Giornata della Marina: nella sua ultima allocuzione il CaSMM De Giorgi denuncia il sottofinanziamento e la dismissione di navi

Nella Giornata della Marina Militare, che si è tenuta oggi 9 giugno a Roma, a Palazzo Marina, il Capo di stato maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe de Giorgi, ha pronunciato la sua ultima allocuzione da Capo di stato maggiore.

Qui di seguito il testo integrale (fonte Marina Militare):

20160609_Giornata della Marina (2)“Signor Presidente della Repubblica, la ringrazio a nome della Marina per aver voluto presenziare alla celebrazione della nostra festa.

È un grande onore per tutti noi, con l’auspicio che la prossima occasione si possa celebrare in mare, secondo una storica consuetudine, a noi particolarmente cara.

Ringrazio inoltre il Ministro della Difesa, il Ministro della Salute, le autorità religiose, civili e militari, i gentili ospiti, per aver voluto testimoniare, con la loro presenza, attenzione e vicinanza alla Marina.

Un grato e devoto pensiero ai caduti ed ai feriti civili e militari che hanno dato la vita in servizio in pace e in guerra. ai decorati e a tutti coloro che hanno servito la Patria con onore e abnegazione.

20160609_Giornata della Marina (1)Si tratta di una celebrazione, quella di oggi, resa particolarmente festosa per il rientro in italia del 2° Capo Girone della Brigata Marina San Marco, dopo 4 anni di lontananza.

Noi tutti esprimiamo a Lei Signor Presidente, al nostro Presidente del Consiglio, al Governo tutto la nostra gratitudine per questo importantissimo risultato. Un grazie particolare al Ministro degli Esteri ed al nostro Ministro della Difesa per la loro opera nelle rispettive competenze e per l’affettuosa vicinanza costantemente dimostrata ai famigliari dei due nostri fucilieri.

La Marina può finalmente stringersi con animo lieto intorno a Capo Latorre, a Capo Girone e alle loro famiglie che con ammirevole stoicismo e patriottismo hanno sopportato questa durissima prova. La Marina vi è costantemente grata anche per l’esempio di disciplina e di compostezza di cui avete dato costantemente prova, unitamente alle vostre famiglie che saluto con affetto. Bentornati a casa!

Ricordiamo oggi l’Impresa di Premuda del 10 giugno 1918, quando il capitano di corvetta Luigi Rizzo ed il guardiamarina Giuseppe Aonzo attaccarono una formazione di navi da battaglia della flotta austro-ungarica, affondando la corazzata Santo Stefano, segnando in maniera irreversibile, le sorti della guerra sul mare. Una guerra sul mare vinta anche grazie alla determinazione e alla visione illuminata del Grande Ammiraglio Paolo Emilio Thaon di Revel, difensore di Venezia, convinto propugnatore dei MAS e della forza aerea della Marina.

Oggi la forza aerea, le navi, i sommergibili, i reparti della brigata San Marco, della squadra navale, gli uomini di COMSUBIN e i mezzi aeronavali delle nostre Capitanerie sono impegnati in mare senza tregua, questa volta non in una guerra tra popoli, ma in una guerra contro la morte e i mercanti di esseri umani, salvando migliaia di diseredati, in fuga da persecuzioni, guerre, fame, disperazione.

Insieme hanno messo in salvo 360.000 migranti distruggendo più di 300 barconi e facendo arrestare quasi 400 scafisti. È stata ed è un’attività certo gratificante, purtroppo troppo spesso dolorosa e molto usurante per i mezzi e il personale, resa sempre più complessa dall’esigenza di coniugare il dovere del soccorso della vita in mare con la necessità di assicurare contemportaneamente la protezione dei soccorritori e la difesa della sicurezza nazionale.

L’attivazione dell’operazione europea a comando italiano Sofia, complementare e sinergica con l’operazione di sicurezza nazionale Mare Sicuro, costituisce indiscutibilmente un grande successo dell’Italia in Europa e un tassello importante nel più ampio quadro delle iniziative in ambito europeo prese dal nostro Governo, tra cui si evidenzia, per le sue indubbie potenzialità strategiche, il cosiddetto Migration Compact, mirato a intervenire nei paesi d’origine della migrazione, nella consapevolezza della sempre maggiore interconnessione tra Corno d’Africa, Costa d’Avorio e Mediterraneo. A riprova, se ce ne fosse bisogno, di come questa parte del mondo, il cosiddetto Mediterraneo allargato, sia di diretto e vitale interesse nazionale.

