Nato

Interagency Effort 2019: esercitazione CBRN per il 7° rgt Cremona con Alpini, AVES, Vigili del Fuoco e Croce Rossa Militare

Nei giorni scorsi nell’area addestrativa del poligono di Santa Severa, in provincia di Roma, e in altre aree addestrative limitrofe, il 7° reggimento difesa CBRN Cremona, unità specialistica dell’Esercito nel settore della difesa chimico, biologico, radiologico e nucleare, ha guidato l’esercitazione “Interagency Effort 2019”, si apprende dallo stesso Reggimento.

L’attività esercitativa ha avuto l’obiettivo di schierare sul campo un Posto Comando del livello reggimento, secondo quanto previsto dai requirement dettati dalla NATO per la componente specialistica a elevata prontezza denominata Combined Joint CBRND Task Force, che ha coordinato gli atti tattici condotti dalle compagnie CBRN dipendenti in scenari diversificati e complessi e secondo procedure già validate in ambito Alleanza Atlantica.

“Contestualmente, secondo la peculiare logica del dual use, l’attività ha permesso di approfondire la risposta interagenzia del reggimento in supporto delle diverse componenti di Difesa Civile deputate a far fronte a eventuali eventi CBRN sul territorio nazionale”, si legge dal comunicato stampa del Reggimento.

Le diversificate attivazioni simulate nel corso dell’esercitazione, si apprende, hanno visto porre in essere sul terreno attività congiunte con le unità NBCR dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Roma, che hanno permesso di facilitare l’interazione, verificare l’interoperabilità di materiali ed equipaggiamenti e affinare tecniche e procedure d’intervento congiunte, proseguendo la collaborazione avviata da tempo nell’ambito delle predisposizioni interministeriali volte a fronteggiare la specifica minaccia.

In concorso e alle dipendenze del Posto Comando del 7° rgt difesa CBRN sono stati schierati un plotone fucilieri e una squadra di soccorso del 9° reggimento Alpini che, congiuntamente con assetti del 7°, hanno condotto attività di ricognizione, decontaminazione ed evacuazione di un ferito; coinvolto nell’esercitazione anche un equipaggio AB412 dall’AVES, che ha consentito il trasporto in alto bio-contenimento di una persona contaminata e in seguito stabilizzata da personale del Corpo Militare della Croce Rossa. Nella Interagency Effort 2019 anche assetti satellitari dell’11° reggimento Trasmissioni, fondamentali nello stabilire i collegamenti con le unità dislocate nelle diverse zone di esercitazione.

L’obiettivo di rispondere efficacemente in ogni situazione di intervento e di incrementare l’interoperabilità tra le varie componenti è stato raggiunto.

Mercoledì’11 settembre, nell’area addestrativa di Santa Severa, alla presenza del Comandante delle Forze Operative Terrestri di Supporto (COMFOTER SPT), Gen. C.A. Giuseppenicola Tota, di rappresentanti del Ministero dell’Interno, del Ministero della Salute e del mondo accademico, è stata condotta una dimostrazione relativa a un intervento in un deposito clandestino di sostanze chimiche, che ha visto operare le componenti NBCR dei Vigili del Fuoco in attività di soccorso e messa in sicurezza del personale coinvolto, in sinergia con gli assetti dell’unità specialistica dell’Esercito che ha schierato squadre SIBCRA (Sampling Identification Biological Chemical Radiological Agents), veicoli blindati da ricognizione CBRN, laboratori CBRN mobili campali e una stazione di decontaminazione approfondita di grande capacità.

Il gen Tota ha auspicato “che in futuro esercitazioni come questa possano essere organizzate in quello che dovrebbe essere lo scenario reale, all’ interno di un contesto urbano”. E ha dichiarato: “Sarebbe un modo per farsi conoscere, per far vedere che ci addestriamo e lavoriamo per il bene di tutti e per rafforzare il consenso.”

Il 7° reggimento difesa CBRN Cremona è l’unità specializzata dell’Esercito, dotata di mezzi, equipaggiamenti e strumentazioni peculiari per la condotta di attività tecnico-specialistiche CBRN.

