Kfor

MNBG-W, KFOR: un parco giochi per i bambini di Dečani con il sostegno del CIMIC italiano

È stato inaugurato nella mattina del 24 settembre scorso un nuovo parco giochi per bambini in località Carrarog I – Eprem, un abitato in periferia della città di Dečani/Deçan, grazie all’aiuto dei militari impiegati nella missione in Kosovo denominata KFOR, fa sapere con un comunicato stampa del 25 settembre il Multinational Battle Group-West (MNBG-W).

“Il CIMIC italiano – sottolinea il comunicato – ha fortemente sostenuto in più modi il progetto che ha permesso la riqualifica di un parco giochi, dotato non solo di strutture ricreative per i bambini più piccoli, ma anche di aree in cui poter praticare liberamente sport come il calcio o il basket, permettendo così ai giovani di poter vivere un’infanzia serena, tra svago e giochi di squadra che possano accrescere il senso di comunità, unione e rispetto per il prossimo”.

Attività di questo tipo sono molto importanti, sottolinea il MNBG-W, poiché vanno a tangibile supporto di una categoria, quella dei bambini e adolescenti, tra le più a rischio in un’area in cui è ancora forte il ricordo delle violenze di quel conflitto di fine Anni 90 che spinse il Consiglio di Sicurezza delle Nazione Unite, mediante la risoluzione n° 1244, a inviare una forza multinazionale in Kosovo al fine di far cessare gli scontri interetnici: il contingente KFOR (Kosovo Force), di cui l’Italia è sempre stata importante protagonista sin dall’origine dell’operazione nel 1999.

All’inaugurazione del nuovo parco giochi era presente il col Ruggero Cucchini, comandante del MNBG-W, unità multinazionale composta da italiani, sloveni, austriaci e moldavi, di competenza nella regione occidentale del Kosovo, e già comandante del 5° reggimento Alpini di Vipiteno, reparto che attualmente costituisce l’ossatura del contingente italiano in Kosovo, spiega il comunicato.

Il col Cucchini ha voluto sottolineare l’importanza di questo progetto dedicato ai bambini e ai giovani cittadini kosovari, poiché a loro è affidato l’importante compito di superare le diffidenze legate alla convivenza interetnica per garantire un miglior futuro a questo Paese.

Approfondimenti (fonte MNBG-W):

CIMIC

Il CIMIC è la branca militare composta da personale qualificato nel soccorso e nella ricostruzione di aree sconvolte da conflitti. CIMIC è l’acronimo che indica la Civil Military Cooperation, una funzione operativa che presiede all’interazione tra le forze militari e le componenti civili presenti nelle aree di crisi. Oggi giorno, la cooperazione con la componente civile presente nelle aree di crisi è indispensabile per il compimento della missione.

KFOR

KFOR, attualmente guidata dal Generale di Divisione Salvatore Cuoci, è la missione della NATO di maggior successo che vede le Forze Armate Italiane impegnate sin dal 1999. Ad oggi, all’operazione denominata “Joint Enterprise” partecipano circa 4.000 soldati di 28 Paesi differenti e il contingente italiano conta oltre 500 militari inquadrati in diverse unità multinazionali a guida italiana come il Multinational Battle Group West (MNBG-W), la Multinational Specialized Unit (MSU) dell’Arma dei Carabinieri, il Joint Regional Detachment – South East (JRD – SE) oltre che in numerosi incarichi di responsabilità presso il quartier generale di Priština/Prishtinë.

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Fonte e foto: MNBG-W KFOR

KFOR: il Ministro della Difesa on Trenta e il CaSMD gen Graziano in visita in Kosovo

Il Ministro della Difesa, on Elisabetta Trenta, e il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano, hanno fatto visita al contingente italiano in Kosovo nella giornata del 18 settembre, ha fatto sapere il Multinational Battle Group West (MNBG-W), inquadrato nella NATO Kosovo Force (KFOR), con un comunicato stampa di ieri, 19 settembre.

