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Marina Militare: nave Alliance oggi a Tromsø al termine di High North 18, domani conferenza stampa a bordo

Ormeggia oggi, 24 luglio, nel porto norvegese della città di Tromsø, nave Alliance, unità da ricerca scientifica e idro-oceanografica appartenente alla NATO, con equipaggio della Marina Militare. Lo rende noto la stessa Forza Armata con un comunicato stampa del 23 luglio.

Nave Alliance conclude dunque la campagna Artica di Geofisica marina “High North 18” e domani, mercoledì 25 luglio, a bordo della nave verranno esposti i dati acquisiti e i risultati preliminari con una conferenza stampa a cura del Comandante, capitano di fregata Daniele Cantù, del Direttore dell’Istituto Idrografico della Marina, contrammiraglio Luigi Sinapi, del capo spedizione, capitano di vascello Massimiliano Nannini, del coordinatore scientifico, professoressa Roberta Ivaldi, con la partecipazione di numerose autorità politiche locali e della delegazione italiana in Norvegia.

La missione condotta dalla Marina Militare, con il coordinamento scientifico dell’Istituto Idrografico della Marina, vede rinnovata la sinergia con il Centro di Ricerca e Sperimentazione Marittima della NATO di La Spezia (NATO STO-CMRE) e la collaborazione con principali enti di ricerca nazionali (CNR, ENEA, OGS, INGV, ERI), internazionali (Università della Sorbona di Parigi e Norwegian FFI) e con i rappresentanti dell’industria nazionale (e-GEOS e IDS) “nel più ampio spirito duale e complementare che contraddistingue la Forza Armata”, sottolinea il comunicato.

La campagna Artica di Geofisica marina “High North 18” ha avuto modo di consolidare quanto acquisito lo scorso anno con lo studio dei cambiamenti climatici nella regione polare, si apprende, conducendo attività in aree di particolare interesse come il settore orientale dello Stretto di Fram, in quello occidentale delle Isole Svalbard e quello più a nord, dello Yermak Plateau, attraverso lo studio, l’analisi e il monitoraggio dall’atmosfera al fondale marino.

Sono state condotte circa 360 ore di attività scientifica, impiegando sensori di ultimissima generazione per definire la mappatura di aree inesplorate, i caratteri e le dinamiche della colonna d’acqua e del fondale in relazione ai processi sedimentari, alla circolazione e ai ghiacci.

Inoltre, l’attività scientifica si è spinta fino al ciglio della banchisa polare per condurre mirate ricerche in ambienti estremi raggiungendo la latitudine 81° 50’.2 Nord.

Le rigide condizioni polari hanno costantemente accompagnato la stimolante attività di esplorazione e monitoraggio svolta dai 46 membri dell’equipaggio di Nave Alliance e dai 23 ricercatori imbarcati, che hanno profuso il massimo impegno per raggiungere gli obiettivi stabiliti in fase di pianificazione dell’attività.

APPROFONDIMENTI (fonte Marina Militare):

La Marina Militare attraverso l’Istituto Idrografico partecipa da due anni al Tavolo Artico, fornendo il supporto specialistico al gruppo di lavoro EPPR (Emergency, Prevention, Preparedness and Response) dell’Arctic Council. Elemento di particolare rilevanza di questa attività è il ruolo assunto dalla Marina Militare per il tramite dell’Istituto Idrografico, come “marine focal point” della comunità scientifica nazionale in Artico.

Tale ruolo di rilievo è stato raggiunto grazie alla costituzione del Reparto di Geofisica Marina ed Oceanografia presso l’Istituto Idrografico e l’elevata dinamicità dimostrata dallo stesso sin dalla sua costituzione.

L’area polare artica (insieme alla gemella antartica) per le sue caratteristiche di “motore” del clima del pianeta è nodo cruciale per comprendere l’evoluzione del clima ed il suo impatto sul pianeta e sull’economia globale.

In questo quadro dove si fondono aspetti ambientali, socio economici e geostrategici si colloca il motivo della presenza dell’Italia nell’area Artica.

Nave Alliance è un’unità polivalente di ricerca che svolge principalmente attività condotte dal Centro di Ricerca e Sperimentazione Marittima (Centre for Maritime Research and Experimentation – CMRE), per conto dell’Organizzazione Scientifica e Tecnologica (Science and Technology Organization – STO) della NATO. Dal marzo 2016 è iscritta al registro del naviglio militare ed equipaggiata con personale della Marina Militare grazie a un’intesa del dicembre 2015 tra la Marina Militare e il CMRE.

Il CMRE, continuando le attivita’ di ricerca in corso di sviluppo nell’area artica, collaborera’ con un team scientifico impegnato in diverse attivita’. Saranno impiegati 5 veicoli autonomi (underwater gliders) per rilevare fenomeni connessi alla corrente atlantica e per osservare gli effetti del ghiaccio marino sull’ambiente acustico e sul campo ondoso, un veicolo subacqueo a traino per osservare strutture oceanografiche di piccole dimensioni, sonda CTD e altra strumentazione oceanografica a bordo, ancoraggi (mooring) oceanografici per complementare le osservazioni raccolte da nave e gliders.

