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Salone Libro Torino nel Centenario Grande Guerra: Difesa “proiettata al futuro coltivando le proprie radici”

Salone Libro Torino_stand Difesa_Visitatori allo Stand 03È stata inaugurata ieri, 14 maggio, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la 28^ edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino.

Il Presidente Mattarella ha incontrato il personale militare presso lo stand Difesa, dove le Forze Armate presentano le più recenti opere editoriali per la diffusione della cultura della difesa.

Oggi, 15 maggio, si è tenuta la cerimonia di premiazione del concorso letterario ‘La storia della Grande Guerra riletta dai giovani d’oggi – Mai più trincee’, indetto dal Ministero della Difesa in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR). All’evento hanno partecipato il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il Capo di stato maggiore della Difesa, gen Claudio Graziano, e il sottosegretario al MIUR, Gabriele Toccafondi.

Il concorso, aperto agli studenti italiani di ogni ordine e grado, ha riscosso un ampio consenso, con oltre 700 elaborati presentati che hanno avuto come filo conduttore la riflessione sull’esperienza della Prima Guerra Mondiale, sul significato storico della ricorrenza e sull’importanza dell’integrazione per preservare e garantire la stabilità dell’Europa.

Al termine della premiazione, il Ministro Pinotti ha visitato lo stand espositivo dell’Istituto Luce che ha realizzato il libro “Fango e Gloria”. Il volume riprende il tema dell’omonimo film sul primo conflitto mondiale, presentato il 4 novembre 2014 in tutta Italia in occasione della celebrazione del Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, realizzato sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio del Ministero della Difesa.

Il Ministero della Difesa è presente alla XXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino con uno stand istituzionale ubicato presso il Padiglione 3 al Lingotto Fiere.

‘Proiettati al futuro, coltivando le proprie radici’ è il messaggio che la Difesa intende veicolare quest’anno attraverso il fitto programma di attività convegnistiche e iniziative editoriali organizzate per diffondere e valorizzare i temi legati alla storia e alla cultura delle Forze Armate.

Un messaggio testimoniato anche dalla nuova veste dello stand espositivo che, oltre ai tradizionali cinque spazi, quattro di Forza Armata e uno dedicato all’Area Storica, ospita, per la prima volta, un’area dedicata alla comunicazione digitale per illustrare le principali innovazioni intervenute nel settore della comunicazione istituzionale (Portale WEB, WEB TV e App per tablet e smartpohone).

Nella mattinata di oggi sono stati presentati il libro “Mare Nostrum”, “La scelta di Catia” e “Il mare fra le terre”, in collegamento video con Nave Grecale della Marina Militare. Nel pomeriggio sono stati ricordati i 90 anni della Rivista Aeronautica e presentati i libri “Lo spazio cibernetico tra esigenze di sicurezza nazionale e tutela delle libertà individuali”, “Pelle d’Ammiraglio”, “Mediterraneo ed oltre”, “In guerra sopra le nubi” e “I caduti dell’aviazione italiana nella Grande Guerra”. L’opera cine-televisiva “Media Combat Team History” “PALOMBiRO. Pagine dal fondo” ha concluso le attività della giornata.

Gli hashtag per parlarne: #culturadelladifesa   #SalTo15

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Fonte e foto: stato maggiore Difesa/Marina Militare

L’Esercito Italiano fa il suo punto di situazione 2012 nell’annuale Rapporto Esercito

È disponibile anche sul sito esercito.difesa.it, il sito della Forza Armata, il Rapporto Esercito 2012, supplemento annuale alla Rivista Militare che traccia il bilancio delle attività dell’Esercito attraverso i numeri di tutte le operazioni militari internazionali e quelle svolte in patria.

