PaolaCasoli

MNCG: la Multinational Run del COMFOTER SPT a Motta di Livenza con il CIMIC

Il prossimo 6 settembre, con partenza da Piazza Luzzatti a Motta di Livenza, in provincia di Treviso, si effettuerà l’allenamento di corsa denominato “Multinational Run”, fa sapere con un comunicato stampa il Multinational Cimic Group (MNCG).

L’evento, promosso dal Comando Forze Operative Terrestri di Supporto (COMFOTER SPT) in Verona e organizzato dal Multinational CIMIC Group, è aperto a tutti ed è finalizzato a consolidare i rapporti tra la cittadinanza locale e i militari dell’Esercito Italiano, rafforzando così i legami di solidarietà, altruismo e rispetto che uniscono dal 1955 fino a oggi la caserma Mario Fiore al territorio del mottense, sottolinea il comunicato.

L’appuntamento è alle 9.00 proprio in Piazza Luzzatti, si apprende. Il Multinational CIMIC Group, l’unità dell’Esercito a valenza interforze e multinazionale specializzata nella cooperazione civile-militare, per venire incontro a ogni grado di allenamento organizzerà diversi circuiti cittadini di distanza variabile.

Alla manifestazione, infatti, potranno partecipare tutti coloro che desidereranno cimentarsi su due percorsi a scelta di 5 e 10 km in un ambiente rilassato, gioviale e all’insegna della condivisione dei valori di fratellanza e amicizia.

Durante la manifestazione sarà possibile visitare diversi stand e ammirare le uniformi storiche della Forza Armata nonché i mezzi tattici e gli equipaggiamenti che i soldati del Multinational CIMIC Group utilizzano nei teatri operativi in cui sono impiegati.

“Piazza Luzzatti, il cuore di Motta di Livenza, si colorerà di verde, per simboleggiare lo stretto legame tra militari e cittadini, e di bianco, per esprimere la fiducia che c’è alla base di un rapporto sereno e fruttuoso come quello tra il reparto dell’Esercito e il Comune stesso che patrocinerà l’evento”, scrive il CIMIC.

La “Multinational Run” verrà svolta per la prima volta in contemporanea in 27 città italiane, da Bolzano a Palermo, sedi dei comandi dipendenti dalle Forze Operative Terrestri di Supporto, in collaborazione con Enti locali e associazioni sportive, per una partecipazione stimata di 10.000 persone tra militari e civili.

Per iscriversi: 0422 280 208

Fonte e locandina: MNCG

RC-W, KFOR: il CIMIC supporta la sanità locale in Kosovo

I soldati italiani del Regional Command West (RC-W), in missione in Kosovo, hanno recentemente effettuato una donazione di strumenti elettromedicali e presidi medici in favore della popolazione locale.

Più in dettaglio, lo stesso RC-W ha fatto sapere con un comunicato stampa del 30 agosto che “si è concluso un progetto di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC) che ha visto i soldati italiani del Regional Command West (RC-W), impegnati nell’ambito della missione in Kosovo denominata Joint Enterprise, effettuare una donazione di apparati elettromedicali e presidi medici presso il centro di medicina familiare del villaggio di etnia serba di Gorazdevac”.

La donazione, si apprende, è nata dalla collaborazione tra l’unità CIMC del RC-W e le istituzioni locali ed è stata resa possibile grazie a un donatore italiano, nello specifico la dottoressa Silvana Paratore, da diversi anni impegnata nel campo del volontariato nella città di Messina e insignita dell’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Il progetto di Cooperazione Civile e Militare, fa sapere l’RC-W, ha permesso la distribuzione di diverse apparecchiature per la misurazione del tasso glicemico, misuratori per l’autocontrollo della glicemia e altri presidi medici chirurgici. Presenti alla donazione, oltre al personale medico e infermieristico della struttura, il comandante del Regional Command West, Colonnello Daniele Pisani, accompagnato dal suo staff.

