Donato Marzano

Marina, Op Atalanta: la FREMM Martinengo raggiunge il dispositivo antipirateria nell’Oceano Indiano

Sabato 11 agosto la Fregata Europea Multi Missione (FREMM) Federico Martinengo è entrata a far parte del dispositivo internazionale di antipirateria Atalanta dispiegato in Oceano Indiano a tutela degli interessi nazionali ed europei, fa sapere la Marina Militare con un comunicato stampa dell’11 agosto, sostituendo l’unità della stessa classe Carlo Margottini.

L’Unità navale della Marina Militare è partita il 6 agosto da Taranto e a salutare l’equipaggio, oltre a parenti e amici, era presente il Comandante in Capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano.

Nave Martinengo sarà impegnata a garantire la presenza e sorveglianza per la salvaguardia delle linee di traffico marittimo di interesse nazionale nel Corno d’Africa e nell’Oceano Indiano in stretta collaborazione con nazioni alleate e amiche.

Al contempo questa attività permette di garantire una qualificata presenza in Paesi dell’area con cui l’Italia intrattiene importanti rapporti politico-diplomatici, economici e di attività di cooperazione militare, spiega la Marina Militare.

Durante il transito in Mediterraneo, la FREMM Martinengo ha assicurato anche supporto Operazione NATO Sea Guardian.

Nave Martinengo sarà impegnata nell’area di operazioni fino al prossimo mese di dicembre.

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

La fregata Martinengo è la settima Unità del programma italo-francese FREMM e la terza commissionata in versione GP (General Purpose). L’unità è stata costruita negli stabilimenti Fincantieri di Riva Trigoso e Muggiano ed è la prima Unità Navale della Marina Militare a portare il nome dell’Eroe Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria (MOVMM) Contrammiraglio Federico Martinengo. La fregata, al comando del capitano di fregata Andrea Quondamatteo, ha un equipaggio di 168 tra uomini e donne, è lunga 144 metri di lunghezza e ha un dislocamento a pieno carico di 6.700 tonnellate. È una fregata polivalente, progettata all’insegna dell’innovazione e della flessibilità, in modo da operare attivamente nella tutela degli interessi nazionali e poter rispondere con successo agli scenari futuri.

L’operazione Atalanta è stata istituita dall’Unione Europea nel 2008 in risposta ai ripetuti atti di pirateria a danno dei mercantili in transito nell’area del Corno d’Africa, con l’obiettivo primario di proteggere le navi del World Food Program (WFP), dell’African Union Mission in Somalia (AMISOM) ed altre unità vulnerabili, contrastando e prevenendo tali attacchi.

Anche grazie al decennale operato della missione, svolta in stretto coordinamento con le altre Marine operanti in questa parte di Oceano Indiano, il fenomeno della pirateria può oggi essere considerato in netta regressione e l’Operazione Atalanta, avvalendosi di specifiche risorse e richiamandosi ad un approccio ora più omnicomprensivo, può dedicarsi anche ad altri settori, il cui consolidamento è considerato ugualmente nevralgico per la stabilizzazione dell’area.

Attualmente Atalanta mette a disposizione le proprie capacità operative per monitorare le comunità somale costiere e le attività di pesca al largo delle coste della Somalia, per supportare le altre missioni dell’Unione Europea e delle organizzazioni internazionali operanti in zona.

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Fonte e foto: Marina Militare; PI SMD

Marina: la FREMM Alpino termina la Campagna negli USA. Il 30 rientra a Taranto

La Fregata Europea Multi Missione (FREMM) Alpino della Marina Militare rientrerà il prossimo 30 giugno a Taranto, fa sapere la stessa Forza Armata con un comunicato stampa di oggi, 28 giugno, dopo avere ultimato attività di Naval Diplomacy a favore del Sistema Italia.

Dopodomani  la FREMM Alpino rientrerà a Taranto a conclusione della Campagna negli Stati Uniti d’America.

Al suo arrivo in porto all’interno della Stazione Navale Mar Grande, la nave sarà accolta dal Comandante in Capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano, e da familiari, amici e colleghi dell’equipaggio.

“Partita da Taranto lo scorso 2 maggio, nave Alpino ha fornito una presenza qualificata e tecnologicamente rilevante in diversi Paesi con cui l’Italia intrattiene importanti rapporti politico-diplomatici, economici e di attività di cooperazione militare”, scrive la Marina nel comunicato.