Nel 2012, si legge tra i numeri riportati dal Rapporto Esercito 2012, oltre 9mila militari dell’Esercito sono stati impiegati in operazioni. Di questi, 4.700 unità hanno operato fuori area (3.200 militari in Afghanistan, nell’operazione ISAF; 1.100 in Libano; 300 in Kosovo; nuclei di Osservatori militari in Georgia, Pakistan e Medio Oriente); 4.400 militari in Patria nell’operazione Strade Sicure, Aquila e, in concorso alla Protezione Civile, nei casi di pubblica calamità. Sul territorio nazionale, solo nel 2012, tra gli altri interventi a supporto della collettività nazionale sono state effettuate oltre 2.400 bonifiche di ordigni esplosivi e residuati bellici (circa 34mila gli interventi dal 2000 a oggi).

Nelle oltre 270 pagine consultabili online, non mancano i dati relativi a provvedimenti adottati dalla Forza Armata nel quadro del risanamento della spesa pubblica. Tra gli altri, si è ottenuto un risparmio medio annuo del 35% sui consumi elettrici anche grazie all’installazione di impianti fotovoltaici presso le strutture dell’Esercito.

Nel Rapporto Esercito sono inseriti anche i principali risultati conseguiti dagli atleti dell’Esercito, oltre alle schede delle missioni concluse dalla Forza Armata negli ultimi trent’anni, riepilogate nei loro tratti essenziali, dal Libano al Kurdistan, dalla Somalia al Mozambico, dal Ruanda a Timor Est, dall’Iraq a Haiti. Un riferimento viene fatto anche a quello che sarà l’Esercito nel 2024.

Il Rapporto Esercito è scaricabile integralmente dal sito istituzionale dell’Esercito Italiano www.esercito.difesa.it e tramite la nuova app NewsEI per Tablet e smartphone. Oppure clicca qui.

Fonte: Esercito Italiano

Foto: Esercito Italiano

Dati classificati nelle mani sbagliate, la DARPA studia sistema di autodistruzione

È il terrore di tutti gli esperti in sicurezza. La perdita di dati classificati, che finiscono in mani sbagliate, rappresenta infatti un altissimo rischio per i paesi e le infrastrutture, oltre che per i singoli individui.

La Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA ) sta pensando a come evitare tale rischio e proteggere i dati sensibili con il Vanishing Programmable Resources (VAPR), un programma che ha l’obiettivo di realizzare un meccanismo di autodistruzione a comando dei dati persi.

L’idea parte dalla considerazione che il veloce sviluppo dell’elettronica in ambito militare, settore che ha cominciato a fare largo uso di strumenti tecnologici sul campo di battaglia, dove i dati vengono scambiati e immagazzinati a partire dai semplici e diffusissimi smartphone, presenta un lato negativo: l’impossibilità di ritirare tutti gli apparecchi lasciati o persi, che potrebbero dunque essere recuperati da chiunque con l’insieme dei dati immagazzinati.

L’obiettivo del progetto è l’autodistruzione di questi apparecchi con tutto il loro contenuto, in modo da non consentire a chi ne entrasse in possesso né di recuperare i dati sensibili, né di organizzare contromisure o studi sulla tecnologia utilizzata.

Il VAPR è orientato a un sistema che consenta di far dissolvere, più che esplodere, gli apparecchi persi a comando, spiega Armed Forces International News. Per arrivare a questo, si appoggia a lavori precedenti svolti nel settore biomedico.

Le apparecchiature potrebbero dunque venire realizzate con materiali sensibili all’ambiente esterno e dissolversi quando si innesca una reazione, data da un segnale o anche da una variazione di temperatura.

Fissare, per così dire, una data di scadenza per questi strumenti, in modo che possano svolgere egregiamente il loro lavoro per il tempo richiesto e poi dissolversi, è esattamente l’elemento che completa l’obiettivo del programma, che potrebbe definitivamente restringere il rischio per la sicurezza.

Fonte: Armed Forces International News

Foto: US Army/Armed Forces International News

La Difesa a portata di smartphone

Dopo il lancio dei social network, la Difesa fa il suo ingresso anche sui dispositivi mobili, si apprende dal ministero della Difesa.

