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COMSUBIN, consegna brevetti incursori GOI: in 12 entrano nelle Forze Speciali e ricevono il basco verde

Domani, 18 gennaio 2019, alle 12.30, presso il Comando Subacquei e Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare a La Spezia, si svolgerà la cerimonia di conferimento dei brevetti da Incursore agli allievi del corso Ordinario 2018, alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare (CaSMM), ammiraglio di squadra Valter Girardelli.

È la Marina Militare a darne notizia con un comunicato stampa del 15 gennaio.

Grazie alla possibilità offerta dal concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1), numerosi giovani hanno potuto affrontare l’impegnativo corso formativo della durata di circa un anno che ha portato il Gruppo Scuole di COMSUBIN a brevettare 12 operatori, fa sapere il comunicato.

Il corso è caratterizzato da quattro fasi distinte, durante le quali gli allievi ricevono l’adeguata preparazione fisica e professionale di base necessarie a condurre operazioni subacquee, anfibie e terrestri.

I neoincursori riceveranno, in occasione della cerimonia, l’ambito basco verde ed entreranno a far parte delle Forze Speciali della Marina Militare.

Diventare Incursore significa vivere una professione appassionante e unica – spiega la Marina –  con la possibilità di una carriera avvincente e appagante nel Gruppo Operativo Incursori (GOI), il reparto di Forze Speciali italiane conosciuto e rinomato in tutto il mondo”.

Si può diventare un Incursore della Marina Militare attraverso la frequenza dell’Accademia Navale di Livorno – per la quale è attualmente aperto il relativo bando concorsuale – e delle Scuole Sottufficiali, oppure partecipando a un apposito concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale che permette di accedere direttamente alla Scuola del COMSUBIN.

Per maggiori informazioni consultare il sito www.marina.difesa.it alla sezione “Concorsi”.

Programma cerimonia (fonte Marina Militare):

dalle 11.45 alle 12.20 – Afflusso delle Rappresentanze Militari e Civili, degli invitati e della stampa

12.30 Ingresso della Bandiera di combattimento di COMSUBIN

12.35 Arrivo della Massima Autorità e inizio della Cerimonia

13.15 Termine della cerimonia

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

Il Gruppo Operativo Incursori (GOI) è una delle due articolazioni operative del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) e costituisce la componente delle Forze Speciali della Marina Militare.

Il GOI trae le sue origini sia dalle operazioni condotte in Adriatico dalla Marina durante la Prima Guerra Mondiale, attraverso i MAS e i primordi delle apparecchiature speciali quali la “mignatta” – utilizzata a Pola dal Maggiore del Genio Raffaele Rossetti e dal Tenente Medico Raffaele Paulucci per affondare la corazzata Viribus Unitis (1° novembre 1918) – sia dai Mezzi d’Assalto della Seconda Guerra Mondiale. In particolare, questi ultimi riuscirono ad affondare o danneggiare gravemente naviglio da guerra avversario per 72.190 tonnellate e naviglio mercantile per 130.572 tonnellate.

Tra tutte, l’azione più ardita fu quella che portò all’affondamento delle corazzate inglesi Valiant e Queen Elisabeth, colpite nella rada di Alessandria d’Egitto il 19 Dicembre 1941.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale la Marina Militare mantenne un’aliquota di personale che fosse in grado di proseguire l’opera dei Mezzi d’Assalto. Nacque così un iter addestrativo specifico e venne scelta la storica fortezza del Varignano, vicino a La Spezia, come sede del Gruppo Arditi Incursori. Nel tempo, accanto alle attività addestrative del periodo bellico, si cominciarono a sperimentare nuove tecniche tattiche operative.

Dopo numerose riorganizzazioni, nel 1957 nacque il Gruppo Operativo Incursori (GOI). Da quel momento il GOI ha continuato a sviluppare autonomamente tecniche operative, equipaggiamenti e mezzi, idonei a contrastare le insorgenti minacce, confrontandosi con le corrispondenti Forze Speciali di altri Paesi nel corso di numerose attività interforze e multinazionali.

In particolare, negli anni Settanta gli Incursori del GOI affrontarono la minaccia del terrorismo nazionale e internazionale, con la costante collaborazione con i reparti di controterrorismo stranieri. Il GOI sviluppò, in quegli anni, tattiche innovative ed equipaggiamenti all’avanguardia e creò al suo interno un nuovo organismo: l’UnIS (Unità Intervento Speciale) perfettamente addestrato, pronto a intervenire in caso di minaccia terroristica.

Oggi gli ampi margini di capacità, flessibilità e autonomia operativa e logistica fanno del GOI uno strumento di grande efficacia nella gestione di situazioni critiche. Gli attuali scenari di conflittualità internazionale e la continua minaccia terroristica richiedono l’intervento di piccole unità, particolarmente addestrate ed equipaggiate.

In questo difficile contesto gli Incursori della Marina Militare costituiscono uno strumento agile e flessibile, particolarmente idoneo ad affrontare le sfide mutevoli. I compiti assegnati al GOI sono di norma di pertinenza del livello strategico, risultano spesso assai delicati, tecnicamente difficili e politicamente sensibili.