Le attività condotte nei quasi due mesi di campagna si inquadrano, più in generale, all’interno dei compiti istituzionali che la Marina Militare assicura al Paese e alla collettività senza soluzione di continuità in tutte le aree di interesse strategico, garantendo quindi presenza navale finalizzata al sea-control, sicurezza delle linee di comunicazione commerciale (SLOC), vigilanza sulle attività marittime nazionali, deterrenza e contrasto alle attività illegali in alto mare, cooperazione internazionale e addestramento.

La Campagna appena conclusa, sottolinea la Marina Militare, può essere considerata rilevante sia per aver proiettato l’immagine della Marina Militare, delle Forze Armate e del sistema Paese in aree di non usuale gravitazione, sia per il supporto fornito alla competitività internazionale di importanti realtà nazionali.

In quest’ottica si inquadra anche l’importante attività che ha permesso di mostrare e far conoscere le capacità operative dell’Unità a delegazioni composte da membri del Congresso degli Stati Uniti e ufficiali della US Navy, nell’ambito del processo informativo per la definizione da parte della Marina statunitense di una nuova classe di fregate (programma di acquisizione denominato Future Frigate Program FFG(X)) destinata a colmare il gap capacitivo tra le Littoral Combat Ship (LCS) e le unità classe Arleigh Burke.

“L’iniziativa di proiezione marittima e naval diplomacy rientra nel più ampio progetto che mira a “fare sistema” integrando le capacità operative degli equipaggi con i moderni sistemi di fabbricazione italiana imbarcati su nave Alpino, costruita da Fincantieri, sponsor unico e partner della campagna, si legge nel comunicato.

Il confronto e le attività congiunte con Marine amiche e alleate hanno inoltre permesso all’equipaggio di addestrarsi e rafforzare i rapporti con gli alleati transregionali. La presenza oltreoceano è stata anche l’occasione d’incontro con le numerose comunità italiane residenti all’estero e di promozione dell’immagine dell’Italia, e delle sue eccellenze, attraverso l’organizzazione di eventi culturali.

Nave Alpino, consegnata alla Marina Militare il 30 settembre 2016, è la quinta unità della classe FREMM e la quarta in versione “antisommergibile” equipaggiata con sistemi tecnologici all’avanguardia e di ultimissima generazione.

“Media partner dell’attività – fa sapere la Marina Militare – sono Rivista Italiana Difesa (RID), Agenzia Nova e Report Difesa”.

La FREMM Alpino – approfondimento – (fonte Marina Militare):

La Fregata Alpino, al comando il Capitano di Fregata Davide Da Pozzo, fa parte del programma italo-francese FREMM (Fregata Europea Multi Missione). È stata varata il 13 dicembre 2014 nel cantiere di Riva Trigoso (GE) e consegnata alla Marina Militare il 30 settembre 2016. Il 9 giugno 2017 ha ricevuto la bandiera di Combattimento a Civitavecchia.

Contraddistinta dal distintivo ottico F 594, secondo la classificazione NATO, è una fregata di nuova generazione, caratterizzata da spiccate innovazioni tecnologiche e dalla possibilità d’impiego in vari contesti operativi.

È la quinta FREMM e la quarta in versione “anti sommergibile” (Anti Submarine Warfare – A.S.W.). Imbarca un equipaggio di 168 uomini e donne – quasi la metà rispetto alle precedenti fregate – e, grazie ai suoi 200 posti letto totali, è in grado di ospitare lo staff di un comando complesso, un team di forze speciali e una squadra di specialisti per l’impiego di due elicotteri medio-pesanti. Ha un dislocamento di 6700 tonnellate e raggiunge i 27 nodi di velocità grazie alla propulsione ibrida CODLAG (una turbina a gas e due motori elettrici) che garantisce altresì bassi consumi e autonomie elevate.

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Fonte e foto: Marina Militare

Marina: nave Alliance rientra dal Polo Nord dopo 79 giorni di missione

Rientra a La Spezia domani, venerdì 6 aprile, la nave polivalente di ricerca Alliance, al termine della missione scientifica svolta con il Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE) della NATO, tra i mari d’Islanda e Groenlandia, oltre il Circolo Polare Artico.

“A ricevere l’equipaggio, il Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Donato Marzano, fa sapere il comunicato stampa della Marina Militare nel dare la notizia dell’evento.

Durante la campagna l’equipaggio e i ricercatori imbarcati hanno eseguito, nel tratto di mare che separa l’Islanda dalla costa orientale della Groenlandia, rilievi speditivi e approfonditi dei parametri di conduttività elettrica, temperatura, profondità, analisi geochimiche e velocità del suono in acqua, rilievi bati-termografici, misurazione della batimetria e misurazioni meteorologiche (marine e aeree), effettuando la correlazione e la raccolta statistica tra i dati acquisiti.

