Nato

Scuola di Applicazione: il CSPCO al NATO Defence Education Enhancement Programme (DEEP) in favore della Tunisia

Nelle scorse settimane si è svolta la fase esecutiva del programma NATO Defence Education Enhancement Programme (DEEP) Tunisia, teso a potenziare le capacità formative nazionali tunisine, su specifiche materie d’insegnamento a carattere militare, si apprende da un comunicato stampa del 9 maggio del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito.

In tale contesto il Centro Studi Post Conflict Operations (CSPCO) del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito ha fornito un supporto formativo al Tunisian War College (TNWC).

Un nucleo di formatori, composto da tre esperti della materia appartenenti al CSPCO, è stato inviato in Tunisia per lo sviluppo di un seminario orientativo sulla “Stabilizzazione e Ricostruzione”, quale elemento didattico cardine del modulo “Gestione delle Crisi”, nell’ambito del programma didattico annuale della Scuola Superiore di Guerra della Tunisia, istituzione di alta istruzione militare destinata a formare gli ufficiali superiori delle Forze Armate locali.

In particolare, si apprende, il seminario ha posto l’accento sulla complessità degli attuali scenari di crisi internazionali, evidenziando la necessità di operare utilizzando un approccio sempre più integrato tra tutti i vari attori coinvolti, razionalizzando adeguatamente le risorse disponibili.

L’uditorio, composto da 70 Ufficiali Tunisini e 15 provenienti da altri paesi (Arabia Saudita, Qatar, Marocco, Mauritania, Niger, Mali, Chad, Gabon, Costa d’Avorio, Benin, Camerun e Repubblica Centrale dell’Africa), si è rivelato estremamente interessato agli argomenti trattati, partecipando in modo interattivo sia durante i periodi di lezione frontale sia nei momenti dedicati alla discussione.

Al termine dell’attività, la controparte tunisina ha manifestato il proprio vivo apprezzamento nei confronti del contributo didattico fornito dal CSPCO, chiedendo alla NATO di reiterare l’attività anche nel prossimo anno accademico e auspicando, per il futuro, una più stretta collaborazione tra i due enti, conclude il comunicato.

Fonte e foto: Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito

MNBG-W, KFOR: un corso di difesa personale destinato alle donne

Con la consegna degli attestati alle frequentatrici, ha avuto luogo la cerimonia di chiusura del corso di difesa personale femminile tenuto da istruttori del contingente italiano in Kosovo nella città di Peć/Pejë.

Il corso, svolto con personale del contingente italiano in forza al Multinational Battle Group West (MNBGW), è durato oltre 8 settimane, si apprende da un comunicato stampa del 9 maggio scorso dello stesso MNBG-W.

Il progetto, rivolto a donne vittime di violenza domestica, è stato realizzato grazie alla cooperazione tra il personale addetto alla Cooperazione Civile e Militare (CIMIC), i Liaison Monitoring Team (LMT) del Joint Regional Detachment West (JRDW), le istituzioni locali di Peć/Pejë e l’Organizzazione non governativa (NGO) “Women wellness center”.

L’NGO, nata nel 1999 per assistere le donne vittime di violenza durante il conflitto, attualmente fornisce assistenza a quelle vittime di violenza domestica garantendo una dimora a quelle costrette ad abbandonare il tetto coniugale, spiega il comunicato.

A premessa del corso è stato condotto un ciclo addestrativo finalizzato alla formazione di un team di aiuto istruttori di sesso femminile, per poter meglio interagire con le frequentatrici.

Il tipo di difesa personale proposto è finalizzato esclusivamente a insegnare tecniche e strategie per la difesa da aggressioni a livello fisico, psicologico e verbale – come lo strangolamento o la sopraffazione fisica – applicando prese e leve che permettono alla donna aggredita di evitare la minaccia.

L’attività si poneva l’obiettivo di insegnare alle frequentatrici ad apprendere i movimenti base per divincolarsi e difendersi da un attacco fisico, da attacco con arma bianca o con arma da fuoco, ad acquisire un approccio più sicuro e sereno nella vita quotidiana, nonché a riconoscere le situazioni in cui potrebbero risultare più facilmente vulnerabili alle minacce di possibili malintenzionati, si apprende.

