Nato

CaSMD: il gen Graziano a Bruxelles ai Comitati militari di UE e NATO

“Si sono svolte in questi giorni a Bruxelles, in sequenza, la riunione del Comitato Militare dell’Unione Europea e, successivamente, quella del Comitato Militare dell’Alleanza Atlantica, a cui ha preso parte il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, fa sapere oggi, 17 maggio, con un comunicato stampa lo stato maggiore della Difesa.

Il Comitato Militare dell’UE ha tenuto la sua prima sessione del 2018 alla presenza di tutti i Capi di Stato Maggiore della Difesa europei.

Il Generale Graziano assumerà, a partire da novembre prossimo, l’incarico di Presidente proprio di questo consesso militare (link articolo in calce).

Tra i principali argomenti affrontati, particolare importanza hanno avuto la cooperazione UE-NATO, nonché le operazioni e le missioni addestrative dell’UE, spiega il comunicato. Ad aprire i lavori sono stati l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, e l’attuale Presidente del Comitato militare dell’UE, il Generale Michail Kostarakos.

Proprio il Generale Kostarakos, sottolinea la Difesa, al termine della giornata di lavori, alla presenza di tutti i Capi di Stato Maggiore della Difesa dei ventotto Paesi membri, ha insignito l’Ammiraglio della Marina Militare italiana Fabio Gregori della medaglia per “Meriti Straordinari in servizio”.

L’alto ufficiale italiano ha infatti espletato l’incarico di Comandante della Operazione Atalanta, la cui missione è quella di contrastare la pirateria nell’Oceano Indiano, a largo del Corno d’Africa.

Il Comitato militare della NATO si è svolto, invece, nella nuova sede del Quartier Generale dell’Alleanza Atlantica, inaugurata pochi giorni fa. Presieduto dal Presidente, Generale Petr Pavel, l’alto consesso militare ha preso in esame alcuni dei temi di maggiore rilevanza relativi all’impegno internazionale della NATO, quali le minacce provenienti dal fianco sud dell’area mediterranea, la missione di addestramento e di capacity building in Iraq, la funzione di deterrenza e difesa, oltre ai rapporti e alla cooperazione tra la NATO e l’UE.

Soprattutto quest’ultimo argomento ha avuto la preminenza nei lavori, testimoniata anche dal fatto che, in via eccezionale, ad alcune sessioni è stato invitato a partecipare anche il Presidente del Comitato militare dell’UE, il Generale Mikhail Kostarakos, spiega la Difesa.

Presenti in sala anche il Vicesegretario Generale della NATO, Rose Gottemoeller, il Comandante Supremo delle forze NATO in Europa (SACEUR), il Generale Curtis Scaparrotti, e il Comandante Supremo Alleato per la Trasformazione (SACT), il Generale Denis Mercier.

A margine dei lavori, il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha avuto anche l’occasione di fare visita all’Ambasciatore d’Italia presso la NATO, dott Claudio Bisogniero, con cui ha potuto scambiare alcune considerazioni sul futuro delle intese e accordi militari tra l’Alleanza e l’Unione Europea. È poi seguito l’incontro con il Comandante del Battle Group a guida canadese, schierato in Lettonia come Enhanced Forward Presence, a cui le nostre Forze Armate contribuiscono con una compagnia di Fanteria.

I lavori di Bruxelles sono stati inoltre un’opportunità per il Generale Graziano di effettuare alcuni incontri bilaterali con i suoi omologhi, tanto dei paesi membri della NATO quanto dell’UE, per affrontare tematiche di comune interesse.

“Di fronte alle nuove sfide alla sicurezza, alla loro complessità e caratteristiche, è necessaria – ha affermato il Capo di Stato Maggiore – la consapevolezza di dovervi fare fronte con un approccio globale e inclusivo. Nessun paese, infatti, sarà mai in grado di affrontare da solo le crisi e la loro imprevedibilità. Solo grazie al forte senso di appartenenza e solidarietà reciproca tra i Paesi della NATO e dell’Unione Europea si potranno contrastare e affrontare efficacemente tali sfide”.