Tra questi:

  • operazioni di Contro-Terrorismo navale per la liberazione di ostaggi su unità passeggeri o mercantili e su installazioni marittime;
  • attacco da sotto la superfice del mare a unità navale e mercantili in porto o alla fonda con l’impiego di diversi sistemi d’arma;
  • raid contro obiettivi lungo la costa o in profondità entro la fascia dei 40 Km dalla costa con proiezione dal mare;
  • condotta di missioni di raccolta informativa e/o di supporto al fuoco aereo e navale in territorio ostile con metodi di avvicinamento occulti;
  • attività di assistenza militare a favore di forze armate di paesi terzi;
  • concorso con le unità di sicurezza nazionali nelle operazioni di Contro-Terrorismo.

A tale scopo, il personale è interamente professionista e l’addestramento è molto duro, selettivo e approfondito, in modo da garantire elevati standard operativi. Dagli anni bellici, con le operazioni subacquee contro il naviglio nemico, agli Anni di Piombo con la lotta al terrorismo nazionale e internazionale che ha visto impegnato il Reparto anche durante il sequestro dell’Achille Lauro, ultimamente i compiti affidati al GOI hanno subito un ulteriore evoluzione, implementandone la capacità di proiezione globale. Dall’11 Settembre 2001 a oggi il GOI è stato impegnato in maniera sempre più preponderante anche nei principali teatri operativi terrestri, quali l’Iraq e l’Afghanistan, e per il contrasto a fenomeni quali la pirateria in Oceano Indiano o la monitorizzazione degli sviluppi di crisi regionali quali la Primavera Araba. Da segnalare, soprattutto, le attività di Assistenza Militare a favore delle forze di sicurezza di altri paesi attraverso attività addestrative, di supporto e di intelligence.

Con la creazione del Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) nel 2004, il GOI ha iniziato a operare inserito all’interno di dispositivi interforze all’estero, oltre a prendere parte ad attività ed esercitazioni che hanno favorito una sempre maggiore interoperabilità tra le unità del Comparto Forze Speciali nazionale.

Tra i principali teatri operativi in cui hanno operato i Baschi Verdi della Marina Militare negli ultimi venti anni spiccano quelli di:

Somalia (1992-1994-1996), missione umanitaria ONU

Ruanda (1994), missione di evacuazione connazionali

Timor Est (1999), missione umanitaria ONU

Iraq (2003-2006), Operazione Antica Babilonia

Afghanistan, Enduring Freedom (2003), ISAF (2006-2015) e Resolute Support (2016-2017)

Iraq (2015), Operazione Inherent Resolve

Libano (in corso), operazione MIBIL (Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano)

Antartide (in corso), a supporto della XXXIV Spedizione Italiana organizzata dall’Enea

Fonte e foto d’archivio: Marina Militare

Il SSSD on Tofalo visita le Forze Speciali del COMSUBIN della Marina Militare

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD), on Angelo Tofalo, ha incontrato nei giorni scorsi gli operatori delle forze speciali del Raggruppamento Subacquei e Incursori della Marina Militare (Comsubin), ha fatto sapere con un comunicato del 6 ottobre l’addetto stampa del Sottosegretario.

Il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare (CaSMM), Ammiraglio Valter Girardelli, ha guidato il Sottosegreyario nella visita.

“Capacità, flessibilità e autonomia operativa e logistica fanno di questo Reparto uno strumento di grande efficacia nella gestione di situazioni molto critiche”, ha dichiarato il sottosegretario Tofalo (qui nel VIDEO in Paola Casoli Vlog).

“Ho incontrato professionisti altamente specializzati che riescono a garantire elevatissimi standard operativi grazie a un addestramento molto duro, selettivo e approfondito”.

L’on Tofalo ha poi aggiunto che “per valorizzare al massimo le capacità di questa nicchia di eccellenza della Marina Militare, non è da escludersi che in un futuro prossimo potrebbe esserci un’apertura verso il settore civile subacqueo dove il Comsubin potrebbe affermarsi quale ente certificatore in virtù della sua alta specializzazione”.

Dal Comsubin, spiega in dettaglio il comunicato stampa, dipendono il Gruppo Operativo Incursori (G.O.I.), che costituisce l’unico reparto di Forze Speciali della Marina Militare erede degli uomini dei Mezzi di Assalto della Marina; il Gruppo Operativo Subacquei (G.O.S.), il reparto alle cui dipendenze sono posti i Palombari, gli operatori subacquei con le capacità d’immersione più spinte frutto di una tradizione residente in Marina da oltre 160 anni; l’Ufficio Studi, il cuore pulsante dello sviluppo tecnologico dei materiali e mezzi utilizzati dagli uomini dei Gruppi Operativi; il Gruppo Scuole, suddiviso nelle Scuole Subacquei, Incursori e di Medicina Subacquea e Iperbarica, che oltre a selezionare e formare i nuovi Palombari, Incursori, Medici e Infermieri, ha il compito di addestrare gli operatori subacquei di tutte le Forze Armate e Corpi di Polizia dello Stato; il Gruppo Navale Speciale, alle cui dipendenze sono poste tre Unità Navali (Aneto, Pedretti e Marino) che sono state progettate per fornire il supporto subacqueo al personale dei Gruppi Operativi e delle Scuole di Comsubin; il Quartier Generale del Raggruppamento, che assicura i servizi e il mantenimento dell’efficienza del Comando, al fine di consentire ai Gruppi sopra indicati di assolvere alla loro missione.