Il Comandante del MNBGW, Colonnello Gianfranco Di Marco, ha espresso la sua soddisfazione per la realizzazione del progetto, auspicando che l’esempio fornito dal corso possa essere utile a sostenere e ad affrontare, con azioni concrete, un tema attuale e molto sentito non solo in Kosovo ma in tutta la società moderna.

Il progetto realizzato è di quelli definiti “no cost”, spiega il MNBG-W, che consentono di mettere a disposizione della comunità civile le competenze e le capacità di impiego duale (dual use) delle Forze Armate. Inoltre, è stato organizzato in stretta collaborazione con le l’Assessorato allo sport e alle pari opportunità del Comune di Peć/Pejë e con l’NGO “Youth Innovation Center” che ha dato la disponibilità della palestra dove svolgere le lezioni.

Recentemente, nel pieno rispetto del mandato della missione KFOR e della neutralità della stessa, un paritetico progetto è stato concluso, in coordinamento con il Joint Regional Detachment South East (JRD SE) a favore delle donne responsabili della “Safe House” gestita dalla NGO “Women Shelter” nel villaggio a maggioranza serba di Bostane, nella Municipalità di Novo Brdo/Novobërdë, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: il Cimic in supporto a educazione e sanità in Kosovo

Con la donazione in Kosovo di attrezzature informatiche per l’allestimento di un’aula multimediale in una scuola di Štrpce/Shtërpce e di attrezzature sanitarie per un Centro di medicina familiare Mališevo/Malishevë, rese disponibili dall’Associazione Nazionale Alpini (ANA) di Trento, dal Consultorio familiare e da una associazione di Velletri, si è concluso un progetto di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC) di supporto all’educazione e alla sanità.

Lo ha reso noto con un comunicato stampa del 29 aprile il Multinational Battle Group-West (MNBG-W) di KFOR.

Il progetto è nato su iniziativa dell’ANA di Trento che, nello scorso mese di dicembre, ha avviato una raccolta fondi tra tutti i gruppi alpini della provincia, si apprende. La cellula CIMIC del Multinational Battle Group West ha deciso, in base alle necessità, ove destinare le donazioni.

Presso la scuola elementare “Saja Markovic” del villaggio Gornja Bitinja/Biti, frequentata da circa 100 alunni di etnia serba, è stata allestita un’aula multimediale con attrezzature informatiche. Al taglio del nastro erano presenti l’Ambasciatore d’Italia Piero Cristoforo Sardi, il Presidente dell’ANA di Trento, Maurizio Pinamonti, il Comandante del MNBG-W, Colonnello Gianfranco Di Marco, il direttore della Scuola, Dr. Mile Stojavovio, e rappresentanti delle istituzioni locali.

Due defibrillatori e un elettrocardiografo, inoltre, sono stati donati al Centro di medicina familiare “Dr. Shpetim Robaj” della municipalità di Mališevo/Malishevë a maggioranza kosovaro-albanese.

Il Direttore del Centro, Dr. Nuhi Morina, ha ringraziato il Presidente dell’ANA di Trento e il Comandante del MNBG-W perché “le nuove attrezzature non solo elevano la qualità dei servizi offerti alla popolazione locale, ma offrono la possibilità concreta di salvare vite umane”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

MNBG-W, KFOR: Niagara, l’esercitazione disaster relief che ha fatto evacuare una scuola

Le unità del Multinational Battle Group West (MNBG-W) della missione in Kosovo, sono state impegnate in una esercitazione di risposta a una emergenza causata da un disastro naturale (Disaster Relief), si apprende dallo stesso MNBG-W.

“Niagara”, questo il nome dell’esercitazione, è stata condotta nei giorni scorsi dai militari italiani della Missione in Kosovo, in collaborazione con le autorità civili locali, Vigili del Fuoco e Kosovo Police, ha fatto sapere il comunicato stampa di ieri, 16 aprile, del MNBG-W.

