Nato

MNBG-W, KFOR: combined training per la gestione degli eventi critici

Nell’ambito della missione in Kosovo, si è svolta dal 9 al 10 luglio scorso l’esercitazione congiunta tra il Multinational Battle Group West (MNBG-W), le unità della Kosovo Force (KFOR) a guida italiana e il Kosovo Tactical Reserve Battalion (KTRBN), unità costituente la riserva tattica schierata in Kosovo dalla NATO.

Lo rende noto lo stesso MNBG-W con un comunicato stampa del 10 luglio.

L’esercitazione aveva lo scopo di addestrare le unità alla gestione di eventi critici, si apprende, mantenendo elevata la loro capacità operativa, al fine di garantire una risposta efficace al verificarsi di eventi suscettibili di minacciare la stabilità, la sicurezza e la libertà di movimento nell’area di operazioni.

È stato simulato uno scenario di mobilitazione popolare, nel quale le forze esercitate hanno dovuto fronteggiare una vera e propria escalation di disordini. Nel corso dell’esercitazione, oltre alle unità antisommossa, sono state impiegate unità del Genio per la rimozione di sbarramenti, nonché un nucleo di Artificieri destinato al controllo e alla bonifica di ordigni esplosivi.

Nell’esercitazione sono stati impiegati 253 soldati KFOR di nazionalità italiana, austriaca, moldava, ungherese, slovena e croata; 32 veicoli ruotati; un carro apripista; due elicotteri multiruolo; assetti sanitari, oltre a unità di polizia militare e forze di polizia locale.

Nel corso dell’esercitazione è stata testata la rapidità di immissione delle forze nell’area interessata all’esercitazione; l’integrazione della riserva tattica nel dispositivo del MNBG-W, nonché la capacità di comando e controllo da parte dello staff del MNBG-W.

Attualmente costituito su base 24° Reggimento artiglieria terrestre Peloritani, con una forza di circa 700 militari di cui 250 italiani, il MNBG-W è schierato nel settore occidentale del Kosovo, con il compito di garantire lo svolgimento di un’azione di presenza e deterrenza finalizzata a mantenere un ambiente sicuro e a contribuire al consolidamento della pace, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

 

MNBG-W, KFOR: FOC raggiunta per le unità italiane impiegate nella missione in Kosovo

Per gli artiglieri del 24° Reggimento Peloritani, dai primi di giugno schierati nel teatro operativo kosovaro, si è conclusa il 23 giugno scorso, nella base di Villaggio Italia a Peč/Pejë, la settimana addestrativa mirata al raggiungimento della “Full Operational Capability” (FOC).

“La FOC, ovvero la capacità di operare impiegando equipaggiamenti, mezzi ed assetti per l’assolvimento dei compiti richiesti nell’ambito della missione in Kosovo denominata “Joint Enterprise” – spiega il Multinational Battle Group West (MNBG-W) nel comunicato stampa con cui dà notizia dell’evento – è un requisito indispensabile al fine di uniformare gli standard operativi tra le varie unità multinazionali che operano nel teatro operativo, contribuendo al mantenimento della libertà di movimento e della stabilità nel settore occidentale del Kosovo”.

Tra le attività addestrative svolte dagli artiglieri del 24° reggimento Peloritani vi sono: il “Crowd and Riot Control” (CRC), un’attività di controllo della folla che prevede, oltre all’addestramento sul terreno, anche l’impiego di elicotteri, finalizzato al raggiungimento delle varie zone di intervento in tempi brevi; il “Fire Phobia”, attività addestrativa mirata alla gestione di eventi tumultuosi, con l’aggiunta del lancio di manufatti incendiari contro il personale in assetto antisommossa, simulando così un vero e proprio scenario di guerriglia urbana.

Composto da due compagnie austriache, una slovena e una italiana, quest’ultima inquadra al suo interno un plotone moldavo, il battaglione di manovra insieme al Gruppo Supporto di Aderenza (GSA) costituiscono rispettivamente la componente operativa e logistica del MNBG-W, unità a guida italiana comandata dal Colonnello Daniele Pisani.