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Fonte e foto: PI SMD

TAAC-W, RS: un assalto ai seggi elettorali per esercitare le capacità C3 delle forze afgane in vista delle prossime elezioni politiche

“Con l’irruzione delle forze di sicurezza afgane all’interno di un ipotetico seggio elettorale, la liberazione degli ostaggi tenuti dai terroristi e la messa in sicurezza dell’area, si è conclusa l’esercitazione recentemente organizzata dal contingente italiano, su base brigata Sassari, in vista delle prossime elezioni politiche in Afghanistan, fa sapere con un comunicato stampa di ieri, 8 maggio, il Train Advise Assist Command West (TAAC-W) operante nell’ambito della missione Resolute Support (RS) nell’Afghanistan occidentale.

L’attività addestrativa, che ha coinvolto circa 400 militari e poliziotti locali, assistiti dagli istruttori italiani, ha testato le capacità di Comando, Controllo e Comunicazione (C3) dell’Operation Coordination Centre Regional (OCCR), ovvero la sala operativa che gestirà tutte le forze sul campo deputate a garantire la sicurezza nelle giornate elettorali in tutta la regione ovest dell’Afghanistan.

Lo scenario dell’esercitazione, si apprende dal TAAC-W e dal sito web dello stato maggiore della Difesa, contemplava l’assalto a tre seggi elettorali, due maschili e uno femminile, e il sequestro di alcuni elettori per scoraggiare i votanti e boicottare così le stesse elezioni.

L’intervento di unità dell’Esercito e di quattro squadre delle forze speciali della polizia, nonché di un team EOD e degli assetti sanitari, tutti afgani, hanno mostrato l’elevato livello di professionalità raggiunto nell’applicazione delle procedure tecnico-tattiche per la messa in sicurezza dell’intera area, l’irruzione negli edifici e la liberazione degli ostaggi.

“L’esercitazione, nata dalla volontà degli advisor italiani, replica con livelli di complessità crescente un’analoga attività svolta, per la prima volta nell’intero paese, a marzo scorso, con lo scopo di rendere il centro di coordinamento regionale e quelli provinciali pienamente competenti nell’applicazione delle procedure di comando e controllo e capaci di garantire, autonomamente, la sicurezza durante la libera espressione di voto del popolo afgano”, spiega il TAAC-W.

Le forze di sicurezza della regione ovest, sottolinea il comunicato stampa, stanno capitalizzando le attività di Train Advise and Assist (TAA) fornite dai militari del contingente italiano, dimostrando di essere all’altezza di poter pianificare e condurre azioni in autonomia, garantendo elevati livelli di sicurezza in tutte le circostanze in cui sono chiamate a operare.

Scopo principale della missione Resolute Support è quello di addestrare, assistere e consigliare le Forze di Sicurezza afgane per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.

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Fonte e foto: TAAC-W RS; PI SMD

Joint Stars 2018: scenario con minacce cyber e CBRN per l’esercitazione interforze di SMD e COI al via oggi

Inizia oggi, 7 maggio, la fase attiva dell’esercitazione interforze Joint Stars 2018, ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa (SMD) lo scorso 3 maggio con riferimento all’attività addestrativa di maggiore rilevanza nazionale pianificata, organizzata e gestita direttamente da SMD per il tramite del proprio braccio operativo, cioè il Comando Operativo di Vertice Interforze (COI).

Articolata in due parti, la Joint Stars permette, in questa prima fase, di federare le concomitanti esercitazioni Golden Wings dell’Esercito Italiano, Mare Aperto della Marina Militare e Vega 18 dell’Aeronautica Militare, nonché, sulla base dell’esigenza di ricercare una sempre più marcata interoperabilità a livello multinazionale, l’esercitazione Ramstein Guard 6-2018 condotta dalla NATO.

La Joint Stars 2018 interesserà vari territori nonché spazi aerei e marittimi italiani. In particolare, si apprende, la prima fase, dal 7 al 18 maggio, insisterà sulle aree addestrative della Sardegna, attraverso lo schieramento reale di unità e mezzi, con lo scopo principale di verificare e valutare la capacità expeditionary di un contingente interforze in un ipotetico scenario di crisi internazionale.

Diversamente dalle precedenti edizioni, l’esercitazione di quest’anno presenterà, per i Comandi e le unità in addestramento, ulteriori difficoltà, perché lo scenario d’impiego prevede la simulazione d’intervento in un ambiente caratterizzato da minacce cibernetiche e da quelle chimico-biologiche e radioattive (CBRN).

Inoltre, tenuto conto che la Difesa italiana è responsabile, per tutto il 2018, della gestione della NATO Response Force (NRF, link articoli qui e in calce), saranno testate anche le capacità delle unità militari italiane inserite nella NATO Very High Readiness Joint Task Force (VJTF, link articoli qui e in calce), cioè la forza di intervento rapido dell’Alleanza Atlantica, vera e propria punta di lancia della struttura NATO di risposta alle crisi internazionali.

“Da sempre le Forze Armate accompagnano, poi, le proprie attività addestrative a una particolare attenzione verso l’ambiente, sottolinea SMD.

La Joint Stars sarà quindi un ulteriore banco di prova anche per questo specifico aspetto, ancor più importante alla luce del recepimento delle più recenti novità legislative proprio in materia di tutela ambientale.

Da sottolineare, infine, che lo sviluppo di attività addestrative di tale tipologia consente, grazie all’effettuazione contemporanea e coordinata di esercitazioni che coinvolgono assetti tratti da tutte le Forze Armate, di ottimizzare l’impiego delle aree addestrative, concentrando nel tempo e nello spazio le attività stesse e, pertanto, riducendo sensibilmente l’impatto sui territori e sulle popolazioni locali.

“In sintesi – conclude il comunicato stampa di SMD – la Joint Stars si pone come una preziosa opportunità per conseguire, attraverso l’addestramento congiunto di Esercito Italiano, Marina Militare e Aeronautica Militare, sinergie ed economie, nonché per condividere risorse e massimizzare l’interoperabilità in ambito Difesa, affinando le capacità d’intervento con un’impronta sempre più marcatamente interforze“.

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Fonte e foto: PI SMD

TAAC-W (RS): la roccaforte talebana di Shewan di nuovo in mano alle forze afgane grazie ai militari italiani

Si è da poco concluso l’Expeditionary Advisor Package (EAP) dei militari del contingente italiano, su base brigata Sassari, condotta a Farah dal 2 al 19 aprile, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 27 aprile il Train Advise and Assistance Command – West (TAAC-W), che a Herat opera nell’ambito della missione a guida NATO Resolute Support (RS).

Il recente EAP ha assistito le Forze di Sicurezza afgane, come da sua caratteristica “a domicilio”, durante le fasi di pianificazione e di condotta delle operazioni, che hanno portato al controllo totale della storica roccaforte talebana di Shewan e alla messa in sicurezza degli abitanti.

“In nessuna delle fasi i militari italiani sono stati impiegati in attività cinetiche”, specifica il comunicato stampa del TAAC-W.

I circa 400 istruttori, compresa una aliquota statunitense, schierati nella ex base italiana di Farah a 200 km a sud di Herat, sede del contingente nazionale in Afghanistan, hanno messo a disposizione le proprie conoscenze per guidare al successo i circa 1.300 militari delle Forze di Sicurezza afgane “che a vario titolo hanno condotto, autonomamente, le operazioni militari sul terreno e per via aerea”, spiega il TAAC-W.

L’intervento delle Forze Armate Afgane, assistite dai militari italiani, è nato sulla base delle richieste di supporto espresse dalle autorità governative locali con l’ambizioso intento di allontanare le sacche di insorti presenti nell’area di Farah.

Questi ultimi, recentemente, con azioni limitate ma di grande risonanza mediatica, avevano intimorito la popolazione civile che, pertanto, rivendicava maggiori condizioni di sicurezza.

L’azione si rendeva inoltre necessaria per creare il clima di sicurezza indispensabile al fine di garantire la registrazione degli elettori alle liste degli aventi diritto e la loro libera espressione di voto durante le elezioni politiche programmate per il prossimo autunno.