Leonardo e Agenzia Spaziale Italiana, attraverso e-GEOS (joint venture Telespazio/ASI), nel corso di High North 18, metteranno a disposizione dell’Istituto Idrografico della Marina, che fornirà invece i dati ancillari idro-oceanografici e della dinamica dei ghiacci di calibrazione e validazione,  le informazioni provenienti dalla costellazione satellitare COSMO-SkyMed per la sperimentazione e sviluppo di servizi in  supporto alla sicurezza della navigazione in Artico e per il monitoraggio dell’inquinamento da idrocarburi nell’area interessata dalla rotta della nave, sia di giorno che di notte. Nell’ambito di questa attività, denominata ArNaCoSky (Arctic Navigation con COSMO-SkyMed), e-GEOS fornirà, sia alla nave che ai centri di controllo missione, rapporti sullo stato dei ghiacci, sul traffico marittimo e sullo stato ambientale.

IDS – Ingegneria dei Sistemi collaborerà, nell’ambito della campagna Artica di Geofisica marina High North 18, con l’Istituto Idrografico della Marina nelle attività di rilievo ottico e IR dei ghiacci e della banchisa con l’impiego di un drone aereo denominato Sistema Aereo a Pilotaggio Remoto IDS IA-3 Colibri.

L’ENEA studierà l’evoluzione dell’inquinamento globale conducendo nuove ricerche sulle dinamiche dei sedimenti marini degli ultimi 100 anni. L’attenzione sarà focalizzata in particolare su sequestro di carbonio e contaminazione da metalli e microplastiche, con l’obiettivo di preservare l’ecosistema del Mare Artico, termometro del cambiamento climatico della Terra. A supportare l’attività scientifica dell’ENEA a bordo della nave Alliance in High North 18, ci sarà anche il sistema laser LIDAR, che è in grado di misurare in continuo e in tempo reale la clorofilla e la sostanza organica disciolta in acqua per rilevare lo stato di salute dell’Artico.

A bordo di Nave Alliance verranno svolte attività di ricerca oceanografica. Ricercatori dell’OGS e del CNR si occuperanno di eseguire la manutenzione di ancoraggi profondi (mooring oceanografici) e di acquisire nuovi dati idrologici nella zona ovest e sud ovest delle Isole Svalbard dove, da alcuni anni, si stanno studiando le correnti e le masse d’acqua che rappresentano il motore della circolazione polare e contribuiscono alla circolazione globale. Grazie all’uso degli ancoraggi profondi opportunamente strumentati vengono rilevati, dal 2014, a circa 1000 m di profondità, una serie di parametri (temperatura, salinità, ossigeno disciolto, velocità delle correnti e presenza di particellato) che stanno fornendo preziose informazioni sulla dinamica e sulla variabilità annuale e stagionale delle correnti e delle masse d’acqua da esse trasportate.

ERI – European Research Institute, dopo gli analoghi lavori svolti nel Passaggio a Nord Ovest nel 2016, durante High North 18 svolgerà campionamenti su plastiche e microplastiche in un’area ad oggi del tutto inesplorata da questo punto di vista. I campioni verranno poi analizzati dal Politecnico di Torino e i risultati contribuiranno alla conoscenza sempre più dettagliata della diffusione di rifiuti di plastica ‘flottanti’ in Oceano.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, INGV, sarà coinvolto con il team della sede di Portovenere, specializzato in geofisica e tecnologie marine, coadiuvato a bordo di Nave Alliance da personale dell’Istituto Idrografico della Marina nella acquisizione di dati geofisici marini per lo studio delle anomalie gravimetriche di fondo mare; un dato prezioso che contribuirà a meglio caratterizzare i possibili modelli geodinamici e concorrere a definire l’evoluzione geologica di quest’area del nostro pianeta che sta assumendo sempre maggiore interesse.

NAVE DA RICERCA ALLIANCE CARATTERISTICHE TECNICHE (fonte Marina Militare):

    Generalità

    ITS Alliance

    Dislocamento                           3200 t

    Lunghezza                                 93 m

    Larghezza                                    15 m

    Immersione                                6.2 m

    Aerei/Elicotteri imbarcati: //

    Sistema di propulsione e piattaforma:

    Nr. 5 Diesel-Generatori (2 per la propulsione e 3 per i servizi nave);

    2 motori elettrici di propulsione;

    2 eliche – 2 pale timone.

Varata nel 1989 presso i cantieri del Muggiano (FINCANTIERI) Nave Alliance è stata consegnata alla Marina Militare il 20 dicembre 2016 a seguito di accordo tra il Ministero della Difesa e lo STO-CMRE; precedentemente la nave batteva bandiera tedesca. L’Unità è una nave di ricerca scientifica e idrografica appartenente alla NATO, è armata con equipaggio della Marina Militare Italiana ed iscritta al quadro del naviglio militare.

    Equipaggio:

    Ufficiali 7 (di cui nr.1 medico)

    Marescialli 16

    Graduati 16

    Truppa 5

    Per un totale di 43 uomini e una donna.

    Equipaggiamenti idro-oceanografici e di acustica subacquea:

    MBES Kongsberg EM 302 (scandagliamento fondale marino ad alta risoluzione);

    SBES (ATLAS DESO 25a/35d);

    Due Acoustic Doppler Current Profiler (150 KHz – 75 KHz);

    Dispositivo per il calcolo del profilo della velocita del suono a scafo;

    HiPAP (acoustic navigation and tracking systems)

    Radar ondametro

    Seabird SB-911 CTD e bottiglie Niskin per campionamento acqua

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Fonte e foto: Marina Militare

NRDC-ITA: con la Eagle Overland 18 il primo test NATO sulle capacità di intervento rapido delle forze NRF

Il NATO Rapid Deployable Corps-Italy (NRDC-ITA) è stato protagonista di una “esercitazione unica nel suo genere, condotta per la prima volta in ambito nazionale e alleato, la Eagle Overland 2018”, si apprende da un comunicato stampa di oggi, 13 luglio, dello stesso Comando di reazione rapida della NATO.