Secondo la risoluzione 1244 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le unità di KFOR hanno il compito di mantenere un elevato livello di prontezza operativa, intervenendo, in caso di necessità, a supporto della polizia locale e delle forze di sicurezza kosovare.

Le unità del MNBG-W inoltre operano al fine di garantire la sicurezza del monastero di Visoki-Decani, simbolo della religione cristiana ortodossa, dal 2004 dichiarato patrimonio dell’UNESCO, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: gli artiglieri del 24° rgt Peloritani in Kosovo ricordano la Battaglia del Solstizio

Si è svolta lo scorso 15 giugno a Villaggio Italia – Peč/Pejë, base del Multinational Battle Group West (MNBG-W – Gruppo Tattico Multinazionale – Ovest), la celebrazione del 101° anniversario della Battaglia del Solstizio, festa dell’Arma di Artiglieria, fa sapere con un comunicato stampa il contingente italiano in Kosovo, attualmente su base 24° reggimento artiglieria terrestre Peloritani.

“Iniziata con la cerimonia dell’alzabandiera e la deposizione di una corona di fiori al monumento ai caduti, la semplice ma significativa celebrazione è proseguita con la lettura della preghiera dell’artigliere”, si apprende.

Durante la commemorazione, il Comandante del MNBG-W ha dato lettura dell’ordine del giorno inviato dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, ricordando l’estremo sacrificio dei 90.000 soldati italiani che in nome della Patria trasformarono l’offensiva austriaca in una pesantissima disfatta, sancendo di fatto la definitiva sconfitta dell’Esercito Austro-Ungarico nel primo conflitto mondiale.

L’anniversario della Battaglia del Solstizio ricorda appunto l’azione delle unità italiane nella battaglia del Piave del 15 giugno 1918. Per il valoroso comportamento dimostrato venne decorata l’Arma di Artiglieria, che aveva contribuito in misura determinante al successo della battaglia, con la terza medaglia d’oro al valor militare, con la seguente motivazione: “Sempre e dovunque, con abnegazione prodigò il suo valore, la sua perizia, il suo sangue, agevolando alla fanteria, in meravigliosa gara d’eroismi, il travagliato cammino della vittoria per la grandezza della Patria”.

Dallo scorso 13 giugno gli artiglieri del 24° reggimento Peloritani operano nell’ambito del MNBG W, un battaglione multinazionale composto da quattro compagnie di manovra di cui una italiana, nell’ambito della missione a guida NATO, denominata Joint Enterprise.

Condotta nel versante occidentale del Kosovo, in un’area di circa 6.000 chilometri quadrati, la missione dei militari di KFOR, iniziata il 12 giugno del 1999, proprio nell’anno in cui ricorre il ventesimo anniversario dell’ingresso delle forze della NATO in Kosovo, ha il compito di contribuire al mantenimento della libertà di movimento e della sicurezza dell’area, garantendo la difesa delle popolazioni che ivi coesistono.

I compiti della missione NATO KFOR, ricorda il comunicato, sono:

Concorrere, nell’ambito delle operazioni a guida NATO in corso di svolgimento nella Joint Operation Area (JOA) e nel quadro di una progressiva riduzione della presenza militare, allo svolgimento di un’azione di presenza e deterrenza che mantenga un ambiente sicuro e impedisca il ricorso alla violenza, contribuendo, nel contempo, al consolidamento della pace ed al processo di crescita civile.

L’attuale missione di KFOR consiste in:

  • continuare a contribuire al mantenimento della sicurezza e della libertà di movimento (Safe and Secure Environment and Freedom of Movement);
  • supervisionare il MTA (Military Technical Agreement) con la Serbia;
  • assistere lo sviluppo delle Istituzioni locali al fine di migliorare la stabilità nella regione;
  • condurre attività di comunicazione a sostegno della missione;
  • supportare e cooperare con le Istituzioni Internazionali;
  • su ordine, passare rapidamente dalla “Deterrent Presence” alla “Minimum Presence“.