L’esercitazione ha avuto luogo nella municipalità di Djakovica/Gjakovë e rientra nell’ambito delle attività operative volte a mantenere elevato il livello di addestramento delle unità di KFOR per fornire una pronta ed efficace riposta, in caso di richiesta di supporto da parte delle autorità locali, al verificarsi di calamità naturali. La gestione delle situazioni di emergenza causate da disordini civili ma anche da disastri naturali, in tutto il Kosovo, è uno dei compiti affidati a KFOR, ricorda il comunicato stampa.

“In tale contesto KFOR detiene la posizione di terzo responsabile a intervenire, con le istituzioni civili locali quali primi responsabili ed EULEX quale secondo responsabile”, spiega in dettaglio il MNBG-W.

Nello scenario operativo pianificato è stato simulato un intervento a supporto delle autorità locali che ha espresso le capacità dual use delle Forze Armate Italiane, per la gestione di una alluvione che ha interessato un centro abitato e la successiva evacuazione di una scuola.

L’evento è stato gestito dal Battaglione di manovra del MNBG-W, intervenuto a supporto dei Vigili del Fuoco e della polizia della Municipalità di Djakovica/Gjakovë.

Sul terreno è stata schierata la compagnia italiana rinforzata dalle unità di supporto logistico e di supporto alla mobilità messe a disposizione dal Gruppo Supporto di Aderenza (GSA), per un impiego dual use, con il concorso di tre pattuglie di Military Police (MP) dei Carabinieri, di un plotone dell’Esercito Moldavo e di due plotoni dell’Esercito Austriaco.

Il portavoce dei Vigili del fuoco di Djakovica/Gjakovë, Mr. Blerim Kadrija, ha affermato di essere molto soddisfatto del conseguimento degli obiettivi addestrativi che la sua unità sperava di ottenere con questa esercitazione.

“L’esercitazione Niagara ci ha dato la possibilità di valutare e affinare le procedure per la gestione di un complesso intervento di protezione civile esprimendo le nostre capacità di impiego dual use”, ha affermato il Ten. Col. Elvidio Cedrola, Comandante del Battaglione di Manovra del MNBG-W. “Nel caso specifico si è trattato di coordinare le azioni di molteplici attori: militari di diversa nazionalità, autorità civili, forze locali di Polizia e Vigili del Fuoco”.

Inoltre, sfruttando la possibilità offerta dall’esercitazione, tutto il personale della scuola è stato istruito sulle modalità di evacuazione.

“I risultati conseguiti – si legge dal comunicato – sono stati più che soddisfacenti, alla luce del fatto che le forze di KFOR devono addestrarsi con frequenza per mantenere elevato il livello di prontezza e di risposta con l’obiettivo di garantire, a tutti gli abitanti del Kosovo, un ambiente stabile e sicuro e la libertà di movimento, indipendentemente da come questi potrebbero essere minacciati. L’intento è quello di ripetere nel futuro attività similari anche nelle altre municipalità”.

Fonte e foto: MNBG-W

Al CESIVA docenti e studenti di Relazioni internazionali dell’Università di Perugia

Ancora un incontro tra i vertici del Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito (CESIVA) e docenti dell’Università di Perugia per creare sinergie nel campo della formazione degli studenti del corso di Laurea magistrale in Relazioni internazionali, ha fatto sapere lo stesso Centro con un comunicato stampa del 15 aprile.

Nel quadro delle azioni dirette a finalizzare possibili future collaborazioni con il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, nei giorni scorsi, si apprende in dettaglio, il CESIVA ha ospitato una folta rappresentanza di docenti e studenti del corso di laurea magistrale in relazioni internazionali.

La Delegazione, accompagnata dal Prof. Alessandro Campi, coordinatore del corso di laurea magistrale in relazioni internazionali del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia, e dalla Dottoressa Barbara Faccenda, docente e consulente di politica internazionale e terrorismo internazionale, è stata accolta dal Vice Comandante del CESIVA, il Generale di Brigata Manlio Scopigno, il quale, dopo aver fatto una panoramica sulla mission, i compiti e le prospettive future del Centro, ha portato all’attenzione degli ospiti come il Centro Simulazione e Validazione dell’Esercito praticamente operi nel campo della simulazione addestrativa e del “virtual training”.