Al termine della visita, si apprende, il sottosegretario Tofalo ha ringraziato tutti gli specialisti “per il lavoro reso all’Italia” e ha sottolineato poi che bisogna “far sì che ogni cittadino compre

nda l’importanza di sostenere chi rischia ogni giorno la vita per la sicurezza collettiva. Questo obiettivo potrà essere raggiunto con una buona azione di diffusione della cultura della difesa e della sicurezza”.

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VIDEO: Paola Casoli Vlog

Fonte e foto: Cap Massimiliano Rizzo Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa, On Angelo Tofalo

Marina, al via le domande online per il primo blocco dei VFP1: 2.225 i posti, accesso a Forze Speciali, Componenti specialistiche e Capitanerie

“A partire da oggi e fino al 27 settembre 2018 – scrive la Marina Militare in un comunicato stampa odierno – è possibile presentare le domande per la partecipazione al primo blocco di reclutamento per 2.225 Volontario in Ferma Prefissata annuale (VFP1) visitando direttamente l’apposita area concorsi del sito della Difesa”. 

Da qui l’ACCESSO DIRETTO CON UN CLICK

L’iter di reclutamento si è aperto con la pubblicazione sulla 4ª serie speciale della Gazzetta Ufficiale (nr. 61 del 03.08.2018) del bando di concorso che permetterà ai ragazzi tra i 18 e i 25 anni di potersi arruolare nella Marina Militare e diventare uno dei #professionistidelmare, come dall’hashtag che la Forza Armata ha scelto per parlarne sui social.

“La Marina Militare rappresenta una straordinaria opportunità per i giovani di oggi – continua il comunicato – che vogliono investire da subito sul proprio futuro. L’ambiente marittimo è la chiave di volta del domani dell’Italia, dell’Europa e di tutto il Pianeta”.

Le strutture di formazione e addestramento della Marina Militare rappresentano una “palestra di vita” con codici comportamentali basati su valori imprescindibili, sullo spirito di squadra, sul rispetto dell’ambiente, sull’assistenza al prossimo e alla collettività, dove si impara ad assumere delle precise responsabilità.

“Diventare VFP1 della Marina Militare è il primo passo verso una carriera ricca di soddisfazioni”, spiega la Marina.

Il servizio prestato per un anno permette, infatti, di poter partecipare, successivamente, alle selezioni per ulteriori due rafferme, ciascuna della durata di un anno, oppure di partecipare ai concorsi per VFP4 delle Forze Armate e contare su una percentuale di posti riservati nei concorsi delle Forze di Polizia. Inoltre, il servizio prestato in Marina Militare costituisce titolo di merito in altri concorsi della Forza Armata.

Anche quest’anno i VFP1 potranno accedere alle Forze Speciali (incursori), alle Componenti Specialistiche (anfibi, palombari, sommergibilisti e componente aeromobili) o al Corpo delle Capitanerie di Porto (CP).

Un secondo blocco di reclutamento per VFP1 è previsto dal 7 gennaio al 5 febbraio 2019.

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

I Volontari della Ferma Prefissata annuale, al termine della breve esperienza, hanno la possibilità di partecipare all’arruolamento nei Volontari in Ferma Prefissata Quadriennale (VFP4), che prevede una fase di formazione professionale teorica, della durata di circa 6 mesi, presso le Scuole Sottufficiali di Taranto e La Maddalena oppure presso i reparti operativi, avvicendata da un tirocinio pratico di addestramento a bordo delle navi. I volontari della ferma prefissata sono impiegati in attività operative e addestrative della Marina e del Corpo della Capitaneria di Porto, nonché negli enti interforze, sia sul territorio nazionale sia all’estero.

Al termine della Ferma Prefissata Quadriennale i volontari possono proseguire la carriera in Marina transitando nel Servizio Permanente nel ruolo dei volontari di truppa.

Gli hashtag per parlarne sui social sono: #ProfessionistiDelMare #IlTuoFuturoèilmare

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Marina Militare: pubblicato il bando di concorso per 2.225 VFP1 con accesso a Forze Speciali, Componenti specialistiche e Capitanerie (9 agosto 2018)

Fonte e foto: Marina Militare

Marina Militare: pubblicato il bando di concorso per 2.225 VFP1 con accesso a Forze Speciali, Componenti specialistiche e Capitanerie

Con la pubblicazione sulla 4^ serie speciale della Gazzetta Ufficiale (nr. 61 del 03.08.2018), è iniziato l’iter che permetterà a 2.225 ragazzi tra i 18 e i 25 anni di potersi arruolare nella Marina Militare come Volontari in Ferma Prefissata annuale (VFP1), ha fatto sapere la stessa Forza Armata con un comunicato stampa del 7 agosto.

Le domande per la partecipazione al primo blocco di reclutamento, spiega la Marina, dovranno essere presentate dal 29 agosto al 27 settembre 2018; dal 7 gennaio al 5 febbraio 2019 per i giovani che intendono partecipare al secondo blocco.

“La Marina Militare rappresenta una straordinaria opportunità per i giovani di oggi, che vogliono investire da subito sul proprio futuro per diventare ‘veri professionisti del mare’. L’ambiente marittimo è la chiave di volta del domani dell’Italia, dell’Europa e di tutto il Pianeta”, scrive la Marina nel suo comunciato.