Il ministro Trenta, si apprende, è stata accolta dal Comandante di KFOR, Generale di Divisione Salvatore Cuoci, con il quale, nell’ambito di una riunione, ha discusso dell’attuale situazione del Paese e della Regione balcanica.

Subito dopo ha avuto modo di incontrare il Presidente del Kosovo, Hahim Thaci, e il Primo Ministro, Ramush Haradinaj: in occasione di queste visite alle più alte cariche istituzionali kosovare, il Ministro ha siglato un Memorandum of Understanding che sancisce una collaborazione tra Forze Armate Italiane e Forze di Sicurezza del Kosovo.

A conclusione della mattinata nella capitale, il ministro Trenta ha incontrato i militari italiani della base Camp Film City, sede del quartier generale di KFOR.

Dopo l’indirizzo di saluto del gen Cuoci, hanno preso la parola prima il Capo di Stato Maggiore della Difesa e successivamente il Ministro.

Nei loro discorsi, entrambi hanno sottolineato come l’impegno dei militari italiani sia internazionalmente riconosciuto e apprezzato e hanno ringraziato gli stessi per la professionalità e la dedizione con cui svolgono quotidianamente il loro lavoro dando lustro alle Forze Armate e all’Italia in un contesto multinazionale.

Nel pomeriggio il ministro Trenta, accompagnata dal gen Graziano, ha salutato il personale del MNBG-W, unità multinazionale a guida italiana composta da italiani, sloveni, austriaci e moldavi, di competenza nel settore occidentale del Kosovo, nella base Camp Villaggio Italia a Peć/Peja.

Il gen Graziano ha voluto ricordare l’impegno delle Forze Armate Italiane in teatro “sin dall’ingresso in Kosovo nel 1999, e tutta la strada che è stata percorsa da allora, perché grazie al vostro impegno questa zona come tante altre hanno una possibilità per il futuro”.

Anche il ministro Trenta ha evidenziato come l’operazione KFOR sia un importante elemento di stabilità per l’area balcanica, rivolgendo un “apprezzamento a tutti gli uomini e le donne del MNBG-W per il fondamentale contributo che danno quotidianamente al successo di questa missione: siate orgogliosi di questi risultati, siate orgogliosi di avere dalla vostra parte il cuore e le menti del popolo kosovaro, così come noi in Italia siamo orgogliosi di voi”.

Di seguito, la delegazione si è recata in visita presso il Monastero di Visoki Dečani: nei pressi di questo importante sito di culto ortodosso, dal 2004 Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, i militari del MNBG-W, comandati dal col Ruggero Cucchini, svolgono compiti di presidio continuativo.

Il ministro Trenta e il gen Graziano hanno quindi avuto un breve colloquio con l’abate Padre Sava Janjic, per poi far rientro a Priština/Prishtinë.

KFOR, attualmente guidata dal Generale di Divisione Salvatore Cuoci, è la missione della NATO di maggior successo che vede le Forze Armate Italiane impegnate sin dal 1999.

Ad oggi, ricorda il comunicato stampa di KFOR, all’operazione denominata “Joint Enterprise” partecipano circa 4.000 soldati di 28 Paesi differenti e il contingente italiano conta oltre 500 militari inquadrati in diverse unità multinazionali tutte a guida italiana come il Multinational Battle Group West (MNBG-W), la Multinational Specialized Unit (MSU) dell’Arma dei Carabinieri, il Joint Regional Detachment – South East (JRD – SE), oltre che in numerosi incarichi di responsabilità presso il quartier generale di Priština/Prishtinë.

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Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: il Cimic italiano effettua donazioni alla comunità RAE e ai Vigili del Fuoco

Sono state portate a termine recentemente “due importanti donazioni in favore dei cittadini kosovari da parte dei militari del 5° reggimento Alpini, attualmente impiegato in Kosovo all’interno dell’operazione KFOR”, ha fatto sapere con un comunciato stampa del 16 agosto il Multinational Battle Group-West (MNBG-W).

