Nov 5, 2010
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La repubblica dell’ormone. La valentìa sessuale dei politici

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By Cybergeppetto

Se Cicerone potesse presentarsi al senato della nostra repubblica, terrebbe una delle sue famose orazioni in cui, con lo stesso pathos con cui si scagliò contro Catilina, stigmatizzerebbe il fariseismo di chi volesse inquinare il dibattito pubblico con temi che non interessano a nessuno.

Laddove i senatori reazionari insistessero a sostenere che l’organo rappresentativo della volontà popolare ha il dovere e il diritto di dibattere dell’economia, dei servizi, della giustizia e di tutte le meschinità dietro le quali si cela il disegno oscuro dell’oligarchia, Cicerone squarcerebbe il velo del conformismo dicendo:” Fino a che punto, oligarchi, abuserete della nostra pazienza?!?

In questo consesso si deve affrontare con decisione e determinazione il tema che il popolo vuole ascoltare: quale futuro di godimento e di fruizione delle concupiscenze spetta al popolo? Quando ci si affrancherà dalla necessità di sacrificare tempo al lavoro comprimendo il piacere? Senatori! Da oggi si discuta del diritto al piacere sessuale che è stato inopinatamente limitato”.

Quello che sembra un paradosso è, in realtà un passaggio concettuale congeniale alla società in cui si parla sempre della fruizione dei diritti/piaceri, lasciandone alle generazioni future il costo.

In democrazia si discute dei diritti e del miglioramento della qualità della vita: tutti gli ostacoli che si frappongono al godimento dei diritti, nonché dei piaceri connessi, devono essere rimossi.

Non importa a nessuno se la nostra classe dirigente è in grado di elaborare e realizzare una visione politica, la gente chiede con sempre più insistenza ai media di conoscere i comportamenti sessuali dei leader e gli orientamenti sessuali particolari e multiformi che appartengono agli eletti dal popolo.

Se un politico non è capace di resistere a una sessione di cocaina ed escort assatanate, non potrà mai avere la tempra per guidare la cosa pubblica. Un intellettuale casto e morigerato non potrà mai guidare il rinnovamento culturale della nazione, ci vuole la tempra del porno attore per entrare nell’agone politico culturale per indicare la strada verso la libertà del piacere.

I nostri media lo hanno capito e, da qualche anno a questa parte, hanno finalmente evidenziato le caratteristiche di esuberanza sessuale che contraddistinguono le vere élite del paese.

A ogni esponente politico si dovrebbero dare in dotazione dei/delle segretari/segretarie “tuttofare” che possano testare la “vis vitalis” del rappresentante del popolo. Se pochi giorni dopo l’elezione lo dovessimo vedere con le occhiaie e la faccia smunta sarebbe evidente che abbiamo puntato su un cavallo perdente.

Inutile ascoltarli parlare nei talk show politici, è molto più semplice vedere chi hanno sotto le lenzuola per capire di che pasta sono fatti. Importa assai poco capire come si pagherà il debito pubblico: se il nostro rappresentante non è capace di arrivare al sodo nel talamo, cos’altro potrà fare nella vita?

Possiamo perdere tempo ad ascoltare interviste in cui i politici tentano di rifilarci delle balle clamorose su come sarà bello il futuro? Ci dimostrino almeno di saper tenere testa alle/ai professioniste/professionisti tra il letto e il baldacchino!

Bene fanno i media a farci sapere quante escort, trans, amici/amiche particolari, concubine e mogli morganatiche affollano le ormai non più segrete stanze del piacere, sempre più piene di ronde informative.

Cybergeppetto

p.s. l’Onorevole X viene intervistato sulla bruciante sconfitta elettorale del suo partito. Il nostro dichiara :”Il Partito sconta l’inerzia di molti quadri dirigenti che non hanno lavorato sul territorio. Da almeno un anno non ci sono stati scandali sessuali che abbiano risollevato l’immagine del Partito. Gli elettori ci hanno ritenuto deboli e inattivi e, per questo, ci hanno giustamente punito…”

Foto da: giornalettismo.com e corsera.it.

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Inchiostro antipatico