Nato

Difesa: il SSSD on Tofalo a NRDC-ITA, che “conferma l’Italia tra gli attori atlantici principali”

Il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) on Angelo Tofalo ha visitato il 17 ottobre scorso il Comando Nato di Reazione Rapida di Solbiate Olona (NATO Rapid Deplyable Corps-Italy, NRDC-ITA) dove ha incontrato il personale italiano militare e civile della base e i rappresentanti dei 400 militari stranieri provenienti da 18 nazioni che operano in questa struttura, si apprende dall’addetto stampa del Sottosegretario.

“Ho avuto modo di approfondire le modalità secondo cui opera il Comando e i principali compiti in ambito nazionale e della NATO”, ha detto il Sottosegretario Tofalo che, tra i principali temi in agenda, “ha parlato di mobilità militare nell’ambito dell’attraversamento dei confini da parte di forze militari”, si apprende.

“Questa realtà militare di eccellenza – ha dichiarato il Sottosegretario – conferma l’Italia tra gli attori principali nell’Organizzazione Atlantica ed esprime un elevatissimo potenziale di capacità e competenze”.

L’ambiente multinazionale rappresenta, infatti, il fattore chiave che permette a NRDC-ITA di operare con successo ed essere disponibile per interventi in aree di crisi in base a quanto stabilito dal Consiglio Nord Atlantico (NAC-North Atlantic Council).

Nel corso della visita l’on Tofalo ha visitato il simulatore di tiro FATS, che permette di addestrare il personale secondo differenti scenari operativi senza l’utilizzo di munizionamento. Ciò garantisce un notevole risparmio economico e un significativo abbattimento dell’inquinamento. Altro fiore all’occhiello della base è la replica di un Forward Command Post, struttura di comando e controllo per esercitarsi nella condotta delle operazioni.

Questo Comando venne costituito nel 2001, ricorda il comunicato stampa, quando la NATO decise di dotare l’Alleanza di forze multinazionali schierabili, mobili e versatili.

Così il Ministero della Difesa italiano istituì il Corpo Rapid Deployable della NATO – Italia.

Nel 2015 NRDC-ITA è stato convalidato come un Joint HQ: la presenza del personale della Marina e dell’Aeronautica e le relative cellule di coordinamento garantiscono infatti la capacità congiunta di NRDC-ITA.

Il quartier generale è in grado di pianificare ed eseguire operazioni militari ad alta intensità e operazioni di risposta alle crisi, cooperando con un gran numero di attori non militari che applicano pienamente il concetto di approccio globale della NATO.

Fonte e foto: Cap Massimiliano Rizzo Addetto Stampa del Sottosegretario di Stato alla Difesa, on Angelo Tofalo

Difesa: la Scuola NBC ospita e-Notice e Operational Sampling Course nell’ottica europea di migliorare la capacità di formazione CBRN

La Scuola Interforze per la Difesa NBC (Nucleare, Biologica e Chimica) ha ospitato due importanti attività di carattere internazionale che hanno visto operare molteplici team specialistici nell’ambito CBRN (Chemical Biological Radiological Nuclear) ed EOD (Explosive Ordnance Disposal), ha fatto sapere lo scorso 12 ottobre lo stato maggiore della Difesa.

In particolare, si apprende, l’11 ottobre l’istituto ha concluso un’attività dimostrativa a cui hanno preso parte il 7° reggimento di Difesa NBC Cremona e il Centro Eccellenza C-IED, a favore di osservatori provenienti da numerosi paesi dell’Unione Europea nell’ambito del workshop ospitato dall’Università di Roma Tor Vergata in seno al progetto eNOTICE (European Network of Training Center), promosso nell’alveo del Programma Quadro “Horizon 2020” e coordinato a livello europeo dall’Université Catholique de Louvain (Belgio).