Fonte e foto: MNBG-W

MNBG-W, KFOR: il 2 giugno dei soldati italiani in Kosovo e Medal Parade per il contingente a termine mandato

I militari italiani della missione in Kosovo hanno celebrato lo scorso 2 giugno la ricorrenza del 73° anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana: nell’occasione, con l’approssimarsi del termine del mandato per il contingente attualmente schierato, ha avuto luogo anche la cerimonia denominata “Medal Parade”, che ha visto i soldati del contingente che compongono il MNBG – W (Multinational Battle Group  – West) ricevere la medaglia commemorativa “Non Article 5”, concessa al personale impiegato nella condotta di operazioni di supporto alla pace.

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa lo stesso MNBG-W.

La cerimonia si è svolta presso Camp Villaggio Italia – Peč/Pejë, alla presenza del Comandante del MNBG – W, Colonnello Gianfranco Di Marco, Comandante in Patria dell’8° Reggimento di artiglieria terrestre Pasubio, che costituisce l’ossatura principale del contingente.

Per celebrare la Festa della Repubblica Italiana, il Colonnello Di Marco ha dato lettura del messaggio augurale inviato dal Ministro della Difesa, Dottoressa Elisabetta Trenta, a tutti i contingenti italiani impiegati nelle missioni all’estero e ha pronunciato un breve discorso complimentandosi con gli uomini e le donne avuti alle dipendenze per la professionalità con cui hanno operato durante la missione in Kosovo.

La consegna della medaglia NATO, spiega il comunicato, sancisce la fine del mandato che ha visto i soldati del MNBG – W impiegati nella missione in Kosovo, per un tour di sei mesi, nella condotta dell’operazione denominata Joint Enterprise, che ha visto il personale del MNBG – W condurre attività operative per il mantenimento della pace e della sicurezza nel settore ovest del Kosovo, nonché attività addestrative mirate ad amalgamare le varie componenti multinazionali del MNBG – W, uniformandone gli standard operativi.

Il contingente attualmente schierato, fa sapere il MNBG-W, si approssima a essere avvicendato dal 24° Reggimento artiglieria terrestre Peloritani.

Durante la cerimonia il Colonnello Di Marco ha conferito alcuni riconoscimenti al personale che più si è distinto durante la condotta delle operazioni. Alla Medal Parade oltre al personale italiano ha partecipato anche una compagnia moldava che tra pochi giorni concluderà, a sua volta, il proprio mandato, si apprende.

La missione NATO KFOR, ricorda il comunicato stampa del MNBG-W, concorre, “nell’ambito delle operazioni a guida NATO in corso di svolgimento nella Joint Operation Area (JOA) e nel quadro di una progressiva riduzione della presenza militare, allo svolgimento di un’azione di presenza e deterrenza che mantenga un ambiente sicuro e impedisca il ricorso alla violenza, contribuendo, nel contempo, al consolidamento della pace e al processo di crescita civile”.

L’attuale missione KFOR, conclude il MNBG-W, consiste in:

  • continuare a contribuire al mantenimento della sicurezza e della libertà di movimento (Safe and Secure Environment and Freedom of Movement);
  • supervisionare il MTA (Military Technical Agreement) con la Serbia;
  • assistere lo sviluppo delle Istituzioni locali al fine di migliorare la stabilità nella regione;
  • condurre attività di comunicazione a sostegno della missione;
  • supportare e cooperare con le Istituzioni Internazionali;
  • su ordine, passare rapidamente dalla “Deterrent Presence” alla “Minimum Presence”.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

NRDC-ITA: International and Charity Day nel polo fieristico di Busto Arsizio con i suoi 18 Paesi contribuenti

Si è svolta sabato 1° giugno la sedicesima edizione del tradizionale International and Charity Day, manifestazione dal carattere multinazionale organizzata dal Comando del Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO in Italia (NATO Rapid Deployable Corps-Italy, NRDC-ITA) e quest’anno svolta presso l’area di MalpensaFiere, a Busto Arsizio (VA).

È lo stesso NRDC-ITA a darne notizia con un comunicato stampa.