“Le capacità di cui dispone, validate anche in ambito NATO, sono costantemente impiegate in tutte le operazioni che vedono la partecipazione delle Forze Armate e possono trovare riscontro anche in ambito istituzionale in specifiche attività tecnico operative (rivelazione CBRN, identificazione e decontaminazione) svolte sul territorio nazionale in supporto agli organismi/enti della difesa civile deputati”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: 7° rgt Difesa CBRN Cremona

RC-W KFOR: esercitazione Tangled Eel in caso di escalation di tumulti

“Si è svolta nei giorni scorsi nella missione in Kosovo l’esercitazione Tangled Eel, condotta dagli assetti del Regional Command West (RC-W) allo scopo di perfezionare l’interoperabilità tra gli assetti forniti dai vari paesi che contribuiscono alla missione in Kosovo Joint Enterprise”, fa sapere lo stesso RC-W con un comunicato stampa odierno.

L’RC-W, ricorda il comunicato, è il comando multinazionale a guida italiana da cui dipendono sia unità di manovra, volte a garantire la sicurezza del settore occidentale del Kosovo, che squadre di collegamento e monitoraggio denominate Liaison Monitoring Team (LMT), destinate alla cooperazione e al collegamento con la popolazione locale.

Lo scenario simulato per la condotta dell’esercitazione ha visto coinvolte le forze di manovra dell’RC-W in una “field house evacuation operation”, ovvero l’esfiltrazione di una squadra di collegamento e monitoraggio (LMT) dalla struttura nella quale quest’ultima opera quotidianamente, a seguito di una escalation di proteste, simulata appositamente per la condotta dell’addestramento da parte di unità della KFOR nel ruolo di forze contrapposte.

L’esercitazione è stata suddivisa in tre fasi, si apprende. Nella prima fase una componente di fanteria media austriaca, con l’aiuto di mezzi blindati, ha isolato l’area destinata alla condotta delle operazioni precludendo alla simulata folla in tumulto di ricevere rinforzi provenienti dall’esterno del dispositivo.

Nella seconda fase, assetti antisommossa italiani e moldavi, raggiungendo l’area dei disordini, i primi a bordo di mezzi blindati VTLM Lince, gli altri mediante infiltrazione a mezzo elicottero, si sono schierati a ridosso della folla, garantendone il controllo e la successiva disarticolazione.

La terza e ultima fase ha visto l’impiego di un plotone su base 24° Reggimento Peloritani che, raggiunta la zona dell’esercitazione con elicotteri multiruolo, ha condotto il recupero e la successiva esfiltrazione del team di collegamento.

La complessa attività addestrativa è stata pianificata e condotta per testare le capacità di coordinamento tra le varie unità, l’uniformità delle procedure tecnico-tattiche impiegate in teatro operativo, le tempistiche e le modalità di reazione attuate al verificarsi di eventi che potrebbero minacciare la sicurezza del personale di KFOR, la stabilità e la libertà di movimento nell’area di responsabilità del Comando.

L’RC-W ingloba unità della KFOR provenienti da sette Paesi diversi, quali Italia, Slovenia, Austria, Moldavia, Turchia, Polonia e Svizzera. “I sette Paesi – conclude il comunicato – costituiscono un’unica forza che contribuisce al mantenimento di un ambiente sicuro, come stabilito dalla risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”.

Fonte e foto: RC-W KFOR

Brigata Ariete, 32° rgt Carri: al col Fanin è subentrato il col Radesco

Si è svolta nella mattinata di venerdì scorso, 6 settembre, nella Caserma Forgiarini di Tauriano, in provincia di Pordenone, la cerimonia di avvicendamento del Comandante del 32° Reggimento Carri, fa sapere la 132^ Brigata corazzata Ariete con un comunicato stampa: al colonnello Paolo Fanin è subentrato il colonnello Gian Luigi Radesco.

Alla cerimonia, presieduta dal Comandante della 132^ Brigata corazzata Ariete, generale Enrico Barduani, hanno partecipato le autorità civili e militari del territorio spilimberghese, tra cui i Sindaco di Spilimbergo, Enrico Sarcinelli, e rappresentanti dei comuni di Sequals e Vivaro, oltre alle associazioni combattentistiche e d’arma.

“Il colonnello Fanin – si legge dal comunicato – ha lasciato il reggimento dopo quasi due anni di comando, periodo durante il quale ha saldamente guidato il reparto nelle numerose attività addestrative e operative condotte sia in territorio nazionale che all’estero”.