L’Unione Europea, con tale progetto, si pone l’obiettivo di creare una rete di centri di formazione, sperimentazione e addestramento tesi a migliorare la capacità di formazione CBRN e a promuovere una maggiore collaborazione tra i centri di formazione e di ricerca.

Il 12 ottobre si è concluso, invece, dopo due settimane di specifico addestramento CBRN, il corso NATO Selected, Operational Sampling Course (Campionamento Operativo) giunto alla sua 15^ edizione, spiega la Difesa.

In tale contesto, i frequentatori provenienti da Paesi della NATO e PfP (Partners per la Pace), si formano a lavorare in ambienti fortemente contaminati al fine di assolvere il delicato compito di raccogliere e inviare ai laboratori di analisi sostanze derivanti sia dall’impiego di armi di distruzione di massa propriamente sviluppate, sia da incidenti legati al comparto tecnologico-industriale.

Le grandi potenzialità e l’elevata qualità della proposta formativa offerta riconoscono ancora una volta alla Scuola Interforze per la Difesa NBC un posto di primordine in ambito nazionale e internazionale, e soprattutto una risorsa formativa di riferimento di eccellenza per le unità delle Forze Armate che esprimono le proprie capacità in occasione di esercitazioni multinazionali e operazioni nazionali e fuori area.

Lo scorso settembre a Santa Severa, ricorda la Difesa, assetti dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare hanno partecipato alla fase finale dell’esercitazione multinazionale Coronat Mask 2018 (COMK 18), tesa a favorire lo sviluppo di concrete capacità operative assegnabili ad una Combined Joint CBRN defence Task Force (unità specialistica annualmente creata a favore della NATO per la specifica minaccia) addestrando e certificando gli assetti specialistici dei Paesi partecipanti.

Il 3° stormo Villafranca dell’Aeronautica Militare e il 7° reggimento Cremona dell’Esercito, impegnati lo scorso luglio nell’ambito della complessa esercitazione Precise Response 18, rappresentano reparti di eccellenza e di riferimento nell’ambito della difesa CBRN.

Il 3° stormo, tra le molteplici capacità che detiene, opera in contesto multinazionale e inter-agenzia, tanto in attività addestrative quanto in operazioni reali, quale ente di riferimento di Forza Armata per le attività operative e addestrative nel settore Air CBRN, avvalendosi di sofisticate tecnologie e mezzi all’avanguardia aviotrasportabili che ne garantiscono l’immediata proiettabilità.

Il 7° reggimento Difesa NBC è l’unica unità dell’Esercito Italiano nel suo genere, fa sapere la Difesa, deputata ad assicurare la protezione delle forze terrestri in operazioni, attuando tutte le attività tecnico-tattiche necessarie a garantire il continuo delle operazioni anche in ambiente contaminato CBRN.

In particolare, le capacità di settore sviluppate e già validate dalla NATO possono trovare applicazione anche nel supporto alle varie componenti istituzionali, quali ad esempio Ministero della Salute, Prefetture, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, 118, in caso di emergenze territoriali e nazionali secondo la peculiare logica del “dual use”.

Fonte e foto: PI SMD

TAAC-W, RS: il DCOM RS, gen Cripwell, al meeting sulla sicurezza organizzato dal TAAC-W

Nei giorni scorsi, si apprende dallo stato maggiore della Difesa in data odierna, il vicecomandante della Missione NATO Resolute Support (RS), Generale di Corpo d’Armata (UK) Richard Cripwell, ha preso parte a un importante meeting con le autorità della Provincia di Badghis, voluto e organizzato dalla leadership del Train Advise Assist Command West (TAAC-W) di Herat, attualmente su base brigata Pinerolo, in stretto coordinamento con le Forze di Sicurezza Afgane e il Governatorato dell’area.

L’incontro, si appprende, si è tenuto nella città di Qal’ah-Ye Now e si è sviluppato in due momenti differenti, prima con le autorità civili militari religiose e con una rappresentanza degli anziani delle tribù locali, successivamente con le Forze di Sicurezza e il Governatore.

