Lug 9, 2013
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L’IMU e le parolacce della repubblica. Il verbo rimodulare

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By Cybergeppetto

Per chi ancora non lo avesse capito, il problema dello Stato italiano è nell’eccesso di spesa: la pubblica amministrazione è una macchina che acquisisce troppe tasse, ma non rende servizi ai cittadini.

In questi mesi di governo “quasi tutti insieme appassionatamente” i politici continuano a discutere di cose insulse e inutili. L’IMU, che molti di noi hanno pagato regolarmente, è la principale delle idiozie su cui i nostri rappresentanti si accapigliano, un po’ come i monaci che passavano le loro giornate in dispute teologiche senza fine sul sesso degli angeli.

Se non si riduce la spesa pubblica, ogni discussione sull’IMU è inutile. Se lo Stato non si mette ad utilizzare le tasse per consentirci di lavorare nell’ambito delle regole, tutto il resto è perdita di tempo.

I nostri politici, che evidentemente non vogliono rendere produttiva la pubblica amministrazione, si ingegnano a fare delle capriole semantiche per aumentare l’IMU senza dirlo esplicitamente.

La parola “rimodulare” è uno splendido esempio di come le accezioni di un termine possano essere usate per nascondere, peraltro in maniera grossolana e puerile, l’intento di mantenere le tasse, se non di alzarle.

il fatto è che  modulare vuol dire :

  • sottoporre un suono a variazioni di tono tali da produrre effetti gradevoli;
  • variare il valore o l’intensità di una grandezza.

Giusto perché sia chiaro, non aspettatevi “effetti gradevoli” dalla “rimodulazione” dell’IMU, perché, a parità di criteri di spesa pubblica, non è possibile immaginare nessuna riduzione.

Se si rendessero produttivi i tanti enti inutili dello Stato, se si vendessero le tante aziende pubbliche in perdita o in crisi, se si riducesse in maniera drastica la spesa per mantenere in piedi la casta, potremmo anche sperare che la “rimodulazione” tenda alla riduzione della tassa, ma non mi farei soverchie illusioni.

Le discussioni sulle prime case, sulle villette continueranno almeno fino a che, per disperazione, non si parlerà di loft e di castelli, di baite e dammusi.

Ogni tanto, anche solo per una botta di fortuna, qualcuno gli darà una mano, tipo il fatto che il fondo monetario internazionale avrebbe “consigliato” di mantenere l’IMU. Basta leggere i compiti del fondo monetario per capire che le regole di tassazione non c’entrano nulla e poi, dall’Argentina alla Grecia, passando per Cipro, i successi  di certi organismi ce li ricordiamo tutti.

Cybergeppetto

p.s. Durante l’ultimo gay pride, i manifestanti hanno sfilato allegramente per le vie della città in difesa del loro orientamento sessuale al grido di “il culo è nostro e ce lo rimoduliamo noi…”

Vignetta di nonsai.it

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Inchiostro antipatico