Le strutture di formazione e addestramento della Marina Militare rappresentano la “palestra di vita” con codici comportamentali basati su valori imprescindibili, sullo spirito di squadra, sul rispetto dell’ambiente, sull’assistenza al prossimo e alla collettività, dove si impara ad assumere delle precise responsabilità.

Diventare VFP1 della Marina Militare è il primo passo verso una carriera da professionista del mare, spiega la Forza Armata.

Il servizio prestato per un anno permette, infatti, di poter partecipare, successivamente, alle selezioni per ulteriori due rafferme, ciascuna della durata di un anno, oppure di partecipare ai concorsi per VFP4 delle Forze Armate e contare su una percentuale di posti riservati nei concorsi delle Forze di Polizia.

Inoltre, il servizio prestato in Marina Militare costituisce titolo di merito in altri concorsi della Forza Armata.

Anche quest’anno i VFP1 potranno accedere alle Forze Speciali (incursori), alle Componenti Specialistiche (anfibi, palombari, sommergibilisti e componente aeromobili) o al Corpo delle Capitanerie di Porto (CP).

Gli hashtag per parlarne sono: #ProfessionistiDelMare #ilTuoFuturoèilMare

Clicca QUI per la sezione concorsi sul sito web istitutuzionale della Marina Militare

Approfondimenti (fonte Marina Militare):

I Volontari della Ferma Prefissata annuale, al termine della breve esperienza, hanno la possibilità di partecipare all’arruolamento nei Volontari in Ferma Prefissata Quadriennale (VFP4), che prevede una fase di formazione professionale teorica, della durata di circa 6 mesi, presso le Scuole Sottufficiali di Taranto e La Maddalena oppure presso i reparti operativi, avvicendata da un tirocinio pratico di addestramento a bordo delle navi. I volontari della ferma prefissata sono impiegati in attività operative e addestrative della Marina e del Corpo della Capitaneria di Porto, nonché negli enti interforze, sia sul territorio nazionale sia all’estero.

Al termine della Ferma Prefissata Quadriennale i volontari possono proseguire la carriera in Marina transitando nel Servizio Permanente nel ruolo dei volontari di truppa.

Fonte e foto: Marina Militare

NRDC-ITA: iniziata la Eagle Ghost 2018, focus sulla pianificazione per consolidare le capacità acquisite

Oltre 150 pianificatori del Comando NRDC-ITA e delle Unità dipendenti e affiliate, tra cui le Divisioni Aqui, Friuli e la 2^ Divisione Elasson dell’Esercito Greco, stanno conducendo nella caserma Ugo Mara a Solbiate Olona (VA), sede del Comando di reazione rapida della NATO in Italia (NATO Rapid Deployable Corps – Italy, NRDC-ITA), le attività connesse con la prima fase di una nuova attività di pianificazione operativa, l’esercitazione Eagle Ghost 2018.

L’attività ha avuto avvio nei giorni scorsi, fa sapere NRDC-ITA con un comunicato stampa del 1° giugno.

In particolare, il Gruppo di Pianificazione (Operations Planning Group), costituito in seno a NRDC-ITA, sta conducendo, in parallelo con le citate Unità, la fase di Crisis Response Planning (CRP), volta a esercitare il mantenimento delle capacità del personale di staff nel pianificare un’operazione militare in un ipotetico scenario a elevata intensità, e rifinire le interazioni orizzontali tra i pari livello e verticali con le Unità dipendenti.

Il CRP si sviluppa attraverso una fase iniziale di studio delle capacità militari e degli aspetti politici, economici, sociali, delle infrastrutture e dell’informazione dell’area di crisi in cui si simula l’intervento.

Prosegue, quindi, con una dettagliata analisi della missione e delle sfide poste alla sicurezza internazionale, cui fa seguito, infine, l’individuazione delle migliori strategie per il raggiungimento di una stabilizzazione dell’area e la conseguente stesura e diramazione dell’ordine di operazioni ai vari livelli.

L’esercitazione, spiega NRDC-ITA, rientra nell’ambito delle attività addestrative e operative volte al mantenimento delle capacità operative delle Unità della NATO Force Structure a elevata prontezza, come NRDC-ITA, in ottemperanza ai requisiti disposti dalla NATO.

NRDC-ITA, che dallo scorso 1° gennaio e per tutto il 2018 ricopre il ruolo di Comando Componente Terrestre (Land Component Command, LCC) della NATO Response Force (NRF), ha maturato una robusta esperienza nel ricoprire ruoli diversi – quali quello di Corpo d’Armata, di Joint Task Force, ovvero di Land Component Command – a seconda delle esigenze operative.

Le capacità che NRDC-ITA è in grado di esprimere rappresentano una risorsa di notevole interesse per l’Esercito e la Difesa, che il Comando a tre stelle della Ugo Mara sta mettendo a disposizione per ampliare il bagaglio professionale del personale nazionale e multinazionale che vi presta servizio, o che vi transita cooperando nelle esercitazioni.

Per tutto il 2018 NRDC-ITA detiene la coordinating authority sulle Unità affiliate alla componente terrestre della NRF.

Si tratta di una forza multinazionale composta da circa 40.000 uomini, a elevata prontezza, tecnologicamente avanzata, integrata con la componente terrestre, aerea, navale, da Forze Speciali e da una componente di supporto logistico, che l’Alleanza può utilizzare con estrema rapidità, ovunque sia necessario.

