Difesa: con la Saber Strike 18 un nuovo strumento di interoperabilità con le Forze Armate della NATO e della Airborne Community

Si è conclusa nei giorni scorsi in Germania, in Lettonia e in Polonia una delle fasi più delicate e articolate dell’esercitazione Saber Strike 2018, ha fatto sapere con un comunicato stampa dell’8 giugno lo stato maggiore della Difesa.

Nel dettaglio, la Saber Strike ha visto operare le Forze Armate Italiane a fianco dei militari alleati di diverse nazioni con i Paracadutisti della brigata Folgore e assetti aerei della 46^ brigata Aerea dell’Aeronautica Militare.

In tale contesto di esercitazione, una “Coalition of the Willing” affronta un nemico ibrido in uno scenario improntato al massimo realismo, spiega il comunicato.

L’esercitazione ha inteso consolidare le capacità professionali, tecniche e tattiche del personale delle Forze Armate appartenente alle diverse specialità e nazioni, al fine di rafforzare, integrare l’interoperabilità e standardizzare l’applicazione delle procedure delle unità che costituiscono la Airborne Community chiamata a rispondere a una situazione di crisi internazionale.

Tra i paracadutisti della Folgore sotto il diretto Comando e Controllo Tattico della 82^ Divisione e della 173^ Infantry Brigade Combat Team (Airborne) in Lettonia,  gli Esploratori del 186° reggimento Paracadutisti Folgore hanno operato come unità  di Long Range Surveillance, spiega la Difesa, “integrando la capacità dell’aviolancio con la tecnica della caduta libera con expertise di pattuglia guida e con capacità di ricerca e acquisizione di informazioni tese a individuare e a verificare preventivamente le  zone di lancio e le zone d’atterraggio”.

L’individuazione di queste zone, necessaria per garantire l’immissione dell’aliquota della forza più consistente, realizza una Joint Forcible Entry in ambiente semi-permissivo che consiste in un’operazione aviotrasportata a supporto dell’entrata in teatro di successivi scaglioni di forze.

Tale esercitazione rappresenta una verifica non solo da parte della Folgore della nuova capacità, ma un arricchimento delle Forze Armate Italiane, sottolinea la Difesa, “che si sono dotate di un nuovo strumento di interoperabilità con le Forze Armate della NATO e della Airborne Community”.

Nei giorni di esercitazione si sono susseguite attività di aviolancio di CDS (Container Delivery System) per rifornire e per consegnare equipaggiamenti alle truppe dispiegate sul terreno, dove l’Aeronautica Militare, con l’impiego di un aereo C130J, velivolo per il trasporto tattico adatto ad atterrare su piste particolarmente corte e non asfaltate, ha supportato le unità terrestri.

L’esercitazione rappresenta un’eccellente opportunità e un significativo ritorno per la Difesa in termini di interoperabilità e integrazione con le Forze Armate straniere, oltre che di massimizzazione del valore addestrativo per via del realismo dello scenario e per l’impiego dei vari assetti specialistici nazionali e internazionali, conclude il comunicato.

Fonte e foto: PI SMD