Il 14 agosto personale del CIMIC italiano ha donato diversi serbatoi da 1.500 litri per la raccolta di acqua potabile e per l’irrigazione in favore della comunità RAE (Rom, Ashkali ed Egiziani) – “una minoranza etnica composita presente in Kosovo”, ricorda il comunicato – di Nepolje/Nepole, che vive una condizione di particolare difficoltà per quanto concerne la disponibilità di acqua corrente, disagio accentuato dalla calura estiva.

Il 15 agosto sono stati invece donati alcuni computer e un proiettore in favore dei Vigili del Fuoco di Djakovica/Gjakova, al fine di poter attrezzare un’aula didattica che verrà utilizzata per l’addestramento e l’aggiornamento del personale del corpo.

Attività come queste ricadono pienamente nel mandato del CIMIC (Civil-Military Cooperation), tanto quelle mirate a un miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia delle istituzioni locali, quanto quelle di immediato supporto alla popolazione per il ripristino dei fabbisogni primari, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

KFOR: i Carabinieri della MSU addestrano alle attività SWAT la Polizia del Kosovo

I Carabinieri del Multinational Specialized Unit (MSU) schierati a Pristina, in Kosovo, hanno portato a termine i primi due moduli di quattro del progetto finanziato dall’ Unione Europea denominato “Further Support to Kosovo Institutions in their Fight Against Organised Crime, Corruption and Prevention of Violent Estremism”, in collaborazione con la Compagnia B&S Europe, a favore di 20 agenti delle squadre speciali della Kosovo Police (KP).

È lo stato maggiore della Difesa a renderlo noto con un comunicato stampa del 1° agosto.

Il primo modulo addestrativo, denominato “Swat Team and Close Protection”, si è svolto dall’11 al 29 giugno. L’attività addestrativa, strutturata su tre settimane di lezioni, è stata tenuta dai Carabinieri di una speciale squadra a contatto (SaC) composta da esperti in attività di scorte e Close Protection appositamente giunta dall’Italia, si apprende.

Lo scopo del corso è stato quello di favorire un elevato e specifico livello di formazione degli operatori di polizia kosovara, nel particolare ambito delle più delicate attività operative, proprie di uno Swat Team: la scorta, le irruzioni, le tecniche di tiro e la liberazione di ostaggi.

Gli operatori della KP, al termine del percorso addestrativo, hanno ricevuto gli attestati di frequenza dal Comandante del Reggimento MSU, col Marco Di Stefano, durante una breve cerimonia a cui hanno partecipato, tra gli altri, il COM KFOR, gen Salvatore Cuoci, e il Ministro dell’Interno del Kosovo, Bejtush Gashi.

I migliori cinque frequentatori, inoltre, sono stati nominati train the trainers nell’ottica di una formazione a cascata, meccanismo in grado di poter mantenere lo standard delle tecniche apprese e garantire l’autonomia e la continuità delle capacità, spiega la Difesa.

Questo addestramento si inserisce nel più ampio progetto volto a favorire lo sviluppo della KP in termini di procedure tattico-operative e di intervento in materia di ordine pubblico.

Il successivo modulo, denominato “Public Order Maintenance”, tenutosi dal 9 al 27 luglio, si è concentrato sul particolare ambito della gestione di un evento contro l’ordine e la sicurezza pubbliche.

Anche in questo caso, gli operatori della KP, al termine del modulo, hanno ricevuto gli attestati di frequenza dal Capo di Stato Maggiore del Reggimento MSU, ten col Stefano Lupi.

Alla cerimonia di consegna ha partecipato il Deputy Commander della missione KFOR, Brigadier General János Csombók.

A partire dal 2019, il ciclo formativo proseguirà con l’esecuzione dei restanti moduli, denominati “Training for Leadership” e “Training for specialized investigations and fight of extremism”.

