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Kosovo, il MNBG-W diventa Regional Command West: assetti anche da Turchia, Polonia e Svizzera

Si è svolta lo scorso 15 agosto, al Comando NATO-KFOR di Pristina, alla presenza del Comandante della missione in Kosovo, Generale di Divisione Lorenzo D’Addario, e delle autorità civili e militari, la cerimonia che ha sancito il cambio di denominazione del Multinational Battle Group West (MNBG-W) in Regional Command West (RC-W), unità a guida italiana schierata nel settore occidentale del Kosovo, si è appreso da un comunicato stampa del nuovo Regional Command – West.

La cerimonia ha suggellato la rimodulazione della catena di comando e controllo delle unità schierate nel teatro operativo del Kosovo, spiega il comunicato.

“L’RC-W ha infatti inglobato, oltre alle unità cinetiche, destinate al controllo del territorio in termini di sicurezza, quelle non cinetiche, unità destinate alla cooperazione e al collegamento con la popolazione locale, queste ultime – spiega in dettaglio lo stesso comando – fino a oggi alle dipendenze di un comando parallelo denominato Joint Regional Detachment West (JRD – W)”.

Con la trasformazione il Comandante del RC-W, Colonnello Daniele Pisani, ha assunto la totale responsabilità del settore ovest del Kosovo.

La trasformazione non ha comportato un cambiamento in termini numerici, si apprende, le unità del RC-W, attualmente schierate in teatro operativo, continueranno a svolgere attività di supporto alla sicurezza e alla stabilità dell’area di responsabilità, mediante unità di manovra a livello battaglione.

Il collegamento con le autorità locali e le organizzazioni non governative a livello regionale per il monitoraggio del territorio saranno svolti da team multinazionali, denominati Liaison Monitoring Team (LMT), ovvero squadre di collegamento e monitoraggio, operanti nelle 15 municipalità che rientrano nel settore di competenza del RC-W.

Un altro aspetto significativo della trasformazione riguarda l’incremento della multinazionalità dell’RC-W che vede aggiungersi, alle quattro nazioni operanti nel preesistente MNBG-W, ovvero Italia, Austria, Slovenia e Moldavia, assetti provenienti da Turchia, Polonia e Svizzera.

“L’unicità di comando, sotto la quale rientrano sia gli assetti cinetici che quelli non cinetici, ha permesso di migliorare il coordinamento delle attività, garantendo un supporto ancora più efficace per l’assolvimento della missione in Kosovo, ovvero, contribuire al mantenimento di un ambiente stabile, consolidando il progresso socio-economico che da venti anni il Kosovo vive”, conclude il comunicato richiamando quanto già anticipato in un video dello Stato Maggiore della Difesa dallo stesso Col Pisani qualche giorni prima della cerimonia di Pristina.

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Kosovo: il MNBG-W si trasforma in Regional Command West, assetti cinetici e non sotto un unico comando (13 agosto 2019)

Fonte e foto: KFOR RC-W

Kosovo: il MNBG-W si trasforma in Regional Command West, assetti cinetici e non sotto un unico comando

Da Multinational Battlegroup West (MNBG-W) a Regional Command West: è la trasformazione che nei prossimi giorni interesserà l’unità dispiegata a Villaggio Italia nel Kosovo occidentale, nell’ambito della missione NATO KFOR.

È un video dello Stato Maggiore della Difesa a spiegarlo tramite le parole del comandante del MNBG-W, col Daniele Pisani: “Un cambio non solo di denominazione, ma una revisione della struttura di comando e controllo che comporta la fusione sotto un unico comando degli assetti cinetici, dedicati alla sicurezza dell’area di responsabilità, e non cinetici, garanti del collegamento diretto e continuo con le comunità locali”.

La guida resterà italiana, con personale militare proveniente da sette nazioni diverse: “un supporto ancor più efficace per la stabilità e la sicurezza del Paese”, conclude il col Pisani.

Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: distribuzione di farmaci, si conclude il secondo ciclo di consegne

“Si è concluso nei giorni scorsi il secondo ciclo di appuntamenti che ha visto la distribuzione di farmaci, raccolti in Italia dal Banco Farmaceutico ONLUS, a favore degli ospedali e dei poliambulatori presenti nel settore occidentale nell’ambito della missione in Kosovo, ad opera dei soldati italiani del Multinational Battle Group West (MNBG-W) schierati in quell’area”, scrive in un comunicato stampa del 16 luglio lo stesso MNBG-W.

L’attività è stata condotta con lo scopo di supportare gli enti destinatari di tali donazioni e sopperire alle carenze farmacologiche, spiega il comunicato.

Il ciclo di incontri ha permesso la distribuzione di farmaci per un totale di 2.300 flaconi di soluzione fisiologica; circa 9.000 confezioni di analgesici e 900 confezioni di anticoagulante, che si aggiungono alle 16.624 confezioni di medicinali distribuiti da inizio anno. L’assegnazione dei medicinali, precisa il MNBG-W, è stata perequata tra i vari nosocomi di etnia kosovara albanese e kosovara serba presenti nella regione.

Gli enti coinvolti nella distribuzione sono stati gli ospedali regionali di Pejë/Peč e Djakovica/Gjakovë, i poliambulatori di Gorazdevač/Gorazdhec e Osojane/Osojan. Durante le donazioni, il Comandante del MNBG-W, accompagnato dal suo staff, ha incontrato il personale medico per discutere delle problematiche sanitarie che affliggono il territorio, nonché delle attrezzature sanitarie necessarie alle cure della popolazione civile.

Quest’ultima serie di donazioni completa l’opera iniziata ad aprile di quest’anno, realizzata grazie al continuo sostegno del Banco Farmaceutico ONLUS. Tale progetto infatti, condotto con l’obiettivo di portare farmaci nei paesi con difficoltà socioeconomiche e sanitarie, ha permesso la raccolta dei medicinali tramite donazioni effettuate da 12 agenzie farmaceutiche italiane.

I medicinali raccolti sono stati trasportati nei vari teatri operativi tramite vettori militari della Difesa e a loro volta distribuiti mediante la cooperazione tra il contingente militare italiano e gli enti civili locali presenti nell’area di operazione.

“Estrema gratitudine – conclude il comunicato – è stata espressa da parte del personale sanitario degli ospedali visitati per l’opera svolta da KFOR e dall’Italia, per la continua collaborazione offerta, in particolar modo dai soldati italiani che, con il loro operato, contribuiscono non soltanto alla stabilità del paese, ma anche al benessere della popolazione locale”.

Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: combined training per la gestione degli eventi critici

Nell’ambito della missione in Kosovo, si è svolta dal 9 al 10 luglio scorso l’esercitazione congiunta tra il Multinational Battle Group West (MNBG-W), le unità della Kosovo Force (KFOR) a guida italiana e il Kosovo Tactical Reserve Battalion (KTRBN), unità costituente la riserva tattica schierata in Kosovo dalla NATO.

Lo rende noto lo stesso MNBG-W con un comunicato stampa del 10 luglio.

L’esercitazione aveva lo scopo di addestrare le unità alla gestione di eventi critici, si apprende, mantenendo elevata la loro capacità operativa, al fine di garantire una risposta efficace al verificarsi di eventi suscettibili di minacciare la stabilità, la sicurezza e la libertà di movimento nell’area di operazioni.

È stato simulato uno scenario di mobilitazione popolare, nel quale le forze esercitate hanno dovuto fronteggiare una vera e propria escalation di disordini. Nel corso dell’esercitazione, oltre alle unità antisommossa, sono state impiegate unità del Genio per la rimozione di sbarramenti, nonché un nucleo di Artificieri destinato al controllo e alla bonifica di ordigni esplosivi.

Nell’esercitazione sono stati impiegati 253 soldati KFOR di nazionalità italiana, austriaca, moldava, ungherese, slovena e croata; 32 veicoli ruotati; un carro apripista; due elicotteri multiruolo; assetti sanitari, oltre a unità di polizia militare e forze di polizia locale.

Nel corso dell’esercitazione è stata testata la rapidità di immissione delle forze nell’area interessata all’esercitazione; l’integrazione della riserva tattica nel dispositivo del MNBG-W, nonché la capacità di comando e controllo da parte dello staff del MNBG-W.

