COMFOPNORD

Bonifica ordigni: gli artificieri dell’Esercito a Vallefoglia fanno brillare bomba d’aereo della Seconda Guerra

Oggi, 15 luglio gli artificieri dell’Esercito, effettivi al reggimento Genio Ferrovieri di Castel Maggiore (BO), intervenuti su richiesta della Prefettura di Pesaro e Urbino, hanno fatto brillare l’ordigno bellico del secondo conflitto mondiale rinvenuto a Montecchio, frazione del Comune di Vallefoglia (PU), si apprende da un comunicato stampa odierno dello stesso Reggimento.

Al termine delle operazioni, intorno alle 13, le numerose famiglie evacuate hanno potuto far rientro nelle loro abitazioni.

L’operazione si è resa necessaria per la particolarità dell’ordigno, una bomba d’aereo da 250 libbre di produzione britannica, spiega il Reggimento.

Gli specialisti del reggimento Genio Ferrovieri, anche questa volta coordinati dal Comando Forze Operative Nord di Padova (COMFOPNORD), intervengono quotidianamente nella propria area di competenza per disinnescare ordigni bellici rinvenuti occasionalmente.

“Dall’inizio dello scorso anno – si legge dal comunicato – sono oltre 4.000 gli ordigni residuati bellici fatti brillare dal personale del Reggimento genio ferrovieri di Castel Maggiore (BO)”.

La Forza Armata, grazie alla capacità “dual-use” dei propri reparti, oltre all’impiego operativo nelle missioni internazionali, è in grado di fronteggiare, in ogni momento, casi di pubblica calamità a supporto della popolazione su tutto il territorio nazionale, dimostrandosi una risorsa pronta e flessibile al servizio del Paese.

L’Esercito è l’unica Forza Armata preposta alla formazione degli artificieri di tutte le Forze Armate, Forze di Polizia e Corpi Armati dello Stato, conlude il comunicato.

Il video del brillamento è su Paola Casoli Vlog al link https://youtu.be/Th4e3SzFS_g

Il video della preparazione è su Paola Casoli Vlog al link https://youtu.be/QCrROSvi49w

Il video sul controllo dell’ordigno è su Paola Casoli Vlog al link https://youtu.be/Q8Xa9vxZVZg

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Fonte e foto: reggimento Genio Ferrovieri

COMFOP-NORD, avvicendamento: il gen Serra cede il comando al gen Sperotto e lascia il servizio attivo

“Dopo un periodo di impegno costante e intenso, questa mattina, nel cortile d’onore della caserma Oreste Salomone di Padova, sede del Comando delle Forze Operative Nord (COMFOP-NORD), il Generale di Corpo d’Armata Paolo Serra ha lasciato il servizio attivo. A prendere in mano le redini del prestigioso Ente, il Generale di Corpo d’Armata Amedeo Sperotto, si apprende da un comunicato stampa odierno dello stato maggiore dell’Esercito e dello stesso COMFOPNORD.

Il passaggio di consegne tra i due comandanti è stato ufficializzato dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, alla presenza dei Prefetti di Padova e Treviso, dott Renato Franceschelli e dottoressa Laura Lega, del sindaco della città di Padova, dott Sergio Giordani, del Magnifico Rettore dell’Università di Padova, prof Rosario Rizzuto, e di numerose autorità civili, religiose e militari, tra cui la Professoressa Medaglia d’Oro al Valor Militare Paola Carnielli Del Din, e tutti i Comandanti e i Decani dei reparti dipendenti.

Dopo l’intervento del Sindaco di Padova, Sergio Giordani, che ha ribadito l’importanza della collaborazione tra l’Esercito e la città, ha preso la parola il gen Serra, esprimendo gratitudine verso gli uomini e le donne della Forza Armata che, in oltre 42 anni di servizio, si è saputa trasformare ed evolvere costantemente per essere sempre aderente alle esigenze del Paese.

Un Esercito che, forte dei suoi valori, continua a porre al centro del proprio essere l’individuo, le sue scelte, il suo coraggio e il suo buon senso.