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Fonte e foto: PI SMD

MNBG-W KFOR, avvicendamento a Villaggio Italia: via i Paracadutisti, arrivano gli Alpini

Nella mattinata del 14 giugno scorso, alla presenza del vice Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), Generale di Divisione Aerea Nicola Lanza de Cristoforis, e del Comandante di KFOR, Generale di Divisione Salvatore Cuoci, ha avuto luogo l’avvicendamento al Comando del Multinational Battle Group West (MNBG-W) e del Contingente italiano dislocato presso la base di Villaggio Italia nell’ambito della missione KFOR.

Ne ha dato notizia lo stesso MNBG-W con un comunicato stampa.

Il contingente uscente, su base 185° reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore sotto il comando del col Ettore Gagliardi, è stato avvicendato dal contingente subentrante, su base 5° reggimento Alpini, comandato dal col Ruggero Cucchini.

Il passaggio della Bandiera della NATO, formale atto di cessione della responsabilità, è stato presieduto dal Comandante di KFOR, alla presenza di numerose autorità militari, civili, religiose.

Il gen Lanza de Cristoforis ha evidenziato l’importanza del contributo italiano nelle missioni internazionali, soffermandosi sui risultati raggiunti dai militari italiani, mentre il gen Cuoci ha sottolineato l’”Enduring Commitment” dimostrato dalle Forze impegnate nella missione in Kosovo, esprimendo sentite parole di compiacimento per la professionalità dimostrata dall’unità e per l’apprezzamento rivolto dalle istituzioni kosovare.

“Durante i sei mesi di mandato – si legge dal comunicato stampa – il contingente multinazionale, composto da circa 650 soldati provenienti da Italia, Slovenia, Austria e Moldavia, ha assicurato la libertà di movimento dei cittadini del Kosovo, garantendo un ambiente sicuro e protetto nel pluralismo delle etnie e delle confessioni religiose presenti sul territorio Balcanico”.

I militari dell’unità hanno operato con costante impegno, vigilando e proteggendo il Monastero di Decani in qualità di primi responsabili e realizzando progetti di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC), improntati al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.

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Fonte e foto: MNBG-W; PI SMD

 

Il CaSMD gen Graziano in Moldavia saluta il contingente in partenza per KFOR in Kosovo

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Claudio Graziano, in visita ufficiale nella Repubblica della Moldova lo scorso 8 giugno, è stato ricevuto a Chisinau dall’omologo moldavo, Generale Igor Cutie, e insieme hanno presenziato alla cerimonia per la partenza del contingente moldavo per la missione KFOR in Kosovo, dove sarà posto alle dipendenze del Multinational Battle Group West (MNBG-W) a guida italiana.

È lo stato maggiore della Difesa a darne notizia attraverso il sito web istituzionale.

Alla cerimonia, svolta presso la sede del Ministero della Difesa moldavo, erano anche presenti il Ministro della Difesa, Eugen Sturza, e l’ambasciatore italiano a Chisinau, Valeria Biagiotti.

L’Italia e la Moldavia condividono gli stessi orizzonti di sicurezza e contribuiscono, con lo sforzo e la professionalità degli uomini e delle donne in uniforme, a mantenere la stabilità dei Balcani occidentali che rappresenta un’importante priorità strategica”, così il generale Graziano nel saluto al nono contingente moldavo in partenza per la missione NATO-KFOR.

La Moldova è nel Programma PfP (Partnership for Peace) della NATO dal 1994 e nel dicembre 2017 è stato aperto a Chisinau il NATO Liaison Office per promuovere ulteriormente la cooperazione tra il Paese e l’Alleanza, ricorda lo stato maggiore della Difesa.

Allo stesso tempo, la Moldavia collabora con l’Unione Europea nella Politica Europea di Vicinato (PEV).