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Marina: le Forze Speciali della Marina Libica addestrate dai militari della Brigata Marina San Marco

Si è conclusa il 15 maggio scorso, nella Caserma Ermanno Carlotto di Brindisi, la seconda edizione del Corso di Indottrinamento Anfibio per il personale della Marina Libica, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa del 17 maggio.

Durante la cerimonia conclusiva, presieduta dal Comandante del 1° reggimento San Marco, Capitano di Vascello Francesco Marino, e alla presenza del Capo della Sezione Militare dell’Ambasciata Libica in Roma, sono stati consegnati a dieci militari appartenenti alle Forze Speciali della Marina Libica gli attestati di frequenza quale riconoscimento del traguardo professionale raggiunto.

Il corso, svolto presso la Brigata Marina San Marco della Marina Militare Italiana, ha visto per sei settimane i militari libici impegnati in un intenso addestramento tattico in ambiente anfibio e in numerose attività formative a difficoltà crescente, con l’obiettivo di incrementare le capacità operative dello stesso personale straniero giunto in Italia lo scorso 5 aprile.

I Militari della Marina Libica hanno suggellato il momento formativo con una esercitazione finale anfibia, della durata di 48 ore, pianificata e condotta presso il polo addestrativo anfibio della Marina Militare dell’Isola delle Pedagne, di fronte al porto di Brindisi, sotto la supervisione del personale istruttore della Brigata Marina San Marco.

“Il Corso di indottrinamento Anfibio – scrive la Difesa nel comunicato stampa – rappresenta una preziosa occasione di cooperazione tra il personale appartenente alle Marine Italiana e Libica, e costituisce un valore aggiunto nel dialogo tra i due Paesi”.

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MIBIL: 1° corso Amphibious per il Marine Command Regiment delle LAF da parte della brigata marina San Marco

Nei giorni scorsi, presso la sede del Marine Command Regiment in Hamshit, in Libano, si è tenuta la cerimonia del 1° Corso Amphibious organizzato dai militari italiani della Missione Militare Bilaterale Italiana in Libano (MIBIL) a favore del Marine Command Regiment delle Lebanese Armed Forces (LAF), ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa di oggi, 13 marzo.

La cerimonia, a cui sono intervenuti il Comandante della Missione, col Stefano Giribono, e il Comandante del Marine Command Regiment, gen Mohamad Al Mustafa, è stata l’occasione per la consegna dei diplomi al personale delle LAF che ha concluso con successo l’impegnativo e serrato programma addestrativo.

Il Corso Amphibious ha avuto una durata di 5 settimane ed è stato condotto da un Mobile Training Team (MTT) proveniente dalla brigata Marina San Marco di Brindisi, che ha garantito le necessarie competenze tecniche per la formazione di 30 allievi tra sottufficiali e militari di truppa, tutti appartenenti alle Forze Speciali Libanesi, spiega il comunicato.

Il corso ha fornito al personale libanese le capacità di condurre un’operazione anfibia a livello di plotone, permettendo inoltre agli allievi di acquisire le necessarie conoscenze per avvalersi di assetti aerei e navali.

Strutturando il programma su livelli di difficoltà crescente, l’MTT della MIBIL ha addestrato il personale delle LAF all’impiego dei mezzi da sbarco della Marina Libanese e degli elicotteri tipo “Puma”, operando con tecniche di discesa in fast rope.

Il “Puma” è stato inoltre impiegato per il rilascio in mare di un battello e dei relativi operatori che hanno effettuato un salto da 15 piedi.

Rudimenti di combattimento individuale militare e di tecniche di difesa personale sono stati sviluppati dagli istruttori nell’ambito delle attività addestrative, fa sapere in dettaglio lo stato maggiore della Difesa.

“L’esito delle attività di formazione a favore dei militari libanesi è risultato estremamente soddisfacente, consolidando ulteriormente il legame tra le Forze Armate italiane, la MIBIL e le LAF – conclude il comunicato stampa – confermando pienamente la validità della missione e del progetto formativo”.

La MIBIL, operante in Libano dal 2015, organizza, conduce e coordina attività di formazione e addestramento in favore delle Forze Armate Libanesi, inquadrandosi nel più ampio contesto internazionale che si propone di supportare le istituzioni della nazione mediorientale al fine di incrementarne le capacità complessive.

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Marina: in 3 su 21 entrano a far parte delle Forze Speciali, venerdì la consegna dei brevetti ai nuovi incursori GOI COMSUBIN

Sono 3 i giovani marinai del corso ordinario Incursori 2017 che entrano a far parte del Gruppo Operativo Incursori (GOI), fa sapere la Marina Militare con un comunicato stampa del 23 gennaio che dà la notizia della consegna dei brevetti ai nuovi baschi verdi.

Più in dettaglio, spiega il comunicato, domani, venerdì 26 gennaio, alle 11.00, presso il Comando Subacquei e Incursori (COMSUBIN) della Marina Militare La Spezia, si svolgerà la cerimonia di conferimento dei brevetti da Incursore agli allievi del corso Ordinario 2017.

Tra le autorità militari e civili presenti, il Comandante in Capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano, che è stato Comandante del COMSUBIN dal 1° maggio 2006 al 10 settembre 2008.

