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Esercito: a Pasqua circa 11mila militari impegnati al servizio della collettività dentro e fuori l’Italia

“Anche durante le festività Pasquali gli uomini e le donne dell’Esercito sono al lavoro su tutto il territorio italiano nelle piazze delle maggiori città italiane”, ha ricordato con un comunicato stampa del 1° aprile lo stato maggiore dell’Esercito.

In particolare, fa sapere l’Esercito, sono 7mila i militari impegnati costantemente all’interno dei confini nazionali nel presidiare il territorio e le principali aree metropolitane con l’operazione Strade Sicure, in concorso alle forze dell’ordine.

Mentre sono circa 4mila i militari schierati all’estero nell’ambito di missioni internazionali a guida NATO, ONU o Unione Europea, con compiti di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione delle aree più martoriate del mondo, sino all’addestramento delle forze di sicurezza locali, ovvero la gamma di attività definita Security Force Assistance (SFA).

“L’Esercito, con 4.000 soldati – ricorda il comunicato stampa – continua anche in questi giorni il suo impegno in 15 Paesi esteri, per contribuire alla sicurezza. Fuori dai confini nazionali, sono il Libano, l’Afghanistan e l’Iraq i teatri operativi dove è più consistente la presenza dei militari italiani, ma non meno importante è la presenza in Somalia e Mali, dove i nostri soldati addestrano le forze di sicurezza locali, e il Kosovo, dove, peraltro, l’Italia dal 2013 detiene la leadership della missione Nato-Kfor”.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (CaSME), gen Salvatore Farina, nell’incontrare gli uomini e le donne che concorrono a garantire la sicurezza a Venezia nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, ha voluto esprimere gratitudine a tutto personale dell’Esercito con queste parole: “Il vostro continuo impegno e la vostra presenza nei punti sensibili del territorio nazionale contribuiscono a rafforzare la sicurezza per tutti i nostri concittadini. Per questo, ringrazio voi e le vostre famiglie per l’insostituibile sostegno morale e materiale che dimostrano condividendo le scelte, talvolta impegnative e difficili, oggi più che in altri giorni dovendo rinunciare a trascorrere la Pasqua con i propri congiunti”.

Dal 1° gennaio 2018 a oggi, l’Esercito ha consentito l’identificazione di circa 57.000 persone, 170 delle quali poste in stato di fermo, oltre 200 denunciate; 13.840 veicoli controllati, con 14 sequestri di armi e 152 di veicoli, fa sapere in dettaglio il comunicato della Forza Armata.

“Cospicuo il sequestro di sostanze stupefacenti e oggetti contraffatti”, spiega il comunicato stampa, che così conclude: “Un impegno dinamico e a 360 gradi quello dell’Esercito, che evidenzia una spiccata valenza duale, nell’ottica di dotare lo Strumento Militare Terrestre sia di avanzate capacità di combattimento delle unità sul terreno, sia di poter intervenire tempestivamente, in Patria o all’estero, in situazioni di emergenza o di pubblica utilità: tra queste, solo lo scorso anno, circa 3.000 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici e 14 campagne antincendio effettuate con velivoli dell’Aviazione dell’Esercito”.

Fonte e foto: PI SME

Sector West, UNIFIL: il contingente italiano in linea con gli standard ONU per logistica e infrastrutture

Una complessa attività di verifica finalizzata a garantire il rispetto degli standard previsti dalle direttive delle Nazioni Unite per la missione nel Sud del Libano, UNIFIL, si è svolta negli ultimi giorni di agosto nella base Millevoi di Shama.

Si è trattato della Operational Readiness Inspection (ORI) per i caschi blu italiani impiegati nella missione UNIFIL, ovvero una attività di verifica svolta da un team di ispettori delle Nazioni Unite nei confronti dei contingenti impiegati nelle missioni in aree sensibili, ha fatto sapere un comunicato stampa del Sector West di UNIFIL, che opera nel sud del Libano su base brigata Granatieri di Sardegna al comando del gen Francesco Olla.

In proposito, la Joint Task Force Lebanon su base brigata Granatieri di Sardegna ha confermato di possedere un livello delle capacità operative, logistiche e infrastrutturali ben al di sopra dei requisiti previsti dalla normativa in vigore.

“Ciò è un elemento di vitale importanza per l’assolvimento dei compiti assegnati dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, conclude il comunicato stampa del Sector West.

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Fonte e foto: Sector West UNIFIL

Esercito: a Ferragosto attività operativa per 18mila soldati. Il plauso del Capo di SME, gen Errico

Oltre 18.000 soldati dell’Esercito saranno impegnati anche a Ferragosto in attività operative, in Italia e all’estero”, ha annunciato l’Esercito Italiano con un comunicato stampa del 14 agosto.

A loro e alle loro famiglie, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen Danilo Errico, rivolge il proprio ringraziamento e “plauso per i sacrifici, la dedizione, il senso di responsabilità e la professionalità con cui affrontano, anche in questi giorni, il proprio compito”.

Di questi, circa 7.000 presidiano il territorio, in concorso alle Forze dell’Ordine, nell’ambito dell’Operazione Strade Sicure, contribuendo alla sicurezza della popolazione, specifica il comunicato.

Dall’inizio dell’Operazione, il 4 agosto 2008, i militari hanno consentito l’arresto di oltre 15.500 persone, di cui 280 dall’inizio dell’anno; ne hanno controllate e identificate quasi 2.930.000, circa 290.000 solo quest’anno, e sequestrato oltre 2,2 tonnellate di sostanze stupefacenti, oltre 30 kg nell’anno corrente, specifica la Forza Armata.

Oltre 4.000 soldati, invece, sono impegnati all’estero, in 14 paesi, in missioni sotto egida ONU, UE e NATO, in particolare in attività di assistenza delle Forze Armate e di Sicurezza locali volte alla stabilizzazione delle aree di interesse strategico nazionale.

A questi 11.000 soldati si aggiungono altri 7.000, che si trovano in stato di prontezza per esigenze nazionali e di coalizioni internazionali, per un totale di 18.000 militari.

Tra questi, particolarmente attivi in questo periodo sono gli assetti dell’Aviazione dell’Esercito (AVES) che, in concorso alla Protezione Civile, sono impegnati nella campagna antincendio boschiva.

A oggi, spiega il comunicato stampa, gli elicotteri dell’Esercito hanno effettuato oltre 1.200 lanci di acqua per un totale di circa 2.800.000 litri e oltre 200 ore di volo.

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Fonte e foto Esercito Italiano

 

Il CaSMD gen Graziano all’ONU: necessario un approccio omnicomprensivo per le operazioni di peacekeeping

“Il carattere multidimensionale, incerto e transnazionale dell’attuale minaccia determina un rischio globale rispetto al quale nessun Paese può ritenersi immune“.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa (CaSMD), generale Claudio Graziano, ha così iniziato la sua analisi sull’attuale scenario geopolitico internazionale durante la conferenza dei Capi di Stato Maggiore della Difesa presso la sede delle Nazioni Unite a New York.

In particolare, il gen Graziano, su invito dell’ONU, è stato protagonista di un panel sulle sfide delle attuali e future operazioni di peacekeeping.

La complessità dell’attuale scenario comporta – come ha evidenziato il gen Graziano, così sottolinea il comunicato stampa dello stato maggiore della Difesa dello scorso 7 luglio – lo sviluppo di una risposta adeguata, e il ruolo delle organizzazioni internazionali è fondamentale.

Il gen Graziano, che è stato a capo della missione UNIFIL in Libano nei delicatissimi anni immediatamente successivi al conflitto del 2006 tra Israele ed Hezbollah, ha poi sottolineato l’importanza per le Nazioni Unite di avere la capacità di guidare in modo coordinato ed efficace la gestione delle attuali crisi.

Un importante accento, fa sapere il comunicato stampa, è stato posto dal Vertice militare italiano sulla necessità di un approccio onnicomprensivo per le operazioni di peacekeeping che tenga conto, fin dai più bassi livelli, di tutti gli strumenti di potere, diplomatico, informativo, militare ed economico, al fine di poter realmente coinvolgere sia le autorità locali sia quelle internazionali nel processo di ricostruzione e sviluppo delle aree che hanno subito il crollo statuale.

Il ruolo italiano nelle operazioni ONU è di primo piano: “il nostro Paese, infatti, è il primo contributore in termini di truppe tra i Paesi occidentali con una significativa partecipazione alle operazioni in Libano e in Mali, conclude il comunicato stampa della Difesa.

Fonte e foto: stato maggiore Difesa

Sector West, UNFIIL: standard operativi e logistici elevati confermati nell’ispezione ONU

Il Sector West (SW) di UNIFIL, a guida brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli, ha dimostrato elevati standard di eccellenza delle capacità operative e logistiche, fa sapere lo stesso SW con un comunicato stampa odierno a proposito dell’ispezione condotta dalle Nazioni Unite, che rientra nell’ambito delle attività ispettive ciclicamente programmate dall’ONU nei confronti dei contingenti nazionali che partecipano alla missione UNIFIL.

La Operational Readiness Inspection (ORI), così si definisce, costituisce la più complessa attività di verifica riguardante gli standard che tutte le unità devono garantire in termini di capacità operative, logistiche e infrastrutturali, in aderenza alle direttive e normative vigenti nell’ambito della missione UNIFIL.

Il team ispettivo, composto da tecnici civili e militari di varie nazionalità che ha ispezionato la totalità di mezzi, materiali ed equipaggiamenti assistito dal Nucleo Rimborsi ONU del Centro Amministrativo d’Intendenza, ha avuto modo di constatare l’elevatissimo livello di efficienza dei molteplici assetti che il contingente italiano impiega nel teatro operativo libanese per l’assolvimento dei propri compiti, spiega il comunicato stampa del SW.

Il team multinazionale che ha condotto la verifica ha voluto rimarcare l’importanza del mantenimento di livelli di efficienza elevati, indispensabili per il corretto svolgimento dei compiti assegnati dalla Risoluzione 1701 delle Nazioni Unite.

Nell’ambito del Settore Ovest di UNIFIL, agli ordini del gen Ugo Cillo, operano la Task Force di manovra ITALBATT, su base reggimento Genova Cavalleria (4°); il Combat Service Support Battallion, su base reggimento Logistico Pozzuolo del Friuli, e il Combat Support Battallion, su base Reparto Comando e Supporti Tattici Pozzuolo del Friuli e 3° reggimento Genio Guastatori di Udine.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

Sector West, UNIFIL: forze di manovra interessate dalla esercitazione Steel Storm per perfezionare l’addestramento con le LAF

“Il contingente italiano in Libano ha partecipato nei giorni scorsi, a Naqoura, all’esercitazione multinazionale Steel Storm che ha interessato le forze di manovra di tutte le nazionalità che operano sotto egida ONU nel Libano del sud e le Forze Armate Libanesi (LAF)”, ha fatto sapere il Sector West (SW) di UNIFIL con un comunicato stampa del 15 febbraio.

Obiettivo dell’esercitazione il perfezionamento dell’addestramento dei caschi blu con le LAF.

Alla Steel Storm hanno partecipato assetti di ITALBATT e della Sector Mobile Reserve del Settore Ovest, tutti appartenenti al reggimento Genova Cavalleria (4°).

Il supporto alle LAF è uno dei compiti assegnati dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU nel 2006, unitamente al monitoraggio della cessazione delle ostilità e al supporto alla popolazione, ricorda il Sector West.

ITALBATT, oltre al reggimento Genova Cavalleria, è composta da assetti del reggimento Lancieri di Novara (5°) e del 132° reggimento artiglieria Ariete. L’attuale missione in Libano è affidata alla brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli al comando del gen Ugo Cillo.

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Il 132° rgt Artigileria Ariete in Paola Casoli il Blog

Fonte e foto: SW UNIFIL

Sector West, UNIFIL: una delegazione ONU da New York per la strategic review della missione in Libano

Una delegazione delle Nazioni Unite proveniente da New York ha fatto visita il 20 gennaio scorso  al Sector West (SW) di UNIFIL.

Ad accogliere gli alti funzionari al quartier generale di Shama è stato il generale Ugo Cillo, comandante del SW e del contingente italiano in Libano, fa sapere il comunicato stampa dello stesso SW datato 21 gennaio.

La delegazione, accompagnata dal Force Commander di UNIFIL, generale Michael Beary, e guidata da El Gassim Wane, assistente del Segretario Generale dell’ONU per le Peacekeeping Operations, ha il compito di provvedere alla revisione strategica di UNIFIL (strategic review) secondo quanto previsto dalla Risoluzione 2305 dell’agosto 2016 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, di cui anche l’Italia è membro non permanente per quest’anno.

I funzionari hanno avuto modo di ricevere un aggiornamento sulle attività condotte dal Sector West  e sugli sviluppi della missione nell’area.

L’attuale missione in Libano è guidata dalla brigata di Cavalleria Pozzuolo del Friuli che, dallo scorso ottobre, ha assunto il comando del Sector West alle cui dipendenze si trovano il contingente italiano e quelli di Armenia, Brunei, Estonia, Finlandia, Ghana, Corea del Sud, Malesia, Slovenia e Tanzania.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

UNIFIL, Sector West: a 10 anni dalla risoluzione ONU 1701 sono oltre 32mila i caschi blu italiani passati dal Libano

Assetto cinofiloIl contingente italiano di UNIFIL in Libano ha celebrato ieri, 11 agosto, il 10° anniversario dell’approvazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ricorda un comunicato stampa dello stesso contingente attualmente su base brigata Sassari al comando del gen Arturo Nitti.

Con l’occasione il generale Nitti, comandante del contingente italiano del Sector West (SW) di UNIFIL, ha detto che “il modo migliore per tenere fede a questo storico impegno della comunità internazionale e dell’Italia sotto le insegne delle Nazioni Unite è quello di continuare a garantire la piena attuazione del mandato della missione che ci è stata assegnata”, riferisce il comunicato.

Base avanzata 1-31La risoluzione, adottata all’unanimità l’11 agosto 2006, pose fine ai trentaquattro giorni di scontri tra Israele e le milizie sciite di Hezbollah mediante l’invio di 15.000 “caschi blu” di UNIFIL, la Forza di interposizione delle Nazioni Unite nel Libano del Sud.

L’annuncio della partecipazione italiana fu dato dal governo con una nota di Palazzo Chigi in cui si affermava “la disponibilità a contribuire alla Forza delle Nazioni Unite” e l’avvio delle consultazioni “per determinarne la composizione, l’articolazione ed il mandato”, riporta il comunicato del contingente italiano nel ripercorrere l’evento.

Una missione che si è evoluta nel tempo e che oggi punta ad assicurare il monitoraggio della cessazione delle ostilità tra Israele e Libano, assistere la popolazione civile e sostenere le Forze Armate Libanesi nel garantire la sicurezza dei propri confini e la stabilizzazione dell’area.

Attività di sminamento lungo la ''Blue line''Fatti e cifre dell’impegno militare italiano in Libano trovano riscontro a iniziare dalla prima spedizione a Beirut, che di fatto diede il via alla partecipazione dell’Italia alle moderne missioni internazionali di pace all’estero, fino all’avvio dell’operazione Leonte nel 2006.

Da allora, in Libano, si sono alternati oltre 32.200 militari italiani.

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Fonte e foto: SW UNIFIL

Alzabandiera a Shama

UNIFIL, il com gen Portolano ai vertici Difesa, Esercito e Intelligence del Libano: sicurezza caschi blu dovere delle autorità libanesi

Il Generale Portolano con il Ministro della Difesa Samir Moqbel“È preciso dovere delle autorità libanesi assicurare l’incolumità, la sicurezza e la libertà di movimento dei caschi blu” ha precisato il generale Luciano Portolano, Capo Missione e Comandante delle Forze UNIFIL nel Libano meridionale, ieri mattina, 19 novembre, nel corso del suo incontro a Beirut con il ministro della Difesa del Libano Samir Moqbel, il comandante delle Forze Armate Libanesi, generale Jean Kawagi, e il direttore dell’Intelligence libanese, generale Edmond Fadel.

L’Head of Mission ha condannato fermamente l’incidente avvenuto nei giorni scorsi nell’area di operazioni di UNIFIL, che ha ostacolato la libertà di movimento delle truppe ONU.

L’obiettivo principale delle operazioni di UNIFIL è quello di assicurare la calma e la stabilità nel Libano del sud congiuntamente alle Forze Armate Libanesi (LAF). La piena libertà di movimento di UNIFIL e la salvaguardia della sicurezza del proprio personale restano gli elementi imprescindibili per l’effettiva esecuzione dei compiti contenuti nel mandato della Risoluzione 1701.

Nell’ambito della discussione l’attenzione è stata rivolta in particolare alla situazione politica e di sicurezza nazionale. Nel corso dei vari incontri con i vertici di Beirut, il generale Portolano ha rinnovato alle autorità libanesi il proprio cordoglio e quello dei caschi blu di UNIFIL a seguito dell’attacco terroristico avvenuto nella capitale libanese lo scorso 12 novembre, in cui 46 persone sono rimaste uccise e oltre 240 ferite.

“Il nostro pensiero va alle vittime, ai loro familiari e alla gente del Libano” ha detto il generale, esprimendo poi il proprio “plauso e il pieno sostegno di UNIFIL al Governo libanese per il continuo sforzo nella lotta al terrorismo”.

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Fonte e foto: UNIFIL MPIO

ONU in Libia: Martin Kobler e il generale italiano Paolo Serra al lavoro per il dopo-Leon

il Force Commander di UNIFIL, Generale di Divisione Paolo SerraIl diplomatico tedesco Martin Kobler succede allo spagnolo Bernardino Leon nell’incarico di inviato speciale delle Nazioni Unite in Libia: il passaggio di consegne martedì 17 novembre, secondo quanto riferito lunedì dall’agenzia Reuters che cita il relativo comunicato stampa dell’ONU.

Un passaggio che arriva in un “momento critico per la Libia” e che vedrà l’inviato Onu Kobler determinato ad assicurare la continuità dell’azione delle Nazioni Unite nel facilitare il processo di dialogo nel paese, attualmente in stallo per il fallimento delle trattative precedenti orientate alla concordia delle diverse fazioni contrapposte in virtù di una unità nazionale.

Al suo fianco c’è il generale italiano Paolo Serra, nominato dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon quale senior advisor del nuovo inviato in Libia per quanto attiene alle questioni di sicurezza. È Rainews a sottolinearlo in un articolo di ieri.

Sia Kobler che Serra vantano una lunga esperienza in ambito internazionale: il diplomatico tedesco ha occupato incarichi Onu di vertice in Iraq e in Congo, mentre il generale italiano, al Palazzo di Vetro come Consigliere militare del rappresentante permanente italiano ONU, ha comandato la missione delle Nazioni Unite UNIFIL in Libano per due anni e mezzo fino al luglio 2014.

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Fonti: Deutsche Welle; OnuItalia; RaiNews; Reuters

Foto d’archivio