La direttrice del centro di medicina familiare, dottoressa Stanisllava Radovic, al termine della donazione ha espresso la sua profonda gratitudine per i materiali ricevuti, riferisce il comunicato, aggiungendo che risultano essere di vitale importanza sia per la comunità di Gorazdevac, che per altri piccoli villaggi di etnia serba assistiti dalla stessa clinica, considerando che il 30% dei residenti è affetto da diabete mellito.

Infine, la direttrice ha ringraziato il Comandante dell’RC-W e il team CIMIC che ha condotto la donazione per il continuo supporto che i soldati italiani in missione in Kosovo forniscono al centro di medicina familiare e a tutta la popolazione di Gorazdevac.

Fonte e foto: RC-W KFOR

Il Sottosegretario Tofalo augura buon lavoro al gen Portolano da oggi al comando del COI

“Buon lavoro al Generale di Corpo d’Armata Luciano Portolano da oggi ufficialmente alla guida del Comando Operativo di vertice Interforze, il braccio operativo dello Stato Maggiore della Difesa per la pianificazione, il coordinamento e la conduzione di operazioni interforze multinazionali e nazionali”, scrive il Sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo in occasione della cerimonia di avvicendamento che si è tenuta oggi, come rende noto il suo addetto stampa con un comunicato di oggi 2 settembre.

Fonte:Capitano Massimiliano Rizzo Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On. Angelo Tofalo

Foto: @ministerodifesa

Baltic Guardian, Lettonia: continua l’addestramento della fanteria pesante nell’ottica eFP NATO

Il contingente italiano schierato nella missione in Lettonia continua l’attività di addestramento per migliorare le capacità operative e di cooperazione con i Paesi dell’Alleanza, si apprende da un comunicato stampa odierno della Task Force Baltica di stanza in Lettonia.

Più in dettaglio, il contingente italiano, schierato presso la base di Ādaži nell’ambito della missione in Lettonia, ha condotto delle attività addestrative, quali il Combat Recovery e delle lezioni di tiro con il mortaio a corto raggio da 60 mm, con lo scopo di “addestrare l’unità migliorandone le capacità operative e di cooperazione con altri Paesi dell’Alleanza Atlantica”.

La compagnia di fanteria pesante, si legge dal comunicato, ha condotto un’attività addestrativa nella quale, a seguito dell’abbattimento di un elicottero U.S.A. UH60 – Black Hawk, è intervenuta in qualità di Quick Reaction Force (QRF) dell’enhanced Forward Presence (eFP) Battle Group per effettuare il Combat Recovery (riconoscimento ed estrazione dell’equipaggio).

La compagnia, equipaggiata con armi individuali allestite con kit a salve e di reparto, includeva anche un plotone carri C1 Ariete, un plotone spagnolo Sapper e un team EOD albanese, ed è stata elitrasportata e infiltrata in ambiente boschivo con il compito di riconoscere ed estrarre i piloti, rimasti feriti a bordo del proprio velivolo UH60 – Black Hawck a seguito dell’abbattimento. Gli elementi ostili presenti nell’area erano rappresentati da personale di nazionalità polacca e canadese, fa sapere la Task Force.

L’intervento in supporto delle pattuglie di Combat Recovery da parte del plotone Carri, che, con l’impiego del C1 Ariete, ha attuato delle Block Position, “è risultato determinante ai fini dello svolgimento dell’intera attività”, spiega il comunicato.

L’unità si è addestrata svolgendo delle lezioni di tiro con il mortaio C6-210 COMMANDO da 60mm, in dotazione, esercitando il personale italiano congiuntamente a quello spagnolo.

Le attività svolte hanno permesso di addestrare e amalgamare il personale, perfezionando le procedure tecnico-tattiche di impiego dell’equipaggiamento e dei mezzi in dotazione e le attività di comando e controllo del comando di compagnia grazie all’adozione dei medesimi standard operativi tra le varie unità multinazionali che hanno preso parte alle attività.