Tutte attività svolte a supporto dell’organizzazione internazionale Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI) nell’ambito del programma multidisciplinare Iceland-Greenland Seas Project (IGP), spiega nel dettaglio la Marina.

Nei 79 giorni di missione, la nave ha navigato ad Est della Groenlandia tra i ghiacci che si staccavano dalla banchisa, permettendo agli scienziati di studiare e campionare zone di mare mai battute prima, acquisendo dati preziosi.

Obiettivo principale della spedizione è stato la raccolta dati per lo studio dell’interazione aria/acqua e la relativa ventilazione che si viene a creare nel Mare Artico, con l’obiettivo di raggiungere una migliore comprensione della circolazione delle correnti marine.

Nave Alliance, al comando del Capitano di Fregata Daniele Cantù, ha un equipaggio composto da 47 militari e durante la campagna ha imbarcato un gruppo di ricerca costituito da 22 scienziati provenienti da diverse organizzazioni internazionali.

Responsabile della missione scientifica è stato il dott Robert Pickart, scienziato del Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI), assistito dal Capo Missione Marina Militare, il Capitano di Vascello Massimiliano Nannini.

Gli hashtag per parlarne sono: #ProfessionistiDelMare  e  #ilTuoFuturoèilMare

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Marina: in 3 su 21 entrano a far parte delle Forze Speciali, venerdì la consegna dei brevetti ai nuovi incursori GOI COMSUBIN

Sono 3 i giovani marinai del corso ordinario Incursori 2017 che entrano a far parte del Gruppo Operativo Incursori (GOI), fa sapere la Marina Militare con un comunicato stampa del 23 gennaio che dà la notizia della consegna dei brevetti ai nuovi baschi verdi.

Più in dettaglio, spiega il comunicato, domani, venerdì 26 gennaio, alle 11.00, presso il Comando Subacquei e Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare La Spezia, si svolgerà la cerimonia di conferimento dei brevetti da Incursore agli allievi del corso Ordinario 2017.

Tra le autorità militari e civili presenti, il Comandante in Capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano, che è stato Comandante del COMSUBIN dal 1° maggio 2006 al 10 settembre 2008.

Solo tre, sottolinea il comunicato stampa della Marina, i giovani militari dei 21 partecipanti all’impegnativo corso, tra cui un ufficiale e due giovani volontari in ferma prefissata annuale (VFP1), che riceveranno l’ambito basco verde ed entreranno a far parte delle Forze Speciali della Marina Militare, “al servizio del Paese per assicurarne la sicurezza collettiva”.

Il corso ordinario incursori dura circa un anno ed è suddiviso in quattro fasi, durante le quali gli allievi ricevono una preparazione fisica e sono addestrati a condurre operazioni subacquee, anfibie e terrestri che rappresentano il primo gradino della preparazione professionale di base, e che li mette in grado di entrare a far parte del GOI.

“Diventare Incursore significa vivere una professione appassionante e unica, con la possibilità di una carriera avvincente e appagante nel Reparto di Forze Speciali italiane più conosciuto e rinomato al mondo, spiega la Marina.

Si può diventare un Incursore, informa la Forza Armata, oltre che attraverso la frequenza dell’Accademia Navale di Livorno e delle Scuole Sottufficiali della Marina Militare, anche partecipando a un apposito concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1), che permette di accedere direttamente alla Scuola del COMSUBIN.

Il bando viene pubblicato annualmente sulla Gazzetta Ufficiale (per maggiori informazioni consultare il sito www.marina.difesa.it).

Durante la cerimonia di consegna del brevetto, la Federazione Italiana Attività Subacquee (FIAS), che da quest’anno riconosce l’attestato da Incursore in equipollenza diretta con i propri brevetti civili sportivi, conferirà ai nuovi Incursori della Marina Militare anche i brevetti Open FIAS-CMAS (Confédération mondiale des activités subaquatiques) riconosciuti in ambito internazionale.

Questo il programma della cerimonia (fonte Marina Militare):

  • 10.00 – 10.50 Afflusso delle Rappresentanze Militari e Civili, degli invitati e della stampa
  • 11.00 Ingresso della Bandiera di combattimento di COMSUBIN
  • 11.05 Arrivo della Massima Autorità e inizio della Cerimonia
  • 12.00 Termine della cerimonia

Il GOI: storia, impiego, addestramento (fonte Marina Militare):

Il Gruppo Operativo Incursori (GOI) è una delle due articolazioni operative del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) e costituisce la componente delle Forze Speciali della Marina Militare.