Da ieri, infatti, risulta scaricabile dagli store di Apple e di Google l’App NewsDifesa, grazie alla quale tutte le notizie e le informazioni principali, presenti sul portale www.difesa.it, saranno ora disponibili anche per smartphone e tablet con sistema operativo iOS e Android.

L’iniziativa è stata studiata per valorizzare e diffondere le informazioni e le attività del ministero, oltre che per offrire a un numero crescente di utenti di smartphone e tablet la possibilità di entrare nel mondo della Difesa mediante un’interfaccia grafica che consenta una navigazione intuitiva e veloce.

In particolare, all’accesso verranno  visualizzate le notizie relative alle sezioni Primo Piano, News, Notizie dai Teatri e Concorsi.

Per ogni sezione, l’App mostrerà le ultime 50 notizie e avvertirà l’utente, tramite un messaggio, dell’avvenuto inserimento di nuove notizie, cancellando automaticamente le più datate.

Le notizie e le immagini a esse correlate potranno essere visualizzate nel dettaglio, e postate sui social network, come Facebook e Twitter, oppure segnalate tramite email.

Fonte: ministero della Difesa

Foto: www.difesa.it

Colloqui di pace per l’Afghanistan. Di’ la tua online al portavoce dei talebani

Curioso di sapere perché i talebani hanno deciso di sedersi al tavolo dei colloqui di pace? Vuoi sapere se torneranno al potere e come decideranno di reggere le sorti dell’Afghanistan? O hai voglia di chiedere al portavoce del movimento, Zabihullah Mujahid, che effetto gli fa se decidi di aprire una scuola guida per donne in centro a Herat?

Chiediglielo! Di’ la tua sul forum online appena aperto dai talebani, intitolato ”Your questions and Zabihullah Mujahid’s answers”.

E’ l’agenzia Reuters a riportare la notizia che segna un cambiamento della strategia di comunicazione dei talebani. Se finora il movimento ha fatto uso di internet per diffondere i propri messaggi in modo univoco,  pensiamo ai proclami o ai video di ostaggi terrorizzati, ora si aprono le porte alla compartecipazione degli utenti addirittura con un forum.

Le risposte sibilline e propagandistiche sono sigillo di qualità. Come l’assicurare che non si ha niente contro l’”istruzione scolastica di madri e sorelle secondo il dettato islamico” a chi chiede se mai potrebbero tornare a vietare la scuola alle bambine. Come l’invito alla preghiera, lasciando da parte lo smarrimento, a chi si preoccupa per questa apertura ai colloqui con gli USA in contrasto con il rigore dei principi finora professati.

Certo è che questa apertura al messaggio compartecipato conferma la particolare attenzione che il movimento ha sempre avuto per internet e per i social media, da Facebook a Youtube.

Maggiore visibilità, audience più vasta e voglia di farsi pubblicità: “Cerchiamo di dare un’occhiata a tutto ciò che viene postato sul forum e poi annunciamo la nostra posizione”.

Non stupirebbe il prossimo lancio di una applicazione per smartphone. Almeno per tutta la durata dei colloqui di pace!

(Clicca qui per il forum).

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I colloqui di pace con i talebani in Paola Casoli il Blog

Fonte: Reuters

Foto: la foto di Zabihullah Mujahid è di Radio Free Europe

Il Pentagono si appassiona ad Android

Buone notizie per gli androidini: ora il Pentagono comincia ad aprire le porte alla versione 2.2 del sistema operativo Android di Google.

A comunicarlo tra gli altri è telefonino.net in un articolo dello scorso 29 dicembre 2011, che riferisce della nuova apertura del Dipartimento della Difesa americano.

Nella sua recente Security Technical Implementation Guide, si apprende, il Dipartimento della Difesa ha approvato l’utilizzo di device Android  da parte dei suoi dipendenti.

Tuttavia qualche limitazione c’è ancora. Infatti l’unico smartphone attualmente qualificato è il Dell Venue che, secondo le direttive, deve utilizzare Android in versione 2.2 e non avere l’Android Market installato, mentre l’accesso al web è consentito solo tramite un proxy server.