In particolare, da ricordare, l’impegno nell’Operazione “Strade Sicure”, che ha visto il 32° Reggimento operare per sei mesi nel 2018 alla guida della Task Force “Sicurezza 1” nelle province di Ascoli Piceno e Macerata, colpite dal terremoto del 2016, e la partecipazione, in rappresentanza delle Forze Armate Italiane, all’importante esercitazione internazionale Dragon 2019 svoltasi lo scorso mese di maggio in Polonia.

Il reparto ha inoltre assicurato importanti assetti a elevata prontezza operativa in favore dell’Alleanza Atlantica per l’esigenza denominata VJTF (Very High Readiness Joint Task Force) attualmente in corso e che si concluderà alla fine dell’anno. Ora lo attende un importante incarico internazionale presso il Comando della missione UNIFIL in Libano, si apprende.

Nel suo intervento, il generale Barduani ha ringraziato il colonnello Fanin per “l’ottimo lavoro svolto alla guida del reparto, in un periodo molto particolare, caratterizzato dalla scarsità di risorse a disposizione, ma in cui è in atto, per volontà dei vertici della Forza Armata, un processo di riqualificazione e valorizzazione della componente pesante”.

“In tale prospettiva – ha proseguito il Generale – il 32° Reggimento Carri ha saputo distinguersi con merito, conseguendo risultati addestrativi eccellenti anche a livello internazionale, come dimostrano i numerosi apprezzamenti ricevuti nel corso della recente esercitazione Dragon 19 in Polonia.”  

Il nuovo Comandante del 32° Reggimento Carri, colonnello Gian Luigi Radesco, proviene dallo Stato Maggiore della Difesa e vanta una notevole esperienza operativa e di comando, maturata con incarichi di prestigio, in Italia e all’estero.

“La cerimonia, cui era presente anche Renzo Galas, nipote dell’eroe di guerra Bruno Galas, Medaglia d’Oro al Valor Militare cui è intitolato il battaglione inquadrato nel 32° Reggimento, è stata impreziosita dallo sfilamento di quattro carri Ariete C1, conclude il comunicato.

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Fonte e foto: 132^ Brigata corazzata Ariete

Baltic Guardian: Reaper Strike in Lettonia per la fanteria pesante italiana in ambito NATO eFP

Il contingente italiano in Lettonia ha partecipato all’esercitazione Reaper Strike condotta per migliorare le capacità operative, di cooperazione e di integrazione con gli altri Paesi dell’Alleanza Atlantica, si apprende da un comunicato stampa del contingente italiano di stanza in Lettonia.

Nell’ambito dell’attività difensiva di frenaggio dell’eFP (enhanced Forward Presence) Multinational Battle Group, si apprende, la compagnia di fanteria pesante impiegata nella missione in Lettonia, a seguito di un’attività tattica abilitante di superamento e forzamento degli ostacoli svolta dall’unità del Genio spagnola Sapper, ha condotto un’attività offensiva di attacco.

Nell’attività è stato impiegato il carro italiano Leopard gettaponte che, posizionandosi con il ponte “Biber” su un corso d’acqua, ne ha consentito il superamento ai veicoli blindati e corazzati esercitati.

La compagnia italiana di fanteria pesante ha poi effettuato l’avvicendamento con l’unità a contatto canadese eseguendo l’attacco decisivo sull’obiettivo prefissato. L’intervento del plotone carri Ariete ha supportato l’esecuzione dell’attacco condotto dai plotoni di fanteria su VCC 80 Dardo.

L’esercitazione Reaper Strike, sottolinea il comunicato, ha consentito di perfezionare le procedure tecnico – tattiche di impiego dell’equipaggiamento e dei mezzi in dotazione e l’attività di comando e controllo del comando di compagnia.

Il contingente italiano, inquadrato nel Multinational Battle Group Latvia (MN BG LATVIA) a guida canadese, si addestra al fine di perseguire gli obiettivi prefissati dall’eFP quali la capacità di integrazione e di cooperazione tra i Paesi della NATO, ricorda il comunicato stampa.