Il contingente italiano, inquadrato nel Multinational Battle Group Latvia (MN BG LATVIA) a guida canadese, nel quale sono inquadrati 9 Paesi dell’Alleanza, si addestra al fine di perseguire gli obiettivi prefissati dall’eFP, quali la capacità di integrazione e di cooperazione tra i Paesi della NATO.

Il contingente italiano schierato in Lettonia nell’ambito dell’operazione “Baltic Guardian” al Comando del Ten. Col. Giovanni Rucco è costituito su base 1° Reggimento Bersaglieri di stanza a Cosenza, integrato da un’unità operativa Carri di livello plotone e personale di staff del 4° Reggimento Carri di stanza a Persano e da altre unità dell’Esercito.

“L’eFP dimostra la volontà e la capacità della NATO di agire in maniera unitaria – ‘NATO stands as one’ – e rappresenta uno straordinario momento di verifica delle proprie capacità militari di dispiegamento e di flessibilità d’impiego”, conclude il conunicato.

Articolo correlato:

Corazzati della Garibaldi in Lettonia concludono il ciclo addestrativo Reaper Prime, obiettivo la NATO eFP (5 agosto 2019)

Fonte e foto: Op Baltic Guardian – Lettonia

 

Kosovo, il MNBG-W diventa Regional Command West: assetti anche da Turchia, Polonia e Svizzera

Si è svolta lo scorso 15 agosto, al Comando NATO-KFOR di Pristina, alla presenza del Comandante della missione in Kosovo, Generale di Divisione Lorenzo D’Addario, e delle autorità civili e militari, la cerimonia che ha sancito il cambio di denominazione del Multinational Battle Group West (MNBG-W) in Regional Command West (RC-W), unità a guida italiana schierata nel settore occidentale del Kosovo, si è appreso da un comunicato stampa del nuovo Regional Command – West.

La cerimonia ha suggellato la rimodulazione della catena di comando e controllo delle unità schierate nel teatro operativo del Kosovo, spiega il comunicato.

“L’RC-W ha infatti inglobato, oltre alle unità cinetiche, destinate al controllo del territorio in termini di sicurezza, quelle non cinetiche, unità destinate alla cooperazione e al collegamento con la popolazione locale, queste ultime – spiega in dettaglio lo stesso comando – fino a oggi alle dipendenze di un comando parallelo denominato Joint Regional Detachment West (JRD – W)”.

Con la trasformazione il Comandante del RC-W, Colonnello Daniele Pisani, ha assunto la totale responsabilità del settore ovest del Kosovo.

La trasformazione non ha comportato un cambiamento in termini numerici, si apprende, le unità del RC-W, attualmente schierate in teatro operativo, continueranno a svolgere attività di supporto alla sicurezza e alla stabilità dell’area di responsabilità, mediante unità di manovra a livello battaglione.

Il collegamento con le autorità locali e le organizzazioni non governative a livello regionale per il monitoraggio del territorio saranno svolti da team multinazionali, denominati Liaison Monitoring Team (LMT), ovvero squadre di collegamento e monitoraggio, operanti nelle 15 municipalità che rientrano nel settore di competenza del RC-W.

Un altro aspetto significativo della trasformazione riguarda l’incremento della multinazionalità dell’RC-W che vede aggiungersi, alle quattro nazioni operanti nel preesistente MNBG-W, ovvero Italia, Austria, Slovenia e Moldavia, assetti provenienti da Turchia, Polonia e Svizzera.

“L’unicità di comando, sotto la quale rientrano sia gli assetti cinetici che quelli non cinetici, ha permesso di migliorare il coordinamento delle attività, garantendo un supporto ancora più efficace per l’assolvimento della missione in Kosovo, ovvero, contribuire al mantenimento di un ambiente stabile, consolidando il progresso socio-economico che da venti anni il Kosovo vive”, conclude il comunicato richiamando quanto già anticipato in un video dello Stato Maggiore della Difesa dallo stesso Col Pisani qualche giorni prima della cerimonia di Pristina.