Accolto da un picchetto d’onore dei Reparti dipendenti e dalla Fanfara della Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha ringraziato il gen Serra, “Ufficiale e uomo, Paolo, il fratello in armi”, per la serietà, motivazione e capacità con cui ha svolto il suo lavoro, conseguendo risultati eccelsi, in un Comando complesso e articolato quale il COMFOP-NORD che, per numero, responsabilità operative, qualità, è l’espressione finale delle molteplici attitudini, competenze e diversificazione d’impiego della Forza Armata, sottolinea il comunicato.

Il gen Farina, nel ricordare l’impiego attuale dell’Esercito nelle operazioni in Italia e all’estero, ha colto l’occasione per onorare la memoria di tutti i caduti italiani di tutti i conflitti e rivolto un saluto a tutti quei Veterani che ancora oggi offrono il loro servizio alla grande famiglia dell’Esercito.

“Una famiglia che oggi, come 100 anni fa, è sempre al servizio dell’Italia e che, con la propria opera, riscuote una riconoscenza non dovuta ma, forse, meritata”.

“Un Esercito – ha tenuto a precisare il Capo di SME –  composto da semplici cittadini con solo qualche dovere in più che ci onora e ci rende responsabili”.

A oggi, si apprende, sotto la responsabilità del gen Serra, la Sala Operativa del COMFOP-NORD, attiva 24 ore su 24, ha gestito le attività di bonifica di circa 3.000 ordigni bellici, in 570 interventi.

Inoltre, ha coordinato l’operato di sette Raggruppamenti del centro-nord Italia per l’operazione Strade Sicure che, nel periodo gennaio-giugno 2018, ha portato a 79 arresti, 263 denunce e 135 fermi.

Il Comando Forze Operative Nord, in particolare, copre una vasta parte della penisola pari a 152.000 chilometri quadrati, che comprende dieci regioni amministrative e sessantadue province.

Oltre 16.000, tra uomini e donne, ogni giorno contribuiscono con tempestività ed elevata professionalità alla salvaguardia del territorio, a riconferma del ruolo dell’Esercito in favore del Paese e della comunità nazionale.

Durante la cerimonia, sono stati consegnati anche alcuni riconoscimenti al personale che si è particolarmente distinto in attività di servizio.

I colpi sparati dal pezzo di artiglieria storica, a seguito della delegazione di militari del reggimento Artiglieria Terrestre a Cavallo, hanno sancito il termine della celebrazione, conclude il comunicato stampa.

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Fonte e foto: COMFOPNORD; PI SME

Arma di Cavalleria: a Vittorio Veneto il 45° raduno. Il reduce Sergente Cioffi presente

Questo fine settimana la città di Vittorio Veneto ha ospitato il 45° Raduno Nazionale dell’Arma di Cavalleria, ha fatto sapere con un comunicato stampa di oggi, 1° luglio, il Comando Forze Operative Nord (COMFOPNORD).

“Il comune trevigiano, teatro della omonima e determinante battaglia per la fine del primo conflitto mondiale, combattuta tra il 24 ottobre e il 3 novembre 1918 – ricorda il COMFOP NORD –  ha voluto rinsaldare, nell’anno del Centenario della Vittoria, il legame con le Associazioni d’Arme, ospitando altre analoghe manifestazioni che, in costante collaborazione con l’Esercito, hanno come obiettivo comune quello di tramandare la memoria di quanti hanno sacrificato la propria vita per l’unità nazionale”.

Apice dell’evento la sfilata che ha percorso Viale della Vittoria: protagonisti la Fanfara e lo Squadrone a Cavallo del reggimento Lancieri di Montebello, la batteria a cavallo del reggimento Voloire, con al traino un pezzo d’artiglieria storico perfettamente funzionante, una pattuglia di Cavalieri in uniforme storica dei Lancieri di Firenze, rappresentanze delle diverse associazioni combattentistiche e quasi 3.000 radunisti.

