigenti, chissà quanto costano i non dirigenti, i lavori all’infrastruttura ed i servizi acquistati. Non se ne discute molto, magari perché tra politici, sindacalisti ed imprenditori ognuno ha la sua rappresentanza.

Il Cnel è infatti composto da esperti e rappresentanti delle categorie produttive, in numero di 121, oltre al Presidente, tra i quali spiccano 12 esperti in materia cultura economica, sociale e giuridica (8 li nomina il Presidente della Repubblica e 4 il Presidente del Consiglio dei Ministri), 99 rappresentanti delle categorie produttive (44 rappresentanti dei lavoratori dipendenti, 18 dei lavoratori autonomi, 37 delle imprese), 10 rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e del volontariato.

Naturalmente ai consiglieri spetta un’indennità, sono equiparati ai membri del Consiglio di Stato ed alla Corte dei Conti, godono di un trattamento di missione ed un trattamento accessorio per i non residenti a Roma. Cifre attuali non ne ho trovate, il vile denaro fa sicuramente schifo a tutti.

Secondo i costituenti tutta questa gente aveva un disperato bisogno di un forum su cui discutere, non potevano prevedere, i tapini, che tra workshop, congressi e tavoli con il governo, se ne aprono a ritmo impressionante, i sindacalisti e gli industriali non avrebbero avuto molto tempo per lavorare, figuriamoci se gliene rimane per discutere di cose che i partiti buttano regolarmente nel cesso. Tutta questa baracca nel 2006 costava, secondo un articolo del Corriere, 18,7 milioni di euro. Tutto regolare, ma a che serve?

La cosa più divertente è che questo organismo proclama orgogliosamente di aver prodotto 970 documenti in cinquant’anni, al ritmo impressionante di un documento ogni 18,8 giorni! Se quei soldi li dessero ai precari ci sommergerebbero di documenti…

Coloro che sedettero sugli scranni dell’assemblea costituente avevano in mente un’architettura costituzionale molto semplice e chiara: fare un parlamento diviso e debole che, aiutato in ciò da consigli e consiglieri inutili, potesse impedire al governo di operare. Missione compiuta…

Cybergeppetto

p.s. “I media danno grande risalto alle imponenti manifestazioni che sindacati ed industriali hanno promosso per difendere il CNEL minacciato di scioglimento. I consiglieri si sono incatenati all’altare della Patria per manifestare il loro sconcerto…..” Cybergeppetto si sveglia di soprassalto, è sudato, ha mal di stomaco, non andrà più alla pizzeria della sera prima…

Foto: cnel.it

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Inchiostro antipatico