Il GOI trae le sue origini sia dalle operazioni condotte in Adriatico dalla Marina durante la Prima Guerra Mondiale, attraverso i MAS e i primordi delle apparecchiature speciali quali la “mignatta” utilizzata a Pola dal Maggiore del Genio Raffaele Rossetti e dal Tenente Medico Raffaele Paulucci per affondare la corazzata Viribus Unitis (1 novembre 1918), sia dai Mezzi d’Assalto della Seconda Guerra Mondiale. In particolare, questi ultimi riuscirono ad affondare o danneggiare gravemente naviglio da guerra avversario per 72.190 tonnellate e naviglio mercantile per 130.572 tonnellate. Tra tutte, l’azione più ardita fu quella che portò all’affondamento delle corazzate inglesi “Valiant” e “Queen Elisabeth”, colpite nella rada di Alessandria d’Egitto il 19 dicembre 1941.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale la Marina Militare mantenne un’aliquota di personale che fosse in grado di proseguire l’opera dei Mezzi d’Assalto. Nacque così un iter addestrativo specifico e venne scelta la storica fortezza del Varignano, vicino a La Spezia, come sede del Gruppo Arditi Incursori. Nel tempo, accanto alle attività addestrative del periodo bellico, si cominciarono a sperimentare nuove tecniche, oltre che a nuove tattiche di combattimento. Dopo numerose riorganizzazioni, nel 1957 nacque il Gruppo Operativo Incursori (GOI). Da quel momento il GOI ha continuato a sviluppare autonomamente tecniche operative, equipaggiamenti e mezzi, idonei a contrastare le insorgenti minacce, confrontandosi con le corrispondenti Forze Speciali di altri Paesi nel corso di numerose attività interforze e multinazionali.

In particolare, negli anni Settanta gli Incursori del GOI affrontarono la minaccia del terrorismo nazionale e internazionale, con la costante collaborazione con i reparti di controterrorismo stranieri. Il GOI sviluppò, in quegli anni, tattiche innovative ed equipaggiamenti all’avanguardia e creò al suo interno un nuovo organismo: l’UnIS (Unità Intervento Speciale) perfettamente addestrato, pronto a intervenire in caso di minaccia terroristica.

Oggi gli ampi margini di capacità, flessibilità e autonomia operativa e logistica fanno del GOI uno strumento di grande efficacia nella gestione di situazioni critiche. Gli attuali scenari di conflittualità internazionale e la continua minaccia terroristica richiedono l’intervento di piccole unità, particolarmente addestrate ed equipaggiate. In questo difficile contesto gli Incursori della Marina Militare costituiscono uno strumento agile e flessibile, particolarmente idoneo ad affrontare le sfide mutevoli. I compiti assegnati al GOI sono di norma di pertinenza del livello strategico, risultano spesso assai delicati, tecnicamente difficili e politicamente sensibili. Tra questi:

  • azioni dirette sia su unità navali e mercantili in porto o alla fonda, sia su installazioni portuali/costiere, infrastrutture civili e militari entro la fascia dei 40 Km dalla costa;
  • operazioni di controterrorismo navale per la liberazione di ostaggi su unità passeggeri o mercantili e su installazioni marittime;
  • infiltrazione e permanenza in territorio ostile per missioni di tipo informativo.

A tale scopo, il personale è interamente professionista e l’addestramento è molto duro, selettivo e approfondito, in modo da garantire elevati standard operativi. Dagli anni bellici, con le operazioni subacquee contro il naviglio nemico, agli Anni di Piombo, con la lotta al terrorismo nazionale ed internazionale che ha visto impegnato il Reparto anche durante il sequestro dell’Achille Lauro, ultimamente i compiti affidati al GOI hanno subito un’ulteriore evoluzione, implementandone la capacità di proiezione globale.

Dall’11 settembre 2001 a oggi il GOI è stato impegnato in maniera sempre più preponderante anche nei principali teatri operativi terrestri, quali l’Iraq e l’Afghanistan, e per il contrasto a fenomeni quali la pirateria in Oceano Indiano o la monitorizzazione degli sviluppi di crisi regionali quali la Primavera araba. Da segnalare, soprattutto, le attività di Assistenza Militare a favore delle forze di sicurezza di altri paesi attraverso attività addestrative, di supporto e di intelligence.

Con la creazione del Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) nel 2004, il GOI ha iniziato a operare inserito all’interno di dispositivi interforze all’estero, oltre a prendere parte ad attività ed esercitazioni che hanno favorito una sempre maggiore interoperabilità tra le unità del Comparto Forze Speciali nazionale.