L’attività è stata la prima che ha visto una delle forze NATO ad alta prontezza operativa verificare le capacità di rapido intervento e schieramento in una ipotetica area di crisi, nel rispetto dei canoni imposti dall’Alleanza. NRDC-ITA, si apprende.

L’NRDC-ITA, per tutto il 2018, ricopre il ruolo di Comando della Componente Terrestre della NATO Response Force (NRF).

L’esercitazione è stata pianificata e condotta da NRDC-ITA, insieme ad altri assetti operativi delle Unità dipendenti e affiliate al Comando, tra cui la Brigata Corazzata Ariete, che per il 2018 ricopre il ruolo di Very High Readiness Joint Task Force Land (VJTF-L) della NRF.

Scopo dell’esercitazione è stato verificare la capacità di NRDC-ITA nello schierare rapidamente diversi assetti operativi dell’Esercito dal territorio nazionale fino a Bucarest (Romania), percorrendo circa 1.800 km su un itinerario stradale che ha attraversato Slovenia e Ungheria.

In questo modo si è quindi simulato il rapido schieramento del primo nucleo di Comando, Controllo e Comunicazioni che NRDC-ITA potrebbe distaccare con il compito di facilitare l’immissione delle forze in una ipotetica area di crisi.

Quale culmine di una intensa attività di pianificazione condotta da NRDC-ITA, in coordinazione non solo con altri Comandi Alleati, ma anche con le autorità e le Forze di Polizia dei Paesi attraversati, sono inoltre state verificate le procedure necessarie al transito degli assetti operativi dell’Esercito attraverso le frontiere e i territori dei tre Stati interessati. Ciò ha permesso un movimento logistico sempre rapido, continuo e fluido, in aderenza con i requisiti previsti dalla NATO.

Il team di specialisti schierati, composto da 50 elementi dello staff di NRDC-ITA e delle unità dipendenti e affiliate, si è mosso in condizioni di assoluta autonomia e con veicoli in dotazione all’Esercito. Raggiunta la destinazione, il team ha immediatamente costituito la prima struttura di Posto Comando che, grazie a collegamenti satellitari protetti, ha rappresentato la testa di ponte per facilitare l’eventuale schieramento di altre Unità.

Le attività sono state coordinate con il Comando delle Forze Operative Terrestri e Comando Operativo dell’Esercito (COMFOTER COE), e costantemente controllate dalla sala operativa dell’NRDC-ITA, sfruttando i più avanzati sistemi classificati di comunicazione satellitare audio-video.

Lo staff di NRDC-ITA, infatti, in stretto e costante contatto con la NATO Multinational Division South East (MND-SE) di Bucarest e la NATO Forces Integration Unit (NFIUs) Romania, è stato in grado di esercitare un efficace Comando e Controllo da remoto di tutti i movimenti, visualizzandoli in tempo reale tramite gli applicativi del sistema di Comando e Controllo logistico LOGFAS (Logistics Functional Area Services).

L’esercitazione, si apprende, ha anche fornito interessanti lezioni apprese che saranno rese disponibili a favore del comparto Difesa nazionale e multinazionale, specie per quanto riguarda le procedure poste in essere per la gestione transiti e la tracciatura del movimento avvenuta con le autorità NATO dei Paesi attraversati.

La “Eagle Overland 2018” è stata condotta nell’ambito delle attività volte a mantenere il livello di prontezza operativa del NRDC-ITA, che dallo scorso gennaio e per tutto il 2018 ricopre il ruolo di Comando della Componente Terrestre (Land Component Command) della NATO Response Force (NRF).

Si tratta di uno strumento militare multinazionale e interforze che rappresenta la “punta di diamante” dell’Alleanza per la difesa collettiva dei Paesi membri, sottolinea il comunicato.

Approvata dai Ministri della Difesa della NATO nel 2003, dopo il NATO Summit di Varsavia del 2014, la NRF è stata riconfigurata al fine di renderla pià efficace per fronteggiare le crescenti minacce alla sicurezza collettiva.

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Fonte e foto: NRDC-ITA

Brigata Ariete: conclusa la Dart Armoured in vista dell’impegnativa Trident Juncture 18 dell’autunno

Si è svolta nei giorni scorsi, nel poligono del Cellina Meduna, in Friuli, l’esercitazione “Dart Armoured”, ha fatto sapere con un comunicato stampa del 10 luglio la 132^ brigata corazzata Ariete.

L’esercitazione – attività complessa pluriarma, a partiti contrapposti – è stata organizzata dal Comando della 132^ brigata corazzata Ariete per il mantenimento dello standard operativo degli assetti inseriti nel force package per la Very High Readiness Joint Task Force (VJTF) 2018.

Molteplici gli obiettivi addestrativi dell’esercitazione, si apprende, tra cui perfezionare le capacità concettuali, organizzative ed esecutive necessarie per l’impiego operativo del complesso pluriarma; testare ed eventualmente affinare le procedure tecnico-tattiche delle unità di manovra, focalizzando l’attenzione sulla gestione della terza dimensione e sul coordinamento tra le unità combat e combat support; e consolidare l’amalgama tra le unità costituenti il complesso.

All’esercitazione, che si è sviluppata attraverso la condotta di attività tattiche offensive e difensive, in un ipotetico scenario warfighting, hanno partecipato assetti dell’11° reggimento Bersaglieri, presente in qualità di primary training audience, del 187° reggimento Paracadutisti, del 32° e del 132° reggimento Carri, del 5° reggimento AVES RIGEL, nonché nuclei del 10° reggimento Genio Guastatori con capacità di bridging, del 41° reggimento SORAO e del 1° reggimento Artiglieria da montagna.