Il contingente italiano schierato in Lettonia nell’ ambito dell’operazione “Baltic Guardian” è costituito su base 1° reggimento Bersaglieri, di stanza a Cosenza, integrato da un’unità operativa Carri e personale di staff del 4° reggimento Carri, di stanza a Persano.

“L’eFP dimostra la volontà e la capacità della NATO di agire in maniera unitaria – NATO stands as one – e rappresenta uno straordinario momento di verifica delle proprie capacità militari di dispiegamento e di flessibilità d’impiego”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: Task Force Baltica – Op Baltic Guardian

Baltic Guardian, Lettonia: continua l’addestramento della fanteria pesante nell’ottica eFP NATO

Il contingente italiano schierato nella missione in Lettonia continua l’attività di addestramento per migliorare le capacità operative e di cooperazione con i Paesi dell’Alleanza, si apprende da un comunicato stampa odierno della Task Force Baltica di stanza in Lettonia.

Più in dettaglio, il contingente italiano, schierato presso la base di Ādaži nell’ambito della missione in Lettonia, ha condotto delle attività addestrative, quali il Combat Recovery e delle lezioni di tiro con il mortaio a corto raggio da 60 mm, con lo scopo di “addestrare l’unità migliorandone le capacità operative e di cooperazione con altri Paesi dell’Alleanza Atlantica”.

La compagnia di fanteria pesante, si legge dal comunicato, ha condotto un’attività addestrativa nella quale, a seguito dell’abbattimento di un elicottero U.S.A. UH60 – Black Hawk, è intervenuta in qualità di Quick Reaction Force (QRF) dell’enhanced Forward Presence (eFP) Battle Group per effettuare il Combat Recovery (riconoscimento ed estrazione dell’equipaggio).

La compagnia, equipaggiata con armi individuali allestite con kit a salve e di reparto, includeva anche un plotone carri C1 Ariete, un plotone spagnolo Sapper e un team EOD albanese, ed è stata elitrasportata e infiltrata in ambiente boschivo con il compito di riconoscere ed estrarre i piloti, rimasti feriti a bordo del proprio velivolo UH60 – Black Hawck a seguito dell’abbattimento. Gli elementi ostili presenti nell’area erano rappresentati da personale di nazionalità polacca e canadese, fa sapere la Task Force.

L’intervento in supporto delle pattuglie di Combat Recovery da parte del plotone Carri, che, con l’impiego del C1 Ariete, ha attuato delle Block Position, “è risultato determinante ai fini dello svolgimento dell’intera attività”, spiega il comunicato.

L’unità si è addestrata svolgendo delle lezioni di tiro con il mortaio C6-210 COMMANDO da 60mm, in dotazione, esercitando il personale italiano congiuntamente a quello spagnolo.

Le attività svolte hanno permesso di addestrare e amalgamare il personale, perfezionando le procedure tecnico-tattiche di impiego dell’equipaggiamento e dei mezzi in dotazione e le attività di comando e controllo del comando di compagnia grazie all’adozione dei medesimi standard operativi tra le varie unità multinazionali che hanno preso parte alle attività.

Il contingente italiano, inquadrato nel Multinational Battle Group Latvia (MN BG LATVIA) a guida canadese, nel quale sono inquadrati 9 Paesi dell’Alleanza, si addestra al fine di perseguire gli obiettivi prefissati dall’eFP, quali la capacità di integrazione e di cooperazione tra i Paesi della NATO.

Il contingente italiano schierato in Lettonia nell’ambito dell’operazione “Baltic Guardian” al Comando del Ten. Col. Giovanni Rucco è costituito su base 1° Reggimento Bersaglieri di stanza a Cosenza, integrato da un’unità operativa Carri di livello plotone e personale di staff del 4° Reggimento Carri di stanza a Persano e da altre unità dell’Esercito.

“L’eFP dimostra la volontà e la capacità della NATO di agire in maniera unitaria – ‘NATO stands as one’ – e rappresenta uno straordinario momento di verifica delle proprie capacità militari di dispiegamento e di flessibilità d’impiego”, conclude il conunicato.