In particolare, spiega la Difesa, durante il secondo meeting il Governatore, dott Abdul Ghafoor Malikzai, ha evidenziato che lo stato di sicurezza della Provincia di Badghis, situata a circa a circa 120 km a nord est di Herat, è migliorata grazie agli sforzi congiunti delle Forze di Sicurezza e il supporto a essi fornito dalle Forze della Coalizione.

Inoltre, ha altresì fornito un aggiornamento sui progressi fatti nel corso del processo di pace e riconciliazione, grazie al supporto e alla collaborazione degli anziani delle tribù locali, assicurando così che le prossime elezioni saranno svolte in un clima di massima trasparenza in stretto coordinamento con le Forze di Sicurezza locali.

Al termine, il gen Cripwell ha espresso parole di soddisfazione per l’operato del Governatore della Provincia di Badghis, apprezzandone la leadership e il buon governo, e ha altresì ringraziato la leadership del TAAC-W per la riuscita dell’evento grazie alla cornice di sicurezza integrata dalle varie componenti nazionali in quella che, tecnicamente, viene definita Periodic Train Advise Assist (PTAA), ovvero, una attività eseguita “a domicilio” in aree distanti dalla base di Camp Arena, sede del contingente italiano, che non può essere svolta con cadenza giornaliera.

Il lavoro degli advisor italiani si inquadra nell’ambito della missione NATO Resolute Support (RS) con il compito principale di fornire addestramento, consulenza e assistenza alle forze di sicurezza locali per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi, conclude la Difesa.

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Fonte e foto: Stato Maggiore della Difesa

Marina, Mare Aperto 2018: unità di altura, sommergibili, aerei ed elicotteri in uno scenario realistico, coinvolti anche fucilieri del San Marco e Lagunari

Ha preso avvio ieri, 8 ottobre, l’attività addestrativa avanzata Mare Aperto 2018, che impegnerà il personale della Marina Militare nel Mediterraneo Centrale fino al prossimo 12 ottobre.

La Mare Aperto 2018 è il secondo evento addestrativo complesso dell’anno della Marina Militare Italiana, condotto dal Comandante in Capo della Squadra Navale per garantire elevata prontezza operativa del personale della Forza Armata al servizio del Paese.

Gli assetti coinvolti, ha fatto sapere la Marina con un comunicato stampa di ieri, 8 ottobre, sono: unità di altura, sommergibili, aerei ed elicotteri delle forze aeree della Marina Militare Italiana, che opereranno in uno scenario molto realistico, svolgendo attività a connotazione anche interforze e internazionale, visto il coinvolgimento di alcuni reparti dell’Esercito e dell’Aeronautica Militare, di un plotone di Marines dello United States Marine Corps, di un cacciatorpediniere della Marina degli Stati Uniti, di velivoli statunitensi per il pattugliamento marittimo e di una nave della Marina francese.

In questo periodo opererà un’aliquota di fucilieri della brigata Marina San Marco e una del reggimento Lagunari Serenissima.

La Mare Aperto, esercitazione mirata all’addestramento avanzato della Marina Militare, in particolare, e delle Forze Armate in generale, è infatti finalizzata al mantenimento di elevati standard di interoperabilità e integrazione delle forze nazionali e NATO, sempre più necessari per assicurare la difesa degli interessi nazionali, rafforzando in particolar modo la sorveglianza nella vasta area del Mediterraneo per la sicurezza della dimensione marittima comune dell’Italia, dell’Europa e dell’Alleanza Atlantica.

L’addestramento congiunto verrà condotto con l’obiettivo di addestrare gli equipaggi delle unità della Squadra Navale nelle principali forme di lotta sul mare e dal mare (difesa antiaerea, antinave e antisommergibile), nelle Maritime Interdiction Operations (operazioni di embargo, controllo del traffico mercantile, compilazione della Maritime Situational Awareness), nella gestione delle emergenze di bordo, nelle attività idrografiche e di cacciamine e nella proiezione della forza anfibia dal mare su terra.