Numerosi i mezzi e i sistemi d’arma impiegati, tra cui 16 carri Ariete, dotati del simulatore di tiro BT46, 21 veicoli blindati VCC Dardo, 6 VTLM Lince, assetti ad ala rotante (2 elicotteri A 129 e 1 AB 205) e fissa (1 C130J), un Raven, un carro gittaponte e un carro soccorso.

Alle fasi salienti dell’attività, fa sapere il comunicato, hanno assistito il Comandante del NATO Rapid Deployable Corps Italy (NRDC ITA), generale di corpo d’armata Roberto Perretti, il Comandante della Divisione Friuli, generale di divisione Carlo Lamanna, e il Comandante della 132^ Brigata corazzata Ariete, generale di brigata Angelo Michele Ristuccia.

La “Dart Armoured” si colloca in continuità con un intenso percorso addestrativo, iniziato nel 2016 con l’esercitazione “Summer Tempest” e proseguito nel 2017 con le esercitazioni “Iron Armoured”, “Bright Armoured” e “Brilliant Ledger”, cui gli assetti facenti parte del pacchetto di forze per la VJTF 2018 sono stati sottoposti per essere in grado di esprimere elevate capacità d’intervento nelle operazioni full spectrum.

Capacità il cui mantenimento richiede notevole continuità, costante verifica della validità delle procedure, forte orientamento al risultato, sensibilità tattica e flessibilità in capo ai leader ai quali si richiede di sviluppare l’abilità di comprendere la complessità degli scenari e la consapevolezza delle capacità che un esercito moderno come il nostro mette loro a disposizione. “Molto il lavoro fatto – scrive la brigata Ariete nel comunicato – altrettanto quello da continuare a svolgere per essere sempre all’altezza delle aspettative”.

L’impegno nell’ambito della VJTF del force package a guida Ariete proseguirà in autunno con l’esercitazione “Trident Juncture 2018″, che si svolgerà in Norvegia e che “si preannuncia come la più impegnativa attività addestrativa dell’Alleanza Atlantica degli ultimi vent’anni, con la partecipazione di oltre quarantamila soldati provenienti da più di trenta nazioni, conclude il comunicato stampa.

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Fonte e foto: 132^ Brigata corazzata Ariete

Marina: nave Alliance in Artico per la campagna High North 18, ambiente e geostrategia alla base del programma

Ha preso il via sabato 7 luglio la Campagna Artica di Geofisica marina che vede la Marina Militare al fianco di enti di ricerca nazionali e internazionali, annuncia la stessa Forza Armata con un comunicato stampa di ieri, 8 luglio.

Nave Alliance è partita dal porto norvegese di Tromsø per iniziare la campagna artica “High North 18” tra i mari di Norvegia e Groenlandia, oltre il Circolo Polare Artico.

La missione condotta dalla Marina Militare Italiana, con il coordinamento scientifico dell’Istituto Idrografico della Marina, vede rinnovata la sinergia con il Centro di Ricerca e Sperimentazione Marittima della NATO di La Spezia (NATO STO-CMRE) e la collaborazione con principali enti di ricerca nazionali (CNR, ENEA, OGS, INGV, ERI), internazionali (Università della Sorbona di Parigi e Norwegian FFI) e con i rappresentanti dell’industria nazionale (e-GEOS e IDS).

“High North 18 è parte dell’impegno della Marina Militare nella regione artica – si legge dal comunicato – ed è il naturale prosieguo delle precedenti missioni al fine di consolidare e ulteriormente sviluppare i risultati della ricerca scientifica, in particolare nello studio dei cambiamenti climatici in aree di particolare interesse. La missione è possibile grazie alle capacità di nave Alliance di operare nelle regioni polari a conferma della consolidata flessibilità operativa della Marina Militare che, nell’ambito delle sue funzioni duali e complementari, è in grado di svolgere attività di ricerca scientifica con diversi partner nazionali e internazionali”.

La Marina Militare vede nelle possibili nuove rotte commerciali che potrebbero aprirsi a nord, un elemento di interesse in termini ambientali e di sicurezza della navigazione, oltre che per gli aspetti geostrategici, talassopolitici e socioeconomici che questo potrebbe comportare per il nostro Paese, spiega in dettaglio la Forza Armata.

Nello specifico, si apprende, durante la missione saranno impiegati sensori di ultima generazione, in un’area di operazioni a latitudini molto elevata compresa tra lo Stretto di Fram, le Isole Svalbard e lo Yermak Plateau per definire la mappatura di aree inesplorate, i caratteri e le dinamiche della colonna d’acqua e del fondale in relazione ai processi sedimentari, alla circolazione e ai ghiacci, così da poter consentire di trarre dalla ricerca, attraverso lo studio, l’analisi e il monitoraggio dall’atmosfera al fondale marino, dei risultati concreti.

Le particolari condizioni meteomarine polari e la costante presenza di luce durante le 24 ore saranno una stimolante sfida per i 46 membri dell’equipaggio della Marina Militare che, dopo aver seguito un addestramento mirato, costituiranno un valido e imprescindibile supporto per i 23 ricercatori a bordo di Nave Alliance, conclude il comunciato stampa.