Fondamentali per il raggiungimento del successo sono stati i costanti incontri organizzati dai militari italiani con tutte le autorità civili e militari locali, e in particolar modo con i capi villaggio e gli ulema, avvenuti sia preventivamente alle operazioni che durante lo svolgimento delle stesse, creando il giusto clima di collaborazione tra tutti i principali attori nel conseguire un così importante risultato.

Grande apprezzamento per gli esiti delle operazioni è stato inoltre espresso in più occasioni dal Comandante della missione NATO in Afghanistan, il generale statunitense John W.Nicholson, e dai suoi collaboratori del comando Resolute Support di Kabul, che in diverse occasioni hanno raggiunto la base di Farah e hanno preso parte alle shure con le autorità locali, riscontrando in prima persona l’efficacia delle azioni condotte sul terreno.

Anche il governatore della provincia di Farah, Abdul Bazir Salanghi, ha esteso il senso di gratitudine della sua popolazione per il costante supporto ricevuto dai militari italiani.

“Oggi, grazie ad anni di addestramento e assistenza, – sottolinea il comunicato del TAAC-W – il popolo afgano può beneficiare di Esercito e Polizia locali addestrati, equipaggiati e pronti a garantire, con sempre maggiore autonomia, la sicurezza per il proprio paese”.

Il lavoro degli advisor italiani svolto durante l’EAP si sviluppa nell’ambito della missione RS con il compito principale di addestrare, consigliare e assistere le forze di sicurezza locali, per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.

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Fonte e foto: TAAC-W, SMD

CESIVA: il 5° Alpini conclude la Orione 2018/1 in vista dell’impiego in Kosovo

Dopo due settimane di intenso addestramento, il 18 aprile scorso, nel Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (CESIVA) di Civitavecchia, il 5° reggimento Alpini di Vipiteno, Bolzano, ha concluso la Command Post Exercise (CPX) e Computer Assisted Exercise (CAX) “Orione 1/2018”, ha fatto sapere con un comunicato stampa lo stesso CESIVA.

L’esercitazione del 5° reggimento Alpini, di prossimo impiego in Kosovo nel contesto della forza internazionale di peacekeeping KFOR (Kosovo Force) della NATO, è stata finalizzata alla verifica delle capacità operative dei Posti Comando, spiega il CESIVA, attraverso la valutazione delle capacità di pianificazione e produzione di ordini, del monitoraggio della situazione e dell’aggiornamento delle Common Operational Pictures (COP), della gestione delle informazioni e delle emergenze e dell’emanazione degli ordini. 

In Kosovo l’unità alpina avrà il compito di sostenere, di concerto con le truppe moldave, austriache e slovene, le istituzioni locali e garantire una pacifica e sicura convivenza della popolazione a prescindere dell’etnia di appartenenza.

Il CESIVA dell’Esercito costituisce il principale riferimento della Forza Armata per l’applicazione della simulazione addestrativa, nell’approntamento dei posti comando, degli staff e delle unità destinate all’impiego fuori del territorio nazionale.

L’attività del CESIVA, infatti, è focalizzata soprattutto sull’organizzazione di esercitazioni volte ad attestare il raggiungimento delle capacità operative individuate come fondamentali per l’assolvimento della missione, utilizzando sistemi informatici tecnologicamente avanzati di simulazione e di comando e controllo, e avvalendosi della collaborazione di esperti di settore e di personale già impiegato nel teatro operativo di riferimento.

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Fonte e foto: CESIVA

MNBG-W, KFOR: primo Interagency NGOs Meeting, focus su discriminazione femminile e gender

Primo “Interagency NGOs Meeting” a Villaggio Italia, nell’ovest del Kosovo, dedicato a incrementare la conoscenza reciproca delle capacità e il livello di cooperazione tra le Unità di KFOR e le Organizzazioni Non Governative (NGOs) presenti sul territorio kosovaro.

L’attività – che si è svolta il 4 aprile scorso nella sede del Multinational Battle Group West (MNBG-W), dove il contingente italiano su base 185° reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore, alla guida del col Ettore Gagliardi, opera nell’ambito della missione NATO KFOR – ha avuto per oggetto la possibilità di esplorare soluzioni comuni, da differenti prospettive, nell’ambio della cooperazione civile-militare per il sostegno condiviso alle istituzioni locali, spiega lo stesso MNBG-W con un comunicato stampa del 4 aprile.