Solo tre, sottolinea il comunicato stampa della Marina, i giovani militari dei 21 partecipanti all’impegnativo corso, tra cui un ufficiale e due giovani volontari in ferma prefissata annuale (VFP1), che riceveranno l’ambito basco verde ed entreranno a far parte delle Forze Speciali della Marina Militare, “al servizio del Paese per assicurarne la sicurezza collettiva”.

Il corso ordinario incursori dura circa un anno ed è suddiviso in quattro fasi, durante le quali gli allievi ricevono una preparazione fisica e sono addestrati a condurre operazioni subacquee, anfibie e terrestri che rappresentano il primo gradino della preparazione professionale di base, e che li mette in grado di entrare a far parte del GOI.

“Diventare Incursore significa vivere una professione appassionante e unica, con la possibilità di una carriera avvincente e appagante nel Reparto di Forze Speciali italiane più conosciuto e rinomato al mondo, spiega la Marina.

Si può diventare un Incursore, informa la Forza Armata, oltre che attraverso la frequenza dell’Accademia Navale di Livorno e delle Scuole Sottufficiali della Marina Militare, anche partecipando a un apposito concorso per Volontari in Ferma Prefissata di un anno (VFP1), che permette di accedere direttamente alla Scuola del COMSUBIN.

Il bando viene pubblicato annualmente sulla Gazzetta Ufficiale (per maggiori informazioni consultare il sito www.marina.difesa.it).

Durante la cerimonia di consegna del brevetto, la Federazione Italiana Attività Subacquee (FIAS), che da quest’anno riconosce l’attestato da Incursore in equipollenza diretta con i propri brevetti civili sportivi, conferirà ai nuovi Incursori della Marina Militare anche i brevetti Open FIAS-CMAS (Confédération mondiale des activités subaquatiques) riconosciuti in ambito internazionale.

Questo il programma della cerimonia (fonte Marina Militare):

  • 10.00 – 10.50 Afflusso delle Rappresentanze Militari e Civili, degli invitati e della stampa
  • 11.00 Ingresso della Bandiera di combattimento di COMSUBIN
  • 11.05 Arrivo della Massima Autorità e inizio della Cerimonia
  • 12.00 Termine della cerimonia

Il GOI: storia, impiego, addestramento (fonte Marina Militare):

Il Gruppo Operativo Incursori (GOI) è una delle due articolazioni operative del Comando Subacquei ed Incursori (COMSUBIN) e costituisce la componente delle Forze Speciali della Marina Militare.

Il GOI trae le sue origini sia dalle operazioni condotte in Adriatico dalla Marina durante la Prima Guerra Mondiale, attraverso i MAS e i primordi delle apparecchiature speciali quali la “mignatta” utilizzata a Pola dal Maggiore del Genio Raffaele Rossetti e dal Tenente Medico Raffaele Paulucci per affondare la corazzata Viribus Unitis (1 novembre 1918), sia dai Mezzi d’Assalto della Seconda Guerra Mondiale. In particolare, questi ultimi riuscirono ad affondare o danneggiare gravemente naviglio da guerra avversario per 72.190 tonnellate e naviglio mercantile per 130.572 tonnellate. Tra tutte, l’azione più ardita fu quella che portò all’affondamento delle corazzate inglesi “Valiant” e “Queen Elisabeth”, colpite nella rada di Alessandria d’Egitto il 19 dicembre 1941.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale la Marina Militare mantenne un’aliquota di personale che fosse in grado di proseguire l’opera dei Mezzi d’Assalto. Nacque così un iter addestrativo specifico e venne scelta la storica fortezza del Varignano, vicino a La Spezia, come sede del Gruppo Arditi Incursori. Nel tempo, accanto alle attività addestrative del periodo bellico, si cominciarono a sperimentare nuove tecniche, oltre che a nuove tattiche di combattimento. Dopo numerose riorganizzazioni, nel 1957 nacque il Gruppo Operativo Incursori (GOI). Da quel momento il GOI ha continuato a sviluppare autonomamente tecniche operative, equipaggiamenti e mezzi, idonei a contrastare le insorgenti minacce, confrontandosi con le corrispondenti Forze Speciali di altri Paesi nel corso di numerose attività interforze e multinazionali.

In particolare, negli anni Settanta gli Incursori del GOI affrontarono la minaccia del terrorismo nazionale e internazionale, con la costante collaborazione con i reparti di controterrorismo stranieri. Il GOI sviluppò, in quegli anni, tattiche innovative ed equipaggiamenti all’avanguardia e creò al suo interno un nuovo organismo: l’UnIS (Unità Intervento Speciale) perfettamente addestrato, pronto a intervenire in caso di minaccia terroristica.

Oggi gli ampi margini di capacità, flessibilità e autonomia operativa e logistica fanno del GOI uno strumento di grande efficacia nella gestione di situazioni critiche. Gli attuali scenari di conflittualità internazionale e la continua minaccia terroristica richiedono l’intervento di piccole unità, particolarmente addestrate ed equipaggiate. In questo difficile contesto gli Incursori della Marina Militare costituiscono uno strumento agile e flessibile, particolarmente idoneo ad affrontare le sfide mutevoli. I compiti assegnati al GOI sono di norma di pertinenza del livello strategico, risultano spesso assai delicati, tecnicamente difficili e politicamente sensibili. Tra questi:

  • azioni dirette sia su unità navali e mercantili in porto o alla fonda, sia su installazioni portuali/costiere, infrastrutture civili e militari entro la fascia dei 40 Km dalla costa;
  • operazioni di controterrorismo navale per la liberazione di ostaggi su unità passeggeri o mercantili e su installazioni marittime;
  • infiltrazione e permanenza in territorio ostile per missioni di tipo informativo.

