Ott 15, 2021
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SW UNIFIL: il CIMIC impegnato nella conservazione di un tempio fenicio

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I Caschi blu di UNIFIL hanno condotto attività di conservazione del patrimonio storico/culturale libanese attraverso la pulizia dei resti di un tempio fenicio, si apprende dal Sector West (SW) di UNIFIL, la missione delle Nazioni Unite in Libano.

Più in dettaglio si apprende da un comunicato stampa di oggi, 15 ottobre, che la Task Force (TF) ITALBATT, al comando del Colonnello Marco Licari, dopo aver effettuato una visita allo scavo archeologico di Oumm el Amed (Naqoura), ha aiutato una spedizione italo-libanese nella pulizia del sito archeologico per rinvenire e proteggere uno dei templi fenici.

L’attività inquadrata tra quelle di cooperazione civile e militare (CIMIC), è stata sviluppata a sostegno alla comunità locale, in coordinazione con una spedizione archeologica dell’Università Libanese di Beirut e dell’Università Italiana di Sassari, ed è inquadrata nelle operazioni finalizzate al sostegno e alla conservazione del patrimonio storico/culturale libanese.

Il sito si trova vicino alla città di Al-Naquora, ultima città lungo la costa mediterranea a sud del Libano, al confine storico tra Libano e Palestina. Nella località si trovano i resti della città conosciuta come Oumm el-Amed, risalenti al III secolo a.C.

La città, riferisce il SW, era un centro religioso per il culto fenicio, in particolare quello del dio fenicio Baal Hamon, del dio Milkashtart e della dea Astarte, la cui memoria vive in una vicina valle conosciuta come Wadi Hamol (la valle di Hamol).

Il sito contiene ancora i resti di due importanti templi, oltre ad altri edifici, risalenti al II e III secolo a.C., e rappresenta l’ultimo testimone della cultura fenicia sotto l’influenza greca.

Lo scavo archeologico, che vede coinvolti l’Università degli Studi di Sassari, la Lebanese University e la Direction Générale des Antiquités du Liban, è codiretto dal Prof. Hassan Badawi e dal Prof. Michele Guirguis, con la partecipazione degli archeologi Gabriele Carenti ed Ernesto Amedeo Insinna, con il supporto di Nader Seklawi della Directorate General of Antiquities libanese ed è cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

I militari italiani della TF ITALBATT, inquadrata nel Contingente Militare Italiano, su base Brigata Aeromobile Friuli, al comando del Generale di Brigata Stefano Lagorio, oltre alle operazioni di controllo del territorio fondamentali per l’assolvimento della missione UNIFIL, in virtù della storia millenaria che permea gli italiani tutti, sostengono la comunità libanese anche nella conservazione del patrimonio storico e archeologico, grazie al lavoro di coordinamento e organizzazione della cellula CIMIC (Cooperazione Civile-Militare) del comando del settore ovest del sud del Libano, conclude il comunicato.

Fonte e foto: SW UNIFIL

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Forze Armate