“Nella consapevolezza comune – ha aggiunto il Capo di Stato Maggiore- che nessun Paese, oggigiorno, può contrastare le mutevoli e imprevedibili sfide alla sicurezza da solo, la Moldavia, con gli impegni assunti finora, rappresenta la chiara e forte volontà di voler cooperare a livello internazionale e multilaterale, al fine di promuovere i legami con i Paesi dell’area euro-atlantica e condividerne la visione sulla sicurezza e difesa”.

A margine della cerimonia il Ministro della Difesa moldavo ha evidenziato le ottime relazioni che esistono nel settore militare tra Italia e Moldavia, in particolare evidenziando il reciproco impegno prestato nella missione KFOR, dove le forze moldave sono inquadrate nel Battle Group italiano.

Il gen Graziano è stato poi ricevuto, il giorno seguente, dal Ministro dell’Interno, Alexandru Jizdan, e dal Comandante dei Carabinieri moldavi, il colonnello Mihail Ciubaciuc.

Nel corso di questi colloqui sono stati evidenziati gli ottimi rapporti di amicizia e collaborazione tra i due Paesi anche nel settore dell’ordine e la sicurezza pubblica, sottolinea lo stato maggiore della Difesa.

“Infatti – si legge dal sito web della Difesa –  le Truppe dei Carabinieri sono state istituite nel 1991 dal Ministero dell’Interno moldavo ispirandosi proprio al modello dell’Arma dei Carabinieri, che ha rappresentato – e tutt’ora rappresenta – un solido riferimento, tanto da riprenderne anche la denominazione”.

Dipendono dal Ministero dell’Interno, sotto cui coesistono unitamente alla Polizia Nazionale, con competenze nei settori del mantenimento dell’ordine pubblico e di primo intervento in caso di attacchi terroristici.

In seguito a successivi accordi tra l’Arma e i Carabinieri moldavi, le Forze Armate Italiane distaccano in Moldavia un proprio ufficiale superiore dei Carabinieri con funzioni di advisor.

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MNBG-W, KFOR: con la Western Blizzard testate le capacità di risposta a escalation di violenza

Si è conclusa ieri, 31 maggio, una complessa esercitazione volta a sperimentare le capacità di risposta del Multinational Battle Group West (MNBG-W) a possibili crisi nel settore occidentale del Kosovo, ha fatto sapere lo stesso MNBG-W con un comunicato stampa del 31 maggio.

L’esercitazione, denominata Western Blizzard, ha avuto come obiettivo il testare la capacità di reazione rapida delle Forze del MNBG-W in risposta a una escalation della violenza provocata dall’avvicinamento di una folla ostile in prossimità di un’area particolarmente sensibile, con il successivo rinforzo a cura della Compagnia Ungherese del Battaglione di Riserva Tattica (KTR BN – Kosovo Tactical Reserve Battalion) di KFOR.

Lo staff del MNBG-W, dopo aver ricreato un’Unità di crisi, ha potuto valutare la capacità decisionale verificando i tempi di reazione in base al mutamento dello scenario, spiega in dettaglio il comunicato.

Tra le capacità espresse, particolare attenzione è stata rivolta al controllo della folla (crowd and riot control – C.R.C.), tramite l’impiego di equipaggiamento tattico specialistico, allo sgombero di blocchi stradali improvvisati e agli interventi di soccorso medico a mezzo elicottero (Medical Evacuation – MEDEVAC).

L’attività ha rappresentato un’importante occasione di valutazione e confronto tra componenti multinazionali.

Il MNBG-W a guida italiana, su base 185° reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore, secondo quanto stabilito dalla risoluzione delle Nazioni Unite 1244, “assicura la libertà di movimento dei cittadini del Kosovo, garantendo un ambiente sicuro e protetto nel pluralismo delle etnie e delle confessioni religiose presenti sul territorio Balcanico”, sottolinea il comunicato stampa.

I militari italiani, sloveni, austriaci e moldavi che compongono l’unità operano con costante impegno (Enduring Commitment), vigilando e proteggendo il Monastero di Decani in qualità di first responder (primo responsabile) e realizzando progetti CIMIC (Cooperazione Civile e Militare), improntati al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.