La Mare Aperto, spiega il comunicato della Marina, rappresenta uno dei momenti più importanti per la Marina Militare, grazie al quale la forza armata è in grado anche di impiegare le molteplici capacità possedute nell’ambito delle attività duali e complementari a favore della collettività e del mondo accademico e scientifico, volte a garantire ad esempio la sicurezza delle vie di comunicazione, a sviluppare la conoscenza scientifica dell’ambiente marino e della sua biodiversità.

A bordo delle navi della Marina Militare saranno inoltre presenti anche studenti provenienti dalle Università Aldo Moro di Bari, Cà Foscari di Venezia e Sapienza di Roma che affiancheranno il personale della Forza Armata nel ruolo di advisor politici e legali e di addetti all’ufficio stampa.

Gli hashtag per parlarne sui social sono: #ProfessionistiDelMare  #IlFuturoéilmare

Fonte e foto: Marina Militare

Difesa: migliorano le condizioni dei militari coinvolti in un incidente in Norvegia, tutti Paracadutisti del 187° Folgore

Stavano svolgendo una attività di ricognizione, propedeutica all’imminente condotta dell’esercitazione Trident Juncture 2018 (TRJE18) in Norvegia, i sette militari, tutti Paracadutisti del 187°, coinvolti in un incidente stradale nel paese scandinavo.

Ieri mattina, 5 ottobre, “nei pressi di Valldal, nel nord della Norvegia – scrive lo stato maggiore della Difesa (SMD) in un comunicato stampa – un veicolo militare, durante un’attività di ricognizione, è uscito di strada ribaltandosi a causa del ghiaccio presente sul manto stradale. A bordo vi erano sette militari, che sono rimasti lievemente feriti: quattro sono stati medicati sul posto, mentre per gli altri tre è stato necessario il ricovero presso l’ospedale civile di Trondheim per ulteriori accertamenti. Al momento [5 ottobre], solo uno di loro è stato trattenuto in osservazione, ma, comunque, hanno tutti avuto la possibilità di contattare i familiari in Italia per rincuorarli personalmente circa le loro condizioni di salute”.

L’ultimo aggiornamento odierno da fonte istituzionale riferisce che dei sette militari coinvolti nell’incidente, uno solo al momento risulta ancora sotto osservazione, addirittura in fase di dimissioni dall’ospedale di Trondheim, dove è stato ricoverato ieri dopo l’incidente. Da fonti proprie, a completamento dell’informazione, sembra aver riportato “fratture un po’ più serie”.

”Da alcuni giorni, in Norvegia – scrive SMD – è in atto la più importante esercitazione della NATO, la Trident Juncture 2018, che, oltre a essere un momento di addestramento fondamentale per mantenere e incrementare l’interoperabilità tra i 28 Paesi membri dell’Alleanza Atlantica, costituisce un’occasione unica per rafforzare la coesione e la solidarietà, nonché per dimostrare l’alto livello di preparazione e la prontezza di reazione ad eventuali minacce di tipo convenzionale”.

La TRJE18, diretta dal Comandante NATO del Joint Force Command di Napoli, coinvolge oltre 40.000 militari provenienti da tutti i Paesi NATO e da alcuni Paesi partner e si protrarrà fino alla fine di novembre.

Le Forze Armate Italiane hanno un ruolo di primaria importanza, essendo responsabili per tutto il 2018, attraverso il Comando del Corpo d’Armata di Reazione Rapida di Solbiate Olona (NRDC-ITA), della NATO Response Force (NRF), complesso di forze in prontezza operativa costituito da diverse componenti (terrestre, marittima, aerea e di forze speciali).