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Kosovo: il MNBG-W si trasforma in Regional Command West, assetti cinetici e non sotto un unico comando (13 agosto 2019)

Fonte e foto: KFOR RC-W

Kosovo: il MNBG-W si trasforma in Regional Command West, assetti cinetici e non sotto un unico comando

Da Multinational Battlegroup West (MNBG-W) a Regional Command West: è la trasformazione che nei prossimi giorni interesserà l’unità dispiegata a Villaggio Italia nel Kosovo occidentale, nell’ambito della missione NATO KFOR.

È un video dello Stato Maggiore della Difesa a spiegarlo tramite le parole del comandante del MNBG-W, col Daniele Pisani: “Un cambio non solo di denominazione, ma una revisione della struttura di comando e controllo che comporta la fusione sotto un unico comando degli assetti cinetici, dedicati alla sicurezza dell’area di responsabilità, e non cinetici, garanti del collegamento diretto e continuo con le comunità locali”.

La guida resterà italiana, con personale militare proveniente da sette nazioni diverse: “un supporto ancor più efficace per la stabilità e la sicurezza del Paese”, conclude il col Pisani.

Fonte e foto: MNBG-W

Il Sottosegretario Tofalo agli Artificieri a Vedelago: “pronti a intervenire anche in una calda domenica di agosto”

“Sempre al lavoro, pronti a intervenire anche in una calda domenica di agosto! Grazie ragazzi perché ci siete sempre e il Paese sa di poter contare su di Voi!”, lo scrive il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) Angelo Tofalo sul suo profilo facebook al termine di una operazione di bonifica eseguita a Vedelago, in Veneto, dagli artificieri dell’Esercito del 3° Reggimento Genio Guastatori, si apprende oggi dall’addetto alla comunicazione del Sottosegretario.

Nei giorni scorsi un ordigno bellico di 500 libbre era stato ritrovato nei pressi della linea ferroviaria Montebelluna – Castelfranco. Oggi, 11 agosto, gli artificieri del 3° reggimento Genio Guastatori di Udine hanno despolettato un “residuato bellico inesploso del peso di due quintali lanciato dagli Alleati e rinvenuto dal personale di RFI [Rete Ferroviaria Italiana, ndr] durante alcuni lavori lungo la linea ferroviaria”, come riferisce TGR Veneto.

“Grandi capacità e addestramento consentono ai reparti dell’Arma del Genio di operare con tempestività, oltre che nelle missioni internazionali, anche sul territorio nazionale a supporto delle comunità locali in interventi di pubblica utilità”, ha evidenziato Tofalo.

Fonte: Cap Rizzo, Addetto alla Comunicazione del SSSD Tofalo; TGR Veneto

Foto: @AngeloTofalo

Campagna antincendi (AIB): le Forze Armate impegnate in Calabria e in Sicilia

Durante lo scorso fine settimana sono stati numerosi gli interventi in Calabria e Sicilia delle Forze Armate nella lotta agli incendi boschivi, si apprende dallo Stato Maggiore della Difesa.

Nel dettaglio, le giornate del 2 e 3 agosto in Calabria in località Caulonia (RC) e Sant’Elia – Monte San Biagio (RC) hanno visto impegnato nelle attività di spegnimento un elicottero AB412 appartenente al 2° Reggimento Sirio dell’Esercito Italiano che ha effettuato oltre 4 ore di volo e 25 sganci, rilasciando circa 25 tonnellate di acqua.

In Sicilia sono intervenuti elicotteri della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare e dell’Arma dei Carabinieri in diverse zone dell’isola colpiti da vasti incendi.