Presente alla cerimonia gli stendardi del Genova Cavalleria, Piemonte Cavalleria, Lancieri di Novara e la Bandiera di Guerra del 32° reggimento Carri, la Fanfara della Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli e uno Squadrone composto da personale del reggimento Genova Cavalleria, unico reparto ad avere ottenuto due Medaglie d’Oro al Valor Militare per lo stesso fatto d’arme.

Lo sfilamento dei reparti in armi e dei radunisti in Viale della Vittoria, è stato preceduto dalla lettura del messaggio augurale del Presidente della Repubblica e dagli interventi conclusivi delle autorità.

Il Sindaco di Vittorio Veneto, Roberto Tonon, ha voluto ricordare come sia stato determinate il contributo del Genova Cavalleria e dei Lancieri di Novara 100 anni fa – “in poche ore persero metà dei propri effettivi”, ricorda il comunicato – nel permettere, dopo Caporetto, il ritiro dell’Esercito sul Piave.

Il Presidente dell’ANAC, Associazione Nazionale Arma di Cavalleria, Alipio Mugnaioni, ha voluto ripetere, come da tradizione, gli ordini della carica di Cavalleria per ricordare quanti sono caduti in battaglia.

Infine, il gen Paolo Gerometta ha ricordato i valori caratteristici della Arma di Cavalleria di ieri, di oggi e del futuro: rispetto, generosità, cortesia, autodisciplina.

“Questi valori devono essere alla base del nostro vivere quotidiano e l’Arma di Cavalleria si impegna a svilupparli e a conservarli”.

Al termine il commosso passaggio del cavallo scosso, a ricordo di tutti i caduti, accompagnato dal 95enne Sergente Giancarlo Cioffi, reduce della carica di Isbuscenskij del 24 agosto 1942.

Numerose le autorità intervenute, tra cui il Comandante la Brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, Generale di Brigata Giovanni Parmiggiani, molti sindaci della Provincia di Treviso, rappresentanti delle Forze dell’Ordine.

Il sabato un pubblico emozionato ha potuto assistere al celebre Carosello di lance, ricorda il COMFOPNORD, saggio delle abilità equestri dello Squadrone a cavallo dei Lancieri di Montebello e del reggimento Artiglieria a cavallo Voloire, con l’accompagnamento musicale della Fanfara a cavallo del Montebello, interamente composta da cavalli dal manto grigio.

Una rassegna unica per l’elevato livello tecnico, ed espressione delle capacità dei militari che hanno eseguito una serie di movimenti coordinati e complessi, effettuati governando il cavallo con la sola mano sinistra e impugnando con la destra la lancia in legno di frassino, l’arma di oltre due metri con cui la cavalleria si scagliava in massa caricando l’avversario.

Al grido poi dell’ordine di “Caricat” i Cavalieri si sono lanciati nella fedele riproduzione della celebre carica della battaglia combattuta il 20 maggio 1859 nei pressi di Montebello, da qui il nome del reggimento, che segnò una vittoria fondamentale verso l’Unità d’Italia.

Suggestivi i colpi a salve, sparati dai militari del Voloire, il reggimento di Artiglieria Terrestre a Cavallo, utilizzando il cannone storico al loro seguito.

Attualmente l’Esercito Italiano impegna più di 7.000 soldati al fine di garantire il controllo sul territorio nazionale, nelle piazze delle principali aree metropolitane e nei siti sensibili, con l’operazione Strade Sicure, alcuni di questi sono Cavalieri, conclude il comunicato stampa del COMFOP NORD.

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Esercito: i Lagunari al 34° anniversario dal riconoscimento della Specialità

Si è celebrato il 21 giugno scorso, a Venezia, il 34° anniversario del riconoscimento ufficiale della Specialità Lagunari dell’Esercito Italiano, ha fatto sapere il Comando Forze Operative Nord (COMFOPNORD) con un comunicato stampa del giorno stesso.