E’ comunque un segnale interessante per tutti gli androidini: una mossa che consentirà l’uso di device diversi dai soliti smartphone Blackberry, imperanti nel settore grazie alla sicurezza offerta.

In più, la Defense Information Systems Agency sta esaminando anche gli iPhone e gli iPad, finora non approvati a causa dell’”ecosistema strettamente controllato da Apple”, un protocollo che rende difficile l’installazione dei software di sicurezza previsti dal Dipartimento.

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iPad per le Forze Armate di Singapore (7 luglio 2011)

Applicazioni per smartphone sul campo di battaglia (24 maggio 2011)

Fonte: telefonino.net, tuttoandroid.net

Foto: android.hdblog.it

iPad per le Forze Armate di Singapore

Gli americani ne avevano parlato poco più di un anno fa. Poi, nel maggio di quest’anno avevano fatto di più, pensando anche ad applicazioni specifiche. Ma allora si parlava solo di smartphone sui campi di battaglia. Ora, per i militari di Singapore, è addirittura in consegna l’iPad, ovvero ciò che sta in mezzo tra lo smartphone e il notebook, per dirla alla Steve Jobs.

Lo ha fatto sapere il ministero della Difesa di Singapore a fine giugno, qui riportato da Armed Forces International, comunicando che dal prossimo mese di novembre in poi verranno consegnati circa 8mila iPad a tutte le reclute che entrano nelle Forze Armate della ricca città-stato del sudest asiatico.

I primi a riceverlo saranno i membri dell’Esercito, a seguire l’iPad sarà consegnato anche ad Aeronautica e Marina, il tutto nel giro di un anno. Una volta consegnati gli iPad, sarà la volta dell’inserimento delle applicazioni; un certo numero di contratti con aziende  del settore sarebbe già stato siglato.

L’innovazione rappresentata dalle nuove tecnologie significa non solo la possibilità per i militari di raccogliere documentazione fotografica istantanea sul campo di battaglia e inviarla direttamente al database centrale per analisi successive, ma anche e soprattutto la capacità di entrare in chat o messaggiare con il comandante in tempo reale. Battaglia durante, per intenderci.

E’ il nuovo profilo che le nuove tecnologie stanno dando al conflitto. E’ la guerra, se così si può ancora chiamare, sulla punta delle dita.

In breve, non solo gli USA ma anche la Repubblica di Singapore potrà contare sul suo esercito di soldati supertecnologici, che a fianco della scaricatissima app di Angry Birds avranno anche quella del Raytheon Android Tactical System (RATS), l’applicazione per combattenti che mette a disposizione una serie di contenuti multimediali specifici, senza dimenticare di monitorare lo stato emotivo con il nuovissimo T2 Mood Tracker.

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Fonte: Armed Forces International

Foto: Raytheon

Applicazioni per smartphone sul campo di battaglia

Applicazioni compatibili con vari sistemi operativi per smartphone, quali l’iOS di Apple, l’Android di Google e il Windows 7, sono destinate a rivoluzionare il campo di battaglia e il modo di combattere dei militari.

Una guerra di pollici, ovvero sulla punta delle dita che spostano icone e comunicano dati in tempo reale con i propri comandanti via smartphone. E’ la definizione che Armed Forces Int’l dà della fusione tra i progressi della tecnologia in tema di mobile communications e i crescenti bisogni dei militari al fronte.

Queste nuove applicazioni, in studio ormai da un anno con il nome di Apps for the Army, sono considerate un aiuto al comandante in area, in quanto forniscono l’esatta posizione e il movimento dei militari sul terreno.

Ma non si tratta solo di mappe e posizioni fornite con il rilevamento satellitare, come ha potuto testare la 82nd Airborne Division con un prototipo basato su Android e ricavato da due diverse applicazioni, la TIGR Mobile (Tactical Ground Reporting) e il GPS mapping JBC-P Handheld (Joint Battle Command –Platform).