È stato ed è tuttora, quindi, fondamentale, sostenere la missione europea Sofia, assicurando la partecipazione della nostra Marina con forze navali in grado di mantenerne, per qualità e capacità, la piena credibilità a livello internazionale, a sostegno, aspetto non secondario, del ruolo italiano in Mediterraneo.

Ma la grande migrazione in atto non è la sola sfida che la Marina è chiamata ad affrontare.

L’Italia, costituendo l’anello di raccordo tra l’Europa, l’Africa ed il Vicino Oriente, si propone – per posizione geografica, cultura e storia – quale referente naturale per i paesi nord-africani e mediorientali.

In tale prospettiva, la nazione sta assumendo crescente rilevanza, agendo anche quale partner abilitante dell’Europa, nell’opera di dialogo e cooperazione con i paesi rivieraschi.

Tale orientamento consentirà alla nazione anche di meglio tutelare nel bacino mediterraneo i propri interessi strategici, che includono tanto la sicurezza e lo sviluppo dell’economia, quanto la tutela dell’ambiente e l’utilizzo sostenibile delle risorse energetiche ed alimentari del nostro mare.

Contestualmente, l’Italia dovrà adeguare lo strumento marittimo nazionale in modo da poter rivestire, sin dal tempo di pace, di questa pace tormentata, un ruolo primario nella difesa avanzata e nella sicurezza della regione, attraverso una costante opera di presenza, sorveglianza, deterrenza e capacità d’intervento nel Mar Mediterraneo, nelle acque del Corno d’Africa e della Costa d’Avorio.  In quest’ottica assume grande importanza la presenza continuativa in quei bacini della nostra Marina, non solo in compiti di antipirateria, ma anche di addestramento delle giovani marine locali, di supporto sanitario, di sostegno alla nostra diplomazia, di promozione industriale, dando seguito alle eccellenti esperienze maturate dal Gruppo Cavour nel suo periplo dell’Africa.

Auspico quindi che sia mantenuta nel tempo la nostra partecipazione alla missione europea antipirateria Atalanta, nel cui ambito il contributo italiano è stato particolarmente efficace, come certamente ha potuto apprezzare Lei stesso Signor Presidente nella sua visita, in Oman, a Nave Carabiniere, del cui equipaggio, il comandante Saladino mi ha chiesto di porgerle oggi il suo affettuoso saluto e la rinnovata gratitudine per la Sua visita, così lontano dalla Madrepatria.

La Marina Militare ha tutte le competenze culturali, strategiche, di visione di lungo periodo per affrontare le tempeste all’orizzonte. ma le competenze e l’abnegazione non sono sufficienti se non sostenute da adeguate risorse materiali e finanziarie, con conseguenze che possono essere di grave danno per la nazione.

Nell’ultimo decennio, i fondi per il funzionamento della componente navale sono diminuiti del 65%.

Tale costante sottofinanziamento ha nel tempo eroso il patrimonio d’efficienza e d’addestramento su cui si fondano la nostra prontezza e le nostre capacità operative.

È invece evidente come il mare abbia nel frattempo assunto una valenza sempre più centrale per il benessere e la sicurezza della popolazione.

Il 90% delle merci complessive, viaggiano via nave.

L’Italia, in particolare, situata al centro del Mediterraneo, con i suoi 8.000 chilometri di costa, ultima sua vera frontiera, è un paese a vocazione assolutamente marittima. La sua economia di trasformazione dipende in maniera vitale dalla possibilità d’approvvigionarsi liberamente d’energia, di materie prime e di esportare i propri prodotti.

Siamo il primo paese in Europa per importazione marittima di merci e l’80% del petrolio che consumiamo arriva via mare.

Disponiamo dell’11^ flotta mercantile del mondo e della 3^ flotta peschereccia europea, con oltre 12.700 battelli da pesca e 60.000 addetti del settore.