Alla presenza del Comandante delle Forze Operative Nord, Generale di Corpo d’Armata Paolo Serra, del Vice Comandante la Divisione Friuli, Generale di Brigata Ugo Cillo, del Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e di altre numerose autorità civili, il Comandante del Reggimento Lagunari Serenissima, Colonnello Massimiliano Stecca, ha ripercorso le tappe fondamentali della Specialità dalla sua costituzione.

Nel 1951 venne costituito un reparto interforze tra Marina ed Esercito, il “Settore Forze Lagunari”, fino alla consegna in Piazza San Marco della Bandiera di Guerra nel 1959 e alla costituzione, nel 1964, del reggimento Lagunari Serenissima.

Quel reparto era il custode delle gloriose memorie delle Fanterie della Repubblica veneziana e ne ereditava i vessilli, il grido di battaglia e lo spirito raccogliendo sotto il simbolo del Leone Alato la migliore gioventù di tutta la laguna, ricorda il COMFOPNORD nel comunicato.

I Lagunari, quindi, custodi delle gloriose memorie dei “Fanti da Mar”, sono oggi una pedina operativa unica nel suo genere, flessibile, moderna e fondamentale per un Esercito sempre più impegnato in Italia e all’estero.

Grazie alla loro capacità di agire con efficacia in qualsiasi ambiente, soprattutto in operazioni anfibie, fluviali e lacustri che richiedono preparazione fisica e professionale non comuni, i Lagunari sono spesso stati impiegati all’estero e in Patria con un sensibile contributo negli interventi di pubblica utilità e di concorso all’ordine pubblico, in particolare nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure.

La cerimonia si è aperta con la lettura dell’Ordine del Giorno del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, che, ricordando le origini dei Lagunari, ha espresso l’augurio di tutta la Forza Armata.

Il gen Serra ha ricordato tutti i Caduti nell’adempimento del proprio dovere, sia in missione all’estero sia in Italia; i numerosi impegni nazionali e internazionali in cui i Lagunari sono protagonisti e interpreti autorevoli nel quadro delle complesse attività che si stanno sviluppando per contribuire alla pace e alla stabilità internazionale: “Sono gli stessi valori che i Lagunari mettono in campo anche qui in questa particolare e unica città nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure per il presidio delle aree più sensibili contro il terrorismo, o più semplicemente nella prevenzione della microcriminalità”.

Infine, il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha ringraziato i Lagunari per il loro importante contributo nella sicurezza della città a fianco delle Forze dell’Ordine nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure.

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COMFOPNORD: concluso il raduno degli Alpini del Triveneto, oltre 60mila Penne Nere a Vittorio Veneto

Si è conclusa oggi, 17 giugno, l’adunata alpina a Vittorio Veneto in occasione del centenario della fine della Grande Guerra, fa sapere con un comunicato stampa il Comando Forze Operative Nord (COMFOPNORD).

Oltre 60mila Penne Nere hanno preso parte alla manifestazione, si apprende, che ha avuto il suo culmine oggi, domenica 17 giugno, con lo sfilamento di tutte le associazioni alpine appartenenti del Triveneto.

Ieri, sabato 16 giugno, a preludio della parata, è stata conferita la Cittadinanza Onoraria all’Associazione Nazionale Alpini: il Sindaco di Vittorio Veneto, Roberto Tonon, l’ha consegnata al Presidente dell’Associazione Sebastiano Favero, nella prestigiosa Aula Civica del Museo della Battaglia.

“Da sempre la popolazione identifica gli Alpini per il loro senso di appartenenza al Paese – ha affermato il sindaco Tonon – che si concretizza proprio negli ormai innumerevoli interventi di protezione civile che, sia in caso di emergenza, sia nella quotidianità, offrono con generosità e dedizione alla collettività. E da questa lezione di altruismo e generosità nasce e rinasce ogni giorno quel sentimento di affetto per gli Alpini che ben ritengo sia evidenziato dal clima che si è costruito a Vittorio Veneto in questi giorni”.