Anche la foto di un militare ferito inviata in tempo reale al medico di turno permette di prestare le primissime cure sul posto nel modo più adeguato, preservando il ferito da eventuali ulteriori danni.

Se mapping e trasmissione di immagini sono ormai davvero comuni e non fanno più notizia, come anche il reclutamento e il training dei militari, o il disaster relief e la rivelazione di minacce sul terreno, maggior curiosità desta ora l’applicazione dedicata al rilevamento delle condizioni psichiche dei soldati al fronte.

Il T2 Mood Tracker è un’applicazione Android e iOS che permette il monitoraggio delle condizioni emotive dei militari impegnati sul campo di battaglia.

L’inserimento dei dati relativi ai propri sentimenti e al proprio stato mentale permette di creare un portfolio emotivo che mette in luce sul nascere eventuali problemi o disturbi, quali il temuto Post-Traumatic Stress Disorder (PTSD).

Le potenzialità nel campo delle applicazioni sono innumerevoli, lo stesso programma Apps for Army ha messo in luce 150 diversi progetti in dodici mesi.

Resta però sempre il problema della sicurezza nella trasmissione dei dati, appurato ormai che lo smartphone è diventato strumento indispensabile sul campo di battaglia.

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Fonte: Armed Forces International

Foto: Armed Forces International

Smartphone per i soldati americani al fronte

L’esercito americano potrebbe presto dotare i propri soldati di smartphone di ultima generazione, con programmi specifici da utilizzare sul campo di battaglia. Un’idea che non ha niente a che vedere con le telefonate dal fronte, tutt’altro: il servizio telefonico è l’ultima delle funzioni presa in considerazione, potendo ormai contare su telefoni cellulari con una vastissima offerta di applicazioni.

“There is just any number of ways that we might be able to use the smartphone technology if we can make it operate in a secure manner and if we can generate an expeditionary cellular network that we can move on the battlefield with us,” ha affermato Ed Mazzanti, che all’Army Capabilities Integration Center si occupa proprio di queste innovazioni e della loro integrazione nella quotidianità.

L’obiettivo è quello di dotare i militari di uno strumento in grado di aumentarne l’efficacia e l’efficienza sia in campo amministrativo che in campo operativo, inviando contenuti relativi a compiti di amministrazione e relativi all’addestramento.

Per ora il programma Connecting Soldiers to Digital Applications (CSDA) è in una fase di valutazione della sua reale validità. Si tratterà cioè di capire quanto l’invio di video addestrativi, di istruzioni interattive e di presentazioni possa realmente costituire un valore aggiunto alle normali attività, consentendo anzi di risparmiare sui tempi di formazione per ogni singolo soldato con notevoli tagli di spesa per l’amministrazione militare.

L’iniziativa è suddivisa in due fasi. La prima permette di capire quanto sia davvero possibile trasferire degli usuali contenuti militari sugli smartphone in commercio e come sia possibile poi leggerseli direttamente dallo schermo del proprio telefonino.

La seconda riguarda invece l’impiego sul terreno di tali dispositivi e la valutazione dell’efficacia del progetto in ambito operativo, con particolare riguardo alla sicurezza di trasferimento e utilizzo di dati.

I primi a ricevere tali dispositivi nell’ambito della prima fase saranno i soldati dell’Army Experiment Task Force di Fort Bliss, in Texas.

Se tutto funziona come ci si aspetta, il soldato americano sarà in grado di riportare in live video  l’attività del nemico direttamente dal proprio smartphone. E fornire rapporti di intelligence in tempo reale.

Fonte: US Army

Foto: Annie Gammel/US Army (Sgt. Willie LeBeouf from Houston, Texas, assigned to the 5th Brigade, 1st Armored Division, Army Evaluation Task Force, selects a local map to display on a smart phone. The phone was loaded with a special application to help Soldiers interview local residents during a battle scenario as part of an exercise the unit recently participated in at Fort Bliss, Texas).