APPROFONDIMENTI (fonte Marina Militare):

La Marina Militare attraverso l’Istituto Idrografico partecipa da due anni al Tavolo Artico, fornendo il supporto specialistico al gruppo di lavoro EPPR (Emergency, Prevention, Preparedness and Response) dell’Arctic Council. Elemento di particolare rilevanza di questa attività è il ruolo assunto dalla Marina Militare per il tramite dell’Istituto Idrografico, come “marine focal point” della comunità scientifica nazionale in Artico.

Tale ruolo di rilievo è stato raggiunto grazie alla costituzione del Reparto di Geofisica Marina e Oceanografia presso l’Istituto Idrografico e l’elevata dinamicità dimostrata dallo stesso sin dalla sua costituzione.

L’area polare artica (insieme alla gemella antartica) per le sue caratteristiche di “motore” del clima del pianeta è nodo cruciale per comprendere l’evoluzione del clima e il suo impatto sul pianeta e sull’economia globale.

In questo quadro dove si fondono aspetti ambientali, socioeconomici e geostrategici si colloca il motivo della presenza dell’Italia nell’area Artica.

Nave Alliance è un’unità polivalente di ricerca che svolge principalmente attività condotte dal Centro di Ricerca e Sperimentazione Marittima (Centre for Maritime Research and Experimentation – CMRE), per conto dell’Organizzazione Scientifica e Tecnologica (Science and Technology Organization – STO) della NATO. Dal marzo 2016 è iscritta al registro del naviglio militare ed equipaggiata con personale della Marina Militare grazie a un’intesa del dicembre 2015 tra la Marina Militare e il CMRE.

Il CMRE, continuando le attività di ricerca in corso di sviluppo nell’area artica, collaborerà con un team scientifico impegnato in diverse attività. Saranno impiegati 5 veicoli autonomi (underwater gliders) per rilevare fenomeni connessi alla corrente atlantica e per osservare gli effetti del ghiaccio marino sull’ambiente acustico e sul campo ondoso, un veicolo subacqueo a traino per osservare strutture oceanografiche di piccole dimensioni, sonda CTD e altra strumentazione oceanografica a bordo, ancoraggi (mooring) oceanografici per complementare le osservazioni raccolte da nave e gliders.

Leonardo e Agenzia Spaziale Italiana, attraverso e-GEOS (joint venture Telespazio/ASI), nel corso di High North 18 metteranno a disposizione dell’Istituto Idrografico della Marina, che fornirà invece i dati ancillari idro-oceanografici e della dinamica dei ghiacci di calibrazione e validazione,  le informazioni provenienti dalla costellazione satellitare COSMO-SkyMed per la sperimentazione e sviluppo di servizi in  supporto alla sicurezza della navigazione in Artico e per il monitoraggio dell’inquinamento da idrocarburi nell’area interessata dalla rotta della nave, sia di giorno che di notte. Nell’ambito di questa attività, denominata ArNaCoSky (Arctic Navigation con COSMO-SkyMed), e-GEOS fornirà, sia alla nave che ai centri di controllo missione, rapporti sullo stato dei ghiacci, sul traffico marittimo e sullo stato ambientale.

IDS – Ingegneria dei Sistemi collaborerà, nell’ambito della campagna Artica di Geofisica marina High North 18, con l’Istituto Idrografico della Marina nelle attività di rilievo ottico e IR dei ghiacci e della banchisa con l’impiego di un drone aereo denominato Sistema Aereo a Pilotaggio Remoto IDS IA-3 Colibri.

L’ENEA studierà l’evoluzione dell’inquinamento globale conducendo nuove ricerche sulle dinamiche dei sedimenti marini degli ultimi 100 anni. L’attenzione sarà focalizzata in particolare su sequestro di carbonio e contaminazione da metalli e microplastiche, con l’obiettivo di preservare l’ecosistema del Mare Artico, termometro del cambiamento climatico della Terra. A supportare l’attività scientifica dell’ENEA a bordo della nave Alliance in High North 18, ci sarà anche il sistema laser LIDAR, che è in grado di misurare in continuo e in tempo reale la clorofilla e la sostanza organica disciolta in acqua per rilevare lo stato di salute dell’Artico.

A bordo di Nave Alliance verranno svolte attività di ricerca oceanografica. Ricercatori dell’OGS e del CNR si occuperanno di eseguire la manutenzione di ancoraggi profondi (mooring oceanografici) e di acquisire nuovi dati idrologici nella zona ovest e sud ovest delle Isole Svalbard dove, da alcuni anni, si stanno studiando le correnti e le masse d’acqua che rappresentano il motore della circolazione polare e contribuiscono alla circolazione globale. Grazie all’uso degli ancoraggi profondi opportunamente strumentati vengono rilevati, dal 2014, a circa 1000 m di profondità, una serie di parametri (temperatura, salinità, ossigeno disciolto, velocità delle correnti e presenza di particellato) che stanno fornendo preziose informazioni sulla dinamica e sulla variabilità annuale e stagionale delle correnti e delle masse d’acqua da esse trasportate.

ERI – European Research Institute, dopo gli analoghi lavori svolti nel Passaggio a Nord Ovest nel 2016, durante High North 18 svolgerà campionamenti su plastiche e microplastiche in un’area ad oggi del tutto inesplorata da questo punto di vista. I campioni verranno poi analizzati dal Politecnico di Torino e i risultati contribuiranno alla conoscenza sempre più dettagliata della diffusione di rifiuti di plastica ‘flottanti’ in Oceano.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, INGV, sarà coinvolto con il team della sede di Portovenere, specializzato in geofisica e tecnologie marine, coadiuvato a bordo di Nave Alliance da personale dell’Istituto Idrografico della Marina nella acquisizione di dati geofisici marini per lo studio delle anomalie gravimetriche di fondo mare; un dato prezioso che contribuirà a meglio caratterizzare i possibili modelli geodinamici e concorrere a definire l’evoluzione geologica di quest’area del nostro pianeta che sta assumendo sempre maggiore interesse.

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Fonte e foto: Marina Militare

NRDC-ITA: primo seminario internazionale TARINT sulla Targeting Intelligence

Si è concluso la scorsa settimana, presso il NATO Rapid Deployable Corps – Italy (NRDC-ITA) di Solbiate Olona (VA), il primo seminario internazionale TARINT incentrato sul supporto intelligence al processo di selezione e acquisizione degli obiettivi in operazioni militari (Targeting Intelligence).

È lo stesso NRDC-ITA a renderlo noto con un comunicato stampa del 15 giugno scorso.

L’evento rientra tra le attività di alta formazione pianificate per mantenere l’elevato livello di prontezza operativa richiesto a NRDC-ITA, che, per tutto il 2018, ricopre il ruolo di Comando Componente Terrestre (Land Component Command – LCC) nell’ambito della NATO Response Force (NRF).

Oltre al personale militare proveniente da altri Comandi a elevata prontezza operativa della NATO Force Structure, e insieme al personale proveniente da diverse unità dell’Esercito, per la prima volta erano presenti anche rappresentanti di Centri di Eccellenza, fa sapere NRDC-ITA, quali il NATO Intelligence Fusion Center (NIFC) di Molesworth (Gran Bretagna), il Joint Force Air Component Command (JFAC) di Ramstein (Germania) e la NATO School di Oberammergau (Germania).

Il seminario TARINT ha fornito ai rappresentanti della comunità intelligence l’opportunità di consolidare e ampliare i contatti e i flussi informativi attraverso uno specifico network.

La condivisione delle informazioni e la conoscenza reciproca degli operatori del settore delle attività informative permette una attenta analisi e valutazione dei rischi, favorendo così una pianificazione operativa nel rispetto delle migliori condizioni di sicurezza per il personale militare.

L’evento ha offerto anche l’opportunità di condividere l’esperienza e travasare alle rappresentanze nazionali e multinazionali intervenute le best practice, cioè quelle procedure ritenute più idonee per lo svolgimento al meglio di specifiche attività informative militari, spiega NRDC-ITA.

Il seminario ha inoltre rappresentato una utile occasione per rafforzare i legami tra il personale delle unità sulle quali NRDC-ITA detiene la coordinating authority, cioè l’autorità di coordinarne le attività di pianificazione operativa e condotta relative a un’operazione militare a guida NATO in caso di impiego in aree di crisi.

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Fonte e foto: NRDC-ITA

TAAC-W, RS: videosorveglianza e sicurezza per il parco giochi, tramite il CIMIC si concretizza il supporto del contingente italiano

Due sistemi di videosorveglianza e la messa in sicurezza di un’area giochi sono i due progetti, ultimi in ordine di tempo, che il contingente italiano in Afghanistan del Train Advise Assist Command West (TAAC W), che attualmente su base brigata Sassari opera nell’ambito della missione Resolute Support, ha realizzato di recente a Herat, nell’Afghanistan occidentale.

È lo stesso TAAC-W a darne notizia l’8 giugno scorso con un comunicato stampa tramite il sito dello stato maggiore della Difesa.

I lavori appena realizzati rientrano nell’ambito dei rapporti di collaborazione con le istituzioni locali civili.

Questi progetti di sostegno degli enti di formazione e di recupero sociale, avviati su richiesta dei dirigenti dei diversi enti civili, sono stati eseguiti con i fondi destinati dalla Cooperazione Civile e Militare (CIMIC) e con il contributo dell’Associazione Nazionale Brigata Sassari, specifica il TAAC-W.

Nel dettaglio, per incrementare le misure di sicurezza dell’Università di Herat, in particolare per le facoltà di Agricoltura, Giornalismo e le aree dormitorio, e incentivare l’iscrizione di un sempre maggior numero di studenti e studentesse ospiti della struttura, è stato installato, su richiesta del Rettore, un sistema di videosorveglianza basato su 64 telecamere esterne e interne.

Analogo progetto, spiega il comunicato, è stato realizzato su richiesta del direttore del carcere femminile di Herat, con la messa in funzione di un impianto di videosorveglianza a protezione del complesso circondariale.

Inoltre, nella struttura sono stati condotti i lavori per il completamento di un’area giochi utilizzata dai circa 50 bambini figli delle detenute, ospiti del complesso detentivo.

In favore dell’orfanotrofio femminile di Herat, che ospita circa 90 bambine, è stata invece eseguita la messa in sicurezza dell’area ludico ricreativa, congiuntamente con la posa di una nuova struttura giochi, “per la gioia delle più piccole e sfortunate”, sottolinea il comunicato stampa.

Parole di apprezzamento e riconoscenza sono state espresse dalla vice governatrice di Herat, dal responsabile provinciale per le Politiche sociali, nonché dalle direzioni degli istituti e dal Rettore dell’Università di Herat che hanno evidenziato l’attenzione e il costante supporto ricevuto negli anni dai vari contingenti italiani del TAAC-W, che si sono avvicendati e che hanno investito grandi risorse per apportare miglioramenti infrastrutturali e igienico sanitari nei principali enti pubblici locali.

Il supporto alla popolazione, in aderenza all’executive plan 2018 realizzato in collaborazione con gli specialisti del Multinational Cimic Group dell’Esercito, che ha sede a Motta di Livenza, è un’attività che si affianca a quella principale di addestramento e assistenza delle Forze di Sicurezza afgane, focus primario della missione di Resolute Support.

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Fonte e foto: TAAC-W via difesa.it

Difesa: FOC per il CBRN Reachback nazionale, supporto per le analisi dei rischi da minaccia CBRN

“Nell’ambito dell’organizzazione nazionale militare – fa sapere lo stato maggiore della Difesa il 9 giugno scorso dal suo sito web istituzionale – dopo un lungo e intenso processo di pianificazione e studio, diretto dall’Ufficio Controllo Armamenti e Controproliferazione (UCVAC) dello Stato Maggiore della Difesa e coordinato dal CBRN (Chemical Biological Radiological Nuclear) Area Control Centre della Scuola Interforze per la Difesa Nucleare Biologica e Chimica (NBC) (hub nazionale), nel periodo 6 – 8 giugno è stata condotta un’esercitazione nel corso della quale è stato ufficialmente raggiunto l’adeguato livello di capacità operativa del CBRN Reachback (RB) nazionale, in grado di rispondere ai requisiti fissati dell’Alleanza Atlantica relativamente all’elaborazione delle informazioni e delle conseguenti valutazioni utili al corretto processo di pianificazione e condotta delle operazioni, prima, durante e dopo un evento CBRN”.

Il CBRN RB è una capacità volta a fornire ai Comandanti nazionali e alle unità specialistiche schierate in teatro, ovvero impiegate in attività specialistiche sul territorio nazionale, supporto a distanza nell’attività di valutazione e di analisi dei possibili rischi legati alla minaccia CBRN, che si attua con la raccolta, lo scambio e l’analisi dei dati e informazioni tecnico-scientifiche specialistiche, avvalendosi di capacità militari e civili nazionali e/o NATO.

All’attività di validazione condotta dal CBRN Area Control Centre del Joint CBRN Defence Centre of Excellence di Vyškov – Repubblica Ceca, e che ha la funzione di coordinamento e raccordo con la NATO, hanno preso parte tutti i Centri tecnico-specialistici facenti parte del network nazionale: il CeTLI NBC (Centro Tecnico Logistico Interforze ) di Civitavecchia, il CISAM (Centro  Interforze studi applicazioni Militari) di San Piero a Grado (PI), il Dipartimento Scientifico del Policlinico Celio di Roma, il 7° reggimento Difesa NBC di Civitavecchia e i Dipartimenti CBRN della Scuola Interforze per la Difesa NBC di Rieti.

Fonte e foto: PI SMD

NRDC-ITA: iniziata la Eagle Ghost 2018, focus sulla pianificazione per consolidare le capacità acquisite

Oltre 150 pianificatori del Comando NRDC-ITA e delle Unità dipendenti e affiliate, tra cui le Divisioni Aqui, Friuli e la 2^ Divisione Elasson dell’Esercito Greco, stanno conducendo nella caserma Ugo Mara a Solbiate Olona (VA), sede del Comando di reazione rapida della NATO in Italia (NATO Rapid Deployable Corps – Italy, NRDC-ITA), le attività connesse con la prima fase di una nuova attività di pianificazione operativa, l’esercitazione Eagle Ghost 2018.

L’attività ha avuto avvio nei giorni scorsi, fa sapere NRDC-ITA con un comunicato stampa del 1° giugno.

In particolare, il Gruppo di Pianificazione (Operations Planning Group), costituito in seno a NRDC-ITA, sta conducendo, in parallelo con le citate Unità, la fase di Crisis Response Planning (CRP), volta a esercitare il mantenimento delle capacità del personale di staff nel pianificare un’operazione militare in un ipotetico scenario a elevata intensità, e rifinire le interazioni orizzontali tra i pari livello e verticali con le Unità dipendenti.

Il CRP si sviluppa attraverso una fase iniziale di studio delle capacità militari e degli aspetti politici, economici, sociali, delle infrastrutture e dell’informazione dell’area di crisi in cui si simula l’intervento.

Prosegue, quindi, con una dettagliata analisi della missione e delle sfide poste alla sicurezza internazionale, cui fa seguito, infine, l’individuazione delle migliori strategie per il raggiungimento di una stabilizzazione dell’area e la conseguente stesura e diramazione dell’ordine di operazioni ai vari livelli.

L’esercitazione, spiega NRDC-ITA, rientra nell’ambito delle attività addestrative e operative volte al mantenimento delle capacità operative delle Unità della NATO Force Structure a elevata prontezza, come NRDC-ITA, in ottemperanza ai requisiti disposti dalla NATO.

NRDC-ITA, che dallo scorso 1° gennaio e per tutto il 2018 ricopre il ruolo di Comando Componente Terrestre (Land Component Command, LCC) della NATO Response Force (NRF), ha maturato una robusta esperienza nel ricoprire ruoli diversi – quali quello di Corpo d’Armata, di Joint Task Force, ovvero di Land Component Command – a seconda delle esigenze operative.

Le capacità che NRDC-ITA è in grado di esprimere rappresentano una risorsa di notevole interesse per l’Esercito e la Difesa, che il Comando a tre stelle della Ugo Mara sta mettendo a disposizione per ampliare il bagaglio professionale del personale nazionale e multinazionale che vi presta servizio, o che vi transita cooperando nelle esercitazioni.

Per tutto il 2018 NRDC-ITA detiene la coordinating authority sulle Unità affiliate alla componente terrestre della NRF.