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Corazzati della Garibaldi in Lettonia concludono il ciclo addestrativo Reaper Prime, obiettivo la NATO eFP (5 agosto 2019)

Fonte e foto: Op Baltic Guardian – Lettonia

 

Kosovo, il MNBG-W diventa Regional Command West: assetti anche da Turchia, Polonia e Svizzera

Si è svolta lo scorso 15 agosto, al Comando NATO-KFOR di Pristina, alla presenza del Comandante della missione in Kosovo, Generale di Divisione Lorenzo D’Addario, e delle autorità civili e militari, la cerimonia che ha sancito il cambio di denominazione del Multinational Battle Group West (MNBG-W) in Regional Command West (RC-W), unità a guida italiana schierata nel settore occidentale del Kosovo, si è appreso da un comunicato stampa del nuovo Regional Command – West.

La cerimonia ha suggellato la rimodulazione della catena di comando e controllo delle unità schierate nel teatro operativo del Kosovo, spiega il comunicato.

“L’RC-W ha infatti inglobato, oltre alle unità cinetiche, destinate al controllo del territorio in termini di sicurezza, quelle non cinetiche, unità destinate alla cooperazione e al collegamento con la popolazione locale, queste ultime – spiega in dettaglio lo stesso comando – fino a oggi alle dipendenze di un comando parallelo denominato Joint Regional Detachment West (JRD – W)”.

Con la trasformazione il Comandante del RC-W, Colonnello Daniele Pisani, ha assunto la totale responsabilità del settore ovest del Kosovo.

La trasformazione non ha comportato un cambiamento in termini numerici, si apprende, le unità del RC-W, attualmente schierate in teatro operativo, continueranno a svolgere attività di supporto alla sicurezza e alla stabilità dell’area di responsabilità, mediante unità di manovra a livello battaglione.

Il collegamento con le autorità locali e le organizzazioni non governative a livello regionale per il monitoraggio del territorio saranno svolti da team multinazionali, denominati Liaison Monitoring Team (LMT), ovvero squadre di collegamento e monitoraggio, operanti nelle 15 municipalità che rientrano nel settore di competenza del RC-W.

Un altro aspetto significativo della trasformazione riguarda l’incremento della multinazionalità dell’RC-W che vede aggiungersi, alle quattro nazioni operanti nel preesistente MNBG-W, ovvero Italia, Austria, Slovenia e Moldavia, assetti provenienti da Turchia, Polonia e Svizzera.

“L’unicità di comando, sotto la quale rientrano sia gli assetti cinetici che quelli non cinetici, ha permesso di migliorare il coordinamento delle attività, garantendo un supporto ancora più efficace per l’assolvimento della missione in Kosovo, ovvero, contribuire al mantenimento di un ambiente stabile, consolidando il progresso socio-economico che da venti anni il Kosovo vive”, conclude il comunicato richiamando quanto già anticipato in un video dello Stato Maggiore della Difesa dallo stesso Col Pisani qualche giorni prima della cerimonia di Pristina.

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Kosovo: il MNBG-W si trasforma in Regional Command West, assetti cinetici e non sotto un unico comando (13 agosto 2019)

Fonte e foto: KFOR RC-W

Kosovo: il MNBG-W si trasforma in Regional Command West, assetti cinetici e non sotto un unico comando

Da Multinational Battlegroup West (MNBG-W) a Regional Command West: è la trasformazione che nei prossimi giorni interesserà l’unità dispiegata a Villaggio Italia nel Kosovo occidentale, nell’ambito della missione NATO KFOR.

È un video dello Stato Maggiore della Difesa a spiegarlo tramite le parole del comandante del MNBG-W, col Daniele Pisani: “Un cambio non solo di denominazione, ma una revisione della struttura di comando e controllo che comporta la fusione sotto un unico comando degli assetti cinetici, dedicati alla sicurezza dell’area di responsabilità, e non cinetici, garanti del collegamento diretto e continuo con le comunità locali”.

La guida resterà italiana, con personale militare proveniente da sette nazioni diverse: “un supporto ancor più efficace per la stabilità e la sicurezza del Paese”, conclude il col Pisani.

Fonte e foto: MNBG-W

Corazzati della Garibaldi in Lettonia concludono il ciclo addestrativo Reaper Prime, obiettivo la NATO eFP

Il contingente italiano schierato nella missione in Lettonia presso la base di Ādaži ha appena concluso il ciclo addestrativo denominato “Reaper Prime” sviluppando una serie di attività addestrative individuali con l’impiego dei VCC80 Dardo e dei carri armati C1 Ariete, in bianco e a fuoco, nonché degli assetti logistici schierati in teatro, con lo scopo di preparare le unità per un successivo impiego congiunto in attività addestrative con altri Paesi dell’Alleanza Atlantica.