Il Comandante del MNBG-W, col Gagliardi, ha chiesto alle NGOs di illustrare la propria missione e gli obiettivi prefissati.

Il MNBG-W, in concorso con il Comando di KFOR, ha mostrato da parte sua i progetti in corso e futuri nel settore della sanità e dell’istruzione, con particolare enfasi ai temi riferiti alla discriminazione femminile a alle prospettive di genere.

L’incontro si è concluso con la visita al Role – 1 (struttura sanitaria militare) della base, dove lo staff medico ha evidenziato le potenzialità esprimibili in favore della popolazione locale attraverso l’utilizzo degli assetti sanitari militari.

Il MNBG-W a guida italiana, su base 185° reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore, secondo quanto stabilito dalla Risoluzione delle Nazioni Unite 1244 assicura la libertà di movimento dei cittadini del Kosovo, garantendo un ambiente sicuro e protetto.

Nell’ottica dello sviluppo delle Istituzioni locali, attraverso fondi della Difesa Italiana, vengono promossi progetti CIMIC (Cooperazione Civile e Militare) per il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione principalmente nel settore della sanità e dell’istruzione, conclude il comunicato stampa del MNBG-W.

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Fonte e foto: MNBG-W KFOR

Esercito: a Pasqua circa 11mila militari impegnati al servizio della collettività dentro e fuori l’Italia

“Anche durante le festività Pasquali gli uomini e le donne dell’Esercito sono al lavoro su tutto il territorio italiano nelle piazze delle maggiori città italiane”, ha ricordato con un comunicato stampa del 1° aprile lo stato maggiore dell’Esercito.

In particolare, fa sapere l’Esercito, sono 7mila i militari impegnati costantemente all’interno dei confini nazionali nel presidiare il territorio e le principali aree metropolitane con l’operazione Strade Sicure, in concorso alle forze dell’ordine.

Mentre sono circa 4mila i militari schierati all’estero nell’ambito di missioni internazionali a guida NATO, ONU o Unione Europea, con compiti di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione delle aree più martoriate del mondo, sino all’addestramento delle forze di sicurezza locali, ovvero la gamma di attività definita Security Force Assistance (SFA).

“L’Esercito, con 4.000 soldati – ricorda il comunicato stampa – continua anche in questi giorni il suo impegno in 15 Paesi esteri, per contribuire alla sicurezza. Fuori dai confini nazionali, sono il Libano, l’Afghanistan e l’Iraq i teatri operativi dove è più consistente la presenza dei militari italiani, ma non meno importante è la presenza in Somalia e Mali, dove i nostri soldati addestrano le forze di sicurezza locali, e il Kosovo, dove, peraltro, l’Italia dal 2013 detiene la leadership della missione Nato-Kfor”.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), gen Salvatore Farina, nell’incontrare gli uomini e le donne che concorrono a garantire la sicurezza a Venezia nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, ha voluto esprimere gratitudine a tutto personale dell’Esercito con queste parole: “Il vostro continuo impegno e la vostra presenza nei punti sensibili del territorio nazionale contribuiscono a rafforzare la sicurezza per tutti i nostri concittadini. Per questo, ringrazio voi e le vostre famiglie per l’insostituibile sostegno morale e materiale che dimostrano condividendo le scelte, talvolta impegnative e difficili, oggi più che in altri giorni dovendo rinunciare a trascorrere la Pasqua con i propri congiunti”.

Dal 1° gennaio 2018 a oggi, l’Esercito ha consentito l’identificazione di circa 57.000 persone, 170 delle quali poste in stato di fermo, oltre 200 denunciate; 13.840 veicoli controllati, con 14 sequestri di armi e 152 di veicoli, fa sapere in dettaglio il comunicato della Forza Armata.

“Cospicuo il sequestro di sostanze stupefacenti e oggetti contraffatti”, spiega il comunicato stampa, che così conclude: “Un impegno dinamico e a 360 gradi quello dell’Esercito, che evidenzia una spiccata valenza duale, nell’ottica di dotare lo Strumento Militare Terrestre sia di avanzate capacità di combattimento delle unità sul terreno, sia di poter intervenire tempestivamente, in Patria o all’estero, in situazioni di emergenza o di pubblica utilità: tra queste, solo lo scorso anno, circa 3.000 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici e 14 campagne antincendio effettuate con velivoli dell’Aviazione dell’Esercito”.

Fonte e foto: PI SME

CESIVA: il gen D’Alessandro ha assunto il comando del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito

Ha avuto luogo ieri, lunedì 26 marzo, la cerimonia di assunzione del comando del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (CESIVA) da parte del generale di divisione Roberto D’Alessandro, ha fatto sapere con un comunicato stampa lo stesso CESIVA.

La cerimonia di avvicendamento ha avuto luogo nella sede del Centro, a Civitavecchia, alla presenza del Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (COMFORDOT), gen Pietro Serino, e di tutto il personale militare e civile del CESIVA.

Il gen D’Alessandro assume l’incarico dopo un breve periodo in cui la carica di Comandante del Centro è stata ricoperta ad interim dal generale di brigata Manlio Scopigno.

Il nuovo comandante giunge al CESIVA dopo aver lasciato la sede di Innsworth, dove ha ricoperto per più di tre anni le funzioni di Vice Comandante dell’Allied Rapid Reaction Corps UK (ARRC UK), il Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO a guida britannica.

Il CESIVA di Civitavecchia costituisce il principale riferimento dell’Esercito per l’applicazione della simulazione addestrativa nell’approntamento dei posti comando, degli staff e delle unità destinate all’impiego fuori del territorio nazionale.

L’attività del Centro è focalizzata soprattutto sull’organizzazione di esercitazioni volte ad attestare il raggiungimento delle capacità operative individuate come “fondamentali” per l’assolvimento della missione, utilizzando sistemi informatici tecnologicamente avanzati.

Al CESIVA è stata anche assegnata la responsabilità di sperimentare i sistemi integrati per l’addestramento terrestre, di simulazione e di comando e controllo, in funzione dell’ammodernamento di settore, nonché i sistemi per la digitalizzazione delle piattaforme operative dell’Esercito, nel contesto del più ampio programma della Difesa denominato “Forza NEC” (Network Enabled Capability).

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Fonte e foto: CESIVA

 

Difesa: esercitazione Stephan ROLE1+ NATO alla Scuola di Sanità e Veterinaria, VIP-Day con l’NDC

Si è svolta nella Scuola di Sanità e Veterinaria Militare di Roma l’esercitazione “Stephan”, con il VIP day gestito in collaborazione con il NATO Defence College (NDC), ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa del 22 marzo scorso.

Nel dettaglio, si apprende, la Scuola di Sanità ha svolto dal 19 al 23 marzo, in collaborazione con il Centro di eccellenza di medicina militare (Med Mil CoE) di Budapest, la terza edizione italiana del Corso “Medeval” presso la Caserma Artale della Cecchignola in favore di 25 allievi provenienti da 14 nazioni, con cinque posizioni riservate alle Forze Armate Italiane.

L’esercitazione “Stephan” ha visto l’impiego di circa un centinaio di militari, tra operatori sanitari e frequentatori del corso “Medeval”, intervenuti come training audience, della cellula evacuazione feriti, componente sanitaria del Joint Operational Command (JOC).

Tale componente sviluppa il coordinamento e la gestione delle evacuazioni sanitarie nei vari teatri operativi, ovvero un Rapid Deployable Outbreak Investigation Team (RDOIT), squadra di esperti sanitari (principalmente epidemiologi, igienisti e veterinari) capaci di schierarsi rapidamente per investigare sulle possibili cause di un deterioramento improvviso delle condizioni sanitarie di un contingente; un sistema di ambulanze e una struttura Role1+, ovvero una struttura sanitaria da campo.

Il Role1+ è stato fornito e rischierato all’interno della sede della Scuola di Sanità dalla NATO Standardization and Procurement Agency (NSPA) di Taranto sotto l’egida del Supreme Allied Commander Europe (SACEUR).

Il Multinational Medical Joint Training Center (M2JTC), a guida italiana, è stato recentemente realizzato presso la Scuola di Sanità nell’ambito del progetto Multinational Medic Modular Unit (M3U) della European Defence Agency (EDA), spiega la Difesa, e ha conseguito la piena capacità operativa nel settembre dello scorso anno in Germania nel corso della esercitazione NATO Vigorous Warrior 17 (link articolo qui e in calce).

L’esercitazione “Stephan” è stata dunque occasione per svolgere le attività pratiche finalizzate al corso “Medeval” e per lo sviluppo dei documenti operativi procedurali e gestionali del Role1+ NATO secondo le direttive impartite dal Medical Advisor del Supreme Allied Commander Europe (SACEUR).

A termine esercitazione è stata certificata, secondo la dottrina della NATO, la proiettabilità della struttura nei teatri operativi.

Grazie a tale sinergia di eventi, l’esercitazione NATO si è sviluppata in un ambiente interforze e interoperabile (joint and combined).

I frequentatori del corso “Medeval” hanno partecipato con entusiasmo all’importante momento formativo caratterizzato da una serie di attività sanitarie simulate, spiega la Difesa, e hanno potuto apprezzare in remoto, mediante telecamere, il sistema di monitoraggio delle attivazioni oggetto di valutazione.

Tale sistema di monitoraggio, sviluppato dall’M2JTC, consente di ampliare le potenzialità di training e di validazione realizzando economie sui costi di gestione con un controllo continuo, prolungato e in remoto. Il sistema era in collegamento real time anche con il NATO Defence College (NDC), da dove i visitatori hanno potuto assistere alle attività senza che la loro presenza fisica interferisse con le operazioni, specifica il comunicato stampa.

“Il notevole impegno organizzativo assunto e la concentrazione di risorse operative, tesi a garantire il funzionamento di una struttura sanitaria proiettabile in operazioni all’estero in ambienti ostili o non permissivi, dimostra quanto sia la NATO che le Forze Armate italiane siano particolarmente attente alle misure di prevenzione e di cura per la tutela dell’integrità sanitaria di tutto il personale militare”, conclude la Difesa.

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Difesa: Aeronautica da record, responsabile della difesa aerea di 6 paesi NATO in contemporanea

Nel quadro delle attività di difesa aerea degli spazi euro-atlantici, l’Aeronautica Militare ha segnato, nella giornata del 20 febbraio scorso, un primato senza precedenti, fa sapere lo stato maggiore della Difesa, vigilando in contemporanea sui cieli italiani, della Slovenia, dell’Albania e delle tre Repubbliche baltiche.

Un record di tutto rispetto all’interno della NATO, avendo avuto la responsabilità di garantire e integrare la difesa aerea di ben 6 Paesi NATO contemporaneamente.

Infatti, oltre allo spazio aereo nazionale, i jet dell’Aeronautica garantiscono in permanenza la sicurezza dei cieli della Slovenia. A questo, si aggiunge la responsabilità, a rotazione con l’Aeronautica greca, della difesa aerea dell’Albania, spiega la Difesa nel suo comunicato stampa.

Inoltre, nel quadro delle NATO Assurance Mesasures decise al summit di Varsavia del 2016, l’Aeronautica italiana partecipa all’Air Policing Force offering a favore di quei Paesi NATO che necessitano di un’integrazione delle proprie capacità di difesa aerea.

In tal senso, da gennaio di quest’anno, quattro velivoli dell’AM sono schierati in Estonia, con l’operazione denominata “Enhanced Air Policing North – Baltic Eagle”, e, nella giornata del 20 febbraio, hanno avuto competenza anche per le attività di difesa delle altre due Repubbliche baltiche, Lettonia e Lituania.

Questo ha portato, quindi, al totale di 6 Paesi NATO, la cui difesa aerea è stata assicurata da un singolo Paese dell’Alleanza, l’Italia.

Si tratta di un vero primato, che si aggiunge a un altro traguardo tutto italiano, ricorda la Difesa, cioè quello di essere l’unico Paese della NATO ad aver assicurato il dispositivo di Difesa dello spazio aereo ad interim dei quattro Air Policing: Slovenia, Albania, Islanda e Repubbliche Baltiche.

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