A tale scopo, il personale è interamente professionista e l’addestramento è molto duro, selettivo e approfondito, in modo da garantire elevati standard operativi. Dagli anni bellici, con le operazioni subacquee contro il naviglio nemico, agli Anni di Piombo, con la lotta al terrorismo nazionale ed internazionale che ha visto impegnato il Reparto anche durante il sequestro dell’Achille Lauro, ultimamente i compiti affidati al GOI hanno subito un’ulteriore evoluzione, implementandone la capacità di proiezione globale.

Dall’11 settembre 2001 a oggi il GOI è stato impegnato in maniera sempre più preponderante anche nei principali teatri operativi terrestri, quali l’Iraq e l’Afghanistan, e per il contrasto a fenomeni quali la pirateria in Oceano Indiano o la monitorizzazione degli sviluppi di crisi regionali quali la Primavera araba. Da segnalare, soprattutto, le attività di Assistenza Militare a favore delle forze di sicurezza di altri paesi attraverso attività addestrative, di supporto e di intelligence.

Con la creazione del Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) nel 2004, il GOI ha iniziato a operare inserito all’interno di dispositivi interforze all’estero, oltre a prendere parte ad attività ed esercitazioni che hanno favorito una sempre maggiore interoperabilità tra le unità del Comparto Forze Speciali nazionale.

Tra i principali teatri operativi in cui hanno operato i Baschi Verdi della Marina Militare negli ultimi venti anni spiccano quelli di:

Somalia (1992-1994-1996), missione umanitaria ONU

Ruanda (1994), missione di evacuazione connazionali

Timor Est (1999), missione umanitaria ONU

Iraq (2003-2006), Operazione Antica Babilonia

Afghanistan, Enduring Freedom (2003), ISAF (2006-2015) e Resolute Support (2016-2017)

Iraq (2015) Operazione Inherent Resolve

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Fonte e foto: Marina Militare

TAAC-W, RS: gen Nicholson inaugura Warfare Training Centre dei Ranger del 4° ALPIPAR e degli Alpini della Taurinense per le Forze Speciali afgane

Nella base di Camp Arena, a Herat, alla presenza di numerose rappresentanze delle componenti militari locali e di Coalizione, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione del nuovo Afghan Special Security Forces Warfare Training Center (ASSFF –WTC), ha fatto sapere il Train Advise Assist Command West (TAAC W) con un comunicato stampa del 16 ottobre.

Il Centro, realizzato dai Ranger del 4° reggimento Alpini Paracadutisti (ALPIPAR) e dagli Alpini della Taurinense, attualmente alla guida del TAAC W nell’ambito della missione Resolute Support (RS) a guida NATO in Afghanistan, include una parete di roccia artificiale per l’addestramento alpinistico delle forze di sicurezza afgane.

La cerimonia è stata presieduta dal Comandante di RS, generale John Nicholson, accolto a Herat dal generale Rosario Castellano, vice comandante della missione NATO, e dal generale Massimo Biagini, comandante del TAAC W, Comando Nato multinazionale e interforze a guida italiana che opera nella regione Ovest dell’Afghanistan.

Il generale Nicola Zanelli, comandante del Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS), presente all’inaugurazione del Warfare Training Center, ha potuto mostrare al generale Nicholson il lavoro svolto dai Ranger del 4° impegnati nella missione RS quali advisor sia delle unità speciali della polizia che delle forze speciali dell’esercito afgano.

Tramite l’esecuzione di numerosi esercizi tattici svolti in parete e presso le aree addestrative indoor del complesso, gli allievi delle Forze Speciali afgane hanno mostrato le abilità acquisite durante l‘ultimo Mountain Warfare Course“assoluta eccellenza e unico del suo genere in Afghanistan”, spiega il comunicato – impressionando positivamente le autorità presenti.

La dimostrazione ha visto l’impiego anche di elicotteri italiani NH 90 e di A129 Mangusta.

La creazione e la professionalizzazione di forze speciali nell’ambito delle Afghan National Defence Security Forces (ANDSF) è stato, nel corso del 2017, un aspetto prioritario per il governo afgano e per la missione RS, e in tal senso il contingente italiano è riuscito a dare un contributo decisivo all’addestramento e all’assistenza in operazione alle unità speciali afgane dislocate nella provincia di Herat, protagoniste nei mesi scorsi di numerosi interventi di antiterrorismo, liberazione di ostaggi, contrasto al narcotraffico e sequestri di armi e stupefacenti.

Il generale Nicholson ha ringraziato il contingente italiano  per il lavoro svolto finora, sottolineando il livello addestrativo fatto raggiungere alle forze speciali afgane e, nel ricordare gli ultimi successi avuti dagli “expeditionay advisory package” (EAP) nella regione ovest a supporto dei comandi delle forze di sicurezza afgane impegnate nelle operazioni di contrasto alle cellule terroristiche, ha incitato gli allievi delle ANDSF, tra loro anche due poliziotte, a continuare il loro processo formativo per essere sempre più efficaci per difendere il loro Paese.