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Fonte e foto: MNBG-W

Difesa: KFOR conclude la Silver Sabre 2018-1, importante esercitazione per la capacità di intervento in emergenza

Alla presenza del Comandante di KFOR (COM KFOR), il Generale di Divisione Salvatore Cuoci, nei giorni scorsi si è conclusa l’esercitazione “Silver Sabre 2018 – 1”, una delle più complesse e importanti attività addestrative organizzate e condotte dalla KFOR per testare e incrementare le capacità di intervento del sistema di sicurezza del Kosovo in situazioni di emergenza, scrive lo stato maggiore della Difesa dal suo sito web oggi, 30 aprile.

La Silver Sabre si è svolta tra le basi di Camp Film City, Camp Pomozatin e l’aeroporto militare di Slatina, si apprende.

L’attività ha visto operare KFOR in piena sinergia con tutte le organizzazioni di sicurezza presenti in Kosovo: European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX), Kosovo Police (KP), Kosovo Security Forces (KSF), la Kosovo Emergency Management Agency (EMA) e il Kosovo Security Council (KSC).

La Silver Sabre 2018 – 1 è stata condotta in due fasi: la prima dedicata all’addestramento dei comandanti delle varie unità e i rispettivi staff per testare le capacità di comando, controllo e coordinamento al fine di implementare l’interoperabilità in base ai differenti livelli di impiego; la seconda, sul terreno, ha visto l’intervento delle unità operative che hanno avuto modo di applicare le procedure di coordinamento in risposta alle differenti attivazioni, dal controllo della folla per ristabilire l’ordine pubblico, a interventi per pubblica utilità.

La gestione delle emergenze è avvenuta mettendo alla prova l’intero sistema di sicurezza della regione, partendo dalla municipalità fino ad arrivare al Governo centrale del Kosovo, e si è quindi avuto modo di testare la capacità di intervento e gestione delle emergenze da parte di tutte le organizzazioni e istituzioni deputate, ognuna in aderenza al proprio mandato e ai propri compiti istituzionali.

Il COM KFOR, gen Cuoci, nel suo discorso al personale avvenuto al termine dell’esercitazione ha parlato dello scopo e degli obiettivi operativi di Silver Sabre come attività cardine della KFOR: “L’obiettivo della NATO e di KFOR è quello di implementare le capacità e le competenze delle Organizzazioni di Sicurezza e delle Istituzioni in Kosovo nella gestione di disastri naturali e altre tipologie di emergenze e KFOR rimane impegnata ad assicurare il suo supporto fino a quando la missione non sarà compiuta”.

Non a caso, spiega la Difesa, “Enduring Commitment” è il motto che il gen Cuoci ha scelto in qualità di 22° Comandante di KFOR, a testimonianza del costante impegno nel perseguimento degli obiettivi stabiliti per la missione NATO in Kosovo.

KFOR, in aderenza al suo mandato che discende dalla Risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, opera in Kosovo per garantire la sicurezza, la stabilità e la libertà di movimento, come terzo risponditore dopo la Kosovo Police ed Eulex, e, allo stesso tempo, collabora e supporta, insieme alla comunità internazionale, lo sviluppo del processo democratico e multietnico della regione.

Ciò comprende anche il supporto di KFOR allo sviluppo delle capacità delle Kosovo Security Force (KSF), attraverso l’addestramento, per consentirne l’intervento in supporto alla popolazione in caso di calamità, interventi di bonifica di ordigni esplosivi e altri compiti assimilabili a quelli della protezione civile.

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Fonte e foto: PI SMD

MNBG-W, KFOR: un ciclo di donazioni sviluppate dal CIMIC per le scuole del Kosovo occidentale

Il Multinational Battle Group West (MNBG-W) a guida italiana, su base 185° reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore, ha concluso di recente un ciclo di donazioni sviluppate dalla Cooperazione Civile – Militare (CIMIC) nel settore della formazione in favore di tre istituti scolastici dell’area occidentale del Kosovo.