Nel pomeriggio di sabato, in Cattedrale è stata celebrata la Santa Messa da S.E. Mons Corrado Pizziolo, in presenza della lampada votiva dei Caduti della Grande Guerra.

Numerose le autorità civili e militari presenti, si apprende, tra loro il Presidente della Regione Veneto, on Luca Zaia, il Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Claudio Mora, il Comandante delle Truppe Alpine (COMALP), Generale di Corpo d’Armata Claudio Berto.

La scelta di Vittorio Veneto non è stata casuale, ricorda il comunicato stampa: “qui venne combattuta l’ultima sanguinosa battaglia che portò alla vittoria l’Esercito Italiano contro l’Austria, pagando un elevatissimo prezzo di anime da ambo gli schieramenti”.

“Attualmente sono circa 4.000 gli uomini e le donne dell’Esercito impiegati all’estero in 14 diversi paesi – ricorda il COMFOPNORD – e più di 7.000 quelli che operano giornalmente all’interno dei nostri confini nell’operazione Strade Sicure. Parte di questi sono Alpini”.

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COMFOPNORD: conclusa la NEIFLEX, esercitazione internazionale sul rischio idraulico. Plauso della Pro Civ

Si è conclusa sabato scorso l’esercitazione internazionale sul rischio idraulico denominata NEIFLEX (North Eastern Italy Flood Exercise), che ha visto impegnati, oltre ai 1.400 uomini e donne della Protezione Civile, anche 120 militari dell’Esercito Italiano.

Ne dà notizia con un comunicato stampa odierno il Comando Forze Operativo Nord (COMFOPNORD).

L’esercitazione, che ha visto i militari impegnati nell’attività di coordinamento e di impiego degli assetti militari messi a disposizione, era basata su uno scenario che prevedeva una esondazione di due importanti fiumi del Veneto orientale, il Livenza e il Tagliamento.

L’attività ha permesso di verificare le modalità di cooperazione civile-militare testando le procedure pianificate in questo tipo di attività, i tempi e le modalità di attivazione dei centri operativi per la gestione dell’emergenza, nonché dei reparti del Genio per gli interventi specialistici.

L’esercitazione ha preso avvio con l’attivazione del DI.COMA.C. (Direzione di Comando e controllo) dislocato nella sede della Protezione Civile della Regione Friuli-Venezia Giulia, dove l’Esercito Italiano è stato rappresentato dal Generale di Corpo d’Armata Amedeo Sperotto, Comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto (COMFOTER SPT).

Per tre giorni Ufficiali del Comando Forze Operative Nord di Padova sono stati distaccati presso il DI.COMA.C., da dove hanno coordinato gli ufficiali di collegamento presso le Prefetture di Treviso, Venezia, Pordenone, Udine, l’assetto Un.Pu.Ca. (unità di pubbliche calamità) del 3° reggimento Genio di Udine.

In particolare, gli assetti Un.Pu.Ca. sono stati chiamati a intervenire in un pompaggio ad alta capacità con il contestuale trasporto di materiali per il rafforzamento e in una azione di salvataggio di persone rimaste isolate, a seguito dell’esondazione, con battelli pneumatici in un contesto di coordinazione con il personale della Protezione Civile, Vigili del Fuoco e personale delle aziende sanitarie locali.

L’esercitazione ha visto anche la partecipazione di 250 esperti delle squadre di intervento del Meccanismo Europeo di Protezione Civile, provenienti da Austria e Slovenia, e da osservatori provenienti da Montenegro, Serbia, e Federazione Russa: il personale è stato ospitato nella Caserma Luciano Capitò, sede del 5° reggimento Artiglieria Terrestre Lanciarazzi Superga, unità che ha fornito il supporto logistico a tutto il personale della Protezione Civile coinvolto nell’attività.

Tale supporto ha di fatto simulato un altro compito delle Forze Armate nel contesto degli eventi emergenziali: mettere a disposizione le proprie strutture logistiche che possono essere utilizzate come aree di ammassamento dei soccorritori e aree di stoccaggio per mezzi, attrezzature e beni e assistenza alloggiativa d’urgenza delle popolazioni.