Inoltre, conclude il comunciato della Difesa, partecipano anche 1.200 militari su base 132^ brigata Ariete, rinforzata con il 187° reggimento Paracadutisti Folgore, che costituisce la Very High Readness Joint Task Force (VJTF), unità a elevatissima prontezza operativa della NATO, la cui responsabilità è a rotazione annuale tra i Paesi membri.

Fonte: PI SMD; fonti proprie

Foto: NATO ACT, Esercito Italiano

Difesa, il gen Graziano a Varsavia alla sua ultima riunione NATO come Capo di SMD: “Cooperazione NATO – UE necessaria per sicurezza”

“Ho molto apprezzato i risultati raggiunti dal Comitato militare della Nato in un contesto, come quello attuale, così fluido e imprevedibile per la sicurezza internazionale in generale e per la regione euro Atlantica ed euro mediterranea in particolare”.

Così il Generale Claudio Graziano durante il saluto che ha fatto ai colleghi dell’Alleanza Atlantica a margine della conferenza dei capi di stato maggiore della Difesa della NATO, che si è svolta il 29 settembre scorso a Varsavia e che rappresenta per lui l’ultima riunione alla quale ha presenziato in qualità di Capo di Stato Maggiore della Difesa (SMD), fa presente lo stesso SMD con un comunicato stampa del 29 settembre.

“In questi anni – ha continuato il Generale – ho riconosciuto il profondo valore del nostro approccio olistico, con una prospettiva a 360 gradi, che ha tenuto conto delle minacce provenienti da tutte le direzioni strategiche.”

Il gen Graziano ha poi sottolineato che il Comitato militare ha sempre assicurato un approccio bilanciato in grado di soddisfare tutti i compiti della NATO, contribuendo simultaneamente a rafforzare l’unità e la coesione dell’Alleanza.

“Nel mio futuro ruolo di Presidente del Comitato militare dell’Unione Europea – ha aggiunto – lavorerò per rinforzare e migliorare la sinergia e la cooperazione tra le due organizzazioni internazionali per garantire la sicurezza ai nostri cittadini e promuovere la stabilità”.

Concludendo il suo intervento il gen Graziano ha rivolto un affettuoso pensiero ai militari italiani di cui per molti anni è stato Comandante.

“Voglio ringraziare – ha affermato – le donne e gli uomini delle Forze Armate Italiane che con il loro operato quotidiano contribuiscono ad accrescere il prestigio della Nazione. Il loro straordinario impegno è molto apprezzato e il loro valore è unanimemente riconosciuto a livello internazionale”.

La Conferenza del Comitato militare della NATO consente ai Capi della Difesa di incontrarsi e discutere questioni importanti per l’Alleanza, ricorda il comunicato stampa di SMD.

Tra gli argomenti trattati il 29 settembre a Varsavia le operazioni internazionali in atto, l’importanza di poter disporre di truppe ad alta prontezza, la modernizzazione delle strutture dell’Alleanza e la necessità di una sempre più stretta cooperazione con le altre organizzazioni internazionali, in particolare con l’Unione Europea.

Il Comitato militare si riunisce due volte l’anno per discutere operazioni e missioni della NATO e fornire consigli militari su come l’Alleanza può meglio rispondere alle sfide della sicurezza globale, conclude SMD.

Fonte e foto: PI SMD

TAAC-W, RS: un seminario sull’integrazione delle donne nelle ANDSF a cura delle Pari Opportunità e dei Gender Advisor

I militari del Train Advise and Assist Command West (TAAC-W) di Herat, comando multinazionale su base brigata Pinerolo che opera nell’Afghanistan occidentale nell’ambito della missione NATO Resolute Support (RS), hanno ospitato per una giornata intera un seminario sulla partecipazione e integrazione delle donne nelle Forze di Sicurezza Afgane (Afghan National Defense Security Forces, ANDSF), ha fatto sapere lo stato maggiore della Difesa (SMD) con un comunicato stampa del 28 settembre scorso.

