F-16

Stati nordici più uniti contro la minaccia russa: intelligence e cooperazione con Stati baltici a difesa dell’Artico

20150410_Aftenposten Norvegia_i cinque ministri nordiciFarsi trovare pronti per ogni emergenza: questo il motto che unisce la Difesa dei cinque stati nordici Danimarca, Finlandia, Norvegia, Svezia e Islanda. Niente di nuovo in tema di quella solidarietà e cooperazione che unisce il nord in una intesa di lunga data se non fosse che ora, di fronte alle nuove sfide internazionali, “i cinque” hanno deciso di andare ben oltre.

Così, come riporta un articolo del quotidiano norvegese Aftenposten di venerdì 10 aprile, una cooperazione militare più forte, ed estesa anche agli Stati baltici, è stata siglata in forma di una vera e propria dichiarazione quale diretta risposta all’aggressività manifestata dalla Russia, scomodo vicino delle nazioni nordiche, come spiega sin dalle prime righe il documento.

I firmatari dell’accordo sono: Ine Eriksen Søreide, ministro della Difesa della Norvegia; Nicolai Wammen, ministro della Difesa della Danimarca; Carl Haglund, ministro della Difesa della Finlandia; Gunnar Bragi Sveinsson, ministro degli Esteri dell’Islanda; Peter Hultqvist, ministro della Difesa della Svezia.

Dal documento, pubblicato dal quotidiano di Oslo, emerge la chiara volontà di condurre insieme più attività esercitative e di scambiare più informazioni, per non farsi cogliere di sorpresa dalle emergenze che dovessero delinearsi in ambiente terrestre, navale e aereo nell’area baltica, scandinava e, soprattutto, artica.

Ma i concetti chiave della cooperazione non vertono solo intorno a un incremento del numero di esercitazioni da svolgere insieme, bensì anche a una più stretta collaborazione industriale, in particolare in ambito Difesa, e allo scambio di informazioni di intelligence, oltre al trattamento di materiale cyber in piena cooperazione.

Interesse nei confronti di questo accordo è già stato manifestato sia da paesi europei, quali Polonia, Olanda, Germania e Gran Bretagna, attratti da questo concetto di cooperazione estesa nell’ambito della Difesa; sia dagli Stati Uniti, che a fine maggio condurranno quasi certamente insieme con le Forze Armate dei paesi nordici l’esercitazione Arctic Challenge, di previsto svolgimento in territorio norvegese e svedese.

Ci si aspetta infatti che gli USA prendano parte all’esercitazione di primavera con un considerevole numero di caccia F-16 basati nel Regno Unito, secondo quanto riferisce Aftenposten, citando contestualmente il commento della professoressa Janne Haaland Matlary, consigliere del ministro della Difesa norvegese: “Va tenuto conto del fatto che ci saranno reazioni negative da parte russa, e comunque ciò non andrà enfatizzato”.

“Due anni fa – ricorda Haaland Matlary – la Norvegia aveva dato avviso alla Russia dell’esercitazione Joint Viking nel Finmark, contea al confine con la Russia [all’estremo nord del paese, ndr], prevista nel 2015: questo bastò a determinare una dura reazione verbale dai vertici di Mosca”.

Intanto dall’Aftenposten si apprende che l’unione siglata dai “cinque” non intende sostituirsi alla Nato e che gli stati firmatari non sono obbligati a combattere gli uni per gli altri, ma di certo l’accordo costituisce una più credibile deterrenza, da raggiungere attraverso un maggior numero di impegni e di esercitazioni militari, specialmente in Lettonia e nella regione del Finmark, attività che si sono rese “assolutamente necessarie”.

L’obiettivo è raggiungere una preparazione specifica per poter operare in quelle particolari aree del pianeta, dove solo chi si è addestrato nel peculiare ambiente nordico può contare di far fronte all’impegno. È il motivo per cui già la Svezia e la Finlandia si stanno spostando verso nord per i loro addestramenti.

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Fonte e foto: Aftenposten

Turchia-Siria: più violenza se occorre. Con la NATO pronta a difendere militarmente la Turchia

Se continueranno i colpi di mortaio della Siria verso il territorio turco, la Turchia risponderà “con più violenza”, assicurano i vertici dell’Esercito turco. La dichiarazione del Capo di stato maggiore dell’Esercito turco, il generale Necdet Ozel, arriva in seguito a due giorni di perlustrazione della infuocata linea di confine.

Dopo i primi sconfinamenti a fuoco risalenti al 3 ottobre scorso, che hanno portato a una riunione di emergenza della NATO sotto articolo 4 del Trattato atlantico, la Turchia non rassicura più la Siria sulla sua intenzione di evitare una guerra, ma ribadisce la volontà di difendere il proprio territorio.

Di più. A difendere la Turchia, in caso i bombardamenti siriani verso il suolo turco sudorientale continuino, ci penserà la NATO, che avrebbe dei piani militari già pronti. Ad affermarlo sono proprio fonti atlantiche, secondo quanto riportato ieri, martedì 9 ottobre, da Associated Press via Washington Post.

Il supporto della NATO al paese membro era già stato ribadito nel corso della riunione del 3 ottobre a Bruxelles, così come l’intenzione di non esporsi per il momento su un altro fronte di guerra proprio quando la missione a guida NATO in Afghanistan sta affrontando la sua trasformazione.