Tra i principali teatri operativi in cui hanno operato i Baschi Verdi della Marina Militare negli ultimi venti anni spiccano quelli di:

Somalia (1992-1994-1996), missione umanitaria ONU

Ruanda (1994), missione di evacuazione connazionali

Timor Est (1999), missione umanitaria ONU

Iraq (2003-2006), Operazione Antica Babilonia

Afghanistan, Enduring Freedom (2003), ISAF (2006-2015) e Resolute Support (2016-2017)

Iraq (2015) Operazione Inherent Resolve

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Fonte e foto: Marina Militare

La Marina di nuovo in Artico: nave Alliance con il NATO CMRE al Polo Nord per studiare le correnti marine

Una nuova spedizione scientifica della Marina Militare nel Mare Artico sta per cominciare: domani, mercoledì 17 gennaio, la nave polivalente di ricerca Alliance partirà dal porto di La Spezia per una missione scientifica con il Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE) della NATO, ha fatto sapere la stessa Forza Armata con un comunicato stampa di ieri, 15 gennaio.

La spedizione porterà nave Alliance e il suo equipaggio tra i mari d’Islanda e Groenlandia, oltre il Circolo Polare Artico.

“A salutare l’equipaggio e i ricercatori imbarcati – si apprende dal comunicato della Marina – ci saranno il Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Donato Marzano, e la direttrice del CMRE, dottoressa Catherine Warner”.

Dopo 90 anni dalla storica missione del Comandante Nobile e a seguito della recente spedizione effettuata nell’estate del 2017 denominata High North (link articoli in calce), la Marina Militare ritornerà al Polo Nord – “per la prima volta in periodo invernale artico”, sottolinea il comunicato stampa –  per sostenere le attività di ricerca a supporto dell’organizzazione internazionale Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI) nell’ambito del programma multidisciplinare Iceland-Greenland Seas Project (IGP).

Scopo principale della spedizione è lo studio dell’interazione aria/acqua e la relativa ventilazione che si viene a creare nel Mare Artico, con l’obiettivo di raggiungere una migliore comprensione della circolazione delle correnti marine.

“L’attività scientifica – spiega la Marina nel dettaglio – sarà caratterizzata da due periodi di navigazione di circa venti giorni ciascuno, e consisterà nell’eseguire, nello stretto di mare che separa l’Islanda dalla costa orientale della Groenlandia, rilievi speditivi e approfonditi dei parametri di conduttività elettrica, temperatura, profondità, analisi geochimiche e velocità del suono in acqua, rilievi bati-termografici, misurazione della batimetria e misurazioni meteorologiche (marine e aeree), effettuando la correlazione e la raccolta statistica tra i dati acquisiti”.

Nave Alliance, al comando del capitano di fregata Daniele Cantù, ha un equipaggio composto da 47 militari e imbarca, per l’occasione, un gruppo di ricerca costituito da 22 scienziati provenienti da diverse organizzazioni internazionali.

Responsabile della missione scientifica è il dott Robert Pickart, scienziato del WHOI, assistito dal Capo Missione Marina Militare, il capitano di vascello Massimiliano Nannini.

Due team scientifici si alterneranno durante la missione: il cambio avverrà durante le soste operative nei porti islandesi di Reykjavik e di Isafjordur, rispettivamente nella prima e ultima decade di febbraio.

La nave terminerà la sua missione con il rientro in Italia, previsto per la prima decade del mese di aprile 2018, conclude il comunicato.

Nave Alliance – spiega in dettaglio la Marina nel suo comunicato stampa –  è un’unità polivalente di ricerca (NATO Research Vessel – NRV) che svolge principalmente attività condotte dal Centro di Ricerca e Sperimentazione Marittima (CMRE), per conto dell’Organizzazione Scientifica e Tecnologica (Science and Technology Organization – STO) della NATO.

Nell’aprile 1988, l’unità è stata consegnata all’allora Centro di Ricerche Subacquee del SACLANT (Undersea Research Centre – SACLANTCEN), poi rinominato Centro di Ricerche Subacquee della NATO (NATO Underwater Reserch Centre- NURC), poi ancora ulteriormente rinominato STO/CMRE.

Dal marzo 2016 è equipaggiata con personale della Marina Militare grazie a un’intesa del dicembre 2015 tra la Marina Militare e il CMRE. La nave ha dipendenza organica, per il tramite del Comando Squadriglia Unità Idrografiche ed Esperienze (COMSQUAIDRO) e il Comando delle Forze di Contromisure Mine (MARICODRAG), dal Comando in Capo della Squadra Navale (CINCNAV).