In particolare, si apprende dal comunicato stampa dello stesso MNBG-W, è stato consegnato diverso materiale didattico alla scuola di Dardanjia, a Peja/Pec, in favore di 58 alunni appartenenti alla comunità RAE (Rom-Ashkali-Egyptian) 4 di etnia Bosniaca (KOB) e 25 di etnia albanese (KOA).

Nella scuola di “Heronjite e Dukagjinit” di Gllojan/Glodjane sono stati donati banchi e sedie per l’ammodernamento di 3 classi e il conseguente miglioramento delle condizioni per oltre 90 studenti.

Infine, all’interno del villaggio serbo di Gorazdevac/Gorazhdec, il Comandante del MNBG-W, col Ettore Gagliardi, ha inaugurato un’aula-laboratorio di chimica, interamente realizzata con fondi della Difesa Italiana, a favore di oltre 110 alunni serbi del comprensorio scolastico “Janko Josipevic”.

Le Forze Armate inquadrate nel MNBG-W proseguono nel sostegno del settore educativo per la formazione delle giovani generazioni di studenti kosovari, in stretta collaborazione con le autorità locali.

“Tali incentivi avranno effetti concreti e sostenibili sui futuri sbocchi occupazionali della società, soprattutto nell’ambito della ricerca scientifica e della gestione dei laboratori del settore chimico, assicura il comunicato stampa del contingente italiano.

Il MNBG-W, composto da unità italiane slovene austriache e moldave, secondo quanto stabilito dalla risoluzione delle Nazioni Unite 1244, assicura la libertà di movimento dei cittadini del Kosovo, garantendo un ambiente sicuro e protetto nel rispetto del pluralismo delle etnie e delle confessioni religiose presenti sul territorio balcanico.

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Fonte e foto: MNBG-W KFOR

CESIVA: il 5° Alpini conclude la Orione 2018/1 in vista dell’impiego in Kosovo

Dopo due settimane di intenso addestramento, il 18 aprile scorso, nel Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (CESIVA) di Civitavecchia, il 5° reggimento Alpini di Vipiteno, Bolzano, ha concluso la Command Post Exercise (CPX) e Computer Assisted Exercise (CAX) “Orione 1/2018”, ha fatto sapere con un comunicato stampa lo stesso CESIVA.

L’esercitazione del 5° reggimento Alpini, di prossimo impiego in Kosovo nel contesto della forza internazionale di peacekeeping KFOR (Kosovo Force) della NATO, è stata finalizzata alla verifica delle capacità operative dei Posti Comando, spiega il CESIVA, attraverso la valutazione delle capacità di pianificazione e produzione di ordini, del monitoraggio della situazione e dell’aggiornamento delle Common Operational Pictures (COP), della gestione delle informazioni e delle emergenze e dell’emanazione degli ordini. 

In Kosovo l’unità alpina avrà il compito di sostenere, di concerto con le truppe moldave, austriache e slovene, le istituzioni locali e garantire una pacifica e sicura convivenza della popolazione a prescindere dell’etnia di appartenenza.

Il CESIVA dell’Esercito costituisce il principale riferimento della Forza Armata per l’applicazione della simulazione addestrativa, nell’approntamento dei posti comando, degli staff e delle unità destinate all’impiego fuori del territorio nazionale.

L’attività del CESIVA, infatti, è focalizzata soprattutto sull’organizzazione di esercitazioni volte ad attestare il raggiungimento delle capacità operative individuate come fondamentali per l’assolvimento della missione, utilizzando sistemi informatici tecnologicamente avanzati di simulazione e di comando e controllo, e avvalendosi della collaborazione di esperti di settore e di personale già impiegato nel teatro operativo di riferimento.

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Fonte e foto: CESIVA