Il dott Angelo Borrelli, Capo Dipartimento della Protezione Civile, durante una sua visita alla Caserma Luciano Capitò ha espresso parole di plauso nei confronti dell’Esercito, e del Reggimento in particolare, per il notevole ed efficace supporto fornito a favore del personale nazionale e internazionale della Protezione Civile coinvolto nell’esercitazione.

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Fonte e foto: COMFOPNORD

COMFOPNORD il 29° raduno degli Autieri nel ricordo del primo grande autotrasporto di truppe e materiali nella Battaglia degli Altipiani

Si è svolta a Portogruaro (VE) la cerimonia conclusiva del 29° Raduno Nazionale dell’Associazione Nazionale Autieri d’Italia dal centenario della propria nascita, ha fatto sapere il Comando Forze Operative Nord (COMFOPNORD) con un comunicato stampa del 27 maggio.

“Fu infatti alla fine della Grande Guerra quando, nel 1918, un gruppo di reduci automobilisti, motivati dallo spirito di corpo, promosse l’iniziativa di costituire un’associazione che li rappresentasse”, ricorda il COMFOPNORD nel comunicato.

Alla cerimonia ha presenziato il Comandante Logistico dell’Esercito Generale di Corpo d’Armata Luigi Francesco De Leverano, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, accompagnato dal Presidente Nazionale degli Autieri d’Italia, Tenente Generale Vincenzo De Luca.

La cerimonia è iniziata con gli onori alla massima autorità che, alla presenza della Bandiera di Guerra dell’Arma dei Trasporti (TRAMAT) e di numerose Autorità civili cittadine, tra le quali il Sindaco di Portogruaro, Maria Teresa Senatore, ha rassegnato lo schieramento formato dalla Compagnia d’Onore e dalla Banda della Scuola Trasporti e Materiali, da molte centinaia di Autieri in congedo con le loro bandiere e labari e da una rappresentanza militare.

Il giorno precedente, presso la sala Colonne del Municipio di Portogruaro, è stata inaugurata la mostra “Grande Guerra” a cura del Museo storico della Motorizzazione militare di Roma e il 5° reggimento Artiglieria Terrestre Superga di Portogruaro.

Il raduno si è svolto a distanza di una settimana dalla Festa dell’Arma TRAMAT (link articolo in calce), che quest’anno è stata celebrata a Terni lo scorso 18 maggio.

La celebrazione di quest’anno ha segnato il 102° anniversario della Battaglia degli Altipiani, evento della Grande Guerra, che si svolse dal 19 al 22 maggio del 1916.

La Battaglia degli Altipiani consentì di arrestare le truppe austro-ungariche proiettate verso la pianura veneta allo scopo di aggirare il dispositivo difensivo italiano.

La manovra ebbe successo anche grazie al grande contributo degli Autieri, precursori dell’Arma Trasporti e Materiali, che seppero trasferire in brevissimo tempo dal fronte dell’Isonzo a quello degli Altipiani Vicentini migliaia di soldati.

Fu il primo grande autotrasporto strategico di truppe e materiali, oltre 120 mila uomini spostati sull’Altopiano di Asiago, in breve tempo, per arginare l’avanzata dell’esercito austroungarico, ormai in procinto di dilagare nella sottostante pianura padana.

Tale straordinaria azione, innovativa per l’epoca, vide l’impiego contemporaneo di oltre 1.000 autocarri e creò le basi per la nascita del Servizio Automobilistico diventato oggi Arma dei Trasporti e Materiali.

“Una storia lunga più di cento anni quella degli Autieri dell’Esercito, protagonisti del supporto logistico, presenti anche oggi in tutte le operazioni militari, in Patria e all’estero”, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: COMFOPNORD

COMFOPNORD: concluso il 34° raduno del Fante a Vittorio Veneto, luogo dell’ultima battaglia che decise la resa austriaca

Sono stati 359.312 i fanti caduti durante la Grande Guerra, pari al 68% di tutti i caduti, un numero enorme che è stato ricordato nel 34° raduno del Fante tenutosi a Vittorio Veneto (TV) alla presenza di numerose autorità civili e militari, tra le quali il Comandante delle Forze Operative Nord (COMFOPNORD), il Generale di Corpo d’Armata Paolo Serra, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina.