Hashtag: #MarinaMilitare #ProfessionistiDelMare #ilTuoFuturoèilMare

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Fonte e foto: Marina Militare

Mare Sicuro, Marina Militare: passaggio di consegne del Comandante tattico dell’operazione, nave Bergamini diventa la flagship

Si è svolta il 29 dicembre scorso, nel porto di Messina, a bordo di Nave Rizzo, la cerimonia di avvicendamento del Comandante Tattico dell’Operazione Mare Sicuro, ha fatto sapere la Marina Militare con un comunicato stampa del 30 dicembre.

L’evento, alla presenza del Comandante in Capo della Squadra Navale, Ammiraglio di Squadra Donato Marzano, ha sancito il passaggio del comando del dispositivo dal Contrammiraglio Davide Berna, Comandante delle Forze di Contromisure Mine ed Idrografiche, all’Ammiraglio di Divisione Aurelio De Carolis, Comandante della Seconda Divisione Navale. Contestualmente Nave Bergamini ha assunto il compito di Flagship dell’Operazione.

Nel periodo di comando del Contrammiraglio Berna il dispositivo Mare Sicuro ha continuato a garantire la tutela degli interessi nazionali nel tratto di mare prospicente le coste della Tripolitania e Cirenaica, spiega il comunicato stampa della Marina, assicurando la sicurezza delle linee di comunicazione marittime e il contrasto alla criminalità dedita a traffici illeciti, nonché la protezione dei pescherecci italiani e delle piattaforme estrattive presenti nelle acque internazionali a nord di Tripoli.

In particolare, si apprende, sono stati sventati alcuni tentativi di sequestro a danno di motopesca nazionali ed è stato garantito il supporto alle missioni nazionali presenti sul suolo libico, segnatamente Nauras a Tripoli e Ippocrate a Misurata.

“Dall’inizio dell’anno – sottolinea il comunicato – la presenza delle Unità della Marina Militare in questo tratto di mare, particolarmente significativo per gli interessi del nostro Paese, ha permesso di garantire, in cooperazione con il Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e con gli altri dispositivi aeronavali operanti in area, la salvaguardia della vita umana in mare e di giungere al fermo di numerosi individui sospettati di condurre attività illecite”.

Dopo quarantacinque giorni di mare, Nave Rizzo fa ora rotta verso la Spezia mentre Nave Bergamini dirige per l’area di operazioni per continuare ad assicurare la missione, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: Marina Militare

Marina, Mare Sicuro: cambio al comando, al contrammiraglio Pacioni subentra il collega Maffeis

Nella mattinata di ieri, 26 settembre, si è svolta ad Augusta, sul ponte di volo della Fregata Alpino, alla presenza del Comandante in Capo della Squadra Navale (CINCNAV) Ammiraglio di Squadra Donato Marzano, la cerimonia di avvicendamento al comando dell’Operazione Mare Sicuro (COMOMS) tra il contrammiraglio Enrico Pacioni (cedente) e il contrammiraglio Alberto Maffeis (subentrante).

È la Marina Militare a darne notizia con un comunicato stampa di oggi, 27 settembre.

L’operazione Mare Sicuro, in atto nel Mediterraneo Centrale dal 12 marzo 2015, prevede l’impiego di un dispositivo aeronavale con il compito di svolgere, in applicazione della legislazione nazionale e degli accordi internazionali vigenti, attività di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima a tutela degli interessi nazionali.

Tra i compiti dell’operazione la protezione delle piattaforme petrolifere di interesse nazionale ubicate in acque internazionali; la protezione dei mezzi nazionali da possibili azioni di organizzazioni criminali; la deterrenza e il contrasto di organizzazioni dedite a traffici illeciti; la sorveglianza e protezione continua dei pescherecci italiani presenti nell’area.

Il dispositivo opera in un’area di mare di circa 160.000 km quadrati nel Mediterraneo centrale.

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Marina, Mare Sicuro: cambio al comando, al contrammiraglio Torresi subentra il collega Pacioni. La FREMM Alpino unità di bandiera del Comandante (8 agosto 2017)

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Marina, EUROMARFOR: l’Italia passa al Portogallo il comando della Forza marittima europea

Il 19 settembre, a Lisbona, davanti a una rappresentanza di unità navali ed equipaggi di Francia, Italia, Portogallo e Spagna, ha avuto luogo la cerimonia di passaggio di consegne del Comando della Forza Marittima Europea (EUROMARFOR) tra il Comandante in Capo della Squadra Navale italiana, Ammiraglio di Squadra Donato Marzano (cedente) e il Comandante della Flotta portoghese (Comandante Naval) Ammiraglio di Squadra Henrique Gouveia E Melo (accettante), ha fatto sapere la Marina Militare con un comunicato stampa del 21 settembre scorso.

La cerimonia, presieduta del Capo di Stato Maggiore della Difesa del Portogallo, Generale Artur Neves Pina Monteiro, si è svolta alla presenza dei vertici militari dei Paesi della Euromarfor, tra cui il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Valter Girardelli, e di autorità civili e militari.

L’Italia ha ceduto il comando assunto il 15 settembre del 2015.

Durante il biennio di comando italiano, ricorda il comunicato stampa, la Forza Navale ha partecipato all’operazione Atalanta e ad attività addestrative finalizzate al dialogo e alla cooperazione con i paesi del Mediterraneo, in particolare con la Tunisia e il Marocco durante le Multicooperative Exercise 16 e 17.

Come dichiarato dall’Ammiraglio Marzano nel suo discorso di commiato: “durante la recente attivazione di maggio, con 9 navi provenienti dalle quattro nazioni è stato realizzato il più significativo gruppo navale Euromarfor degli ultimi anni, impegnato in attività addestrative nelle principali forme di lotta, compresa la guerra alle mine e nella cooperazione con i partner nordafricani a dimostrazione che Euromarfor è una realtà concreta, pronta ad operare in mare negli interessi nazionali ed europei.”

Nell’assumere il comando, l’Ammiraglio Gouveia E Melo ha tracciato le linee guida del suo mandato in linea con le attività precedenti, finalizzate alla sicurezza e difesa degli interessi nazionali ed europei contro il terrorismo e i traffici illeciti da Gibilterra al Mediterraneo Centrale.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha espresso il suo personale ringraziamento all’Ammiraglio Marzano “per l’egregio lavoro svolto per l’Italia al servizio dell’Europa, che in questo particolare momento di crisi nell’area mediterranea è chiamata a svolgere il suo ruolo di fornitore di sicurezza anche attraverso la promozione di  collaborazioni tra le forze per incrementarne ulteriormente capacità e interoperabilità, necessarie per la piena sicurezza dei nostri Paesi”.

Euromarfor è una forza navale – non permanente –  costituita il 15 maggio 1995 da Francia, Spagna, Italia e Portogallo in grado di assolvere le principali missioni definite nella Dichiarazione di Petersberg, quali il controllo marittimo, assistenza umanitaria e di evacuazione di popolazioni, mantenimento e riacquisizione delle condizioni di pace e di gestione delle crisi.

L’attività di Euromarfor è inoltre tesa a rafforzare la cooperazione con le nazioni del Mediterranean Dialogue (Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Mauritania, Marocco and Tunisia) e dell’Iniziativa 5+5, che vede coinvolte dieci nazioni del Mediterraneo occidentale: Algeria, Francia, Italia, Libia, Malta, Mauritania, Marocco, Portogallo, Spagna e Tunisia.

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Marina: cambio al Comando della Forza anfibia italo-spagnola, ruolo centrale nella strategia marittima

Dopo due anni di comando italiano, il 13 luglio, a bordo della nave da sbarco della Marina Militare San Giorgio ormeggiata presso la Base Navale di Brindisi, si è svolta la cerimonia di avvicendamento, tra Italia e Spagna, al Comando della Forza Anfibia (Spanish/Italian Amphibious Force – SIAF) e della Forza da Sbarco italo-spagnola (Spanish/Italian Landing Force – SILF), fa sapere la Marina Militare dal suo sito istituzionale.

La cerimonia è stata presieduta dai Comandanti della Squadra Navale Italiana e Spagnola, l’ammiraglio di squadra Donato Marzano e l’ammiraglio di squadra Juan Rodrìguez Garat, e ha coinvolto contemporaneamente le due figure del Comandante della Forza Anfibia e del Comandante della Forza da Sbarco, si apprende.

Il passaggio di testimone, rappresentato dallo stendardo della SIAF/SILF, è avvenuto tra l’ammiraglio di divisione Salvatore Vitiello, Comandante della 3ª Divisione Navale, e il contrammiraglio Ricardo Atanasio Hernàndez Lòpez, Comandante del 2° Gruppo Navale della Marina spagnola, e tra il contrammiraglio Cesare Bruno Petragnani, Comandante della Forza da Sbarco della Marina Militare, e il generale di brigata Antonio Planells Palau, Comandante del Terzio de Armada.

La Forza anfibia e da sbarco italo-spagnola deve la sua origine a un’iniziativa comune delle Marine dei due Paesi mediterranei che, dal 16 settembre 1996, si sono poste l’obiettivo di concorrere, in forma unificata e complementare, alle forze multinazionali cui normalmente contribuiscono, per la sicurezza collettiva della comunità internazionale, spiega la Marina.

“Nell’attuale panorama geostrategico, caratterizzato da elevata complessità e interconnessione dei fenomeni, la comunità internazionale riconosce alle forze anfibie un ruolo centrale nella strategia marittima, per assicurare il necessario connotato di proiezione di forze e capacità, volto alla difesa avanzata degli interessi nazionali, in un’ottica di più ampio concorso alla promozione e salvaguardia della stabilità e della pacifica convivenza tra i popoli”.

Tale evidenza, nell’ambito della SIAF, trova un terreno estremamente fertile, che consentirà lo sviluppo di operazioni expeditionary “sul mare” e “dal mare”, valorizzando appieno i vantaggi di un approccio Seabasing, ovvero possibilità di rapido dispiegamento e proiezione di forza dal mare, con la possibilità di supporto continuo e protezione, senza dipendenza da basi di terra.

Un esempio è rappresentato, nell’ottica del cosiddetto Capacity Building, dal fornire soccorso alle popolazioni di paesi in difficoltà e assistere le loro forze di difesa e sicurezza.

La SIAF garantisce già una qualificata partecipazione nei contesti NATO e dell’Unione Europea, contribuendo a esprimere la rotazione delle forze in alta prontezza per la NATO Response Force (NRF) e lo European Union Battle Group (EUBG), nonché partecipando al consesso europeo di settore della European Amphibious Initiative (EAI).

La Marina Militare tornerà a guidare la Forza Anfibia nel 2019.

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Mare Sicuro, cambio al comando: al contrammiraglio Cottini subentra il collega Torresi

Si è svolta giovedì 15 giugno scorso, a bordo della fregata Carlo Margottini ormeggiata presso il porto di Catania, la cerimonia di avvicendamento al comando dell’Operazione Mare Sicuro (O.M.S.) tra il contrammiraglio Andrea Cottini, comandante della Stazione Navale di Taranto, e il contrammiraglio Placido Torresi, comandante della 1ª Divisione Navale, ha fatto sapere la Marina Militare con un comunicato stampa.

La cerimonia, si apprende, è stata presieduta dal Comandante in Capo della Squadra Navale (CINCNAV), ammiraglio di squadra Donato Marzano.

Durante gli oltre tre mesi di comando dell’ammiraglio Cottini, la costante presenza di unità navali della Squadra e l’elevata professionalità del personale imbarcato sulle navi e sui sommergibili del personale della brigata Marina San Marco e delle Forze Aeree ha consentito di assicurare la sorveglianza e la protezione delle piattaforme petrolifere di interesse nazionale, ubicate in acque internazionali al largo delle coste libiche; la protezione dei mezzi nazionali intenti a operare in attività di ricerca e da possibili azioni di organizzazioni criminali; la deterrenza e il contrasto nei confronti di organizzazioni criminali dedite ai traffici illeciti; la sorveglianza e protezione continua di numerosi pescherecci italiani presenti nelle aree a rischio, quali quella a nord di Misurata e a nord di Bengasi.

Tra gli eventi che hanno caratterizzato questo periodo, ricorda il comunicato stampa della Marina, c’è la nascita della piccola Maria Luisa a bordo di nave Libra, inserita nel dispositivo di Mare Sicuro, lo scorso 30 maggio.

Oltre naturalmente ai numerosi interventi sanitari o di supporto ai pescherecci nazionali che operano in zona.

Ricorda in dettaglio la Forza Armata:

Il 16 maggio Nave Borsini ha fornito la prima assistenza al motopesca Ghibli, subito dolo il rilascio, in seguito al fermo da parte delle forze navali libiche.

Il 10 giugno il pattugliatore Comandante Cigala Fulgosi è intervenuto per prestare assistenza al peschereccio Mariella, della marineria di Siracusa, rimasto senza propulsione a 65 miglia nord di Bengasi.

Le navi di Mare Sicuro hanno svolto anche compiti di Polizia giudiziaria: il 5 maggio il pattugliatore Sirio ha individuato un’imbarcazione proveniente da Malta e diretta a Zuwarah, con documentazione non in regola.

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Fonte e foto: Marina Militare