Nel corso dell’evento, i rappresentanti dei 18 Paesi che aderiscono a NRDC-ITA hanno condiviso le rispettive culture e tradizioni insieme ai loro familiari e amici, celebrando l’anima internazionale dell’unità nell’anno in cui ricorre il 70° anniversario della costituzione dell’Alleanza Atlantica.

“Amicizia e generosità sono stati gli elementi che da sempre caratterizzano emblematicamente questa giornata di beneficenza”, si legge dal comunicato. Per l’edizione del 2019, si apprende, si è scelto di devolvere, sia il ricavato delle sponsorizzazioni sia quanto raccolto dalle offerte libere del personale del Comando, a favore della Onlus “Più di ventuno” che dal 2014 assiste le persone con Sindrome di Down – Trisonomia 21.

Il polo fieristico di Busto Arsizio ha ospitato stand promozionali e gastronomici rappresentativi della natura multinazionale di NRDC-ITA. Oltre all’Italia, nazione guida del Comando, hanno partecipato Albania, Bulgaria, Canada, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Romania, Slovenia, Spagna, Stati Uniti d’America, Turchia e Ungheria.

Anche per questa edizione sono state realizzate cartoline celebrative dell’evento, sulle quali è stato possibile ottenere uno speciale annullo filatelico realizzato in collaborazione con le Poste Italiane.

L’ampio programma dell’International and Charity Day è stato animato da molti momenti di intrattenimento culturali, folkloristici e militari. L’evento si è concluso con uno spettacolo di fuochi d’artificio.

“La manifestazione – conclude il comunicato – ha rappresentato per il Comando multinazionale una occasione per rafforzare i legami con la comunità locale e una proficua opportunità per sottolineare, ancora una volta, il valore degli uomini e donne di NRDC-ITA, sempre pronti a concorrere al mantenimento della sicurezza internazionale e, allo stesso modo, in prima linea quando si tratta di donare”.

Fonte e foto: NRDC-ITA

 

Scuola di Applicazione: il CSPCO al NATO Defence Education Enhancement Programme (DEEP) in favore della Tunisia

Nelle scorse settimane si è svolta la fase esecutiva del programma NATO Defence Education Enhancement Programme (DEEP) Tunisia, teso a potenziare le capacità formative nazionali tunisine, su specifiche materie d’insegnamento a carattere militare, si apprende da un comunicato stampa del 9 maggio del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito.

In tale contesto il Centro Studi Post Conflict Operations (CSPCO) del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito ha fornito un supporto formativo al Tunisian War College (TNWC).

Un nucleo di formatori, composto da tre esperti della materia appartenenti al CSPCO, è stato inviato in Tunisia per lo sviluppo di un seminario orientativo sulla “Stabilizzazione e Ricostruzione”, quale elemento didattico cardine del modulo “Gestione delle Crisi”, nell’ambito del programma didattico annuale della Scuola Superiore di Guerra della Tunisia, istituzione di alta istruzione militare destinata a formare gli ufficiali superiori delle Forze Armate locali.

In particolare, si apprende, il seminario ha posto l’accento sulla complessità degli attuali scenari di crisi internazionali, evidenziando la necessità di operare utilizzando un approccio sempre più integrato tra tutti i vari attori coinvolti, razionalizzando adeguatamente le risorse disponibili.

L’uditorio, composto da 70 Ufficiali Tunisini e 15 provenienti da altri paesi (Arabia Saudita, Qatar, Marocco, Mauritania, Niger, Mali, Chad, Gabon, Costa d’Avorio, Benin, Camerun e Repubblica Centrale dell’Africa), si è rivelato estremamente interessato agli argomenti trattati, partecipando in modo interattivo sia durante i periodi di lezione frontale sia nei momenti dedicati alla discussione.

Al termine dell’attività, la controparte tunisina ha manifestato il proprio vivo apprezzamento nei confronti del contributo didattico fornito dal CSPCO, chiedendo alla NATO di reiterare l’attività anche nel prossimo anno accademico e auspicando, per il futuro, una più stretta collaborazione tra i due enti, conclude il comunicato.