Per conoscere meglio le modalità di validazione dei posti comando delle unità destinate all’impiego fuori del territorio nazionale, al termine del briefing docenti e studenti hanno potuto assistere ad alcune fasi dell’esercitazione “Orione 2019/1”, attività alla quale è interessata il 24° reggimento di Artiglieria Peloritani, reparto della Forza Armata di prossimo impiego in Kosovo, nel contesto della forza internazionale di peacekeeping KFOR della NATO.

La delegazione dell’università di Perugia ha avuto l’opportunità di intrattenersi nelle infrastrutture destinate all’Integration Test Bed (ITB), per assistere a una dimostrazione del Sistema Automatizzato di Comando Controllo di Forza Armata (SIACCON), nonché all’illustrazione delle funzionalità dell’ambiente sintetico di base (ASB), lo scenario virtuale che permette, alle unità addestrate, di vivere un coinvolgimento fisico e psicologico molto simile a quello reale.

Ultima tappa della visita è stata la biblioteca del Centro, sito di immenso valore storico-culturale all’interno del quale sono custoditi oltre 100.000 volumi tra cui 8 Incunaboli del 1400, 53 volumi del 1500 e 271 del 1600, 48 manoscritti e circa 7.000 settecentini.

“La giornata trascorsa insieme alla delegazione universitaria perugina, oltre a porre le basi per costruire future sinergie nel campo della formazione degli studenti iscritti al corso di laurea magistrale in relazioni internazionali, ha messo in evidenza il ruolo fondamentale che il Ce.Si.Va. ricopre nell’ambito dell’Esercito Italiano, un ruolo che lo porta ad essere il principale riferimento, sia nell’applicazione della simulazione addestrativa, che nelle attività di sviluppo e sperimentazione connessa con il programma di simulazione denominato Forza NEC (Network Enabled Capability), conclude il comunicato.

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Fonte e foto: CESIVA

Brigata Ariete: avvicendamento al Reparto Comando e Supporti, il Ten Col Salatino cede il comando al collega Marra

Si è svolta questa mattina, 12 aprile, nella caserma Mittica di Pordenone la cerimonia di avvicendamento del Comandante del Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete, unità dipendente dalla 132^ Brigata corazzata Ariete, rende noto, con un comunicato stampa odierno, la stessa brigata.

Al Tenente Colonnello Luca Salatino è subentrato il parigrado Emanuel Marra, specialità bersagliere, proveniente dal Comando della 132^ Brigata corazzata Ariete.

“Il Tenente Colonnello Salatino aveva assunto il comando del reparto nel dicembre del 2017 e in questo periodo ha saldamente guidato l’unità nelle molteplici operazioni di supporto alla Brigata – si legge dal comunicato – prime tra tutte, le attività legate all’esigenza eNRF (enhanced NATO Response Force) che ha visto l’Ariete, per tutto il 2018, operare come unità terrestre a elevata prontezza operativa dell’Alleanza e che hanno comportato un ingente sforzo logistico e organizzativo”.

Proprio nel contesto eNRF, il reparto ha reso possibile il dispiegamento del Comando Brigata in Norvegia per la condotta dell’esercitazione Trident Juncture (link articoli correlati), la più importante attività addestrativa pianificata dall’Alleanza Atlantica negli ultimi vent’anni, con la partecipazione di quasi cinquantamila militari provenienti da trentuno diversi paesi.

Allo stesso tempo il reparto ha continuato ad assicurare assetti e aliquote di personale per attività operative in territorio nazionale come per l’Operazione Strade Sicure.

Molteplici, inoltre, sono state le attività logistiche e di coordinamento condotte per l’Ariete in occasione di grandi eventi organizzati dalla comunità locale, così come significativo il sostegno che l’unità ha assicurato a iniziative di solidarietà organizzate da diverse associazioni del pordenonese, si apprende, come la Nostra Famiglia, la Via di Natale e la Sorgente dei Sogni.

Nel salutare l’Ufficiale in partenza, il Comandante della Brigata Ariete, generale Enrico Barduani, ha ricordato come il reparto nel suo periodo di comando abbia dovuto far fronte a numerose e pressanti esigenze, alle quali comunque l’unità ha sempre risposto con prontezza ed efficacia. Successivamente, ha augurato al nuovo Comandante del Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete le migliori fortune in vista dei gravosi impegni che lo attendono nel prossimo futuro.

Il Reparto Comando e Supporti Tattici Ariete è l’unità deputata ad assicurare il funzionamento del Comando della grande unità corazzata, sia in termini logistici che di comunicazione, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: Brigata Ariete

MNBG-W, KFOR: donazione di farmaci a ospedali e poliambulatori

Il contingente italiano nella missione in Kosovo ha portato a termine nei giorni scorsi una donazione di farmaci per gli ospedali regionali di Peč e di Djakovica e i poliambulatori di Osojane e Gorazdevac, nell’area ovest del Kosovo, ha fatto sapere il Multinational Battle Group-West (MNBG-W) di KFOR con un comunicato stampa dell’8 aprile.

L’importante quantitativo di farmaci, si apprende, è stato raccolto e messo a disposizione dalla Fondazione Banco Farmaceutico Onlus.

Le donazioni sono avvenute presso gli Ospedali Regionali di Peč/Pejë e di Djakovica/Gjakovë, i due più importanti ospedali presenti nell’area del paese in cui opera il contingente italiano. Altre due donazioni hanno avuto luogo presso due poliambulatori situati nelle zone abitate da minoranze serbe: Osojane/Osojan e Gorazdevač/Gorazdhec.

“La ripartizione dei medicinali è avvenuta in maniera proporzionale alle diverse utenze delle citate strutture sanitare e nel pieno rispetto del principio di imparzialità di assistenza a tutta la popolazione del Kosovo”, precisa il MNBG-W.

Il Colonnello Gianfranco Di Marco, Comandante del MNBG-W, intervenendo alle donazioni, ha evidenziato che l’iniziativa scaturisce dall’azione congiunta tra la Fondazione Banco Farmaceutico Onlus, il Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) e l’Ordinariato Militare che ha portato alla stipula di un Protocollo d’Intesa, ratificato a Roma il 10 maggio dello scorso anno.

Il progetto si prefigge lo scopo di fornire gratuitamente farmaci alle popolazioni che vivono in condizione di povertà nelle aree di crisi dove le Forze Armate Italiane operano quotidianamente per garantire la sicurezza.

Una simile attività, ad esempio, è stata già condotta nel mese di marzo in Niger, ricorda il comunicato (link all’articolo).

L’accordo prevede che i farmaci, messi a disposizione dalla Fondazione Banco Farmaceutico – attraverso la donazione aziendale da parte di 25 aziende farmaceutiche che cedono i farmaci in eccedenza – vengano trasportati con vettori militari nelle aree in cui operano le Forze Armate Italiane.

Una volta giunti nei teatri operativi, i farmaci vengono donati nell’ambito di specifiche attività di Cooperazione Civile e Militare (CIMIC), attraverso gli accordi e le intese che il personale militare, dedicato al settore, intraprende mediante il dialogo con le autorità e i rappresentanti delle comunità locali.

“I direttori sanitari dei due ospedali e dei due poliambulatori hanno mostrato riconoscenza per lo sforzo compiuto e per l’attenzione che da sempre KFOR e il contingente italiano dedicano alle fasce più bisognose”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

 

MNBG-W, KFOR: la Southern Dragon, esercitazione di schieramento rapido con elicotteri nel sud del Kosovo

“I militari italiani della missione in Kosovo KFOR si addestrano per essere pronti a intervenire in tutto il paese per prevenire qualsiasi situazione che possa compromettere la sicurezza e la libertà di movimento”, rende noto un comunicato stampa del Multinational Battle Group – West (MNBG-W) di ieri, 5 aprile.

In dettaglio si apprende, nella municipalità di Dragaš/Dragash, territorio situato nella parte più a sud del Kosovo, i militari italiani dell’MNBG-W hanno condotto una esercitazione di schieramento rapido mediante l’utilizzo di elicotteri, denominata Southern Dragon.

Scopo dell’attività è stato quello di incrementare il livello di addestramento e di interoperabilità tra le unità militari delle diverse nazioni partecipanti alla missione in Kosovo, consolidare la capacità a operare in aree boschive e in ambiente notturno.

L’esercitazione, spiega il comunicato, ha visto coinvolta la compagnia di manovra italiana, enucleata dall’8° reggimento Artiglieria terrestre Pasubio, con il supporto di due elicotteri Mi-8 del contingente croato, di un team per la bonifica di ordigni esplosivi (Explosive Ordnance Disposal – EOD) del contingente moldavo, di un team sanitario sloveno e di due nuclei di Military Police dei Carabinieri.

Il coordinamento delle unità impiegate e la gestione delle operazioni sono stati garantiti dal Tactical Operations Center (TOC) nella base di Camp Villaggio Italia a Peč/Pejë.

Nel contesto dell’esercitazione è stato supposto un intervento rapido da realizzare a seguito della segnalazione di presenza di probabili elementi ostili in un caseggiato situato in un’area boschiva. La compagnia è stata attivata e infiltrata in breve tempo, nel luogo identificato, mediante l’impiego degli elicotteri.

La pianificazione speditiva dell’azione è avvenuta sul posto con la tecnica del Rehearsal of Concept (ROC) Drill.

Con il ROC Drill il Comandante dell’unità espone ai suoi subordinati le fasi dell’esecuzione del piano per sincronizzare i tempi e le modalità dell’azione. A tal fine viene riprodotta, con mezzi di circostanza, la zona interessata all’operazione evidenziando gli elementi caratteristici del terreno e gli ostacoli. L’intervento è avvenuto nel corso della notte per potenziare le capacità di azione tramite l’impiego di sistemi a intensificazione di luce per la visione notturna.

“L’esercitazione Southern Dragon si inquadra nell’ambito delle attività addestrative congiunte, volte a rafforzare l’amalgama e consentire l’interoperabilità tra le componenti militari delle diverse nazioni contribuenti all’Operazione, al fine di garantire una pronta ed efficace risposta in caso di necessità”, conclude il MNBG-W.

Fonte e foto: MNBG-W KFOR

Scuola di Applicazione: NATO e Space Security, “il dominio spaziale uno dei principali fattori nelle future guerre e conflitti”

Si è svolta il 27 marzo, a Palazzo Arsenale a Torino, sede del Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito, una conferenza sulla “Space security: enhancing, leveraging and protecting the space domain” tenuta dal dott Donald A. Lewis, direttore dello “Strategic and Global Awareness Directorate” e membro del NATO “Science and Technology Organization” (STO).

Ne ha dato notizia con un comunicato stampa del 27 marzo scorso la stessa Scuola di Applicazione.

Durante l’esposizione, si apprende, il conferenziere, partendo dalla definizione di dominio nelle operazioni militari, si è soffermato in particolare sul concetto di dominio dello spazio per la NATO e di come questo possa accrescere le potenzialità del Patto Atlantico, come anche sancito nel Summit di Bruxelles del luglio 2018.

Lo sfruttamento dello spazio per le attività militari si concretizza nelle più svariate forme, dall’incremento dell’efficienza del Comando e Controllo, a una maggiore consapevolezza del Battlespace, passando per il maggiore coordinamento nelle operazioni sia letali che non letali, per finire con la valutazione dei danni collaterali.

“La complessità dello spazio e la scarsa comprensione che c’è di esso, fanno sì che pochi possano attualmente capire le sue grandi potenzialità. In questo contesto la NATO, a differenza dei suoi avversari, deve sfruttare la deterrenza di una maggiore conoscenza del dominio spaziale che si prefigura come uno dei principali fattori nelle future guerre e conflitti”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito

MNCG: il Ministro on Trenta in visita in occasione della NATO Double River 2019

Il Ministro della Difesa, on Elisabetta Trenta, si è recata in visita ieri, 20 marzo, a Motta di Livenza (Treviso) per la presentazione dell’esercitazione NATO Double River 2019, attività addestrativa organizzata dal Multinational CIMIC Group (MNCG), si apprende dallo stesso Comando.

“Il Multinational CIMIC Group rappresenta l’unico polo di formazione per la funzione CIMIC [Civil-Military Cooperation] in ambito Difesa, e se oggi è diventato un vero e proprio punto di riferimento in ambito nazionale e NATO lo si deve all’altissima competenza e alla professionalità del personale che vi opera”, ha dichiarato il Ministro incontrando il personale del Multinational CIMIC Group.

Il Ministro ha assistito alla presentazione dell’esercitazione Double River 2019 a cui partecipano nella caserma Mario Fiore, fino al prossimo 22 marzo, specialisti, esperti e mentor provenienti da diversi Paesi e Comandi Europei NATO e degli Stati Uniti.

Nel salutare i contingenti internazionali di Italia, Grecia, Portogallo, Romania, Slovenia e Ungheria, il Ministro si è soffermata sull’importanza dell’attività CIMIC (Cooperazione Civile Militare).

“Abbandonata l’immagine che associava l’attività CIMIC principalmente alla fase post-conflittuale e più precisamente a quella di Stability and Reconstruction, oggi infatti risulta sempre più importante facilitare, promuovere e mantenere il miglior livello di collaborazione tra la componente militare e tutti i non-military actor, si legge dal comunicato.

“Oggi – ha infatti affermato il Ministro della Difesa – sappiamo che è necessario interagire con tutti gli attori civili coinvolti nel conflitto, dalle autorità locali alle organizzazioni internazionali, dalle organizzazioni governative e non governative ai media, per disporre del miglior livello possibile di conoscenza e per una valutazione costante dell’ambiente socio-culturale in cui si opera”.

Nel suo intervento il Ministro ha ricordato i risultati ottenuti in questi anni in diversi teatri, tra i quali Kosovo, Libano, Somalia, Gibuti, Afghanistan e anche nell’ambito della missione europea EUNAVFORMED.

Guardando alle sfide future della NATO, che quest’anno celebra i 70 anni dalla sua fondazione, la titolare del Dicastero ha dichiarato: “La NATO di domani dovrà essere capace di operare sull’intero spettro delle possibili minacce, quale che sia la loro natura o il quadrante geografico di provenienza”.

“L’Italia – ha aggiunto – sostiene con forza, in ambito alleato, la necessità di una NATO capace di guardare e intervenire per fronteggiare tutta la gamma dei rischi e per tutelare direttamente e indirettamente gli interessi prioritari nazionali. Anche per questo, abbiamo spinto per fare del Comando NATO di Napoli un hub per le attività nella regione mediterranea”.

Il Ministro ha quindi seguito alcune fasi dell’esercitazione Double River 2019: “mi ha immerso in una realtà da cui traspare una eccezionale capacità di interpretare e di trovare soluzioni alle nuove sfide con le quali saremo costretti a confrontarci in futuro nella conduzione di operazioni militari”.

Successivamente ha incontrato il personale italiano del Multinational CIMIC Group: “Se oggi è diventato un vero e proprio centro di eccellenza e punto di riferimento in ambito nazionale e NATO lo si deve all’altissima competenza e alla professionalità del personale che vi opera. Oggi voglio ringraziarvi perché il vostro lavoro rappresenta qualcosa di unico nel panorama della Difesa”.

Il Multinational CIMIC Group è un reparto multinazionale della NATO a guida italiana, in grado di ricercare, addestrare e proiettare unità di specialisti nel soccorso e nella ricostruzione di aree sconvolte da conflitti.

CIMIC è l’acronimo che indica la CIvil MIlitary Cooperation, una funzione operativa che presiede all’interazione tra le forze militari e le componenti civili presenti nelle aree di crisi. Costituisce il braccio operativo del Supreme Headquarters Allied Powers in Europe di Mons, Belgio, per la conduzione di operazioni joint e combined nel delicato settore della cooperazione civile e militare. Rappresenta, inoltre, un importantissimo polo di formazione per la funzione CIMIC, l’unico in Italia, di cui si avvalgono anche i nostri alleati.

Fonte e foto: MNCG