Esponenti qualificati dei Ministeri degli Interni e della Difesa di Kabul e il Gender Advisor di RS hanno tenuto un seminario volto a favorire l’integrazione del personale femminile nelle Forze di Sicurezza Afgane.

L’attività, coordinata dalla Sezione Pari Opportunità e prospettiva di genere di SMD, ha compreso anche l’intervento in videoconferenza di militari italiane che hanno condiviso la propria esperienza sul tema, nell’ambito della propria Forza Armata di appartenenza.

“Il contingente italiano in Afghanistan, attraverso lo sviluppo di progetti mirati e iniziative come questa – si legge dal comunicato di SMD – mantiene un approccio molto attivo volto a consentire alle donne afgane di conseguire importanti traguardi”.

In particolare, si apprende, negli ultimi mesi sono stati effettuati numerosi corsi altamente formativi per la professionalizzazione delle donne appartenenti alle Forze di Sicurezza locali.

Il lavoro degli advisor italiani si inquadra nell’ambito della missione NATO Resolute Support con il compito principale di fornire addestramento, consulenza e assistenza alle Forze di Sicurezza Afgane per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.

Fonte e foto: PI SMD

Difesa: visita del Presidente Mattarella in Lettonia, il CaSMD gen Graziano lo accoglie nella base militare di Ᾱdaži

“Signor Presidente della Repubblica la Sua presenza odierna [14 settembre, ndr] ci onora e testimonia in modo tangibile la Sua vicinanza e l’attenzione con la quale ha da sempre guardato alle Forze Armate e in particolare alle molteplici attività dei Contingenti militari che operano fuori dal territorio nazionale.”

Così il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, rivolgendosi al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita presso la Base Militare di Ᾱdaži in Lettonia, dove il Contingente Italiano è schierato nell’ambito dell’Operazione NATO “enhanced Forward Presence”, fa sapere un comunicato stampa del 14 settembre dello stato maggiore della Difesa.

“In Sua presenza Signor Presidente, nostro Comandante Supremo – ha continuato il gen Graziano – desidero esprimere il mio orgoglio di Comandante per l’operato quotidiano delle donne e degli uomini delle nostre Forze Armate che contribuiscono con elevatissima professionalità a garantire la pace e la sicurezza internazionale, rendendo un inestimabile servizio alla collettività accrescendo il prestigio del Paese all’estero”.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rivolgendosi al Generale Graziano ha sottolineato: “Le nostre Forze Armate sono impegnate in tante parti del mondo in missioni di pace e dovunque la loro presenza viene apprezzata per professionalità e umanità, questo accresce il prestigio dell’Italia nel mondo ed è uno dei meriti che mi sento riconoscere in giro per il mondo”.

Il gen Graziano ha quindi voluto estendere al personale presente le attestazioni di gratitudine e di riconoscenza ricevute in mattinata dal Ministro della Difesa e dal Capo di Stato Maggiore lettoni, che hanno sottolineato il fondamentale contributo dei militari italiani per la sicurezza della Regione.

L’impiego dei militari italiani, nell’ambito dell’Operazione Baltic Guardian, è stato deciso nel corso del Summit di Varsavia di luglio 2016, quando l’Italia ha assicurato il proprio contributo all’iniziativa della NATO di schierare, nei Paesi Baltici e in Polonia, quattro Battle Group.

L’enhanced Forward Presence si materializza in un aumento della presenza di Forze NATO sul territorio europeo al fine di potenziare i confini dell’Alleanza e di disporre di uno strumento pienamente integrato.

Le unità che compongono il Battle Group multinazionale sono pienamente integrate e interoperabili tra loro grazie ad addestramenti mirati a operare e a manovrare in perfetta sintonia.

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Fonte e foto: PI SMD

Difesa, NATO Sea Guardian: nave Espero della Marina nel gruppo navale di contrasto al terrorismo marittimo

Il 5 settembre scorso la fregata Espero della Marina Militare è entrata a far parte dell’Operazione Sea Guardian della NATO e all’indomani ha lasciato il porto di Taranto insieme al gruppo navale NATO composto dalla nave inglese HMS Echo e dalla corvetta croata HRV Vukovar.

