Ott 16, 2014
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Mare Nostrum: la Marina Militare sigla cooperazione con Save the Children per assistenza ai minori a bordo delle imbarcazioni soccorse

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A un anno di distanza dall’avvio dell’operazione Mare Nostrum, Save the Children, l’organizzazione dedicata dal 1919 a salvare i bambini e a promuovere i loro diritti in tutto il mondo, e la Marina Militare, hanno siglato il 7 ottobre scorso un protocollo d’intesa che prevede la presenza degli operatori professionali dell’organizzazione a bordo delle unità navali impiegate nel dispositivo.

L’obiettivo è fornire supporto, orientamento, informazione legale e mediazione culturale per i minori.

Nei giorni di permanenza a bordo delle unità navali l’accordo prevede che venga fornito il necessario supporto ai bambini e agli adolescenti presenti a bordo delle imbarcazioni soccorse in mare.

“Questo accordo con la Marina Militare è importantissimo perché consentirà agli operatori della Marina di continuare a svolgere sulle navi le attività di mediazione culturale, informazione e orientamento, ma anche di  identificare eventuali bisogni specifici dei minori, come nel caso di vittime di violenza, tratta o sfruttamento, e di fornire un supporto adeguato “,  ha dichiarato Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia.

“Per la nostra Organizzazione, che dal 2008 opera in collaborazione nell’ambito del progetto Praesidium, coordinato dal Ministero dell’Interno, a Lampedusa, in Sicilia, Calabria, Puglia – ha proseguito Neri – significherà di fatto estendere alla fase di soccorso in mare le attività di supporto ai minori già svolte fino ad oggi a terra”.

A margine della sottoscrizione dell’accordo, in rappresentanza della Marina Militare, l’ammiraglio Claudio Gaudiosi, Sottocapo di Stato Maggiore della Marina si è così espresso: “ La presenza a bordo delle navi della Marina Militare degli operatori di Save the Children consentirà ai nostri equipaggi di svolgere ancora meglio il difficile compito nel quale sono impegnati ogni giorno, trovandosi a dover assistere centinaia di persone in condizioni fisiche e psicologiche difficili. In particolare con donne incinte, bambini anche molto piccoli o adolescenti senza adulti di riferimento. L’operazione Mare Nostrum, vede la Marina Militare impegnata ormai da quasi un anno nelle acque del Mediterraneo.  Attraverso la presenza a bordo di operatori umanitari di Save the Children, avremo la possibilità di offrire la migliore assistenza possibile a bambini e adolescenti che dopo essere fuggiti da conflitti, guerre o situazioni terribili, rischiano la loro vita in mare per raggiungere il nostro Paese e l’Europa”.

Save the Children  è presente sulle coste del sud Italia dal 2008, e opera in collaborazione con UNHCR (United Nations High Commissioner for Refugees), IOM (International Organization for Migration) e Croce Rossa Italiana nell’ambito del progetto Praesidium, coordinato dal ministero dell’Interno e finanziato dallo stesso ministero e dall’Unione Europea.

Le attività, in particolare quelle svolte con i minori soli non accompagnati, hanno l’obiettivo di fornire informazione, consulenza legale, mediazione culturale,  garantire la loro corretta identificazione e protezione, monitorare gli standard di accoglienza in Italia e facilitare, nel caso esistano le condizioni, la riunificazione familiare con parenti residenti in Italia o in altri paesi.

Save the Children opera inoltre a Milano e Roma, due dei principali luoghi di transito dei minori stranieri non accompagnati e dei nuclei familiari con bambini, attraverso due centri diurni a Roma e Milano, in partnership con la Cooperativa Civico Zero, e il centro notturno A28 a Roma, in partnership con Intersos.

Secondo i dati ufficiali e le stime di Save the Children, più del 15% dei migranti arrivati via mare dal 1° gennaio a oggi è costituito da minori, 22.500 in totale, tra i quali almeno 11.650 soli, senza alcun adulto di riferimento.  Si tratta spesso di minori in particolari condizioni di vulnerabilità, con un’età compresa tra i 15 e i 17 anni, ma anche di 12 o 13, originari principalmente di paesi come l’ Eritrea, l’Egitto o la Somalia, che hanno vissuto terribili esperienze nel corso del loro viaggio, durato in alcuni casi mesi o anni, tra violenze di ogni tipo. Molti sono i bambini provenienti dalla Siria che viaggiano con i propri genitori e che hanno bisogni peculiari legati alla loro età e vulnerabilità.

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Fonte e foto: Marina Militare

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Forze Armate