È lo stesso COMFOPNORD a darne notizia con un comunicato stampa odierno.

Sabato scorso l’Amministrazione Comunale di Vittorio Veneto ha concesso la pergamena attestante la concessione della Cittadinanza Onoraria ai reparti di Fanteria operanti nella Grande Guerra e ancora operativi: Brigata Sassari, 5° reggimento Fanteria Aosta, 9° reggimento Fanteria Bari e 82° reggimento Fanteria Torino.

La scelta di Vittorio Veneto quale sede del raduno nel Centenario della Vittoria non è certo casuale, spiega il comunicato stampa del COMFOPNORD: qui infatti venne combattuta l’ultima battaglia, la cui vittoria permise all’Esercito Italiano di ottenere la resa austriaca.

Questa mattina la Bandiera di Guerra della Arma di Fanteria dell’Esercito, la banda della Brigata Paracadutisti Folgore e una compagnia d’onore composta da Bersaglieri dell’11° reggimento e da Lagunari del reggimento Serenissima, alla presenza del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e al Sindaco di Vittorio Veneto, Roberto Tonon, hanno aperto la sfilata lungo le vie della città, seguiti dal Medagliere Nazionale e da circa 20.000 Fanti in servizio e non provenienti da tutta Italia.

Nel suo intervento il gen Serra ha evidenziato come, “grazie alla serie infinita di pagine di sacrificio scritte dai Fanti, alle loro battaglie combattute, agli innumerevoli atti di eroismo, noi appartenenti alle Forze Armate di oggi abbiamo una fonte inesauribile di esempi da cui trarre i valori militari più elevati”.

Attualmente sono circa 4.000 gli uomini e le donne dell’Esercito impiegati all’estero in 14 diversi paesi e più di 7.000 quelli che operano giornalmente all’interno del territorio nazionale nell’operazione Strade Sicure. “Parte di questi sono Fanti”, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: COMFOPNORD

COMLOG: interventi del CETLI NBC a Bolzano, Belluno e Vicenza per disinnesco ordigni a presunto caricamento chimico

Gli artificieri del Centro Tecnico Logistico Interforze NBC (CETLI NBC) di Civitavecchia sono intervenuti dal 21 al 24 maggio in concorso al 2° reggimento Genio guastatori di Trento per la neutralizzazione di una bombola e di tre ordigni a presunto caricamento chimico rinvenuti in località Sesto Pusteria (BZ), Lastebasse (VI), Lugo di Vicenza (VI) e Fonzaso (BL) e risalenti alla Prima Guerra Mondiale.

Lo ha comunicato il Comando Logistico dell’Esercito (COMLOG) con una nota stampa del 25 maggio.

Le tre granate, di calibro compreso tra 100 mm e 149 mm, benché presentassero caratteristiche strutturali compatibili con il caricamento chimico, al termine delle operazioni di bonifica si sono rivelate essere cariche con esplosivo convenzionale, un liquido nebbiogeno e una sostanza lacrimogena.

Anche all’interno della bombola, di fabbricazione austro-ungarica, non era presente nessun aggressivo chimico. Tutti i residuati bellici sono stati neutralizzati con una particolare tecnica in “basso ordine” mediante la quale è possibile accedere all’ordigno in modo preciso e mirato evitando la dispersione delle sostanze contenute all’interno.

I quattro interventi di bonifica di questa settimana, effettuati dal CETLI in concorso al 2° reggimento Genio Guastatori e coordinati dal Comando Forze Operative Nord (COMFOPNORD) di Padova, si aggiungono ad altri sei effettuati dal Centro nel 2018 su munizionamento a presunto caricamento speciale.