Lo ha reso noto un comunicato stampa della Task Force Baltica dell’Esercito Italiano di stanza in Lettonia.

“Numerose le attività addestrative condotte dalla compagnia di Fanteria pesante del contingente italiano”, si apprende, quali:

– attività in bianco e a fuoco con armi individuali, armi di reparto, attività di combattimento nei centri abitati con l’impiego delle “simunition” (Non-Lethal Training Ammunition, ndr);

– attività di breaching operation con l’impiego dei VCC 80 Dardo e del carro Leopard gittaponte in cooperazione con la compagnia del Genio Guastatori spagnola SAPPER;

– attività di ricognizione d’area con VCC80 Dardo unitamente ai carri armati Ariete;

– attività addestrativa a fuoco del nucleo Joint Terminal Attack Controller (J.T.A.C.) congiunta con i paritetici nuclei sloveno, spagnolo e canadese;

– attività di integrazione e di cooperazione logistica impiegando i VCC 80 Dardo, i carri armati C1 Ariete unitamente a mezzi di soccorso spagnoli, polacchi e canadesi;

– attività di delivery point tattico da parte dei contingenti canadese e polacco a favore della compagnia italiana.

– attività di livello complesso minore meccanizzato in bianco e a fuoco con i VCC 80 Dardo e i carri armati C1 Ariete sviluppando dei compiti tattici elementari.

“Le attività svolte hanno permesso di addestrare e amalgamare il personale mediante l’impiego dell’equipaggiamento, dell’armamento, dei mezzi tattici e dei veicoli corazzati da combattimento, perfezionando le procedure tecnico tattiche di impiego e l’attività di comando e controllo da parte del comando di compagnia”, si legge dal comunicato.

Il ciclo di training ha avuto lo scopo di addestrare gli assetti schierati in teatro al fine di poter operare adottando i medesimi standard operativi tra le varie unità multinazionali presenti.

Il contingente italiano, inquadrato nel Multinational Battle Group Latvia (MN BG Latvia) a guida canadese che comprende forze di 9 Paesi dell’Alleanza, si addestra al fine di perseguire gli obiettivi prefissati dall’enhanced Forward Presence (eFP), quali la capacità di integrazione e di cooperazione tra i Paesi della NATO.

Il contingente italiano schierato in Lettonia nell’ambito dell’operazione “Baltic Guardian” al Comando del Ten. Col. Giovanni Rucco è costituito su base 1° Reggimento Bersaglieri di stanza a Cosenza (CS), integrato da un’unità operativa carri di livello plotone e personale di staff del 4° Reggimento Carri di stanza a Persano (SA) e da altre unità dell’Esercito.

“L’eFP – conclude il comunicato – è una misura di natura difensiva, pienamente in linea con l’impegno internazionale della NATO. In tale senso, rappresenta uno sforzo concreto per preservare la pace, poiché costituisce un rafforzamento del principio di deterrenza dell’Alleanza”.

Fonte e foto: Op Baltic Guardian – Lettonia

Brigata Ariete: addestramento in Polonia focalizzato sulla Security Force Assistance

“Si è svolta dal 16 al 25 luglio, presso il NATO Joint Force Training Centre (JFTC )di Bydgoszcz in Polonia, centro d’eccellenza dell’Alleanza specializzato nella formazione del personale da impiegare in operazioni di train, advice and assistance nei teatri operativi, un’importante e intensa fase addestrativa cui hanno preso parte i key element del Comando della 132^ Brigata Corazzata Ariete, nel quadro delle attività di approntamento organizzate in vista degli impegni futuri che la grande unità dell’ Esercito italiano dovrà affrontare in ambito internazionale”, ha fatto sapere con un comunicato stampa di oggi, 31 luglio, la stessa Brigata.

L’ evento, cui hanno partecipato, oltre al personale della brigata Ariete, uomini e donne provenienti da trentacinque diversi paesi, alleati e partner, per un totale di oltre cinquecento militari, era finalizzato all’acquisizione, all’approfondimento e all’implementazione dei concetti legati alla Security Force Assistance (SFA), approccio dottrinale di recente sviluppo, i cui principi sono alla base delle moderne operazioni di assistenza militare.