Il cluster marittimo nazionale genera da solo circa il 3% del PIL.

Il mare rappresenta per l’Italia una fonte di opportunità straordinarie, ma anche di sfide temibili, come la nostra storia ci dovrebbe ricordare.

A fronte di un impegno della Marina esponenzialmente crescente (basti pensare che dal 2012 al 2015, le ore di moto della squadra navale sono aumentate del 71%) la consistenza della flotta si sta sempre più assottigliando.

Nel 2013 annunciavo alle Commissioni Difesa di Camera e Senato, con il sostegno del Ministro pro-tempore, onorevole [Mario] Mauro (a cui va il mio grato saluto) e poi al ministro della Difesa Pinotti, l’esigenza di un intervento strategico di 10 mld di euro in 10 anni per evitare la dissoluzione della flotta.

Evidenziavo infatti come entro il 2025 saremmo stati costretti a dismettere 54 delle 60 navi allora in linea.

Purtroppo non si trattava di una trovata d’effetto. ad oggi abbiamo già dismesso 9 unità, entro il prossimo anno altre 6 lasceranno il servizio, a fronte di sole 4 entrate in linea nel frattempo.

È quindi a mio parere necessario, quale responsabile della capacità marittima nazionale, rappresentare l’esigenza di dare urgente avvio ad una seconda tranche di finanziamenti per la tutela dello strumento marittimo nazionale, completando il programma d’emergenza avviato con la legge di stabilità del 2014.

Cari Marinai, la nostra navigazione non è stata tranquilla, lo sarà ancora meno in futuro; richiederà tutta la vostra inventiva, la vostra determinazione, ma soprattutto richiederà il sostegno politico del Governo e del Parlamento, affinché la capacità marittima nazionale rifiorisca e si consolidi.

Del resto è evidente che sulla strategia marittima, in Mediterraneo, ma non solo, si gioca una grande parte della nostra rilevanza nella politica estera europea.

In questo contesto assume assoluta valenza strategica il nuovo Libro Bianco della Difesa.

La decisione di utilizzare un disegno di legge organico di ampio respiro è senz’altro la migliore garanzia per individuare, attraverso il democratico confronto parlamentare, le soluzioni migliori e piu’ equilibrate.

Le sfide all’orizzonte sono dunque numerose e complesse, ma la Marina, forte delle sue tradizioni e armata del coraggio del suo personale, non teme il futuro.

Oggi come in passato, il personale è la nostra arma decisiva. Indomabile, resiliente, formato dal mare, temprato dalla sua durezza, ispirato dalla sua grandezza.

In questa giornata, il mio pensiero riconoscente si rivolge a tutti i servitori dello Stato, impegnati nella difesa delle istituzioni e della sicurezza nazionale, militari e civili, in Patria e nel mondo.

Sento anche il desidero d’inviare un grato pensiero al personale della componente aeronavale della Guardia di Finanza, alle Crocerossine Volontarie e al personale del Ministero della Sanità, dell’Ordine di Malta e delle onlus che insieme ai Marinai della squadra navale e delle Capitanerie della Marina Militare, affrontano ogni giorno il mare al servizio della Nazione.

Un grazie di cuore ai Carabinieri per la Marina la cui opera è fondamentale per il contrasto della corruzione e per la sicurezza delle nostre basi. bravi Carabinieri.

Consentitemi, però, un saluto particolare ai Marinai in mare e in cielo, impegnati a difesa della libertà di navigazione, della sicurezza delle linee di comunicazione marittime e alla protezione delle nostre navi mercantili; al personale impegnato nelle missioni mare sicuro erede di Mare Nostrum, Nelle operazioni europee Sofia, Atalanta in Oceano Indiano; agli uomini ed alle donne che operano nelle basi, sulle motovedette, sui mezzi di soccorso, negli arsenali, nei porti, nell’accoglienza, negli istituti di formazione, nella struttura di comando centrale.

Onore sempre, a voi, prodi e generosi Marinai d’Italia.

Dal profondo dei nostri cuori

Viva la Marina

Viva l’Italia !!”

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Fonte: Marina Militare

Foto: @ItalianNavy