Il CETLI è un Ente alle dipendenze del Comando Logistico dell’Esercito ed è l’unico della Forza Armata che ha la competenza per la bonifica sul territorio nazionale di ordigni a presunto caricamento chimico.

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Fonte e foto: COMLOG Esercito

Esercito: in prossimità dell’avvicendamento il CaSME gen Errico visita COMFOPNORD, COMALP e COMFOTER SPT

“Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Italiano (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Danilo Errico, in previsione del suo prossimo avvicendamento, ha incontrato il personale del Comando delle Forze Operative di Supporto di Verona, del Comando delle Forze Operative Nord di Padova e del Comando Truppe Alpine di Bolzano dove ha presieduto al passaggio di consegne tra il Generale di Corpo d’Armata Federico Bonato e il parigrado Claudio Berto, fa sapere con una nota stampa odierna l’Esercito Italiano.

Nelle sue visite di commiato a Verona e Padova, il Capo di SME ha parlato a lungo con il gen Amedeo Sperotto e il gen Paolo Serra, si apprende. Ha poi firmato l’Albo d’Onore e rivolto un breve saluto al personale militare e civile dei due Alti Comandi, ringraziandoli per la sempre puntuale professionalità e dedizione dimostrate.

Il gen Errico, nel suo saluto, ha evidenziato l’importanza dei compiti dei tre Comandi di Vertice della Forza Armata: il COMFOTER di Supporto presiede al coordinamento e controllo dei Comandi e delle Unità di supporto tattico e logistico dell’Esercito Italiano, delle quali assicura l’approntamento a premessa di un impiego operativo sia all’estero che in territorio nazionale; il COMFOP-Nord responsabile delle operazioni e concorsi operativi che la Forza Armata fornisce a Istituzioni e associazioni locali, alla Protezione Civile e alle Forze di Polizia su tutto il centro-nord Italia (bonifica da ordigni bellici, calamità naturali, ecc.); il COMTA che raccoglie in sé la maggioranza dei reparti da montagna dell’Esercito Italiano e ne è responsabile per l’addestramento e la preparazione.

“Al Comando Truppe Alpine – spiega l’Esercito –  il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito si è prima intrattenuto con il Comandante cedente, Generale di Corpo d’Armata Federico Bonato e il parigrado subentrante Claudio Berto, per poi ufficializzare il passaggio di consegne tra i due Ufficiali Generali. La cerimonia si è svolta all’aeroporto militare di San Giacomo (Bolzano), sede del 4° reggimento dell’Aviazione dell’Esercito”.

Tra le tante autorità locali partecipanti anche il Sindaco di Bolzano, dott Renzo Caramaschi.

Durante la cerimonia sono state brevemente ripercorse le attività svolte dalle Truppe Alpine che, guidate dal gen Bonato, hanno attraversato un complesso processo di riorganizzazione e visto le brigate dipendenti intensamente impiegate in numerose operazioni sia in Patria sia all’estero.

Significativo il concorso fornito dagli Alpini alla Protezione Civile, con le Squadre Soccorso Alpino Militare dei reparti dipendenti prontamente intervenute in situazioni di emergenza in occasione del verificarsi di pubbliche calamità.

Rivolgendo al gen Bonato parole di stima e l’apprezzamento della Forza Armata per il lavoro svolto, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha ringraziato le autorità locali per l’accoglienza da sempre dimostrata nei confronti dell’Esercito e degli Alpini in particolare.

Ha poi espresso parole di gratitudine alle Truppe Alpine: “Il vostro straordinario impegno nelle emergenze avute sul territorio nazionale ha evidenziato il vero significato del dual use dei soldati.” 

Il Capo di SME ha concluso il suo discorso ricordando l’impegno degli oltre 4.000 militari impiegati nelle missioni all’estero e dei 7.000 inseriti nel dispositivo Strade Sicure, la cui opera consente al cittadino di apprezzare l’importanza e le capacità dell’Esercito Italiano.

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Fonte e foto: Esercito Italiano