Tali attività di supporto, consistenti prevalentemente nelle funzioni training, advisoring and assisting, sono condotte in favore delle forze di sicurezza dei paesi in cui sono in corso operazioni di stabilizzazione a seguito di crisi e dove è in atto la riorganizzazione delle locali forze armate e di polizia, spiega il comunicato.

In particolare, per la Ariete, si apprende, le attività in Polonia si sono sviluppate attraverso la frequenza di lezioni teoriche e pratiche, cicli di approfondimento specialistici, insegnamenti culturali e linguistici, nonché aggiornamenti tematici di situazione dai principali teatri operativi esteri di possibile impiego, che hanno portato il personale della brigata a familiarizzare con le tecniche e le procedure utilizzate dagli advisor per la formazione e l’addestramento.

Nel salutare il personale partecipante e ringraziare i diversi Comandi che a vario titolo hanno contribuito alla realizzazione dell’evento, il Comandante del NATO JFTC, generale di divisione Adam Joks, ha rimarcato la centralità dell’addestramento condotto a Bydgoszcz, sia in termini di preparazione alla missione che di team building e amalgama dei contingenti di prevista immissione nei teatri operativi.

“Per la Brigata Ariete, che nel 2018 ha ricoperto il ruolo di Land Brigade nell’ambito della NATO VJTF (Very High Readiness Joint Task Force) e recentemente, a maggio 2019, ha partecipato, con assetti pesanti nel 32° Reggimento Carri e del 132° Reggimento Artiglieria, all’esercitazione internazionale “Dragon’19”, condotta sempre in Polonia, – spiega il comunicato – le attività svolte presso il JFTC di Bydgoszcz integrano a completano un percorso addestrativo che consente al personale della grande unità corazzata di mantenere elevati livelli di efficienza e conservare i previsti standard di prontezza operativa stabiliti dalla NATO”.

Fonte e foto: 132^ Brigata corazzata Ariete

MNBG-W, KFOR: combined training per la gestione degli eventi critici

Nell’ambito della missione in Kosovo, si è svolta dal 9 al 10 luglio scorso l’esercitazione congiunta tra il Multinational Battle Group West (MNBG-W), le unità della Kosovo Force (KFOR) a guida italiana e il Kosovo Tactical Reserve Battalion (KTRBN), unità costituente la riserva tattica schierata in Kosovo dalla NATO.

Lo rende noto lo stesso MNBG-W con un comunicato stampa del 10 luglio.

L’esercitazione aveva lo scopo di addestrare le unità alla gestione di eventi critici, si apprende, mantenendo elevata la loro capacità operativa, al fine di garantire una risposta efficace al verificarsi di eventi suscettibili di minacciare la stabilità, la sicurezza e la libertà di movimento nell’area di operazioni.

È stato simulato uno scenario di mobilitazione popolare, nel quale le forze esercitate hanno dovuto fronteggiare una vera e propria escalation di disordini. Nel corso dell’esercitazione, oltre alle unità antisommossa, sono state impiegate unità del Genio per la rimozione di sbarramenti, nonché un nucleo di Artificieri destinato al controllo e alla bonifica di ordigni esplosivi.

Nell’esercitazione sono stati impiegati 253 soldati KFOR di nazionalità italiana, austriaca, moldava, ungherese, slovena e croata; 32 veicoli ruotati; un carro apripista; due elicotteri multiruolo; assetti sanitari, oltre a unità di polizia militare e forze di polizia locale.

Nel corso dell’esercitazione è stata testata la rapidità di immissione delle forze nell’area interessata all’esercitazione; l’integrazione della riserva tattica nel dispositivo del MNBG-W, nonché la capacità di comando e controllo da parte dello staff del MNBG-W.

Attualmente costituito su base 24° Reggimento artiglieria terrestre Peloritani, con una forza di circa 700 militari di cui 250 italiani, il MNBG-W è schierato nel settore occidentale del Kosovo, con il compito di garantire lo svolgimento di un’azione di presenza e deterrenza finalizzata a mantenere un ambiente sicuro e a contribuire al consolidamento della pace, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR