Nato

La Brigata Pinerolo ha compiuto 198 anni

La Brigata Pinerolo ha compiuto 198 anni: il 13 novembre 1821 il reggimento “Saluzzo”, che tra 1672 e 1738 era stato protagonista di battaglie epiche non solo sulla penisola italica ma anche al di fuori di essa, con decreto reale fu trasformato in Brigata “Pinerolo”, ricorda la stessa Brigata con un comunicato stampa. “Da allora a oggi la Brigata ha contribuito a scrivere la storia dell’Esercito e dell’Italia partecipando a tutti gli eventi bellici, dalle guerre d’indipendenza ai conflitti mondiali”.

Nel recente passato la Grande Unità è stata più volte impiegata in Afghanistan alla guida del Train Advise Assist Command West (TAAC-W) e, simultaneamente con le proprie unità, in altri teatri operativi quali Iraq, Lettonia, Libano, Libia e Somalia, ricorda il comunicato.

La Brigata ha intanto proseguito l’implementazione del programma di digitalizzazione di Forza Armata che vede la Grande Unità elementare dell’Esercito quale prima Brigata ad aderire e sviluppare sul campo questo ambizioso e innovativo progetto che costituisce la punta di diamante dell’intero programma di modernizzazione della componente terrestre della Difesa.

Sul territorio nazionale, la Brigata Pinerolo partecipa all’operazione Strade Sicure operando al fianco delle Forze dell’ordine per incrementare il livello di sicurezza, contrastare la criminalità organizzata e prevenire i reati ambientali.

Inoltre, la sua componente Genio prosegue nelle attività di bonifica di residuati bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale nell’area di competenza del Basso Adriatico comprendente la Puglia, la Basilicata, il Molise e l’Abruzzo.

Attualmente le donne e gli uomini della Pinerolo sono impegnati in un importante esercitazione sul territorio spagnolo (qui i link gli articoli) per affinare il livello d’integrazione delle Unità e testare l’interoperabilità dei servizi e sistemi di comando e controllo italiano (SIACCON ADV) e spagnolo (SIMANET) attraverso il Military Interoperability Program (MIP), al fine di consentire la visione della Common Operational Picture alle unità italiane e spagnole affinando sia le procedure da attuare nei posti Comando che le procedure d’impiego delle unità.

Il Comandante della Brigata, Generale Giovanni Gagliano, ha enfatizzato il momento sottolineando come oggi storia, presente e futuro si coniugano in perfetta simbiosi nella Pinerolo, esortando tutti per poter continuare a crescere e rimanere aderenti alle necessità di sicurezza che il nostro Paese ci chiede, a tenere sempre a mente quei sentimenti che sono perfettamente riassunti nel motto “Sempre più Avanti, Sempre più in Alto”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: Brigata Pinerolo

La Brigata Ariete parte per l’Afghanistan: il saluto di Pordenone

Si è svolta oggi, 15 novembre, la cerimonia pubblica di commemorazione del settantesimo anniversario di presenza dell’Ariete a Pordenone, comune di cui la brigata è orgogliosamente cittadina onoraria dal 2000, informa con un comunicato stampa odierno la stessa Brigata Ariete rendendo noto che “contestualmente è stato anche salutato il contingente militare, composto da personale della grande unità corazzata, in partenza per il teatro operativo afghano, dove a breve assumerà il comando del Train Advise and Assist Command West (TAAC W), nell’ambito della missione NATO ‘Resolute Support’, con compito di garantire le attività di addestramento, assistenza e consulenza in favore delle istituzioni e delle forze di sicurezza nella regione occidentale del paese asiatico”.

Alla cerimonia, presieduta dal Comandante della Divisione Vittorio Veneto, generale di divisione Carlo Lamanna, erano presenti le massime autorità civili e militari del territorio, i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma, una folta delegazione di studenti degli istituti scolastici di Pordenone e molti cittadini che, nonostante le avverse condizioni meteorologiche, hanno voluto essere presenti per testimoniare la loro vicinanza alle donne e agli uomini in uniforme, si legge dal comunicato.