Eppure rimane la notizia dell’agenzia turca Dogan di lunedì scorso – a cui il segretario generale dell’Alleanza Anders Fogh Rasmussen continua a opporre la speranza in una risoluzione politica della crisi – di ulteriori 25 caccia F-16 pronti a intervenire dall’aeroporto turco di Diyarbakir, città spesso al centro di disordini tra turchi e curdi.

La situazione incandescente è in continua evoluzione e impone di tenere in considerazione anche la questione turca del popolo curdo, che proprio nel sudest della Turchia e nel nord dell’Iraq ha il suo insediamento più massiccio.

Proprio domenica si sono verificati due raid di jet turchi oltre il confine nord-iracheno nonostante gli ammonimenti di Baghdad.

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Turchia: dichiarazione di autonomia per i curdi e ondate di scontri. La NATO condanna l’uccisione di 13 militari turchi (15 luglio 2011)

Fonte: AP/Washington Post, Dogan, Ansa

Foto: la mappa della Turchia è di BBC

F-35 al riparo dall’uragano Isaac dentro gli hangar nella base americana di Eglin

Sono stati messi al riparo dalla furia dell’uragano Isaac gli F-35A Lightning II nella base di Eglin, in Florida. Da martedì scorso gli hangar del 58th Fighter Squadron danno riparo a nove F-35A, mentre i dieci F-35B sono negli hangar del Marine Fighter Attack Squadron.

Gli F-15 ed F-16, invece, sono stati trasferiti. Il 96th Test Wing e il 53rd Wing hanno evacuato i loro mezzi trasferendoli rispettivamente alla Shaw Air Force Base, in South Carolina, per quanto riguarda gli F-16, e alla Seymour Johnson Air Force Base, in North Carolina, per quanto riguarda gli F-15.

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Fonte: Eglin AFB

Foto: U.S. Air Force photo/Samuel King Jr.

Ex Vigilant Skies 2011 mette insieme jet russi e Nato contro il terrorismo nei cieli

Da ieri 6 giugno e fino al prossimo 10 giugno i jet Sukhoi dell’Aeronautica Russa e gli F-16 delle Aeronautiche di Polonia e Turchia, paesi facenti parte della Nato, si esercitano insieme nei cieli dell’est europeo, sopra Polonia e Mar Nero.

Come sottolinea Armed Forces International che ne dà notizia, si tratta della prima esercitazione militare che vede aerei da combattimento russi addestrarsi con i colleghi polacchi e turchi, che sono membri dell’Alleanza Atlantica.

L’esercitazione, nominata Vigilant Skies 2011, si svolge su uno scenario che ripropone le minacce terroristiche di attualità per testare l’efficacia della Nato-Russia Council Cooperative Airspace Initiative (NRC CAI) stabilita tra Nato e Federazione Russa, e destinata a garantire la sicurezza dei viaggiatori dei cieli dei rispettivi spazi aerei.

Per dare modo alla Nato di iniziare a verificare la raggiunta capacità operativa del CAI, i jet da combattimento coinvolti nella Vigilant Skies 2011 devono affrontare due missioni antiterrorismo nei cieli.

La prima vede impegnati oggi 7 giugno un paio di F-16 multiruolo polacchi, che decollano da Cracovia, alle prese con un volo sotto attacco terroristico da intercettare e seguire prima di essere passato in consegna ai jet da combattimento russi.

Una missione che prevede una lotta simulata a bordo dell’aereo dirottato con il lieto fine per gli esercitati, ma con la distruzione dei sistemi di navigazione dell’aeromobile. Un incidente che permetterà di testare le capacità russe nel condurre l’aereo dirottato alla salvezza, con atterraggio a Malbork, in Polonia.

La seconda missione, prevista per domani 8 giugno sui cieli del Mar Nero, simula un altro volo dirottato, ma in assenza di comunicazioni. In questo caso saranno i turchi insieme con i russi a cooperare nell’intercettazione dell’aereo in mano ai terroristi.

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Fonte: Armed Forces International, NATO

Foto: logo CAI da Polish Air Navigation Services Agency, Sukhoi russo Su-30 da News from Poland

Primo decollo su allarme del 2006 per l’Aeronautica

pubblicato da Embedded il 3 gennaio 2006

F-16E’ il primo decollo immediato su allarme del nuovo anno per l’Aeronautica militare italiana (Ami). L’ordine di scramble, così viene definito in termini tecnici, è arrivato alle 13.53 di ieri dalla sala operativa della Difesa aerea del Comando operativo delle forze aree di Poggio Renatico in provincia di Ferrara e subito si è levato in volo un F-16 del 5° stormo di Cervia.

Obiettivo della missione l’identificazione di un aereo civile privo di contatto radio con gli enti del controllo del traffico aereo. Dopo che le procedure di identificazione sono andate a buon fine, il Boeing 767 della Excel Airways Limited in volo da Londra a Luxor è stato autorizzato a proseguire sulla sua rotta.

L’ultimo scramble del 2005 era stato dato per un aereo civile ucraino in volo da Kiev a Venezia lo scorso 18 dicembre.

Fonte: Aeronautica Militare Italiana

Foto: www.aviation-report.com