Enzo Vecciarelli

Il CaSMD Gen Vecciarelli alla Berlin Security Conference 2019: attenzione ai flussi migratori dal sud

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Enzo Vecciarelli, è intervenuto alla Berlin Security Conference (BSC) 2019, si apprende da un comunicato stampa odierno dello Stato Maggiore della Difesa (SMD).

La conferenza berlinese rappresenta un convegno tra i più importanti in Europa ed è dedicato alla policy di Sicurezza e Difesa.

Il congresso, giunto alla sua 18^ edizione, riunisce annualmente prestigiosi relatori rappresentanti dei governi, delle Forze Armate, dell’industria dei Paesi europei, delle principali organizzazioni internazionali e affronta i rilevanti temi riguardanti la Difesa e la Sicurezza collettiva.

Nell’ambito del suo intervento, il Gen Vecciarelli ha affermato che è “Fondamentale adattare la nostra capacità di rispondere alle minacce in evoluzione. Tutto questo richiede approcci diversi e capacità migliorate. I nostri strumenti militari devono cambiare ed essere pronti ad affrontare tali sfide”.

La BSC 2019, si apprende, è stata organizzata dal quotidiano nazionale tedesco Behörden Spiegel a Berlino su due giornate dedicate al tema “L’Europa e le sue sfide esterne – un approccio a 360° in un momento di incertezze”.

Il CaSMD ha ringraziato l’organizzazione per l’esclusiva opportunità concessa ai rappresentanti dei Paesi convenuti alla BSC per sviluppare uno scambio di punti di vista sulle nuove sfide alla sicurezza globale e per definire una solida cooperazione.

In particolare, il Gen Vecciarelli ha affrontato il delicato tema del terrorismo nelle aree di interesse nazionale (Mediterraneo e Africa), evidenziando la necessità di promuovere un approccio a 360° tramite le Organizzazioni Internazionali e accordi bilaterali e di riportare così il Mediterraneo al centro del dibattito europeo, riferisce SMD.

Nel prosieguo dell’intervento il CaSMD ha sottolineato come “un approccio a 360° deve includere anche le direzioni da cui provengono le minacce con particolare attenzione ai flussi migratori provenienti dal lato sud, inoltre ha evidenziato come “gli elementi della minaccia globale non sono mutati, ma è cambiata la nostra percezione e la celerità con cui si manifesta che richiede una risposta veloce – The Speed of Relevance”.

Nel suo intervento, il Gen Vecciarelli ha confermato l’importanza centrale del processo di digitalizzazione delle Forze Armate che “sarà uno degli argomenti chiave del prossimo decennio quale fattore fondamentale per il miglioramento”.

All’evento, aperto ieri dal Ministro della Difesa, On. Lorenzo Guerini, hanno preso parte anche il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, il Capo di Stato Maggiore della Marina (CaSMM), Ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica (CaSMA), Generale di Squadra Aerea Alberto Rosso, e il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri.

Fonte e foto: SMD

COMFOPSUD: la NASR 19 alla sua fase principale in Qatar con i 2.000 soldati esercitati

“Questa mattina – spiega una nota stampa di oggi, 21 ottobre, del Comando Forze Operative Sud (COMFOPSUD)il contingente italiano a guida Brigata Bersaglieri Garibaldi ha condotto, congiuntamente al personale della 2^ Brigata dell’Esercito del Qatar, la fase principale dell’esercitazione NASR 19”.

La complessa attività tattica, svolta alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Enzo Vecciarelli, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, e delle massime Autorità militari locali, ha visto l’impiego di circa 800 soldati italiani, 1.200 militari qatarioti e di oltre 250 veicoli da combattimento e logistici.

A partire dallo scorso 12 settembre, si apprende, “a seguito di un’attenta pianificazione coordinata tra le due nazioni e attraverso una complessa operazione logistica”, l’assetto nazionale esercitato si è schierato a 3.800 Km dall’Italia, nell’area addestrativa del poligono di Al-Galail, località a sud della capitale Doha.