Dal 1949, quando ebbe luogo la presentazione ufficiale dell’unità presso la spianata della Comina, il Comando dell’Ariete è stabilmente a Pordenone divenendo uno dei più significativi esempi di felice connubio tra collettività locale e comunità militare.

Proprio questo aspetto, spiega la Brigata, è stato sottolineato dal Sindaco di Pordenone, dottor Alessandro Ciriani, che nel suo intervento ha rimarcato come l’Ariete sia strettamente legata alla città, al punto da esserne divenuta un elemento di identificazione.

Durante la cerimonia, si apprende, il dottor Ciriani ha anche donato al Comandante della Brigata Ariete, generale Enrico Barduani, la bandiera del Comune di Pordenone da portare in missione in Afghanistan, come testimonianza del legame che tiene unite la brigata e la sua città.

Il generale Barduani, nel ringraziare gli ospiti presenti alla cerimonia per l’affetto dimostrato, ha sottolineato “l’importanza del sostegno che la comunità pordenonese non ha mai fatto mancare all’Ariete nel corso degli anni, consentendogli di svolgere serenamente i propri compiti istituzionali e di radicarsi proficuamente nel tessuto sociale della provincia”.

Il generale Lamanna, nell’augurare le migliori fortune al contingente in partenza per l’Afghanistan, ha evidenziato come gli eccellenti risultati addestrativi conseguiti dalla Brigata nella lunga e impegnativa preparazione alla missione consentiranno all’Ariete di essere perfettamente in grado di assolvere i propri compiti nel delicato e complesso scenario afghano.

La manifestazione odierna, che è stata accompagnata in musica dalle note della fanfara dell’11° reggimento Bersaglieri, è stata preceduta dalla solenne cerimonia dell’alzabandiera e dalla deposizione di una corona d’alloro al monumento ai caduti di piazzale Ellero dei Mille.

Gli ospiti intervenuti all’evento hanno anche potuto visitare una mostra statica di mezzi e materiali che sono stati esposti in piazza XX settembre, tra cui una autoblindo Centauro e un VTLM (Veicolo Tattico Leggero Multiruolo) Lince.

In occasione della celebrazione odierna, è stata inoltre annunciata la conclusione dei lavori di manutenzione straordinaria delle armi del Museo della Battaglia di Vittorio Veneto, importante attività iniziata nello scorso mese di marzo (link articolo) e condotta da personale tecnico dell’Ariete, che ha consentito il ricondizionamento e la riqualificazione di un ingente patrimonio storico costituito da armamenti di diverse epoche.

Nella circostanza alcuni pezzi del museo, oggetto delle lavorazioni, erano eccezionalmente presenti in mostra presso la caserma Mittica, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: Brigata Ariete

Brigata Pinerolo: NATO CREVAL in Spagna per l’82° reggimento Fanteria Torino

È terminata nei giorni scorsi la NATO CREVAL per l’82° Reggimento fanteria Torino, fa sapere la Brigata Pinerolo con un comunicato stampa odierno.

“Sulla base degli accordi internazionali esistenti in ambito NATO – scrive la Brigata – l’Italia si impegna a garantire pacchetti di forze ad elevato stato di prontezza per i quali deve essere mantenuto un notevole standard addestrativo, operativo e logistico. In tale contesto si inserisce la NATO CREVAL (Combat Readiness Evaluation Program), ovvero il processo di valutazione dello stato di prontezza”.

L’unità nazionale designata è stata l’82° Reggimento fanteria Torino, che ha visto esaminate le proprie capacità operative nelle aree Preparation, Operations, Support, CIS e Administration, attraverso un’attività esercitativa specifica che ha consentito di certificare il livello di prontezza.

Tale attività, si apprende, si è sviluppata in due fasi distinte ed è stata svolta da un Evaluation Team, costituito da personale appartenente alla stessa nazione dell’unità in esame, in questo caso personale proveniente dal Comando della Brigata Meccanizzata Pinerolo, integrato da osservatori alleati (NATO Monitor).

La prima fase (in Barracks Evaluation), svoltasi nel mese di ottobre presso la sede dell’82° Reggimento, è stata propedeutica alla seconda (Field Evaluation), condotta nell’area addestrativa San Gregorio di Saragozza in Spagna, dove contestualmente si sta svolgendo anche l’esercitazione denominata “Toro 2019” (link articolo).