Attualmente costituito su base 24° Reggimento artiglieria terrestre Peloritani, con una forza di circa 700 militari di cui 250 italiani, il MNBG-W è schierato nel settore occidentale del Kosovo, con il compito di garantire lo svolgimento di un’azione di presenza e deterrenza finalizzata a mantenere un ambiente sicuro e a contribuire al consolidamento della pace, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

 

MNBG-W, KFOR: donazione di farmaci dall’Italia

Un quantitativo di farmaci provenienti dall’Italia è stato donato all’ospedale di Peč/Pejë da parte del contingente italiano impiegato in missione in Kosovo, nell’ambito dell’operazione Joint Enterprise.

La donazione, spiega un comunicato stampa del Multinational Battle Group-West (MNBG-W) di ieri, 3 luglio, è finalizzata alla distribuzione di farmaci provenienti dall’Italia, raccolti e messi a disposizione dalla Fondazione Banco Farmaceutico ONLUS.

Più in dettaglio, spiega il MNBG-W, si apprende che è ripreso il ciclo di visite presso gli ospedali e i poliambulatori locali per la distribuzione di farmaci da parte del 24° Reggimento Artiglieria terrestre Peloritani di stanza nel Kosovo occidentale, dove i soldati italiani hanno la responsabilità del settore, a favore della popolazione locale.

Il primo ente a ricevere la donazione è stato l’ospedale regionale di Peč/Pejë, città che ospita il contingente italiano nella base di Villaggio Italia. Durante la distribuzione sono state consegnate: 350 confezioni di anticoagulante, 3.000 confezioni di analgesici e 1.000 flaconi di soluzione fisiologica, che vanno ad aggiungersi alle 16.624 confezioni di farmaci distribuite da inizio anno.

Il progetto è nato da un accordo di collaborazione, ratificato il 10 maggio dello scorso anno, tra il Comando Operativo di vertice Interforze (COI), l’Ordinariato Militare e la Fondazione Banco Farmaceutico ONLUS ed è inserito nelle attività CIMIC (Cooperazione Civile e Militare) condotte nelle missioni internazionali.

Svolto a favore degli enti e delle popolazioni locali, il progetto ha lo scopo di individuare le esigenze sanitarie, in particolar modo farmacologiche, dei presidi medici presenti nei vari teatri operativi. La raccolta dei farmaci è effettuata attraverso il coinvolgimento di agenzie farmaceutiche italiane donatrici e si sviluppa mediante l’azione sinergica tra le unità CIMIC e i cappellani militari, in collaborazione con le autorità e i rappresentanti delle comunità locali.

Il Comandante del contingente multinazionale (MNBG-W) in missione in Kosovo, Colonnello Daniele Pisani, intervenendo durante la donazione, ha rimarcato l’importanza che riveste tale iniziativa, che si prefigge lo scopo di fornire gratuitamente farmaci alle popolazioni che vivono in condizione di povertà, nelle aree di crisi dove le Forze Armate Italiane operano quotidianamente per garantire la sicurezza.

“Il ciclo di visite presso gli ospedali e i poliambulatori – conclude il comunicato stampa – continuerà nei prossimi giorni secondo un programma di distribuzione redatto dall’unità CIMIC del MNBG-W che prevede la ripartizione dei farmaci, nel pieno rispetto del principio di imparzialità, tra le varie comunità kosovare albanesi e kosovare serbe che vivono nell’area”.

Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: FOC raggiunta per le unità italiane impiegate nella missione in Kosovo

Per gli artiglieri del 24° Reggimento Peloritani, dai primi di giugno schierati nel teatro operativo kosovaro, si è conclusa il 23 giugno scorso, nella base di Villaggio Italia a Peč/Pejë, la settimana addestrativa mirata al raggiungimento della “Full Operational Capability” (FOC).

“La FOC, ovvero la capacità di operare impiegando equipaggiamenti, mezzi ed assetti per l’assolvimento dei compiti richiesti nell’ambito della missione in Kosovo denominata “Joint Enterprise” – spiega il Multinational Battle Group West (MNBG-W) nel comunicato stampa con cui dà notizia dell’evento – è un requisito indispensabile al fine di uniformare gli standard operativi tra le varie unità multinazionali che operano nel teatro operativo, contribuendo al mantenimento della libertà di movimento e della stabilità nel settore occidentale del Kosovo”.

Tra le attività addestrative svolte dagli artiglieri del 24° reggimento Peloritani vi sono: il “Crowd and Riot Control” (CRC), un’attività di controllo della folla che prevede, oltre all’addestramento sul terreno, anche l’impiego di elicotteri, finalizzato al raggiungimento delle varie zone di intervento in tempi brevi; il “Fire Phobia”, attività addestrativa mirata alla gestione di eventi tumultuosi, con l’aggiunta del lancio di manufatti incendiari contro il personale in assetto antisommossa, simulando così un vero e proprio scenario di guerriglia urbana.

Composto da due compagnie austriache, una slovena e una italiana, quest’ultima inquadra al suo interno un plotone moldavo, il battaglione di manovra insieme al Gruppo Supporto di Aderenza (GSA) costituiscono rispettivamente la componente operativa e logistica del MNBG-W, unità a guida italiana comandata dal Colonnello Daniele Pisani.

Secondo la risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le unità di KFOR hanno il compito di mantenere un elevato livello di prontezza operativa, intervenendo, in caso di necessità, a supporto della polizia locale e delle forze di sicurezza kosovare.

Le unità del MNBG-W inoltre operano al fine di garantire la sicurezza del monastero di Visoki-Decani, simbolo della religione cristiana ortodossa, dal 2004 dichiarato patrimonio dell’UNESCO, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: gli artiglieri del 24° rgt Peloritani in Kosovo ricordano la Battaglia del Solstizio

Si è svolta lo scorso 15 giugno a Villaggio Italia – Peč/Pejë, base del Multinational Battle Group West (MNBG-W – Gruppo Tattico Multinazionale – Ovest), la celebrazione del 101° anniversario della Battaglia del Solstizio, festa dell’Arma di Artiglieria, fa sapere con un comunicato stampa il contingente italiano in Kosovo, attualmente su base 24° reggimento artiglieria terrestre Peloritani.

“Iniziata con la cerimonia dell’alzabandiera e la deposizione di una corona di fiori al monumento ai caduti, la semplice ma significativa celebrazione è proseguita con la lettura della preghiera dell’artigliere”, si apprende.

Durante la commemorazione, il Comandante del MNBG-W ha dato lettura dell’ordine del giorno inviato dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ricordando l’estremo sacrificio dei 90.000 soldati italiani che in nome della Patria trasformarono l’offensiva austriaca in una pesantissima disfatta, sancendo di fatto la definitiva sconfitta dell’Esercito Austro-Ungarico nel primo conflitto mondiale.

L’anniversario della Battaglia del Solstizio ricorda appunto l’azione delle unità italiane nella battaglia del Piave del 15 giugno 1918. Per il valoroso comportamento dimostrato venne decorata l’Arma di Artiglieria, che aveva contribuito in misura determinante al successo della battaglia, con la terza medaglia d’oro al valor militare, con la seguente motivazione: “Sempre e dovunque, con abnegazione prodigò il suo valore, la sua perizia, il suo sangue, agevolando alla fanteria, in meravigliosa gara d’eroismi, il travagliato cammino della vittoria per la grandezza della Patria”.

Dallo scorso 13 giugno gli artiglieri del 24° reggimento Peloritani operano nell’ambito del MNBG W, un battaglione multinazionale composto da quattro compagnie di manovra di cui una italiana, nell’ambito della missione a guida NATO, denominata Joint Enterprise.

Condotta nel versante occidentale del Kosovo, in un’area di circa 6.000 chilometri quadrati, la missione dei militari di KFOR, iniziata il 12 giugno del 1999, proprio nell’anno in cui ricorre il ventesimo anniversario dell’ingresso delle forze della NATO in Kosovo, ha il compito di contribuire al mantenimento della libertà di movimento e della sicurezza dell’area, garantendo la difesa delle popolazioni che ivi coesistono.

I compiti della missione NATO KFOR, ricorda il comunicato, sono:

Concorrere, nell’ambito delle operazioni a guida NATO in corso di svolgimento nella Joint Operation Area (JOA) e nel quadro di una progressiva riduzione della presenza militare, allo svolgimento di un’azione di presenza e deterrenza che mantenga un ambiente sicuro e impedisca il ricorso alla violenza, contribuendo, nel contempo, al consolidamento della pace ed al processo di crescita civile.

L’attuale missione di KFOR consiste in:

  • continuare a contribuire al mantenimento della sicurezza e della libertà di movimento (Safe and Secure Environment and Freedom of Movement);
  • supervisionare il MTA (Military Technical Agreement) con la Serbia;
  • assistere lo sviluppo delle Istituzioni locali al fine di migliorare la stabilità nella regione;
  • condurre attività di comunicazione a sostegno della missione;
  • supportare e cooperare con le Istituzioni Internazionali;
  • su ordine, passare rapidamente dalla “Deterrent Presence” alla “Minimum Presence“.

Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: agli Artiglieri dell’8° Pasubio del col Di Marco subentrano quelli del 24° Peloritani del col Pisani

“Si è svolta ieri mattina, 13 giugno, nella base del Multinational Battle Group West (MNBG-W – Gruppo Tattico Multinazionale – Ovest) con sede a Camp Villaggio Italia nei pressi della città di Peč/Pejë, la cerimonia di avvicendamento tra il contingente italiano uscente, su base 8° Reggimento artiglieria terrestre Pasubio al comando del Colonnello Gianfranco Di Marco, e quello subentrante, composto da personale del 24° Reggimento artiglieria terrestre Peloritani al comando del Colonnello Daniele Pisani, ha fatto sapere lo stesso MNBG-W con un comunicato stampa.

La cerimonia è stata presieduta dal Comandante della Missione Kosovo Force (KFOR) – Joint Enterprise, il Generale di Divisione Lorenzo D’Addario, con la partecipazione di numerose autorità militari dei Paesi NATO e dei Paesi partner, nonché di autorità civili e religiose locali.

Nel corso degli ultimi sei mesi il MNBG-W, l’unità multinazionale a guida italiana alle dipendenze del Comandante di KFOR, composta da soldati provenienti da Austria, Slovenia, Moldavia e Italia, ha assolto il delicato compito di concorrere alla condotta di un’azione di presenza e deterrenza volta al mantenimento di un ambiente sicuro, per impedire il ricorso alla violenza e contribuire al consolidamento della pace e al processo di crescita civile, ricorda il comunicato.

Il COMKFOR ha focalizzato il suo intervento sull’importanza che riveste la sicurezza nella missione di KFOR, un impegno comune al quale tutte le nazioni partecipanti all’operazione devono contribuire al fine di assicurare la stabilità del Paese.

“La sicurezza è estremamente importante, perché senza sicurezza non può esserci alcun dialogo – ha affermato il Gen D’Addario – questo è il principio cardine del quale ognuno, a ogni livello, deve sentirsi ambasciatore per trovare una stabilità duratura”.

Il Comandante di KFOR ha evidenziato che con gli avvicendamenti alternati dei diversi contingenti la continuità del lavoro è sempre garantita e, salutando il contingente in partenza, ha espresso parole di orgoglio per i risultati conseguiti, invitandoli a essere fieri ciò. Infine, l’alto ufficiale ha rivolto un pensiero alle famiglie a casa: “Probabilmente esse sopportano un impegno più duro del vostro; tornate da loro fieri e ringraziatele da parte mia”.

Nel suo discorso di commiato, il Col Di Marco ha riconosciuto la professionalità dimostrata dalle donne e dagli uomini avuti alle dipendenze evidenziando un aspetto particolare: nella stessa giornata di 20 anni fa il Reggimento veniva dispiegato in Kosovo nell’ambito dell’Operazione all’epoca denominata “Joint Guardian” per garantire la sicurezza e la protezione della popolazione.

“Molti di quegli stessi soldati sono ora di fronte a noi – ha affermato il Col Di Marco – loro ricordano chiaramente quei tempi, le difficoltà e i sacrifici che hanno dovuto sostenere per riportare la stabilità in questi luoghi. Per questo motivo, per noi Artiglieri dell’8° Reggimento artiglieria terrestre, essere stati al servizio della pace in Kosovo in questo particolare momento storico assume un significato ancor più rilevante, in quanto ci sentiamo veramente parte del processo di stabilizzazione di questo paese, oggi in fase molto avanzata ma che vede ancora necessaria una presenza militare”.

Durante il mandato che volge al termine, i militari del MNBG-W hanno condotto molteplici attività addestrative, volte a standardizzare le procedure e ad aumentare l’interoperabilità con gli altri eserciti, per mantenere un livello di prontezza operativa sempre elevato in caso di risposta a possibili situazioni di compromissione della sicurezza.

Le capacità acquisite sono state messe in atto in diverse operazioni condotte, anche in supporto ad altre forze di KFOR, in momenti che hanno visto innalzarsi il livello tensione interetnica, scongiurando il verificarsi di incidenti e proteste.

Nel bilancio tracciato dal Col Di Marco, riporta il MNBG-W, è stato sottolineato anche il notevole sforzo profuso dal MNBG-W in attività di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC), con la realizzazione di svariati progetti nei campi sociale, sanitario, dell’educazione e a favore delle istituzioni locali, che hanno apportato un ulteriore sostegno al processo di crescita del paese, proseguendo nel solco già tracciato in questo settore da anni dall’Italia.

A testimonianza della sempre maggiore intesa d’assieme che lega l’unità militare con le istituzioni locali, la presenza dei sindaci e dei rappresentanti delle quindici municipalità inserite nell’area di responsabilità del MNBG–W.

La cerimonia ha visto anche la cornice festosa e colorata di circa 30 bambini provenienti dall’asilo materno Nene Kabrini di Prizren, una struttura gestita da Suore Cattoliche della Congregazione delle Angeliche, si apprende.

L’istituto rappresenta un esempio di integrazione religiosa e sociale in quanto ospita 110 bambini, dai 3 ai 6 anni, sia di religione cristiana – cattolici e ortodossi – che di religione musulmana, fa sapere il comunicato.

Prima di ogni altro atto protocollare il Col Di Marco, accompagnato dal Col Pisani, ha deposto una corona in omaggio ai Caduti italiani e a quanti hanno compiuto l’estremo sacrificio per la causa della sicurezza e della prosperità in Kosovo.

Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: il 2 giugno dei soldati italiani in Kosovo e Medal Parade per il contingente a termine mandato

I militari italiani della missione in Kosovo hanno celebrato lo scorso 2 giugno la ricorrenza del 73° anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana: nell’occasione, con l’approssimarsi del termine del mandato per il contingente attualmente schierato, ha avuto luogo anche la cerimonia denominata “Medal Parade”, che ha visto i soldati del contingente che compongono il MNBG – W (Multinational Battle Group  – West) ricevere la medaglia commemorativa “Non Article 5”, concessa al personale impiegato nella condotta di operazioni di supporto alla pace.

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa lo stesso MNBG-W.

La cerimonia si è svolta presso Camp Villaggio Italia – Peč/Pejë, alla presenza del Comandante del MNBG – W, Colonnello Gianfranco Di Marco, Comandante in Patria dell’8° Reggimento di artiglieria terrestre Pasubio, che costituisce l’ossatura principale del contingente.

Per celebrare la Festa della Repubblica Italiana, il Colonnello Di Marco ha dato lettura del messaggio augurale inviato dal Ministro della Difesa, Dottoressa Elisabetta Trenta, a tutti i contingenti italiani impiegati nelle missioni all’estero e ha pronunciato un breve discorso complimentandosi con gli uomini e le donne avuti alle dipendenze per la professionalità con cui hanno operato durante la missione in Kosovo.

La consegna della medaglia NATO, spiega il comunicato, sancisce la fine del mandato che ha visto i soldati del MNBG – W impiegati nella missione in Kosovo, per un tour di sei mesi, nella condotta dell’operazione denominata Joint Enterprise, che ha visto il personale del MNBG – W condurre attività operative per il mantenimento della pace e della sicurezza nel settore ovest del Kosovo, nonché attività addestrative mirate ad amalgamare le varie componenti multinazionali del MNBG – W, uniformandone gli standard operativi.

Il contingente attualmente schierato, fa sapere il MNBG-W, si approssima a essere avvicendato dal 24° Reggimento artiglieria terrestre Peloritani.

Durante la cerimonia il Colonnello Di Marco ha conferito alcuni riconoscimenti al personale che più si è distinto durante la condotta delle operazioni. Alla Medal Parade oltre al personale italiano ha partecipato anche una compagnia moldava che tra pochi giorni concluderà, a sua volta, il proprio mandato, si apprende.

La missione NATO KFOR, ricorda il comunicato stampa del MNBG-W, concorre, “nell’ambito delle operazioni a guida NATO in corso di svolgimento nella Joint Operation Area (JOA) e nel quadro di una progressiva riduzione della presenza militare, allo svolgimento di un’azione di presenza e deterrenza che mantenga un ambiente sicuro e impedisca il ricorso alla violenza, contribuendo, nel contempo, al consolidamento della pace e al processo di crescita civile”.

L’attuale missione KFOR, conclude il MNBG-W, consiste in:

  • continuare a contribuire al mantenimento della sicurezza e della libertà di movimento (Safe and Secure Environment and Freedom of Movement);
  • supervisionare il MTA (Military Technical Agreement) con la Serbia;
  • assistere lo sviluppo delle Istituzioni locali al fine di migliorare la stabilità nella regione;
  • condurre attività di comunicazione a sostegno della missione;
  • supportare e cooperare con le Istituzioni Internazionali;
  • su ordine, passare rapidamente dalla “Deterrent Presence” alla “Minimum Presence”.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

Scuola di Applicazione: 20 anni in Kosovo, con i generali Del Vecchio, Fungo e Cuoci relatori del seminario

Si è svolto nel pomeriggio di ieri, 20 maggio, nell’aula magna di Palazzo Arsenale a Torino, sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, un seminario sulla missione in Kosovo (KFOR). Ne ha dato notizia con un comunicato stampa lo stesso Comando.

La missione KFOR è un’operazione di peacekeeping, a cui i soldati italiani stanno contribuendo a partire dal 1999.

Relatori del seminario sono stati tre ex Comandanti della missione: il Generale Mauro Del Vecchio, primo Comandante del contingente italiano; il Generale Giovanni Fungo, Comandante della Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito e ventunesimo comandante di KFOR, e il Generale di Divisione Salvatore Cuoci, Comandante del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito e ventiduesimo Comandante del contingente in Kossovo.

Moderatori dell’evento, si apprende, il Colonnello Franco Di Santo, vicecapo Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito, e il professor Giovanni Cerino Badone, docente di storia militare. Gli Ufficiali Generali hanno raccontato le loro esperienze, sia personali che di Comandanti in terra kosovara, ai giovani ufficiali della Scuola di Applicazione.

Dopo una accurata e precisa ricostruzione storica degli eventi che portarono all’intervento italiano e una puntuale descrizione dello svolgimento della missione da parte del professor Cerino Badone e del Colonnello di Santo, i relatori hanno raccontato la loro esperienza arricchendo il dibattito con aneddoti e particolari poco noti ai più.

Molte e variegate sono state poi le domande da parte della platea. Si è spaziato dalla visione dell’opinione pubblica italiana sulla partecipazione alla missione, alle problematiche logistiche e di comando con un Esercito che alla fine degli anni Novanta sperimentava ancora il passaggio dal servizio di leva al soldato professionista.

Lo stesso Comandante del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione, Gen Cuoci, nel ringraziare gli illustri relatori, ha sottolineato l’importanza per la formazione dei giovani ufficiali della scuola di far proprie le esperienze di chi li ha preceduti e di quanto sia fondamentale la conoscenza della storia recente di un paese per la comprensione delle complesse dinamiche politiche, religiose e sociali e riuscire così a operare al meglio come soldati in terra straniera.          

Fonte e foto: Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito