Kfor

MNBG-W, KFOR: corso BLSD per sensibilizzare all’uso del defibrillatore

Nella Sala Consiliare del comune di Istok, in Kosovo, è stato svolto un corso di BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) incentrato sulle manovre e le tecniche di primo soccorso da praticare su soggetti colpiti da arresto cardiaco mediante l’impiego di defibrillatore automatico, a favore di 36 insegnanti provenienti da 11 scuole di ogni ordine e grado della municipalità.

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa del 15 febbraio il Multinational Battle Group – West (MNBG-W) della missione KFOR.

Il corso si inquadra nelle attività di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC) condotte dal MNBG-W, attualmente a guida 8° reggimento Artiglieria terrestre Pasubio di Persano (SA), per promuovere e consolidare la collaborazione tra le forze KFOR e le istituzioni locali al fine di supportarle o di renderle autonome nello svolgimento delle proprie finalità.

“Nel caso specifico – spiega il MNBG-W – il progetto è stato realizzato a ‘costo zero’ avvalendosi delle capacità dual use delle Forze Armate attraverso l’impiego, quali istruttori, di personale sanitario qualificato del contingente italiano inquadrato nel MNBG-W della Missione in Kosovo in collaborazione con la Croce Rossa della municipalità di Istok”.

Al progetto hanno aderito insegnanti di etnia albanese della municipalità di Istok ma anche alcuni insegnanti delle scuole del villaggio di etnia serba di Osojane, si apprende.

“Tale non meno importante obiettivo – spiega il MNBG-W in dettaglio – è stato raggiunto attraverso diversi meeting condotti dai militari che operano nel campo CIMIC con i rappresentanti delle istituzioni kosovare – albanesi e con quelli della minoranza etnica serba della municipalità in questione. Nel pieno rispetto del mandato della Risoluzione n° 1244 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU i militari della Missione in Kosovo KFOR operano in maniera imparziale a favore di tutta la popolazione del paese balcanico promuovendo il dialogo e l’integrazione tra le diverse etnie presenti”.

Il corso è stato articolato, secondo un protocollo standard, in una prima fase teorica con lezioni frontali seguita da una fase pratica attraverso esercitazioni di applicazione delle tecniche acquisite nonché di impiego del defibrillatore su manichini didattici adulto/infantili.

Al termine del corso sono stati consegnati gli attestati di partecipazione agli insegnanti intervenuti.

Il progetto realizzato rientra in una più ampia campagna di sensibilizzazione sul tema della diffusione e dell’utilizzo dei defibrillatori, condotta dalle istituzioni kosovare, volta all’incremento del numero di dispositivi salvavita nei luoghi pubblici e del numero di persone in grado di utilizzarli. I militari italiani della Missione in Kosovo hanno colto favorevolmente l’appello a sostenere la campagna fornendo la disponibilità a impiantare ulteriori corsi di formazione come quello svolto, spiega il MNBG-W.

Tra i diversi compiti assolti dalle Forze Armate nelle Missioni Internazionali vi è anche quello di promuovere il “Capacity Building”, ovvero il processo di implementazione o di rafforzamento delle potenzialità in campo militare, istituzionale, economico, manageriale, attraverso apporti esterni o attraverso l’utilizzo di capacità già esistenti. In tale quadro l’impiego combinato di tecnologie all’avanguardia e di determinate “professionalità” militari spesso consente di realizzare, secondo il principio del “dual use”, attività e progetti non solo in campo militare, come l’addestramento di Forze Armate e di Polizia, ma anche in campo civile, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

Difesa: Il CaSMD gen Vecciarelli in Kosovo incontra i militari italiani della missione KFOR

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Enzo Vecciarelli, ha fatto visita al personale italiano in servizio presso il comando della forza NATO di Pristina, dove è stato accolto dal Comandante della Kosovo Force (COMKFOR), gen Lorenzo D’Addario.

“Il gen D’Addario ha illustrato la situazione nell’area di responsabilità della missione con particolare attenzione al ruolo della KFOR nel mantenere sicurezza e stabilità, necessarie premesse allo sviluppo economico e sociale della regione”, scrive lo stato maggiore della Difesa nel comunicato stampa del 29 dicembre con cui dà notizia della visita in teatro operativo.

In tale occasione il gen Vecciarelli ha incontrato i militari dell’Esercito, dell’Aeronautica e dei Carabinieri e, nel rivolgersi direttamente a loro, ha affermato di “essere consapevole del vostro sacrificio e di quello delle vostre famiglie che in questi giorni avvertiranno ancor di più la vostra mancanza”.

“Il vostro impegno – ha aggiunto il gen Vecciarelli – è apprezzato dai nostri concittadini e dalla comunità internazionale e rende tutto il Paese orgoglioso delle proprie Forze Armate”.

Successivamente il gen Vecciarelli ha raggiunto Camp Villaggio Italia di Peć/Pejë, dove è dislocato il Multinational Battle Group West (MNBG-W), la pedina operativa multinazionale a guida italiana nell’area ovest del paese che comprende militari italiani, austriaci, sloveni e moldavi.

“L’Italia è presente in Kosovo dal 1999 e, con circa 550 militari impegnati nella missione NATO, assiste le istituzioni locali nel processo di sviluppo e supporta la comunitá internazionale per garantire un futuro migliore a tutta la popolazione locale”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: PI SMD

MNBG-W, KFOR: il 5° Alpini cede il comando all’8° rgt Artiglieria terrestre Pasubio

Si è tenuta l’11 dicembre scorso, nella base Camp Villaggio Italia di Peć/Peja, in Kosovo, la cerimonia del passaggio di consegne tra il 5° reggimento Alpini di Vipiteno, Bolzano, e l’8° reggimento Artiglieria Terrestre Pasubio di Persano, Salerno, che subentra duqnue alla guida del Multinational Battle Group West (MNBG-W) della missione in Kosovo, unità multinazionale a guida italiana composta da militari italiani, sloveni, austriaci e moldavi, garante della sicurezza nel settore occidentale del Paese.

Lo ha reso noto con un comunicato stampa lo stesso MNBG-W.

Durante i sei mesi di mandato, il personale italiano del 5° Alpini ha svolto numerose attività operative in tutto il territorio del Kosovo, esercitazioni in contesto multinazionale e attività CIMIC (Civilian Military Cooperation) destinate a garantire un diretto e immediato sostegno alla popolazione locale.

Tra queste ultime attività meritano senz’altro di essere ricordate la donazione di un’incubatrice, in favore del reparto di neonatologia dell’Ospedale Civile di Peć/Peja, e le numerose iniziative volte a sostegno di alcuni istituti scolastici, come donazioni di materiale ed equipaggiamento e alcuni interventi di bonifica sanitaria messi a punto da personale specializzato del contingente italiano in Kosovo.

La vicinanza tra i militari italiani e gli istituti scolastici è stata rimarcata dalla partecipazione di tre scolaresche alla cerimonia del cambio di comando, con gli alunni che hanno sventolato il Tricolore italiano nella durata della cerimonia militare.

Un altro ambizioso progetto CIMIC ha permesso di valorizzare le particolari caratteristiche tipiche di un reggimento alpino, scrive il MNBG-W: “grazie a qualificati istruttori, è stato infatti possibile condurre un addestramento in favore delle KSF e della Peć/Peja Mountain Rescue Team, mirato ad accrescere le capacità di queste organizzazioni nelle tecniche e procedure tipiche del soccorso alpino”.  

Il col Ruggero Cucchini, Comandante uscente del MNBG-W, ha voluto ringraziare tutto il personale alle sue dipendenze per gli ottimi risultati ottenuti in questi sei mesi di attività. Scrive il MNBG-W: “nonostante la difficoltà legata alla distanza dai propri cari, i militari del 5° Alpini hanno operato con dedizione e professionalità, assolvendo tutti i compiti a loro affidati dal comando superiore della missione KFOR, missione a guida NATO sotto egida ONU con il compito di garantire sicurezza e libertà di movimento all’interno del Paese”.

Presente alla cerimonia anche il Comandante di KFOR, gen Lorenzo D’Addario, che ha ringraziato a sua volta i militari del 5° Alpini per l’importante contributo al progresso della missione e ha rivolto i migliori auguri per il mandato al personale del 8° reggimento Artiglieria Terrestre Pasubio, comandato dal col Gianfranco Di Marco.

Le bandiere del 5° Alpini e dell’8° Pasubio si incrociano quindi ancora una volta nel corso della storia: i due reggimenti, ricorda il comunicato stampa, “operarono fianco a fianco già nel gennaio del 1943 in terra di Russia, e assieme forzarono la sacca di Nikolaevka, scrivendo delle epiche pagine di storia dell’Esercito Italiano”.

Il contesto oggi è decisamente cambiato, ma sono rimasti immutati l’impegno e la dedizione con cui gli uomini e le donne di questi due reggimenti – e di tutti i reparti delle Forze Armate Italiane – svolgono le proprie mansioni, tanto in territorio nazionale quanto all’estero, conlcude il MNBG-W.

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Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: un parco giochi per i bambini di Dečani con il sostegno del CIMIC italiano

È stato inaugurato nella mattina del 24 settembre scorso un nuovo parco giochi per bambini in località Carrarog I – Eprem, un abitato in periferia della città di Dečani/Deçan, grazie all’aiuto dei militari impiegati nella missione in Kosovo denominata KFOR, fa sapere con un comunicato stampa del 25 settembre il Multinational Battle Group-West (MNBG-W).

“Il CIMIC italiano – sottolinea il comunicato – ha fortemente sostenuto in più modi il progetto che ha permesso la riqualifica di un parco giochi, dotato non solo di strutture ricreative per i bambini più piccoli, ma anche di aree in cui poter praticare liberamente sport come il calcio o il basket, permettendo così ai giovani di poter vivere un’infanzia serena, tra svago e giochi di squadra che possano accrescere il senso di comunità, unione e rispetto per il prossimo”.

Attività di questo tipo sono molto importanti, sottolinea il MNBG-W, poiché vanno a tangibile supporto di una categoria, quella dei bambini e adolescenti, tra le più a rischio in un’area in cui è ancora forte il ricordo delle violenze di quel conflitto di fine Anni 90 che spinse il Consiglio di Sicurezza delle Nazione Unite, mediante la risoluzione n° 1244, a inviare una forza multinazionale in Kosovo al fine di far cessare gli scontri interetnici: il contingente KFOR (Kosovo Force), di cui l’Italia è sempre stata importante protagonista sin dall’origine dell’operazione nel 1999.

All’inaugurazione del nuovo parco giochi era presente il col Ruggero Cucchini, comandante del MNBG-W, unità multinazionale composta da italiani, sloveni, austriaci e moldavi, di competenza nella regione occidentale del Kosovo, e già comandante del 5° reggimento Alpini di Vipiteno, reparto che attualmente costituisce l’ossatura del contingente italiano in Kosovo, spiega il comunicato.

Il col Cucchini ha voluto sottolineare l’importanza di questo progetto dedicato ai bambini e ai giovani cittadini kosovari, poiché a loro è affidato l’importante compito di superare le diffidenze legate alla convivenza interetnica per garantire un miglior futuro a questo Paese.

Approfondimenti (fonte MNBG-W):

CIMIC

Il CIMIC è la branca militare composta da personale qualificato nel soccorso e nella ricostruzione di aree sconvolte da conflitti. CIMIC è l’acronimo che indica la Civil Military Cooperation, una funzione operativa che presiede all’interazione tra le forze militari e le componenti civili presenti nelle aree di crisi. Oggi giorno, la cooperazione con la componente civile presente nelle aree di crisi è indispensabile per il compimento della missione.

KFOR

KFOR, attualmente guidata dal Generale di Divisione Salvatore Cuoci, è la missione della NATO di maggior successo che vede le Forze Armate Italiane impegnate sin dal 1999. Ad oggi, all’operazione denominata “Joint Enterprise” partecipano circa 4.000 soldati di 28 Paesi differenti e il contingente italiano conta oltre 500 militari inquadrati in diverse unità multinazionali a guida italiana come il Multinational Battle Group West (MNBG-W), la Multinational Specialized Unit (MSU) dell’Arma dei Carabinieri, il Joint Regional Detachment – South East (JRD – SE) oltre che in numerosi incarichi di responsabilità presso il quartier generale di Priština/Prishtinë.

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Fonte e foto: MNBG-W KFOR

KFOR: il Ministro della Difesa on Trenta e il CaSMD gen Graziano in visita in Kosovo

Il Ministro della Difesa, on Elisabetta Trenta, e il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), gen Claudio Graziano, hanno fatto visita al contingente italiano in Kosovo nella giornata del 18 settembre, ha fatto sapere il Multinational Battle Group West (MNBG-W), inquadrato nella NATO Kosovo Force (KFOR), con un comunicato stampa di ieri, 19 settembre.

Il ministro Trenta, si apprende, è stata accolta dal Comandante di KFOR, Generale di Divisione Salvatore Cuoci, con il quale, nell’ambito di una riunione, ha discusso dell’attuale situazione del Paese e della Regione balcanica.

Subito dopo ha avuto modo di incontrare il Presidente del Kosovo, Hahim Thaci, e il Primo Ministro, Ramush Haradinaj: in occasione di queste visite alle più alte cariche istituzionali kosovare, il Ministro ha siglato un Memorandum of Understanding che sancisce una collaborazione tra Forze Armate Italiane e Forze di Sicurezza del Kosovo.

A conclusione della mattinata nella capitale, il ministro Trenta ha incontrato i militari italiani della base Camp Film City, sede del quartier generale di KFOR.

Dopo l’indirizzo di saluto del gen Cuoci, hanno preso la parola prima il Capo di Stato Maggiore della Difesa e successivamente il Ministro.

Nei loro discorsi, entrambi hanno sottolineato come l’impegno dei militari italiani sia internazionalmente riconosciuto e apprezzato e hanno ringraziato gli stessi per la professionalità e la dedizione con cui svolgono quotidianamente il loro lavoro dando lustro alle Forze Armate e all’Italia in un contesto multinazionale.

Nel pomeriggio il ministro Trenta, accompagnata dal gen Graziano, ha salutato il personale del MNBG-W, unità multinazionale a guida italiana composta da italiani, sloveni, austriaci e moldavi, di competenza nel settore occidentale del Kosovo, nella base Camp Villaggio Italia a Peć/Peja.

Il gen Graziano ha voluto ricordare l’impegno delle Forze Armate Italiane in teatro “sin dall’ingresso in Kosovo nel 1999, e tutta la strada che è stata percorsa da allora, perché grazie al vostro impegno questa zona come tante altre hanno una possibilità per il futuro”.

Anche il ministro Trenta ha evidenziato come l’operazione KFOR sia un importante elemento di stabilità per l’area balcanica, rivolgendo un “apprezzamento a tutti gli uomini e le donne del MNBG-W per il fondamentale contributo che danno quotidianamente al successo di questa missione: siate orgogliosi di questi risultati, siate orgogliosi di avere dalla vostra parte il cuore e le menti del popolo kosovaro, così come noi in Italia siamo orgogliosi di voi”.

Di seguito, la delegazione si è recata in visita presso il Monastero di Visoki Dečani: nei pressi di questo importante sito di culto ortodosso, dal 2004 Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, i militari del MNBG-W, comandati dal col Ruggero Cucchini, svolgono compiti di presidio continuativo.

Il ministro Trenta e il gen Graziano hanno quindi avuto un breve colloquio con l’abate Padre Sava Janjic, per poi far rientro a Priština/Prishtinë.

KFOR, attualmente guidata dal Generale di Divisione Salvatore Cuoci, è la missione della NATO di maggior successo che vede le Forze Armate Italiane impegnate sin dal 1999.

Ad oggi, ricorda il comunicato stampa di KFOR, all’operazione denominata “Joint Enterprise” partecipano circa 4.000 soldati di 28 Paesi differenti e il contingente italiano conta oltre 500 militari inquadrati in diverse unità multinazionali tutte a guida italiana come il Multinational Battle Group West (MNBG-W), la Multinational Specialized Unit (MSU) dell’Arma dei Carabinieri, il Joint Regional Detachment – South East (JRD – SE), oltre che in numerosi incarichi di responsabilità presso il quartier generale di Priština/Prishtinë.

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Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: il Cimic italiano effettua donazioni alla comunità RAE e ai Vigili del Fuoco

Sono state portate a termine recentemente “due importanti donazioni in favore dei cittadini kosovari da parte dei militari del 5° reggimento Alpini, attualmente impiegato in Kosovo all’interno dell’operazione KFOR”, ha fatto sapere con un comunciato stampa del 16 agosto il Multinational Battle Group-West (MNBG-W).

Il 14 agosto personale del CIMIC italiano ha donato diversi serbatoi da 1.500 litri per la raccolta di acqua potabile e per l’irrigazione in favore della comunità RAE (Rom, Ashkali ed Egiziani) – “una minoranza etnica composita presente in Kosovo”, ricorda il comunicato – di Nepolje/Nepole, che vive una condizione di particolare difficoltà per quanto concerne la disponibilità di acqua corrente, disagio accentuato dalla calura estiva.

Il 15 agosto sono stati invece donati alcuni computer e un proiettore in favore dei Vigili del Fuoco di Djakovica/Gjakova, al fine di poter attrezzare un’aula didattica che verrà utilizzata per l’addestramento e l’aggiornamento del personale del corpo.

Attività come queste ricadono pienamente nel mandato del CIMIC (Civil-Military Cooperation), tanto quelle mirate a un miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia delle istituzioni locali, quanto quelle di immediato supporto alla popolazione per il ripristino dei fabbisogni primari, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

KFOR: i Carabinieri della MSU addestrano alle attività SWAT la Polizia del Kosovo

I Carabinieri del Multinational Specialized Unit (MSU) schierati a Pristina, in Kosovo, hanno portato a termine i primi due moduli di quattro del progetto finanziato dall’ Unione Europea denominato “Further Support to Kosovo Institutions in their Fight Against Organised Crime, Corruption and Prevention of Violent Estremism”, in collaborazione con la Compagnia B&S Europe, a favore di 20 agenti delle squadre speciali della Kosovo Police (KP).

È lo stato maggiore della Difesa a renderlo noto con un comunicato stampa del 1° agosto.

Il primo modulo addestrativo, denominato “Swat Team and Close Protection”, si è svolto dall’11 al 29 giugno. L’attività addestrativa, strutturata su tre settimane di lezioni, è stata tenuta dai Carabinieri di una speciale squadra a contatto (SaC) composta da esperti in attività di scorte e Close Protection appositamente giunta dall’Italia, si apprende.

Lo scopo del corso è stato quello di favorire un elevato e specifico livello di formazione degli operatori di polizia kosovara, nel particolare ambito delle più delicate attività operative, proprie di uno Swat Team: la scorta, le irruzioni, le tecniche di tiro e la liberazione di ostaggi.

Gli operatori della KP, al termine del percorso addestrativo, hanno ricevuto gli attestati di frequenza dal Comandante del Reggimento MSU, col Marco Di Stefano, durante una breve cerimonia a cui hanno partecipato, tra gli altri, il COM KFOR, gen Salvatore Cuoci, e il Ministro dell’Interno del Kosovo, Bejtush Gashi.

I migliori cinque frequentatori, inoltre, sono stati nominati train the trainers nell’ottica di una formazione a cascata, meccanismo in grado di poter mantenere lo standard delle tecniche apprese e garantire l’autonomia e la continuità delle capacità, spiega la Difesa.

Questo addestramento si inserisce nel più ampio progetto volto a favorire lo sviluppo della KP in termini di procedure tattico-operative e di intervento in materia di ordine pubblico.

Il successivo modulo, denominato “Public Order Maintenance”, tenutosi dal 9 al 27 luglio, si è concentrato sul particolare ambito della gestione di un evento contro l’ordine e la sicurezza pubbliche.

Anche in questo caso, gli operatori della KP, al termine del modulo, hanno ricevuto gli attestati di frequenza dal Capo di Stato Maggiore del Reggimento MSU, ten col Stefano Lupi.

Alla cerimonia di consegna ha partecipato il Deputy Commander della missione KFOR, Brigadier General János Csombók.

A partire dal 2019, il ciclo formativo proseguirà con l’esecuzione dei restanti moduli, denominati “Training for Leadership” e “Training for specialized investigations and fight of extremism”.

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Fonte e foto: PI SMD

MNBG-W KFOR, avvicendamento a Villaggio Italia: via i Paracadutisti, arrivano gli Alpini

Nella mattinata del 14 giugno scorso, alla presenza del vice Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI), Generale di Divisione Aerea Nicola Lanza de Cristoforis, e del Comandante di KFOR, Generale di Divisione Salvatore Cuoci, ha avuto luogo l’avvicendamento al Comando del Multinational Battle Group West (MNBG-W) e del Contingente italiano dislocato presso la base di Villaggio Italia nell’ambito della missione KFOR.

Ne ha dato notizia lo stesso MNBG-W con un comunicato stampa.

Il contingente uscente, su base 185° reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore sotto il comando del col Ettore Gagliardi, è stato avvicendato dal contingente subentrante, su base 5° reggimento Alpini, comandato dal col Ruggero Cucchini.

Il passaggio della Bandiera della NATO, formale atto di cessione della responsabilità, è stato presieduto dal Comandante di KFOR, alla presenza di numerose autorità militari, civili, religiose.

Il gen Lanza de Cristoforis ha evidenziato l’importanza del contributo italiano nelle missioni internazionali, soffermandosi sui risultati raggiunti dai militari italiani, mentre il gen Cuoci ha sottolineato l’”Enduring Commitment” dimostrato dalle Forze impegnate nella missione in Kosovo, esprimendo sentite parole di compiacimento per la professionalità dimostrata dall’unità e per l’apprezzamento rivolto dalle istituzioni kosovare.

“Durante i sei mesi di mandato – si legge dal comunicato stampa – il contingente multinazionale, composto da circa 650 soldati provenienti da Italia, Slovenia, Austria e Moldavia, ha assicurato la libertà di movimento dei cittadini del Kosovo, garantendo un ambiente sicuro e protetto nel pluralismo delle etnie e delle confessioni religiose presenti sul territorio Balcanico”.

I militari dell’unità hanno operato con costante impegno, vigilando e proteggendo il Monastero di Decani in qualità di primi responsabili e realizzando progetti di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC), improntati al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.

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Fonte e foto: MNBG-W; PI SMD

 

Il CaSMD gen Graziano in Moldavia saluta il contingente in partenza per KFOR in Kosovo

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Claudio Graziano, in visita ufficiale nella Repubblica della Moldova lo scorso 8 giugno, è stato ricevuto a Chisinau dall’omologo moldavo, Generale Igor Cutie, e insieme hanno presenziato alla cerimonia per la partenza del contingente moldavo per la missione KFOR in Kosovo, dove sarà posto alle dipendenze del Multinational Battle Group West (MNBG-W) a guida italiana.

È lo stato maggiore della Difesa a darne notizia attraverso il sito web istituzionale.

Alla cerimonia, svolta presso la sede del Ministero della Difesa moldavo, erano anche presenti il Ministro della Difesa, Eugen Sturza, e l’ambasciatore italiano a Chisinau, Valeria Biagiotti.

L’Italia e la Moldavia condividono gli stessi orizzonti di sicurezza e contribuiscono, con lo sforzo e la professionalità degli uomini e delle donne in uniforme, a mantenere la stabilità dei Balcani occidentali che rappresenta un’importante priorità strategica”, così il generale Graziano nel saluto al nono contingente moldavo in partenza per la missione NATO-KFOR.

La Moldova è nel Programma PfP (Partnership for Peace) della NATO dal 1994 e nel dicembre 2017 è stato aperto a Chisinau il NATO Liaison Office per promuovere ulteriormente la cooperazione tra il Paese e l’Alleanza, ricorda lo stato maggiore della Difesa.

Allo stesso tempo, la Moldavia collabora con l’Unione Europea nella Politica Europea di Vicinato (PEV).

“Nella consapevolezza comune – ha aggiunto il Capo di Stato Maggiore- che nessun Paese, oggigiorno, può contrastare le mutevoli e imprevedibili sfide alla sicurezza da solo, la Moldavia, con gli impegni assunti finora, rappresenta la chiara e forte volontà di voler cooperare a livello internazionale e multilaterale, al fine di promuovere i legami con i Paesi dell’area euro-atlantica e condividerne la visione sulla sicurezza e difesa”.

A margine della cerimonia il Ministro della Difesa moldavo ha evidenziato le ottime relazioni che esistono nel settore militare tra Italia e Moldavia, in particolare evidenziando il reciproco impegno prestato nella missione KFOR, dove le forze moldave sono inquadrate nel Battle Group italiano.

Il gen Graziano è stato poi ricevuto, il giorno seguente, dal Ministro dell’Interno, Alexandru Jizdan, e dal Comandante dei Carabinieri moldavi, il colonnello Mihail Ciubaciuc.

Nel corso di questi colloqui sono stati evidenziati gli ottimi rapporti di amicizia e collaborazione tra i due Paesi anche nel settore dell’ordine e la sicurezza pubblica, sottolinea lo stato maggiore della Difesa.

“Infatti – si legge dal sito web della Difesa –  le Truppe dei Carabinieri sono state istituite nel 1991 dal Ministero dell’Interno moldavo ispirandosi proprio al modello dell’Arma dei Carabinieri, che ha rappresentato – e tutt’ora rappresenta – un solido riferimento, tanto da riprenderne anche la denominazione”.

Dipendono dal Ministero dell’Interno, sotto cui coesistono unitamente alla Polizia Nazionale, con competenze nei settori del mantenimento dell’ordine pubblico e di primo intervento in caso di attacchi terroristici.

In seguito a successivi accordi tra l’Arma e i Carabinieri moldavi, le Forze Armate Italiane distaccano in Moldavia un proprio ufficiale superiore dei Carabinieri con funzioni di advisor.

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Fonte e foto: PI SMD

MNBG-W, KFOR: con la Western Blizzard testate le capacità di risposta a escalation di violenza

Si è conclusa ieri, 31 maggio, una complessa esercitazione volta a sperimentare le capacità di risposta del Multinational Battle Group West (MNBG-W) a possibili crisi nel settore occidentale del Kosovo, ha fatto sapere lo stesso MNBG-W con un comunicato stampa del 31 maggio.

L’esercitazione, denominata Western Blizzard, ha avuto come obiettivo il testare la capacità di reazione rapida delle Forze del MNBG-W in risposta a una escalation della violenza provocata dall’avvicinamento di una folla ostile in prossimità di un’area particolarmente sensibile, con il successivo rinforzo a cura della Compagnia Ungherese del Battaglione di Riserva Tattica (KTR BN – Kosovo Tactical Reserve Battalion) di KFOR.

Lo staff del MNBG-W, dopo aver ricreato un’Unità di crisi, ha potuto valutare la capacità decisionale verificando i tempi di reazione in base al mutamento dello scenario, spiega in dettaglio il comunicato.

Tra le capacità espresse, particolare attenzione è stata rivolta al controllo della folla (crowd and riot control – C.R.C.), tramite l’impiego di equipaggiamento tattico specialistico, allo sgombero di blocchi stradali improvvisati e agli interventi di soccorso medico a mezzo elicottero (Medical Evacuation – MEDEVAC).

L’attività ha rappresentato un’importante occasione di valutazione e confronto tra componenti multinazionali.

Il MNBG-W a guida italiana, su base 185° reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore, secondo quanto stabilito dalla risoluzione delle Nazioni Unite 1244, “assicura la libertà di movimento dei cittadini del Kosovo, garantendo un ambiente sicuro e protetto nel pluralismo delle etnie e delle confessioni religiose presenti sul territorio Balcanico”, sottolinea il comunicato stampa.

I militari italiani, sloveni, austriaci e moldavi che compongono l’unità operano con costante impegno (Enduring Commitment), vigilando e proteggendo il Monastero di Decani in qualità di first responder (primo responsabile) e realizzando progetti CIMIC (Cooperazione Civile e Militare), improntati al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.

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Fonte e foto: MNBG-W