Nel pomeriggio di domenica 3 agosto, in particolare, un elicottero AB 212 della Marina Militare, appartenente alla Stazione Elicotteri di Catania Maristaeli Catania, è intervenuto nella zona di Centuripe (EN).

L’elicottero ha effettuato due diverse sortite per un totale di circa 2 ore di volo  ffettuando  omplessivamente 10 lanci con il “Bambi Bucket”, apparecchiatura in dotazione per il trasporto e il rilascio di acqua nelle zone colpite da incendi.

Gli interventi dell’Aeronautica Militare nella giornata del 3 agosto con l’impiego di un elicottero HH-139A, appartenente all82° Centro C.S.A.R.  (Combat Search and Rescue) di Trapani Birgi, hanno interessato le aree di Borghetto e Giardinello in provincia di Palermo e alcune zone del comune di Termini Imerese (PA).

L’intervento è durato circa 4 ore di volo durante i quali sono stati effettuati 19 sganci per un totale di 13.5 tonnellate di acqua, spiega in dettaglio la Difesa.

Un elicottero NH500 del Raggruppamento Mobile dell’Arma dei Carabinieri è intervenuto nei comuni di Altofunte e Baia Chiaranda nella provincia di Palermo nelle giornate del 1° e del 2 agosto, effettuando 6 ore di volo e 68 sganci per un totale di 34 tonnellate di acqua.

Gli elicotteri intervenuti fanno parte degli assetti delle Forze Armate che il Ministero della Difesa ha messo a disposizione per la campagna antincendi boschivi (AIB) di quest’anno, iniziata lo scorso 15 giugno, che consolida la collaborazione, in atto già da diversi anni, tra Forze Armate, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Protezione Civile (PROCIV) per rendere più efficace e incisiva la lotta agli incendi boschivi.

Per la stagione estiva 2019, la flotta nazionale nel periodo di massimo impegno potrà contare su 31 mezzi aerei, di cui 22 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e 9 delle Forze Armate.

L’impegno delle Forze Armate rientra nell’accordo stipulato tra Ministero della Difesa e Dipartimento della Protezione Civile nell’ambito della campagna AIB, che prevede la costituzione del Centro Operativo Aereo Unificato (COAU), come ente coordinatore degli interventi in caso di emergenza.

L’hashtag per parlarne sui social è #UnaForzaPerilPaese

Fonte e foto: PI SMD

Strade Sicure: il bilancio di 11 anni dell’operazione in Campania

Sono 1.500 gli arresti, 4.700 le denunce, 700 le persone poste in stato di fermo, ingenti i quantitativi di armi sequestrate, munizioni, denaro, tabacchi, materiale contraffatto e di contrabbando e oltre 80.000 i grammi di sostanze stupefacenti.

Questo il bilancio di oltre 820.000 persone controllate e indentificate in 11 anni dall’inizio dell’Operazione Strade Sicure in Campania, ricorda in una nota stampa il Comando Forze Operative Sud (COMFOPSUD).

“A questi risultati concreti deve esserne aggiunto un altro, non quantificabile, legato all’effetto di dissuasione che la presenza dei militari esercita sulla criminalità e la percezione di maggiore sicurezza che hanno i cittadini, a conferma di come l’Esercito, sia parte integrante del sistema di sicurezza”, sottolinea la nota.

Sono circa 900 gli uomini e le donne dell’Esercito Italiano impiegati per l’Operazione Strade Sicure, che in Campania presidiano 35 siti e obiettivi sensibili, con compiti di perlustrazione e pattugliamento in concorso e congiuntamente alle Forze di Polizia, garantendo una presenza capillare sul territorio della regione.

Tra gli obiettivi vigilati, definiti dall’autorità prefettizia, rientrano siti istituzionali, luoghi artistici, siti diplomatici, nodi di scambio quali porti, aeroporti, stazioni ferroviarie e metropolitane, luoghi di culto e siti di interesse religioso, e anche 31 siti, su tutto il territorio nazionale, dichiarati Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

Senza dimenticare i 250 militari dell’Esercito che operano nella cosiddetta “Terra dei fuochi”, tra le province di Napoli e Caserta, orientati esclusivamente alla prevenzione e contrasto dei reati ambientali con particolare riferimento ai roghi e allo sversamento illegale dei rifiuti.

A integrazione del dispositivo in atto per l’Operazione Strade Sicure, l’Esercito Italiano ha schierato, in occasione della 30^ Summer Universiade, una Task Force di 500 militari impiegati per la sorveglianza dei 63 siti competitivi e obiettivi sensibili interessati all’evento sportivo, dislocati nelle cinque province campane, al fine di incrementare le misure di sicurezza a tutela della manifestazione e dei circa 8.000 atleti e rappresentanti delle delegazioni dei paesi partecipanti.

Durante la cerimonia di chiusura svolta allo stadio San Paolo, sono stati impiegati, oltre alle unità cinofile, anche assetti anti drone dell’Esercito per garantire la sicurezza dei cieli di Napoli e la protezione delle aree interessate da eventuali attacchi portati da mini e micro APR (Aerei a Pilotaggio remoto).

Il Generale di C.A. Rosario Castellano, Comandante delle Forze Operative Sud, con sede a Napoli, sotto la cui responsabilità operano circa 4.500 militari in 24 province, sottolinea che “i risultati di questi 11 anni restituiscono un quadro senz’altro positivo. I numeri sugli arresti, le denunce, i fermi, le persone e i mezzi controllati, le armi e gli stupefacenti sequestrati, testimoniano l’efficacia dell’operazione e dimostrano come l’impiego dell’Esercito in questo tipo di intervento, ha assunto, nel tempo, un valore aggiunto per la sicurezza del territorio e dei cittadini. A questo risultato concreto se ne deve aggiungere un altro, non quantificabile, perché legato sia all’effetto della dissuasione, che la presenza dei militari esercita sulla criminalità, sia della percezione di maggiore sicurezza che hanno i cittadini. Ma il risultato più grande ritengo sia la fiducia che la gente ha nei nostri confronti e che manifesta quotidianamente ai militari che operano nelle strade delle nostre città”.

I militari in servizio nell’Operazione Strade Sicure, qualificati come Agenti di Pubblica Sicurezza, seguono uno speciale iter addestrativo, teorico-pratico, tale da garantire una pronta risposta operativa alle varie attivazioni e sempre adeguata alle circostanze, si apprende.

Tra questi il Caporal Maggiore Capo Scelto Luigi Improda, effettivo al 21° Reggimento Genio Guastatori, con diverse partecipazioni all’operazione Strade Sicure e anche in missioni all’estero, che racconta un episodio particolare avvenuto durante i suoi turni di servizio: “mentre ero di servizio di vigilanza in Via Partenope a Napoli, ho prestato soccorso a un uomo invalido che si era ribaltato con la propria sedia a rotelle, aiutandolo a rimettersi seduto e prestandogli anche le cure sul posto. L’uomo mi ha ringraziato, non solo per l’aiuto prestato, ma per il quotidiano impegno che l’Esercito svolge in una città difficile come Napoli. Queste sono le gratificazioni che ci danno la giusta carica per affrontare ogni giorno il nostro servizio e adempiere al meglio il nostro dovere”.

L’Esercito Italiano conduce l’Operazione Strade Sicure, su territorio nazionale, ininterrottamente dal 4 agosto 2008, in virtù della L. n. 125 del 24 luglio dello stesso anno che ha autorizzato, per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, l’impiego di un contingente di personale militare delle Forze Armate, che agisce con le funzioni di agente di pubblica sicurezza.

“Tale operazione è, a tutt’oggi, l’impegno più oneroso della Forza Armata in termini di uomini, mezzi e materiali”, conclude la nota stampa del COMFOPSUD.

Fonte e foto: COMFOPSUD