Lo ha reso noto lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa, riferendo che il gruppo navale della NATO è al comando del Capitano di Fregata Alberto Fiorentino, Comandante di nave Espero.

Dopo aver lasciato il porto di Taranto il gruppo ha iniziato una fase di integrazione e addestramento per poi dirigere nel Mediterraneo centrale, dove sarà effettuata attività di pattugliamento sotto il controllo operativo del Comando Marittimo Alleato (MARCOM) di Northwood (UK).

Nata dopo il Summit di Varsavia del 2016, la Sea Guardian è un’operazione altamente flessibile, in grado di garantire un ampio spettro di compiti operativi che includono la sorveglianza degli spazi marittimi di interesse con lo scopo di avere una chiara Maritime Situational Awarness, la cooperazione e la formazione a favore delle forze di sicurezza dei paesi rivieraschi (Maritime Security Capacity-Building) e il contrasto al terrorismo marittimo.

Inoltre, spiega la Difesa, “ha lo scopo di incrementare il coordinamento tra l’attività della NATO e quelle dell’Unione Europea, condotte dai mezzi impiegati nell’operazione EUNAVFORMED Sophia, al fine di migliorare la difesa europea e la sicurezza collettiva, assicurando maggiori sinergie e sfruttando le peculiarità di ciascuna organizzazione”.

La fregata Espero è un’unità missilistica e antisommergibile appartenente alla Classe Maestrale. Varata il 19 novembre 1983 ed entrata in servizio il 4 maggio 1985, la nave ha un equipaggio di circa 200 uomini e donne, comprensivo dei team specialistici della Brigata Marina San Marco e della componente aerea della Marina Militare con un elicottero AB212 imbarcato.

La nave rimarrà nel gruppo navale NATO fino al prossimo 21 settembre.

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Fonte e foto: PI SMD

TAAC-W, RS: un seminario di Diritto Internazionale da parte dei militari italiani per i colleghi afgani

I militari del contingente italiano del Train Advise and Assist Command West (TAAC-W) di Herat, comando multinazionale della NATO su base brigata Pinerolo inquadrato nella missione Resolute Support (RS) in Afghanistan, hanno organizzato e condotto un seminario sul Diritto Internazionale dei Conflitti Armati a favore dei colleghi dell’Afghan National Army del 207° Corpo di Armata.

Le lezioni, sviluppate dal Consigliere Giuridico del TAAC-W al fine di implementare il bagaglio culturale e giuridico degli appartenenti alle Forze di Sicurezza locali, si inseriscono nel nuovo ciclo addestrativo ideato dal Contingente Italiano a favore delle unità delle Afghan National Defense Security Forces (ANDSF) denominato Omnia.

In particolare, si apprende dallo stesso TAAC-W, il seminario è stato incentrato sullo sviluppo della capacità “train the trainers” su argomenti quali la Carta delle Nazioni Unite, la storia del Diritto Internazionale dei Conflitti Armati, l’analisi delle principali Convezioni e l’applicazione delle stesse, nonché un approfondimento sull’applicazione e il rispetto del Diritto Internazionale Umanitario nella condotta di operazioni militari anche alla luce delle previsioni della Carta delle Nazioni Unite.

I convenuti hanno manifestato grande interesse e partecipazione poiché gli stessi, in quanto istruttori, saranno chiamati a condividere i contenuti del seminario in favore delle unità di appartenenza.

Il lavoro degli advisor italiani si inquadra nell’ambito della missione NATO Resolute Support con il compito principale di fornire addestramento, consulenza e assistenza alle Forze di Sicurezza Afgane per migliorarne la funzionalità e la loro capacità di autosostenersi.

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Fonte: Ministero della Difesa via TAAC-W