Si tratta di una forza multinazionale composta da circa 40.000 uomini, a elevata prontezza, tecnologicamente avanzata, integrata con la componente terrestre, aerea, navale, da Forze Speciali e da una componente di supporto logistico, che l’Alleanza può utilizzare con estrema rapidità, ovunque sia necessario.

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Fonte e foto: NRDC-ITA

Difesa: termina la Italian Minex 2018. Impiegati anche veicoli autonomi subacquei

Termina oggi, 30 maggio, l’esercitazione Italian Minex 2018 che ha visto impegnate, per due settimane, nove unità di quattro nazionalità differenti nelle acque della Sicilia orientale, fa sapere lo stato maggiore della Difesa con un comunicato stampa odierno.

Le attività addestrative si sono svolte in uno scenario che prevedeva un’elevata minaccia nemica simulata da unità di superficie e assetti elicotteristici.

Il Comando dell’esercitazione, si apprende, è stato affidato al Comandante delle Forze di Contromisure Mine, ammiraglio Davide Berna, imbarcato sulla fregata Euro, designata flag ship dell’esercitazione.

All’esercitazione hanno preso parte due gruppi di cacciamine di cui il primo con unità del Standing NATO Mine Counter Measure Group 2 (SNMCMG2), al comando del CDR Justin Hains imbarcato sulla nave inglese Enterprise, formato da tre cacciamine, tra cui l’italiano Alghero, il turco Anamur e lo spagnolo Segura; e il secondo, sotto il Comando del Comandante della Cinquantaquattresima Squadriglia dei Cacciamine Costieri Italiani, capitano di fregata Daniele Di Giacomo, con quatto navi, tre italiane (nave Crotone, nave Termoli e nave Numana) e la spagnola Tambre.

I cacciamine, spiega il comunicato stampa, sono unità dotate di sistemi a elevato tasso tecnologico impiegati anche per la ricerca subacquea e la rimozione dai fondali di ordigni bellici, nonché per l’individuazione e messa in sicurezza di relitti e beni archeologici sommersi.

Tali attività sono finalizzate a garantire il libero accesso ai porti e mantenere aperte le vie di comunicazione marittime assicurando il libero transito delle unità mercantili e la sicurezza della navigazione contribuendo in maniera sostanziale all’incolumità di quanti dal mare e sul mare operano quotidianamente e traggono il frutto del proprio lavoro.

L’esercitazione ha visto anche la partecipazione di due team di veicoli subacquei, uno italiano e uno del Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE), imbarcati rispettivamente su nave Numana e su nave Enterprise.

L’ impiego di questi sofisticati veicoli autonomi subacquei permette di effettuare una fedele riproduzione dei fondali, individuando oggetti sommersi e garantendo la loro rimozione senza mettere a rischio l’operatore.

Rientrati oggi nel porto di Augusta, i cacciamine Italiani riprenderanno il mare nei prossimi giorni per raggiungere la base della Spezia. Mentre i cacciamine del gruppo NATO continueranno la loro attività nel Mediterraneo.

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Fonte e foto: stato maggiore Difesa

NRDC-ITA: il DSACEUR gen Everard visita il Comando NATO e ne apprezza l’approccio innovativo

Il Vice Comandante Supremo Alleato in Europa (DSACEUR), Generale James Everard, ha visitato nella giornata del 24 maggio scorso il Comando di Reazione Rapida della NATO in Italia (NRDC-ITA), fa sapere lo stesso Comando con un comunicato stampa del 25 maggio.

Accolto dal Comandante di NRDC-ITA, Generale di Corpo d’Armata Roberto Perretti, il DSACEUR ha assistito a un briefing sullo stato delle forze del Corpo d’Armata che dal 1° gennaio, e per tutto l’anno in corso, ha assunto l’importante ruolo di Land Component Command (LCC), contribuendo in maniera significativa al pacchetto di forze ad elevata prontezza nell’ambito della NATO Response Force (NRF).

In tale contesto sono state altresì illustrate le numerose attività addestrative che NRDC-ITA conduce a favore delle unità dipendenti, nazionali e internazionali.

Sir James Everard, fa sapere NRDC-ITA, ha ringraziato il Comandante e riconosciuto a NRDC-ITA il considerevole sforzo e il continuo elevato contributo che l’Italia, e in particolare il Corpo d’Armata, fornisce all’Alleanza in un momento in cui sussiste la necessità di affrontare le sfide di sicurezza, che provengono da due archi di crisi e di instabilità, che lambiscono i confini della NATO: quello meridionale e quello orientale.

Il DSACEUR ha espresso il suo particolare interesse per come NRDC-ITA stia contribuendo attivamente al Long Term Rotation Plan dell’Alleanza e al processo di adaptation della NATO.

In particolare, l’Alto Ufficiale ha espresso il suo apprezzamento per l’impegno e la professionalità dello staff di NRDC–ITA e delle sue unità subordinate nel rendere tangibile ed efficace uno strumento determinante per l’Alleanza quale l’NRF e il ruolo del Comando nell’iterazione tra NATO Force Structure e NATO Command Structure.

“L’Alto Ufficiale – prosegue il comunicato del Comando NATO – ha inoltre sottolineato l’approccio innovativo di NRDC-ITA, il cosiddetto ‘understand, empower, operationalize process’, che costituisce il fondamento concettuale e pratico di tutte le iniziative del Comando per affinare le proprie capacità Joint, per la creazione di un mindset informato ed efficace in preparazione ai compiti presenti e futuri dell’Alleanza”.

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Fonte e foto: NRDC-ITA