Fonte e foto: Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito

MNBG-W, KFOR: un corso di difesa personale destinato alle donne

Con la consegna degli attestati alle frequentatrici, ha avuto luogo la cerimonia di chiusura del corso di difesa personale femminile tenuto da istruttori del contingente italiano in Kosovo nella città di Peć/Pejë.

Il corso, svolto con personale del contingente italiano in forza al Multinational Battle Group West (MNBGW), è durato oltre 8 settimane, si apprende da un comunicato stampa del 9 maggio scorso dello stesso MNBG-W.

Il progetto, rivolto a donne vittime di violenza domestica, è stato realizzato grazie alla cooperazione tra il personale addetto alla Cooperazione Civile e Militare (CIMIC), i Liaison Monitoring Team (LMT) del Joint Regional Detachment West (JRDW), le istituzioni locali di Peć/Pejë e l’Organizzazione non governativa (NGO) “Women wellness center”.

L’NGO, nata nel 1999 per assistere le donne vittime di violenza durante il conflitto, attualmente fornisce assistenza a quelle vittime di violenza domestica garantendo una dimora a quelle costrette ad abbandonare il tetto coniugale, spiega il comunicato.

A premessa del corso è stato condotto un ciclo addestrativo finalizzato alla formazione di un team di aiuto istruttori di sesso femminile, per poter meglio interagire con le frequentatrici.

Il tipo di difesa personale proposto è finalizzato esclusivamente a insegnare tecniche e strategie per la difesa da aggressioni a livello fisico, psicologico e verbale – come lo strangolamento o la sopraffazione fisica – applicando prese e leve che permettono alla donna aggredita di evitare la minaccia.

L’attività si poneva l’obiettivo di insegnare alle frequentatrici ad apprendere i movimenti base per divincolarsi e difendersi da un attacco fisico, da attacco con arma bianca o con arma da fuoco, ad acquisire un approccio più sicuro e sereno nella vita quotidiana, nonché a riconoscere le situazioni in cui potrebbero risultare più facilmente vulnerabili alle minacce di possibili malintenzionati, si apprende.

Il Comandante del MNBGW, Colonnello Gianfranco Di Marco, ha espresso la sua soddisfazione per la realizzazione del progetto, auspicando che l’esempio fornito dal corso possa essere utile a sostenere e ad affrontare, con azioni concrete, un tema attuale e molto sentito non solo in Kosovo ma in tutta la società moderna.

Il progetto realizzato è di quelli definiti “no cost”, spiega il MNBG-W, che consentono di mettere a disposizione della comunità civile le competenze e le capacità di impiego duale (dual use) delle Forze Armate. Inoltre, è stato organizzato in stretta collaborazione con le l’Assessorato allo sport e alle pari opportunità del Comune di Peć/Pejë e con l’NGO “Youth Innovation Center” che ha dato la disponibilità della palestra dove svolgere le lezioni.

Recentemente, nel pieno rispetto del mandato della missione KFOR e della neutralità della stessa, un paritetico progetto è stato concluso, in coordinamento con il Joint Regional Detachment South East (JRD SE) a favore delle donne responsabili della “Safe House” gestita dalla NGO “Women Shelter” nel villaggio a maggioranza serba di Bostane, nella Municipalità di Novo Brdo/Novobërdë, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: il Cimic in supporto a educazione e sanità in Kosovo

Con la donazione in Kosovo di attrezzature informatiche per l’allestimento di un’aula multimediale in una scuola di Štrpce/Shtërpce e di attrezzature sanitarie per un Centro di medicina familiare Mališevo/Malishevë, rese disponibili dall’Associazione Nazionale Alpini (ANA) di Trento, dal Consultorio familiare e da una associazione di Velletri, si è concluso un progetto di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC) di supporto all’educazione e alla sanità.

Lo ha reso noto con un comunicato stampa del 29 aprile il Multinational Battle Group-West (MNBG-W) di KFOR.

Il progetto è nato su iniziativa dell’ANA di Trento che, nello scorso mese di dicembre, ha avviato una raccolta fondi tra tutti i gruppi alpini della provincia, si apprende. La cellula CIMIC del Multinational Battle Group West ha deciso, in base alle necessità, ove destinare le donazioni.

Presso la scuola elementare “Saja Markovic” del villaggio Gornja Bitinja/Biti, frequentata da circa 100 alunni di etnia serba, è stata allestita un’aula multimediale con attrezzature informatiche. Al taglio del nastro erano presenti l’Ambasciatore d’Italia Piero Cristoforo Sardi, il Presidente dell’ANA di Trento, Maurizio Pinamonti, il Comandante del MNBG-W, Colonnello Gianfranco Di Marco, il direttore della Scuola, Dr. Mile Stojavovio, e rappresentanti delle istituzioni locali.

Due defibrillatori e un elettrocardiografo, inoltre, sono stati donati al Centro di medicina familiare “Dr. Shpetim Robaj” della municipalità di Mališevo/Malishevë a maggioranza kosovaro-albanese.

Il Direttore del Centro, Dr. Nuhi Morina, ha ringraziato il Presidente dell’ANA di Trento e il Comandante del MNBG-W perché “le nuove attrezzature non solo elevano la qualità dei servizi offerti alla popolazione locale, ma offrono la possibilità concreta di salvare vite umane”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: Niagara, l’esercitazione disaster relief che ha fatto evacuare una scuola

Le unità del Multinational Battle Group West (MNBG-W) della missione in Kosovo, sono state impegnate in una esercitazione di risposta a una emergenza causata da un disastro naturale (Disaster Relief), si apprende dallo stesso MNBG-W.

“Niagara”, questo il nome dell’esercitazione, è stata condotta nei giorni scorsi dai militari italiani della Missione in Kosovo, in collaborazione con le autorità civili locali, Vigili del Fuoco e Kosovo Police, ha fatto sapere il comunicato stampa di ieri, 16 aprile, del MNBG-W.

L’esercitazione ha avuto luogo nella municipalità di Djakovica/Gjakovë e rientra nell’ambito delle attività operative volte a mantenere elevato il livello di addestramento delle unità di KFOR per fornire una pronta ed efficace riposta, in caso di richiesta di supporto da parte delle autorità locali, al verificarsi di calamità naturali. La gestione delle situazioni di emergenza causate da disordini civili ma anche da disastri naturali, in tutto il Kosovo, è uno dei compiti affidati a KFOR, ricorda il comunicato stampa.

“In tale contesto KFOR detiene la posizione di terzo responsabile a intervenire, con le istituzioni civili locali quali primi responsabili ed EULEX quale secondo responsabile”, spiega in dettaglio il MNBG-W.

Nello scenario operativo pianificato è stato simulato un intervento a supporto delle autorità locali che ha espresso le capacità dual use delle Forze Armate Italiane, per la gestione di una alluvione che ha interessato un centro abitato e la successiva evacuazione di una scuola.

L’evento è stato gestito dal Battaglione di manovra del MNBG-W, intervenuto a supporto dei Vigili del Fuoco e della polizia della Municipalità di Djakovica/Gjakovë.

Sul terreno è stata schierata la compagnia italiana rinforzata dalle unità di supporto logistico e di supporto alla mobilità messe a disposizione dal Gruppo Supporto di Aderenza (GSA), per un impiego dual use, con il concorso di tre pattuglie di Military Police (MP) dei Carabinieri, di un plotone dell’Esercito Moldavo e di due plotoni dell’Esercito Austriaco.

Il portavoce dei Vigili del fuoco di Djakovica/Gjakovë, Mr. Blerim Kadrija, ha affermato di essere molto soddisfatto del conseguimento degli obiettivi addestrativi che la sua unità sperava di ottenere con questa esercitazione.

“L’esercitazione Niagara ci ha dato la possibilità di valutare e affinare le procedure per la gestione di un complesso intervento di protezione civile esprimendo le nostre capacità di impiego dual use”, ha affermato il Ten. Col. Elvidio Cedrola, Comandante del Battaglione di Manovra del MNBG-W. “Nel caso specifico si è trattato di coordinare le azioni di molteplici attori: militari di diversa nazionalità, autorità civili, forze locali di Polizia e Vigili del Fuoco”.

Inoltre, sfruttando la possibilità offerta dall’esercitazione, tutto il personale della scuola è stato istruito sulle modalità di evacuazione.

“I risultati conseguiti – si legge dal comunicato – sono stati più che soddisfacenti, alla luce del fatto che le forze di KFOR devono addestrarsi con frequenza per mantenere elevato il livello di prontezza e di risposta con l’obiettivo di garantire, a tutti gli abitanti del Kosovo, un ambiente stabile e sicuro e la libertà di movimento, indipendentemente da come questi potrebbero essere minacciati. L’intento è quello di ripetere nel futuro attività similari anche nelle altre municipalità”.

Fonte e foto: MNBG-W

Al CESIVA docenti e studenti di Relazioni internazionali dell’Università di Perugia

Ancora un incontro tra i vertici del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (CESIVA) e docenti dell’Università di Perugia per creare sinergie nel campo della formazione degli studenti del corso di Laurea magistrale in Relazioni internazionali, ha fatto sapere lo stesso Centro con un comunicato stampa del 15 aprile.

Nel quadro delle azioni dirette a finalizzare possibili future collaborazioni con il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, nei giorni scorsi, si apprende in dettaglio, il CESIVA ha ospitato una folta rappresentanza di docenti e studenti del corso di laurea magistrale in relazioni internazionali.

La Delegazione, accompagnata dal Prof. Alessandro Campi, coordinatore del corso di laurea magistrale in relazioni internazionali del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, e dalla Dottoressa Barbara Faccenda, docente e consulente di politica internazionale e terrorismo internazionale, è stata accolta dal Vice Comandante del CESIVA, il Generale di Brigata Manlio Scopigno, il quale, dopo aver fatto una panoramica sulla mission, i compiti e le prospettive future del Centro, ha portato all’attenzione degli ospiti come il Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito praticamente operi nel campo della simulazione addestrativa e del “virtual training”.

Per conoscere meglio le modalità di validazione dei posti comando delle unità destinate all’impiego fuori del territorio nazionale, al termine del briefing docenti e studenti hanno potuto assistere ad alcune fasi dell’esercitazione “Orione 2019/1”, attività alla quale è interessata il 24° reggimento di Artiglieria Peloritani, reparto della Forza Armata di prossimo impiego in Kosovo, nel contesto della forza internazionale di peacekeeping KFOR della NATO.

La delegazione dell’università di Perugia ha avuto l’opportunità di intrattenersi nelle infrastrutture destinate all’Integration Test Bed (ITB), per assistere a una dimostrazione del Sistema Automatizzato di Comando Controllo di Forza Armata (SIACCON), nonché all’illustrazione delle funzionalità dell’ambiente sintetico di base (ASB), lo scenario virtuale che permette, alle unità addestrate, di vivere un coinvolgimento fisico e psicologico molto simile a quello reale.

Ultima tappa della visita è stata la biblioteca del Centro, sito di immenso valore storico-culturale all’interno del quale sono custoditi oltre 100.000 volumi tra cui 8 Incunaboli del 1400, 53 volumi del 1500 e 271 del 1600, 48 manoscritti e circa 7.000 settecentini.

“La giornata trascorsa insieme alla delegazione universitaria perugina, oltre a porre le basi per costruire future sinergie nel campo della formazione degli studenti iscritti al corso di laurea magistrale in relazioni internazionali, ha messo in evidenza il ruolo fondamentale che il Ce.Si.Va. ricopre nell’ambito dell’Esercito Italiano, un ruolo che lo porta ad essere il principale riferimento, sia nell’applicazione della simulazione addestrativa, che nelle attività di sviluppo e sperimentazione connessa con il programma di simulazione denominato Forza NEC (Network Enabled Capability), conclude il comunicato.

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Fonte e foto: CESIVA