Una zona con caratteristiche idonee allo svolgimento di attività che, per numero di veicoli cingolati e ruotati impiegati e per volume di fuoco, non sarebbe possibile sviluppare presso aree addestrative presenti sul territorio italiano”, precisa la nota stampa.

In tal modo le forze, di livello Battle Group e organizzate secondo l’approccio pluriarma, hanno espresso diverse capacità operative riuscendo così a massimizzare il combat power esprimibile nelle attività tattiche e a verificare il livello di cooperazione e di interoperabilità dei sistemi di comando e controllo tra i due eserciti. Inoltre, nell’ambito delle attività addestrative sviluppate dal personale italiano, sono state altresì testate alcune delle capacità che verranno poste in alta prontezza a favore della NATO.

L’esercitazione conclusiva, svolta a termine di un ciclo addestrativo congiunto della durata di circa un mese, ha previsto una dimostrazione a fuoco di tutti i sistemi d’arma impiegati. In particolare, la compagine di fanteria pesante italiana della Task Force, su base 1° reggimento bersaglieri, composta da circa 300 soldati, ha impiegato cingolati VCC 80 Dardo, carri armati C1 Ariete, VBM Freccia, mortai da 120 mm e da 81 mm e Veicoli Tattici Leggeri Multiruolo (VTLM) Lince.

Presenti sul terreno anche assetti di tiratori scelti, un team Raven, sistemi contro carro Milan e Spike, un team di acquisitori obiettivi delle Forze Speciali dell’Esercito, personale del Genio e relativi veicoli medi di ultima generazione come il VTMM Orso (in differenti configurazioni), mezzi per il supporto logistico, carri pioniere e veicoli per l’assistenza sanitaria.

A completare lo schieramento, prosegue la nota stampa, obici FH70, lanciatori G-MLRS (Guided Multiple Launch Rocket System) e PZH 2000, artiglierie di ultima generazione con possibilità d’impiego di munizionamento a guida GPS e a lunga gittata, capaci di colpire obiettivi di dimensioni ridotte limitando i possibili danni collaterali.

In tale contesto è stata confermata la versatilità professionale degli uomini e delle donne dell’Esercito, pronti a operare in situazioni caratterizzate da fattori ambientali estremi e capaci di impiegare i moderni sistemi di comando e controllo anche in condizioni tecnologicamente degradate.

La NASR 19, che si concluderà il prossimo 27 ottobre, rappresenta un’importante occasione addestrativa in chiave multinazionale, consentendo il consolidamento delle procedure tecnico-tattiche delle unità schierate dall’Esercito italiano e dall’Esercito qatariota e si inquadra in uno scenario strategico di riferimento sempre più influenzato da molteplici dinamiche e in continua evoluzione, conclude la nota stampa.

Fonte e foto: COMFOPSUD

 

Difesa, Air Policing: sei F35A italiani in Islanda per la Northern Lightning

“La TFA 32nd Wing formata da aerei F35A ha raggiunto la Full Operational Capability (FOC) e garantirà il servizio di sorveglianza dello spazio aereo in Islanda per tre settimane nell’ambito delle operazioni NATO di Air Policing, ha fatto sapere lo Stato Maggiore della Difesa (SMD) con un comunicato stampa odierno annunciando che “si è dato così ufficialmente avvio all’operazione Northern Lightning”.

L’importante traguardo raggiunto, che vede l’Italia essere il primo Paese dell’Alleanza a utilizzare assetti F-35 in operazione, è stato formalizzato da una cerimonia presenziata dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Alberto Rosso.

“Oggi, con il raggiungimento della Full Operational Capability da parte della Task Force Air 32nd Wing – ha dichiarato il Gen Vecciarelli – rinnoviamo il nostro impegno nel contribuire attivamente alla difesa collettiva. Il nostro Paese ha deciso di contribuire alle attività di Air Policing con le risorse più avanzate, gli F-35 A dell’Aeronautica Mlitare, che per la prima volta sotto il comando e il controllo del Comando Aereo Alleato, garantiranno la sicurezza dello spazio aereo in una importante porzione strategica della regione euro-atlantica”.

La cerimonia si è conclusa con un alzabandiera solenne, si apprende, dove è stata issato il vessillo NATO, consegnato al Comandante della TFA dal Vice Comandante del Comando Aereo Alleato (AIRCOM), il Lieutenant General Pascal Delerce, che ha sottolineato come Per la prima volta un caccia di quinta generazione, l’F-35, sarà impiegato dalla NATO per salvaguardare lo spazio aereo dell’Alleanza in una operazione di Air Policing. Questo evento rappresenta un grande passo verso l’integrazione dei moderni aerei da combattimento nelle missioni alleate, dimostrando la capacità dell’Alleanza di guardare al futuro, integrando le nuove tecnologie”.

Approfondimenti (fonte SMD):

La missione della TFA 32nd Wing ha come obiettivo quello di preservare l’integrità dello spazio aereo della NATO, rafforzando l’attività di sorveglianza dei cieli dell’Islanda che non possiede capacità e strutture per la difesa aerea autonoma.

L’Aeronautica Militare Italiana partecipa all’operazione di Air Policing in Islanda con sei velivoli F-35A. Piloti, controllori della Difesa Aerea, personale tecnico, logistico e della Force Protection assicureranno il Servizio di Sorveglianza dello spazio aereo islandese per tre settimane, conducendo, nel frattempo, attività addestrativa congiunta con il personale della Icelandic Coast Guard.

L’attività di Air Policing è condotta sin dal tempo di pace e consiste nella continua sorveglianza dell’integrità dello spazio aereo della NATO nonché nell’identificazione di eventuali sue violazioni all’integrità, dinnanzi alle quali devono scattare appropriate azioni di contrasto, come, ad esempio, il decollo rapido di velivoli caccia intercettori, che in termini tecnici è definito scramble.

L’Air Policing viene svolta nell’ambito dell’area di responsabilità del Comando Operativo Alleato della NATO (Allied Command Operation – ACO) di stanza a Bruxelles e viene coordinata dal Comando Aereo (AIRCOM) di Ramstein (GER).

L’hashtag per parlarne è: #UnaForzaPerilPaese

Fonte e foto: SMD

Difesa delle coste nazionali: il CaSMD Gen Vecciarelli conferma il pieno impegno delle Forze Armate con radar, aerei e navi

“Su indicazione del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, ha partecipato all’odierna riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza, si apprende da un comunicato stampa di oggi, 8 luglio, dello Stato Maggiore della Difesa (SMD).

“Durante il Comitato il Capo di Stato Maggiore – nell’ambito delle proprie responsabilità di pianificazione, predisposizione e impiego delle Forze Armate nel loro complesso – ha confermato il pieno impegno della Difesa per la sorveglianza e la protezione delle coste, con gli assetti all’uopo destinati (radar, mezzi aerei e mezzi navali)”, si legge dal comunicato stampa.

Fonte: PI SMD

Foto d’archivio da Il Messaggero

L’Amm Cavo Dragone nominato CaSMM: le congratulazioni del CaSMD Gen Vecciarelli. Bio e onorificenze

Il Generale Enzo Vecciarelli, capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), si è congratulato per la nomina del capo di Stato Maggiore della Marina Militare (CaSMM), Ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone (qui in foto d’archivio), ha fatto sapere ieri, 19 giugno, lo Stato Maggiore della Difesa (SMD).

“A nome mio e di tutto il personale, militare e civile, delle Forze Armate voglio esprimere le più vive congratulazioni all’Ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone per la nomina a Capo di Stato Maggiore della Marina: sono queste le parole con cui il Gen Vecciarelli ha voluto salutare la decisione assunta nella tarda serata di ieri dal Consiglio dei Ministri per la designazione del nuovo vertice della Marina Militare.

Il Gen. Vecciarelli ha poi concluso con un “sentito e commosso grazie all’Ammiraglio di Squadra Valter Girardelli per il servizio prestato nella sua brillante e limpida carriera”.

Chi è l’Ammiraglio di Squadra Giuseppe Cavo Dragone (fonte SMD):

L’Ammiraglio di Squadra Giuseppe CAVO DRAGONE è nato ad Arquata Scrivia (AL) il 28 febbraio 1957.Dopo il conseguimento della maturità classica presso l’Istituto Andrea Doria di Novi Ligure, è entrato in Accademia Navale nell’ottobre del 1976 per seguire il Corso Normale per Ufficiali di Stato Maggiore. Nel giugno 1980 ha terminato il periodo accademico e, dopo un breve periodo a bordo della Fregata ORSA, è stato inviato presso le scuole di volo della U.S. Navy in Florida e nel Texas dove dopo circa un anno ha conseguito il brevetto di pilota di velivoli ad ala fissa (multimotori a elica) e, dopo ulteriori sei mesi, quello di pilota di elicotteri.

Rientrato in Italia nel settembre 1981, è stato imbarcato come pilota di elicotteri AB-212 sul Cacciatorpediniere ARDITO in occasione dell’impiego delle Unità della MMI nelle acque del Libano. Al termine di questa attività, CAVO DRAGONE è rimasto a bordo di fregate della classe MAESTRALE come pilota di elicottero ricoprendo l’incarico di Capo del Servizio Volo fino all’agosto del 1987, quando ha assunto il Comando, nel grado di Tenente di Vascello, del Cacciamine MILAZZO con cui, dal settembre ’87 al marzo ’88, ha partecipato alla prima missione in Golfo Persico.

Al termine del periodo di Comando è stato trasferito alla Stazione Elicotteri di Luni (SP) per la transizione sull’elicottero SH-3D.Dopo breve tempo, all’approvazione della legge che permetteva alla Marina Militare di acquisire propri velivoli da combattimento da imbarcare sulla Portaeromobili GIUSEPPE GARIBALDI, CAVO DRAGONE è stato inviato nuovamente negli Stati Uniti per conseguire il brevetto su caccia convenzionali imbarcati, effettuare la transizione sul velivolo a decollo e atterraggio verticale AV8-B (HARRIER), conseguire la qualifica di “pronto al combattimento” presso gli squadroni operativi del U.S. Marine Corps, comandare il primo nucleo di Piloti e Tecnici italiani in addestramento in U.S.A. per la neo-nata componente aviogetti della Marina Militare.

Nell’ambito di questo periodo, egli ha conseguito l’abilitazione all’appontaggio con velivoli jet da portaerei nel gennaio 1990 in Florida ed il brevetto di pilota di aviogetto in Mississippi nell’agosto 1990.Dopo la consegna dei primi due velivoli HARRIER alla Marina avvenuta nel maggio 1991 in Carolina del Nord (U.S.A.), CAVO DRAGONE, con il proprio team, ha preparato il rientro in Italia della componente che è stata prelevata da Nave GARIBALDI nelle acque statunitensi nel settembre dello stesso anno.

È stato il primo Comandante del GRUPPO AEREI IMBARCATI (settembre 1991 – settembre 1993). Per un ulteriore anno è stato nuovamente inviato in Arizona per effettuare un addestramento specifico su un modello di HARRIER per il combattimento notturno e sulla versione del velivolo con il radar da combattimento.

Al rientro dagli Stati Uniti è stato destinato presso il Comando in Capo della Squadra Navale, dove ha ricoperto l’incarico di Addetto alle operazioni e all’addestramento della componente aerea imbarcata. Dopo circa un anno ha frequentato la Scuola di Guerra (Istituto di Guerra Marittima) a Livorno e l’Istituto di Stato Maggiore Interforze a Roma.

Nel settembre 1996, con il grado di Capitano di Fregata, gli è stato assegnato il Comando della Fregata EURO, con sede a Taranto e dopo un anno, è tornato a comandare il Gruppo Aerei Imbarcati a Grottaglie (TA).

Dal 27 settembre 2002 al 16 ottobre 2004 è stato il Comandante della Portaeromobili GIUSEPPE GARIBALDI. Nel periodo compreso tra il 13 dicembre 2004 ed il 24 giugno 2005 ha frequentato la 56^ sessione dell’Istituto Alti Studi della Difesa. Ha conseguito la laurea in Scienze della Difesa e Sicurezza nel dicembre 2002 presso l’Università di Pisa e la laurea in Scienze Politiche nell’ottobre 2005 presso l’Università di Trieste.

Dal 27 ottobre 2005 al 5 settembre 2008 ha ricoperto l’incarico di Comandante delle Forze Aeree della Marina Militare e di Capo del 6° Reparto Aeromobili dello Stato Maggiore Marina. Dall’11 settembre 2008 al 12 ottobre 2011 è stato il Comandante del Raggruppamento Subacquei ed Incursori della Marina Militare. Dal 13 ottobre 2011 al 17 ottobre 2014 ha ricoperto l’incarico di Comandante dell’Accademia Navale.

Il 24 gennaio 2012 il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Grosseto, Dottoressa Valeria Montesarchio, emetteva ordinanza di ammissione di incidente probatorio nell’ambito del Procedimento Penale con oggetto “Naufragio occorso alla motonave Costa Concordia in data 13 gennaio 2012 presso l’isola del Giglio” nominando l’Ammiraglio CAVO DRAGONE “perito consulente del GIP” nonché Capo dello stesso Collegio Peritale.

Il conferimento di tale incarico veniva confermato il 10 dicembre 2013 nella fase successiva del procedimento penale dal Collegio presieduto dal Dottor Giovanni Puliatti, fino al termine del dibattimento.

Dal 3 novembre 2014 al 26 giugno 2016 ha ricoperto l’incarico di Comandante interforze per le operazioni delle Forze Speciali (C.O.F.S.).  Dal 1° luglio 2016 ha assunto l’incarico di Comandante Operativo di vertice Interforze (C.O.I.).

Dal settembre del 2002, con una sola breve interruzione di sei mesi per la frequentazione della 56^ sessione I.A.S.D., è al Comando di Enti operativi e di vertice della Marina Militare ed Interforze, vantando così un periodo continuativo di oltre tre lustri. Ha al suo attivo oltre 2.500 ore di volo tra elicotteri ed aviogetti da combattimento. Anche se con un po’ di “ruggine”, si pregia del titolo di cintura nera di 1° Dan di Karate stile Shotokan.

È sposato con la Signora Rosa Fossati, ha tre figli: Michele (laureato in Medicina), Umberto (tenente degli Alpini) e Ginevra Francesca (studentessa d’Infermieristica).

L’Ammiraglio CAVO DRAGONE è insignito delle seguenti onorificenze, decorazioni, distinzioni onorifiche e nastrini di merito:

– Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana;

– Medaglia Mauriziana al Merito dei 10 lustri di carriera militare;

– Medaglia Militare al Merito di lungo comando (20 anni);

– Medaglia d’Onore di lunga navigazione marittima (10 anni);

– Medaglia Militare Aeronautica di lunga navigazione aerea (20 anni);

– Croce d’Oro per anzianità di servizio (40 anni);

– Croce Commemorativa per la partecipazione alle operazioni di concorso al mantenimento della sicurezza internazionale nell’ambito delle operazioni militari in Afghanistan;

– Medaglia commemorativa per il personale della Marina Militare impegnato nel Golfo Persico 1988;

– Medaglia Commemorativa nazionale per le operazioni di antipirateria;

– Croce commemorativa delle missioni di pace:

– Servizio Militare di Pace Forza Multinazionale Libano;

– Missione Militare di Pace in Kosovo.

– Medaglia NATO Bosnia-Erzegovina;

– “The Common Security and Defense Policy Service Medal” – EUNAVFORMED Sophia;

– Nastrino di Merito per il servizio prestato presso lo Stato Maggiore Difesa;

– Nastrino di Merito per il servizio prestato presso lo Stato Maggiore Marina con oltre 10 anni di servizio;

– Distintivo sportivo tedesco (Deutscher Olympischer SportBund), oro.

Distintivi di merito e abilitazioni:

– Pilota militare;

– Brevetto Aviatore Navale U.S. Navy;

– Istituto Alti Studi per la Difesa;

– Istituto Superiore Stato Maggiore Interforze;

– Paracadutista militare;

– Distintivo dorato per personale pilota e specialista dei Reparti aerei M.M.;

– Distintivo tradizionale per il personale di COMSUBIN;

– Abilitazione lavori subacquei e lavori in carena;

– Brevetto subacqueo operatore servizio di sicurezza abilitato lavori in carena (OSSALC).

Fonte: PI SMD

Foto d’archivio

Difesa: il cordoglio del Capo di SMD gen Vecciarelli per il tragico evento che ha colpito l’Arma dei Carabinieri

Questo il messaggio di cordoglio del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, diffuso il 13 aprile a seguito del tragico evento che ha colpito l’Arma dei Carabinieri:

“Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, appresa la triste notizia del grave evento in cui ha perso la vita un sottufficiale dei Carabinieri, ha espresso ai familiari del militare e al personale dell’Arma dei Carabinieri il suo personale profondo cordoglio e i sentimenti di sentita vicinanza a nome dei colleghi delle Forze Armate tutte. Il Generale Vecciarelli nell’auspicare una pronta guarigione al carabiniere rimasto ferito ha sottolineato come ‘siamo grati per il costante e diuturno lavoro svolto dal personale dell’Arma che, con impareggiabile spirito di servizio fino anche all’estremo sacrificio come purtroppo è accaduto oggi, garantisce la sicurezza dei cittadini’”.

Fonte: SMD

Foto: Il Fatto Quotidiano

Difesa: il 96° anniversario dell’Aeronautica Militare, “risorsa strategica, preziosa e irrinunciabile al servizio dell’Italia”

Si è svolta ieri, giovedì 28 marzo 2019, la Cerimonia per il 96° anniversario della costituzione dell’Aeronautica Militare presso l’aeroporto di Ciampino sede del 31° stormo, scrive la Difesa dal suo sito web.

Alla cerimonia ha presenziato il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, accompagnata dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen Enzo Vecciarelli, e dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Gen Squadra Aerea Alberto Rosso.

Nel corso della cerimonia sono stati conferiti due importanti riconoscimenti ai Reparti impegnati in operazioni nazionali e internazionali.

La Bandiera di Guerra della 46^ Brigata Aerea di Pisa è stata insignita con la decorazione di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia per il prezioso supporto fornito per il trasporto tattico e il rifornimento in volo in molteplici e impegnative operazioni di mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

Al 3° Reparto Genio dell’Aeronautica Militare di Bari Palese è stata concessa la targa di benemerenza “Icaro” 2018, per il contributo fornito in importanti interventi infrastrutturali e per la sicurezza di grandi eventi internazionali ed emergenze nazionali quali ad esempio l’ultimo G7 di Taormina e l’emergenza neve nelle Marche del 2017.

Nel suo intervento, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare ha sottolineato come “Oggi come allora, l’Aeronautica Militare rappresenta una risorsa strategica, preziosa ed irrinunciabile al servizio dell’Italia e sostanzia la componente dello strumento militare nazionale a cui risale il compito di esprimere il potere aero-spaziale della Difesa, in piena sinergia e univocità d’intenti con le componenti terrestri e navali. Il veloce progresso tecnologico richiede alla Forza Armata una continua valorizzazione della propria competenza distintiva nella dimensione aerea, anche nella prospettiva di rafforzare il ruolo di attore abilitante nella naturale estensione verso l’aerospazio e lo spazio”.

“In questa prospettiva – ha aggiunto il Gen Rosso – è il contributo dell’Arma Azzurra a tutela e per la sicurezza e difesa del Paese, del suo territorio e dei suoi cittadini, così come lo è a sostegno della presenza e ruolo nazionale in seno alla NATO, alla UE e alle Nazioni Unite, sino all’apporto al mantenimento della pace e della stabilità internazionale, esercitato anche attraverso le operazioni al di fuori dei confini nazionali, nelle quali trova ulteriore conferma l’esemplare professionalità, competenza e generosità del nostro personale”.

A seguire, le parole del Gen Vecciarelli, che ha voluto rivolgere il proprio plauso a tutto il personale dell’Aeronautica, militari e civili, “per la vostra quotidiana ‘naturale’ eccezionalità, che attraverso ogni singolo vostro gesto, parte di un armonico lavoro di squadra, consente di rendere reale e concreta la sicurezza e la difesa di ogni italiano, anche quando non se ne percepisce immediatamente il bisogno”.

Infine, il ministro Trenta ha evidenziato: “Oggi l’Aeronautica Militare è una componente fondamentale dello strumento militare nazionale, una risorsa strategica preziosa, in grado di esprimere capacità operative ed eccellenze tecnologiche di altissimo livello, sia al servizio del Paese sia per la salvaguardia della sicurezza e della stabilità internazionale, in un approccio sempre più interforze e internazionale”.

“La protezione dei nostri cieli – ha aggiunto il Ministro – così come il soccorso alle popolazioni colpite da calamità, il trasporto d’urgenza di malati, il contributo alla difesa degli spazi euro-atlantici e alle missioni internazionali sono solo alcune delle innumerevoli attività che le donne e gli uomini in uniforme azzurra sostengono con grande impegno e delle quali, come cittadini italiani, dobbiamo essere profondamente orgogliosi.”

L‘hashtag per parlarne sui social è: #UnaForzaPerilPaese

Fonte e foto: PI SMD

 

Difesa: inaugurato il NATO SFA CoE, Centro di eccellenza per la Security Force Assistance

Il 26 marzo scorso si è svolta la cerimonia di inaugurazione del NATO SFA CoE, il Centro di Eccellenza della NATO per la Security Force Assistance, presso la sede di Cesano di Roma all’interno del comprensorio della Scuola di Fanteria, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa.

Alla cerimonia hanno presenziato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen Enzo Vecciarelli, il Capo di Stato Maggiore della Difesa della Repubblica Albanese, Gen.B. Bardhyl Kollcaku, e il vice Capo di Stato Maggiore della Difesa della Repubblica Slovena, Gen.B.Robert Glavas, insieme al rappresentante dell’Allied Command Trasformation (ACT) della NATO, Generale Nerim Bitlislioglu.

Il NATO SFA CoE, che vede l’Italia, la Slovenia e l’Albania quali sponsoring nation, è un progetto nato nel 2016 su proposta del Ministero della Difesa italiano con lo scopo di creare un hub di riferimento dedicato alla promozione degli sforzi dell’Alleanza per la stabilizzazione e la ricostruzione in qualsiasi scenario di crisi, ricorda il comunicato.

Il Centro è stato formalmente istituito il 13 dicembre 2017 con la firma di un Memorandum of Understanding tra le nazioni partecipanti e l’ACT e ha conseguito l’accreditamento NATO nel Dicembre del 2018.

“Questo Centro – ha sottolineato il gen Vecciarelli – fa parte di un più ampio sforzo volto a sostenere i tre impegni della Nato: difesa collettiva, gestione della crisi e cooperazione nel settore della sicurezza”.

Il compito del Centro è quello di concorrere allo sviluppo e alla sperimentazione di concetti, dottrina, lezioni apprese nei teatri operativi e alla standardizzazione delle capacità in seno all’Alleanza nel settore SFA nell’ambito delle attività formative e addestrative a favore delle Forze di Sicurezza Locali (Local Security Forces) guidate a creare e a sviluppare capacità sostenibili nel tempo.

Il rappresentante dell’ACT, gen Bitlislioglu, nel suo intervento ha sottolineato come “sia indispensabile la competenza specifica del NATO COE per il sostegno alla struttura di comando dell’Alleanza, alle forze in campo e agli altri enti decentrati della NATO”.