La realizzazione del complesso addestrativo indoor e della parete artificiale è derivata dall’interesse che le Forze di Sicurezza afgane hanno da tempo mostrato verso le capacità operative delle truppe da montagna, particolarmente adatte a un ambiente dalle caratteristiche orografiche tipiche dell’area nord della provincia di Herat.

L’addestramento al combattimento in ambiente montano, svolto finora presso alcune pareti di roccia naturali presenti a pochi chilometri di distanza da Herat, è stato infatti immediatamente ritenuto fondamentale per implementare le capacità operative delle ANDSF.

L’area addestrativa, intitolata al “1° Caporal Maggiore scelto Rosario Ponziani”, caduto in Afghanistan nel 2009, è stata realizzata dal TAAC-W grazie all’esperienza dei Ranger del 4˚ e potrà d’ora in poi fornire un ampio ventaglio di elementi utili alla formazione individuale e di plotone delle unità afgane, consentendo inoltre esercitazioni efficaci e realistiche indoor con evidenti vantaggi sia tattici che logistici per le forze in addestramento.

La struttura, aperta anche a militari delle unità ordinarie dell’esercito afgano, vedrà a breve l’attivazione del primo corso di Mountain Warfare Basic Skills, curato dagli istruttori di alpinismo del 2° reggimento Alpini a favore dei Kandak specialistici del 207° Corpo d’Armata dell’Afghan National Army.

Nel Centro saranno inoltre svolti, a breve, corsi dedicati al Tactical Casualty Care (TCCC), nel cui ambito i medici italiani dell’ospedale da Camp Arena addestreranno le unità della ANDSF dell’ovest nelle procedure di primo soccorso e tecniche salva vita.

In sintesi, esso costituirà un centro di addestramento dedicato prioritariamente alle forze speciali afgane, aperto anche alle unità specialistiche delle ANDSF con istruttori italiani.

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Fonte e foto: TAAC-W RS

 

AVES, cambio al 3° REOS: il col Di Stasio cede al col Basti il comando degli assetti di supporto a Forze Speciali

Si è svolta il 9 giugno scorso, nell’aeroporto Fabbri di Viterbo, la cerimonia del cambio del Comandante del 3° reggimento Elicotteri per Operazioni Speciali (REOS) Aldebaran, fa sapere un comunicato stampa dello stesso reggimento.

La manifestazione, presieduta dal Comandante dell’Aviazione dell’Esercito (AVES), gen Paolo Riccò, ha visto la partecipazione di numerose autorità civili e militari, che hanno voluto omaggiare il profondo legame con il territorio.

Il Comandante di Reggimento, col Andrea Di Stasio – il primo del neo-costituito reparto – ha ceduto il comando al col Nicola Basti.

Il 3° reggimento Aldebaran è nato il 10 novembre 2014 dalla riconfigurazione del 26° Gruppo Squadroni AVES Giove, a seguito di uno specifico piano di sviluppo del Comparto delle Forze Speciali determinato dallo Stato Maggiore dell’Esercito, ricorda il comunicato stampa.

Dopo aver comandato il Gruppo di Progetto per la costituzione del reggimento, “il col Di Stasio ha successivamente contribuito in maniera concreta alla nascita e al potenziamento di quello che si va delineando come uno dei reparti di punta dell’Esercito Italiano”.

Gli assetti del 3° REOS, spiega l’AVES, sono infatti addestrati a operare in supporto alle Forze Speciali, dedicate a operazioni caratterizzate da alto rischio ed elevato livello di tecnica, per cui l’unità ha assunto un ruolo da comprimario per il raggiungimento degli obiettivi dello Stato Maggiore della Difesa, tra cui la costituzione di un Joint Special Air Operations Group (JSOATG) a livello nazionale, in grado di essere schierato in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo a supporto delle Forze Speciali.

Altrettanto considerevole è stato l’impiego duale del Reggimento, che ha preso parte, con i propri equipaggi, alle operazioni di soccorso delle popolazioni colpite da sisma nel Centro Italia, e alle operazioni di salvataggio dell’Hotel Rigopiano di Farindola, in provincia di Pescara, “dando prova di grande capacità, esperienza e professionalità”.

“L’elevata motivazione e il forte senso di appartenenza degli uomini e delle donne del “Terzo”, hanno reso il progetto REOS una concreta e solida realtà che oggi, con il passaggio di consegne tra i due Comandanti, vede il raggiungimento di un ulteriore importantissimo traguardo per la storia del Reparto”, si legge nel comunicato.

Al colonnello Di Stasio, che assumerà il prestigioso incarico di Vice Capo del 3° Reparto Pianificazione Generale dello Stato Maggiore dell’Esercito, subentra il colonnello Nicola Basti, che torna al REOS al termine di un periodo trascorso presso lo Stato Maggiore dell’Esercito e presso il neo-ricostituito Comando delle Forze Operative Terrestri e Comando Operativo dell’Esercito (COMFOTER COE), forte di una significativa esperienza pregressa nell’ambito dell’unità, quale Capo Sezione Operazioni e Comandante di Gruppo.

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Fonte e foto: AVES