Durante tale fase, terminata con una Livex di 48 ore, sotto la supervisione di una direzione d’esercitazione (EXCON) e alla presenza dell’Evaluation Team, tutto il personale è stato sottoposto da parte delle Opposing Forces (OPFOR) a numerose attivazioni (come ad esempio attacco IED, fuoco diretto e indiretto, attacco aereo, attacco CBRN, trattamento feriti, trattamento prigionieri di guerra, recupero automezzi).

Le OPFOR sono assetti incaricati di rappresentare il nemico nelle esercitazioni. In questa occasione le OPFOR sono state costituite da personale del 21° Reggimento Artiglieria Trieste e dell’11° Reggimento Genio Guastatori. Al termine del Formal Report and Back-brief, l’82° Reggimento è stato certificato Combat Ready.

I monitor NATO, provenienti dall’Allied Land Command (LANDCOM), Comando NATO che ha la sua sede a Izmir in Turchia, hanno espresso grande apprezzamento per il lavoro svolto dai militari della Pinerolo, i quali “hanno saputo concretizzare sul campo la professionalità espressa tutti i giorni dai militari Italiani che operano nei più complessi scenari internazionali”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: Brigata Pinerolo

Baltic Guardian, Lettonia: conclusa la Urban Reaper da parte della fanteria pesante italiana

Il contingente italiano, schierato nell’ ambito della missione in Lettonia, ha terminato in Estonia l’esercitazione “Urban Reaper”, consistente in un addestramento al combattimento in ambiente urbanizzato in collaborazione con l’enhanced Forward Presence (eFP) Estonia allo scopo di addestrare l’unità migliorandone le capacità operative e di cooperazione con altri Paesi dell’Alleanza Atlantica.

Lo ha reso noto con un comunicato stampa odierno lo stesso contingente schierato nella Base di Ādaži – Riga Lettonia.

Il dispiegamento della compagnia di fanteria pesante è avvenuto il 18 ottobre scorso, si apprende, nell’area addestrativa di Nursipalu nella municipalità di Somerpalu (Estonia) a circa 230 km a Nord-Est di Ādaži (Lettonia).

Nell’area è stata condotta per un periodo di cinque giorni un’intensa attività a elevato realismo addestrativo, sfruttando sia i sistemi di simulazione, sia le opportunità offerte dall’area di esercitazione che replica un piccolo complesso urbano. L’attività si è sviluppata effettuando la cinturazione dell’abitato, l’ingresso e la neutralizzazione degli elementi ostili presenti, la bonifica, la fortificazione e la difesa dell’edificio, spiega il comunicato.

L’esercitazione è stata condotta in cooperazione con unità di pari livello canadesi e spagnole mediante l’utilizzo di armi individuali impiegando il munizionamento di tipo “Simunition”.

In tale contesto la compagnia si è addestrata all’individuazione di eventuali trappole esplosive ed EOD (Explosive Ordnance Disposal), cui seguiva la richiesta di intervento alle unità SAPPER spagnole che hanno effettuato la rimozione degli ostacoli (breaching).

L’attività ha permesso di addestrare e amalgamare il personale, perfezionandone le procedure tecnico-tattiche di impiego dell’equipaggiamento in dotazione, di implementare la capacità di comando e controllo dell’unità, elevandone il livello di integrazione e di interoperabilità con le unità di pari livello.

Il contingente italiano schierato in Lettonia nell’ambito dell’operazione “Baltic Guardian”, al comando del Ten. Col. Giovanni Rucco, enucleato dalla Brigata bersaglieri Garibaldi, è costituito su base 1° reggimento bersaglieri di stanza a Cosenza, integrato da un’unità operativa carri di livello plotone e personale di staff del 4° reggimento carri di stanza a Persano e da altre unità dell’Esercito.

“L’eFP – conclude il comunicato – è una misura di natura difensiva, pienamente in linea con l’impegno internazionale della NATO. In tale senso, rappresenta uno sforzo concreto per preservare la pace, poiché costituisce un rafforzamento del principio di deterrenza dell’Alleanza”.

Fonte e foto: Operazione “Baltic Guardian” Base di Ādaži – Riga Lettonia

NRDC-ITA, Eagle Meteor 19: innovativo il Forward Command Element dispiegato verso il Southern Flank

Si è conclusa oggi, 25 ottobre, la Eagle Meteor 19, l’esercitazione del Corpo d’Armata di Reazione Rapida della NATO in Italia (NATO Rapid Deployable Corps-Italy, NRDC-ITA) e condotta con il coinvolgimento di oltre 1.800 militari, provenienti dalle forze armate di 18 paesi della NATO, si apprende da un comunicato stampa odierno dello stesso NRDC-ITA.

“L’esercitazione ha potuto essere realizzata grazie a un sinergico impegno del Comando delle Forze Operative Terrestri, del Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto, del DACCC (Deployable Air Command and Control Centre) di Poggio Renatico e degli Stati maggiori delle Forze Armate, specifica il comunicato.

Eagle Meteor 19, “la più importante esercitazione di posti comando dell’anno per l’Esercito Italiano”, ha visto per la prima volta impiegato il Comando NATO, che ha sede a Solbiate Olona (VA), con tutte le unità italiane e straniere a esso affiliate e subordinate.

La Eagle Meteor 2019 ha visto lo schieramento dell’intera architettura di Comando e Controllo di NRDC-ITA nelle sedi di Solbiate Olona, come Main HQ; di Bellinzago Novarese, Rear HQ; e in Sicilia, nei pressi del Lago Rubino, per quanto riguarda il Forward Command Element.

“Impiegati con ottimi risultati – si legge dal comunicato – anche il DACCC, la Divisione Vittorio Veneto, nelle sedi di Firenze e Carpegna, e il Comando delle forze terrestri della NATO (LANDCOM) in Turchia.

Nell’anno in cui si celebrano i 70 anni della NATO, la difesa collettiva, uno dei principi fondativi dell’Alleanza, è stata il tema centrale di quest’attività: con la Eagle Meteor 19, sottolinea il comunicato stampa, NRDC-ITA ha potuto infatti testare e consolidare le proprie capacità nella sincronizzazione e nella condotta di operazioni ad alta intensità.

L’esercitazione appena conclusa ha costituito l’occasione per sviluppare e consolidare, alla presenza di numerosi alti Ufficiali nazionali e stranieri dei vari comandi dell’Alleanza, l’implementazione del Light Command Post, un concetto innovativo elaborato da NRDC-ITA al fine di assicurare maggiore aderenza con un posto comando distribuito agile e flessibile.

La scelta di schierare il Forward Command Element in Sicilia non è casuale, si apprende, in quanto, “oltre a sottolineare il costante impegno nell’isola a sostegno della collettività dell’Esercito e delle Forze Armate sorelle”, testimonia anche l’attenzione della NATO in un’area di particolare interesse strategico, il Southern Flank, a cui lo stesso NRDC-ITA aveva dedicato un international workshop specifico proprio quattro anni fa a Milano, “Assessing the Crisis on Nato’s Southern Flank”.

La condotta di questa esercitazione per posti comando costituisce una attività di successo per NRDC-ITA e conferma il suo ruolo nel contesto della difesa e sicurezza internazionale, quale “organizzazione pronta e capace di supportare le politiche dell’Alleanza per il contrasto alle crisi e la promozione della stabilità internazionale”, conclude il comunicato stampa.

Fonte e foto: NRDC-ITA

COMFOPSUD: la NASR 19 alla sua fase principale in Qatar con i 2.000 soldati esercitati

“Questa mattina – spiega una nota stampa di oggi, 21 ottobre, del Comando Forze Operative Sud (COMFOPSUD)il contingente italiano a guida Brigata Bersaglieri Garibaldi ha condotto, congiuntamente al personale della 2^ Brigata dell’Esercito del Qatar, la fase principale dell’esercitazione NASR 19”.

La complessa attività tattica, svolta alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), Generale Enzo Vecciarelli, del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, e delle massime Autorità militari locali, ha visto l’impiego di circa 800 soldati italiani, 1.200 militari qatarioti e di oltre 250 veicoli da combattimento e logistici.

A partire dallo scorso 12 settembre, si apprende, “a seguito di un’attenta pianificazione coordinata tra le due nazioni e attraverso una complessa operazione logistica”, l’assetto nazionale esercitato si è schierato a 3.800 Km dall’Italia, nell’area addestrativa del poligono di Al-Galail, località a sud della capitale Doha.

Una zona con caratteristiche idonee allo svolgimento di attività che, per numero di veicoli cingolati e ruotati impiegati e per volume di fuoco, non sarebbe possibile sviluppare presso aree addestrative presenti sul territorio italiano”, precisa la nota stampa.

In tal modo le forze, di livello Battle Group e organizzate secondo l’approccio pluriarma, hanno espresso diverse capacità operative riuscendo così a massimizzare il combat power esprimibile nelle attività tattiche e a verificare il livello di cooperazione e di interoperabilità dei sistemi di comando e controllo tra i due eserciti. Inoltre, nell’ambito delle attività addestrative sviluppate dal personale italiano, sono state altresì testate alcune delle capacità che verranno poste in alta prontezza a favore della NATO.

L’esercitazione conclusiva, svolta a termine di un ciclo addestrativo congiunto della durata di circa un mese, ha previsto una dimostrazione a fuoco di tutti i sistemi d’arma impiegati. In particolare, la compagine di fanteria pesante italiana della Task Force, su base 1° reggimento bersaglieri, composta da circa 300 soldati, ha impiegato cingolati VCC 80 Dardo, carri armati C1 Ariete, VBM Freccia, mortai da 120 mm e da 81 mm e Veicoli Tattici Leggeri Multiruolo (VTLM) Lince.

Presenti sul terreno anche assetti di tiratori scelti, un team Raven, sistemi contro carro Milan e Spike, un team di acquisitori obiettivi delle Forze Speciali dell’Esercito, personale del Genio e relativi veicoli medi di ultima generazione come il VTMM Orso (in differenti configurazioni), mezzi per il supporto logistico, carri pioniere e veicoli per l’assistenza sanitaria.

A completare lo schieramento, prosegue la nota stampa, obici FH70, lanciatori G-MLRS (Guided Multiple Launch Rocket System) e PZH 2000, artiglierie di ultima generazione con possibilità d’impiego di munizionamento a guida GPS e a lunga gittata, capaci di colpire obiettivi di dimensioni ridotte limitando i possibili danni collaterali.

In tale contesto è stata confermata la versatilità professionale degli uomini e delle donne dell’Esercito, pronti a operare in situazioni caratterizzate da fattori ambientali estremi e capaci di impiegare i moderni sistemi di comando e controllo anche in condizioni tecnologicamente degradate.

La NASR 19, che si concluderà il prossimo 27 ottobre, rappresenta un’importante occasione addestrativa in chiave multinazionale, consentendo il consolidamento delle procedure tecnico-tattiche delle unità schierate dall’Esercito italiano e dall’Esercito qatariota e si inquadra in uno scenario strategico di riferimento sempre più influenzato da molteplici dinamiche e in continua evoluzione, conclude la nota stampa.

Fonte e foto: COMFOPSUD

 

RC-W, KFOR: il ponte Bailey “degli italiani” è ora della comunità di Dečani

Si è svolta ieri, 10 ottobre, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Kosovo, Piero Cristoforo Sardi, e del Comandante della missione in Kosovo, Generale di Divisione Lorenzo D’Addario, nonché autorità religiose, civili e militari locali, la cerimonia per la donazione di un ponte Bailey da parte dell’Italia al comune di Deçan/Dečani, uno dei quindici comuni che rientra nell’area di responsabilità del Regional Command West (RC-W), comando multinazionale a guida italiana.

Ne ha dato notizia oggi, con un comunicato stampa, lo stesso RC-W di KFOR.

La donazione del ponte, ubicato nei pressi del monastero cristiano ortodosso di Visoki Dečani, è stata suggellata dal taglio del nastro tricolore da parte del Comandante di RC-W, Colonnello Daniele Pisani, e del primo cittadino di Deçan/Dečani.

“La costruzione del ponte, che risale a giugno del 2015, è stata fortemente voluta dal Generale Francesco Paolo Figliuolo, all’epoca Comandante delle forze NATO in Kosovo”, spiega l’RC-W.

Realizzata dalle unità del 6° Reggimento Genio Pionieri di Roma, in cooperazione con le forze di sicurezza locali al fine di garantire una maggiore mobilità alle forze della NATO, impiegate nel controllo del monastero di Visoki Dečani, del quale ancora oggi KFOR è il primo responsabile della sicurezza.

Da allora, l’utilizzo del ponte non è stato finalizzato soltanto alla condotta delle attività militari da parte dei contingenti che si sono avvicendati negli anni, spiega il comunicato.

Infatti, messo da subito a disposizione della popolazione locale, che lo ha soprannominato “il ponte degli Italiani”, si è rivelato uno strumento indispensabile alla viabilità locale per il raggiungimento delle aree attigue al monastero. Il ponte, lungo 24 metri e ampio 4, dopo i lavori di manutenzione effettuati nei giorni scorsi da personale militare specializzato, ieri è stato definitivamente devoluto alla municipalità di Deçan/Dečani.

La donazione, spiega il comunicato, rientra tra le attività di cooperazione civile e militare svolte dal contingente nazionale per agevolare lo sviluppo socioeconomico dell’area. Da giugno del 1999 i soldati italiani operano in questi luoghi, sotto egida NATO in base della Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1244, per il ripristino della libertà di movimento e il mantenimento di un ambiente stabile e sicuro.

Nel discorso tenuto per l’occasione il Comandante di RC-W ha ribadito che, come il varo del ponte nel 2015, la sua definitiva cessione oggi costituisce un ulteriore passo in avanti non solo nei rapporti tra la KFOR e le autorità locali, bensì nel consolidamento del processo di stabilizzazione tra le comunità che coesistono nell’area. Il Colonnello Pisani ha poi evidenziato il ruolo della comunità internazionale, di KFOR, e in particolare dell’Italia – tutti attori che operano in Kosovo quali facilitatori del dialogo – alla stessa stregua di un ponte che unisce due sponde.

KFOR: inaugurato il ponte sulla Bistrica donato dall’Esercito al monastero di Decani (15 luglio 2015)

KFOR: un ponte sulla Bistrica. Dono dell’Esercito Italiano, voluto dal COMKFOR gen Figliuolo (21 maggio 2015)

KFOR, Kosovo: la strada per il monastero incrementerà il turismo (7 ottobre 2015)

Fonte e foto: RC-W KFOR

RC-W, KFOR: il GSA si addestra per garantire la libertà di movimento delle unità KFOR

Nell’ambito della missione in Kosovo il Gruppo Supporto di Aderenza (GSA), su base Reggimento Logistico Aosta, schierato nel teatro operativo kosovaro dallo scorso 20 luglio quale unità a livello battaglione alle dipendenze del Comandante del Regional Command West (RC-W), ha condotto, dal 26 settembre al 3 di ottobre scorso, un ciclo di esercitazioni finalizzate a incrementare il livello di interoperabilità tra i diversi assetti operativi e logistici, forniti dai contingenti multinazionali che operano in Kosovo.

Lo ha reso noto con un comunicato stampa di ieri, 9 ottobre, lo stesso RC-W.

Durante le giornate addestrative i vari assetti hanno composto una specifica unità multinazionale, a guida italiana, denominata Freedom of Movement – Detachment (FOM-D), nata dall’unione di unità del Genio, logistiche e sanitarie.

Compito del FOM-D, si apprende, il garantire un supporto alle forze di manovra, che operano in assetto antisommossa, al verificarsi di disordini che richiedano, oltre al controllo della folla, anche la bonifica di trappole esplosive e il ripristino della viabilità, mediante la rimozione di barricate erette durante la protesta.

Le giornate addestrative si sono svolte presso Camp Mareshal de Lattre de Tassigny a Novo Selo, dove sono stati simulati diversi scenari nell’ambito dei quali, oltre alle unità italiane, impiegate con diversi assetti logistici e un carro apripista Leopard, sono stati impiegati anche assetti sanitari turchi, team di artificieri austriaci e unità statunitensi e ungheresi, queste ultime dedicate al controllo della folla.

L’addestramento è servito a esercitare anche gli assetti logistici alla gestione di eventi critici, per garantire una risposta pronta ed efficace al verificarsi di situazioni suscettibili di minacciare la stabilità, la sicurezza e la libertà di movimento nell’area delle operazioni, spiega il comunicato.

Al verificarsi di tali eventi, sottolinea il comunicato, le forze schierate in missione in Kosovo contribuiscono al ripristino e al mantenimento di un ambiente sicuro.

KFOR, in qualità di terzo responsabile della sicurezza nazionale kosovara, concorre alla gestione di simili eventi in supporto delle forze di polizia locale, la Kosovo Police (KP), primo responsabile della sicurezza nazionale, e alle forze di polizia internazionali, costituite dalla European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX).

“Per questa ragione è stato simulato uno scenario di mobilitazione popolare, nel quale le forze esercitate hanno dovuto fronteggiare una vera e propria escalation di disordini”, conclude il comunicato.

Fonte e foto: RC-KFOR

 

Baltic Guardian, Lettonia: i corazzati della Garibaldi concludono la Silver Arrow

Il contingente italiano, schierato nell’ambito della Missione in Lettonia, ha partecipato alla esercitazione “Silver Arrow” (Integrated Capstone Excercise) che ha impegnato per undici giorni 3.000 militari di 12 Paesi della NATO (Canada, Albania, Repubblica Ceca, Italia, Montenegro, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Lettonia, Lituania, Estonia) e oltre 250 veicoli da combattimento e logistici, fa sapere con un comunicato stampa odierno il contingente italiano basato ad Ādaži, in Lettonia.

Il dispositivo dell’esercitazione, iniziata il 23 settembre scorso, è stato schierato prima presso le località di Lielvarde, Upespils, Jugla, Lielkangari, poi si è spostato a Kadaga, si apprende, nell’area addestrativa del poligono di Camp Ādaži.

La manovra è consistita in un’attività tattica difensiva, che ha visto le unità impegnate svolgere compiti di occupazione delle battle position, frenaggio, blocco e quindi avvicendamento. Successivamente è stato sviluppato il contrattacco sul dispositivo nemico.

Le forze dispiegate sul terreno, di livello Battle Group, hanno espresso diverse componenti operative, quali i nuclei Joint Terminal Attack Controller (J.T.A.C.), unità di fanteria leggera e pesante, di cavalleria carristi, di artiglieria, del genio e team Explosive Ordnance Disposal (EOD).

L’esercitazione è stata svolta a partiti contrapposti, implementando le procedure tecnico-tattiche al culmine di un ciclo addestrativo congiunto di circa tre mesi.

Nell’ambito dell’attività addestrativa sono state testate e validate sul campo le capacità operative, di cooperazione e di integrazione con gli altri Paesi dell’Alleanza delle unità appartenenti ai Battle Group dell’enhanced Forward Presence (eFP). Al termine dell’attività è stata condotta una dimostrazione a fuoco dei sistemi d’arma impiegati.

La compagnia di fanteria pesante italiana, riferisce il comunicato, ha impiegato circa 120 militari dispiegando i veicoli cingolati VCC 80 Dardo, i carri armati C1 Ariete, i Veicoli Tattici Leggeri Multiruolo (VTLM) Lince, nonché mezzi per il supporto logistico quali autocisterne tattiche, mezzi di soccorso e per il recupero dei feriti. Sono stati, inoltre, impiegati il nucleo J.T.A.C. e il team di tiratori scelti.

“Le attività svolte – scrive il contingente italiano in Lettonia –  hanno permesso di addestrare e amalgamare il personale, perfezionandone le procedure tecnico-tattiche di impiego dell’equipaggiamento, dei mezzi e sistemi d’arma in dotazione, di implementare la capacità di comando e controllo dell’unità, elevandone il livello di integrazione e di interoperabilità con le unità di pari livello, di raggiungere pienamente gli obiettivi addestrativi prefissati e di conseguire la validazione delle capacità acquisite”.

Il contingente italiano schierato in Lettonia, nell’ambito dell’operazione “Baltic Guardian”, al comando del Ten. Col. Giovanni Rucco, è stato enucleato dalla Brigata bersaglieri Garibaldi dell’Esercito ed è costituito su base 1° Reggimento bersaglieri di stanza a Cosenza, integrato da un’unità operativa Carri di livello plotone e personale di staff del 4° Reggimento carri di stanza a Persano.

“La missione in Lettonia eFP dimostra, da un lato, la solidarietà e coesione tra i Paesi membri della NATO e, dall’altro, la determinazione dell’Alleanza nella sua missione primaria di difesa della integrità territoriale euro-atlantica contro ogni possibile aggressione e minaccia esterna”, conclude il comunicato.

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Corazzati della Garibaldi in Lettonia concludono il ciclo addestrativo Reaper Prime, obiettivo la NATO eFP (5 agosto 2019)

Fonte e foto: Operazione “Baltic Guardian” Base di Ādaži  – Riga Lettonia

Difesa, Air Policing: sei F35A italiani in Islanda per la Northern Lightning

“La TFA 32nd Wing formata da aerei F35A ha raggiunto la Full Operational Capability (FOC) e garantirà il servizio di sorveglianza dello spazio aereo in Islanda per tre settimane nell’ambito delle operazioni NATO di Air Policing, ha fatto sapere lo Stato Maggiore della Difesa (SMD) con un comunicato stampa odierno annunciando che “si è dato così ufficialmente avvio all’operazione Northern Lightning”.

L’importante traguardo raggiunto, che vede l’Italia essere il primo Paese dell’Alleanza a utilizzare assetti F-35 in operazione, è stato formalizzato da una cerimonia presenziata dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Alberto Rosso.

“Oggi, con il raggiungimento della Full Operational Capability da parte della Task Force Air 32nd Wing – ha dichiarato il Gen Vecciarelli – rinnoviamo il nostro impegno nel contribuire attivamente alla difesa collettiva. Il nostro Paese ha deciso di contribuire alle attività di Air Policing con le risorse più avanzate, gli F-35 A dell’Aeronautica Mlitare, che per la prima volta sotto il comando e il controllo del Comando Aereo Alleato, garantiranno la sicurezza dello spazio aereo in una importante porzione strategica della regione euro-atlantica”.

La cerimonia si è conclusa con un alzabandiera solenne, si apprende, dove è stata issato il vessillo NATO, consegnato al Comandante della TFA dal Vice Comandante del Comando Aereo Alleato (AIRCOM), il Lieutenant General Pascal Delerce, che ha sottolineato come Per la prima volta un caccia di quinta generazione, l’F-35, sarà impiegato dalla NATO per salvaguardare lo spazio aereo dell’Alleanza in una operazione di Air Policing. Questo evento rappresenta un grande passo verso l’integrazione dei moderni aerei da combattimento nelle missioni alleate, dimostrando la capacità dell’Alleanza di guardare al futuro, integrando le nuove tecnologie”.

Approfondimenti (fonte SMD):

La missione della TFA 32nd Wing ha come obiettivo quello di preservare l’integrità dello spazio aereo della NATO, rafforzando l’attività di sorveglianza dei cieli dell’Islanda che non possiede capacità e strutture per la difesa aerea autonoma.

L’Aeronautica Militare Italiana partecipa all’operazione di Air Policing in Islanda con sei velivoli F-35A. Piloti, controllori della Difesa Aerea, personale tecnico, logistico e della Force Protection assicureranno il Servizio di Sorveglianza dello spazio aereo islandese per tre settimane, conducendo, nel frattempo, attività addestrativa congiunta con il personale della Icelandic Coast Guard.

L’attività di Air Policing è condotta sin dal tempo di pace e consiste nella continua sorveglianza dell’integrità dello spazio aereo della NATO nonché nell’identificazione di eventuali sue violazioni all’integrità, dinnanzi alle quali devono scattare appropriate azioni di contrasto, come, ad esempio, il decollo rapido di velivoli caccia intercettori, che in termini tecnici è definito scramble.

L’Air Policing viene svolta nell’ambito dell’area di responsabilità del Comando Operativo Alleato della NATO (Allied Command Operation – ACO) di stanza a Bruxelles e viene coordinata dal Comando Aereo (AIRCOM) di Ramstein (GER).

L’hashtag per parlarne è: #UnaForzaPerilPaese

Fonte e foto: SMD