L’evento si è concluso con la visita dell’infrastruttura e la firma dell’albo d’onore da parte del Capo di Stato Maggiore della Difesa, conclude il comunicato.

Fonte e foto: PI SMD

Difesa, il CaSMD gen Vecciarelli alle Commissioni Difesa riunite di Camera e Senato: necessarie coerenza e forza militare credibile

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Enzo Vecciarelli, è intervenuto questa mattina, 14 febbraio, in audizione dinanzi alle Commissioni riunite della Difesa di Camera e Senato presso l’Aula della Commissione Difesa di Montecitorio.

È lo stato maggiore della Difesa a darne notizia con un comunicato odierno.

Il Capo di SMD, definendo le modalità con le quali sviluppare le linee programmatiche, ha affermato che le stesse sono state definite “in aderenza alle direttive della autorità politica, valorizzando il lavoro dei miei predecessori, ben consapevole che il completo conseguimento degli obiettivi che verranno definiti necessiterà un orizzonte temporale esteso e soprattutto coerenza programmatica”.

Con riferimento al contesto e agli attori internazionali di riferimento, statuali e non, il CaSMD ha evidenziato che “Ci muoviamo oggi in un contesto di sicurezza che richiede sempre più un approccio strategico collettivo, di sistema paese, con stretta interrelazione tra apparato di sicurezza e difesa, intelligence, diplomazia ed economia. Vecchi e nuovi attori statuali e non statuali attraversano in modo spregiudicato gli ambiti di confronto, crisi e conflitto”.

Il gen Vecciarelli ha poi affrontato il tema dell’impiego ‘dual use’ dello strumento militare, chiarendo che “nella sua evoluzione non prescinderà, per quanto possibile, dal concetto di dualità nella sua declinazione moderna. Esso saprà agire in piena sinergia con gli altri dicasteri e Agenzie nazionali, salvaguardando la propria specificità militare perché indispensabile”.

Intervenendo sull’impiego e la funzionalità dello strumento militare ha aggiunto che “Per mantenere la pace, la stabilità, la difesa e la sicurezza a livello internazionale è riconosciuta, la necessità manifesta di una forza militare credibile. Il mio impegno è orientato a fare sì che il Paese possa disporre di Forze Armate agili, snelle e motivate per svolgere tali ruoli, consapevole che l’efficienza militare, essenziale nei momenti di crisi, non è frutto di improvvisazione”.

Infine il Capo di SMD ha concluso specificando la necessità di coerenza dell’impiego delle risorse finanziarie: ”l’esigenza di risorse economiche e volumi finanziari che siano adeguati alle contingenze odierne e – cosa più importante – coerenti programmaticamente con i trend e gli sviluppi futuri attesi, in una logica di stabilità di medio – lungo periodo, per fare in modo che la Difesa continui a costituire un’utile tessera di un pregiato mosaico più grande al servizio del Paese, della collettività e dei cittadini”.

Fonte e foto: PI SMD

Difesa: il cordoglio del CaSMD gen Vecciarelli per il decesso del Primo Maresciallo Gioacchino Verde

“Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli – scrive oggi lo stato maggiore della Difesa in un comunicato stampa – appresa la triste notizia del decesso del Primo Maresciallo della Marina Militare Gioacchino Verde, ha espresso ai familiari del militare e al Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza a nome delle Forze Armate e suo personale”.

Il Primo Maresciallo Verde, colpito dalla rottura accidentale di un cavo, era rimasto ferito lo scorso 12 gennaio presso la Stazione Navale Mar Grande di Taranto, durante la manovra di ormeggio della fregata Bergamini, ricorda la Difesa.

“Il sottufficiale, ricoverato subito dopo l’incidente presso l’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, è deceduto dopo essere stato sottoposto nei giorni scorsi ad un lungo e delicato intervento chirurgico. Sono ancora in corso accertamenti per fare luce sulle cause dell’incidente, conclude il comunicato.

Fonte: PI SMD

Foto: noinotizie.it